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    Ossimori festosi: ferita, disorientata, fragile, eppure resiliente, meravigliosa e forte. La nostra Repubblica.

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  • Con Amnesty International contro la pena di morte

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    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

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    Sentimenti contrastanti accompagnano questo momento. Il mio cuore è lì, Oltremanica. E sento come uno strappo, un'ulteriore barriera tra me e i miei affetti. Ho bisogno di tempo e di freddezza per rielaborare il significato di questo evento .

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

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    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

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Q. Xialong-Di Seta e di Sangue, a Shangai. Quando il cibo gioca un ruolo fondamentale nel dipanarsi degli eventi.

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Vladimiro mi consiglia questa lettura. Lo ha colpito la forte presenza di Mao e della sua Rivoluzione Culturale nel pensiero e nelle azioni dei Cinesi, oggi come ieri. 

Inoltre, ha ancora nella testa e nel cuore una quasi-ossessione che percorre il  romanzo: la ricerca della poesia…

Di mio aggiungo il fascino, forse perverso, esercitato da questo titolo che evoca flussi morbidi rosso-lacca del sangue sulla seta, rossa anch’essa…

E questo basta per spingermi a leggere il romanzo. Lo scenario è nuovo e intrigante. Avremo modo di parlarne ancora. Letto! ed ora alcune considerazioni che vanno ad aggiungersi a quelle di Vladimiro.

  

La trama e Shangai

Shangai-di-notte.jpg

“Chen Cao, ispettore capo della polizia di Shanghai, è alle prese con una misteriosa serie di omicidi che ha avuto inizio con il ritrovamento del cadavere di una donna avvolta in un qipao rosso, un abito tradizionale mandarino vietato durante la Rivoluzione Culturale.Sullo sfondo di una Shanghai divisa tra passato e presente, tra i segni sempre più invasivi del capitalismo e quelli della cultura tradizionale cinese, Chen Cao conduce un’appassionante indagine alla ricerca del serial killer, durante la quale emergono in modo violento le contraddizioni e i misteri di una città unica e affascinanteDal risvolto di copertina Serie Mondo Noir , La Repubblica

La trama riflette i canoni tipici del noir, condita in questo caso con una salsa cinese, ricca di ingredienti (o artifici?) più o meno saporiti.

 Il cibo

A proposito di sapori, il cibo gioca un ruolo fondamentale nella storia e nel suo dipanarsi. Segna, proprio come un turning point classico, i passaggi salienti. Ci troviamo di fronte ad una varietà infinita di cibo, anche nella sua natura più sofisticata e crudele! Impressionante il cervello di scimmia viva, la bile calda e verdastra di un serpente appena ammazzato violentemente, immersa nel liquore; la tartaruga torturata, viva e disperata, in pentola di vetro con brodo bollente da insaporire. Brrr!

Il Quipao Rosso

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Sempre presenti nella storia Mao Zedong, la Rivoluzione Culturale e le sue conseguenze drammatiche sui protagonisti degli eventi narrati. Il titolo originale del romanzo,  Real Mandarin Dress, rivela inequivocabilmente il ruolo dominante del quipao rosso, vero e proprio  “personaggio chiave” della storia. Emblematico, rappresenta un passato lussuoso ed elegante. La sua  manifattura accurata, punto dopo punto, testimonia un’attenzione alla qualità e alla manualità sapienti dei sarti d’altri tempi, ma addosso alle vittime diventa un simbolo lacerato e sofferente. Il passato tuttavia non esiste senza il presente ed il presente fa del quipao uno strumento potente di comunicazione mortale… Le vittime lo indossano in un modo particolare e molto significativo.

Lo stile

La storia è narrata in uno stile garbato,  soft e ricco di parole di soffice seta, siano esse parole di poesia o parole di polizia, nei report tragici di eventi delittuosi. Mei è avvolta da questo manto fluido, da viva e da morta. Di lei si parla in tono sommesso, delicato, quasi per non farsi sentire e non macchiare il suo ricordo. Per lei si usano parole d’onore e di riserbo.

 L’Ispettore Chen

L’ispettore Chen è il re dell’artificio, il gran cerimoniere di questo stile. Intellettuale, attraversa la storia con la sua tesina di letterautra sull’amore, il matrimonio, gli enigmi e le contraddittorietà della relazione uomo-donna nelle culture antiche e moderne. Credibile come detective? Non so. Sicuramente fa parte di quella schiera di poliziotti psicologi, ad ampio spettro, che non riflettono più lo stereotipo del bad cop o good cop, ma lasciano convivere le due anime, spesso in conflitto tra loro, talora in armonia…

Yin e Yang

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Ed è inevitabile il riferimento a Yin e Yang, molto presente nel romanzo. Un aspetto interessante riguarda la festività di Dongzhi, la notte più lunga dell’anno che, dice Chen:

“è di grande importanza nel movimento dialettico del sistema di yin e yang. Con l’avvicinarsi all’estremità della posizione, lo yin si trasforma nel suo opposto, lo yang. E così, convenzionalmente, quella era la notte di riunificazione tra vivi e morti…”

Questi e molti altri aspetti da scoprire, pagina dopo pagina e suggestione dopo suggestione, rendono il romanzo una piacevole lettura.

La realtà va incontro alla fantasia 1

Ultime notizie dal processo fatale alla dama nera Gu Kailai (Chen parla di Femme Fatale nella narrativa cinese e occidentale…) dal  corrispondente GIAMPAOLO VISETTI (La Repubblica.it)

Cina, il grande processo e il nuovo potere rosso- PECHINO – Un pezzo di cuore. Si consuma oggi attorno a un frammento del motore che tiene accesa la vita, il futuro della potenza che tiene acceso il motore del mondo. È un finale spettacolare, da grande Opera, quello che Pechino ha scelto per lo scandalo politico a cui ha affidato la missione di salvare il partito e la stabilità della Cina. Comincia così con la prova di un’autopsia l’ultimo atto della tragedia orientale che…read more

 

La realtà va incontro alla fantasia 1

Eventi  eccezionali hanno  riguardato la Cina nel passato e nel presente. In questi giorni la catastrofe del Corona Virus la coinvolge ancora. Turro ciò che riguarda questo immenso paese assume connotati inimmaginabili. Sta accadendo di nuovo. Ma il dragone riuscirà ancora una volta a trovare la sua direzione, questa volta,si spera in collaborazione il resto del mondo. “Siamo un solo pianeta”!

In Grecia stop anche alla National Symphony Orchestra

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Il Presidente Letta e il decreto FARE- La forza degli acronimi!

presidente LettaMi sono sempre piaciuti gli acronimi. I contatti professionali e culturali con il mondo anglosassone mi hanno “educato” a questa forma di sintesi estrema creativa.

Mi chiedo se la definizione del decreto proposto dal Presidente del Consiglio Letta possa essere nato  come un acronimo.

A me è venuto in mente il seguente significato, nascosto dietro il bellisssimo e promettente  FARE:

Fare Adesso Riforme Essenziali

Se ho ben capito,  questa  è la Mission del governo  Letta e dunque, fatto il decreto in tutte le sue componenti “essenziali”, si potrà dire: Mission accomplished! Andiamo oltre…

E l’acronimo avrà rivelato tutta la sua efficacia linguistica e politica.

l’Eredità preziosa di Franca Rame

Franca Rame2ciao Franca!

Ci mancherai tanto, ci mancherà il tuo  viso, i tuoi gesti, il tuo “rosa” e anche i tuoi orecchini, che da anni  muovono il tuo viso, armoniosamente. Ci mancheranno di più le tue parole argute, la tua sapienza e la tua ironia.

Ma ogni volta che  penseremo e vivremo momenti  emozionanti  nella vita delle donne e di tutti i cittadini, penseremo a te e  all’eredità che hai lasciato a questo paese e alla civiltà e vivremo di nuovo  con te, al nostro fianco, la passione per le lotte giuste.

Grazie donna immensa!

Capaci 23 /5/1992-23/5/2013.Più forti del silenzio, contro l’illegalità

stragi_maggioOggi, 23 maggio 2013, ricordiamo  la strage di Capaci, dove, nel 1992, la “mafia”  fece saltare in aria, con un piccolo  clic sul pulsante di un telecomando, il giudice Giovanni  Falcone, sua moglie e  la loro scorta. Con loro, sono sono saltati in aria un pezzo  di Sicilia e  tante speranze e sogni  di  cittadini Italiani onesti.

E dopo Giovanni, Paolo Borsellino il 9 luglio, nella strage di Via D’Amelio.

Ancora un anniversario doloroso che non si ferma però alle sterili celebrazioni tra corone di fiori e discorsi retorici, ma ci  aiuta a ricordare cosa quell’evento abbia significato nella nostra storia recente  e come si possa e si debba reagire davanti  a tali atrocità.

più forti del silenzioLe navi della legalità, Paolo e Giovanni, hanno anch’esse un alto valore simbolico, ma questa volta la metafora è viva e in movimento verso la costruzione di un mondo nuovo. Gli alunni/marinai, insieme ai appresentanti delle istituzioni, rappresentano la speranza e la realtà, allo stesso tempo, di questo nostro paese, che continua a lottare e a conquistarsi un pezzetto di cielo pulito per volta.

Approdano a Palermo queste vele, spinte dal vento della libertà e della legalità. 

Il Salone del Libro di Torino, la più grande libreria d’Italia!

????????????????????Questo è un evento che mi piace segnalare anche se io non potrò parteciparvi fisicamente. Sapere che esiste è già un dono e un piacere, il piacere della  creatività e  della fantasia unite in un messaggio umano importante e essenziale: il libro come veicolo di crescita, anche economica e sociale!

Leggere sempre, comunque, da soli, in compagnia, a scuola, da bambini e da bambini/adulti. Leggere per scoprire e vivere creativamente  il mondo e i mondi interiori, virtuali e reali.

Quest’anno il Salone del Libro  di  Torino propone uno sguardo privilegiato sul Cile, paese ospite, sulla sua letteratura e i suoi  autori appassionati.

Ricco di  spunti di riflessione  il discorso  inaugurale del  Presidente della Repubblica, che tocca tutti i punti caldi    dell’universo del Libro e le  sue ricadute sulla società e sui singoli cittadini.

UKIP e l’antipolitica in salsa britannica

UKIP campaignerLondra, 9 Maggio 2013, la BBC e i talk shows inondano e bombardano le orecchie dei telespettatori Britannici di bla-bla-bla sull’antipolitica, sul discorso programmatico della Regina, sui danni dell’immigrazione, sui tagli drastici e improcrastinabili da fare al Welfare.

Anche qui! Vecchie ricette che sanno d’Italia: pretesa di rigore, mancanza di visione, attacchi indiscriminati agli immigrati, urla anticasta. Inconsistenza. Il vento dell’anti-politica è arrivato anche in UK? Sembra proprio di sì.

Suzanne More, giornalista di The Guardian (online 9.05.13) ci offre un’analisi dell’anti-politica in salsa britannica, molto interessante e condivisibile.  Dalla versione cartacea  riporto alcuni flash su cui riflettere e discutere:

“Marx, without question, was right on the important issues. Groucho, not Karl. He said: “Politics is the art of looking for trouble, finding it, misdiagnosing it, and then misapplying the wrong remedies.”

“A vote forUKip is neither radical nor anti-politics, it’s supporting the same old self-serving and inept establishment”

“To be truly anti-politics would be to refuse to be governed by our inferiors. It’s not voting for “the common sense” of saloon-bar racists, the veneer of modernism of chaotic Cameroons or the vagaries of Milibland. To be antipolitics now means wanting something new, not old, not borrowed, not blue.”

“The fear that a vote for UKip is a vote for extremism will peter out. Ukip is not as separate from the system as it pretends to be”

Ultim’ora…

Oggi, anche su la Stampa.it,  un quadro “Europeo” su scettici, nazionalisti e anti-politica, nell’articolo di  Zatterin: I populisti fanno tremare l’Europa

1 maggio 2013-Il sogno di un viaggio comune tra Europa, Lavoro e Crescita

in viaggioQuest’anno molte sono le sollecitazioni che arrivano al cittadino italiano che voglia continuare a celebrare la ricorrenza civile della Festa dei Lavoratori.

Abbiamo un nuovo governo. Un governo che non avrei voluto, un governo che cerca di mettere insieme politici e partiti, fino  a ieri in conflitto  feroce tra di loro,  intorno  ad un progetto comune. Un progetto  forse troppo ampio  e, da quanto già emerge, non  definito e concordato nelle sue linee essenziali.

Le “grandi idee camminano sulle gambe degli uomini”, ma quali uomini  in questa compagine sono capaci di  mettere da parte il loro  interesse particolare di fronte a quelli ben più pressanti  e importanti  dell’intero paese? Quali uomini sono capaci di mostrare e soprattutto avere cura e rispetto delle istituzioni? Forse molti, ma sicuramente, dietro le quinte e in  “front line” ce ne sono  di molto ingombranti e malati di protagonismo ed egoismo.

 Mi piace comunque partire da uno stralcio dal discorso programmatico del Presidente del Consiglio, Enrico Letta.  Riguarda l’Europa ed il viaggio che noi dobbiamo necessariamente fare insieme a Lei per sperare in un futuro di migliori opportunità per l’Italia.

 Kyenge e IdemL’appello al viaggio comune verso destinazioni condivise ci ha portato Cecile Kienge al  Ministero dell’Integrazione e Josefa Idem al Ministero dello Sport. E non è poco

“Rappresentare l’intera nazione oggi significa prima di tutto sapere e ribadire che le sorti dell’Italia sono intimamente correlate a quelle dell’Unione Europea. Due destini che si uniscono.

Nel 2012 tutti noi abbiamo vinto il premio Nobel anche se forse non ce ne siamo pienamente accorti. L’Unione Europea è stata premiata per un’alchimia politica senza precedenti: la trasformazione delle macerie di un continente di guerra in uno spazio di pace. Allora i nemici decisero di vivere insieme. Dopo, insieme abbiamo promosso la democrazia e riunificato il continente dalle ferite della cortina di ferro. Insieme abbiamo dato vita al mercato unico. Insieme abbiamo concepito la cooperazione allo sviluppo, di cui siamo leader al mondo. Insieme ai ragazzi partiti nel 1987 per il primo Erasmus, abbiamo scoperto di avere nuove case e nuove famiglie. E insieme, nella crisi, dobbiamo ripartire da alcune verità, perché della verità non bisogna mai avere paura.

Primo: il Nobel non è alla memoria. L’Europa non è il passato, è il viaggio nel quale ci siamo imbarcati per arrivare nel futuro. L’Europa è lo spazio politico con cui rilanciare la speranza che ha animato la nostra società nella ricostruzione del dopoguerra. È lo spazio politico con cui mettere fine a questa guerra di stereotipi, di sfiducia e di timidezza, mentre la tragedia della disoccupazione giovanile mette un’intera generazione in trincea. L’Europa esiste solo al presente e al futuro, solo se alla storia scritta dai nonni e dai padri si affiancano le azioni dei figli e dei nipoti.

Secondo: l’Europa è il nostro viaggio. La sua storia non è scritta malgrado noi. È scritta da noi. L’orizzonte è europeo, con le università che devono diplomare laureati in grado di lavorare ovunque in Europa, e le imprese che devono inventare prodotti che siano competitivi a livello continentale se non globale. Pensare l’Italia senza l’Europa è la vera limitazione della nostra sovranità, perché porta alla svalutazione più pericolosa, quella di noi stessi. Vivere in questo secolo vuol dire non separare le domande italiane e le risposte europee, nella lotta alla disoccupazione e alla disuguaglianza, nella difesa e nella promozione di tutti i diritti. E soprattutto, l’abbattimento dei muri tra il Nord e il Sud del continente, così come tra il Nord e il Sud dell’Italia.

Terzo: il porto a cui il nostro viaggio è rivolto sono gli Stati Uniti d’Europa e la nostra nave si chiama democrazia. Guardiamo con ammirazione lo sviluppo delle altre nazioni, in particolare in Asia e in Africa, ma non vogliamo sognare i sogni degli altri. Abbiamo il diritto a sogno che si chiama Unione Politica e abbiamo il dovere di renderlo più chiaro. Possiamo avere «più Europa» soltanto con «più democrazia»: con partiti europei, con l’elezione diretta del Presidente della Commissione, con un bilancio coraggioso e concreto come devono essere i sogni che vogliono diventare realtà”

Durham Miners, Football and Principles: The Sunderland case

Paolo Di Canio SunderlandItalian Head-coaches are having their moment in UK football.

But which Italians are we talking about? 

Mr  Di Canio, of course!

But which Mr Di Canio: Mr Fairplay  or Mr Fascist ?

Paolo Di Canio  LazioThe Durham Miners’ Association rejects the latter and demands the return of their banner back from  Stadium of Light.

The reason? Sunderland Football Club appointed the self-confessed fascist Paolo Di Canio  as head coach of the team…

 more on the topic

Durham miners

Durham Miners Demand Banner Back from Stadium of Light.

Dave Hopper the General Secretary of the Durham Miners’ Association is writing to Sunderland Football Club to demand the return of the Wearmouth Miners’ Banner, which is on permanent display in the Stadium of Light, in protest at the decision to appoint the self-confessed fascist, Paolo Di Canio, as their head coach.
Mr Hopper, who worked for 27 years as a miner at Wearmouth Colliery, the site on which the Stadium of Light now stands, described Di Canio’s appointment as an outrage and a betrayal of all those who fought and died fighting fascism.

He said,”I like many thousands of miners have supported Sunderland from infancy and are passionate about football. But, there are principles which are much more important.

“Our banner represents the Durham miners’ long struggle for the rights of the working class, rights which were annihilated by fascism in Germany, Italy, Spain and Chile”…

Gramaglia: Ma le “sagge” non esistono? Evviva il cambiamento!

cambiamo cosaGrazie Mariella per aver dato voce  a questo dubbio… Ho scoperto, senza sorpresa ormai, che soprattutto gli uomini, certo di qualità(tutti?)vengono  nominati saggi tout court, per trovare le soluzioni più idonee ai  seri problemi del  nostro paese. Stando a quanto gli uomini hanno prodotto fino ad oggi, qualche perplessità è legittima…

E le donne? “non-sagge”.  Incredibile, alla faccia del cambiamento!

Meglio lasciar spazio alle tue parole!

Mariella Gramaglia

Ma le “sagge” non esistono?

La Stampa, Editoriali

31/03/2013

A un certo punto era invalsa la moda, per fare un po’ gli americani, di chiamare «padri costituenti» i parlamentari che hanno redatto la nostra Costituzione.

Errore grave. Le «madri costituenti» erano ventuno, pochissime su 556 eletti, ma era il lontano 1946. Nella vicina incerta primavera del 2013 scopriamo, invece, che le «sagge» non esistono. I saggi, specie rara e preziosa, appartengono a un unico genere, quello maschile. Solo un manipolo di uomini coraggiosi può essere chiamato a una missione impossibile: stendere, nella minuscola manciata di giorni che ci separa dalla conclusione del mandato del Presidente Napolitano, un microprogramma di breve fase, ma sufficientemente dignitoso e preciso da poter vestire come un guanto la mano di colui (su colei nutriamo poche speranze, date le premesse) che potrebbe succedere a Mario Monti. Insomma un miracolo, cui dar corpo prima che cali il quindicesimo sole. Un miracolo da veri uomini…read more

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