• Follow Affascinailtuocuore on WordPress.com
  • Mondo Fuori

  • 5 Ottobre 2020-Giornata UNESCO dedicata agli Isegnanti

  • 3 Ottobre 2013-3 Ottobre 2020 Ricordare, accogliere, progettare il futuro

    more

    Il 3 ottobre è diventato giornata della memoria e dell'accoglienza, una data in cui si ricordano le vittime del naufragio di Lampedusa e tutti i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di arrivare in Italia, la porta dell'Europa.

  • Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2020- Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra. Ancora morti, tanti. Troppi!

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • 23 Maggio-19 Luglio -Luci che non si spengono…

  • 10 Maggio 2020-Festa della Mamma

    dalla vita di una grande mamma...

  • 2 Giugno 2020-Festa della Repubblica Italiana

    Ossimori festosi: ferita, disorientata, fragile, eppure resiliente, meravigliosa e forte. La nostra Repubblica.

  • Amo l’Europa

  • 1° Maggio 2020-Coraggio!

    R.Guttuso-Portella delle Ginestre

  • 25 Aprile 2020- Festa della Liberazione dal nazifascismo

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • Io sto con Emercency

    Guerre, Epidemie, Vite umane falcidiate... Per nostra fortuna c'è Emercency.

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • 8 Marzo 2020-Donne insieme con determinazione e speranza

    a mia madre-click&read
  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 25 Novembre-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    RISPETTO E PREVENZIONE

  • BREXIT- L’ora è scoccata

    Sentimenti contrastanti accompagnano questo momento. Il mio cuore è lì, Oltremanica. E sento come uno strappo, un'ulteriore barriera tra me e i miei affetti. Ho bisogno di tempo e di freddezza per rielaborare il significato di questo evento .

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 20 Novembre2020- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

  • copyright foto

    La maggior parte delle foto inserite negli articoli provengono dalla Rete e sono pertanto da considerarsi di dominio pubblico. Tuttavia, gli autori o i soggetti coinvolti, possono in ogni momento chiederne la rimozione, scrivendo al seguente indirizzo di posta elettronica: affascinailtuocuore@gmail.com
  • Disclaimer

    I contenuti del blog sono un’esclusiva di Affascinailtuocuore.  È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma, senza  autorizzazione dell’autrice.

    Contenuti di altri autori sono debitamente individuati con tutti i riferimenti necessari.

Distanziamenti sociali- #Scamardistudio- DE DOS EN DOS. Dal corpo al simbolo: una fotografia su due livelli.

 

atardeces de dos in dos

Scamardistudio-Atardeces de dos in dos. Plaza Alameda de Hercules Seville

Due i piani di interpretazione di questa suggestiva foto:

Denotativo, ovvero la luce del tardo pomeriggio che accende la pavimentazione ocra dell’Alameda di Siviglia che colpisce le protagoniste di questa storia illustrata: (foreground) la coppia di donne che seduta comodamente su un selciato bollente scambia quattro chiacchiere; (background) le due bambine (figlie delle due conversanti adulte?) che parlano e giocano all’ombra di un Ercole possente sulle colonne da Fine del Mondo. La città e i suoi ritmi sordi, su uno sfondo lontano, intuito;

Connotativo:  foto ricca di simboli che non possono sfuggire, come  la piazza, le donne, i vestiti segno di un’appartenenza, la postura raccolta e tesa all’ascolto; e poi le colonne d’Ercole che sembrano tenere il resto del mondo  fuori da questo squarcio comunicativo, per proteggere tra le sue “braccia possenti” le due coppie, aperte all’umanità della comunicazione. Chi sono queste donne? Da dove vengono? Cosa aspettano in questo bollente pomeriggio Andaluso?

La piazza, tradizionalmente accogliente, abbraccia queste sei creature del tempo, in coppia: La vetustà nobile delle colonne di Ercole; il gioioso futuro dell’infanzia; l’incalzante presente della maturità: De Dos en Dos. E le racchiude tutte tra le ombre allungate degli alti fusti, quasi grata di una prigione luminosa.

Oggi  1 Maggio 2020, si può aggiungere un’ulteriore interpretazione che lasciamo alle parole della fotografa:

Hoy 1 de Mayo de 2020 el sentido de esta fotografía podría invitar a pensar en esta abrumadora distancia social que tendremos que respetar para un tiempo.

Pero no! Reveindico su sentido primario: a la sombra de las dos columnas de los leones,
el juego de dos mujeres de origen árabe charlando sin prisa en la calma de una tarde sevillana en plena feria, que es cuando la Alameda está vacía pero preciosa.

Al fondo, dos niñas también sentadas, como una proyección o una síntesis de la historia de este lugar. StefaniaScamardiFacebook

 

Lo sguardo di Scamardi coglie questo magico microcosmo esaltandolo con il suo scatto illuminato.

Bella. Non una parola di più non una di meno.

H.Hemingway-FIESTA (The Sun also rises). E allora fu davvero Spagna…

 

 

 

Fiesta Einaudi

 

C’è un angolo nella piccola biblioteca di casa mia, dove conservo i libri di mio suocero, quelli che hanno segnato il lettore del post-seconda guerra mondiale. Erano gli anni in cui Enrico, detto Toto, viveva intensamente la sua età di giovane rampollo di una famiglia ricca, pieno di interessi che lo trasportavano da una parte all’altra dell’espressione creativa.

 

Amori in città-Enrico Scamardi

Anni 50, è il momento della sperimentazione e della creatività cinematografica e lui, si ritrova a Roma con un gruppo di registi e amici che faranno grande il cinema Italiano, anche se sono al momento squattrinati e ricchi solo di genio, speranze e promesse. Tra questi Marco Ferreri.

Per lui Enrico scolpirà legni di ulivo, costruirà plastici che verranno bombardati nei suoi film, proverà una profonda e ricambiata amicizia. Il genio Ferreri vola alto nel mondo del cinema. Enrico, dopo alcuni tentativi più o meno riusciti nella produzione (Faro Film) e nella recitazione (Amori in città), con famiglia al seguito, torna in una Sicilia tutta da reinventare, come la sua vita.

Tra i  libri ingialliti e talora corrosi dalla salsedine e dal buio umido di una libreria nascosta, spunta Fiesta di Ernest Hemingway. Copertina rossa in “cartone editoriale”, con particolare di Donna allo specchio di Picasso. (Einaudi lancia i Coralli con disegno grafico di Max Huber che sceglie con cura l’abbinamento tra quadri famosi e scrittori). Ed io decido  di leggerlo in questa vecchia edizione. Molti anni fa l’avevo letto in Inglese con i miei  studenti, in una versione abridged.

 

La storia

 

Paris Crew…

È il folle intermezzo tra le due guerre mondiali, quando l’umanità sembra aver riscoperto la vita e vuole azzannarla fino a farla sanguinare, di dolore, di piacere, di morte. Un gruppo di amici molto speciali si ritrova a Parigi. Sono di fatto Ernest Hemingway e la sua combriccola di bevitori incalliti e di personalità all’avanguardia. Nel romanzo diventano

il giornalista Jake Barnes, veterano della Grande Guerra, narratore, uomo colto che legge Turgheniev;

la sconvolgente Lady Brett Ashley di cui tutti si innamorano perdutamente, che è l’incarnazione fisica e comportamentale della donna moderna desiderosa di vita e d’amore in tutte le sue sfaccettature;

l’americano Bill, il finanziere spregiudicato Mike, il cupo e problematico Robert Cohn, in crisi matrimoniale ed esistenziale, destinatario di tutti i pregiudizi del mondo.

 The Paris crew programma il viaggio in Spagna per la Fiesta di San Firmino a Pamplona. A questi si aggiungono una serie di personaggi, più o meno caratterizzati, che i protagonisti incontrano nel loro vagabondare in Francia e in Spagna. Tra fiumi di alcol e serate di ballo,

Uno degli aspetti più belli di questo romanzo è proprio l’attraversamento della Francia, giù verso i paesi Baschi, fino a Pamplona. L’incontro con le città, le montagne, i fiumi, il tempo Spagnolo è una cronaca umana di grande intensità e bellezza.

Plaza del Castillo a Pamplona

Rimane impresso il dolore fisico e psicologico di chi ama troppo la persona sbagliata. Bello leggere le diverse reazioni. Robert Cohn è disperato, Brett gli si è concessa una volta, forse per curiosità, in una gita indimenticabile a San Sebastian, ma non lo vuole più. Cohn è sopraffatto dal suo inferno d’amore non corrisposto:

“Piangeva. La sua voce era buffa. Nel suo maglione bianco da polo, stava disteso sul letto al buio. Il suo maglione da polo. -Vado via domattina- Piangeva senza rumore…Ho passato un inferno, Jake. Un vero inferno.”262

Jake ama la stessa donna, ma controlla le sue reazioni, le sublima in un ruolo di confidente privilegiato che lo macera profondamente e lo porta ad assecondare tutte le richieste di Brett, anche quella di organizzarle l’incontro fatale con il torero Pedro Romero di cui lei si innamora pazzamente, salvo poi lasciarlo perché lui vuole fare di lei una donna femmina, con i capelli lunghi, relegata in casa ad aspettarlo. E lei lo lascia perché è un ragazzino, solo 19 anni e lei una donna matura che non vuole fargli del male…

“le donne in fatto di amicizia sono fantastiche, Che fantastiche amiche. In primo luogo, per avere una base di amicizia voi dovete essere innamorato di una donna. Io consideravo Brett mia amica.”201

Ava Gardner – Brett nel film The Sun also rises di Henry King 1957

Mike è lo sposo predestinato dopo il divorzio di Brett da Lord Ashley, accetta tutto di lei: i suoi amori, la sua volubilità, la sua prepotente personalità di donna emancipata. E si ubriaca e si arrabbia, impotente di fronte al suo destino.

“Damned good-looking” is how Ernest Hemingway—or, rather, his antihero Jake Barnes in The Sun Also Rises—describes Lady Brett Ashley when she appears at a Parisian club with a mob of pretty boys. “Damned good-looking” is better than pretty. It’s better than the colloquial “hot,” better than beautiful, even. Damned good-looking, it is. Stephanie La Cava

Altre  donne si aggregano alla compagnia, ma così come compaiono, scompaiono, e non influiscono né sui personaggi né sulla storia. Anche se una brillante e disincantata Georgette affianca Jake nei primi passi della vicenda.

Tanti piccoli episodi di grande spessore narrativo arricchiscono la storia: i tori, quelli buoni e quelli eccezionali, Montoya il padrone dell’albergo autentico e selettivo aficionado della corrida, la pesca con l’Inglese Harry, la storia buffa e patetica delle medaglie da portare alla cena di gala di Mike con il principe-che poi-non arriva. Sullo sfondo gli echi tragici della prima guerra mondiale.

Lo stile è graffiante brusco, secco, essenziale, giornalistico, spesso colloquiale, molto peculiare nella versione in Italiano di Giuseppe Trevisani, giornalista, designer e collaboratore di importanti giornali e della casa editrice Einaudi.

Storia di una traduzione

Cara Lettrice Rampante,  ho letto il tuo articolo sulle vicissitudini editoriali di The sun also rises o Fiesta che dir si voglia… Ho sorriso di fronte al tuo stupore sul doppio titolo. “Mi fa impazzire” (come dici tu) la versione in Italiano di questo meraviglioso romanzo: strana? fedele? antica? Non so mi piacerebbe un confronto. Le parti descrittive e narrative sono efficaci, le parti dialogate mi lasciano perplessa per l’effetto che producono o non producono.

Avete mai sentito in Italiano una frase così: –Ci teniamo visti- o -Non c’è stato male- come risposta a -Avete pescato bene-? E -arrivederci poi-? e Brett che rimprovera a se stessa di essere caduta molto in basso dicendo: “sono decaduta”?

Chiacchiere inutili forse, di fronte al piacere intenso provocato da questo romanzo così ricco di atmosfera e stile, in una versione anch’essa specchio dei tempi in cui fu pubblicata-Italia 1950.

 

Pillole di romanzo

Hemingwaysun1

copertina della prima edizione di The Sun Also Rises , pubblicata nel 1926 da Scribner’s, e illustrata da by Cleonike Damianakes

La guerra

-Ferito in guerra -dissi io.

-Oh quella sporca guerra!(Georgette)

Probabilmente avremmo attaccato a discutere l’argomento guerra, convenendo che le guerre erano un disastro per la civiltà e che forse sarebbe stato meglio evitarle” Ero abbastanza annoiato. Proprio allora dall’altra sala qualcuno chiamò:-Barnes! Dico,Barnes! Jacob Barnes! 23

 La fiesta sta per cominciare…

Era come certi pranzi di guerra che ricordo. C’era molto vino, una sconosciuta tensione e la sensazione di cose che dovranno accadere e che non è possibile prevenire. Col vino mi passò la sensazione di disgusto, e mi sentii felice. Parevano tutti gente tanto per bene. 199

La fiesta esplose

A mezzogiorno di domenica 6 Luglio la fiesta esplose. Non c’è altro modo di descrivere la cosa. Gente era arrivata dalla campagna tutti i giorni ma una volta nella città veniva assimilata e non ci si accorgeva di essa. La piazza era tranquilla nel sole caldo come tutti gli altri giorni. Davanti alle osterie stavano i contadini, bevevano e si preparavano per la fiesta….206

 

E fu davvero Spagna

Salimmo tutti in macchina, e la macchina partì per la strada bianca di polvere, verso la Spagna. Per un poco il paesaggio non mutò. Poi, su per le svolte continue della strada, raggiungemmo il punto più alto di una gola. E allora fu davvero Spagna. 126

 

Perché non si leva dai piedi come gli altri?

Non è questo, ascolta, Jake. Tante volte Brett è andata con uomini. Ma non erano ebrei e non sono mai venuti dopo a ronzare intorno.195

“Hemingway never lets the reader forget that Cohn is a Jew, not an unattractive character who happens to be a Jew but a character who is unattractive because he is a Jew.” Susan Beegel

 

L’Inglese della classi alte

L’ Inglese parlato-quello delle classi alte per lo meno-ha pochissime parole, deve averne meno dell’Eschimese. Magari l’Eschimese è una bella lingua. Diciamo il Cherokee. Nemmeno di Cherokee sapevo niente. Gli Inglesi parlano per frasi fatte. Una frase significa già tutto. Mi piacevano, però. Mi piaceva come parlavano. Harris per esempio. Per quanto harris non fosse delle classi alte. 202

Il torero Pedro Romero

Oh, è tanto carino-Brett disse-e quei pantalone verdi…”

Montoya bussò alla porta ed aprì. Era una stanza grigia. Poca luce entrava dalla finestra che dava sul vicolo. C’erano due letti separati da una divisione di tipo monastico. La luce elettrica era accesa. Il ragazzo era molto elegante e dignitoso nel suo costume da torero. Sulla spalliera di una seggiola stava la giacca. Gli stavano finendo di allacciare la fascia. La capigliatura nera brillava sotto la luce elettrica. Egli portava una camicia bianca di lino. Il portatore di spada, sistemata la fascia, si alzò e fece un passo indietro. Pedro Romero fece un cenno col capo e ci strinse la mano con aria molto distante e degnazione. Montoya spiegò quali grandi aficionados noi fossimo e disse che volevamo augurargli buona fortuna. Romero ascoltava con molta serietà. Poi si rivolse a me. Era il più bel ragazzo che io avessi mai visto… 220

 

 Fine della Fiesta. Ma il sole sorgerà di nuovo…

Al mattino era finito tutto. La Fiesta era finita. Mi svegliai verso le nove, feci un bagno, mi vestii e scesi giù. La piazza era deserta e non c’era gente per le strade. Ragazzi raccolgievano le capsule dei bengala. I caffè stavano aprendo e i camerieri portavano fuori le comode poltrone di vimini e le sistemavano nell’ombra dei portici attorno ai tavoli di marmo. Stavano spazzando le strade e le innaffiavano con una pompa. Mi sedetti in una poltrona di vimini e mi appoggiai comodamente indietro…307

 

 

F. Aramburu-PATRIA.Vittime e carnefici insieme, nelle terre di confine. Chi è chi?

 

 

Patria Aramburu

 

Nel cuore della storia vibrano le vicende di due famiglie Basche, un tempo molto amiche: quella dell’imprenditore Txato, ucciso dall’ETA, e quella del giovane terrorista Joxe Mari, irriducibile sostenitore della lotta armata per l’indipendenza. In prima linea nel conflitto  psicologico e familiare troviamo le due madri, Bittori e Miren.

Gli altri componenti delle due famiglie entrano nel quadro, prendendo spessore progressivamente, tra le pieghe della loro fatica di vivere. La Storia e la Politica si insinuano tra le loro azioni e i loro pensieri.

Arantxa a Gorka, il fratellino che si “dedicava alla lettura con passione”: «Leggi tutto quello che puoi. Accumula cultura. Più ne metti insieme, meglio è. Per non cadere nel buco in cui stanno cadendo in molti in questo paese.»

La macchina del terrore

 “L’ETA deve agire senza fermarsi mai. Non ha altra scelta. È da tempo che è caduta nell’automatismo dell’attività cieca. Se non fa danni, non è, non esiste, non svolge nessuna funzione. Questo modo di funzionare mafioso è al di sopra della volontà dei suoi componenti. Nemmeno i suoi capi si possono sottrarre. Sì, va bene, prendono decisioni, ma è solo apparenza. Non possono comunque evitare di prenderle perché la macchina del terrore, una volta che ha preso velocità, non si può fermare.”

Ripercorrere la cronaca di una lunga storia, vera e complessa come quella dell’ETA e dell’indipendentismo Basco, richiede al lettore  uno spazio ampio di  riflessione. Sebbene sia in forma di romanzo, la realtà salta violenta dalla pagina scritta e sferza il lettore.

San Sebastian-apertura_SanS_da_igueldo_b

Quanti significati ha la parola Patria?

“«Ho scritto anche contro il delitto perpetrato con un pretesto politico, in nome di una patria dove una manciata di persone armate, con il vergognoso sostegno di un settore della società, decide chi appartenga a quella patria e chi debba lasciarla o scomparire. Ho scritto senza odio contro il linguaggio dell’odio e contro la smemoratezza e l’oblio tramati da chi cerca di inventarsi una storia al servizio del proprio progetto e delle proprie convinzioni totalitarie.» Non ne era sicuro.”

Patria e vigliaccheria “nel paese dei muti”

“«Esatto. Perché sono un vigliacco come lui e come tanti altri che a quest’ora, al mio paese, staranno dicendo a bassa voce per non farsi sentire: questa è una bestialità, un inutile spargimento di sangue, così non si costruisce una patria. Però nessuno muoverà un dito. A quest’ora avranno già ripulito la strada con una pompa perché non resti traccia del delitto. E domani ci saranno mormorii nell’aria, però in fondo tutto continuerà come prima. La gente andrà alla prossima manifestazione a favore dell’ETA, sapendo che conviene farsi vedere nel branco.” “È il tributo che si paga per vivere tranquilli nel paese dei muti.»”

 

Verso la fine

Che intensità questo libro! Che galoppata emozionale tra le parole di una comunità in lotta. Quanto mi fa desiderare di conoscere le lingue dei libri stranieri che leggo! Che magia la traduzione! Che artisti i traduttori! Salti logici, temporali, sgrammaticature che rafforzano l’identità di chi parla, richiami e recuperi acrobatici del filo conduttore: avanti, indietro, di lato, sotto, sopra. Una vera magia linguistica.

 

 

A proposito di parole: il Glossario Euskara

Se vuoi capire il significato delle parole in Euskara, allora un tocco, sul piccolo schermo del Kindle e vai al Glossario, poi clic, un altro tocco sulla freccetta, indietro e torni alla storia. Avanti e indietro nel linguaggio e nella storia, come avanti e indietro va Bittori, la vedova dell’amatissimo Txato, tra le pieghe della sua vita, del suo dolore, della sua malattia ignorata, dei suoi sentimenti, alla ricerca di una sola parola: perdono.

Da una  scuola Romana una  guida creativa all’Euskara

Euskanta, progetto di poesia e canzoni degli alunni dell’ Istituto comprensivo Antonio Rosmini  di Roma, è come una piccola guida creativa all’Euskara, protagonista di rilievo in questo bellissimo romanzo.

 

Assaggi

Triste talora, e  piena di eccessi, ma è la vita  “Mi sono resa conto di una cosa. Ci sforziamo di dare un senso, una forma, un ordine alla vita, e alla fine la vita fa di noi quello che le va.”

Veleni: “Siccome il fiume trascina residui industriali, dopo la terra emana un odore fortissimo. Lui dice di fabbrica. Miren gli risponde: «Di veleno. Uno di questi giorni moriremo con dolori di pancia spaventosi».”

Paura “La paura è per chi ne ha bisogno (Jokin).”

Aborto a Londra “Tutte quelle donne sembravano più rilassate e, naturalmente, molto più loquaci che all’andata.”

Come un film western“La campana della chiesa batté l’una proprio quando loro si stavano guardando. Rimasero per un istante l’uno di fronte all’altro, fermi, muti, il Txato aspettando che Joxe Mari dicesse qualcosa, Joxe Mari come paralizzato, le mani nelle tasche del giubbotto. Di colpo distolse lo sguardo; di colpo fu sul punto di parlare, ma non lo fece; di colpo si voltò e a passo svelto, quasi correndo, se ne andò giù per la strada, piantando il Txato all’angolo, con la voglia di parlare, con la voglia di domandargli…”

Come nel covo di Moro“Loro due e Koldo abitavano al primo. Enorme macchia di umidità e cerchi neri (muffa?) sul soffitto. Il guasto non pareva recente.”

Miren, la madre del terrorista“«Ah, io starò sempre dalla parte di mio figlio qualunque cosa succeda. Non m’importa un fico secco di quello che dice la gente. È chiaro che preferisco averlo vicino e che lavori e si faccia una famiglia; però, se così non è, bisogna affrontare quello che viene.”

Nerea e il Voto di laurea“Il massimo dei voti? Mai. Non ce n’era bisogno. Non ebbe tanto la sensazione di aver raggiunto una meta quanto quella di essersi liberata da un peso. Ne sei sicura? Sicurissima. La mattina in cui seppe l’ultimo risultato, all’uscita dalla facoltà, sulle scale dell’ingresso, scelse una nuvola, quella, lì in fondo, a cui sussurrare: «Aita, hai visto? Ho fatto quello che mi hai chiesto. Ora sono padrona di decidere da sola ilvmio futuro».”

Motivazioni  “Però, è chiaro, bisogna riempire la vita di motivazioni, possedere un ordine e una direzione, trovare per ogni giornata una ragione davvero stimolante per balzare giù dal letto, se non con gioia, almeno con energia e impedire che, a forza di inattività, ti si anchilosino anche i pensieri. «Ah, figlia mia, quanto sei diventata filosofa”

Il tuffo di Quique a Praga“La Moldava, passando per Praga, è un signor fiume…”

Dissetarsi con l’odio“L’odio serviva a Joxe Mari come bibita rinfrescante nei giorni estivi, come riscaldamento nelle notti d’inverno. Lo rendeva insensibile a qualunque accenno di sentimentalismo.”

Lettere agli eroi in carcere“lettere di ragazze che li consideravano autentici eroi. Lettere traboccanti di ammirazione e simpatia, di voglia di infondere coraggio e di far sentire meno soli i gudaris detenuti. Lettere che, con il tempo, potevano anche prendere una piega di aspettative amorose.

Joxe Mari: e dopo il sesso la riflessione“all’improvviso sentì un sapore amaro in bocca, e anche oltre la bocca, nel centro stesso delle sue convinzioni e dei suoi pensieri.”

Mezzogiorno di fuoco-Come un film western 1 “Festa, domenica, bel tempo: la piazza era piena zeppa…In quel momento Bittori aveva il sole in faccia; si mise una mano a mo’ di visiera e, merda, si sarà accorta che l’ho vista; ma non mi faccio da parte. Miren si avvicinava camminando a passi domenicali, spensierati, all’ombra dei tigli e quella là mi sta guardando, ma sta fresca se crede che mi faccio da parte. Avanzavano in linea retta l’una verso l’altra…”

 Intervista con l’Autore: Il laboratorio di Patria

 

Fernando Aramburu

 

Se il sequestro del console tedesco mi aveva colpito con un leggero schizzo della realtà circostante, l’as­sassinio di Enrique Casas mi cadde addosso come un’enorme ondata. L’immediatezza fisica della morte e l’evidenza dell’ingiustizia brutale che comportava mi commossero. È possibile che, senza che lo sapessi, Patria abbia cominciato a svilupparsi dentro di me in quel lontano e triste pomeriggio del 1984…continua in il Libraio.it

Stefania Scamardi-CANI DI FRONTE AL MARE Andaluso, in una mattina d’Inverno

  

 

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Foto prese a Playa de la Barrosa, (Chiclana de la Frontera Cadice, Costa de la Luz). scamardistudio.com -Febbraio 2017

 

Siamo come cani di fronte al mare.

 “Lo vedi tu com’è, come si deve fare. Precisamente e solamente, battere e levare. Vedo cadere questa stella e non so più cosa desiderare. Lo vedi, siamo come cani di fronte al mare.” Francesco De Gregori “Battere e Levare”. 

 

A.Gimenez-Bartlett-UOMINI NUDI. Scomode verità senza veli

bartlett uomini nudi

 

Questo romanzo mi ha turbato. Non me l’ aspettavo  da un’autrice come Gimenez-Bartlett, di cui non ho letto molto, se non Serpenti in Paradiso con Pedra Delicado investigatrice e Una stanza tutta per gli altri, dagli echi Woolfiani.

Ho scelto Uomini Nudi d’impulso perché è un suo libro e per quel titolo così significativo che ho interpretato subito come un’esplorazione dell’io maschile. Ma, sorpresa tra le sorprese, mi sono ritrovata dentro una storia con uomini nudi che più nudi non si può e che della loro nudità fanno mestiere: sono escort-spogliarellisti!  Ho provato un certo fastidio. Anche la Gimenez-Bartlett cavalca l’onda dell’erotismo “strano”?  Ma chi si spoglia e perché?

Il professor Javier  è stato appena appena licenziato dalle sue datrici di lavoro, suore “benedette e illuminate” che hanno introdotto dei corsi integrativi di Letteratura Spagnola, cibo per l’anima di ricche fanciulle in fiore. Allo scoppiare della crisi, i magici corsi tenuti da Javier vengono considerati superflui orpelli di cui “spogliarsi” senza indugio.

Javier-disoccupato, spinto  da Ivàn, conoscenza molto casuale e  già del mestiere da lungo tempo,  comincia a spogliarsi per danaro, senza troppa convinzione. Abbandonato dalla compagna che non condivide le sue nuove scelte di vita, Javier imbocca  un tunnel esistenziale buio e senza fine, sfinito da una lotta estenuante con  i condizionamenti  di cui è schiavo. Ma spesso  si aggrappa a   quello che sente il suo vero destino: la letteratura. E dispensa consigli di lettura anche alle sue nuove conoscenze, il rozzo Zar Ivàn  e la problematica Irene, confidando nel potere  salvifico dei libri. gimenez-bartlett

Faccio mio uno di questi consigli: Delitto e  Castigo   di Fëdor Dostoevskij. Sì, proprio come fossero ciliegie, un libro tira l’altro. Scarico l’e-book nella versione tradotta da Verdinois e parto. Pensate, un classico che più classico non si può, su supporto digitale! Ma quali pagine ingiallite dal tempo, ma quale carta odorosa di antiche librerie, le parole si rincorrono a velocità guizzante su uno schermo piccolo piccolo, con caratteri grandi, schermata dopo schermata. E come stanno bene insieme, Uomini Nudi  e Delitto e Castigo, carta e tablet. Contraddizioni culturali che  Gimenez-Bartlett conosce bene…

delitto-e-castigo-ebook Ivàn comincia a leggere  il romanzone ma, come prevedibile, sembra mollarlo sopraffatto dalle ”elucubrazioni” di Rashkolnikov. Troppo cervellotico questo personaggio per un uomo d’azione come lui. Eppure  Ivàn è una figura tragicamente positiva. La morte della madre esalta tutte le dolorose contraddizioni della sua vita. Per Javier diventa un amico, vive quasi in simbiosi con lui fino all’ultima pagina, fino all’ultimo gesto di “amicizia”.

 Che storia, che personaggi, che intreccio di mondi maschili e femminili, per me “insoliti”! Che salti nel buio di anime apparentemente “normali”! Una storia ben costruita nonostante alcune  ripetizioni di troppo come le considerazioni di Ivan sulla sua vita, sulle fragilità del prof amico; o l’indugiare ossessivo della quarantenne  Irene sulla sua vita fallimentare e sui suoi rapporti irrisolti con il padre morto  e con il marito che l’ha mollata per una  ragazza di vent’anni più giovane. 

Ma tutto serve e, soprattutto non annoia. L’autrice accompagna con lentezza ritmata il lettore verso una conclusione sorprendentemente deflagrante. Insomma, leggi le 440 pagine con voracità, perché questi personaggi valgono proprio la pena di essere “scoperti”.

 

 

S. Scamardi- DE DOS EN DOS. Dal corpo al simbolo: una fotografia su due livelli

 

read the post

Due i piani di interpretazione di questa bellissima foto:

Denotativo, ovvero la luce del tardo pomeriggio che accende la pavimentazione ocra dell’Alameda di Siviglia che colpisce le protagoniste di questa storia illustrata: (foreground) la coppia di donne che seduta comodamente su un selciato bollente scambia quattro chiacchiere; (background) le due bambine (figlie delle due conversanti adulte?) che parlano e giocano all’ombra di un Ercole possente sulle colonne da Fine del Mondo. La città e i suoi ritmi sordi, su uno sfondo lontano, intuito;

Connotativo:  foto ricca di simboli che non possono sfuggire, come  la piazza, le donne, i vestiti segno di un’appartenenza, la postura raccolta e tesa all’ascolto; e poi le colonne d’Ercole che sembrano tenere il resto del mondo  fuori da questo squarcio comunicativo, per proteggere tra le sue “braccia possenti” le due coppie, aperte all’umanità della comunicazione. Chi sono queste donne? Da dove vengono? Cosa aspettano in questo bollente pomeriggio Andaluso?

La piazza, tradizionalmente accogliente, abbraccia queste sei creature del tempo, in coppia: La vetustà nobile delle colonne di Ercole; il gioioso futuro dell’infanzia; l’incalzante presente della maturità: De Dos en Dos. E le racchiude tutte tra le ombre allungate degli alti fusti, quasi grata di una prigione luminosa.

Lo sguardo di Scamardi coglie questo magico microcosmo esaltandolo con il suo scatto illuminato.

Bella. Non una parola di più non una di meno.

Lo facciamo noi! Recupero “dal basso” del patrimonio sivigliano-La Casa del Pumarejo

Stupenda e densa di significato la fotografia di Stefania Scamardi. Con brillante tecnica creativa, ferma l’attimo magico in cui il “felino placido” guarda con curiosità scocciata la fotografa dal centro dell’inquadratura e si confonde, quasi triangolo rovesciato, con egli azulejos della scalinata. L’evidente stato di degrado di alcuni scalini non riesce a nascondere la perfezione prospettica della scala.

Grande-casa-del-Pumarejo_SScamardi.jpg

La foto testimonia un progetto sociale dal basso, Lo Hacemos Nosotras, che vuole portare i cittadini di Siviglia a riappropriarsi dei propri tesori monumentali per “curarli” direttamente, dimostrando così un interesse profondo e vissuto per il proprio patrimonio culturale e civile.

Lo facciamo noi! è un esempio concreto di come, attraverso la partecipazione di tutti e di tutte, la società civile decida di lavorare insieme per il Bene Comune”

el puma ruge_lo hacemos nosotras

La rehabilitación de la Casa Grande del Pumarejo de Sevilla es simbólicamente una responsabilidad para todos y todas.

La Campaña Lo Hacemos Nosotras es un genuino ejemplo de cómo un medido elenco de la sociedad civil se propone trabajar conjuntamente para el Bien común mediante la participación de todos y todas. Es lo que nos queda, se oye por aquí y descubrimos atóntonitos que es lo más preciado.

SScamardi_Casa del Pumarejo_bene comune

Sguardi incrociati tra modernità e tradizione sulla Semana Santa di Siviglia

stefania-scamardi_-mantillas-en-la-callesiviglia2013

La Semana  Santa  a Siviglia  è un evento da vivere.  Le bellissime fotografie di Stefania Scamardi ci accompagnano tra i riti andalusi, nelle  piazze  e nelle calli della città. Tra questi le “donne in mantilla”, tutte rigorosamente in nero e pizzo, testimoni affascinanti di una tradizione secolare che si confronta con la modernità.

La macchina del tempo mi trasporta magicamente nella grande Piazza dell’Alameda, davanti alla chiesa di San Lorenzo, immersa in un quartiere che adoro, dove il Venerdì mattina, alle prime luci dell’alba,  dopo la Madrugada , ho visto arrivare il doloroso “ paso”  del Jesus del Gran Poder,  tra una folla provata dalla notte fredda e umida appena trascorsa, ma felice  di vivere un momento  “comunitario”  intenso e  profondamente vero, al di là di ogni considerazione su  una ritualità antica e per molti, superata.

Questo slideshow richiede JavaScript.

La Madrugá en Sevilla es la noche más especial. Sucede entre la noche del Jueves y del Viernes Santo. El orden de paso de las cofradías, en la madrugada, se produce en relación con su antigüedad, primero pasa la Hermandad del Silencio, las más antigua y la última la Hermandad de la Gitanos, las más moderna de la madrugada. En este orden La Macarena debía pasar antes que el Gran Poder, que cede anualmente su derecho preferente, con la condición de que la del Gran Poder ha de enviar todos los Viernes Santos una diputación para solicitar la correspondiente venia. También se incumple la antigüedad en el caso del Calvario y la Esperanza de Triana, pasando primero la más moderna, circunstancia que es impugnada anualmente por la cofradía trianera en el Cabildo de Toma de Horas. Todas las cofradías hacen estación ante el monumento eucarístico de la catedral.

Questo è il mio biglietto di auguri per Pasqua,  nostra grande festa di rinascita primaverile. 

C. Sanchez-IL PROFUMO DELLE FOGLIE DI LIMONE. Una caccia spasmodica ai nazisti-male-assoluto nascosti in Spagna

 

E’ la storia di un’ossessione, di una caccia spasmodica ai  nazisti-male-assoluto  nascosti in Spagna e nutriti dall’illusione di esistere, nonostante il loro lugubre passato. I cacciatori sono Julian e Salva, due sopravvissuti al campo di concentramento di Mauthausen.Denia Coastal path A loro si aggiunge una, inizialmente inconsapevole, giovane donna…

Julian arriva sulla Costa Blanca, rifugio dorato dei mostri,  su invito dell’amico Salva. Qui inizia l’avventura del vecchietto ossessionato e della giovane Sandra, sua  complice volontaria,   in cerca di identità, incinta e assolutamente insicura di accettare Santi, il padre del bambino, come suo compagno di vita…

Due i punti di vista e i narratori: Sandra e Julian, unico il filo conduttore: una storia di anime e di corpi  che si incontrano per fare insieme il viaggio della vita.

 Alicante di notteUnico il setting reale:  la magica Spagna di Alicante e della Costa Blanca, tanti i setting della  memoria: Berlino, Mauthausen, l’Argentina, la Norvegia…

In questa storia  due generazioni, tanto distanti l’una dall’altra, si incontrano per caso  e si confrontano con i  loro problemi, le loro insicurezze, le loro fragilità e i loro desideri. L’esperienza e l’innocenza si sostengono e si stimolano a vicenda, “cosi vicino, così lontano!” e torna alla mente il  bel film di Wim Wenders…

Sandra trova in Julian il sostegno amorevole e consapevole che avrebbe voluto dai suoi genitori, per incanalare le energie disperse, invece, in chissà cosa! Julian, il vecchio, da parte sua, un pò  come i “vampiri” nazisti che non vuole mollare, assorbe linfa vitale dall’energia selvaggia di Sandra. 

La stessa energia e la stessa determinazione che gli arrivano da Salva. Intenso  il loro rapporto, che va ben oltre il distacco fisico.

I corpi dei vecchi sono così  diversi, sono deboli ”brutti” e opachi, ma  Pilar trova Julian interessante,” uno che ha tante storie da raccontare…” e se ne innamora.

La storia è molto bella. Quasi inesistenti i momenti in cui senti un filo di stanchezza nell’attesa  di qualcosa… (eccetto forse le uscite ripetute di Sandra con Karin) Gli eventi/svolta sono molti e tutti credibili, come lo sono i personaggi tra creature notturne: spettrali, paurosi, infidi, ridicoli e pericolosi  e  figli del giorno e della luce,  generosi, tormentati, passionali  e determinati.  Il  ritmo della storia deve essere sicuramente ancora più coinvolgente  in Spagnolo e tuttavia la versione italiana è superba!

Le trovate sono strategiche, vespa 50come la mitica Vespa 50 con il suo mondo di libertà, emozioni e un pizzico di irrinunciabile Italia. Regina dei trasporti, anch’essa assolutamente necessaria al dipanarsi della storia, nonostante la ruggine, gli acciacchi e gli anni sulle ruote…

 

“Per andare in spiaggia dovevo prendere un motorino, una Vespa 50 che mia sorella, mio cognato e i miei nipoti mi avevano raccomandato di non parcheggiare mai senza catene…” (p.13)

Troppo preziosa per tutti  per rischiare di vedersela rubare!

E poi la bustina portafortuna con la sabbia fine e delicata e la scatolina sotto la pietra  e altro da scoprire…

Il titolo originale  Lo que esconde tu nombre  entra nel vivo  del senso. Nomi come maschere, uno per tutti l’Anguilla, come lo  chiama Sandra. Un nome così dice tante cose di sè  e di tutta la storia. E’ tutto come appare?

Il Profumo delle Foglie  di Limone si fa  leggere tutto  d’un fiato, eppure permette di assaporare appieno tutti i gusti e retrogusti, senza perdere una sola emozione!

2011 Qui Siviglia.Tra gli Indignados. 2015 Atto secondo: La conferma

Scamardi_Calle amor de Dios e il cielo è sempre piu blu...22 Marzo 2015 Elezioni  in Andalusia.

Podemos, il partito nato dal movimento degli Indignados Spagnoli, conquista il 15% dei seggi  al Parlamento Regionale e diventa importante nel governo della Regione, ri-conquistato dal PSOE (Partito Socialista).

Passo dopo passo,  la ribellione spontanea dei giovani Spagnoli, fondata su valori  consistenti e sulla protesta civile contro le nefandezze delle banche e della Finanza causa della più sconvolgente crisi degli ultimi decenni, ha trovato il suo canale istituzionale per incidere sulla politica  e contribuire a ricondurla su binari di efficienza e onestà.

Auguri PODEMOS! auguri Andalusia! Si può fare, insieme a tutti i giovani, anche quelli che non vi hanno votato in questa tornata. Magari alla prossima se…

Il cielo di Siviglia può diventare sempre più blù  e aprire orizzonti nuovi ai giovani in cerca di lavoro e di realizzazione e agli adulti delusi dalla politica e affamati dalla cattiva finanza.


2011- Qui Siviglia, tra gli “Indignados” delle Setas  di Piazza dell’Incarnazione

S. Scamardi e R.Salido

Come ci racconta il “comunicatore sociale” Ramón Salido di Jerez de la Frontera, l’ iniziativa di un hacker brillante che ha recentemente creato una web dal nome http://www.democraciarealya.es , “ha superato tutte le sue aspettative iniziali.” Infatti, il giorno 15 di maggio del 2011 molta gente ha cominciato a riunirsi in differenti cittá della Spagna per manifestare il proprio scontento e indignazione.

Immediatamente e spontaneamente, senza l’appoggio di partiti politici e nel pieno della campagna elettorale per le elezioni regionali e amministrative, i cittadini si sono accampati nelle principali piazze di città Spagnole e Europee, in luoghi simbolici come la piazza del Sole a Madrid e le “Setas” (Metropol Parasol) di Piazza dell’Incarnazione a Siviglia. I loro slogan, freschi, onesti e veri, mostrano tutta la frustrazione e la rabbia di cittadini di ogni etá che, stanchi di essere utilizzati come marionette, hanno voglia di cambiare il corso delle cose.

Le manifestazioni si sono svolte nel clima piú pacifico, con la voglia di fare le cose bene, senza alcohol e  senza estremismi, mostrando il volto vero e propositivo dei manifestanti, giovani e meno giovani, uniti solo dal sogno comune di migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro.

 Non li ha fermati il divieto di esprimersi nel giorno del silenzio pre-elettorale, non li ha fermati il risultato delle elezioni e il balzo in avanti incredibile del partito popolare di Rajoy. Il movimento ha acquistato forza e vigore con il passar dei giorni e ha conquistato il sostegno ideale e materiale della cittadinanza.
Momenti emozionanti per tutti, soprattutto per i piú anziani, genitori e nonni, che hanno appoggiato e continuano ad appoggiare con emozione crescente questa spontanea lotta per i diritti e per il futuro dei propri giovani.

Ramón ci riporta le parole del  professore di Architettura, Antonio Saseta. “I luoghi degli accampamenti di questo maggio di elezioni, sono l’unico posto dove si puó imparare qualcosa. Non sappiamo che succederá perchè tutta questa energia la trasformeremo in un discorso ancora da inventare.”

“Cito a Antonio Saseta, arquitecto y profesor lúcido como el sol: “En las acampadas es el único sitio donde se puede aprender estos días. No sabemos lo que va a pasar porque toda esta energía la transformaremos en un discurso todavía por inventar”.

 Podemos afirmar, sin riesgo de equivocarnos, que los españoles, animados por nuestros amigos árabes, estamos viviendo un momento histórico. Ojalá el esfuerzo que estamos haciendo todos en la calle y en la red sirva para que nos sobren las sonrisas y podamos repartirlas como si fuéramos reyes magos.”

Gli spagnoli e tutti noi che viviamo in questa terra di sole, siamo dentro un momento storico, ispirati in fondo dai nostri amici arabi. La Spagna si sveglia oggi sotto il nuovo e non troppo amato panorama politico della destra, ma anche forte di un movimento sano, rinnovato che non vuole tornare indietro, ma proiettarsi in avanti con forza e lealtá.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: