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Al centro di questa storia c’è un’affascinante signora francese, Yvonne. Intorno a lei ruotano un giovane ed esperto ballerino-chimico superficiale, un marito tutto scienza e laboratorio, un serio chimico, segretarie e collaboratrici di laboratorio, domestiche e dottori.

I luoghi in cui le azioni prendono vita sono le case private dei protagonisti e l’istituto di ricerca Croft-Thonton, dove lavorano molti dei personaggi principali.

La storia inizia però con il protagonista più “intrigante”, la nebbia che tutto nasconde, tutto avvolge e protegge…

 “In una nebbiosa serata d’inverno il dottor Ringwood è costretto a mettersi in macchina per andare a visitare una donna che si è sentita male. Quando arriva faticosamente a destinazione, una casa con giardino alla periferia della città, nessuno risponde al suono del campanello anche se all’interno le luci sono accese. Dato che la porta è aperta, decide di entrare e nel salottino trova, accasciato su un divano, un giovane in un lago di sangue. Questi riesce a sussurrargli qualche parola prima di morire. Il dottore, scoprendo che nell’abitazione non c’è telefono, si reca alla casa accanto per chiamare la polizia. Qui viene accolto dalla cuoca, che lo informa di essere stata lei a convocarlo perché la cameriera non sta bene e in casa non c’è nessun altro. Dopo aver telefonato a Sir Clinton Driffield, il capo della polizia, aver prestato le prime cure alla malata e aver raccolto qualche informazione, Ringwood torna sul luogo del delitto per attendere l’arrivo degli investigatori. Più tardi, prima di rincasare, decide di passare dalla paziente insieme a Sir Clinton, ma quando suona alla porta nessuno risponde. I due riescono a entrare e salgono al primo piano dove, davanti ai loro occhi…” Corriere.it

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L’approccio scientifico al  crimine

Conan-Doyle, Sherlock Holmes e il Dottor Watson hanno fatto storia con il loro approccio scientifico all’investigazione.

Alfred Walter Stewart alias J.J. Connington, stimatissimo professore di chimica e scrittore ne segue le orme.

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Chimici come Malvaldi, in Italia,  divenuti moderni giallisti, stanno ripercorrendo le tracce dei grandi padri.

E allora  Signori Chimici, al lavoro!

Ma torniamo a Connington. Sir Clinton Driffield, non è un semplice agente o un sovrintendente, ma addirittura il Capo della Polizia! È un bel personaggio, di una discrezione quasi “nobiliare”. Osserva, deduce e con distacco natural-studiato, lascia all’ispettore Flamborough la soddisfazione di rac-cogliere i suoi suggerimenti e di verificarli concretamente.

Sir Clinton fa citazioni dotte: Samuel Pepys e il suo Diary, dal quale   il giovane Hassendean non ha evidentemente preso spunto per scrivere il suo DiarioThe Faerie Queen,  lungo classico in rima Spenseriana, amatissimo dalla regina Elisabetta I; Jonathan Swift,  strampalato padre di Gulliver.

Ad un certo punto compare anche una signora Marple! E inevitabilmente penso all’arguta vecchina protagonista dei romanzi di Agatha Christie.  Connington pubblica il suo romanzo nel 1928 e il primo romanzo di Christie con Miss Marple è del 1930. Coincidenze, cognome diffuso nella realtà inglese, prestito involontario?

Il romanzo di Afred Walter Stewart alias J.J. Connington  si basa dunque sul metodo scientifico alla Conan Doyle, applicabile sia alla stesura del romanzo che alla sua lettura.

Il racconto è un vero e proprio esperimento scientifico in laboratorio, con annesse ipotesi da verificare e  raccolta dei dati osservati, sapientemente illustrati da Connington,    a conclusione dell’indagine.

La trama non è  sempre lineare e tuttavia,  lascia intravvedere, sin dall’inizio, un possibile filo rosso tra gli eventi, attraverso il “fruttuoso” intrecciarsi di ipotesi, deduzioni, scelte. Il lettore si sente dunque incoraggiato ad affidarsi al narratore, sicuro di essere condotto,  senza stravolgimenti, alla soluzione intuita inizialmente.

 “Mr. Connington has established his name in the front rank of detective story writers. His particular strength lies in his respect for his readers’ intelligence, and his stories are essentially puzzles with honestly worked out solutions. He does not make it as difficult as he can for the reader to detect the murderer very early on, and does not load his stage with dummies, for he has realised that a story is just as good reading when the reader feels he is no befogged Watson but worthy to join in the hunt, and that establishing the evidence against a criminal may be as exciting as finding out who he is.” – Times Literary Supplement, 8th November 1928  Gadetection 2012

the-case-with-nine-solutions_thumb.jpgQuesto romanzo mi è piaciuto moltissimo. Lo consiglio caldamente agli amanti del genere e a chi volesse prendersi una pausa da altri tipi di letture e avventurarsi nel mondo del Giallo d’Epoca Inglese.