
Quel giorno ero in Sicilia, al mare. Sono le 16.58: pronti per un nuovo bagno rinfrescante. Siamo tutti felici, i bimbi festosi attendono impazienti l’ora del bagno pomeridiano. I grandi si intrattengono rilassati in chiacchiere da spiaggia.
Alle 16.58 di quel 19 Luglio del 1992 Paolo Borsellino salta in aria con la sua scorta in un’ azione di guerra contro lo Stato Italiano pulito.
La notizia ci piomba addosso con una violenza inaudita. Ammutoliamo, ci guardiamo negli occhi, smarriti. Qualcuno cerca incredibilmente di sdrammatizzare, di dare una spiegazione: “c’era da aspettarselo dopo la strage di Capaci”. Ma un conto è l’ipotesi un conto è la crudele realtà.
Chi è stato? La mafia? I servizi segreti? Politici corrotti e malavitosi? Dopo 34 anni ancora non abbiamo una risposta soddisfacente.
Mentre la figura diPaolo Borsellino rimane illuminata dalla luce della coerenza e del sacrificio e resta vivo il ricordo di un uomo per bene, di un magistrato corretto e coraggioso, il nostro paese rimane ancora avvolto dal velo d’ombra del sospetto, delle complicità, del silenzio colpevole. Un velo che non riusciamo a sollevare.
Ero in Sicilia quel giorno. Lo ricorderò sempre.
