• Mondo Fuori

  • 9 Maggio 2021-Amo l’Europa

  • 9 Maggio 2021-Festa della Mamma

    dalla vita di una grande mamma...

  • I viaggi della speranza e della disperazione.

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • Io sto con Emercency

    Guerre, Epidemie, Vite umane falcidiate... Per nostra fortuna c'è Emercency.

  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • 25 Aprile 2021- Festa della Liberazione dal nazifascismo

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • 8 Marzo 2021-Donne e uomini insieme con determinazione e speranza

  • 1° Maggio 2021-Ancora coraggio!

  • 5 Ottobre 2020-Giornata UNESCO dedicata agli Isegnanti

  • 23 Maggio-19 Luglio -Luci che non si spengono…

  • 2 Giugno 2020-Festa della Repubblica Italiana

    Ossimori festosi: ferita, disorientata, fragile, eppure resiliente, meravigliosa e forte. La nostra Repubblica.

  • 3 Ottobre 2013-3 Ottobre 2020 Ricordare, accogliere, progettare il futuro

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    Il 3 ottobre è diventato giornata della memoria e dell'accoglienza, una data in cui si ricordano le vittime del naufragio di Lampedusa e tutti i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di arrivare in Italia, la porta dell'Europa.

  • 20 Novembre2020- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

  • 25 Novembre 2020-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

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G. Simenon-EUROPA 33. Da un reportage d’autore: “Se vogliamo o se dobbiamo capirci, non è meglio conoscerci?”

 

 

Europa 33 è la storia di  un’esperienza di fotogiornalismo in “quattro” tappe: Europa 33I grandi alberghi europeiUna visita a Trockij e Popoli che hanno fame. 

Abbiamo imparato a conoscere George  Simenon per lo più tramite il suo commissario Maigret. Con Europa 33 lo  scopriamo  fotogiornalista di  grande presa. Con la macchina fotografica, lo sguardo da intellettuale curioso e la moglie al seguito, inizia la sua esplorazione nell’Europa dei tormentati anni 30.

In questa Europa mi interessava vedere i nostri amici. Qualunque scolaretto saprebbe recitare a memoria: «Gli alleati della Francia nel 1933 sono: il Belgio, la Polonia, la Romania, la Cecoslovacchia e la Jugoslavia». Ma che ne sa quel bambino, che ne sa suo padre, che ne sa il suo maestro di un polacco o di uno iugoslavo? E il belga immaginato da un contadino francese ha qualche elemento in comune con un vero belga del ’33? Sono andato a far visita a tutti loro. Sono ancora in viaggio, e non busso alle porte dei ministeri e dei parlamenti, ma a quelle delle fattorie, delle case operaie e delle botteghe.

Simenon è interessato alle persone e al loro ambiente. E il viaggio che intraprende gli offre molteplici  occasioni di  investigare sui comportamenti di molti e diversi cittadini “Europei”.

“non busso alle porte dei ministeri e dei parlamenti, ma a quelle delle fattorie, delle case operaie e delle botteghe.”

Il suo sguardo descrittivo immortala l’attimo in una foto.  Un limite  insormontabile di una lettura su Kindle è la leggibilità e l’efficacia delle fotografie. Puoi solo intuire la loro  bellezza da quei  quadratini incastonati in un piccolo schermo. Peccato. Forse mi procurerò il libro  solo per vedere meglio  e godermi meglio le foto.

“«Sì, va bene. Ma come sono le strade laggiù? Che cosa mangiano? Come si vestono? Come passano il tempo quando non lavorano?». Ebbene, è soprattutto per rispondere a tali domande che ho fatto questo viaggio. Ho giurato a me stesso che non mi sarei interessato alle idee, che sarei stato un semplice operatore, un fabbricante di istantanee. Ed è per questo che ho raccontato i miei primi andirivieni con tanta minuzia. Sono riuscito, nonostante la deformazione professionale, a non fare letteratura? Lo spero e vorrei continuare così.”

Lo sguardo  e le intenzioni appaiono semplici e diretti, a tal punto che hai quasi l’impressione di essere tu, e non George, a raccontare e fotografare. Ma non cadiamo nell’inganno! È la semplicità narrativa che fa di un grande scrittore un grande fotoreporter.

E tuttavia, in alcuni casi il coinvolgimento travolge il fotografo. Ho trovato il viaggio  e le conseguenti peripezie a Odessa e in Russia eccessivamente politicizzati. La recente rivoluzione bolscevica viene stigmatizzata attraverso  le foto, le parole, i commenti, le reazioni. Non so,  è come se Simenon mettesse da parte l’ ”oggettività” dello sguardo per lasciare spazio al bisogno irrefrenabile di portare allo scoperto quello che non funziona nella nuova società. Impressioni.

Alcune immagini  restano impresse  nella memoria visiva: i giovani  vestiti di bianco, leggeri, felici e proiettati verso il futuro,  nonostante gli evidenti  condizionamenti politici e culturali.

“I giovani Russi sono allegri ma- “«Crederò nella Russia solo quando li vedrò giocare a belote». A belote o a qualsiasi altro gioco! Non giocano! Non fanno niente di inutile! Non leggono romanzi! Se si fanno il bagno è per allenare i muscoli e tonificare la pelle al sole. Se camminano per strada, lo fanno a passo di marcia. E poi frequentano i circoli.” 

 

Grandi Alberghi

Lo sguardo sui grandi alberghi europei  è spesso disincantato, talora critico, ma sempre umanamente ironico. Ciò che colpisce Simenon è l’evidente abisso tra la realtà e l’apparenza. Tra le vite dei ricchi e quelle dei poveri.

“Naturalmente ogni albergo di lusso ha la sua specificità, la sua clientela, il suo stile e il suo genere. In ogni capitale, per esempio, c’è un hotel sontuoso e vecchiotto, dove vi viene mostrato l’appartamento reale e dove ancora oggi soggiorna l’aristocrazia. Poi c’è l’albergo dalle dorature sgargianti e dal personale turbolento, che è specializzato in sudamericani e in generale nel lusso chiassoso. Cinema. Grandi banchieri. Re del cotone o della trafileria. Quindi viene l’albergo per inglesi, più sobrio, più discreto, dove nella hall e negli ascensori si incontrano sempre cani.” 

La fame nera

Tutta la sezione dedicata alla “fame vera” è molto cupa. Realistica? Forse si, ne è testimone  l’ansia montante di Simenon di non poter tornare a casa a causa dei continui  blocchi burocratici.

“Sono sei mesi che, come reporter, attraverso l’Europa in lungo e in largo, da nord a sud e da est a ovest. All’inizio non sapevo che cosa cercavo. Volevo vedere. Ho ammirato la Norvegia e i suoi fiordi, la Danimarca e i suoi sindacati, l’Olanda ricca e solo leggermente inquieta; ho incontrato Hitler e assistito alle sfilate dei nazisti; ho visto Mussolini e visitato le nuove fabbriche italiane. Poi, un bel giorno, mentre mi dirigevo verso est, ho incontrato la Fame.”

Risultano amaramente comici i  discorsi tra i quattro passeggeri al rientro  sulla nave Italiana: c’era un italiano, un turco, un francese e un tedesco…Quasi da barzelletta. La moglie è sempre dietro le quinte.

«Quella gente fa man bassa di tutte le merci e va a lavorare anche nel Mare del Nord e nel Baltico! Hanno delle vecchie bagnarole che le assicurazioni si rifiutano di garantire. Non pagano i marinai, che si accontentano di mangiare un po’ di ratatouille. E fanno pagare la tonnellata metà della tariffa praticata dagli altri». «La Grecia non è un paese!» afferma il turco. Esattamente quello che l’italiano diceva della Turchia. E più o meno quello che il tedesco pensa dell’Italia. «Quanto alla Russia…». Eccoci!”

Perché leggere Europa 33

Credo  che valga comunque la pena leggere Europa33 perché, al di là del maggiore o minore coinvolgimento di Simenon nel reportage, emergono indubbiamente  aspetti culturali  e sociali che non possono non far riflettere i cittadini Europei  del terzo millennio.

“Io sono partito con uno scopo più modesto, quello di vedere il volto dell’Europa di oggi. C’è stata un’Europa di prima del 1914, poi un’Europa squarciata dalle trincee e infine un’Europa del dopoguerra. Ma forse è ancora un’altra Europa questa Europa del 1933 che sonnecchia sotto la neve e che, come chi dorme male, è scossa da bruschi e terrificanti sussulti.”

 

Assaggi in viaggio

Patriottismo-sentono parlare in francese? Benissimo. Vi concedono che la vostra è una bella lingua, che ha avuto i suoi poeti. Ma nell’Europa centrale e orientale ci sono una mezza dozzina di lingue che derivano direttamente dal sanscrito. Sicché… Tutto questo significa che ogni piccolo paese coltiva nel suo intimo un patriottismo esacerbato, di cui i grandi paesi non hanno la minima idea. E tale patriottismo si traduce in orgoglio e al tempo stesso in suscettibilità.” 

Conoscersi -“Se vogliamo o se dobbiamo capirci, non è meglio conoscerci? Conoscere i nostri difetti e i nostri pregi, così da perdonare gli uni in ragione degli altri.”

Origine delle dittature-“La crescita delle contraddizioni sociali e nazionali spiega, a mio avviso, l’origine e la relativa stabilità delle dittature. Il fascismo non è frutto di una psicosi o di una sorta di “isteria collettiva” (ipotesi consolatoria di tanti teorici da salotto sul tipo del conte Sforza), ma di una profonda crisi economica e sociale che sta consumando senza pietà il corpo dell’Europa.

La crisi ciclica che stiamo attraversando ha solo aggravato certi processi patologici già in atto. Alla fase di crisi seguirà inevitabilmente una fase di ripresa, che tuttavia sarà più lenta di quanto ci si aspetti. Ma la situazione generale dell’Europa non migliorerà molto. Dopo ogni crisi le piccole imprese, già di per sé deboli, diventano ancora più deboli, o muoiono completamente; le imprese forti ne escono rafforzate” 

Belgio fratellino della Francia“Il tizio che ha inventato la storia del fratellino non li aveva guardati in faccia.”

Paesi Fiamminghi-“Boerenbond». Che significa: associazione di contadini. Troverò la stessa casa in tutti i paesi fiamminghi. E quasi ovunque anche lo stesso parroco giovanissimo, energico, aitante, con un’aria da studente o da venditore di automobili e in più il piglio grave della sua gente.  

In Polonia- “«Quando lascerà la Polonia dove andrà?». «In Romania». «Farebbe meglio a restare qui!». Dopo un po’ è tornato con un altro piatto: «Tipico di voi francesi! Ha solo quindici giorni per visitare la Polonia e va a perdere tempo in Romania!».

Il dormitorio di Varsavia “Non si fuma. Non si mangia. Non si beve. Ci si cura. Perché qui c’è un campionario di tutte le miserie, di tutte le deformazioni che possono martoriare un corpo umano. Vorrei che fossero tutti vecchi. Mi direi che sono dei rifiuti. E invece no! I giovani sono numerosi quanto i vecchi.”

Vilnius- “Ci sono soprattutto grandi case tristi con, alle finestre, pezzi di cartone che rimpiazzano i vetri via via che si rompono, strade innevate su cui scivolano fetide slitte, e poi poveri, poveri ogni dieci metri, poveri più poveri che in qualsiasi altro paese del mondo.”

Germania,Giornalisti e coraggio- “Una sera c’è stato un gran consiglio ed è stato deciso che serviva una scusa per mettere a tacere i comunisti prima delle elezioni. Hitler proponeva di organizzare un falso attentato contro di lui per galvanizzare i suoi sostenitori. Goebbels, più calmo, lo ha dissuaso dicendo che un falso attentato avrebbe potuto dare a qualcuno l’idea di commetterne uno vero. Allora hanno ripiegato sul Reichstag. Mancava una settimana alle elezioni, era sabato. Ho telegrafato la notizia a Parigi, al giornale della sera. Non hanno avuto il coraggio di pubblicarla. Il mercoledì sera il Reichstag bruciava e nessun tedesco dava il minimo segno di stupore! Sfido” 

Ordine, finalmente!- “Ma di che cosa stavo parlando? Ah sì! Le «ammucchiate», il nudismo, la speculazione, il freudismo, i ragazzini e le ragazzine, lo squilibrio e l’irrequietezza, lo sport, l’eroina, la cocaina e compagnia bella. Ebbene, ora decine di milioni di tedeschi hanno l’impressione che sia finita, che sia stato ristabilito l’equilibrio, che finalmente sia stato dato loro uno scopo nella vita. E l’artefice di tutto questo è Hitler! Le persone si agitavano disordinatamente, si divertivano come potevano, senza convinzione, ognuno a modo suo, e il risultato alla fine era la noia generale. Hitler li ha rimessi in riga.”

Arrangiarsi in un’ Europa all’incontrario- “«E allora? Ognuno commercia come può…!». Naturale! Come diceva quello, la merce è merce, va e viene! L’Italia fornisce armi agli ungheresi. A Herstal, fino a tre mesi fa, ne fabbricavano per le truppe di Hitler. Il Giappone ne fabbrica per il Giappone…”

I turchi “«Non sa di che nazionalità è?». «Mio padre era italiano, ma io sono nata qui a Istanbul e non ho mai lasciato la Turchia. Ora mi rispediscono nel mio paese». «Probabilmente ritroverà parte della sua famiglia». «E dove? Non so nemmeno in che regione dell’Italia era nato mio padre. Quanto a mia madre, era greca». E poi non parla l’italiano e non sa neanche se l’Italia sarà disposta ad accoglierla.”

A Istanbul per incontrare TrockijPer andare a intervistare Trockij mi ritrovo sul ponte – più affollato del Pont-Neuf di Parigi – che collega le due parti di Costantinopoli, la città vecchia e Galata. Mi sembra di essere sulla Senna in una domenica di sole, dalle parti di Saint-Cloud, di Bougival o di Poissy. Chissà come mai. Le imbarcazioni, assiepate attorno all’intrico degli imbarcaderi, mi fanno pensare ai bateaux-mouches. Sono più grandi? Non c’è dubbio.

Hanno anche una certa aria marina e l’elica smuove acqua salata. Ma è una questione di proporzioni. È l’intero scenario a essere più vasto, perfino il cielo è più lontano. Qui una riva si chiama Europa e l’altra Asia. Continua a sembrarmi una domenica di sole, di sobborghi, di balere. Sul ponte del traghetto ci sono coppie di innamorati, contadini che trasportano gabbie con dentro galli e galline, marinai in licenza che sorridono pregustando il piacere della gita.”

La Casa di Trockij- “All’interno le pareti sono spoglie, bianche, e l’unica macchia di colore sono gli scaffali con i libri. Ci sono libri in tutte le lingue, fra i quali noto una copia di Viaggio al termine della notte con la copertina malconcia.”

Lui “Lo hanno descritto migliaia di volte e non intendo farlo anche io. Vorrei soltanto riuscire a rendere l’impressione di calma e di serenità che mi ha trasmesso, la stessa calma, la stessa serenità che si respiravano in giardino, in casa e in tutto l’ambiente circostante.”

Passaporti e nuove professioni- E così chi non ha famiglia, voglio dire chi non ha più una patria, vaga di consolato in consolato, di dogana in dogana, alla ricerca di un posto dove gli sia permesso lavorare. E per quanto tragica sia la situazione, c’è sempre qualcuno che ne approfitta. Ci sono in giro dei veri e propri specialisti nell’aprire le serrature più complicate e nello scassinare le casseforti più sicure. Si mettono serrature alle porte dei paesi? Nello stesso momento, se così possiamo dire, nasce una nuova professione: quella delicata e lucrosa del fabbricante di passaporti! Ne ho incontrati alcuni ad Atene, a Istanbul, a Budapest, perfino a Marsiglia.” 

Kafedj- “Stavo per fargli avere un passaporto rumeno ma, all’ultimo momento, mi hanno chiesto un prezzo troppo alto. Insomma: è persiano…». E mi mostrò un passaporto nuovo con le armi di Persia. «È falso?». «Niente affatto. È assolutamente autentico. Non mi arrischio mai con i falsi. È troppo pericoloso…». «Ma lui parla persiano?». «Che importa?». «Se non sono indiscreto, quanto costa un passaporto come questo?». «L’ho avuto per poco: cinquecento franchi. Va detto però che non vale un granché. Per un passaporto italiano, per esempio, ci vogliono dai duemila franchi in su…». «Sempre veri?». «Quasi sempre. Bisogna sapere a chi rivolgersi, conoscere il personale dei consolati…». «È un’attività che rende bene?». Alzò le spalle di fronte a un tale candore.” 

Ucraina, dal Pireo passando per Smirne a Odessa- “Odessa, autentica capitale del Sud, è attrezzata per ricevere e sorvegliare gli stranieri. Ma io ho voluto fare anche il giro del Mar Nero su un’imbarcazione russa e fermarmi nei vari porti. A Sebastopoli, Jalta, Novorossijsk, Batum, che non vedono mai un turista, l’organizzazione è meno perfetta. E sulla nave, che in genere gli stranieri non prendono, non c’è ombra di organizzazione.”

Migranti-Lasciare la Russia-“Non ho mai visto uno spettacolo simile. Molto probabilmente non lo vedrò mai più. Gente in fila con tutto quello che possiede, materassi, un canarino, vecchie brocche, stracci, un fonografo guasto, bambini e chissà che altro…” 

Assaggi dal web: il respiro malato dell’Europa

“Un viaggio complesso quello di Simenon e di questo Europa 33. Un viaggio che, proprio dal titolo, ricorda l’invito del medico al paziente mentre ne saggia il respiro: dica 33. Che qui diventa, oltre che un anno cronologico, esattamente lo stetoscopio di uno scrittore che ne vuole sentire non solo il respiro ma, ancor più, il cuore e i nervi. E allora eccoci condotti, senza paternalismi, attraverso un continente che non sapeva di esserlo, che talvolta non lo accettava (come oggi) e che viveva di miseria e nobiltà (decaduta) tra case misere e alberghi di lusso. Tutto, sempre, raccontato mescolandosi alle persone di cui racconta, vivendone le parole ma, soprattutto, i gesti, le contraddizioni, le bugie, le idiosincrasie. Quelle frontiere che, allora come ora, erano prima mentali e culturali e poi fisiche.” L’ottavo

 

 

 

 

9 Maggio 2020- Festa dell’Europa-Covid 19, difficoltà economiche, crisi esistenziali, dolore. Ma l’Europa c’è.

 

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Il momento  non sembra particolarmente adatto a festeggiare. Troppi lutti stanno investendo la nostra amata Europa a causa del  Corona virus. Il confinamento  ci sta sfiancando e ci spinge a guardare il futuro con occhi  un po’ annebbiati. 

E tuttavia, proprio in momenti di grande difficoltà diventa necessario “festeggiare”  insieme l’Europa e tutto  ciò che rappresenta per noi cittadini: democrazia, libertà, cultura, benessere economico.  Noi siamo l’Europa.

Abbiamo fatto degli errori lungo un cammino faticoso e accidentato, ma abbiamo  modo e tempo di rimediare. E lo stiamo facendo, con  resilienza, orgoglio, chiarezza di visione e rispetto  gli uni  degli altri. A maggior ragione in un momento tragico come quello che stiamo vivendo.

Sarò  inguaribilmente ottimista, ma io continuo a crederci, perché ho fiducia nella capacità umana di imparare dagli errori.


Ayşe Kulin-LE QUATTRO DONNE DI ISTANBUL- Nascita e sviluppo dell’intolleranza e dell’odio. Dove sentirsi a casa?

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Le Quattro Donne di Istanbul di Ayşe  Kulin, è il racconto di un graduale e irrefrenabile scivolamento della Turchia verso forme estreme di intolleranza, dalla nascita di una Repubblica illuminata alla creazione di una Repubblica dittatoriale. Le vicende narrate attraversano la vita di quattro donne di generazione diversa, ma della stessa famiglia: Elsa-Ebrea Tedesca, Suzi  sua figlia, innamorata della Turchia che l’accoglie bambina, Sude  figlia di Suzi,  turca che più turca non si può e Esra,  ultima del quartetto, che, più che sicura della sua identità turco-musulmana, scopre con incredulità che le cose non sono mai come appaiono o come si crede che siano.

Alle quattro donne vanno aggiunte Hanna, che Elsa porta con sé nella fuga da Francoforte, una che non si perde d’animo e ricorre a qualsiasi mezzo, anche il più esecrabile, per garantirsi la sicurezza, e “Madame” il cui ruolo è decisamente rilevante, specialmente nella vita di Suzi.

Tutto ha inizio con la fuga dal nazifascismo di Hitler di una famiglia ebraico-tedesca, gli Schliemann.  Gerhardt  il padre, stimato medico e professore universitario, Elsa la madre, Peter e Suzi i figli, cittadini di Francoforte fino ad allora a pieno titolo. La prima meta dei profughi è Zurigo, dove vivono i genitori di Elsa. Qui, dopo una rocambolesca fuga in treno, iniziano una vita nuova e non facile, ma al sicuro dalle persecuzioni naziste.

Gerhardt deve reinventarsi un lavoro, visto che non è facile continuare ad esercitare la sua professione in Svizzera. Suo suocero gli viene incontro proponendogli un progetto molto speciale: creare un elenco di scienziati e accademici ebrei, una speciale “agenzia di collocamento” di “Scienziati dell’Europa” che, espulsi dal loro paese, vengono ricollocati in Turchia per creare la moderna università di Ankara, su richiesta dello stesso governo turco.

“«Se sto bene, io?», la voce di Hirsch tremava per l’emozione. «Io… costretto ad abbandonare il proprio paese oltre che il lavoro. Umiliato per il fatto di essere ebreo, considerato inferiore…ora mi trovo qui, in uno splendido palazzo dell’Europa, invitato come un ospite di riguardo. Direi che sto bene. Di fatto, è come se fossi nato una seconda volta»”66-67

La storia prosegue sui binari di vicende personali e politiche che si intrecciano e si completano. Un libro interessante, piacevole e ricco di informazioni su una realtà di cui tanto si parla e poco si conosce. I capitoli iniziali sono  quelli più coinvolgenti, dal momento che ci portano all’interno di sentimenti forti come la tragedia dei fuorusciti ebrei tedeschi e l’entusiasmo della costruzione di una nuova realtà accademica in Turchia, dove la cultura e la ricerca vengono giustamente percepiti come pilastri di una società moderna. Allora, in Turchia la politica era lungimirante. 

 

Assaggi

Noi Scienziati dell’Europa, ieri come oggi possiamo fare la differenza- «Sono passati solo sei mesi da quando ho lasciato Francoforte. Eppure eccoci qui, in un nuovo paese, con l’incarico di compiere una missione sacra. Come mi ha detto il ministro dell’Istruzione durante il nostro primo incontro, noi, Scienziati dell’Europa, siamo chiamati a trasmettere la nostra conoscenza e le nostre pratiche ai giovani di questo Paese. Siamo chiamati a svolgere un ruolo fondamentale volto a formare le giovani menti di un’intera generazione di futuri leader. Un compito impegnativo ma anche affascinante»69

Suzi insegna lingua e letteratura Inglese tra colpi di stato e compiti da correggere-” «Forse dovremmo organizzare anche noi un colpo di Stato», disse Suzi. « Non ne posso più di correggere compiti »  248

Un’ affascinante tradizione turca- Hirsch, Sude e Gerhardt partono per partecipare al funerale del dottor Zuckmayer, Suzi versa dell’acqua mentre si allontanano in macchina «La mamma lo fa sempre» « È una bellissima usanza turca» , disse Hirsch. « Significa “Vai e torna come l’acqua. Che iltuo viaggio possa scorrere liscio come l’acqua».256
Figli, nipoti e genitori sparsi per il mondo, di chi è la colpa?– “Elsa sbirciò i nipoti da sotto la falda del suo cappello di paglia. «. Nostro figlio è americano mentre nostra figlia è turca. I nostri nipoti sonotutti cristiani o musulmani. Era questo il nostro destino?» «Non ho nulla di cui lamentarmi, Elsa. E comunque non ècolpa del destino. È colpa di Hitler!»”262

Un altro colpo di Stato! E io me lo ricordo, a Santorini l’aereo per il rientro in Italia viene fermato, nessuno sa dirci perchè…“ Era il 16 Luglio 2016… Un altro colpo di Stato!”

Riaffiora l’antisemitismo, scoppiano le bombe. Lasciare la città? «A che scopo andare da un’altra parte?» Sentii dire a Su.( Suzi)« Un uccello con l’ala spezzata non potrà mai stare tranquillo. Siamo fuggiti dalla Germania, no? Saremo sempre stranieri ovunque andiamo »304-305

Incitamento all’odio- “Stanno creando un nemico comune per cercare di unire le fazioni religiose. L’antisemitismo è uscito dall’ombra, Non si preoccupano più di restare nascosti”328

Dove sentirsi a casa?-“Io, la dottoressa Elsa Esra  Atalay  Selmaz,  discendente di ebrei tedeschi costretti a fuggire dal proprio Paese, e di turchi musulmani che avevano dedicato la vita ai propri cari, forse dovrò abbandonare la terra in cui sono nata. Sto raggiungendo il mio uomo e forse, un giorno, avrò la possibilità di vivere in un Paese dove potrò sentirmi a casa”345

CARA EUROPA TI SCRIVO…Sogni, realtà e memorie di un’insegnante “Progettista Europea”

ilfuturoèineuropa

Cara Europa,

L’emozione di provare cosa significhi essere Europei, cosa implichi la sfida di andare oltre i propri confini territoriali e culturali, per aprirsi a nuove esperienze di formazione e crescita, lascia un segno profondo nella vita di un cittadino moderno che ha vissuto in prima persona i progetti Europei.

Vorrei che nel XXI secolo questa emozione continuasse ad essere lo spirito guida della modernità lungo la strada  della fiducia negli altri,  per continuare a costruire un mondo mite, giusto e intelligente che ripudi veramente e profondamente le guerre di qualsivoglia natura. Un mondo dove i conflitti piccoli e grandi si affrontano e si risolvono insieme, con chiarezza di vedute e  nel rispetto gli uni degli altri. Questo nuovo mondo antico si chiama ancora EUROPA.

L’Europa a scuola

Inizio anni 90. Giuliana  mi ferma nel  corridoio dell’ IIS “P. Scalcerle”, Scuola Sperimentale di Padova, dove insegno e rimarrò per più di venti anni.

“Ornella, vuoi lavorare con noi nel progetto PETRA (in seguito Leonardo, oggi Erasmus plus) e  cercare contatti in scuole Europee per lo stage-scambio dei nostri studenti?”

La sfida è enorme ma intrigante, ed io ho sempre amato le sfide. Ne parlo con il collega Mauro e insieme decidiamo di “buttarci” nell’avventura.

Si parlava già allora di stage e di alternanza scuola-lavoro  per i nostri studenti del quarto anno degli indirizzi Linguistico, Tecnico di Laboratorio ed Economo-Dietiste. E se ne parlava in modo molto accalorato, anche politicamente. Non era facile uscire dagli schemi tradizionali della formazione liceale per entrare nell’ “inesplorato e ostile” mondo aziendale Veneto ed Europeo. Ma lo spirito ideale che ci ispirava, era direttamente dentro il processo formativo, era parte della  nostra  Mission: tutto doveva partire e rientrare nel circuito della formazione di un cittadino competente e consapevole.

La progettazione di percorsi Leonardo coinvolge tutta la scuola, il territorio e l’Università Ca’ Foscari, dove nel frattempo vinco un concorso come Supervisore di Tirocinio e contribuisco a creare percorsi    innovativi  di tirocinio all’estero per i futuri insegnanti di Lingue Straniere. E la rete si espande: vecchi e nuovi partner Europei si aggregano al viaggio, curiosi ed entusiasti. 

Cominciò così un lungo viaggio, che dura ancora oggi, di grande successo e soddisfazione per gli studenti, per i progettisti, docenti ed ex studenti dell’Istituto, per il paese e  per l’Europa tutta. È stato un viaggio ricco di incontri personali e professionali indimenticabili, all’interno di un’Europa speciale tutta da scoprire e vivere, e sempre accogliente. Gli occhi dei giovani che incontrano coetanei di altri paesi ed esplorano nuovi contesti li ho ancora presenti nel loro sfavillio di sorpresa, interesse, curiosità, sogno.

Nella scatola magica dei miei ricordi, di latta colorata di primavera, conservo lettere, foto, testimonianze di questa generazione figlia del programma Leonardo ed Erasmus, che prima o poi trasferirò in un bel “Diario sull’Europa che amo”. Qualche traccia la potete già recuperare nella pagina EdEurope di Affascinailtuocuore

Erasmus+ e il futuro dell’Europa” il 9 maggio a Firenze

Si terrà il 9 maggio dalle 9 alle 13, nel Salone de’ Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze, la conferenza “Erasmus+ e il futuro dell’Europa”. L’evento si inserisce nell’ambito delle celebrazioni organizzate dalle Agenzie nazionali Erasmus+ INAPP, INDIRE e ANG  in occasione dei 30 anni dalla nascita di Erasmus, dal 7 al 9 maggio.

Nella prima parte è prevista la consegna del Manifesto della Generazione Erasmus, il documento politico-culturale elaborato dai 200 studenti ed ex studenti Erasmus che hanno partecipato in febbraio agli Stati Generali della Generazione Erasmus, Primo Consiglio Italiano. Tale Manifesto è il risultato di un dibattito fra tutti gli studenti, che si è sviluppato nei mesi scorsi su una piattaforma online, e sarà consegnato da rappresentanti di INDIRE, garagErasmus e Erasmus Student Network Italia alla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli e al il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli affari europei, Sandro Gozi. read more

 

Italicum: Sì al Voto degli studenti Erasmus: Finalmente l’emendamento giusto!

clip_image002Alla fine (non) sono riusciti a trovare la soluzione per far votare i 25.000 studenti Erasmus all’estero per  realizzare il loro programma di formazione.

Il grido di dolore:

Vogliamo votare, senza se e senza ma!

(non) è stato abbastanza forte e lacerante da spingere i nostri governanti a risolvere la questione.

generazione senza voto

Iniziava così il post di Affascinailtuocuore  del 23 Febbraio 2013 sul diritto al voto degli studenti Erasmus.  Oggi  si può finalmente cancellare   il NON.

 

emendamento Finocchiaro ErasmusL’approvazione dell’ emendamento Finocchiaro all’ Italicum  è  una boccata d’ aria fresca che da speranza nel futuro. Dunque la lotta dolorosa e tenace di migliaia di studenti,  fin qui defraudati del diritto di esercitare la loro scelta politica votando nei paesi in cui stanno svolgendo i loro corsi Erasmus, ha trovato ascolto intelligente e pragmatico nei nuovi governanti.

“Una giornata storica per gli studenti Erasmus di ieri, oggi e soprattutto domani. Il Senato ha approvato, ad amplissima maggioranza, l’emendamento alla legge elettorale che prevede la possibilità per gli studenti in scambio di potere votare dall’estero. 

L’emendamento presentato dai  Senatori Cociancich, Marcucci e Del Barba, dopo diversi interventi sul testo, ha avuto la benedizione trasversale da parte dell’assemblea legislativa. Qualora il testo venisse ratificato a Montecitorio, circa 25.000 ragazzi e ragazze potranno, da ora in poi, esprimere il proprio voto per corrispondenza nella circoscrizione Estero. La modifica rappresenta una vera e propria rivoluzione per quella fetta di giovani italiani che ogni anno investe tempo e denaro per la propria formazione in un altro Paese. ” Perla Ressese EUNEWS

Creatività in Europa. Fondi e opportunità

scuolaeuropa

 

 

 

European culture, cinema, television, music, literature, performing arts, heritage and related areas will benefit from increased support under the European Commission’s new Creative Europe programme, which was approved by the European Parliament on 19 November and by the Council of the EU on 5 December 2013.
With a budget of €1.46 billion over the next seven years — 9% more than current levels — the programme will provide a boost for the cultural and creative sectors, which are a major source of jobs and growth.”

Erasmus+ è il nuovo programma dell’Unione Europea per la formazione…

EU_flag_Erasmus__300Erasmus+, il nuovo programma dell’Unione europea per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport, il cui avvio è previsto a gennaio, è stato approvato il 19 novembre dal Parlamento europeo. Finalizzato a promuovere le competenze, e l’occupabilità, nonché a sostenere la modernizzazione dei sistemi d’istruzione, formazione e gioventù, il programma, della durata di sette anni, avrà una dotazione di bilancio di 14,7 miliardi di EUR, con un aumento del 40% rispetto ai livelli attuali…read more

1 maggio 2013-Il sogno di un viaggio comune tra Europa, Lavoro e Crescita

in viaggioQuest’anno molte sono le sollecitazioni che arrivano al cittadino italiano che voglia continuare a celebrare la ricorrenza civile della Festa dei Lavoratori.

Abbiamo un nuovo governo. Un governo che non avrei voluto, un governo che cerca di mettere insieme politici e partiti, fino  a ieri in conflitto  feroce tra di loro,  intorno  ad un progetto comune. Un progetto  forse troppo ampio  e, da quanto già emerge, non  definito e concordato nelle sue linee essenziali.

Le “grandi idee camminano sulle gambe degli uomini”, ma quali uomini  in questa compagine sono capaci di  mettere da parte il loro  interesse particolare di fronte a quelli ben più pressanti  e importanti  dell’intero paese? Quali uomini sono capaci di mostrare e soprattutto avere cura e rispetto delle istituzioni? Forse molti, ma sicuramente, dietro le quinte e in  “front line” ce ne sono  di molto ingombranti e malati di protagonismo ed egoismo.

 Mi piace comunque partire da uno stralcio dal discorso programmatico del Presidente del Consiglio, Enrico Letta.  Riguarda l’Europa ed il viaggio che noi dobbiamo necessariamente fare insieme a Lei per sperare in un futuro di migliori opportunità per l’Italia.

 Kyenge e IdemL’appello al viaggio comune verso destinazioni condivise ci ha portato Cecile Kienge al  Ministero dell’Integrazione e Josefa Idem al Ministero dello Sport. E non è poco

“Rappresentare l’intera nazione oggi significa prima di tutto sapere e ribadire che le sorti dell’Italia sono intimamente correlate a quelle dell’Unione Europea. Due destini che si uniscono.

Nel 2012 tutti noi abbiamo vinto il premio Nobel anche se forse non ce ne siamo pienamente accorti. L’Unione Europea è stata premiata per un’alchimia politica senza precedenti: la trasformazione delle macerie di un continente di guerra in uno spazio di pace. Allora i nemici decisero di vivere insieme. Dopo, insieme abbiamo promosso la democrazia e riunificato il continente dalle ferite della cortina di ferro. Insieme abbiamo dato vita al mercato unico. Insieme abbiamo concepito la cooperazione allo sviluppo, di cui siamo leader al mondo. Insieme ai ragazzi partiti nel 1987 per il primo Erasmus, abbiamo scoperto di avere nuove case e nuove famiglie. E insieme, nella crisi, dobbiamo ripartire da alcune verità, perché della verità non bisogna mai avere paura.

Primo: il Nobel non è alla memoria. L’Europa non è il passato, è il viaggio nel quale ci siamo imbarcati per arrivare nel futuro. L’Europa è lo spazio politico con cui rilanciare la speranza che ha animato la nostra società nella ricostruzione del dopoguerra. È lo spazio politico con cui mettere fine a questa guerra di stereotipi, di sfiducia e di timidezza, mentre la tragedia della disoccupazione giovanile mette un’intera generazione in trincea. L’Europa esiste solo al presente e al futuro, solo se alla storia scritta dai nonni e dai padri si affiancano le azioni dei figli e dei nipoti.

Secondo: l’Europa è il nostro viaggio. La sua storia non è scritta malgrado noi. È scritta da noi. L’orizzonte è europeo, con le università che devono diplomare laureati in grado di lavorare ovunque in Europa, e le imprese che devono inventare prodotti che siano competitivi a livello continentale se non globale. Pensare l’Italia senza l’Europa è la vera limitazione della nostra sovranità, perché porta alla svalutazione più pericolosa, quella di noi stessi. Vivere in questo secolo vuol dire non separare le domande italiane e le risposte europee, nella lotta alla disoccupazione e alla disuguaglianza, nella difesa e nella promozione di tutti i diritti. E soprattutto, l’abbattimento dei muri tra il Nord e il Sud del continente, così come tra il Nord e il Sud dell’Italia.

Terzo: il porto a cui il nostro viaggio è rivolto sono gli Stati Uniti d’Europa e la nostra nave si chiama democrazia. Guardiamo con ammirazione lo sviluppo delle altre nazioni, in particolare in Asia e in Africa, ma non vogliamo sognare i sogni degli altri. Abbiamo il diritto a sogno che si chiama Unione Politica e abbiamo il dovere di renderlo più chiaro. Possiamo avere «più Europa» soltanto con «più democrazia»: con partiti europei, con l’elezione diretta del Presidente della Commissione, con un bilancio coraggioso e concreto come devono essere i sogni che vogliono diventare realtà”

Formatori Leonardo GIFT a Schwalmstadt-Germania.Quando le cose funzionano.

 

Glimpses of G.I.F.T.

Di seguito si riporta  un breve estratto dal Summary ufficiale  del progetto G.I.F.T. (Growing Innovation  for Teaching. Enhancing action competences for the professional development of teachers’ trainers)

“GIFT promuove la qualità dello sviluppo professionale di formatori, counsellors e responsabili dei vari aspetti dell’istruzione; facilita la costituzione di un partenariato cooperativo su tematiche professionali innovative; costruisce e condivide buone pratiche, prodotti e sistemi, nell’ ambito della cultura e formazione professionale, che siano accessibili e trasferibili. Il progetto si rivolge a tutti quei professionisti della formazione che intendano migliorare le loro competenze nell’utilizzo didattico delle Information and Communication Technologies (ICT), ovvero di social media come forum, blog, wiki, chat, che, privilegiando le strategie del cooperative e del peer learning, promuovono la conoscenza come ricerca in azione e come modus vivendi in tutto l’arco della vita. GIFT risponde, inoltre, a un’altra precisa necessità formativa di tutti i paesi UE, la conoscenza e l’uso competente del Content and Language Integrated Learning (CLIL) per facilitare l’apprendimento delle lingue target. Le attività proposte per realizzare gli obiettivi fissati prevedono: mobilità in istituzioni di formazione, incontri di progetto in presenza e a distanza per tutti i partecipanti al fine di condividere tutte le fasi progettuali di GIFT; esperienze di micro-teaching e di insegnamento; job shadowing; analisi condivisa della progettazione Lifelong Learning Programme (LLP) in tutte le sue fasi.”

Primo Gruppo GIFT: Vilnius

Gruppo GIFT a Vilnius

Aprile   2012:   il primo gruppo GIFT, trascorre  una settimana    “in mobilità” LdV- VETPRO  a Vilnius (Lituania), dove il partner ospitante LAKMA (Lithuanian Association of Teachers of English as a Foreign Language),  cura la  realizzazione del programma concordato con il gruppo di progetto GIFT.

Secondo Gruppo Gift: Cordoba

grupo_alcantara_2010

Dal 28 Febbraio  al 6  Marzo 2013,  il secondo  gruppo di  formatori GIFT (22 tra  docenti di discipline varie,  provenienti  da diverse regioni Italiane e  rappresentanti  di enti territoriali e counsellors) partecipa alla seconda  mobilità GIFT a Cordoba  (Spagna).


gruppo Gift Cordoba_2013

 Nella splendida città andalusa, in collaborazione con il  partner ospitante, Gruppo Alcantara, si svolgeranno  le previste attività di formazione  ICT, CLIL e LLP dei professionisti GIFT, in istituzioni  qualificate come Università, Enti di formazione  professionale e Scuole pubbliche.

Terzo Gruppo GIFT: Schwalmstadt

schwalmstadt.de

16 Aprile 2013, oggi, il terzo ed ultimo  gruppo di formatori GIFT (20 docenti) è in viaggio verso  la Germania per il periodo di mobilità previsto dal progetto GIFT. Buona Mobilità Leonardo! A  Marburg, in Assia. Giornata splendida, gruppo in armonia!

Germany Group in Marburg

Accesso ai fondi UE: perché l’Europa ci può dare una mano

Fuori TG (RAI3) del 29 Novembre (puoi seguire qui la trasmissione) introduce un tema tornato di grande attualità politica ed economica in questi giorni frenetici di costruzione del governo o agenda Monti: i fondi Sociali Europei o comunque tutto l’ambito dell’accesso ai fondi dei programmi comunitari (LLP). La trasmissione riprende e conferma, in un certo senso, l’articolo di Andrea Rossi Autogol Italia: i fondi UE ci sono però non riusciamo a spenderli da La Stampa di Lunedì 21 Novembre 2011.

…“La fotografia è impietosa. A oggi, sui fondi stanziati per il periodo 2007-2013, il nostro Paese è riuscito ad assorbire il 18 per cento di quanto avrebbe potuto. Nell`Europa a 27 solo la Romania ha saputo fare peggio: 14 per cento. La media europea è al 30 per cento. La Francia è in linea, la Spagna al 35, il Regno Unito al 37, la Germania al 38.

Di questo passo, in sette anni getteremo alle ortiche almeno 25 miliardi di euro. E forse non è un caso che il nuovo presidente del Consiglio abbia riservato posti chiave del suo governo a profondi conoscitori delle dinamiche comunitarie: Enzo Moavero, per anni eminenza grigia a Bruxelles, prima come capo di gabinetto dello stesso Monti, poi come vicesegretario generale della Commissione europea; Francesco Profumo, uno dei rettori più abili nell`intercettare finanziamenti internazionali; Fabrizio Barca, esperto e negoziatore proprio dei fondi strutturali europei.

C`è da recuperare un divario diventato quasi incolmabile. Negli anni scorsi, mentre la drastica riduzione di fondi statali rischiava di mettere in ginocchio ricerca, innovazione e impresa quasi nessuno ha saputo virare su Bruxelles. Perché?”…

Viene data gran parte della  colpa alla burocrazia e a tutti i suoi meccanismi perversi che la paralizzano. Il problema tuttavia è più ampio e più complesso e ha alle sue radici l’incapacità italiana di fare sistema, di fare squadra, a tutti livelli e in tutti i settori.

 

europrogettazionePrendo qui in considerazione il settore che conosco meglio, quello dei programmi UE nella formazione scolastica e nella formazione iniziale dei docenti di scuola secondaria. Accanto a poche, pochissime isole felici dove la progettazione LLP e le Calls for proposal sono realtà consolidate, c’è un mare di ignoranza, incompetenza e incapacità, sia di progettare per accedere ai fondi, sia, una volta ricevuti i fondi, di gestirli in modo corretto ed efficace. Uno dei presupposti fondamentali per l’accesso ai fondi UE consiste nella creazione di una rete, di un background o circuito positivo, chiamiamolo come vogliamo, che, a caduta produca nuovi progetti, ovvero permetta l’accesso a nuovi fondi (spin-off). Questo è il processo tanto pubblicizzato di formazione, sviluppo e innovazione…

Ma questo come entrare in questo circuito virtuoso? Come cominciare? Fondamentali sono alcune figure di riferimento. Dirigenti consapevoli, impegnati e brillanti che, perprima cosa devono individuare il team di progetto in grado di portare avanti l’impresa. Nelle scuole come nelle università o nelle imprese, i progettisti e i membri del team non nascono dal nulla, siano essi docenti, o impiegati o altro, ma  sono professionalità da coltivare, formare, incentivare.

Quello che io ho imparato in questo campo l’ho imparato nella scuola dove ho lavorato per tanti anni, il Liceo Linguistico “P. Scalcerle di Padova”. Qui, con un dirigente illuminato, abbiamo condiviso il percorso di formazione tra mille difficoltà, tecniche e relazionali, ma alla fine abbiamo imparato a conoscere, progettare e gestire progetti Leonardo di tirocinio e scambio o di formazione formatori, progetti Comenius e tanti altri  progetti di internazionalizzazione. Ho imparato a capire l’importanza  finanziaria,  scientifica e formativa di essere dentro la progettazione europea.

Le competenze acquisite diventano fondamentali per il lavoro e per i lavori altri che ci si trova a fare. Personalmente ho trasferito il Know how anche nelle attività formative alla Scuola di Specializzazione Interateneo del Veneto per la formazione dei docenti di scuola secondaria dove, insieme ai colleghi supervisori di Lingue, abbiamo dato vita a percorsi di tirocinio internazionale, all’interno della rete pre-esistente tra le scuole del territorio e quelle europee già coinvolte come partner in progetti LLP. Nuovi ministri, nuove leggi, vecchi pregiudizi e limiti fanno spesso crollare quanto di buono periodicamente si produce in Italia.

E qui devo dire che condivido quanto Rossi dice nel suo articolo:” ognuno fa per conto proprio… e la frammentazione regna sovrana”. Intanto tutti gli altri accedono ai fondi e prendono anche quello che potrebbe servire a noi Italiani per migliorare il nostro sistema formativo e produttivo.


Un aspetto critico che Fuori TG ha evidenziato e che è strettamente connesso con la capacità politica di farsi spazio in Europa per rivendicare i nostri diritti, riguarda la percentuale di cosiddetti “fondi propri” che ciascuna istituzione deve stanziare per integrare i fondi concessi dall’ UE e che spesso rappresentano un grande ostacolo alla completa implementazione di un progetto finanziato. Non è semplice in Italia, in una realtà, ad esempio, come quella della scuola e dell’istruzione in generale sottoposte a tagli feroci negli ultimi anni, reperire quel tot di fondi propri richiesti. Alcuni paesi dell’UE, la Polonia ad esempio, hanno saputo “contrattare” la percentuale di questi fondi. E noi? Fino ad oggi è mancato qualcosa, è mancata l’autorevolezza e la determinazione a far valere i nostri diritti. Il disastro italiano in questo settore ha radici antiche, non è non è frutto di questa crisi che morde…

Dunque progettare in Europa con successo non è solo una questione di burocrazia, ma è il frutto di politiche intelligenti e lungimiranti, a tutti i livelli, che investano in formazione di personale esperto nel campo. In poche parole, formare rende in quanto  permette di accedere a tutte quelle risorse che noi cittadini italiani contribuiamo a creare e che abbiamo il diritto di recuperare tramite lo strumento della candidatura ai fondi europei.

La nomina di un Ministro per l’Europa nel governo Monti ha un alto valore simbolico e strategico. Speriamo che diventi anche una leva efficace per aiutare l’Italia e gli italiani a saper cogliere le opportunità che, ancora e speriamo il più a lungo possibile, l’Europa ci offre.

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