• Mondo Fuori

  • Alla Fiera delle Parole One Book One City Padova legge il romanzo della Atwood. Diritti delle Donne. Una lotta continua…

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    Per il ritiro del DDL Pillon e la riaffermazione della libertà di scelta degli "Italiani", uomini e donne liberi. Margaret Atwood-Il Racconto dell'Ancella: " In un’America reduce da una catastrofe ecologica, che ha falciato gran parte della popolazione e messo in forse la stessa sopravvivenza della specie, un gruppo di fanatici religiosi ha fondato uno stato totalitario, Galaad, riducendo in completa schiavitù le donne. I rapporti umani, sociali, culturali sono stati aboliti: unico supremo fine è la procreazione. Attraverso il diario segreto della giovane “ancella” Difred, si delinea l’inquietante profilo di un mondo futuro ma non troppo, già presente in embrione nella società degli anni Ottanta...apri il link all'immagine per continuare

  • Giornata Mondiale del Migrante 2019- Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra. Ancora morti, tanti. Troppi!

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • 19 Luglio -Luci che non si spengono

  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • 2 Giugno 2019-Festa della Repubblica Italiana

  • Amo l’Europa e il 26 Maggio VOTO.

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • 25 Aprile 2019- Festa della Liberazione dal nazifascismo

    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

    “Despite everything, life is full of beauty and meaning.” ― Etti Hillesum, Lettres De Westerbork

  • 8 Marzo 2018-Donne insieme con determinazione e speranza

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 20 Novembre2017- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

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A. Cuarón-ROMA. Una storia, cento storie, grandi donne, piccoli uomini in un film emozionante e bellissimo.

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L’ho amato dalla prima scena. Lo trovo  di una bellezza “stellare” che illumina la storia, le attrici, i colori, l’ambientazione, la forte carica sociale a fatica tenuta sullo sfondo, il ritratto struggente  di  relazioni  amorose profonde e dolorose, la comunicazione  nelle lingue del cuore: Spagnolo e Mixteco. 

La cacca magica

La cacca dei cani…Che magia  il cinema! riesce a veicolare significati  inaspettati attraverso piccoli dettagli, non proprio piacevoli.  Dettagli  dall’infanzia del regista, dettagli  da un mondo in ebollizione, dove si agitano i tradimenti  dei coniugi, le mediazioni delle  nonne, le liti  isteriche tra fratelli, il mondo di fiaba in cui rifugiarsi per non ascoltare, per non vedere, come fa il piccolo di casa cullato dalle storie di Cleo, fidata vice-madre.

 

Una storia intima

La storia è molto intima: racconta la vita di una bella famiglia borghese del quartiere Roma di Città del Messico  agli inizi degli anni 70:  quattro  figli, mamma e papà, nonna.  Con loro vivono due cameriere, Cleo  e Adela.  Il papà Antonio, come  spesso fanno gli uomini, ad un certo punto “sente il peso eccessivo della famiglia” e se la da a gambe con l’ altra donna più  “fresca”. La madre sembra una trottola pronta per impazzire, e lo farà al momento dell’abbandono definitivo. La nonna si da un gran da fare per seguire i nipotini e placare le ansie della figlia.

Cleo

Ah, Cleo, sprovveduta  sognatrice! Efficiente come una macchina, fa i lavori di casa alla perfezione e si prende cura dei bambini proprio come una madre, specialmente con il piccolino che stravede per lei. Purtroppo anche a lei capita di incontrare un “piccolo” uomo con manie di grande atleta,  che la “usa e getta”, senza ritegno e pietà per la sua gravidanza inaspettata e non voluta. Tragica la sua figura nel momento  del parto. La comunicazione del momento è puro dolore espressivo.

Cleo è indubbiamente la figura centrale del film, e forse dell’ infanzia di Alfonso. L’infanzia plasma l’ anima e la mente. Ha portato infatti Cuarón a cesellare questo gioiello. I momenti più belli del film ruotano intorno a Cleo. Uno su tutti, quello che ti lascia senza fiato per la sua tragica bellezza,  è la gita a Veracruz, pretesto per permettere al  padre di famiglia di  “saccheggiare” la casa.  È  un momento catartico per tutti, un’avventura in comunione  tra donne e bambini,  che accompagnerà i protagonisti verso  una nuova consapevolezza: si può uscire dal buio  e tornare a vivere pienamente  una vita degna di essere chiamata tale.

Il ritorno

Il ritorno a casa, una  casa svuotata dal padre che è  fuggito verso un nuovo amore, mostra la bellezza della speranza, mancano  è vero molte cose amate, parti integranti e silenziose di un tratto di vita,  manca il papà, ma la novità delle nuove camere, dei nuovi spazi vuoti, di un futuro ricco di sorprese sembra compensare le perdite.

Ma ora basta chiacchiere, questo film è da vivere in prima persona!

 

 

 

 

 

 

Eccellenze

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Dopo il Leone d’Oro a Venezia, arriva il Golden Globe, e la strada per l’Oscar al Miglior Film Straniero è aperta…

 

 

 

In vacanza 3. C.Bonini-G. De Cataldo. SUBURRA e i suoi traffici maledetti.

 

 

Suburra De Cataldo -Bonini

 

Torno al Kindle in quest’estate di letture condivise con Vladimiro. Ho finito i miei adorati libri di carta e in viaggio non ne ho portati altri. Allora, con somma felicità del mio compagno di lettura, “ripiego” su Suburra di Bonini-De Cataldo. A lui è piaciuto molto, e ne vorrebbe parlare con me.

Suburra KindleChe dire? Questa volta ho trovato la lettura su Kindle molto piacevole. Credo sia stato il ritmo sincopato del romanzo a dettare quello di lettura: veloce, guizzante, accattivante. Tra cronaca, docufiction, premonizioni e rabbia montante, sono arrivata all’ultimo minuto della storia.

Roma e i pescecani che l’hanno spolpata nel tempo sono tutti in ballo. Più vicino alla realtà di quanto si immagini sono  i ritratti narrativi di politici, ruffiani, prostitute, criminali grandi e piccoli, mafiosi e camorristi, imprenditori e prelati faccendieri e puttanieri.

Mio malgrado ho dovuto concordare con Vladimiro sull’efficacia della scrittura e del linguaggio usato, anche se De Cataldo non mi è stato mai molto simpatico. Colpa di Masterpiece

E. Morante-LA STORIA. Le conseguenze tragiche di un potere cieco e malato. Lettura per un tempo “un po’ ignorante”

la storia

È finita…

Difficile oggi, 24 Giugno 2016, primo giorno di Brexit, tornare a parlare di La Storia di Elsa Morante, un libro che attraversa anni  folli e crudeli  del Novecento, svelandone i risvolti più crudeli e dolorosi sulla vita della gente piccola, piccola, cosiddetta comune, ovvero del “popolo sovrano”. Quello che va a votare travolto da conati di vomito verso regole che non ha condiviso, o che non conosce proprio. Un conato di vomito che invece di essere placato e curato viene ulteriormente stimolato, con sollecitazioni continue come quelle di un bulimico che vuole liberare il proprio stomaco dalla putrida pappetta in cui si è ridotto il magnifico cibo dei cuochi famosi. Difficile, ma oggi ancora più opportuno e importante.

10942-la_storia-comenciniI segreti dei Ramundo

Nel suo capolavoro La Storia, degli anni che vanno dal 1941al 1947, Elsa Morante ci fa incontrare, insieme alle bombe, alla distruzione e alle manovre folli dei popoli in guerra, la vita di una fragile famiglia borghese, i Ramundo/Mancuso/Almagià, esposta a tutti i venti e sbattuta qua e là dagli eventi. Il maestro Giuseppe, indomabile anarchico (“poveri anarchici della domenica”), innamorato profondamente della moglie e tenerissimo con la figliuzza “babbarella” Iduzza e la maestra Nora, Veneta ed Ebrea, si incontrano a Cosenza nella scuola in cui insegnano. I segreti che vogliono tenere nascosti condizioneranno le loro vite e quella di Iduzza.

San Lorenzo RomaA Roma dove si era trasferita con suo marito Alfio, Ida Ramundo, ora vedova Mancuso, maestra anche lei gracile e perennemente indecisa, viene violentata da un giovane e disperato soldato tedesco, Gunther. Rimane incinta di Useppe, pischelletto malato, poetico, affamato di affetto e di avventura, i cui occhi azzurri testimoniano la sua origine. Il primo figlio, Ninareddu accetta questo fratellino venuto dal nulla come un dono, senza chiedere nulla e senza riserve. E lo ama ricambiato di un amore puro, infantile, totale.

testaccio3C’è davvero tanta poesia in questa storia, come fossimo dinanzi alla perdita d’innocenza del mondo moderno. Un innocente è Davide Segre, il giovane idealista ebreo  che odia la borghesia, in un conflitto irrisolvibile tra le sue idee e la fine orrenda della sua famiglia nella camera a gas. Il suo destino è segnato. La droga o le droghe lo accompagnano furiosamente verso il suo compimento.

È innocente il “pischelletto” Useppe, figlio dello stupro e della paura, che piccolo piccolo come un uccellino, si rifugia tra le zampe accolgienti di Blitz (il primo cane della famiglia), Bella (la pastora abruzzese avvolgente e protettiva) e Ida madre confusa, ma sempre amorevole. Useppe è un poeta inconsapevole. Inventa storie e poesie, decodifica in versi il canto degli uccelletti. Ama la natura e da lei si fa coccolare come un’altra madre.

anarchiaSembra innocente tutta la gente impaurita e stravolta dai bombardamenti, in fuga continua dal nemico e forse da se stessa, alla ricerca di un rifugio temporaneo. A suo modo è innocente Ninareddu, affamato di giustizia e di ideali, che a guerra conclusa vanno scolorando in piccole azioni di accaparramento e sopravvivenza, per lui fatali. Anche lui, vittima di una guerra cieca andrà incontro al suo destino, nelle lotte partigiane durante, e nella lotta quotidiana per l’arricchimento, nel dopo guerra.

San Paolo RomaRoma è sempre protagonista delle scorribande di Bella e Useppe. E riconosco tante strade, tanti quartieri che da bambina e da adulta percorrevo con mia madre e mio padre, ora a trovare parenti, ora a fare visite agli occhi al Policlinico, ora ad incontrare amici a teatro o al cinema o per monumenti. Roma la ritrovo in tante storie Italiane e per me è sempre un tuffo al cuore, un altro ritorno all’infanzia.

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Le sintesi degli accadimenti che da un anno all’altro Morante riassume, colpiscono per la loro incisività. Messi in fila, uno dopo l’altro, ti danno il senso di come la vita delle persone e delle nazioni proceda a volte in un movimento indipendente, come fosse naturale passare da un punto all’altro. E invece di naturale non c’è nulla. La guerra, il male, la violenza è tutta opera degli uomini. Sì, soprattutto degli uomini. Le donne seguono, si adattano, e cercano di garantire la sopravvivenza della specie.

“Con quel Lunedì  di giugno 1947, la povera storia di Ida Ramundo era finita”

storia HalfIn questa tarda primavera Italiana il libro della Morante mi ha fatto tanta compagnia. È stata una lettura vissuta con lentezza e partecipazione sia emotiva che razionale. Alla fine non ci sono più pagine, ma resta un’impressione profonda che porterò con me per molto tempo. La Storia è l’affascinante spettacolo dell’esperienza umana nel XX secolo. Un libro da leggere. Assolutamente.

 

Affascinailtuocuore da voce a Davide

E per chiudere vi leggo le tesi su cui Davide Segre, stralunato e sfortunato giovane idealista, imposta il suo discorso politico, quasi  “in forma di professore di Storia”.

 

Sara di Pietrantonio, ancora un femminicidio.Un’altra farfalla che non volerà più!

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scamardistudio-Farfalle Sacre

Un’altra farfalla uccisa. Sara, 22 anni romana, studentessa universitaria, bella e pronta ad aggredire la vita.

Il suo ex  non accetta che lei  lo lasci. Probabilmente le chiede un ultimo incontro fatale e…le da fuoco! Si, sembra proprio che sia stato lui. Lo hanno fermato, un giovane Italiano, forse per bene, forse di buona famiglia, ma tanto tanto criminale.

Ultime notizie: Ê stato proprio lui. Ha confessato. E non le aveva chiesto un ultimo incontro, ma ha premeditato l’agguato vigiacco.

Noi donne spesso sottovalutiamo le fragilità e i lati oscuri degli uomini che ci sono accanto. E invece dobbiamo farci i conti, essere prudenti e non  accettare mai  dagli ex la proposta di un ultimo incontro  di chiarimento.

Quando una storia finisce non c’è nulla da chiarire, soprattutto se abbiamo avuto segnali di instabilità, fragilità, violenza psicologica, incapacità di gestire le proprie emozioni. Soprattutto quando è evidente la volontà malata di schiacciare l’altra.

Ultimo incontro da soli? NO grazie.

Ê anche vero che, se la volontà malvagia pervade il cuore e offusca la mente, non c’è  compagnia o prudenza che tenga, ma intanto  facciamo la nostra parte.

E non raccontiamoci  masochisticamente che siamo noi  sbagliate, che forse non abbiamo capito, che forse dovevamo fare per lui (o non fare) questo  o quest’altro. NO, non è  così!

 Maggio 2016- Sabato sera. Roma Magliana, Sara 22 anni, un’altra  farfalla sacra a cui vengono letteralmente bruciate le ali, il cuore, il corpo.

Un’altra farfalla  che  non potrà più volare.

La Storia di Elsa Morante: lettura in corso…

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Non so quando scriverò la recensione di questo libro. Per ora posso solo dirvi che me lo sto godendo, parola per parola, e che mi prenderò tutto il tempo lento che una lettura di questa natura richiede. Piccolo assaggio:

 

Incipit

“Un giorno di gennaio dell’anno 1941, un soldato tedesco di passaggio, godendo di un pomeriggio di libertà, si trovava, solo, a girovagare nel quartiere di San Lorenzo, a Roma. Erano le due del dopopranzo, e a quell’ora, come d’uso, poca gente girava per le strade. Nessuno dei passanti, poi, guardava il soldato, perché i Tedeschi, pure se camerati degli Italiani nella corrente guerra mondiale, non erano popolari in certe periferie proletarie. Né il soldato si distingueva dagli altri della sua specie: alto, biondino, col solito portamento di fanatismo disciplinare, e, specie nella posizione del berretto, una conforme dichiarazione provocatoria.”

Il fascino delle “parole arcane”

“Ai tanti misteri dell’Autorità che la intimorivano, s’era aggiunta adesso, la parola ariani, che lei (Iduzza) prima aveva sempre ignorato. Nel caso, in realtà, quella parola non aveva nessun significato logico; e le autorità avrebbero potuto sostituirla, a loro piacere, e agli stessi effetti pubblici, con pachidermi, o ruminanti o altra qualsiasi parola. Ma alla mente di Iduzza, essa tanto più si faceva autorevole, perché arcana.”

 

Inghilterra chiama Italia su RAI3: in viaggio da Londra a Mosè e ritorno, con Simonetta Agnello Hornby e suo figlio George in carrozzella

Io e George a Londra: si parte

io e GeorgeVenerdì 20 Novembre è andata in onda su RAI3  la prima delle sei puntate di Io e George con Simonetta Agnello Hornby e suo figlio George. A bordo di una veloce e scattante carrozzella George si imbarca con coraggio e passione in questa avventura eccezionale.

In Inghilterra è molto frequente imbattersi in persone che guidano queste carrozzelle magiche. Nel docufilm ne abbiamo incrociata una, typically British, guidata con gran sicurezza da  una signora dal leggiadro cappello rosa.

George,  affetto da sclerosi multipla progressiva. sembra fare buon viso a cattivo gioco mentre sperimenta questa nuova mobilità in un viaggio della vita sempre sognato e giunto ora al nastro di partenza: Viaggio in Italia con mamma alla ricerca delle bellezze d’Italia, mai viste anche se sempre conosciute, spesso sui libri o  per bocca di questa mamma speciale, Palermitana, Italiana, Inglese e figlia dei suoi tempi in cui essere Internazionali era un pregio, un’opportunità, un’esperienza fondamentale nella vita. A dire il vero George è andato spesso in Sicilia a trovare i nonni con quello che lui chiama il Tubo (l’aereo), ma non ha mai visitato molte altre località italiane. 

Reform Club LondonLa prima puntata del Docufilm  mi è piaciuta moltissimo. I was really impressed dal linguaggio usato. George e Simonetta parlano un Italo-palermitano inconfondibile e un London-English altrettanto inconfondibile e naturale. La realtà che ci hanno mostrato è vera e affascinante. Il party con gli amici per augurare loro buon viaggio, l’esplorazione di Brixton, suburb un tempo degradato e ghettizzato e oggi un’area di gran pregio, soprattutto immobiliare.

Mi ha colpito il passo tenuto dai due: la mamma che corre avanti e il figlio che la richiama al rispetto di una cadenza comune, in cui lui sia davanti con una visuale sgombra da ostacoli. Ho sentito con loro gli odori del cibo che aleggia in tutti i quartieri della Grande Londra, la conversazione con il gelataio Calabro-piemontese, con il cameriere del Reform Club, casa del partito Whig di cui Simonetta è socia convinta. Ma non è tutto solo colore e folklore. George rappresenta la vita e i bisogni di chi si trova nelle sue condizioni.

la-mia-LOndra_Agnello-Hornby.pngCi sarebbe ancora molto  da dire su questo bel programma di RAI3. Peccato che sia trasmesso un pò tardi, ma la durata delle singole puntate permette di non sforare troppo nella notte profonda.

Nel programma ho ritrovato con piacere la stessa atmosfera di La Mia Londra, lo stesso garbo narrativo, la stessa passione e l’ orgoglio per essere quello che si è, nel profondo. Ho riconosciuto anche la stessa ironia Siculo-Londinese. Altre riflessioni su questo libro le potete leggere nella  recensione di Affascinailtuocuore.

Alla prossima puntata!

 

 

 

 

 


 

Io e George a Milano- 2 puntata

I due  intrepidi viaggiatori arrivano a Milano. Puntata scoppiettante. Esilarante la cena al ristorante tipico con disputa sulla preparazione della classica cotoletta: burro sì-burro no.

Impariamo a conoscere George, che in albergo, da buon Londinese si intrattiene in modo intelligente e empatico con il receptionist Ibrahim.

Ora arrivano le scarpe di George, ordinate online ad un laboratorio  che personalizza le snickers. le sue rivelano una scelta  identitaria molto originale! Union Jack  colorata di Italianità: verde-bianco-rossa.E tocco finale: less is more. A quando anche  un tocco di Sicilia? Grandioso.

Simonetta, intanto recupera la cugina immigrata terrona non economica, che porta ancora i segni ben nascosti  dietro un fisico di classe, di una integrazione non facilissima. Come la capisco! Insieme vanno  dal parrucchiere, anzi dalla parrucchiera. Cinese e bravissima. Un siparietto multiculturale da gran teatro di vita.

George prende il treno e il taxi  in carrozzina. E non servono parole.

Poi scopro con loro uno splendido esempio di archeologia industriale , la  “Factory Town”… a Crespi d’Adda

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Mi piacciono sempre di più. 


Io e George a Pisa- 3 puntata: miracoli

I nostri amici si dirigono verso Pisa, alla ricerca delle antiche origini della famiglia Agnello. George indossa le originali scarpe milanesi e sua madre ne è davvero impressionata! Simonetta guida un pò impacciata e porta George a destinazione, ma non vuole essere distratta.

pisa_piazza_miracoli02Pisa è spettacolare, la piazza dei miracoli avvolgente e stupefacente. La casa blu degli Agnello da su un lungarno magico. L’antenato di George era un bel “filibustiere”. Bella storia!

La loro lezione di Arte all’interno della Cattedrale di Pisa è fantastica, umana e normale: cosa è bello? per chi? perchè? George si sente sopraffatto, schiacciato dal potere religioso. Simonetta si sente sì schiacciata, ma dalla bellezza creata da uomini. I due mostrano qualche contrasto, anche sulla “cattolicità”, ma sono un bell’ ascoltare: ironico e punzecchiante.

all-interno-della-cattedrale-di-pisa-1600999Vicino Grosseto, in un paesaggio collinare incantato, gli Anglo-Agrigentini si incontrano. Si parla di nonne, di mamme chiocce, di creatività, di esercizio della fantasia. Camilleri e Simonetta spiegano a George l’ambiguità di certe parole in dialetto siciliano. Mòvete che per noi vorrebbe dire Muoviti! significa invece Stai fermo! Sti’ Siciliani, valli a capire! 

 

robot DoroPoi arriva la visita lunare alla casa domotica. George fa amicizia con  la bella napoletana giramondo in carrozzella e… con il Robot Doro che esegue gli ordini sgranando i suoi occhioni tondi.

 

Arrivederci a Roma, ragazzi! Sono sicura che ne vedremo delle belle…

 


 

Io e George a Roma- 4 puntata: Grandi bellezze

imagesIVGZ6RMB (2)Roma è immensa nella sua bellezza e nella sua storia. Attraverso  gli occhi degli Hornby, il quartiere EUR mi appare sotto un’altra veste. La sua architettura  e i suoi  vuoti e pieni di luce sono quasi lunari. George incontra parecchi ostacoli. I sanpietrini  non perdonano. Incontro con il presidente della Repubblica nella maestosità del Quirinale. Tutto è così istituzionale…

 

 

 

 


 

 

 

Io e George a Napoli- 5 puntata: Grandi dolcezze, forti emozioni  e cocenti delusioni

images6EHKT1J9Puntata commovente, ricca di emozione, anche rabbiosa. La fermata di Toledo della metropolitana è affascinante. Ma i treni? Assurdo, George deve controllare una rabbia  violenta che cerca di  farsi spazio nella sua testa. e nel suo cuore. Ma come è possibile che una metropolitana fatta tre anni fa, così bella e artistica, non abbia treni attrezzati  per permettere ai disabili in carrozzella di salire senza dover  chiedere aiuto  alle persone e sentire un profondo senso di disagio e di colpa. Però i segnali luminosi  fanno bella mostra di sé lungo la piattaforma. Assurdo! Le strade poi, impraticabili per George. Simonetta esplora la Napoli sotterranea ricca di  mistero e sorprese.

D’obbligo  passeggiare per San Gregorio Armeno. George compra cornetti e souvenir. D’obbligo  anche la scorpacciata di babà, di cui George è un grande estimatore.

Napoli è bellissima, dal traghetto che va in Sicilia, madre e figlio  ammirano il rosa diffuso del tramonto  sul Vesuvio e si strugge il cuore.

Finalmente La Sicilia!

thGDE19EHEIl 25 Dicembre  2015  va in onda l’ultima tappa del viaggio, ma io  riesco a guardarla solo oggi, 26 gennaio 2016.

Mi commuovo sia di  fronte alle meravglie di Palermo che di fronte alle sue inadempienze assurde. La scena dell’ascensore dentro il Palazzo dei Normanni è  terribile. Simonetta vive con  malcelata trepidazione l’ingresso di  George nella scatoletta. Pieghiamo i piedi, alziamo la pedana, pieghiamo di qua, pieghiamo di là, come se si stesse giocando con una bambolotto di gomma.

Per  fortuna  torniamo a Mosè, una miniera di  ricchezze naturali dove  Simonetta, felice e curiosa, si muove come una vera regina. Siamo  accolti nelle “gioie”  della grande famiglia, imbarazzata davanti alle telecamere, ma festosamente complice all’apertura dei regalini comprati da George lungo il viaggio. Nel  sentire i giovani ho avuto un sussulto. Mi sembrava di sentire e vedere i miei piccoli tre Londoners che cercano di parlare Italiano, su  incoraggiamento della nonna e del papà. Quite peculiar!

Magica è la gita alla Valle dei Templi. Ciascun membro della comitiva, compresi i ragazzi, hanno un loro scopo, e questo traspare dai singoli corpi e dalla loro andatura. Anche George riesce a soddisfare il suo bisogno, sulla sua irinunciabile  “macchinetta”.

Si conclude  nel relax il lungo viaggio degli  Agnello-Hornby. Dall’Inghilterra a Mosé. Affascinante!

 

 

 

H.James-DAISY MILLER, “a fearful, frightful American flirt!” Al Colosseo tra miasmi e magie.

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Daisy Miller (1879) è il primo grande successo di Henry James, scritto nella fase che va dal 1865 al 1881 data in cui viene pubblicato il  capolavoro The Portrait of a Lady.

In questo racconto James sviluppa alcuni grandi temi della sua opera:  internazionalità; rapporto tra Europa corrotta e spregiudicata e America pulita e libera; innocenza e libertà della donna Americana;  consapevolezza; arte.

Intorno a Daisy gravitano dunque personaggi e luoghi ricorrenti nelle storie di Henry James. Il vecchio e il nuovo continente diventano luoghi reali e simbolici, dove prendono corpo, per contrasto o per similitudine, miti, leggende, fantasmi, bellezze e brutture della società del tempo.

Tra le pagine del racconto si respira la sua esperienza personale di esploratore della consciousness, specialmente femminile. Il suo Grand Tour  offre infatti materiale ricchissimo per i suoi libri.

“His childhood European trips had not included Italy, so that he was twenty-six when he went there for the first time and fell in love with it. He did the Grand Tour, starting from the North and going all the way to Naples and Paestum. His letters and articles are full of enthusiasm and ecstatic impressions. After seeing Rome for the first time  ‘in a fever of enjoyment’, he wrote to his brother William: ‘Here I am[…]in the Eternal City[…]. From midday to dusk I have been roaming the streets[…].At last-for the first time-I live’.

C’è molto di questi concetti  in Daisy Miller, the American flirt che scende dal  mio vecchio scaffale  con passo elegante, sfrontato e innocente allo stesso tempo,  fluttuante nel suo bell’ abito di leggera mussolina fiorata.

Mi sono innamorata di Daisy dal primo incontro. Mi sono rimasti di lei  la freschezza del suo comportamento e la  meschinità che caratterizza la società in cui è costretta a muoversi. 

Libera di testa e di cuore, Daisy vuole fare le sue scelte a costo di pagare prezzi altissimi. E’ ancora poco consapevole di questa sua natura e volontà e sembra agire più per istinto e per capriccio che per convinzione. James la vede  così, in questa fase. Successivamente i suoi personaggi  acquisteranno  ben altro spessore, più consapevole e ricco di sfumature.

Vevey-SwitzerlandIncontriamo i Miller a Vevey, famosa località  Svizzera e, successivamente a Roma. La signora Miller, ricchissima moglie di un imprenditore americano, sua figlia Daisy e suo figlio Randolph sono in tour vacanziero nel vecchio continente, alla scoperta delle sue bellezze e dei suoi costumi.  Ma il legame con la madre patria continua a tenerli  relegati nella ristretta cerchia dei ricchi connazionali in giro per l’ Europa con tutto il loro ingombrante bagaglio di ipocrisia e pregiudizi.

Daisy è  “a child of nature and of freedom” e svolazza come una farfalla tra  flirt, monumenti e  feste. Sul suo cammino si imbatte nel rigido  Mr. Winterbourne, che rimane subito affascinato da questo esserino metà angelo innocente e metà Eva tentatrice. La  sua superficialità di giudizio lo porta tuttavia  ad unirsi al coro bigotto dei suoi connazionali nonostante sia riuscito, in più di un’occasione, ad avvicinarsi all’anima della ragazza.

restauro-Colosseo-Roma.jpgA Roma la situazione prende una brutta piega. Daisy conosce l’attraente e inaffidabile Signor Giovanelli e inizia a frequentarlo regolarmente, incurante della dubbia fama che lo accompagna e delle inevitabili tragiche conseguenze di tale frequentazione.

Daisy, Giovanelli e Winterbourne si incontrano all’interno del Colosseo, in un’atmosfera di grande suggestione, punto di svolta  della storia. Da questo momento  Daisy andrà fatalmente incontro al suo destino:

“Winterbourne approached the dusky circle of the Colosseum, it occurred to him, as a lover of the picturesque, that the interior, in the pale moonshine, would be well worth a glance. He turned aside and walked to one of the empty arches, near which, as he observed, an open carriage – one of the little Roman street-cabs – was stationed.The he passed in among the cavernous shadows of the great structure and emerged upon the clear and silent arena. The place had never seemed to him more impressive[…]As he stood there he began to murmur Byron’s famous lines, out of “Manfred”; but before he had finished his quotation he remembered that if nocturnal meditations in the Colosseum are recommended by the poets, they are deprecated by the doctors. The Historic atmosphere, scientifically considered, was no better than a villainous miasma.

Winterbourne walked to the middle of the arena to take a more general glance, intending thereafter to make a hasty retreat. The great cross in the centre was covered with shadow; it was only as he drew near it that made it out distinctly. Then he saw that two persons were stationed upon the low steps which formed its base. One of those was a woman, seated; her companion was standing in front of her.” p.112

Studiare Henry James

anglo-america litQuesta edizione di Daisy Miller è  rivolta soprattutto  ai docenti  e agli studenti di Letteratura Anglo-Americana ed è organizzata in modo molto efficace dalla curatrice,  Gianfranca Balestra. Include inoltre alcune schede di lavoro sul testo (Worksheets) che agevolano sia il lavoro del docente che quello dello studente.

 

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