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C.Lucarelli-INTRIGO ITALIANO. Un guazzabuglio paludoso per il ritorno del commissario De Luca

intrigo Italiano-Lucarelli

Intermezzo piacevole e veloce. Confermo quanto detto su altri romanzi di Lucarelli. Il suo più grande pregio è la capacità di raccontare ad alta voce e in modo documentato eventi storici, cronache di costume ed efferati fatti di sangue. Anche tra le righe di Intrigo Italiano, si avverte l’eco della sua voce profonda e del buio che caratterizza lo sfondo della sua affabulazione.

In Intrigo Italiano, si intrecciano spionaggio, guerra fredda, partigiani, trattorie e rane fritte, Bologna maestosa e saporita, moretta/faccettanera che canta il blues e arie di balera e sanremesi, Jazz, amore e passione, giovani di buona famiglia poco raccomandabili, professori gaudenti  con scannatoio, agenti segreti…E tanto sangue Insomma un guazzabuglio che inchioda a un’ indagine assurda il commissario De Luca, qui in veste di agente segreto perseguitato dal suo passato fascista. Ma, ripeto è stato comunque un piacevole intermezzo di lettura estiva.

Per chiudere questa fase, ho deciso di avventurarmi  nei noir di Massimo Carlotto. Curiosità. Dopo, ho in mente un percorso di lettura e scoperta di cui vi parlerò.

I 100 splendidi anni di Billie Holiday

Tra gli indimenticabili della musica di tutti i tempi  c’è Billie Holiday, che con la sua voce, la sua bellezza e le sue malinconie ci ha lasciato  delle gemme preziose. Tra queste The man I love.

 

Jovanotti-IL GRANDE BOH! e chipiùnehapiùnemetta…

Lettera al viaggiatore

 

il grande boh_2

Caro Lorenzo,

 

ti scrivo dopo aver letto Il Grande Boh!, che ho vissuto come un dono di energia e vitalità.

 

 L’unico modo possibile per recensire il tuo diario di viaggio, dopo le altezze di Fernanda Pivano, è mettere insieme, in un ritmo di parole sulla nuvola/albero, quelle che mi hanno colpito e che trovo ricche di significato.

La nuvola/albero del Grande Boh!

                  multicolorjova      

 Molto vicina allo spirito di Affascinailtuocuore è la tua riflessione sul viaggio, sui collegamenti e sulle relazioni che scattano tra ciò che si fa, si legge e si ascolta in viaggio (anche tra le righe di un buon libro!) e il mondo  di  conoscenze e di esperienze che ci portiamo  dentro:

 

 “Durante i viaggi la mente fa mille collegamenti, riceve tutti questi stimoli e allora crea le relazioni con ciò che uno  ha studiato a scuola e ha vissuto fino dai ricordi più remoti forse addirittura fino a eventuali esperienze in altre vite. Questo è l’aspetto più bello del viaggiare e anzi credo sia il senso stesso del viaggiare. Si viaggia sempre in avanti nella misura in cui si procede a ritroso dentro la propria esperienza umana. Può capitare di incontrare la tua innocenza intatta e di riconoscerla e giuro non è niente male.” p.143

 

 Del tuo libro, mi rimane l’energia che lo percorre, il profondo conflitto interiore di un giovane uomo di successo, la religiosità del suo andare e l’innocenza della sua corporeità.

 

L'Albero di JovanottiLorenzo, fai venire voglia di esplorare il nostro self e il nostro corpo, senza troppa paura di perdercisi dentro, proprio come hai fatto e continui a fare tu, attraverso mondi altri che ti aiutano a capire e ad amare sempre più e sempre meglio.

Buon viaggio dunque, dal Grande Boh! a un approdo più chiaro, dal quale ripartire,  verso nuove avventure.

 Grazie!

 Una vecchia signora “in viaggio”

p.s. Bellissima copertina. I tuoi disegni sono pura fantasia colorata! Vie di fuga verso l’avventura.

” Un libro bellissimo per giovani e anziani, per chiunque ami il mondo, la frontiera e la loro scoperta”.

leggi qui   la recensione di Fernanda Pivano 322 parole

Bollani, PARLIAMO DI MUSICA e…ascoltami

Bollani PdM

La scrittura di Bollani è il  ritmo stesso  del suo autore, la sua fisicità, le sue trasgressioni, il suo essere con convinzione reader/listener oriented.  Scrive, parla e suona per essere ascoltato e fa dell’ascolto una professione di fede. Non è un caso che si faccia accompagnare, anche fuori dal palcoscenico, dal “santino” del musicista Osvaldo Pugliese (cap 23), “protettore laico dei musicisti”. Sul retro dell’ immagine, appare una scritta significativa:

“San Pugliese, proteggici da tutti quelli che non ascoltano”.

E la voglia di ascoltare la musica che Stefano propone, con occhi e cuore aperti al mondo, è ciò che rimane di questo vibrante, jazzy book.

Bollani al pianoAmo il jazz e quando riesco a partecipare a qualche evento mi diverto molto ad osservare l’interazione tra i musicisti. Spesso mi sembra di cogliere vere e proprie conversazioni tra loro, a suon di strumenti, mossette ed espressioni facciali, movimenti a scatto di gambe e braccia.

Darlington Arts CentreQualche anno fa i miei amici Thea e Ben mi invitarono ad un concerto  di Andy Sheppard a  Darlington, nella contea di Durham (North England). Non mi sono mai divertita tanto! I due sassofonisti ingaggiarono un vero e proprio duello, brioso e combattuto fino all’ultima nota e all’ultimo ghigno!

Nel concerto di Steve Coleman a Zurigo (1988) Bollani ha contato sulle dita delle sue mani, divertendosi, le battute per capire “che tipo di ritmo stessero utilizzando”, allo stesso modo io mi sono divertita a contare e trasferire in una lista tutti i musicisti e gli scrittori che Stefano mi ha fatto incontrare nel suo “viaggio di formazione”. Around 180? Circa cinquanta a me sconosciuti.

Ma da ora li considero tesori preziosi da svelare e…ascoltare.

J.Coe -THE RAIN BEFORE IT FALLS tra musica, amori e melodramma…

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Rosamond, narratrice principale oltre, che personaggio  affascinante e ben costruito,  si congeda da questo mondo in modo molto personale. Prima di andarsene decide di lasciare un testamento insolito: un audio messaggio in cui ricostruisce, attraverso   venti fotografie, pietre miliari e turning points   catalizzatori dello  sviluppo della storia, la sua vita e quella di tutte le persone, soprattutto donne, che hanno abitato l’esistenza tragica di Imogen, la destinataria della “ricostruzione”.

Londra anni 70Una storia che abbraccia gli eventi bellici  della seconda guerra mondiale,  i bambini  di Londra e delle grandi città sfollati  nelle campagne e allontanati dai loro genitori. Il dopo guerra, gli anni della contestazione 68esca e i folli  anni 70 accompagnano il lettore, fino  alla contemporaneità.

town-much-wenlock-03~s200x200All’ interno  di questi grandi eventi  si dipanano le storie di Rosamond e Rebecca e del loro amore fuori dagli schemi;  di Beatrice/Annie con tutte le sue inquietudini, a cavallo tra Canada e Inghilterra; la storia tragica e criminale di Thea, dei suoi uomini malati  e di sua figlia Imogen. Accanto  a queste c’è la storia di Gill, con le sue figlie, che per prime ascoltano  il lungo e intenso messaggio di Rosamond, con curiosità, stupore e interesse. Dovrà essere proprio Gill a trovare Imogen e a consegnarle questa eredità.

the rain before it fallsL’ambientazione è suggestiva: tra Londra, le Midlands  e i magici  paesaggi  nello  Shropshire, dove incontriamo anche  Bonaparte, piccolo cane protagonista suo malgrado  di un evento cruciale;  dove i Natali diventano  un rito  irrinunciabile; dove la vecchia e arrugginita roulotte nascosta tra gli alberi diventa il rifugio segreto delle adolescenti  Beatrix e Rosamond, in  cerca di avventura e magia.

L’arte caratterizza molte  delle vite descritte  nel libro: la musica d’avanguardia della compositrice Catherine, figlia di Gill; il rock  dannato di Michael, grande amore di Thea  e Bailero, nei Chants d’Auvergne, di Joseph Canteloube, che illumina la vita di Ros.

“Those three weeks in France were undoubtedly the happiest of my life, and everything that was good about them is crystallized in this photograph, and in the song baileiro, which never fails to evoke for me images of that lake, and that meadow, where we lay alla afternoon amidst the long grass and the wild flowers while Thea played down by the water…[…] “then she announced:” Well, I like the rain before it falls”p. 160

E poi c’è il ritratto di Imogen, che non potrà mai vederlo, ma potrebbe viverlo sia tramite le escrescenze di colore ad olio usate dall’artista  Ruth, ultima compagna di Ros, che  tramite la descrizione che la stessa Ros ne fa nel suo messaggio/testamento.

duello_al_sole_jennifer_jones_king_vidor_015_jpg_jrbrE ancora, il  cinema: Rosamond e Beatrix fanno le comparse in  un film americano girato a  Much Wenlock.  Molto bello il flashback di Ros sulla sua “cotta” per Jennifer Jones in Duello al sole e le sue riflessioni  su questo amore impossibile, spia di qualcosa di diverso che  stava già  succedendo nel suo cuore. Tutte le sue coetanee e le donne in genere, in quei giorni, impazzivano per Gregory Peck, lei no, lei  era perdutamente presa da Mrs David O’Selznick, meglio conosciuta come Jennifer Jones!

 sastgroupdotcom_fotoLa bellissima invenzione della narrazione, arricchita  da elementi culturali anche sofisticati, attraverso  le fotografie e la conseguente costruzione del climax, tra  cronaca e flashback, si “smaglia” verso la fine, tra nuovi messaggi, notizie sorprendenti e melodramma.

 something more…

“The Rain Before It Falls is a lyrical novel written by British author Jonathan Coe. It describes the history of three generations of women directly or indirectly affected by events in post-war London and rural Shropshire. The novel contrasts with Coe’s previous works in that it is almost apolitical, examining both the welcome and the undesirable legacies parents leave their children. Most of the story is told through recordings of an old lady called Rosamond who describes on tape twenty photographs that represent a family’s history. The main part of the book consists of descriptions of the various photographs, framed by a background story. While each of these descriptions comprises a chapter there is also a central chapter interrupting this structure which gives a piece of the background story” Wikipedia

 In sintonia con The Guardian ‘s review? A voi  giudicare…

 “Perhaps a bit too much tragedy, finally. The last revelations are so grim that credibility starts to strain. There is also, for Coe, a surprising streak of sentimentality, unleavened by his usual coruscating wit. There is steeliness here and it is welcome, particularly in the facts of life for a lesbian in the 50s and 60s, but the final words of Rosamond on tape are a little too woolly for the tough, shrewd woman who’s gone before…”

Il titolo  The Rain Before it Falls  è ripreso da una composizione musicale  di Michael Gibbs:

…” Brit-jazz composer and arranger […]born in 1937 in Zimbabwe. Starting in 1959, he studied in Boston at the Berklee College of Music, the Boston Conservatory , Tanglewood and the Lenox School of Music, where he studied with a who’s who of contemporary jazz and modern composition: George Russell, Gunther Schuller, Iannis Xenakis, Aaron Copland, Lukas Foss and others. In 1964 he moved to the UK, where he engaged himself in the rapidly emerging contemporary UK jazz scene. Starting in the late 60s and continuing into the mid 70s, he recorded a number of highly acclaimed and influential albums featuring many of the most prominent British-based jazz players who, like Michael, were beginning to flirt with jazz/rock. Since the mid 70s he has worked as a educator as well as a free-lance arranger, doing arrangements and orchestrations for major names such as Joni Mitchell, Pat Metheny, The Mahavishnu Orchestra, and Peter Gabriel among many others, while too infrequently recording his own music. “Cuneiformrecords.com

  

La descrizione della musica di Catherine trae ispirazione dall”album Slow Life di Theo Travis

Theo Travis

Travis & Fripp – When The Rains Fall (from Follow) 2012

Musica de fondo

Música de fondo

un coinvolgente regalo di compleanno, a suon di buona musica… Me gusta mucho

Johnny Hodges Gone with the Wind [Blues-a-Plenty, 1958],

tanto per cominciare…

30 Aprile 2012- International Jazz Day

Launch of International Jazz Day: Paris, France, 27 April 2012

UNESCO Director-General Irina Bokova and UNESCO Goodwill Ambassador Herbie Hancock will kick-off the first annual International Jazz Day with a full day of events including live performances, Master Classes, and discussions featuring Marcus Miller, Barbara Hendricks, Hugh Masekela, Dee Dee Bridgewater, plus much more.

Why International Jazz Day?

Jazz breaks down barriers and creates opportunities for mutual understanding and tolerance;
Jazz is a vector of freedom of expression;
Jazz is a symbol of unity and peace;
Jazz reduces tensions between individuals, groups, and communities;
Jazz fosters gender equality;
Jazz reinforces the role youth play for social change;
Jazz encourages artistic innovation, improvisation, new forms of expression, and inclusion of traditional music forms into new ones;
Jazz stimulates intercultural dialogue and empowers young people from marginalized societies.

Uno dei ricordi più belli che ho del mio  lungo e intenso soggiorno  a New York, negli anni 80,   è il melodioso fruscio del disco di Billie Holliday, comprato al mitico  Tower Records di Lower Broadway, reparto vinili evergreen…Stupendo!

Billie Holliday, The man I love

P.Høeg- IL SENSO DI SMILLA PER LA NEVE. Ghiaccio, mistero…Smilla

 

 

Smilla cover 001

Peter Høeg Il senso di Smilla per la neve (Frøken Smillas fornemmelse for sne) Oscar Mondadori 1998 traduzione di Bruno Berni.

 

Dalla quarta di copertina: Enigmi

“Per la  polizia non ci sono dubbi: è stato un incidente. Il piccolo Esajas correva sul tetto innevato quando è caduto, rimanendo ucciso. Ma Smilla non è convinta; ha visto le impronte lasciate dal bambino e la neve le dice che non si è trattato di un incidente…”

    Lo strato di ghiaccio

   incasrtrati nel ghiaccio

“E’ stato creato in bellezza. Un giorno di Ottobre la temperatura si abbassata di 30 gradi Celsius in quattro ore e il mare è diventato uno specchio. Aspetta di riflettere il miracolo della creazione” p. 459

Neve a Copenaghen

Comincia così e va dritto nelle ossa:

“C’è un freddo straordinario 18 gradi Celsius sotto zero, e nevica…”

E il freddo sembra aumentare durante il funerale di Esajas. Ancora contrasti. Lacrime calde di dolore, freddo e calze a rete, brrrr…

Magnifica storia, con la sua ambientazione contraddittoria: il grande freddo esteriore e il grande caldo interiore. Un mondo di contrasti a Copenaghen, dove tutto funziona, anche la feroce rimozione dei sentimenti. La naturalità di Smilla coartata dalla paura dei sentimenti della civile Danimarca. I Danesi? Mai lasciarsi andare se non sotto l’effetto liberatorio di qualche pinta di birra…Con il meccanico, invece  Smilla vive una inaspettata  storia d’amore tra timidezza, paura e passione.

Lo stile è incalzante e coinvolgente, soprattutto nella prima parte. Frasi brevi, quasi sincopate a volte, come un brano jazz. Il ritmo è sostenuto, nonostante la morbidezza lenta della neve. Più riflessivo, lento ed eccessivamente descrittivo, man mano che si entra nella seconda e terza parte. Sembra, in alcuni passaggi, lo stile di una rivista scientifica. Forse questo è un pregio, forse si armonizza sia con la natura scientifica del tema che con l’esigenza di rallentare il ritmo per predisporre una conclusione adeguata. Forse è anche funzionale alla personalità di Smilla che ama l’azione, e non si sottrae ad essa, ma indugia spesso in riflessioni che l’aiutano a “tirare il fiato” e che rendono i momenti di suspense quasi ovattati, come se fossero anch’essi avvolti da una soffice coltre di neve.

 

Smilla.jpg

 

Caratterizzazione fantastica. La forza di Smilla, la sua religiosa solitudine,

“Per me la solitudine è come per altri la benedizione della chiesa. E’ la luce della grazia”, p.17

 il suo bisogno d’amore e la paura dei sentimenti, la sua testardaggine o determinazione, la sua cultura. Il ricordo della mamma-Groenlandia, il rapporto complicato con Moritz-padre famoso, ricco e tanto Danish. La sua compagna ballerina, fragile e inconsistente figurina in competizione d’amore con Smilla…

Lo strano meccanico, in fondo co-protagonista; la madre persa di Esajas; il drogato Jakelssen che il fratello Lukas vorrebbe salvare e/o temprare durante il rischiosissimo viaggio verso l’unknown. Il  poliziotto-con-serra-NeroWolfe, il cuoco della nave che parla tedesco, Il cattivo Thork e così via.

LucePersone di luce. Alcuni personaggi secondari sono intensi, circondati da un alone di luce: la donna angelo dai capelli bianchi che non riesce a rinnegare la sua “moralità” nonostante il suo giuramento di fedeltà al lavoro e ai suoi superiori. Aiuta Smilla nella ricerca della luce in una storia tanto oscura. La sua  casa sembra un altare alla luce ed Elsa la sua vestale: algida nella sua lunga tunica bianca, capelli d’argento, lucidi, brillanti. Croce d’argento intorno al collo.

Riferimenti al vestiario. L’abito non fa il monaco, ma l’apparenza può ingannare. Smilla conosce il valore dell’apparire nelle relazioni sociali…Ha imparato e veste abiti firmati…finchè può ovvero finchè Moritz contribuisce con assegni pesanti… Anche sulla Kronos, dove è infagottata in una divisa di lavoro anonima,  cura gli abbinamenti di colore. Non le serve, ma ormai fa parte del suo habitus mentale.

Miles DaviesIl Jazz. Improvviso ed inaspettato il riferimento al Modal Jazz. Il direttore, sulla sua “Aurora Boreale” tirata a lucido ascolta jazz “la mia passione” dice calmo e affiorano suoni e ricordi e Miles Davies, John Coltrane, McCoy Tyner… La passione contribuisce a decodificare il nastro

il condominioIl Condominio. Quasi Orwelliano appare l’edificio, detto Cellule Bianche, dove vivono Smilla, Esajas e sua madre Juliane, il meccanico. Dalle grandi vetrate si vede il porto di Copenaghen. Bella la descrizione dei vari punti di colore che cercano disperatamente di contrastare la freddezza del bianco ghiaccio, della neve e delle spettrali luci gialle.

L’ottica interculturale. Il culto del “padroni a casa nostra”, delle culture superiori, ma ogni Nord ha il suo Sud.

“Qualunque popolazione si lasci valutare su una scala di valori stabilita dalla scienza europea è destinata ad apparire una cultura di primati…Ogni tentativo di comparare le culture allo scopo di determinare quale sia la più sviluppata non sarà mai altro che un’ulteriore merdosa, proiezione dell’odio che la cultura occidentale ha nei confronti delle proprie ombre… C’ è un solo modo per comprendere un’altra cultura: Viverla. Trasferirsi in essa, pregare di essere sopportato come ospite, imparare la lingua. Così, forse, prima o poi, arriverà la comprensione…” p.212

Ancient MarinerIl viaggio. E poi il lungo viaggio verso il mare, il ghiaccio. Questa entità misteriosa, terribile, quasi vendicativa come un Dio antico e potente. Metafore legate al ghiaccio che trasportano verso un mondo letterario affascinante Sembra di essere sulla nave del Vecchio Marinaio di Coleridge e tutt’intorno ghiaccio, immobilità e morte:

 

The ice was here, the ice was there,

the ice was all around;

it crackled and growled, and roared and howled,

like noises in a swound…

 

Alla fine, dopo tanto cercare e capire e fare,

“Non ci sarà alcuna conclusione…”

Così si chiude l’avventura nordica con Smilla. Ed è finale aperto, apertissimo, una dichiarazione di assenza di conclusione come non accade spesso. Il lettore è privato, in questo caso, anche della libertà di porsi domande, di ipotizzare finali personalizzati. La ricerca si chiude su un non-esito. Tutto il discorso scientifico della seconda e terza parte, il linguaggio minuzioso, le descrizioni a volte esasperanti hanno portato a questo, incredibilmente.

Non si può vincere contro il ghiaccio… e poi rimane l’enigma della pietra…

 

Il Film

 

Bello e ricco di atmosfera il film di Bille August (USA 1996). Anche in questo caso tralascio i confronti con il romanzo. In ogni caso intenso, quasi fantascientifico…Con Julia Ormond, Vanessa Redgrave, Gabriel Byrne, Richard Harris, Ona Fletcher, Agga Olsen, Patrick Field.Matthew Marsh, Jim Broadbent, Tom Wilkinson, Charlotte Bradley, Charles Lewsen, Robert Loggia, Emma Croft, Bob Peck, Jürgen Vogel, Ann Queensberry.

 

 

 

 

 

 

M.Richler-LA VERSIONE DI BARNEY: storia di una vita “strampalata”

 

La versione di Barney_Mordecai Richler

Strana storia. Storia di alti e bassi nella memoria, nella vita e negli amori di Barney, nel suo andare e venire da un mondo all’altro: Parigi, Londra, l’Europa, New York,  Toronto, Montreal, le  Laurentian Mountains nel Quebec… Bella la struttura narrativa che accompagna il lettore attraverso 50 anni di storia del mondo occidentale post sec ond-world-war: nelle librerie con gli immortali della letteratura ( ma anche a volte un poco “plagiarist” che hanno ingannato generazioni di  lettori…) e  nelle strade, nei jazz club con altri immortali  Charlie Parker, Miles Davies, Billie Holiday e nelle soffitte  di Parigi dove  Barney vive la storia triste ma intensa con Clara, Il matrimonio con Clarala prima moglie-per–caso-  Amore mai nato, arte, trasgressione, incontri promiscui, droga e annichilimento. E Clara tragicamente muore… in un palcoscenico di lugubre abbandono.

La prima moglie

Primo “fallimento” sentimentale e esistenziale di Barney. Contemporaneo  è l’avvio della sua crescita imprenditoriale che lo porterà a fondare la “Totally Unecessary Productions”, casa di produzione televisiva che già dal nome indica il suo programma. Interessante tutta la storia della fortuna letteraria di Clara e i suoi disegni e  la storia della sua fuga a Venezia con zia,  a casa di Peggy Guggenheim e i suoi Russian greyhounds che le hanno lacerato la schiena…Clara diventerà un cult e in suo nome nasce una fondazione…

La seconda moglie

Dopo Clara, la seconda moglie… Mrs Panofsky.la seconda signora Panofsky A supporto di questa scelta non proprio felice arriva la citazione da Orgoglio e Pregiudizio” di Jane Austen:

 

“it is a truth universally acknowledged that a single man in possession of a good fortune must be in want of a wife…” pag-185

Bozzetti di vita nella comunità ebraica. Famiglie ingombranti, standard borghesi super osservanti, attenti alle regole. Poshy e sprezzanti con  gli “outsiders” Esilaranti le conversazioni telefoniche tra madre e figlia, mentre Barney è lì presente fisicamente, pretending to listen to… while  totally concentrated on the latest news on hockey.

La terza moglie

La terza e unica, vera moglie: Miriam. folgorato da Miriam la terza moglieVisione in Blu da quella prima volta che le è apparsa davanti agli occhi: Folgorato! Nel giorno delle nozze con la seconda moglie, unbelievable! daffodilsinsnowMiriam a Toronto  con i primi daffodils, ancora spolverati di neve eppure preavviso di primavera, Il lago alle Laurentians, lo chalet  luogo della felicità, della famiglia, dell’amore totale con Miriam e i tre bambini nati dal vero matrimonio di Barney, ma anche luogo del presunto delitto del suo amico Boogie e comunque del tradimento della seconda signora Panofsky. Blair Hopper, l’altro uomo, e la paura del tradimento, dell’abbandono…

 

It’s on the tip of my tongue…Memory slips.

chaletUna  storia profonda che accompagna ogni evento dall’inizio di questa strampalata autobiografia. Il convitato di pietra è lì. All’inizio  appesantisce l’animo  e quasi ti spinge a mollare. Poi viene sfiorato dalla leggerezza ironica di Barney, dalle sue vicissitudini, dal suo tocco drammatico e coinvolgente e quasi non ti accorgi più che stai seguendo il filo rosso che, centimetro dopo centimetro,  ti porta con Barney alla conclusione prevedibile.

E shit, shit, shit l’epilogo super drammatico: Miriam, my heart’s desire,  il tuo numero di telefono? Perso nei meandri oscuri  di una memoria in rovina. Dramma,  noir, omicidio-forse, amicizie  sofferti, invidie decennali e  giochi di parole funzionali al ricordo e alla ricomposizione dei puzzle della memoria: il nome dei sette nani in fila… Bellissima la telefonata nel cuore della notte a Mike, che vive a Londra, per farsi dire come si chiama quell’ oggetto che serve per scolare gli spaghetti.

Lingua e linguaggio

Il linguaggio è ricco, articolato, personalizzato, efficacissimo. Mi ha messo di fronte alle mie grandi limitazioni nella conoscenza del vocabolario Inglese. E  via allora a sottolineare parole  di cui cerco di cogliere il significato  dal contesto. Ci riesco, spesso,  ma alcune  sono proprio nuove… Usa la Lingua in libertà come se volesse sbeffeggiare i Tongue–trooper (come vengono definiti in dialetto locale) che girano per le strade di Montreal a controllare che le insegne non vedano prevalere la lingua Inglese su quella francese e che le lettere di queste ultime insegne siano sempre più luminose!!!  Ironica  l’introduzione  del termine Downsizing per parlare di “licenziamento” in anni in cui questo termine così ipocrita ancora non era ancora di uso comune.

MontrealEppure la lettura in Inglese mi cattura e le parole fanno emergere il tono  sostanzialmente arrabbiato del libro. Il disprezzo per l’umanità ma anche la grande capacità di amore e tenerezza. La presa in giro delle persone che gli stanno antipatiche. L’invidia per McIver e la sua fortuna editoriale. Stimolante, digressiva, la lettura richiede una certa attenzione nel seguire il ritmo “stream-of-consciousness” di Barney. A volte si ha l’impressione di  leggere la sceneggiatura assurda, lunare, talora esagerata di una fiction televisiva prodotta dalla TUP.  Montreal… uno sguardo intenso e disincantato alla realtà politico sociale del  Quebec. Al separatismo, alla ricerca della vera identità canadese.

 

La Postfazione di Mike Panofsky

E anche la postfazione (Afterword) di Mike è bella e in armonia con il resto della storia. La famiglia allargata si ritrova intorno a Barney,  alla sua nuova vita, al mescolarsi  nella sua testa di tutte le sue storie e Miriam diventa Solange e lui Boogie  e tutto si confonde, ma i suoi bambini, i figli di Miriam-his heart’s desire,  sono lì, sono la continuazione della sua entità, chi per un verso chi per l’altro, tutti assillati e tormentati dal giallo della morte di Boogie. Tutto in questa Afterwords trova la collocazione giusta, pianificata da un lucido Barney prima della caduta. Tutto si ricompone e, nelle ultime righe, epifania fantastica, anche il giallo di Boogie, sulle ali di un Canadair…

    Il libro, i libri…

Second Mrs Panofsky didn’t read for pleasure, but to keep up. Sunday mornings she sat down to the New York Times Book Review, like an exam  that had been set for her, noting only those books likely to be discussed at dinner parties, ordering them promptly,and careering through them at breakneck speed: Dr Zivago, The Affluent Society, The Assistant, By love Possessed…” p.188

 

Il film

Miriam la terza moglie

La Versione di Barney  di Richard J. Lewis, presentato al festival cinematografico di Venezia 2010. Festival di Toronto 2010. Il Trailer

leggi qui la recensione di Affascinailtuocuore 

McEwan-SATURDAY. Eredità esistenziali del dopo 11-Settembre

 

 

Saturday-McEwan

  Professionista di successo, Henry Perowne, il protagonista, vive un momento di dubbio e riflessione sul mondo che lo circonda. È un’era nuova (così si diceva allora) è l’era del post 11 Settembre. Tutti sembrano più inclini a capire il proprio ruolo nel mondo. La storia procede su questi binari speculativi quando il caso, nel corpo e nel cervello di Baxter, si intrufola nella vita dei protagonisti ed allora tutti gli ingredienti delle grandi storie vengono messi in gioco: mistero, dramma, violenza, pentimento, guerra, riunioni familiari, ricordi, un po’ di Francia e il sostegno affidabile di una famiglia solida alle spalle.

 Momenti di riflessione

McEwan  gripped me, as  all his  books always do… Moving. odinary and extraordinary events become “moments of being”, reflections, glimpses of past. Hints for re-thinking your life. Henry’s father-in-law and Daisy and Poetry; mum slipping into forgetfulness, oblivion and death.   Theo playing jazz; the chateau in France: great atmosphere! So many things, so deep emotions!  War, Iraq and “the right thing to do. 

Mi piace tanto. E’ pieno d’amore, anche coniugale… Suggestivo il riferimento all’effetto quasi magico ed ipnotico della poesia di Matthew Arnold, che qui acquista uno spessore profondo grazie proprio ai suoi legami con le emozioni dei protagonisti della storia.

Riporto solo qualche verso iniziale dalla poesia Dover Beach (1867) pubblicata in appendice a testimonianza del suo ruolo e quello della poesia in generale nel romanzo e nella vita di alcuni dei protagonisti, tra Francia e Inghilterra:

The sea is calm tonight.

The ride is full, the moon lies fair

Upon the straits; on the French coast the light

Gleams and is gone; the cliffs of England stand,

Glimmering and vast, out in the tranquil bay.

Come to the window, sweet in the night–air!

E la chiusura è coinvolgente e liberatoria: il sonno, tanto desiderato, arriva nel caldo abbraccio con l’unica donna di sempre. E il giorno finisce, portandosi con sé tutte le pene.

Finisce qui e mi lascia il cuore pieno di emozione…

Praises

“Dazzling…profound and urgent” Observer

“By recoding with such loving care the elements of one Englishman’s life, Saturday explores the question of to what extent it is possible to insulate yourself against the world’s concerns” Guardian

 

 

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