• Mondo Fuori

  • 2 Giugno 2020-Festa della Repubblica Italiana

    Ossimori festosi: ferita, disorientata, fragile, eppure resiliente, meravigliosa e forte. La nostra Repubblica.

  • 23 Maggio-19 Luglio -Luci che non si spengono…

  • 10 Maggio 2020-Festa della Mamma

    dalla vita di una grande mamma...

  • Amo l’Europa

  • 1° Maggio 2020-Coraggio!

    R.Guttuso-Portella delle Ginestre

  • 25 Aprile 2020- Festa della Liberazione dal nazifascismo

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • Io sto con Emercency

    Guerre, Epidemie, Vite umane falcidiate... Per nostra fortuna c'è Emercency.

  • Giornata Mondiale del Migrante 2020- Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra. Ancora morti, tanti. Troppi!

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • 8 Marzo 2020-Donne insieme con determinazione e speranza

    a mia madre-click&read
  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • BREXIT- L’ora è scoccata

    Sentimenti contrastanti accompagnano questo momento. Il mio cuore è lì, Oltremanica. E sento come uno strappo, un'ulteriore barriera tra me e i miei affetti. Ho bisogno di tempo e di freddezza per rielaborare il significato di questo evento .

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

  • 25 Novembre-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    RISPETTO E PREVENZIONE

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 20 Novembre2017- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

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LA MACCHIA ROSA- Fiori rosa, fiori di…ritorno ai giochi. Ci siamo quasi! Buon 25 Aprile.

Dalla mia finestra vedo spuntare con forza e allegria una piccola macchia rosa nel prato disordinato del parchetto vicino casa. Fiorellini che sprizzano energia e voglia di vita e giochi!

Buon 25 Aprile di memoria, speranza e resistenza!

 

25 aprile collage

A. Dumas-GARIBALDI. Gesta epiche di un grande Italiano per la libertà dei popoli, nella cronaca di un grande scrittore.

garibaldi-Dumas


Passato e Presente, il programma di Rai Cultura, ha aperto una finestra dalla quale mi sono affacciata volentieri per cogliere l’eco Garibaldina, attraverso le parole di un grande scrittore.


Alexandre Dumas e il Risorgimento Italiano. Alexandre Dumas è il celebre e prolifico romanziere francese noto al grande pubblico per i suoi avventurosi romanzi storici, tra i più noti “Il conte di Montecristo” e la trilogia de “I tre moschettieri”.

Ha attraversato l’Ottocento, il secolo del romanticismo e dei moti rivoluzionari europei, non solo come scrittore, ma come patriota francese e come carbonaro italiano nel 1832, attività poco nota della sua vita. A “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda martedì 10 marzo alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli e Lucio Villari analizzano il rapporto tra il grande romanziere francese e il Risorgimento italiano.

Qualche decennio dopo Dumas incontrerà Giuseppe Garibaldi, e darà un grande contributo alla diffusione del mito dell’eroe dei due mondi. Lo scrittore parteciperà personalmente alla spedizione dei Mille e ne racconterà le mitiche gesta nel volume “I Garibaldini”. Ma quanto c’è di romanzato sul personaggio di Garibaldi nella versione di Dumas?”  RAI Ufficio Stampa 

In Garibaldi, Dumas fa raccontare dallo stesso protagonista il suo percorso di vita e di lotta per la libertà, fino  alla sanguinosa guerra in difesa della Repubblica Romana. Sembra la cronaca di un corrispondente di guerra al fronte. Il ritmo è serrato, realistico, incalzante e profondamente empatico, dal momento che il narratore è il protagonista degli eventi raccontati.

Echi virulenti…cosa fa l’eroe mentre il morbo infuria?

“Al mio ritorno ritrovai Marsiglia pressappoco nello stato in cui la vide Monsieur de Belzuce all’epoca della peste nera nel 1820. Il cholera-morbus faceva terribile strage degli abitanti. Molte persone avevano abbandonato la città, che sembrava un cimitero. I medici chiedevano dei benevoli. Tale è il nome che si dà negli ospedali a quelli che prestano volontariamente il loro aiuto. Mi offrii insieme a un triestino che era venuto da Tunisi con me. Entrammo come aiutanti nell’ospedale, e ci dividemmo le fatiche diurne e notturne. Quel servizio durò un paio di settimane. In capo a quindici giorni, poiché il colera era diminuito d’intensità.”

Garibaldi

In alcuni passaggi Garibaldi, impegnato negli affanni della guerra, “lascia” il posto ad altri suoi compagni di lotta. Il regista di questo racconto corale è lui, Alessandro Dumas, lo scrittore che ha infiammato milioni di lettori con i suoi racconti d’avventura, d’arme, d’amore e di passione. Il suo intento è quello di accompagnare l’ Eroe dei Due Mondi nelle sue gesta e di contribuire a costruire e consolidare la sua immagine mitica nell’immaginario collettivo dei paesi che ha contribuito a “liberare”. E non solo.

Una lettura gradevole, e utile a noi Italiani per “rinfrescare” le pareti della nostra comune casa della memoria.

 


Assaggi


I maestri di Garibaldi- “Fra i maestri, ricordo con particolare riconoscenza papà Giovanni e il signor Arena. Dal primo trassi poco profitto, perché ero più disposto a giocare e a vagabondare che a studiare. Tuttavia, mi rimane il rimorso di non avere studiato l’inglese come avrei potuto fare, rimorso ridestatosi in tutte le numerose circostanze nelle quali ho avuto a che fare con inglesi. Inoltre, le lezioni di papà Giovanni, che era amico di casa, furono poco proficue a causa della dimestichezza che avevo con lui. Al secondo, eccellente maestro, debbo quel poco che so; ma soprattutto gli serbo eterna riconoscenza per avermi iniziato alla mia lingua madre con l’assidua lettura della storia romana. Spesso in Italia, e specialmente a Nizza, la cui vicinanza con la Francia influisce sull’educazione, si commette la grave colpa di non istruire i bimbi nella lingua e nella storia; io ne sono dunque debitore a quelle prime letture nonché alla persistenza quotidiana di Angelo, mio fratello maggiore, nel raccomandarmene lo studio: quel poco di conoscenza storica che sono giunto a possedere e la facilità con cui mi esprimo sono merito loro. I primi viaggi Terminerò questo primo periodo della mia vita con il racconto di un fatto, che sebbene di lieve importanza, darà un’idea della mia disposizione alla vita avventurosa. Stanco della scuola e annoiato”

Fughe adolescenziali “«O primavera, gioventù dell’anno! o gioventù primavera della vita!», ha detto Metastasio. Io aggiungerò: come tutto diventa bello al sole della gioventù della primavera! La mia vocazione era di correre sui mari.”
Roma regina- “Lungi dal diminuire, il mio amore per Roma ingigantì nella lontananza e nell’esilio. Spesso, fin troppo spesso, dall’altro emisfero, alla distanza di tremila leghe, domandavo al cielo la grazia di rivederla. Roma era per me l’Italia, perché io non so concepire l’Italia che nella riunione delle sue sparse membra, e Roma è per me il vero simbolo dell’unità italiana.”

Sansimonisti“L’apostolo cominciò col dimostrarmi che l’uomo, quando difende la sua patria o quando attacca un altro paese, non è che un soldato, ammirevole nella prima ipotesi, ingiusto nella seconda; ma che l’uomo il quale, facendosi cosmopolita, offre la sua spada e il suo sangue a ogni popolo che lotta contro la tirannide, è più di un soldato, è un eroe. Improvvisamente una luce irradiò il mio spirito.”

Fuga verso la libertà– “avvicinai alla finestra come per guardare fuori – dalla finestra al suolo vi erano circa quindici piedi – feci un salto, e mentre i doganieri, meno lesti o più amanti delle loro gambe, scendevano la scala per raggiungermi, mi trovai sulla strada maestra, dalla quale uscii subito per internarmi nella montagna. Non conoscevo la via, ma ero marinaio: mancandomi la terra, mi restava il cielo, gran libro su cui ero solito leggere la mia strada. Con l’aiuto delle stelle cercai dunque di orizzontarmi, e mi diressi verso Marsiglia. Il giorno dopo, di sera, giunsi in un villaggio del quale non ricordo il nome.”

Garibaldi poeta– “a proposito, molti miei amici dicono che sono un poeta. Ebbene, se non si può essere poeti che a condizione di comporre l’Iliade, la Divina Commedia, le Meditazioni di Lamartine, o le Orientali di Victor Hugo, io non sono poeta; ma se per esserlo basta passare intere ore a cercare nell’acqua azzurra e profonda i misteri della vegetazione sottomarina o restare in estasi dinanzi alla baia di Rio Janeiro, di Napoli o di Costantinopoli; se basta sognare una tenerezza filiale, le rimembranze infantili o gli amori dell’adolescenza in mezzo alle fucilate o alle palle di cannone senza riflettere che il vostro sogno potrebbe finire con la testa fracassata o un braccio monco, allora io sono poeta.”

In cerca di cibo– “Lo spettacolo che si offriva al mio sguardo e sul quale il mio occhio si volgeva per la prima volta, per essere degnamente e completamente descritto avrebbe bisogno della penna di un poeta o del pennello di un artista. Io vedevo mareggiare davanti a me, come onde appena frementi, gli immensi spazi delle «pianure orientali», così chiamate perché si stendono sulla costa orientale del fiume Uruguay, che sbocca nel Rio de la Plata, di fronte a Buenos-Ayres. Là non si vedeva che l’opera di Dio, la terra come uscì dalle mani del Signore nel giorno della creazione. È una vasta, immensa, infinita prateria che, simile a un tappeto di verzura e di fiori, non muta che sulle rive del fiume Arroya, dove si alzano e si agitano al vento certi graziosi alberetti dalle splendide foglie.”

Poesia– “La padrona di casa mi invitò gentilmente a sedere per aspettare il ritorno di suo marito. Continuando a discorrere, la graziosa signora mi chiese se conoscessi le poesie di Quintana. Alla mia risposta negativa, mi regalò un volume di questo poeta perché in tal modo potessi, per amor suo, imparare lo spagnolo. Io allora le chiesi se avesse scritto anche lei dei versi. – Come si può, – rispose, – non diventare poeta davanti a tanta magnificenza della natura? E allora, senza farsi pregare, mi recitò alcuni versi che trovai pieni di sentimento e molto armoniosi. Avrei passato tutta la sera e tutta la notte ad ascoltare, senza darmi il minimo pensiero del povero Maurizio che mi aspettava accanto alla zattera; ma il marito, ritornando, ruppe quell’aura poetica per farmi ricordare lo scopo materiale della mia visita. Gli esposi le mie necessità, e fu convenuto che il giorno dopo avrebbe condotto un bue alla spiaggia e me lo avrebbe venduto. All’alba”

Squadrone cosmopolita– “il mio squadrone, vera banda cosmopolita, era composto di uomini di tutti i colori e di tutte le nazioni. Io li trattavo con bontà forse eccessiva per uomini del genere; ma una cosa posso affermare, ed è che non ebbi mai a pentirmi di quella bontà, perché ognuno obbediva prontamente di miei ordini, senza mai pormi nella dura necessità di punire qualcuno.”

Foresta amazzonica- “feriti come meglio si poteva, cominciammo la nostra marcia abbandonando il boschetto e cercando di seguire il margine della foresta. Quella foresta, forse la più grande che vi sia al mondo, va dai terreni alluvionali della Plata a quelli dell’Amazzonia, per una estensione di trentaquattro gradi di latitudine: non conosco la sua estensione in lunghezza, ma deve essere immensa.”

Contro gli oppressori- “Ho servito in America la causa dei popoli oppressi e l’ho sinceramente servita. Ero, dunque, nemico dell’assolutismo laggiù come in Europa, amante dei regimi in armonia con le mie opinioni, e di conseguenza avverso ai sistemi opposti… Qualche volta ho ammirato gli uomini, li ho spesso compianti, odiati mai. Quando ho dovuto riconoscerli egoisti e malvagi, ho sempre attribuito le loro cattiverie e il loro egoismo all’incostanza dei loro caratteri.”

Anita- “Certo, dovette essere uno spettacolo straordinario, vedere quell’intrepida donna, in una notte di tempesta, volare al galoppo attraverso le selve e le rocce, nella luce dei lampi e nel fragore del tuono. Anita narrava che quattro cavalieri, posti di guardia al guado del fiume Canoas, fuggirono terrorizzati da quella fosca visione. Intanto, l’audace donna attraversa il torrente che a causa delle piogge si era mutato in fiume precipitoso: lo attraversa a nuoto, attaccata alla criniera del cavallo, incoraggiando il generoso animale con la sua forte voce. Una tazza di caffè inghiottita in fretta e furia a Lages è tutto quanto prende l’intrepida viaggiatrice nello spazio dei quattro giorni da lei impiegati per raggiungere a Vaccaria il corpo del colonnello Aranha. Anita e io ci ritrovammo dopo una separazione di otto giorni e dopo esserci creduti morti ambedue. Chi può descrivere quanto grande sia stata la nostra gioia?”

Sotto l’egida del Vesuvio – “Nel mese di maggio fu benedetta la bandiera. Era di stoffa nera con sopra dipinto il Vesuvio, emblema dell’Italia e delle rivoluzioni che racchiudeva in seno. Venne affidata a Sacchi, giovanotto di venti anni, che si era battuto valorosamente nel combattimento di Cerro. Era quello stesso che avrebbe combattuto con me a Roma e che oggi è colonnello.”

La legione Italiana-“Ritornammo in trionfo a Montevideo. Il giorno dopo Pacheco convocò la legione, la encomiò, la ringraziò e consegnò un fucile d’onore al sergente Loreto. Il combattimento aveva avuto luogo il 28 marzo 1843. Ormai ero tranquillo: la legione aveva ricevuto il battesimo del fuoco. Nel mese di maggio fu benedetta la bandiera. La legione italiana con quei due combattimenti aveva destato tale spavento nelle file nemiche, che difficilmente in seguito si verificarono altri assalti alla baionetta.”

Donazioni e rifiuti: lettere d’onore– “da notarsi che questo generoso patriota per fare a noi un tale dono, sacrificava parte del suo patrimonio. Le terre che ci offriva erano di sua proprietà, non della Repubblica. Perciò, il 23 maggio seguente, epoca in cui mi fu consegnata la lettera, io gli risposi in questi termini: “Eccellentissimo signore, Il colonnello Parodi, alla presenza di tutti gli ufficiali della legione italiana, secondo il vostro desiderio mi consegnò la lettera che aveste la bontà di scrivermi in data 30 gennaio, e, unito alla lettera, un atto con il quale voi fate spontaneo dono alla legione italiana di terre tolte ai vostri possedimenti, poste tra l’Arroyo degli Avenas e l’Arroyo-Grande, al nord del Rio Negro, nonché di bestiame e fattorie esistenti in quei terreni. Voi dite di volerci fare tale dono in ricompensa dei servizi da noi prestati alla Repubblica. Gli ufficiali italiani, dopo aver udito il testo della lettera e preso nota dell’atto in essa contenuto a nome della legione italiana, hanno dichiarato all’unanimità che chiedendo armi e offrendo il loro braccio alla Repubblica non avevano inteso ricevere altra ricompensa oltre l’onore di dividere i pericoli con gli abitanti del paese che offerse loro l’ospitalità. Agendo in tal modo, essi ubbidivano alla voce della loro coscienza. Avendo soddisfatto quanto essi ritengono semplicemente l’adempimento di un dovere, continueranno, finché il bisogno lo esigerà, a dividere i travagli e i pericoli dei nobili montevideani, ma non desiderano altro premio e altra ricompensa alle loro fatiche.”

Cronaca di guerra– “Era tempo: la cavalleria nemica già ci avvolgeva ai fianchi e alle spalle. La mischia fu terribile. Parecchi uomini della fanteria nemica dovettero la loro salvezza a una rapida fuga. Questo mi diede tempo di far fronte alla cavalleria. Vedendo gli italiani combattere come dei giganti, una ventina di cavalieri, condotti da un bravo ufficiale chiamato Vega, vergognandosi della fuga di Baez, volsero le redini, preferendo dividere il nostro pericolo piuttosto che continuare quella ritirata. Con straordinario coraggio, passarono in mezzo alle file nemiche e vennero a prendere posto al nostro fianco.”

Il papa non risponde.Garibaldi parte per l’Italia– “Invano si attese la risposta. Nessuna notizia ci giunse né dal Nunzio, né da Sua Santità. Allora si decise di partire comunque per l’Italia con una parte della nostra legione. La mia intenzione era di infervorare la rivoluzione dove già era in armi e di suscitarla dov’era ancora sopita, come ad esempio negli Abruzzi. Però nessuno di noi aveva un soldo per affrontare le spese della traversata.”

Il Colonnello Medici prende il ruolo di narratore– “Con l’aiuto di un amico di Garibaldi, il bravo colonnello Medici, riprenderemo ora il racconto dal punto in cui Garibaldi lo ha lasciato. La sua partenza per la Sicilia ci obbligherebbe a chiudere qui le sue memorie, se Medici non si fosse assunto il compito di continuarle. Bisogna pure confessare che la testimonianza di un altro spesso è preferibile al racconto diretto: quando Garibaldi racconta, dimentica spesso la parte che lui stesso ha sostenuto per esaltare la bravura dei suoi compagni. Lasciamo, dunque, la parola al colonnello Medici.”

Tra Lazio e Umbria ,verso Roma– “Per distrarsi forse dai dolori strazianti che gli mordevano la carne, mi mostrò col dito l’aspetto grandioso di quella selvaggia natura: ci trovavamo in mezzo a strane montagne, le cui cime di granito sembravano castelli edificati dai Titani. Quel paesaggio alla Salvator Rosa, reso tetro dalla bufera, e più minaccioso ancora dal fischio del vento, esaltò l’anima di Garibaldi.”

Emilio Dandolo racconta Garibaldi- “Garibaldi, dotato di una semplicità patriarcale così grande che si direbbe quasi simulata, somiglia piuttosto al capo di una tribù indiana che a un generale. Ma quando il pericolo si avvicina ed è imminente, allora è veramente ammirevole per il coraggio e il colpo d’occhio. Quello che potrebbe mancargli come scienza strategica secondo le regole dell’arte militare è sostituito da una meravigliosa forza. Anche Emilio Dandolo – povero giovane ferito nell’assedio di Roma, dove fu ucciso suo fratello, e che morì di tubercolosi a Milano – ha lasciato un racconto degli avvenimenti ai quali prese parte.

Villa Adriana a Tivoli- “Alle cinque di sera i soldati ritornarono nelle loro file, e marciarono verso le rovine di villa Adriana, che giace ai piedi della montagna su cui si erge Tivoli. Sulle prime il generale aveva avuto l’idea di accamparsi là: ma cambiò parere, e prima fece eseguire una completa esplorazione nei dintorni. Non mandò truppe a Tivoli perché solo agli estremi si sarebbe deciso a entrare nella città. In mezzo alle rovine di villa Adriana, che formano una specie di fortezza, l’intera brigata piantò il campo per gli uomini e i cavalli; le camere sotterranee di quell’immenso edificio erano abbastanza conservate per potervi alloggiare. Quella villa venne edificata dallo stesso Adriano: è lunga due miglia e larga uno. Una piccola foresta di aranci e di fichi è cresciuta sull’area dell’antico palazzo.”

Ciceruacchio patriota, eroe, martire– “Era un coraggioso patriota, che più tardi pagò ben caro il suo patriottismo. Si chiamava di soprannome Ciceruacchio: il suo vero nome era Angelo Brunetti. Non volle mai ricevere un soldo, né per i suoi lavori, né per altro. Quando lo conobbi, nel 1849, aveva tutta la barba bionda che cominciava a farsi grigia, capelli lunghi e ricciuti, il collo grosso e corto, ampio il petto, la statura alta e l’andatura svelta. Nessun miserello, entrando in casa sua, usciva a mani vuote.”

Eroi Garibaldini:Ugo Bassi– “Apparteneva dunque alla razza latina ed ellenica, le due razze più belle e più intelligenti del mondo. Aveva capelli bruni e inanellati, gli occhi brillanti come il sole, la bocca sorridente, il collo bianco e lungo, le membra agili e robuste, il cuore infiammato per la gloria e il pericolo, gli istinti leali, lo spirito elevato, focoso, rapido, fatto allo stesso modo per la pietosa contemplazione dell’anacoreta e gli ardori irresistibili dell’apostolato. I suoi studi non furono il frutto di una lunga fatica, ma piuttosto di una conquista: velocissimamente compì il corso di letteratura, imparò la scienza e le arti. Come specchio di ogni scibile umano, sapeva a mente l’intero poema di Dante. Scriveva correntemente in inglese e in francese e quando gli avvenimenti lo conducevano in mezzo alle nostre mischie, portava costantemente con sé Shakespeare e Byron. Il grande tragico inglese e il poeta che morì a Missolungi udivano i patriottici battiti del suo cuore.”

Duello mortale a San Pietro– “L’artiglieria francese, per impedire che si riparassero le nostre brecce, tuonò per tutta la notte. La tempesta del cielo si unì a quella della terra. Il tuono rumoreggiava, il lampo si incrociava al fuoco delle bombe. Malgrado che fosse la festa di san Pietro, le due armate continuarono il loro duello mortale.”

Notte di luci e ombre a Roma- “Del resto, è costume di Roma illuminarla ogni anno nel giorno di San Pietro. Colui che in quella notte avesse rivolto gli occhi sulla città eterna, avrebbe ammirato uno di quegli spettacoli che lo sguardo dell’uomo contempla una sola volta nel giro dei secoli. Avrebbe veduto, ai suoi piedi, stendersi un’ampia valle disseminata di chiese e palazzi, divisa in due dal corso del Tevere, con a sinistra un colle, il Campidoglio, dove su una torre si agitava al vento il vessillo della repubblica; e a destra il tetro profilo di Monte Mario, dove, al contrario, sventolavano unite le bandiere dei francesi e del papa; sul fondo la cupola di Michelangelo, in mezzo alle nubi, tutta risplendente di luce; finalmente, quasi cornice al quadro, il Gianicolo e tutta la linea di San Pancrazio, pure illuminata, ma dalla luce dei cannoni e dei fucili. Sul fianco di tutto ciò, la lotta fra i due partiti, il giusto e l’ingiusto – la lotta della sovranità del popolo contro il diritto divino, della libertà contro il dispotismo, della religione di Cristo contro quella dei papi.”

Il Garibaldino Dumas chiude la prima parte delle memorie di Garibaldi– “In data 28 maggio 1860, il cinquantottenne Alexandre Dumas, da Genova – dove era giunto dodici giorni prima a bordo della sua goletta Emma –, annotava in una pagina di diario che poi avrebbe riportato nel volume Les garibaldiens: «Avevo appena messo la parola fine alle mie Memorie di Garibaldi; e quando dico “fine” è chiaro che alludo solo alla prima parte. Infatti, con l’andatura che ha preso, il mio eroe promette di fornirmi materia per una lunga serie di volumi! Appena sbarcato, appresi che Garibaldi era salpato alla volta della Sicilia nella notte tra il 5 e il 6 maggio: prima di partire aveva lasciato degli appunti per me all’illustre storico Vecchi 1, nostro comune amico, e aveva pregato Bertani, Sacchi e Medici 2 di darmi a voce altri particolari che non aveva avuto il tempo di dettare. Ecco perché mi trovo da dodici giorni all’Hotel de France, dove lavoro sedici ore su ventiquattro; il che, del resto, non si discosta molto dalle mie abitudini» “

S.Yazbeck-PASSAGGI IN SIRIA (The Crossing). Storia di un viaggio nel cuore dilaniato della Siria. Una lettura necessaria.

NBC News profughi siriani

 

Oggi, 5 Marzo 2020

Sui profughi Siriani si continua a giocare una partita indecente per chi voglia chiamarsi “persona umana”. Chi  porrà fine a questo scempio? E quando?

Arriva la versione in Italiano…finalmente

Oggi, 23 Settembre 2017, leggo su Tuttolibri (Christian Raimo) che è stata pubblicata la versione Italiana del reportage  di Yazbeck, Passaggi in Siria. Finalmente. Ci ha pensato Sellerio.

passaggi in Siria yazbeck Samar

 

Oggi, 4 Aprile 2017

Esattamente un anno fa pubblicavo  questa recensione. Ricorrenza triste questa, arrivano notizie e immagini  di  ulteriori infamità dalla martoriata Siria. Un’arma antica, che sembra ormai fuori dalla storia della civiltà umana, il gas sarin, viene utilizzata per uccidere e annientare vite innocenti di bambini e adulti prigionieri di una follia incontrollata. Il  libro di Yazbeck torna  ancora una volta prepotentemente alla memoria


 

Ritmi di lettura, di guerra e di vita

the crossing_Yazbeck

Raramente mi sono soffermata così a lungo tra le pagine di un libro. Cosa rallenta il mio ritmo? L’attualità credo, che da anni ormai incombe sulle nostre vite, accompagnata da un  forte senso d’impotenza. I racconti di guerra provocano sempre una reazione viscerale, dalla quale riesci con difficoltà a prendere le distanze. Nel caso della sciagurata e oscura guerra Siriana questa operazione è ancora più difficile e dolorosa. Ad immagini letterarie si sovrappongono immagini reali di devastazione, dolore e umanità in fuga, alla ricerca di uno spiraglio di libertà e di vita.

“Can you believe that a government and a state could bomb its own people. I’ll never understand this for as long as I live! “ One thing you need to know” he added ”is that each region now has its own administration, and every village looks after itself. Everything has been turned upside down, as if every little community has become a state in itself. “This is the devastation that follows tyranny” I suggested. P.71

Ha un forte impatto sul lettore il punto di vista dell’ autrice,   una giornalista siriana in esilio a Parigi, che  decide di tornare nel suo paese per testimoniare  direttamente e  far conoscere al mondo  quello che accade nella sua terra. Insieme a lei entriamo nel mondo dilaniato delle famiglie Siriane coinvolte e travolte, nel tragico dopo-primavera di ribellione anti Assad.

 

Progetti di sviluppo  tra le donne in tempo di guerra

SaraqebLa sua determinazione a scoprire o inventare progetti di sviluppo con le sue connazionali è commovente e la dice lunga sulla linfa di vita che pervade l’anima e il corpo delle donne.  Insieme a loro respiri l’odore degli ulivi, che fanno da sfondo a ogni azione, dalla più piccola e quotidiana alla più efferata e violenta.

Mohammed told me we needed to check the shelter near Saraqeb market that we were planning to turn into a women’s centre. The shelter wasn’t in an ideal location, but the space was available and the townspeople had offered to let us use it for free, so it was a good start. Although shelling was normally concentrated on the market itself, as though the objective of the bombing was to kill the largest number of civilians…p.159

 

Uomini e combattenti

E gli uomini? Combattono, come animali impazziti e confusi, sparano e feriscono e uccidono in nome di non si capisce bene cosa. Ribelli, mercenari, soldati turchi e russi e curdi e soldati di Bashar al Assad si mescolano in un guazzabuglio di morte e  di dolore sotto le bombe a grappolo, le schegge mortali, i missili.

 Gli uomini che fanno da scorta a Samar sanno bene invece contro chi  combattono. Sono  i ribelli della prima ora, quelli che avevano salutato la primavera araba come l’occasione della vita, per riportare la democrazia nel  loro paese,  quelli che mai avrebbero pensato di prendere un’arma e sparare contro un proprio simile. Le loro mogli, figlie, fidanzate, nonne sono al loro fianco, orgogliosamente e amorevolmente. E accolgono  Samar come una di famiglia e dividono con lei tutto: lo scarso cibo, l’affetto, la paura, i  pochi sogni rimasti.

They went to their revolution full of dreams of freedom and justice, They paid the price of their miscarried dreams heavily in blood. 275

Arrivano le bombe!

Le notizie e gli inviti a proteggersi dai bombardamenti selvaggi, volano tramite   radio ricevitori artigianali. Il ritmo dei bombardamenti da il passo ai movimenti di donne, bambini e  combattenti.

Ospedali di guerra 

E vengono bombardati anche gli ospedali! La cosa più atroce, disumana e “illegale” che possa accadere in guerra. I feriti vengono lasciati morire in stanze distrutte, con un solo medico, anch’egli disperato, che non sa a che santo votarsi.

“The people here lived side by side with death. This was no metaphor but reality.They didn’t think about any big issue, they weren’t interested in understanding the military situation or the political context; they had no space to think. All they could do was to struggle to survive…”p.131

Samar Yazbeck
Samar Yazbeck

La nostra testimone racconta in modo accorato, ma lucido e realistico, i suoi tre “passaggi” clandestini in Siria, dal 2011 al 2013, prima ancora che la guerra infame divenisse  ancor più tragica e distruttiva. Le sue parole fanno materializzare davanti agli  occhi i fiumi di persone,

“Hordes of people departing as if it was the Day of Judgement” ,

che scappano dalle bombe, dalla miseria, dalla confusione fisica, mentale e politica. Tanta confusione. Troppa e non casuale, forse.

 

La scuola  al tempo della guerra

children from the world_UNICEFE non voglio parlare dei bambini e delle bambine che Yazbeck incontra in questo inferno. Fermatevi un attimo a riflettere sulle notizie che giornalmente affollano le nostre inutili televisioni e mettetele accanto alle immagini di infanzia violata, che si sono nel tempo stratificate nella vostra memoria. Vi apparirà un quadro orrido, di vero disarmante terrore.

Eppure qualcuno  trova il modo di inventarsi una scuola perché l’educazione è “irrinunciabile”. Sono le donne di Saraqeb e gli studenti universitari del Karama Bus Project (a sort of mobile school for displaced people) che proiettano film e fanno disegnare i bambini sotto le bombe e gli sguardi critici degli uomini del Fronte  Nusra.

…Diaa who managed the temporary school she had set up, explained to me the importance of establishing networks of women who were able to educate children in their homes: we couldn’t risk children gathering in old- fashioned school buildings where bombing might result in many more casualties than if they were taught elsewhere. Communities were already beginning to establish these privately run schools as local initiatives; where lessons took place depended on the intensity of the shelling.While this meant there were no set school days, at least the children were receiving a little education.p.162

La quotidianità  sotto le bombe

Se migliaia di persone  lasciano il  paese altrettanti restano e cercano  di  ricostruirsi una prospettiva di vita.  Vivere la quotidianità di una guerra assurda, dove spesso si perde di vista chi sia il vero nemico da combattere, dove le uniche vittime certe sono  i  più deboli, dove la razionalità è morta e la speranza è in fin di vita, porta Samar a porsi  continue domande sul suo  compito iniziale, sulle sue capacità di rappresentare in modo  chiaro e corretto  tutto ciò che le sta accadendo intorno.

Sentimenti e sensazioni  contrastanti la assalgono: dubbi, tristezza, rabbia,  rassegnazione, desiderio di fuga, che non le impediranno comunque  di  andare avanti, fino alla fine del suo doloroso ma illuminante   viaggio. Molto  intensi sono  i  racconti di Hossam (187); dell’inquietante Emir of war  Abu Ahmed(231); di Raed (191)che ripercorre gli inizi e i  momenti salienti  della ribellione a Kafranbel; e per finire, quello del rabbioso Hajji del campo profughi Palestinese a Latakia(254)

Sprazzi di poesia

Ma  non mancano brevi  intermezzi di struggente poesia:

The sky was clear and there was a full moon as we passed through the olive and figs groves.What was happening now in the country seemed closer to fiction than reality, and I took a moment to concentrate pn the surrounding silence and stillness, which was nothing short of pure magic-no fear of death for the moment. Yet…p.182

Al fronte

per incontrare Abu Hassan, l’emiro locale  di  Nusra Front. La sua versione dei fatti sugli inizi del conflitto coincide sostanzialmente con quella dei ribelli…

…an ancient Roman Mausoleum. The architecture was exquisite but it had been struck by a missile. Inside, many stores had been looted and there were only a few remaining. At the far end lay only rubble-the remnants of arial  bombardment. The burial ground was nearly two thousand years old, but the Nusra Front was now using it as a meeting place. 

the crossing_ raccontar storie

The Crossing è  un libro che “will give voice to the voiceless”, come Samar spiega all’emiro Abu Hassan. E allora, siete pronti a leggerlo? Spero di sì, ne vale davvero la pena. La foto  sopra riproduce un passaggio   molto piacevole in cui    Yazbeck fa riferimento ai racconti di Le mille e una notte e allo scambio  di ruoli  nella narrazione, che l’ha coinvolta in prima persona.(248)

 

Libro e dintorni

Cristina Lamb (Sunday Times) scrive nella premessa:

These are the accounts of the people on the ground collected on  three journeys between 2012 and 2013, people who are living through the war, feeling as if the world has abandoned them. This book will remind you of the initial hope of 2011 and the Arab Spring. The earnstness of the early revolutionaries who wanted democracy is heartbreaking. And their warnings of how  their fight might be hijacked by well-funded extremists if they continued to get no Western  help are horribly prescient. 

 

Echi Italiani

repubblica.it3 Aprile 2016, a 5 anni dall’inizio della Primavera Araba,   l’articolo di De Feo (Repubblica.it)   ci riporta in qualche modo a The Crossing: Siria, il documento degli alawiti: “Con Assad al potere non ci saranno riforme”

 

27 Gennaio Scuola e Memoria-VIVERE OLTRE IL RICORDO. Al Liceo “Franchetti”di Mestre

A scuola le emozioni sono forti. Gli studenti della IV A del Liceo Statale Raimondo Franchetti di Mestre hanno fatto un lavoro molto emozionante. Il loro short Vivere oltre il ricordo  ha vinto il primo premio  dell’edizione 2012 del concorso nazionale I giovani ricordano la Shoah“.

Brava Roberta Rosada! con la tua classe hai fatto un gran bel lavoro. Mi piace l’essenzialità del messaggio, la narrazione dolce e intensa, i flashback/incubo notturno, le parole dette con gli occhi e il corpo  e i lunghi silenzi. Il binario poi, struggente nella sua in fuga geometrica verso un orizzonte, prima disperato e, alla fine,  aperto alla speranza.

Roberta, saluta il nostro Presidente Napolitano  che vi consegnerà il premio. Saluta anche per me questo grande “vecchio”!

Dal sito  dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto:

Il «Franchetti» vince la X Edizione del Concorso
“I giovani ricordano la Shoah”

la Commissione paritetica composta da rappresentanti del Miur e dell’Ucei che ha giudicato gli elaborati partecipanti alla X edizione del Concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah” (bandito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Dipartimento per l’Istruzione – Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione) ha dichiarato vincitore per Scuola secondaria di secondo grado il Liceo «Franchetti» per “Vivere oltre il ricordo”. Si tratta di un cortometraggio realizzato dagli studenti della classe IV A, con riflessioni e immagini che centrano il tema e che hanno per protagonisti gli studenti stessi. La classe vincitrice sarà premiata al Quirinale venerdì 27 gennaio dal Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano.

FARFALLE-Liliana Segre.Contro l’odio “sdoganato” basta il volo di una farfalla gialla. Per un presente consapevole e un futuro in armonia.

 

Segre

Ieri, nell’aula del Parlamento Europeo, si avvertiva il delicato e potente battito d’ali di una farfalla sacra speciale: la senatrice Liliana Segre, bellissima, elegantissima e straordinaria.

E ancora pulsa l’emozione provocata. Due eventi si sono accavallati nel calendario freddo delle sedute parlamentari:  l’uscita ufficiale del Regno Unito dall’EU e la celebrazione della Giornata della Memoria con l’intervento in aula di Liliana Segre, senatrice novantenne, sopravvissuta allo sterminio dei bambini ebrei da parte dei nazisti di Hitler.

Una profonda tristezza mi ha assalito guardando i volti dei parlamentari, ”umanizzati” (e non solo semplici figurine come spesso vengono percepiti) dalle parole chiare, delicate, incontrovertibili, pronunciate da “nonna” Liliana e dal Presidente del Parlamento UE Sassoli che, con decisione pronuncia nette parole di verità: “Nazismo [e aggiungo Fascismo] e razzismo non sono opinioni, ma reati.”

Jo Cox

Ho provato tristezza, delusione, rammarico e  rabbia nel dover constatare che l’unità di intenti, faticosamente costruita nel dopo guerra dalle nazioni Europee è andata ad infrangersi contro la testa di Farage. Si, è vero, i Britannici hanno votato, ma quante bugie li hanno sommersi durante l’odiosa campagna elettorale per il referendum Brexit!

Ho provato dolore nel sentire citare il nome di Jo Fox donna legata ai valori profondi che hanno da sempre guidato l’UE. Uccisa da un fanatico al grido di British First! Che idiozia, che spreco di risorse indispensabili per coltivare lo spirito di cittadinanza Europea ma, soprattutto umana.

L’intervento della Senatrice Segre risveglia gli animi, sollecita i nostri rappresentanti politici a darsi da fare, perché l’antisemitismo, il razzismo, il nazismo, il fascismo sono sempre lì, acquattati al buio ma pronti a venir fuori, se “sdoganati” da politici senza scrupoli, da avventurieri, da speculatori del dolore. Pronti a riemergere dal fango, fortificati da connivenze odiose, mediocri e senza futuro.

Il canto della fratellanza “Auld Lang Syne“, (Valzer delle candele) ” ha aggiunto emozione a emozione. Viene cantato nella notte di capodanno per dare addio al vecchio anno e in occasione dei congedi, delle separazioni e degli addii, per ricordare con affetto i vecchi amici e il tempo passato insieme. Commuove vedere questo  nutrito gruppo di  Parlamentari in uscita e non, darsi la mano  e cantare il  dolce canto di commiato.

bandiere europee

Ma per l’Europa come istituzione transnazionale è davvero arrivato il momento di agire, con intelligenza e umanità. l’Europa è forte, economicamente, culturalmente e tecnologicamente; è piena di bellezze mozzafiato e di intelligenze brillanti. E può far paura. Sicuramente molti potenti del mondo remano contro e noi sappiamo bene quanto efficace sia il divide et impera. Allora, restiamo uniti nei diritti e nella protezione del nostro mondo di valori e di sentimenti.

Grazie Senatrice Segre, con il suo discorso ci ha mostrato la strada. Sono sicura che  i nostri nipoti del futuro sapranno applicare i suoi suggerimenti. Noi continueremo a fare la nostra parte fino all’ultimo respiro, seguendo il suo esempio, al ritmo del suo battito d’ali, Sacra Farfalla Gialla!

 

L. Gruber-TEMPESTA. Tra amore, conflitti e tradimenti nel folle mondo dei totalitarismi novecenteschi.

Tempesta_Gruber (2)

Struttura da docufiction, in un certo senso. Camera a spalla e tempo presente. Tutto accade mentre viene raccontato, in un ritmo incalzante e coinvolgente, con  salti  nell’attualità delle interviste di Gruber, che testimoniano  il suo profondo coinvolgimento personale. Si parla di Heimat, di Patria, di Storia e storie di persone e luoghi a lei noti.

Questo libro è un bel ripasso di Storia e di umanità, con il suo sguardo su un territorio di cui  conosco  l’incanto. Mi è rimasto sulla pelle il ricordo dei suoi paesaggi da fiaba e  dell’incontro con le genti delle malghe profumate e saporite. Conosco meno, o forse più superficialmente, gli eventi storici che lo hanno coinvolto.

Bassa Atesina

La storia degli “optanti” mi ha fatto riflettere. La tempesta vissuta dal mondo, sotto Mussolini, Hitler e Stalin, stravolge anche  la  gente del Sudtirolo.

Stregata dal grande ammaliatore nazista, in ascesa vertiginosa, e dalla sua promessa di dare a tutti i popoli di lingua tedesca una Heimat comune di cui essere fieri e da cui riceveranno fiori e vita paradisiaca, la maggioranza opta per la mitica Germania.

E tuttavia,  la stessa maggioranza confida segretamente nelle lentezze burocratiche che appesantiscono il nuovo sistema. Beni da valutare e vendere, doppia valutazione Italiana e Tedesca, doppia procedura… L’efficienza Austro-Ungarica, di cui godevano prima di perdere la guerra ed essere  “ceduti” all’Italia, è ormai un sogno.

La minoranza sceglie  invece  di rimanere, sebbene sotto l’odiato duce Italico, pur di non lasciare le proprie case, il proprio mondo. Il momento del distacco, di fatto, per molti non arriverà mai. Come avviene alla famiglia Steiner. La vicenda di Anna, ricoverata in ospedale, mi ha fatto tornare alla mente  Aus Merzen, Vite indegne di essere vissute, di Marco Paolini e la terribile storia dei malati scomodi di cui il sistema nazista vuole liberarsi, e si libera, con crudeltà indicibile.

Cuori pulsanti

Il cuore del romanzo pulsa intorno alle vite parallele di due giovani appassionati: Karl, l’asmatico falsario berlinese, figlio di comunisti e la tirolese Hella, ingenuamente travolta dalla passione politica per il mitico Mondo Nuovo  del Führer   e da quella per  l’amato Wastl, che andrà a morire tra le nevi gelide di Russia, per la stessa passione politica mal riposta (o amor di patria che dir si voglia). Hella svolge il delicato lavoro di organizzare “il viaggio” degli optanti verso la “terra promessa”, ma dovrà confrontarsi con molte situazioni impreviste…

 

Lilli Gruber_tempesta

Tempesta di Lilli Gruber è una storia ricca e ben narrata, che ti permette di trascorrere qualche ora di piacevole lettura e di utile riflessione sul nostro essere cittadini, figli di una Heimat, ma soprattutto esseri umani che possono e devono decidere liberamente della propria vita e della propria appartenenza sociale e politica.

L. Gruber-TEMPESTA. Tra conflitti e bufere nel folle mondo dei totalitarismi novecenteschi

Tempesta_Gruber (2)

Struttura da docufiction, in un certo senso. Camera a spalla e tempo presente. Tutto accade mentre viene raccontato, in un ritmo incalzante e coinvolgente, con  salti  nell’attualità delle interviste di Gruber, che testimoniano  il suo profondo coinvolgimento personale. Si parla di Heimat, di Patria, di Storia e storie di persone e luoghi a lei noti.

Questo libro è un bel ripasso di Storia e di umanità, con il suo sguardo su un territorio di cui  conosco  l’incanto. Mi è rimasto sulla pelle il ricordo dei suoi paesaggi da fiaba e  dell’incontro con le genti delle malghe profumate e saporite. Conosco meno, o forse più superficialmente, gli eventi storici che lo hanno coinvolto.

Bassa Atesina

La storia degli “optanti” mi ha fatto riflettere. La tempesta vissuta dal mondo, sotto Mussolini, Hitler e Stalin, stravolge anche  la  gente del Sudtirolo.

Stregata dal grande ammaliatore nazista, in ascesa vertiginosa, e dalla sua promessa di dare a tutti i popoli di lingua tedesca una Heimat comune di cui essere fieri e da cui riceveranno fiori e vita paradisiaca, la maggioranza opta per la mitica Germania.

E tuttavia,  la stessa maggioranza confida segretamente nelle lentezze burocratiche che appesantiscono il nuovo sistema. Beni da valutare e vendere, doppia valutazione Italiana e Tedesca, doppia procedura… L’efficienza Austro-Ungarica, di cui godevano prima di perdere la guerra ed essere  “ceduti” all’Italia, è ormai un sogno.

La minoranza sceglie  invece  di rimanere, sebbene sotto l’odiato duce Italico, pur di non lasciare le proprie case, il proprio mondo. Il momento del distacco, di fatto, per molti non arriverà mai. Come avviene alla famiglia Steiner. La vicenda di Anna, ricoverata in ospedale, mi ha fatto tornare alla mente  Aus Merzen, Vite indegne di essere vissute, di Marco Paolini e la terribile storia dei malati scomodi di cui il sistema nazista vuole liberarsi, e si libera, con crudeltà indicibile.

Cuori pulsanti

Il cuore del romanzo pulsa intorno alle vite parallele di due giovani appassionati: Karl, l’asmatico falsario berlinese, figlio di comunisti e la tirolese Hella, ingenuamente travolta dalla passione politica per il mitico Mondo Nuovo  del Führer   e da quella per  l’amato Wastl, che andrà a morire tra le nevi gelide di Russia, per la stessa passione politica mal riposta (o amor di patria che dir si voglia). Hella svolge il delicato lavoro di organizzare “il viaggio” degli optanti verso la “terra promessa”, ma dovrà confrontarsi con molte situazioni impreviste…

 

Lilli Gruber_tempesta

Tempesta di Lilli Gruber è una storia ricca e ben narrata, che ti permette di trascorrere qualche ora di piacevole lettura e di utile riflessione sul nostro essere cittadini, figli di una Heimat, ma soprattutto esseri umani che possono e devono decidere liberamente della propria vita e della propria appartenenza sociale e politica.

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