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    Il 3 ottobre è diventato giornata della memoria e dell'accoglienza, una data in cui si ricordano le vittime del naufragio di Lampedusa e tutti i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di arrivare in Italia, la porta dell'Europa.

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    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

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  • 23 Maggio-19 Luglio -Luci che non si spengono…

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    dalla vita di una grande mamma...

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    Ossimori festosi: ferita, disorientata, fragile, eppure resiliente, meravigliosa e forte. La nostra Repubblica.

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    Sentimenti contrastanti accompagnano questo momento. Il mio cuore è lì, Oltremanica. E sento come uno strappo, un'ulteriore barriera tra me e i miei affetti. Ho bisogno di tempo e di freddezza per rielaborare il significato di questo evento .

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Dallo scrittore Fruttero al professore artista Quaraglia: regali poetici della Rete

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Ricordate il mio post sul libro di Carlo Fruttero Mutandine di Chiffon?
In uno dei  ricordi, evocati dal  libro, ho parlato del mio professore di Arte, Mario Quaraglia e della sua influenza sulla mia formazione.

Flashback dalla mia adolescenza: scatta l’emozione. 1963, seconda media unificata di recente, in una piccola scuola del centro di Avezzano, (vicino a casa, ci andavo a piedi a scuola, sola, senza problemi di alcun tipo), un professore indimenticabile di disegno e applicazioni tecniche, Mario Quaraglia, il mito che rincontrerò alle superiori e che mi guiderà con sapienza a creare le mie reti concettuali dove Arte, Letteratura, Storia, Scienze e Filosofia si intrecceranno in un caleidoscopio di rimandi, collegamenti, scoperte. Lezione di disegno geometrico, quasi alla Escher, o Picasso o Braque, non so…rigoroso, spigoloso e flessibile allo stesso tempo.

Ci invita a lasciar libera la nostra creatività nella scelta dei colori. E lì mi saltano dagli occhi e dal cuore il giallo e il viola! Magicamente. Ed è lì che lui mi sorride compiaciuto e mi fa i complimenti per il miglior abbinamento possibile che si possa fare con il viola. Ora, Fruttero e la sua copertina di Lorenzo Mattotti aggiungono all’armonia del gialloviola il calore terreno del rosso e dell’ ocra. Nuova armonia che mi invoglia.”

geometrie in giallo e viola

Le sorprese  della rete

Indovinate cosa mi è arrivato dalla ragnatela delicata e forte della rete?
Il flusso di emozioni dei figli del Professore, Gianluigi e Gianfranca, che hanno vissuto tramite le mie parole momenti di sorpresa, emozione, orgoglio, tenerezza e affetto per loro padre e per quello che egli ha rappresentato nella loro vita e perché no, anche nella mia.

Gianluigi mi manda questi  versi di Mario, che mi fa piacere pubblicare e offrire alla vostra lettura.
La poesia, ancora una volta condensa emozioni e memorie senza tempo.

 

“Il tuo sorriso 

accendeva 

un viso infantile,

quando sfioravi memorie.

Oggi ti specchi 

e cerchi ancora memorie.”

M. Quaraglia

E questo è lui con la sua arte

 

Mario Quaraglia

Mario Quaraglia con uno dei suoi dipinti

 

E. Canetti-LA LINGUA SALVATA. Storia di una giovinezza. “Elias, sempre giovane e sempre ribelle!”

  Canetti_la lingua parlata-storia di  una giovinezza

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 “Fin dal suo apparire, nel 1977, questa “storia di una giovinezza” è stata accolta da molti come un classico immediato, uno di quei libri destinati a restare, che coinvolgono profondamente ogni specie di lettori. Con la sua prosa limpida, tesa, vibrante in tutti particolari, Canetti è qui risalito ai suoi ricordi più remoti, cercando di ritrovare nella propria vita quella difficile verità che solo il racconto può dare. Dopo aver vagato per decenni fra migliaia di miti, di fiabe, di trame, si è rivolto a quell’unica storia che per ciascuno di noi è la più segreta ed enigmatica: la propria” quarta di copertina.

La diversità degli insegnanti

Comincia ora una parentesi intrigante, più utile di un titolato corso di preparazione alla professione docente. La diversità degli insegnanti: fantastici ritratti di tutti i professori di Elias, di tutti quegli aspetti che ne hanno resi alcuni indimenticabili, altri dimenticati; alcuni amati profondamente, altri rispettati e presi a modello di vita e serietà; altri ancora odiati o ignorati, quelli di cui si dimentica tutto, dal nome alla fisionomia. Leggete questo passaggio lo trovo commovente nella sua semplicità, e intellettualmente alto.

“La diversità degli insegnanti era sorprendente, è la prima forma di molteplicità di cui si prende coscienza nella vita. Il fatto che essi ci stiano davanti così a lungo, esposti in tutte le loro reazioni, osservati ininterrottamente per ore e ore, oggetto dell’unico vero interesse della classe, impossibilitati a muoversi e dunque presenti in essa sempre per lo stesso tempo, esattamente delimitato; la loro superiorità di cui non si vuole prendere atto una volta per tutte e che rende acuto, critico e maligno lo sguardo di chi li osserva; la necessità di accostarsi a loro senza rendersi le cose troppo difficili, dato che non ci si è ancora votati al lavoro in maniera esclusiva; e poi il segreto in cui rimane avvolto il resto della loro vita, in tutto il tempo durante il quale non stanno recitando la loro parte davanti a noi; e ancora il loro susseguirsi uno dopo l’altro, nello stesso luogo, nello stesso ruolo, con le stesse intenzioni, esposti con tanta evidenza al confronto-come tutto questo agisce e si manifesta, è un’altra specie di scuola, del tutto diversa da quella dell’apprendimento, una scuola che insegna la molteplicità della natura umana, e purchè la si prenda sul serio anche solo in parte, è questa la prima vera scuola di conoscenza dell’uomo.”p.204

Il terremoto di Messina nel tunnel degli orrori

 

stretto di Messina

 A Vienna nel tunnel degli orrori con Fanny la bambinaia, quando arrivava la cosa principale…Il terremoto di Messina:

Prima si vedeva la città in riva al mare azzurro, le molte case bianche sul pendio dei una montagna, un paesaggio placido e sereno illuminato dal sole; il trenino si fermava e la città sul mare pareva vicinissima, quasi sembrava di poterla toccare. In quell’istante io scattavo in piedi e Fanny, contagiata dalla mia paura, mi teneva stretto a sè afferrandomi per la giacchetta: si sentiva un boato terrificante, si faceva buio, si udivano sibili e gemiti spaventosi, la terra tremava e ci scuoteva tutti, tuonava di nuovo fra lampi accecanti: tutte le case di Messina erano in fiamme, in un chiarore divampante”(p.110).

Aspettando il Rex

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L’immagine del battello illuminatissimo sul lago, mi ricorda le luci del Rex di Fellini in Amarcord; L’idea delle moltitudini nello spazio interiore dell’uomo  riporta a Walt Witmann e al suo “I am large, I contain multitudes…”.

 A Manchester con un bagaglio ricco di tante lingue: Inglese, Tedesco-lingua-materna; Spagnolo, Francese. Il valore della multiculturalità e del multilinguismo, l’importanza di conoscere tante lingue come segno alto e distintivo di cultura e di grande umanità; Inghilterra, terra di Libertà.  Napoleone visto nell’ottica Inglese come crudele tiranno… e la morte del padre glielo fa odiare ancora di più.

E quando il padre muore, la cura della madre. Affascinante questo rapporto amoroso con la Madre, garante di un equilibrio affettivo innocuo, salvo le sfuriate di gelosia di cui Elias si rende conto e nelle quali intuisce significati più reconditi che rimarranno nascosti fino alla cacciata dal Paradiso. La madre è Eva? Il ragno nero è il Serpente Tentatore? I vari ruoli della madre e del padre e delle famiglie come vincolo e nutrimento allo stesso tempo.

Ed è lieve il riferimento all’essere ebreo, al non voler svolgere il ruolo stereotipato del “commerciante”.

L’ ipocrisia nella preghiera così ripetitiva e superficiale! Forse è il suo senso poco vissuto ma profondo della religiosità che lo porta a evidenziarne i limiti, le superficialità rituali.

Tranquillizzante è il ruolo della natura sebbene filtrato dalla sua essenza di “materia di studio”. Studio come esigenza vitale, linfa da succhiare per continuare a vivere. Scoprire autori odierni è scoprire la realtà? La contemporaneità? E il sesso? Cosa è? Cosa ha di diverso e affascinante che un buon libro non possa dare? Dov’è? Dove è stato rimosso? Domande adolescenziali?

Il Narratore

Il narratore è in prima persona, ma spesso richiama nella sua struttura l’autore forse più amato dal giovane Elias, Charles Dickens, con quel suo rivolgersi al lettore, talora in modo un po’ didascalico, per condurlo con sé, quasi tenendolo per mano, alla scoperta della vita.

Capitoli strutturati in episodi legati tra loro da una spirale ideale. Eventi e situazioni ripresi e ricollocati nel nuovo focus dell’episodio/capitolo.

E tanto altro in questo magico libro…Una scoperta, un’illuminazione, un’esperienza di piacere indimenticabile.

Bellissima la conclusione: “La cacciata dal Paradiso” dell’innocenza, della mancanza di conflitto e dell’esistenza di mondi fantastici, mitici in cui rifugiarsi per sfuggire alla realtà sofferente. Fantastico romanzo di formazione (Bildungsroman).  

Grazie Paola per il meraviglioso “consiglio di lettura”. Giornate di vacanza in un posto meraviglioso, Bol (Isola di Braĉ), rese ancora più belle e intense da questo libro.

Ricominciamo il viaggio

La  pausa festiva ci voleva proprio! Lunga e profonda, per assaporare la normalità della vita concreta, con i suoi eventi ordinari, ma speciali.

Sorrisi di bimbi felici e cinguettanti, giochi in famiglia, ricordi comuni belli e brutti, fughe nostalgiche verso il passato e la tradizione, progetti per il futuro. E anche l’influenza!

in viaggio

Ora è tempo di  rimettersi in viaggio.

Bollani, PARLIAMO DI MUSICA e…ascoltami

Bollani PdM

La scrittura di Bollani è il  ritmo stesso  del suo autore, la sua fisicità, le sue trasgressioni, il suo essere con convinzione reader/listener oriented.  Scrive, parla e suona per essere ascoltato e fa dell’ascolto una professione di fede. Non è un caso che si faccia accompagnare, anche fuori dal palcoscenico, dal “santino” del musicista Osvaldo Pugliese (cap 23), “protettore laico dei musicisti”. Sul retro dell’ immagine, appare una scritta significativa:

“San Pugliese, proteggici da tutti quelli che non ascoltano”.

E la voglia di ascoltare la musica che Stefano propone, con occhi e cuore aperti al mondo, è ciò che rimane di questo vibrante, jazzy book.

Bollani al pianoAmo il jazz e quando riesco a partecipare a qualche evento mi diverto molto ad osservare l’interazione tra i musicisti. Spesso mi sembra di cogliere vere e proprie conversazioni tra loro, a suon di strumenti, mossette ed espressioni facciali, movimenti a scatto di gambe e braccia.

Darlington Arts CentreQualche anno fa i miei amici Thea e Ben mi invitarono ad un concerto  di Andy Sheppard a  Darlington, nella contea di Durham (North England). Non mi sono mai divertita tanto! I due sassofonisti ingaggiarono un vero e proprio duello, brioso e combattuto fino all’ultima nota e all’ultimo ghigno!

Nel concerto di Steve Coleman a Zurigo (1988) Bollani ha contato sulle dita delle sue mani, divertendosi, le battute per capire “che tipo di ritmo stessero utilizzando”, allo stesso modo io mi sono divertita a contare e trasferire in una lista tutti i musicisti e gli scrittori che Stefano mi ha fatto incontrare nel suo “viaggio di formazione”. Around 180? Circa cinquanta a me sconosciuti.

Ma da ora li considero tesori preziosi da svelare e…ascoltare.

R.Saviano-ZERO ZERO ZERO Un progetto di Geografia Antropica sulla criminalità mondiale. E arriva anche la serie TV-Sky. 2019-Al Festival del Cinema di Venezia i primi due episodi.

 

zerozerozero

Il lungo e intenso viaggio  che Saviano  racconta in ZeroZeroZero è la storia della condizione umana, dove il potere, il danaro, la violenza, il sesso e la politica  si mostrano in tutta la loro virulenza, stimolati e  portati in superficie dalla bianca coca. Tutte le mafie del mondo danzano all’interno del business dei businesses. E noi, che ci crediamo puliti e distanti anni luce da questo mondo, sprofondiamo, pagina dopo pagina, in un antro bianco popolato di mostri.

Il primo capitolo è bello, di quella bellezza inquietante che hanno le storie sconvolgenti  e reali,  che stenti  a credere tali:

“La coca la sta usando chi è seduto accanto a te ora in treno e l’ha presa per svegliarsi stamattina o l’autista al volante dell’autobus che ti porta a casa, perché vuole fare gli straordinari senza sentire i crampi della cervicale. Fa uso di coca chi ti è più vicino. Se non è tuo padre o tua madre, se non è tuo fratello, allora è tuo figlio. Se non è tuo figlio, è il tuo capufficio. O la sua segretaria che tira solo il sabato per divertirsi. Se non è il tuo capo, è sua moglie che lo fa per lasciarsi andare.  Se non è sua moglie è la sua amante, a cui la regala lui al posto degli orecchini e meglio dei diamanti. Se non sono loro, è il…”

mondo_000Dopo questa preoccupante presentazione di chi, intorno a noi potrebbe essere  coinvolto  nell’uso di droga, inizia il sorprendente giro del  mondo,  tra quelli che la coca la producono, la distribuiscono, ne agevolano la diffusione e ne godono i frutti in termini di  danaro, potere e controllo delle coscienze.

Tralascio la descrizione dettagliata delle singole organizzazioni criminali, perché l’impressione che rimane è quella di un amalgama indistinto putrido, fetido e repellente.

Perché l’ho fatto? E lo rifarei?

 “ Sono un mostro, com’è un mostro  chiunque si è sacrificato per qualcosa che ha creduto superiore. Ma conservo ancora rispetto. Rispetto per chi legge. Per chi strappa un tempo importante della sua vita per costruire nuova vita. Nulla è più potente della lettura…”(cap.19)

 

LIBRI E LETTORI

E continuiamo a bere queste intense  parole sul valore della lettura, sul potere di questo gesto rivoluzionario e pericoloso, che qualcuno osa definire “passivo”. Saviano, “corridore di storie, moltiplicatore di racconti”, è dentro l’abisso, inesorabilmente, con tutto se stesso e sempre più affamato di  conoscenza. Più ne sa è più ne vuole sapere e ne vuole scrivere.  Non riesce a mantenere quel sano distacco che gli impedirebbe di  diventare dipendente dalla conoscenza, dalla curiosità, da  quel pane dell’anima e del pensiero che poi  potrà spezzare con gli altri, perchè in molti si sfamino e guardino con lucidità cosa accade intorno a loro, quanta coca gira intorno a loro. E perché.

Il narratore è ormai  addicted… dipendente dalla conoscenza e dalla scrittura. Chi legge non può non riconoscere le sue dolorose considerazioni  sulle scelte fatte. Lo rifarebbe se potesse tornare indietro? No, ma questa è la risposta della ragione. La consapevolezza di essere come è lo porta invece a dire che non avrebbe potuto fare diversamente.

La puntata del 10 Maggio 2013, VITE IN POLVERE, di Le Storie Diario Italiano, di  Corrado Augias,  ospita Roberto Saviano che commenta il suo libro ZeroZeroZero  con il conduttore e con gli studenti dell’IIS “Carlo Levi”  di Marano presenti in studio,

Ma chi sono i lettori di  questo libro, ormai in vetta alle classifiche da più settimane? Giovani, vecchi? Intellettuali, Chi? La  trasmissione mi aiuta a mettere a fuoco meglio  il valore divulgativo di  questo “Non-fiction Novel” , come lo definisce Roberto. Un romanzo (certamente) che però include dati reali, nomi reali, realtà esistenti. Il modo di raccontarli è fictional, narrativo e si capisce il perché.

Mary, una delle studentesse presenti in studio,  gli chiede se non  ritenga possibile  che, leggendo il libro, si possa essere indotti a provare la cocaina.  Roberto risponde semplicemente. Ha in mentre un progetto: vuole catturare l’attenzione per dare al  lettore una chiave di lettura della complessità globale del fenomeno coca e, nello stesso tempo, offrirgli una via di fuga romanzesca.

La descrizione degli effetti immediati  e positivi (piacere, energia, senso di onnipotenza) accanto a quelli  devastanti, a medio e lungo termine che la cocaina  produce, dovrebbe anzi smorzare il desiderio di provarla.   Leggere per conoscere, parlarne  a scuola e fuori, con e tra  studenti, è dunque opportuno, anzi indispensabile.

Ma i risultati? Lentamente, molto lentamente, forse troppo lentamente, arrivano. Ma dove arrivano? E in cosa sono  evidenti, al di là di qualche roboante maxi sequestro di droga? La tragedia di questo libro  è che ci trasporta  in un mondo globalizzato dalla coca e dalle sue dinamiche, che ti avviluppano, catapultandoti in una realtà che non vorresti mai  vivere.

Stratagemmi narrativi

albumAggancio molto casuale tra il romanzo  di Coe, The Rain Before It Falls e ZeroZeroZero di Saviano. Hanno un elemento in comune: lo stratagemma tecnico dell’album fotografico  e della descrizione dei personaggi attraverso una loro  fotografia. Due mondi: uno  narrativo a pieno titolo e uno tragicamente reale. Il riferimento  nostalgico all’album fotografico  assume, nel libro di Saviano  l’anima (nera) del dossier dei ricercati negli uffici  della DEA di New York o di qualunque ufficio  delle polizie di tutto il mondo. Nello stesso tempo introduce un elemento puramente narrativo di costruzione della storia e dei suoi  climax.

Un  progetto  interdisciplinare 

ZeroZeroZero  mi fa pensare ad un complesso progetto interdisciplinare, con la cocaina come main theme che collega le discipline trattate  in un mosaico di tragica bellezza. Materia base? La  Geografia antropica,

 “Chiamata anche Geografia Umana o Antropogeografia, è la scienza dedicata all’analisi della distribuzione, della localizzazione e dell’organizzazione spaziale dei fatti umani. Tale scienza è composta da un aspetto sincronico, ovvero l’analisi degli assetti organizzativi umani presenti nel mondo in un determinato periodo, e da un aspetto diacronico, ovvero l’analisi dei processi che nel corso del tempo hanno condotto alla formazione di tali assetti. Questa branca include gli aspetti culturali, economici, sociali e politici della geografia. Privilegiando la ricerca degli elementi soggettivi nel rapporto uomo-territorio, sovente si avvale di discipline quali le scienze sociali (in particolare sociologia, economia e psicologia), o di forme comunicative come la letteratura e le espressioni artistiche, specie in ambito regionale…” ( Wikipedia)

A questa disciplina multiforme si associano perfettamente Economia e Finanza, Storia, Arte, Letteratura, Musica, Chimica,  Botanica ed altro ancora, sotto il segno della coca!

 

“mi calmo, mi devo calmare[…] Guardo il soffitto e immagino l’intero globo. Il mondo è una pasta tonda che lievita. Lievita attraverso il petrolio. Lievita attraverso il coltan. Lievita attraverso i gas. Lievita attraverso il web. Tolti questi ingredienti, rischia di afflosciarsi, decrescere. Ma c’è un ingrediente più veloce di tutti e che tutti vogliono. Ed è la coca. Un ingrediente senza il quale non potrebbe esistere nessuna pasta. Proprio come la farina. E non una farina qualsiasi. Una farina di qualità. La migliore qualità di farina: 000.”(cap.19)

Pura. ma quanto   è pura la cocaina? Quante forme di purezza  si nascondono dentro le molecole della polvere bianca?. Non è mai pura, neanche quando è la  “perlata”. È sempre sporca, sudicia, contaminata dal sangue e dalla violenza che genera e che la genera.

Ci avviamo verso la fine, dopo aver incontrato uomini, donne e vite violente e disperate che affollano le pagine di questo splendido lavoro. Ultima pagina. Chiudo il libro e mi ritrovo  occhi negli occhi con Roberto. I miei sono umidi di lacrime e smarriti, i suoi  pieni  di un universo che vogliono  continuare a guardare, con coraggio e umanità, per cambiarlo:

“Nell’Apocalisse di Giovanni si dice: «Presi quel piccolo libro dalla mano dell’angelo e lo mangiai: dolce come  miele in bocca nelle viscere mi divenne amaro». Credo che i lettori dovrebbero fare questo con le parole, per masticarle, triturarle  infine ingoiarle, perché la chimica di cui sono composte faccia effetto dentro di noi e illumini le turbolenze insopportabili della notte, tracciando la linea che distingue la felicità dal dolore”

ZeroZeroZero è il libro più bello tra le mie letture di questa prima metà del 2013. Go Roberto go, continua a scrivere e noi continueremo  a starti vicino e a dar voce a  quello che tu  scrivi   con tanta efficacia e passione, narrativa e sociale. Continua a darci parole, di miele o di fiele.

 

UK 2015–Benvenuto ZeroZeroZero, in Inglese.

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“an impassioned account of the damage done by global cocaine trade”,

secondo Misha Glenny del Financial Timequi tutto l’articolo    Spero venga tradotto in molte altre lingue, vista la pervasività della criminalità internazionale della droga e visto l’interesse anche “scientifico-pedagogico ” di questo libro.

 

In Grecia stop anche alla National Symphony Orchestra

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J.Coe -THE RAIN BEFORE IT FALLS tra musica, amori e melodramma…

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Rosamond, narratrice principale oltre, che personaggio  affascinante e ben costruito,  si congeda da questo mondo in modo molto personale. Prima di andarsene decide di lasciare un testamento insolito: un audio messaggio in cui ricostruisce, attraverso   venti fotografie, pietre miliari e turning points   catalizzatori dello  sviluppo della storia, la sua vita e quella di tutte le persone, soprattutto donne, che hanno abitato l’esistenza tragica di Imogen, la destinataria della “ricostruzione”.

Londra anni 70Una storia che abbraccia gli eventi bellici  della seconda guerra mondiale,  i bambini  di Londra e delle grandi città sfollati  nelle campagne e allontanati dai loro genitori. Il dopo guerra, gli anni della contestazione 68esca e i folli  anni 70 accompagnano il lettore, fino  alla contemporaneità.

town-much-wenlock-03~s200x200All’ interno  di questi grandi eventi  si dipanano le storie di Rosamond e Rebecca e del loro amore fuori dagli schemi;  di Beatrice/Annie con tutte le sue inquietudini, a cavallo tra Canada e Inghilterra; la storia tragica e criminale di Thea, dei suoi uomini malati  e di sua figlia Imogen. Accanto  a queste c’è la storia di Gill, con le sue figlie, che per prime ascoltano  il lungo e intenso messaggio di Rosamond, con curiosità, stupore e interesse. Dovrà essere proprio Gill a trovare Imogen e a consegnarle questa eredità.

the rain before it fallsL’ambientazione è suggestiva: tra Londra, le Midlands  e i magici  paesaggi  nello  Shropshire, dove incontriamo anche  Bonaparte, piccolo cane protagonista suo malgrado  di un evento cruciale;  dove i Natali diventano  un rito  irrinunciabile; dove la vecchia e arrugginita roulotte nascosta tra gli alberi diventa il rifugio segreto delle adolescenti  Beatrix e Rosamond, in  cerca di avventura e magia.

L’arte caratterizza molte  delle vite descritte  nel libro: la musica d’avanguardia della compositrice Catherine, figlia di Gill; il rock  dannato di Michael, grande amore di Thea  e Bailero, nei Chants d’Auvergne, di Joseph Canteloube, che illumina la vita di Ros.

“Those three weeks in France were undoubtedly the happiest of my life, and everything that was good about them is crystallized in this photograph, and in the song baileiro, which never fails to evoke for me images of that lake, and that meadow, where we lay alla afternoon amidst the long grass and the wild flowers while Thea played down by the water…[…] “then she announced:” Well, I like the rain before it falls”p. 160

E poi c’è il ritratto di Imogen, che non potrà mai vederlo, ma potrebbe viverlo sia tramite le escrescenze di colore ad olio usate dall’artista  Ruth, ultima compagna di Ros, che  tramite la descrizione che la stessa Ros ne fa nel suo messaggio/testamento.

duello_al_sole_jennifer_jones_king_vidor_015_jpg_jrbrE ancora, il  cinema: Rosamond e Beatrix fanno le comparse in  un film americano girato a  Much Wenlock.  Molto bello il flashback di Ros sulla sua “cotta” per Jennifer Jones in Duello al sole e le sue riflessioni  su questo amore impossibile, spia di qualcosa di diverso che  stava già  succedendo nel suo cuore. Tutte le sue coetanee e le donne in genere, in quei giorni, impazzivano per Gregory Peck, lei no, lei  era perdutamente presa da Mrs David O’Selznick, meglio conosciuta come Jennifer Jones!

 sastgroupdotcom_fotoLa bellissima invenzione della narrazione, arricchita  da elementi culturali anche sofisticati, attraverso  le fotografie e la conseguente costruzione del climax, tra  cronaca e flashback, si “smaglia” verso la fine, tra nuovi messaggi, notizie sorprendenti e melodramma.

 something more…

“The Rain Before It Falls is a lyrical novel written by British author Jonathan Coe. It describes the history of three generations of women directly or indirectly affected by events in post-war London and rural Shropshire. The novel contrasts with Coe’s previous works in that it is almost apolitical, examining both the welcome and the undesirable legacies parents leave their children. Most of the story is told through recordings of an old lady called Rosamond who describes on tape twenty photographs that represent a family’s history. The main part of the book consists of descriptions of the various photographs, framed by a background story. While each of these descriptions comprises a chapter there is also a central chapter interrupting this structure which gives a piece of the background story” Wikipedia

 In sintonia con The Guardian ‘s review? A voi  giudicare…

 “Perhaps a bit too much tragedy, finally. The last revelations are so grim that credibility starts to strain. There is also, for Coe, a surprising streak of sentimentality, unleavened by his usual coruscating wit. There is steeliness here and it is welcome, particularly in the facts of life for a lesbian in the 50s and 60s, but the final words of Rosamond on tape are a little too woolly for the tough, shrewd woman who’s gone before…”

Il titolo  The Rain Before it Falls  è ripreso da una composizione musicale  di Michael Gibbs:

…” Brit-jazz composer and arranger […]born in 1937 in Zimbabwe. Starting in 1959, he studied in Boston at the Berklee College of Music, the Boston Conservatory , Tanglewood and the Lenox School of Music, where he studied with a who’s who of contemporary jazz and modern composition: George Russell, Gunther Schuller, Iannis Xenakis, Aaron Copland, Lukas Foss and others. In 1964 he moved to the UK, where he engaged himself in the rapidly emerging contemporary UK jazz scene. Starting in the late 60s and continuing into the mid 70s, he recorded a number of highly acclaimed and influential albums featuring many of the most prominent British-based jazz players who, like Michael, were beginning to flirt with jazz/rock. Since the mid 70s he has worked as a educator as well as a free-lance arranger, doing arrangements and orchestrations for major names such as Joni Mitchell, Pat Metheny, The Mahavishnu Orchestra, and Peter Gabriel among many others, while too infrequently recording his own music. “Cuneiformrecords.com

  

La descrizione della musica di Catherine trae ispirazione dall”album Slow Life di Theo Travis

Theo Travis

Travis & Fripp – When The Rains Fall (from Follow) 2012

Capaci 23 /5/1992-23/5/2013.Più forti del silenzio, contro l’illegalità

stragi_maggioOggi, 23 maggio 2013, ricordiamo  la strage di Capaci, dove, nel 1992, la “mafia”  fece saltare in aria, con un piccolo  clic sul pulsante di un telecomando, il giudice Giovanni  Falcone, sua moglie e  la loro scorta. Con loro, sono sono saltati in aria un pezzo  di Sicilia e  tante speranze e sogni  di  cittadini Italiani onesti.

E dopo Giovanni, Paolo Borsellino il 9 luglio, nella strage di Via D’Amelio.

Ancora un anniversario doloroso che non si ferma però alle sterili celebrazioni tra corone di fiori e discorsi retorici, ma ci  aiuta a ricordare cosa quell’evento abbia significato nella nostra storia recente  e come si possa e si debba reagire davanti  a tali atrocità.

più forti del silenzioLe navi della legalità, Paolo e Giovanni, hanno anch’esse un alto valore simbolico, ma questa volta la metafora è viva e in movimento verso la costruzione di un mondo nuovo. Gli alunni/marinai, insieme ai appresentanti delle istituzioni, rappresentano la speranza e la realtà, allo stesso tempo, di questo nostro paese, che continua a lottare e a conquistarsi un pezzetto di cielo pulito per volta.

Approdano a Palermo queste vele, spinte dal vento della libertà e della legalità. 

Il Salone del Libro di Torino, la più grande libreria d’Italia!

????????????????????Questo è un evento che mi piace segnalare anche se io non potrò parteciparvi fisicamente. Sapere che esiste è già un dono e un piacere, il piacere della  creatività e  della fantasia unite in un messaggio umano importante e essenziale: il libro come veicolo di crescita, anche economica e sociale!

Leggere sempre, comunque, da soli, in compagnia, a scuola, da bambini e da bambini/adulti. Leggere per scoprire e vivere creativamente  il mondo e i mondi interiori, virtuali e reali.

Quest’anno il Salone del Libro  di  Torino propone uno sguardo privilegiato sul Cile, paese ospite, sulla sua letteratura e i suoi  autori appassionati.

Ricco di  spunti di riflessione  il discorso  inaugurale del  Presidente della Repubblica, che tocca tutti i punti caldi    dell’universo del Libro e le  sue ricadute sulla società e sui singoli cittadini.

UKIP e l’antipolitica in salsa britannica

UKIP campaignerLondra, 9 Maggio 2013, la BBC e i talk shows inondano e bombardano le orecchie dei telespettatori Britannici di bla-bla-bla sull’antipolitica, sul discorso programmatico della Regina, sui danni dell’immigrazione, sui tagli drastici e improcrastinabili da fare al Welfare.

Anche qui! Vecchie ricette che sanno d’Italia: pretesa di rigore, mancanza di visione, attacchi indiscriminati agli immigrati, urla anticasta. Inconsistenza. Il vento dell’anti-politica è arrivato anche in UK? Sembra proprio di sì.

Suzanne More, giornalista di The Guardian (online 9.05.13) ci offre un’analisi dell’anti-politica in salsa britannica, molto interessante e condivisibile.  Dalla versione cartacea  riporto alcuni flash su cui riflettere e discutere:

“Marx, without question, was right on the important issues. Groucho, not Karl. He said: “Politics is the art of looking for trouble, finding it, misdiagnosing it, and then misapplying the wrong remedies.”

“A vote forUKip is neither radical nor anti-politics, it’s supporting the same old self-serving and inept establishment”

“To be truly anti-politics would be to refuse to be governed by our inferiors. It’s not voting for “the common sense” of saloon-bar racists, the veneer of modernism of chaotic Cameroons or the vagaries of Milibland. To be antipolitics now means wanting something new, not old, not borrowed, not blue.”

“The fear that a vote for UKip is a vote for extremism will peter out. Ukip is not as separate from the system as it pretends to be”

Ultim’ora…

Oggi, anche su la Stampa.it,  un quadro “Europeo” su scettici, nazionalisti e anti-politica, nell’articolo di  Zatterin: I populisti fanno tremare l’Europa

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