
Perché festeggiare?
In questi ultimi decenni, il mondo è diventato un luogo complesso, apparentemente in preda a follie senili, rivendicazioni individualiste e un’avidità che appare irrefrenabile. Eppure, l’umanità continua a resistere, mossa da principi e bisogni primari che non contemplano l’autodistruzione. Fin dalle origini, l’essere umano si è impegnato a migliorare la propria esistenza. Abbiamo vissuto battute d’arresto violente e tragiche, ma ci siamo sempre rialzati facendo leva sulla volontà di vivere. Accadrà ancora. Prima o poi un sussulto vitale spalancherà le porte a un rinnovato desiderio di felicità e umanità. In questa sfida l’Unione Europea possiede le carte giuste per giocare un ruolo da protagonista. Molti di noi ci credono ancora. E continuano a festeggiare con convinzione la ricorrenza del 9 Maggio, data che segna l’anniversario della “dichiarazione Schuman“, una storica proposta presentata nel 1950 dal ministro degli Esteri francese Robert Schuman, considerata l’atto di nascita di quella che oggi è l’Unione europea.
Il 9 Maggio non è solo memoria, ma progetto. L’Europa, unica realtà al mondo, è un progetto tra stati che hanno scelto la pace per via diplomatica e non dopo una vittoria militare di uno sull’altro. Dunque partiamo da questo presupposto e festeggiamo con lo sguardo rivolto al futuro e non al passato perché i giovani europei abbiano di fronte un orizzonte aperto e ricco di opportunità.
Mettersi in marcia significa anche compiere piccoli gesti simbolici, come celebrare la nascita della nostra comunità. Passo dopo passo, ridaremo vigore alle fondamenta di un patto di solidarietà nato dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale. Quello tra gli Europei è l’unico legame capace di garantire un futuro alle nazioni che lo hanno creato. Andiamo avanti con fiducia.con la consapevolezza che, come David Sassoli diceva:
“L’Europa è nata come un sogno impossibile; oggi è la nostra realtà più preziosa da difendere.”
