• Mondo Fuori

  • I viaggi della speranza e della disperazione.

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • Io sto con Emercency

    Guerre, Epidemie, Vite umane falcidiate... Per nostra fortuna c'è Emercency.

  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • Amo l’Europa

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • 8 Marzo 2021-Donne e uomini insieme con determinazione e speranza

  • 25 Aprile 2020- Festa della Liberazione dal nazifascismo

  • 1° Maggio 2020-Coraggio!

    R.Guttuso-Portella delle Ginestre

  • 10 Maggio 2020-Festa della Mamma

    dalla vita di una grande mamma...

  • 5 Ottobre 2020-Giornata UNESCO dedicata agli Isegnanti

  • 23 Maggio-19 Luglio -Luci che non si spengono…

  • 2 Giugno 2020-Festa della Repubblica Italiana

    Ossimori festosi: ferita, disorientata, fragile, eppure resiliente, meravigliosa e forte. La nostra Repubblica.

  • 3 Ottobre 2013-3 Ottobre 2020 Ricordare, accogliere, progettare il futuro

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    Il 3 ottobre è diventato giornata della memoria e dell'accoglienza, una data in cui si ricordano le vittime del naufragio di Lampedusa e tutti i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di arrivare in Italia, la porta dell'Europa.

  • 20 Novembre2020- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

  • 25 Novembre 2020-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

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Scamardistudio.com-REPORTAGE 8 MARZO 2021 Siviglia-Manifestare a Siviglia, con allegria e convinzione per i diritti delle donne e per il benessere di tutti.

Giornata Internazionale delle Donne 

Milioni di  persone manifestano a Siviglia, e nel mondo, ordinatamente ma con forza e determinazione, e soprattutto in allegria. Liberi dal senso di colpa sulla  diffusione dell’epidemia, instillato giorno dopo giorno, goccia a goccia.

Si può manifestare, con le dovute cautele. E nella Giornata Internazionale delle Donne è doveroso. Si, anche perché secondo tutte le statistiche recenti sono proprio le donne che stanno risentendo maggiormente degli effetti della pandemia da Corona Virus, in campo familiare, educativo, lavorativo, psicologico, sociale. Ne è testimonianza tragica anche l’incremento drammatico dei femminicidi in Italia.

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Stefania Scamardi Fortuna documenta la manifestazione di Siviglia in un reportage colorato e denso di significato. Domina il viola, colore dell’eternità, fusione del rosso passione e del blu calma.  Il colore viola assume significati diversi  a seconda degli ambiti e dei paesi in cui viene usato. Per i movimenti femministi e la comunità omosessuale simboleggia la libertà, la dignità e la libera espressione. Ed è inevitabile pensare al capolavoro di Alice Walker Il colore viola, manifesto  “womanist”  delle donne afroamericane.

8 Marzo 2021-S.Vreeland-UNA RAGAZZA DA TIFFANY-Arte, politica, lavoro e sentimenti nella vita e nelle lampade di Clara Driscoll e compagne.

 

 

Una ragazza da Tiffany

 

Michela, giovane professionista Padovana, è un’ appassionata lettrice di romanzi storici, specialmente quelli con donne protagoniste. La conosco da tanti anni, ma solo recentemente ho scoperto questa sua passione. In uno dei nostri ultimi incontri mi ha parlato di Una ragazza da Tiffany di Susan Vreeland e di quanto sia stata coinvolta dalla vicenda di Clara Driscoll e del suo gruppo di lavoratrici/artiste del vetro.  Ho sempre avuto un debole per le lampade Tiffany, trovo che siano tra gli oggetti più belli della modernità. Voglio esplorare questo universo e decido dunque di leggere il romanzo.

Vreeland racconta il processo creativo condiviso di un  gruppo di donne, guidato da Clara Driscoll, figura di spicco della cultura e della creatività Americana tra Ottocento e Novecento, anni di grande fervore e sviluppo. Esperta “Glass designer” Clara avvia la produzione delle meravigliose lampade Tiffany fatte di pezzi di vetro iridescente che  assemblati con arte e precisione restituiscono il volto artistico di fiori, animali, frutta e  paesaggi.

Non si tratta di “copiare la natura”, le ricorda spesso l’ispirato datore di lavoro Louis Comfort Tiffany (esponente di  spicco dell’ Art Nouveau), ma di una sua rappresentazione arricchita dal guizzo artistico.

Le lavoratrici Tiffany sono totalmente assorbite dal processo. Devono esserlo, fino al punto di rinunciare alla loro vita privata. Se si sposano vengono cacciate. Clara Driscoll si sposa e lascia, con sommo dispiacere di Louis. Ma quando il marito muore torna, e viene accolta a braccia aperte. Clara e Louis sono uniti da un’affinità artistica speciale che li porta a cogliere al volo le reciproche  intuizioni ed intenzioni  per creare oggetti magnifici.

Clara and the girls

Caparbietà, immaginazione, rispetto della persona e dei suoi valori fondanti traspaiono dalla storia di queste donne.

Tra  realtà e  finzione, l’autrice è riuscita a creare un racconto brillante di New York e della sua crescita come città faro del mondo occidentale moderno. Il caleidoscopio di Clara Driscoll, regalo di suo marito Frank, che l’accompagna in tutte le sue avventure, è di fatto la forma di questo romanzo, dove la famiglia Tiffany e New York incarnano la luce.

 Tante sono le sfaccettature illuminate dalle parole di Vreeland:  la nascita del sindacalismo, le prime manifestazioni delle donne lavoratrici, la storia delle migrazioni verso l’America e  dei migranti con le loro vite complicate, la presenza di grandi artisti come Whitman- spirito- guida, i ricchi riferimenti culturali, l’amore tra esseri umani, il conflitto femminile  tra lavoro e amore, l’ineluttabilità delle scelte e delle loro conseguenze, l’importanza dell’Arte nella vita delle persone.

Nei quindici anni che Clara trascorre da Tiffany accadono tante cose che portano tutti i protagonisti a fare scelte importanti, uniti da un sottile filo fatto di arte, scoperte, innovazioni, amore e conflitti, amicizia e solidarietà. Il periodo narrato e gli eventi vissuti sono come una parabola che deve arrivare necessariamente  a conclusione. Ma l’essenza vitale, la scintilla che ha illuminato la vita di Clara e di tutti quelli che l’hanno circondata continua a splendere verso nuove direzioni, verso nuove parabole.

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Partecipare attraverso la lettura al processo creativo di questo fantastico gruppo di donne e a tutte le difficoltà che hanno dovuto superare, condividerne l’esultanza a fine percorso di fronte ai loro gioielli dell’illuminazione, mi ha lasciato un senso di soddisfazione e di tristezza, allo stesso tempo. Immagino cosa debbono aver provato per affermare il loro diritto al lavoro e ad un salario equo.

Non avevano di fronte un datore di lavoro da combattere, Tiffany fino ad un certo punto le assecondò senza porre limiti alla loro creatività, avevano una società intera da fronteggiare, una società maschile e maschilista dove le donne erano viste solo come l’Angelo della Casa. Era intollerabile trovarsele nella stessa azienda a svolgere mansioni percepite come “maschili”.

Grazie Michela, il tuo consiglio è stato prezioso. Ho assaporato il gusto di ammirare una lampada Tiffany dalla sua ideazione fino all’accensione. Ho ripercorso le strade di New York in bicicletta con Clara e Company, ho incontrato alcuni tra i miei autori  preferiti: Emily Dickinson, William Wordsworth, Henry James insieme a  tanti nuovi spunti di  lettura e riflessione.  E mi è venuta voglia infatti di leggere Sister Carrie di Theodore Dreiser. Leggere è una catena infinita, anello dopo anello ti aggancia. Per sempre.

Assaggi

Art Nouveau- “Qualche tempo dopo andammo insieme al cinematografo a vedere una pellicola in cui si vedeva Loïe Fuller che ballava la “danza del serpente” facendo roteare le sue smisurate tuniche di seta. La adoravo perché, oltre a essere una meravigliosa ballerina, era diventata il simbolo vivente dell’Art Nouveau.”

 

Pavoni- “Le figure stanche e decrepite ammassate nei dipinti delle chiese medievali di tutta Europa non sono l’unico modo per esprimere la verità spirituale. Ne esistono innumerevoli altri e meravigliosi!» «Ecco spiegati i pavoni». «Le splendide ali del pavone, dice la Bibbia. E poi alberi, fiori, ruscelli. Le Scritture traboccano di uccelli, colline e montagne. Così ho deciso: tutti, non solo i ricchi che possono permettersi le mie vetrate, dovranno avere l’opportunità di ammirare i prodigi della natura evocati dall’arte di Louis Comfort Tiffany.”

EuropAmerica “«La grande esposizione americana dimostrerà che il Nuovo Mondo ha diritto di stare accanto alle nazioni più antiche e noi faremo vedere alla Vecchia Europa ciò di cui siamo capaci nel campo delle arti, della cultura e dell’industria». Serrai la mascella. Cornelia veniva dalla Prussia, Mary era irlandese e Wilhelmina svedese. Le altre erano comunque figlie di emigrati dalla Vecchia Europa. La Guerra di Secessione non rivestiva un’eccessiva”

Ispirazione letteraria-” Le edizioni rilegate in pelle di Keats e Wordsworth, perché avevo imparato da mia madre a rischiarare ogni giornata con uno scampolo di poesia. Quindi il teatro di Ibsen, le Vite del Vasari, Daisy Miller e Ritratto di signora di Henry James. E soprattutto Foglie d’erba di Walt Whitman Credo che una foglia d’erba non sia da meno del lavoro quotidiano compiuto dagli astri, egualmente perfetta è una formica e un granello di sabbia, e l’uovo del reattino, e la raganella è un capolavoro paragonabile ai più eccelsi…” Emily Dickinson- È la speranza una creatura alata che si annida nell’anima, e canta melodie senza parole, senza smettere mai. «Ah! Più dolce del buon vino».” DaffodilsI wandered lonely as a cloud…Era una domenica di primavera e Gramercy Park era ammantato di narcisi, calici gialli dagli orli increspati

Donne, Arte e Moralità-“La signora si accigliò. «A mio parere, ed è un parere condiviso da molti, se una donna lavora in mezzo agli operai la sua moralità è destinata prima o poi a soccombere. Per cui badate bene a ciò che fate». «La signora Driscoll produce arte, non birrocci e l’arte è un baluardo della moralità».”

Funzione dell’arte «Volete dire che guardare un’opera d’arte ci rende migliori?» fece la signora Hackley brandendo la forchetta. «Sì, se siamo aperti, disponibili… Perché l’arte è un nutrimento per l’anima. Può renderci più sensibili e compassionevoli» disse Dudley.”

In bicicletta sul Literary Walk alla ricerca del glicine– “Imboccammo il viale che si dirigeva a est e, oltrepassata la statua di Shakespeare, percorremmo Literary Walk fino al pergolato di glicine.”

La borsa di Beatrix, nipote di Nathaniel Hawthorn– «Romanzi, poesia, libri d’arte» rispose. «Non ho una grande esperienza pratica, ma ho studiato storia dell’arte» aggiunse aprendo la borsa. «Sto leggendo Le vite del Vasari. Sono al capitolo su Masaccio. Solo un uomo di grande bontà poteva dipingere La cacciata dal Paradiso con tanta partecipazione…»

People from New York– “A Theresa piacque soprattutto la parata sulla Quinta Strada, la signorina Judd si emozionò guardando i pompieri in azione e a Beatrix vennero le lacrime agli occhi quando vide la folla degli immigrati sulle banchine di Ellis Island. «Povera gente» mormorò. «Bisognerebbe che qualcuno raccontasse le loro storie…» Immigrants arriving, fifteen or twenty thousand in a week, Whitmann-Mannhatta

Ingiustizie sindacali– «Che l’abbia fatto per scelta o per costrizione, il risultato non cambia: il talento viene mortificato e noi scontiamo la colpa di essere donne. Le mie ragazze non possono rimanere ferme, Agnes, verrebbero licenziate!»”

Inizia la rivolta-Clara Agitprop– Animo! E ricordate: la Libertà, là fuori nella baia, è una donna come noi!»” «Il nostro motto sarà lo stesso della gloriosa Susan B. Anthony: La vera repubblica: gli uomini, i loro diritti e niente di più; le donne, i loro diritti e niente di meno!»

Il palazzo che vedete alle mie spalle è nato come una pura idea, prima di diventare un colosso di pietra e acciaio» esordii a voce alta perché mi sentissero tutte. «Un’idea di bellezza e solidità. Alcuni dicevano che era una follia, che un vento forte l’avrebbe fatto crollare. In realtà è fragile solo in apparenza. Il nostro reparto si è sviluppato allo stesso modo, rafforzandosi sempre più. Ognuna di voi è cresciuta in questi anni, diventando più forte nel carattere, più abile nel lavoro. Ora un forte vento minaccia di far crollare ciò che abbiamo costruito insieme, ma io vi dico che non ci riuscirà, perché la bellezza è dalla nostra parte! Dobbiamo solo dimostrare di essere solide, proprio come questo palazzo.”

«È questo che vogliono: spaventarvi, farvi tornare indietro, tenervi lontane dal lavoro. Per sempre. Pensano di poterci rubare il posto con la prepotenza, come è tipico degli uomini! Ma ricordate: solo la paura, la paura di agire, può privarci di quello che è, e rimane, un nostro sacrosanto diritto!»”

Rialzarsi- E. DickinsonNon conosciamo mai la nostra altezza finché non siamo chiamati ad alzarci. E se siamo fedeli al nostro compito, arriva al cielo la nostra statura.”

Grazie Clara!

 Susan Vreeland

“Solo grazie alla passione vittoriana per gli epistolari che Clara Driscoll è uscita dall’oblio, ispirandomi questo romanzo. Ma è grazie all’attenzione e all’amore con cui le lettere di Clara sono state custodite che ho potuto scriverlo.”Susan  Vreeland:

Perrin-CAMBIARE L’ACQUA AI FIORI “Il buio non è mai totale, alla fine del cammino c’è sempre una finestra aperta”. Ovvero, come si cambia!

 

 

 

 

Non conoscevo nulla di questo romanzo e della sua autrice, se non il clamore suscitato dal  vigoroso tam tam dei lettori che ne hanno decretato il successo. E di solito io mi fido dei lettori. Parto dunque per un nuovo viaggio  in Francia, alla scoperta di Perrin e dei suoi fiori.  Ma perché Valérie ha scelto un titolo che ha tanto intrigato milioni di lettori? La risposta,  cuore del romanzo, è ovviamente  nascosta tra le pagine del suo libro.

La storia in breve

Violette è una vivace diciassettenne “sbandata” che  fa la cameriera in un bar, dove viene fulminata dall’amore per il bellissimo Philippe Toussaint. Nel giro di poco i due decidono di mettere su casa per iniziare una vita insieme.  La loro unione è fatta  di silenzi, sesso e corna. Ma la vita va.

Violette e Philippe trovano lavoro come casellanti: alzano e abbassano  la sbarra di un passaggio a livello secondario. Lavoro ripetitivo e insoddisfacente che, tuttavia garantisce loro un tetto e una certa stabilità. Ma i lavori cambiano, la vita prende strade inaspettate e, voilà, Violette e Philippe si ritrovano  a fare i custodi del cimitero di una piccola cittadina  della provincia Francese.

Un bel giorno  bussa alla porta di Violette un poliziotto di Marsiglia  con la richiesta di  seppellire  le ceneri di sua madre, secondo le sue ultime volontà, nella tomba di un “ospite “ del cimitero, che non è suo padre.

Da questo momento la storia diventa una sorta di giostra sulla quale si alternano, incrociano e scontrano  vite, esperienze, desideri e ricordi  di molti personaggi  che, forse mai avrebbero immaginato di salire su questo tagadà impazzito.

Stratagemmi  narrativi

Che incipit ragazzi! Sarà che la scrittrice è donna, e Francese, ma già dalle prime pagine mi sembra di respirare l’atmosfera dell’ Eleganza del riccio di Muriel Barbery, lo spessore dei personaggi, le sorprese… Mi  piace.

I capitoli brevi e concisi  mi rassicurano  e mi coinvolgono. Orientano il focus su spaccati della vita di ciascun personaggio che, a capitoli alterni, entrano in gioco raccontando gli eventi dal loro punto di vista. Tale strategia è utile per la costruzione di un personaggio  decisamente efficace e “rotondo”. Tuttavia rischia anche di creare qualche inciampo al  lettore nel seguire il filo logico della storia.

Il registro dei  defunti  di Violette è commovente. È come un taccuino rosso “estate” pieno di  realtà, magia e intimità. Ogni  cerimonia di sepoltura a cui  Violette partecipa viene registrata con un pensiero empatico sul  defunto.

Cosa dire dei nostri cari?

Chi conosce veramente i propri familiari? Voi sapreste descrivere i desideri, le paure, l’anima dei vostri cari,  se vi chiedessero di farlo? Ci ho pensato. Non è facile. Lo crede anche  Julien quando Violette gli chiede di  parlare della sua mamma, per poter scrivere un’orazione  adeguata. Eppure Julien ha la risorsa giusta: il diario segreto di sua madre. Quante cose non ha mai  neanche sospettato di lei mentre era ancora viva! L’unica cosa che sicuramente ricorda è che “le piacevano la neve e le rose.” 

Gli uomini

Gli uomini di Perrin sono un universo variegato: Sasha, Gabriel, Julien, Philippe, i tre  del cimitero, gli uomini del castello infernale, il prete confidente. Tante personalità per il profilo dell’uomo dei desideri?

I libri

Colpisce  già dall’inizio l’interesse di Violette per i libri. Una bambina cresciuta senza stimoli culturali, vuole imparare a leggere bene e lo fa ad alta voce, per sentirsi oltre che per capire,  con coinvolgimento totale e gran coraggio. Il coraggio di  comprare un dizionario per capire un libro decisamente impegnativo (800 pagine): Le regole della casa del sidro di  John Irving.

L’aveva colpita la mela rossa in copertina che la invitava ad entrare nella libreria e prenderla. Lo legge e lo rilegge. Forse sente la storia di Homer vicina alla sua per molti versi, e gli si affeziona. Peraltro  durante la lettura Léonine comincia a farsi sentire nella pancia, forse la sua voce che balbettava Irving l’aveva svegliata.

Violette ci prende gusto e la sera, legge alla sua bimba L’abete  di Andersen. Affascinailtuocuore ne ha lette alcune, anche per voi.

“Ero costretta a leggere ad alta voce: per capire il senso delle parole dovevo sentirle come se mi raccontassi una storia. Ero il mio doppio: quella che voleva imparare e quella che avrebbe imparato, il mio presente e il mio futuro chini sullo stesso libro. Perché si va verso certi libri come si va verso certe persone? Perché siamo attratte da determinate copertine come lo siamo da uno sguardo, da una voce che ci sembra conosciuta, già sentita, una voce che ci distoglie dal nostro percorso, ci fa alzare gli occhi, attira la nostra attenzione e cambierà forse il corso della nostra esistenza?” 78-79

Stefan Zweig e i suoi racconti (Ventiquattro ore nella vita di una donna)  sembrano ispirare alcuni momenti della storia di Irène e Gabriel. Prevert e le sue poesie fanno capolino tra le pagine.

La Musica

Quanta musica in questo romanzo!  Mi è sempre piaciuto leggere storie che inseriscono la  musica tra i pensieri  e gli eventi. Incontriamo Elvis Presley ed il suo  fedele ammiratore Elvis becchino; Charles Trenet e tutti gli chansonniers più famosi   di Francia, che Violette adora. 

Aggiungo Fiorella Mannoia con il suo Come si cambia (1984), che richiama il titolo del romanzo in modo  fantastico.

La musica accompagna anche alcune  cerimonie di sepoltura.  Per Gambini-nonno-bambino e la sua  passione per Django Rheinardt: un’orazione funebre festosa!

Il cinema

Come sono bravi i Francesi, a proteggere, promuovere e sostenere il loro cinema!  Certo Valérie è di casa in questo ambiente: sceneggiatrice, fotografa, moglie di  Claude Lelouch, e non può non ricorrere ad immagini che evocano il mondo  cinematografico, ma è proprio questa sua familiarità con l’ambiente che arricchisce la storia e la rende un perfetto copione  per un grande film di successo.

Violette

L’ultima parola spetta a lei. La donna-fiore che attraversa un lungo  sentiero accidentato alla ricerca della propria identità. La donna che  organizza il suo guardaroba nelle due categorie Estate e Inverno, in base ai colori  della vita e quelli  della tristezza. Violette predilige l’Estate ovviamente, ma spesso la “mortifica” sotto  lunghi cappotti Inverno, quasi a voler nascondere la sua  vera natura.

La vita le regala le esperienze più travolgenti, da quelle più esaltanti  a quelle più dolorose. Con le sue fragilità, con la sua forza e la sua determinazione, passo dopo passo, arriva alla consapevolezza. Passo dopo passo arriva… al titolo: Cambiare l’acqua ai fiori. Come si cambia, per ricominciare…

 

CALLEndario-Febbraio 2021 sull’ AZOTEA di Calle Peral “primera mirador de la ciudad”

 

Le terrazze di Siviglia

Attraverso lo sguardo e l’analisi dell’ architetta fotografa Stefania Scamardi assaporiamo questi luoghi magici di socialità e bellezza, a Siviglia.

 

 
 

Hace 6 años escribí sobre el valor social de las azoteas de la https://player.vimeo.com/video/93681873“>”Sevilla celeste”
Hoy en día vuelven a ser partes de titulares de periódicos, como zonas peligrosas de contagio…

Prefiero volver a pensar en ellas como lugares de educación e intercambio, espacios de disfrute y juego,
desde donde es posible ver un horizonte.

 

¿SABÍAS QUE…?

Aljarafe proviene del árábe “aššaráf” y éste, del árabe clásico “šaraf”- altura dominante – dada la altura de las colinas a la orilla del Guadalquivir que observan desde oeste la ciudad de Sevilla.

A partir del Siglo XVIII la Rae recogerá este término como “terreno alto y extenso, AZOTEA o terrado.

Así el Aljarafe se nos revela etimológicamente como la primera azotea mirador de la ciudad
recordándonos la influencia de la cultura musulmana que siempre ha dado a los espacios en altura un papel de gran importancia dentro de la vivienda en cuanto espacios privados de
cara a la calle (que pertenece a los hombres) así como espacios de actividades domésticas
(entre ellas el rezo y el estudio) y de relación y encuentro de las mujeres.

 

 

2-Serie DdC ’65-LA PUBBLICITÁ negli anni ’60. Cosa vi colpisce?

Con la foto curiosa, AVVISO COMPLETO inizia la serie DDC dedicata al numero 3-anno 66-del 17 Gennaio 1965 della Domenica del Corriere, una copia emersa tra le vecchie carte familiari, inaspettata e ricca di spunti interessanti per l’attualità.

Nella galleria sono inseriti  alcuni dei più famosi annunci pubblicitari degli  anni sessanta:  Differenze rispetto  ad oggi?

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2020-2021 Bilancio di un anno. Cosa tengo con piacere, cosa lascio volentieri, cosa DEVO ancora portare con me

 

annovecchioannonuovo

È iniziato il 2021. Poverino, viene dopo un  2020 inimmaginabile, che difficilmente sarà dimenticato. Mi concedo un momento di intima riflessione per ripercorrerlo, cercando di guardarlo dal di fuori.  Non è semplice procedere in modo  ordinato, come un bilancio richiederebbe: da una parte i  pro o le cose belle che si sono verificate e dall’altra  i contro o gli eventi  inaspettati e dolorosi che l’hanno costellato. Quando si parla di vicende umane i confini tra il positivo e il negativo  non sono mai  netti e sono sempre difficili da incrociare con il passar del tempo. Proviamoci.

Cosa porto con me nel 2021

ph-Andrea-Cherchi-Bauli a Milano Ottobre2020

 

 

  • Tutte le forme d’arte, ancora imprigionate  in schermi più o meno grandi, ma sempre vitali e piene di magia, pronte a lasciare il soggiorno obbligato per tornare felicemente alle loro case naturali: i teatri, i cinema, le sale concerto, le piazze, gli stadi…Un evento connesso? L’ Indimenticabile grido di dolore dei bauli d’artista a Milano.
  • La bellezza della tecnologia che mi ha permesso  di  stare in contatto con i miei cari lontano, giocando persino a tombola e divertendoci con quiz su piattaforme dedicate…Fantastico!

  • La riscossa della scienza e del suo ruolo fondamentale nella società,  segno  evidente  del progresso umano. A fronte di tante spinte verso un passato oscurantista, la scienza traccia velocemente ed efficacemente il sentiero della modernità e dell’umanità. E arriva il vaccino.

  • La nascita del nipotino della mia vicina di casa. Luce sul futuro, nell’ombra del presente.

Cosa lascio al  2020

  • Tutte le manifestazioni ipocrite di comprensione e compassione.

  • La paura, Il dolore, l’ansia montante, ora dopo ora, giorno dopo giorno, seguendo le onde dei numeri  e delle statistiche COVID.

  • Il  senso soffocante di oppressione da divieto  di vivere la propria normalità. Molte cose non le avrei fatte comunque, ma l’impossibilità di scegliere imposta dall’esterno fa diventare tutto meno sopportabile.

  • La nevrosi della disinfezione: alcol, amuchina, aria, aria, vestiti e scarpe fuori…

  • Tutte le mie illusioni sul Regno Unito. Continuo  a non capire fino in fondo  il perchè della Brexit e della chiusura verso esperienze come l’Erasmus, che hanno permesso una feconda circolazione di idee, persone, esperienze formative.

  • Lascio volentieri Trump  fuori dalla porta. Il vecchio trombone continua a spingere, non vuole rassegnarsi, ma anche per lui arriverà il momento  di smetterla.

Cosa DEVO, ancora e necessariamente, portare  con  me 

 

  • Mascherina, sempre a portata di mano

  • Cautela massima, sempre

  • Impossibilità di muovermi come mi pare e piace

  • Distanza da luoghi e persone che vorrei strapazzare di baci e abbracci

Tutto sommato, la lista dei pro è più lunga  e anche se mi aspettano tempi non facili e dovrò continuare a convivere con i regali del 2020, intravedo l’arcobaleno dopo la tempesta.

 

scamardistudio-arcobaleno a Palma

La sindrome NAD (Natale a Distanza) colpisce tutti…Non solo Expat!

A dicembre 2019 scrivevo il post Expat e feste natalizie. Videochiamate, sorrisi, tenerezza e malinconia delle feste a distanza. Ma quest’anno va meglio. Mi dispiaceva passare un altro Natale lontano dai miei cari, ma facevo di necessità virtù.

Oggi, 12 Dicembre 2020, mentre  rileggo il post, mi rendo conto di provare gli stessi sentimenti,  ma la realtà intorno a me è radicalmente mutata. Oggi  tutti noi stiamo vivendo nel Mondo Nuovo COVID, dove non sono più solo i genitori di figli Expat a soffrire della sindrome da NAD, ma  milioni  di  Italiani sono in crisi per come, dove, con chi e senza chi celebrare le festività, secondo i dettami dell’ultimo DPCM.

COVID ha stravolto  le nostre vite e  le nostre tradizioni, ma non la nostra umanità e la nostra capacità di  discernere. Se il numero dei decessi continua a crescere e gli ospedali aprono nuovi reparti di terapia intensiva COVID, perché affannarsi dietro i riti consunti del festeggiamento a tutti i costi, sulla neve o in crociera o altrove, in barba al buon senso? In un paese dove la pandemia ha falciato la vita di più di 60.000 persone e gettato nel dolore altrettante famiglie?

Ma l’economia ha i suoi diritti!  E i bambini vogliono stare con i nonni! Per piacere, non tirate in ballo i bambini! I bambini  capiscono bene il momento che stiamo vivendo, molto di più di tanti adulti. Sarà un Natale diverso, prendiamone atto. Le norme  a riguardo sono chiare e vanno rispettate, anche se i soliti mestatori non fanno altro che criticarle.

Noi genitori anziani in buone condizioni di salute, noi nonni o parenti a distanza,    faremo la nostra parte. Ce ne staremo tranquilli, festeggeremo in raccoglimento, possibilmente aiutando chi ha bisogno, con la speranza che tutti i sacrifici che stiamo facendo, gli abbracci che non stiamo dando o ricevendo, ci tornino indietro in un tempo migliore, quando ci saremo vaccinati e il velo buio della pandemia sarà squarciato. 

@scamardiphoto-Palma de Majorca 2019

@scamardiphoto-Palma de Majorca 2019

Dunque, quest’anno noi del NAD saremo una comunità molto più ampia, ma già pronta ad organizzarsi con telefonate, videochiamate, sorrisi, tanto amore e good vibes, per sentirci comunque vicini nel Mondo Nuovo che ci reclama. 

NO WOMEN NO PANEL-Ascoltate le donne! Modi e tempi per combattere la violenza contro le donne.

Ci sono tante storie di donne in questo blog e dunque tante storie di violenza psicologica e fisica, di riscatto, di resilienza. Storie di professionalità, arte impegno sociale e umanitario. Storie d’amore e dedizione al lavoro e agli affetti. Storie di rispetto per la propria anima e per quella altrui. Insomma,  storie dell’universo femminile che esiste e reclama il suo spazio vitale in questo mondo. Fatevi un giro tra le recensioriflessioni di Affascinailtuocuore e ne troverete tante!

Oggi, 25 Novembre di un annus horribilis per tanti aspetti, prendiamo atto di un aumento drammatico del numero di donne uccise, violentate e molestate dagli uomini che dicono di amarle, e rilanciamo la campagna dell’Unione Europea NO WOMEN NO PANEL. La soluzione del problema  è complessa e articolata, riguarda il ruolo della donna nella società e coinvolge tutti, a tutti i livelli.

No Women No Panel is a campaign with a goal to raise awareness on having gender balance in panels and public events. Commissioner Mariya Gabriel committed to ensuring that for every panel or public event she is invited to there should be at least one other woman panelist. This campaign is inspired by the initiative of the BrusselsBinder which provides a database of female experts and  a platform for women experts to connect.”

Ricordate il rifiuto del ministro Provenzano di partecipare ad un panel in cui tra i relatori non c’era nemmeno una esperta?

“Non partecipo al convegno senza donne. È una rimozione di genere” La Repubblica

“Rai Radio 1 rilancia (era stata lanciata nel 2018!) e chiede adesioni per la campagna No Women No Panel – Senza donne non se ne parla, per una presenza equilibrata dei generi in tutte le discussioni pubbliche, in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione europea in Italia e con la Commissaria europea per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù Mariya Gabriel che ha ideato l’iniziativa.

La stessa commissaria Gabriel racconta: “Ho deciso di lanciare la campagna europea No Women No Panel e con questa campagna, mi impegno a partecipare solo a eventi pubblici in cui le donne sono equamente rappresentate. Quando spieghiamo agli organizzatori perché declino l’invito, solo poche ore dopo, riceviamo un nuovo programma con molte più donne esperte. Questa azione immediata significa che le donne esperte diventano visibili, i loro punti di vista vengono ascoltati e diventano riferimenti nel loro campo. Inoltre, diventano esempi dei possibili percorsi di carriera per le nuove generazioni”.

 

 

Una BASE SICURA per vivere meglio ai tempi del Covid19. Qual è la tua base sicura?

 

 

Ogni volta che chiedo alle mie figlie di chiudere  la nostra  videochiamata (quasi a prolungare fino all’ultimo secondo  l’incanto di un loro sguardo  o di un bacio inviato tramite lo schermo) e l’immagine si eclissa  inesorabilmente, mi fermo un attimo a pensare:

“Stanno bene, portano avanti  la loro vita, tra piccoli grandi affanni quotidiani, tra inevitabili stop&go. Insomma gestiscono l’ordinarietà. Mi sta bene, mi rassicura.”

Questa mattina  ascoltando NEGAZIONISMO IN RETE all’interno del programma   Tutta la città ne parla”,  (RAI-RADIO3)  mi  ha colpito il  concetto di “Base Sicura”, me lo sono sentito subito  cucito addosso.  Da nove  mesi vivo nella mia base sicura,  il mio punto d’appoggio per reggere gli urti dell’effetto Covid.

Logo di labasesicurapuntoit

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La BASE SICURA è la possibilità e la capacità di un individuo di avere intorno a sé persone fidate con cui instaurare legami di attaccamento reciproci e solidi.   John Bowlby.

 

Qual è la mia base sicura? la famiglia, la rete  di relazioni affettive e  amicali che ti fanno stare bene, che tu fai stare bene. In questi lunghi  mesi  vissuti come in una bolla d’aria, ne ho preso coscienza più chiaramente. Dunque, anche se a distanza (parola chiave di questo calvario), la base sicura è lì, pronta ad accogliermi, a consolarmi,  a tenere la paura lontano e a infondermi speranza. In sintesi,  a farmi  vivere dentro  uno scenario  che contempla anche  il momento  dell’abbraccio fisico e  dei baci.  È  solo questione di tempo.

 

5 Ottobre-Giornata mondiale UNESCO dedicata agli INSEGNANTI-“Teaching in Freedom, Empowering Teachers”

 

 

“Teaching in Freedom, Empowering Teachers”

 

Ecco il messaggio della Direttrice Generale dell’UNESCO Irina Bokova, 

 

 

Gli insegnanti costituiscono un fondamento essenziale della forza a lungo termine di ogni società – essi forniscono ai bambini, ai giovani e agli adulti le conoscenze e le competenze necessarie per soddisfare le proprie potenzialità.

Tuttavia, in tutto il mondo, troppi insegnanti non hanno la libertà e il sostegno di cui hanno bisogno per svolgere il proprio lavoro, che è di vitale importanza. È per questo che il tema della Giornata Mondiale degli Insegnanti di quest’anno – “Teaching in Freedom, Empowering Teachers” – ribadisce il valore degli insegnantie riconosce le sfide che molti incontrano nel corso della loro vita professionale in tutto il mondo.

Essere un insegnante accreditato significa avere accesso a una formazione di alta qualità, salari equi e opportunità continue per lo sviluppo professionale. Significa anche avere la libertà di sostenere lo sviluppo di curricula nazionali e l’autonomia professionale per scegliere i metodi e gli approcci più adeguati che permettano un’educazione più efficace, inclusiva ed equa. Inoltre, significa essere in grado di insegnare in totale sicurezza durante i momenti di cambiamento politico, instabilità e conflitti.


In molti paesi, tuttavia, la libertà accademica e l’autonomia degli insegnanti sono sotto pressione. Ad esempio, nelle scuole primarie e secondarie in alcuni paesi i rigidi schemi di responsabilità hanno esercitato un’enorme pressione sulle scuole affinché fornissero risultati su test standardizzati, ignorando la necessità di assicurare un curriculum di ampio respiro che soddisfi le diverse esigenze degli studenti.


La libertà accademica è fondamentale per gli insegnanti a tutti i livelli di istruzione, ma è particolarmente importante per gli insegnanti di istruzione superiore, sostenendo la loro capacità di innovare, esplorare e rimanere al passo con le più recenti ricerche pedagogiche. A livello universitario gli insegnanti sono spesso impiegati a tempo determinato e su base contingentale. Ciò può generare a sua volta una maggiore insicurezza del lavoro, minori prospettive di carriera, un carico di lavoro più elevato e stipendi inferiori – fattori che possono limitare la libertà accademica e danneggiare la qualità dell’istruzione che gli insegnanti possono offrire.

A tutti i livelli di istruzione, la pressione politica e gli interessi commerciali possono porre dei freni alla capacità degli educatori di insegnare in libertà. Gli insegnanti che vivono e che lavorano in paesi e comunità colpiti da conflitti e instabilità affrontano spesso sfide maggiori, tra cui aumento dell’intolleranza, discriminazione e restrizioni sulla ricerca e sull’insegnamento.


Quest’anno è il 20° anniversario della Raccomandazione dell’Unesco del 1997 sullo Status del personale insegnante di istruzione superiore, che integra la raccomandazione UNESCO/ILO del 1966 sullo Status degli insegnanti. Insieme, questi strumenti costituiscono il principale quadro di riferimento sui diritti e sulle responsabilità degli insegnanti e degli educatori. Entrambi sottolineano l’importanza dell’autonomia dell’insegnante e della libertà accademica nella costruzione di un mondo in cui l’istruzione e l’apprendimento
sono veramente universali.


Mentre tutto il mondo lavora per realizzare la visione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, ci rivolgiamo ai nostri partner nei governi, nel settore privato e nel mondo dell’istruzione affinché si impegnino a costruire una forza lavoro altamente qualificata, valorizzata e rafforzata. Ciò costituisce un percorso cruciale per la realizzazione dell’Obiettivo 4, che prevede un mondo in cui ogni ragazza, ragazzo, donna e uomo abbia
accesso a un’istruzione di qualità e alle opportunità di apprendimento lungo tutto l’arco della vita.


Ciò significa garantire condizioni di lavoro dignitose e stipendi equi per tutti gli insegnanti, anche a livello universitario. Significa fornire agli insegnanti formazione e sviluppo. Significa aumentare il numero di insegnanti di qualità, soprattutto in quei paesi con un elevato numero di insegnanti impreparati. Significa eliminare restrizioni inutili sulla ricerca e sull’insegnamento e difendere la libertà accademica a tutti i livelli di istruzione. Infine, significa migliorare lo status degli insegnanti in tutto il mondo in un modo che onori e rispecchi l’influenza che essi hanno sulla forza della società.


In questa Giornata Mondiale degli Insegnanti unitevi a noi nel a permettere agli insegnanti di insegnare in libertà affinché ogni bambino e ogni adulto siano a loro volta liberi di imparare – a beneficio di un mondo migliore.

 

 

 

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