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  • 8 Marzo 2020-Donne insieme con determinazione e speranza

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  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

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    Sentimenti contrastanti accompagnano questo momento. Il mio cuore è lì, Oltremanica. E sento come uno strappo, un'ulteriore barriera tra me e i miei affetti. Ho bisogno di tempo e di freddezza per rielaborare il significato di questo evento .

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

  • 25 Novembre-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    RISPETTO E PREVENZIONE

  • Giornata Mondiale del Migrante 2019- Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra. Ancora morti, tanti. Troppi!

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

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  • Amo l’Europa e il 26 Maggio VOTO.

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    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

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    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

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Ayşe Kulin-LE QUATTRO DONNE DI ISTANBUL- Nascita e sviluppo dell’intolleranza e dell’odio. Dove sentirsi a casa?

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Le Quattro Donne di Istanbul di Ayşe  Kulin, è il racconto di un graduale e irrefrenabile scivolamento della Turchia verso forme estreme di intolleranza, dalla nascita di una Repubblica illuminata alla creazione di una Repubblica dittatoriale. Le vicende narrate attraversano la vita di quattro donne di generazione diversa, ma della stessa famiglia: Elsa-Ebrea Tedesca, Suzi  sua figlia, innamorata della Turchia che l’accoglie bambina, Sude  figlia di Suzi,  turca che più turca non si può e Esra,  ultima del quartetto, che, più che sicura della sua identità turco-musulmana, scopre con incredulità che le cose non sono mai come appaiono o come si crede che siano.

Alle quattro donne vanno aggiunte Hanna, che Elsa porta con sé nella fuga da Francoforte, una che non si perde d’animo e ricorre a qualsiasi mezzo, anche il più esecrabile, per garantirsi la sicurezza, e “Madame” il cui ruolo è decisamente rilevante, specialmente nella vita di Suzi.

Tutto ha inizio con la fuga dal nazifascismo di Hitler di una famiglia ebraico-tedesca, gli Schliemann.  Gerhardt  il padre, stimato medico e professore universitario, Elsa la madre, Peter e Suzi i figli, cittadini di Francoforte fino ad allora a pieno titolo. La prima meta dei profughi è Zurigo, dove vivono i genitori di Elsa. Qui, dopo una rocambolesca fuga in treno, iniziano una vita nuova e non facile, ma al sicuro dalle persecuzioni naziste.

Gerhardt deve reinventarsi un lavoro, visto che non è facile continuare ad esercitare la sua professione in Svizzera. Suo suocero gli viene incontro proponendogli un progetto molto speciale: creare un elenco di scienziati e accademici ebrei, una speciale “agenzia di collocamento” di “Scienziati dell’Europa” che, espulsi dal loro paese, vengono ricollocati in Turchia per creare la moderna università di Ankara, su richiesta dello stesso governo turco.

“«Se sto bene, io?», la voce di Hirsch tremava per l’emozione. «Io… costretto ad abbandonare il proprio paese oltre che il lavoro. Umiliato per il fatto di essere ebreo, considerato inferiore…ora mi trovo qui, in uno splendido palazzo dell’Europa, invitato come un ospite di riguardo. Direi che sto bene. Di fatto, è come se fossi nato una seconda volta»”66-67

La storia prosegue sui binari di vicende personali e politiche che si intrecciano e si completano. Un libro interessante, piacevole e ricco di informazioni su una realtà di cui tanto si parla e poco si conosce. I capitoli iniziali sono  quelli più coinvolgenti, dal momento che ci portano all’interno di sentimenti forti come la tragedia dei fuorusciti ebrei tedeschi e l’entusiasmo della costruzione di una nuova realtà accademica in Turchia, dove la cultura e la ricerca vengono giustamente percepiti come pilastri di una società moderna. Allora, in Turchia la politica era lungimirante. 

 

Assaggi

Noi Scienziati dell’Europa, ieri come oggi possiamo fare la differenza- «Sono passati solo sei mesi da quando ho lasciato Francoforte. Eppure eccoci qui, in un nuovo paese, con l’incarico di compiere una missione sacra. Come mi ha detto il ministro dell’Istruzione durante il nostro primo incontro, noi, Scienziati dell’Europa, siamo chiamati a trasmettere la nostra conoscenza e le nostre pratiche ai giovani di questo Paese. Siamo chiamati a svolgere un ruolo fondamentale volto a formare le giovani menti di un’intera generazione di futuri leader. Un compito impegnativo ma anche affascinante»69

Suzi insegna lingua e letteratura Inglese tra colpi di stato e compiti da correggere-” «Forse dovremmo organizzare anche noi un colpo di Stato», disse Suzi. « Non ne posso più di correggere compiti »  248

Un’ affascinante tradizione turca- Hirsch, Sude e Gerhardt partono per partecipare al funerale del dottor Zuckmayer, Suzi versa dell’acqua mentre si allontanano in macchina «La mamma lo fa sempre» « È una bellissima usanza turca» , disse Hirsch. « Significa “Vai e torna come l’acqua. Che iltuo viaggio possa scorrere liscio come l’acqua».256
Figli, nipoti e genitori sparsi per il mondo, di chi è la colpa?– “Elsa sbirciò i nipoti da sotto la falda del suo cappello di paglia. «. Nostro figlio è americano mentre nostra figlia è turca. I nostri nipoti sonotutti cristiani o musulmani. Era questo il nostro destino?» «Non ho nulla di cui lamentarmi, Elsa. E comunque non ècolpa del destino. È colpa di Hitler!»”262

Un altro colpo di Stato! E io me lo ricordo, a Santorini l’aereo per il rientro in Italia viene fermato, nessuno sa dirci perchè…“ Era il 16 Luglio 2016… Un altro colpo di Stato!”

Riaffiora l’antisemitismo, scoppiano le bombe. Lasciare la città? «A che scopo andare da un’altra parte?» Sentii dire a Su.( Suzi)« Un uccello con l’ala spezzata non potrà mai stare tranquillo. Siamo fuggiti dalla Germania, no? Saremo sempre stranieri ovunque andiamo »304-305

Incitamento all’odio- “Stanno creando un nemico comune per cercare di unire le fazioni religiose. L’antisemitismo è uscito dall’ombra, Non si preoccupano più di restare nascosti”328

Dove sentirsi a casa?-“Io, la dottoressa Elsa Esra  Atalay  Selmaz,  discendente di ebrei tedeschi costretti a fuggire dal proprio Paese, e di turchi musulmani che avevano dedicato la vita ai propri cari, forse dovrò abbandonare la terra in cui sono nata. Sto raggiungendo il mio uomo e forse, un giorno, avrò la possibilità di vivere in un Paese dove potrò sentirmi a casa”345

J. Saramago-SAGGIO SULLA LUCIDITÁ. Dopo la catastrofe della”cecità/covid19″ c’è bisogno di “lucidità”. E ancora a proposito di elezioni.

saggio sulla lucidità-Saramago

Trama

I risultati delle elezioni amministrative in una capitale senza nome di un paese, anch’esso senza nome, mostrano l’insolita preferenza dei cittadini (oltre il 70%) per le schede bianche. Il governo del paese, retto da un non meglio specificato p.d.d. (partito di destra), che si contende il potere con il p.d.m. (partito di mezzo) e il minoritario p.d.s. (partito di sinistra), decide di far spiare i cittadini dalla polizia e di indire nuove elezioni, annullando le precedenti. Nonostante i metodi molto duri e repressivi, la polizia non riesce a scoprire nulla di nuovo, non c’è nessuna traccia dell’organizzazione criminale e sovversiva cercata dal governo, e le nuove elezioni danno un risultato ancora più sorprendente: l’83% delle schede scrutinate risulta essere composto da schede bianche.

Visti i pochi progressi delle indagini, il governo decide di auto-esiliarsi e di porre la capitale in stato d’assedio, ritirando ogni traccia delle istituzioni centrali, comprese le forze di polizia, eccetto per quel che riguarda elementi che hanno il compito di scoprire le cause di quanto avvenuto. Ben presto…Wikipedia

“Ordine signora, ordine!”

“Ordine signora, ordine!” Disse l’impettito generale alla giovane signora seduta al tavolo di Burraco, in un indimenticabile albergo sul mare, al cospetto di un tramonto altrettanto indimenticabile. Il Generale pretendeva che le carte fossero disposte in bell’ordine, senza confusione visiva e mentale, con lucidità.

L’ ordine nelle mosse della signora, o il mancato ordine, si trasferisce a questa scelta di lettura. Volendo cominciare a scoprire Saramago, cosa fa la signora, ormai ahimé non più giovane ma sempre appassionata di burraco? Comincia dal romanzo che viene dopo, con lucidità.

 

Premonizioni. Il romanzo inizia sotto la pioggia…

“ tempo pessimo per votare, si lagnò il presidente di seggio della sezione elettorale quattordici dopo aver chiuso violentemente il parapioggia inzuppato ed essersi tolto un impermeabile che ben poco gli era servito nell’affannato trotto di quaranta metri da dove aveva lasciato l’auto fino alla porta da cui, col cuore in gola, era appena entrato.” (p.11) 

 

notte di pioggia a Parigi

 

Un romanzo “fiume”

Nel romanzo fiume, senza nomi né luoghi, si intrecciano flusso di coscienza/stream of consciousness, dialoghi giustapposti a descrizioni, incursioni del narratore onnisciente, riflessioni e spiegazioni, in  un bellissimo caleidoscopio di parole, idee pesanti, sebbene raccolte in nuvole svolazzanti e imprendibili, nel sogno come nella realtà. La percezione soggettiva e figurata del tempo colpisce l’immaginazione del lettore.

“…sarebbero trascorsi i tre giorni che mancavano per completare il termine, martedì, mercoledì, giovedì, tre fogli di calendario che stentavano a staccarsi dalla cucitura della mezzanotte e che dopo restavano quasi appiccicati alle dita, trasformati in una pasta glutinosa e informe di tempo, in una parte molle che gli resisteva, ma nello stesso tempo lo risucchiava al suo interno.” (263)

La tensione narrativa è tangibile, non si lascia intimorire dalle difficoltà del discorso complesso, anzi, si alimenta delle suggestioni che il flusso narrativo contiene, tra le righe.

scheda001

Il romanzo fa rivivere le atmosfere preoccupanti e distopiche di 1984, di George Orwell, in un non-luogo, capitale di un ipotetico paese contemporaneo, dove accade, ancora una volta, l’impensabile: l’83 % dei cittadini vota scheda bianca.  Quattro anni prima, un altro evento epocale e inspiegabile aveva gettato il paese nella tragedia civile e politica, a causa della improvvisa e dilagante cecità collettiva.

I “Biancosi” scelgono di votare scheda bianca e i governanti decidono di risolvere questo “problemino elettorale” adottando misure  drastiche, che lentamente, gradualmente e inesorabilmente, attraversano tutte le fasi tipiche dei processi dittatoriali: dallo stato d’assedio della capitale, fino all’accentramento dei poteri nelle mani di un gruppo sempre più ristretto di politici.

Il risultato rivoluzionario delle elezioni diventa terrorismo, sebbene la Costituzione preveda il voto segreto, le schede bianche o nulle e l’ astensione.

I governanti e il Presidente della Repubblica non si lasciano neanche sfiorare dall’idea che il risultato delle elezioni possa essere la conseguenza logica della loro gestione politica sconsiderata, sostenuta, più o meno direttamente, dal Partito di Mezzo,  dal Partito di Destra e  dal Partito di Sinistra.

Chi è il cieco? Chi è capace invece di analizzare con lucidità gli eventi? E i cittadini? Cosa fanno? Perché? La capitale sotto assedio sembra comunque tranquilla, non succede niente, anzi, la città lasciata a se stessa, senza polizia, senza politici, senza palazzi pullulanti di politicanti, portaborse, faccendieri e roba simile, sembra quasi respirare un’ aria nuova, più pulita.

Pdm, Pdd e Pds sono sigle che richiamano alla mente sia le sferzanti arringhe politico-populiste del rappresentante di un certo movimento stellato, che il coinvolgente sarcasmo teatrale di Ascanio Celestini. Sono sigle che richiamano alla mente decisioni non prese, giochi di potere per lo meno ambigui, mancanza di sapienza e di discernimento. Ottusità e cecità.

 

 

Capro espiatorio

“Bisogna trovare i responsabili dell’affronto!”

E allora, ci vuole un capro espiatorio,  è la soluzione più immediata e facile. Grazie anche alla collaborazione spontanea del primo cieco, ne affiora uno perfetto dal disastro di quattro anni prima. I poteri si attivano per acciuffarlo.

Il commissario che viene incaricato di questa indagine delicata e ambigua pensa o spera di racchiudere in sé i più famosi eroi del genere, da Poirot, a Sherlock Holmes, al Marlowe di Chandler, a Bogart con il suo impermeabile e il suo cappello, a Maigret. Lo accompagnano due assistenti, un ispettore e un agente semplice (Goodwin? Hastings? Watson?).

SaramagoSaramago non risparmia nessuno: cittadini, politici, giornalisti. Quante manipolazioni affollano questa storia! Tutte e sempre a scapito della verità e della semplicità. Tutte volte a creare un complice stato di paura e ad alimentarlo per biechi fini di opportunismo politico e di potere.

La lingua e i linguaggi diventano strumenti duttili, malleabili e a volte nauseabondi, sulla bocca e sulla penna di chi li usa.  Ma non sono una cosa seria! Se non fossero tragici li si potrebbe definire ridicoli.

pulcinella di mare-puffinFanno sorridere amaramente le conversazioni in codice tra il commissario in missione e il ministro degli interni, pulcinella di mare l’uno e albatro l’altro. Con una certa autorironia lo riconosce anche il commissario/Pulcinella di mare!

 Nell’appartamento di copertura degli agenti, sede di un’assicurazione “provvidenziale”, tutto è ”griffato”: lo stemma della polizia è su tutti gli indumenti forniti, il pigiama, la vestaglia, l’accappatoio e persino le pantofole! Temono una crisi d’ identita? Mah! Forse non hanno poi tutti i torti, a giudicare da cosa succederà dopo.

Liucidità-cloud

Il racconto dei sei superstiti della cecità di quattro anni prima è quasi un tuffo dentro Rashomon (Akira Kurosawa, 1950). Ciascuno racconta, dal proprio punto di vista, la storia vissuta dal gruppo.

Conclusione

Chi volesse “confortarsi o arrabbiarsi” per la ripetitività e prevedibilità della Storia e della Politica, deve leggersi questa intensa storia civile. Non propone un lieto fine consolatorio, anche se a tratti alimenta la speranza che si verifichi, ma ci aiuta a guardare e a interpretare con maggior lucidità tutto ciò che ci sta accadendo intorno e che presenta molti tratti in comune con gli eventi narrati in questo no-place, no-time, no-names but anywhere.

S.Yazbeck-PASSAGGI IN SIRIA (The Crossing). Storia di un viaggio nel cuore dilaniato della Siria. Una lettura necessaria.

NBC News profughi siriani

 

Oggi, 5 Marzo 2020

Sui profughi Siriani si continua a giocare una partita indecente per chi voglia chiamarsi “persona umana”. Chi  porrà fine a questo scempio? E quando?

Arriva la versione in Italiano…finalmente

Oggi, 23 Settembre 2017, leggo su Tuttolibri (Christian Raimo) che è stata pubblicata la versione Italiana del reportage  di Yazbeck, Passaggi in Siria. Finalmente. Ci ha pensato Sellerio.

passaggi in Siria yazbeck Samar

 

Oggi, 4 Aprile 2017

Esattamente un anno fa pubblicavo  questa recensione. Ricorrenza triste questa, arrivano notizie e immagini  di  ulteriori infamità dalla martoriata Siria. Un’arma antica, che sembra ormai fuori dalla storia della civiltà umana, il gas sarin, viene utilizzata per uccidere e annientare vite innocenti di bambini e adulti prigionieri di una follia incontrollata. Il  libro di Yazbeck torna  ancora una volta prepotentemente alla memoria


 

Ritmi di lettura, di guerra e di vita

the crossing_Yazbeck

Raramente mi sono soffermata così a lungo tra le pagine di un libro. Cosa rallenta il mio ritmo? L’attualità credo, che da anni ormai incombe sulle nostre vite, accompagnata da un  forte senso d’impotenza. I racconti di guerra provocano sempre una reazione viscerale, dalla quale riesci con difficoltà a prendere le distanze. Nel caso della sciagurata e oscura guerra Siriana questa operazione è ancora più difficile e dolorosa. Ad immagini letterarie si sovrappongono immagini reali di devastazione, dolore e umanità in fuga, alla ricerca di uno spiraglio di libertà e di vita.

“Can you believe that a government and a state could bomb its own people. I’ll never understand this for as long as I live! “ One thing you need to know” he added ”is that each region now has its own administration, and every village looks after itself. Everything has been turned upside down, as if every little community has become a state in itself. “This is the devastation that follows tyranny” I suggested. P.71

Ha un forte impatto sul lettore il punto di vista dell’ autrice,   una giornalista siriana in esilio a Parigi, che  decide di tornare nel suo paese per testimoniare  direttamente e  far conoscere al mondo  quello che accade nella sua terra. Insieme a lei entriamo nel mondo dilaniato delle famiglie Siriane coinvolte e travolte, nel tragico dopo-primavera di ribellione anti Assad.

 

Progetti di sviluppo  tra le donne in tempo di guerra

SaraqebLa sua determinazione a scoprire o inventare progetti di sviluppo con le sue connazionali è commovente e la dice lunga sulla linfa di vita che pervade l’anima e il corpo delle donne.  Insieme a loro respiri l’odore degli ulivi, che fanno da sfondo a ogni azione, dalla più piccola e quotidiana alla più efferata e violenta.

Mohammed told me we needed to check the shelter near Saraqeb market that we were planning to turn into a women’s centre. The shelter wasn’t in an ideal location, but the space was available and the townspeople had offered to let us use it for free, so it was a good start. Although shelling was normally concentrated on the market itself, as though the objective of the bombing was to kill the largest number of civilians…p.159

 

Uomini e combattenti

E gli uomini? Combattono, come animali impazziti e confusi, sparano e feriscono e uccidono in nome di non si capisce bene cosa. Ribelli, mercenari, soldati turchi e russi e curdi e soldati di Bashar al Assad si mescolano in un guazzabuglio di morte e  di dolore sotto le bombe a grappolo, le schegge mortali, i missili.

 Gli uomini che fanno da scorta a Samar sanno bene invece contro chi  combattono. Sono  i ribelli della prima ora, quelli che avevano salutato la primavera araba come l’occasione della vita, per riportare la democrazia nel  loro paese,  quelli che mai avrebbero pensato di prendere un’arma e sparare contro un proprio simile. Le loro mogli, figlie, fidanzate, nonne sono al loro fianco, orgogliosamente e amorevolmente. E accolgono  Samar come una di famiglia e dividono con lei tutto: lo scarso cibo, l’affetto, la paura, i  pochi sogni rimasti.

They went to their revolution full of dreams of freedom and justice, They paid the price of their miscarried dreams heavily in blood. 275

Arrivano le bombe!

Le notizie e gli inviti a proteggersi dai bombardamenti selvaggi, volano tramite   radio ricevitori artigianali. Il ritmo dei bombardamenti da il passo ai movimenti di donne, bambini e  combattenti.

Ospedali di guerra 

E vengono bombardati anche gli ospedali! La cosa più atroce, disumana e “illegale” che possa accadere in guerra. I feriti vengono lasciati morire in stanze distrutte, con un solo medico, anch’egli disperato, che non sa a che santo votarsi.

“The people here lived side by side with death. This was no metaphor but reality.They didn’t think about any big issue, they weren’t interested in understanding the military situation or the political context; they had no space to think. All they could do was to struggle to survive…”p.131

Samar Yazbeck
Samar Yazbeck

La nostra testimone racconta in modo accorato, ma lucido e realistico, i suoi tre “passaggi” clandestini in Siria, dal 2011 al 2013, prima ancora che la guerra infame divenisse  ancor più tragica e distruttiva. Le sue parole fanno materializzare davanti agli  occhi i fiumi di persone,

“Hordes of people departing as if it was the Day of Judgement” ,

che scappano dalle bombe, dalla miseria, dalla confusione fisica, mentale e politica. Tanta confusione. Troppa e non casuale, forse.

 

La scuola  al tempo della guerra

children from the world_UNICEFE non voglio parlare dei bambini e delle bambine che Yazbeck incontra in questo inferno. Fermatevi un attimo a riflettere sulle notizie che giornalmente affollano le nostre inutili televisioni e mettetele accanto alle immagini di infanzia violata, che si sono nel tempo stratificate nella vostra memoria. Vi apparirà un quadro orrido, di vero disarmante terrore.

Eppure qualcuno  trova il modo di inventarsi una scuola perché l’educazione è “irrinunciabile”. Sono le donne di Saraqeb e gli studenti universitari del Karama Bus Project (a sort of mobile school for displaced people) che proiettano film e fanno disegnare i bambini sotto le bombe e gli sguardi critici degli uomini del Fronte  Nusra.

…Diaa who managed the temporary school she had set up, explained to me the importance of establishing networks of women who were able to educate children in their homes: we couldn’t risk children gathering in old- fashioned school buildings where bombing might result in many more casualties than if they were taught elsewhere. Communities were already beginning to establish these privately run schools as local initiatives; where lessons took place depended on the intensity of the shelling.While this meant there were no set school days, at least the children were receiving a little education.p.162

La quotidianità  sotto le bombe

Se migliaia di persone  lasciano il  paese altrettanti restano e cercano  di  ricostruirsi una prospettiva di vita.  Vivere la quotidianità di una guerra assurda, dove spesso si perde di vista chi sia il vero nemico da combattere, dove le uniche vittime certe sono  i  più deboli, dove la razionalità è morta e la speranza è in fin di vita, porta Samar a porsi  continue domande sul suo  compito iniziale, sulle sue capacità di rappresentare in modo  chiaro e corretto  tutto ciò che le sta accadendo intorno.

Sentimenti e sensazioni  contrastanti la assalgono: dubbi, tristezza, rabbia,  rassegnazione, desiderio di fuga, che non le impediranno comunque  di  andare avanti, fino alla fine del suo doloroso ma illuminante   viaggio. Molto  intensi sono  i  racconti di Hossam (187); dell’inquietante Emir of war  Abu Ahmed(231); di Raed (191)che ripercorre gli inizi e i  momenti salienti  della ribellione a Kafranbel; e per finire, quello del rabbioso Hajji del campo profughi Palestinese a Latakia(254)

Sprazzi di poesia

Ma  non mancano brevi  intermezzi di struggente poesia:

The sky was clear and there was a full moon as we passed through the olive and figs groves.What was happening now in the country seemed closer to fiction than reality, and I took a moment to concentrate pn the surrounding silence and stillness, which was nothing short of pure magic-no fear of death for the moment. Yet…p.182

Al fronte

per incontrare Abu Hassan, l’emiro locale  di  Nusra Front. La sua versione dei fatti sugli inizi del conflitto coincide sostanzialmente con quella dei ribelli…

…an ancient Roman Mausoleum. The architecture was exquisite but it had been struck by a missile. Inside, many stores had been looted and there were only a few remaining. At the far end lay only rubble-the remnants of arial  bombardment. The burial ground was nearly two thousand years old, but the Nusra Front was now using it as a meeting place. 

the crossing_ raccontar storie

The Crossing è  un libro che “will give voice to the voiceless”, come Samar spiega all’emiro Abu Hassan. E allora, siete pronti a leggerlo? Spero di sì, ne vale davvero la pena. La foto  sopra riproduce un passaggio   molto piacevole in cui    Yazbeck fa riferimento ai racconti di Le mille e una notte e allo scambio  di ruoli  nella narrazione, che l’ha coinvolta in prima persona.(248)

 

Libro e dintorni

Cristina Lamb (Sunday Times) scrive nella premessa:

These are the accounts of the people on the ground collected on  three journeys between 2012 and 2013, people who are living through the war, feeling as if the world has abandoned them. This book will remind you of the initial hope of 2011 and the Arab Spring. The earnstness of the early revolutionaries who wanted democracy is heartbreaking. And their warnings of how  their fight might be hijacked by well-funded extremists if they continued to get no Western  help are horribly prescient. 

 

Echi Italiani

repubblica.it3 Aprile 2016, a 5 anni dall’inizio della Primavera Araba,   l’articolo di De Feo (Repubblica.it)   ci riporta in qualche modo a The Crossing: Siria, il documento degli alawiti: “Con Assad al potere non ci saranno riforme”

 

Rai3-EXPAT o Trasmigranti. Con Chiara Barison una chiave di lettura delle nuove identità.

 

Expat Storie di Italiani nel mondo

Il Sabato mattina, come spesso mi trovo a fare mentre organizzo la giornata, ascolto i programmi di Radio 3. Uno di questi è Expat Storie di Italiani nel mondo. La puntata di cui vi parlo, Vado a vivere in Africa è un’intervista con Chiara Barison, Ph.D. in Politiche transfrontaliere, presentatrice e giornalista tv, blogger. Da anni si occupa del complesso tema delle migrazioni. Gestisce la comunicazione per la Sede AICS di Dakar e il suo motto è

la metodologia più comunemente utilizzata non è necessariamente la migliore.

Chiara-Barison-225x300

“Una radio costruita con i gusci delle uova per dare voce a una rivoluzione che è di un intero Paese, e anche personale. Una televisione accesa in una casa di Dakar, da cui parla una donna dai capelli corti arrivata dal Veneto. La lentezza di Città del Capo che non fa rimpiangere la frenesia delle sfilate milanesi. Debora Del Pistoia, Chiara Barison e Alessandra Squarzon hanno scelto di vivere in Africa: in tre città distanti e diverse fra loro, porzione di un continente dal quale poter meglio osservare il nostro. Fra battaglie e gelsomini, e sandali col tacco 12, il racconto di chi si è trasferito nelle terre da cui, si pensa, tutti vogliono scappare.”

Durante l’intervista Chiara esprime un concetto che mi colpisce subito e mi aiuta a collocare gli Expat, tra cui le mie due figlie, in una dimensione finalmente chiara, sia dal punto di vista linguistico che da quello esperienziale. Chiara si definisce “una trasmigrante” in viaggio tra le reti e relazioni costruite nel tempo, tra un paese e l’altro.

La definizione assume una valenza quasi flosofico-religiosa e fa pensare ad una sorta di trasmigrazione di anima e corpo, non già in un aldilà misterioso, ma su questa terra, unico pianeta con tanti luoghi in cui ciascun essere umano può trovare casa, e può andare e venire dall’una all’altra casa portandosi dietro un bagaglio di conoscenze che contribuisce a formare una persona più ricca e completa.

È un’immagine bellissima che in questi giorni di isteria da Corona Virus rasserena l’anima di chi trasmigra e di chi, come i genitori e le persone amiche, rimangono in una delle “case”. I nostri trasmigranti stanno costruendo case, stanno costruendo reti e relazioni per essere autentiche “persone umane” in tutti i luoghi in cui abitano.

 

E mi piace concludere con Ritals (R. Itals, réfugiés italiens) di Gianmaria Testa, in poesia. Eppure lo sapevamo anche noi…

 

 

Q. Xialong-Di Seta e di Sangue, a Shangai. Quando il cibo gioca un ruolo fondamentale nel dipanarsi degli eventi.

di seta e di sangue 001

Vladimiro mi consiglia questa lettura. Lo ha colpito la forte presenza di Mao e della sua Rivoluzione Culturale nel pensiero e nelle azioni dei Cinesi, oggi come ieri. 

Inoltre, ha ancora nella testa e nel cuore una quasi-ossessione che percorre il  romanzo: la ricerca della poesia…

Di mio aggiungo il fascino, forse perverso, esercitato da questo titolo che evoca flussi morbidi rosso-lacca del sangue sulla seta, rossa anch’essa…

E questo basta per spingermi a leggere il romanzo. Lo scenario è nuovo e intrigante. Avremo modo di parlarne ancora. Letto! ed ora alcune considerazioni che vanno ad aggiungersi a quelle di Vladimiro.

  

La trama e Shangai

Shangai-di-notte.jpg

“Chen Cao, ispettore capo della polizia di Shanghai, è alle prese con una misteriosa serie di omicidi che ha avuto inizio con il ritrovamento del cadavere di una donna avvolta in un qipao rosso, un abito tradizionale mandarino vietato durante la Rivoluzione Culturale.Sullo sfondo di una Shanghai divisa tra passato e presente, tra i segni sempre più invasivi del capitalismo e quelli della cultura tradizionale cinese, Chen Cao conduce un’appassionante indagine alla ricerca del serial killer, durante la quale emergono in modo violento le contraddizioni e i misteri di una città unica e affascinanteDal risvolto di copertina Serie Mondo Noir , La Repubblica

La trama riflette i canoni tipici del noir, condita in questo caso con una salsa cinese, ricca di ingredienti (o artifici?) più o meno saporiti.

 Il cibo

A proposito di sapori, il cibo gioca un ruolo fondamentale nella storia e nel suo dipanarsi. Segna, proprio come un turning point classico, i passaggi salienti. Ci troviamo di fronte ad una varietà infinita di cibo, anche nella sua natura più sofisticata e crudele! Impressionante il cervello di scimmia viva, la bile calda e verdastra di un serpente appena ammazzato violentemente, immersa nel liquore; la tartaruga torturata, viva e disperata, in pentola di vetro con brodo bollente da insaporire. Brrr!

Il Quipao Rosso

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Sempre presenti nella storia Mao Zedong, la Rivoluzione Culturale e le sue conseguenze drammatiche sui protagonisti degli eventi narrati. Il titolo originale del romanzo,  Real Mandarin Dress, rivela inequivocabilmente il ruolo dominante del quipao rosso, vero e proprio  “personaggio chiave” della storia. Emblematico, rappresenta un passato lussuoso ed elegante. La sua  manifattura accurata, punto dopo punto, testimonia un’attenzione alla qualità e alla manualità sapienti dei sarti d’altri tempi, ma addosso alle vittime diventa un simbolo lacerato e sofferente. Il passato tuttavia non esiste senza il presente ed il presente fa del quipao uno strumento potente di comunicazione mortale… Le vittime lo indossano in un modo particolare e molto significativo.

Lo stile

La storia è narrata in uno stile garbato,  soft e ricco di parole di soffice seta, siano esse parole di poesia o parole di polizia, nei report tragici di eventi delittuosi. Mei è avvolta da questo manto fluido, da viva e da morta. Di lei si parla in tono sommesso, delicato, quasi per non farsi sentire e non macchiare il suo ricordo. Per lei si usano parole d’onore e di riserbo.

 L’Ispettore Chen

L’ispettore Chen è il re dell’artificio, il gran cerimoniere di questo stile. Intellettuale, attraversa la storia con la sua tesina di letterautra sull’amore, il matrimonio, gli enigmi e le contraddittorietà della relazione uomo-donna nelle culture antiche e moderne. Credibile come detective? Non so. Sicuramente fa parte di quella schiera di poliziotti psicologi, ad ampio spettro, che non riflettono più lo stereotipo del bad cop o good cop, ma lasciano convivere le due anime, spesso in conflitto tra loro, talora in armonia…

Yin e Yang

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Ed è inevitabile il riferimento a Yin e Yang, molto presente nel romanzo. Un aspetto interessante riguarda la festività di Dongzhi, la notte più lunga dell’anno che, dice Chen:

“è di grande importanza nel movimento dialettico del sistema di yin e yang. Con l’avvicinarsi all’estremità della posizione, lo yin si trasforma nel suo opposto, lo yang. E così, convenzionalmente, quella era la notte di riunificazione tra vivi e morti…”

Questi e molti altri aspetti da scoprire, pagina dopo pagina e suggestione dopo suggestione, rendono il romanzo una piacevole lettura.

La realtà va incontro alla fantasia 1

Ultime notizie dal processo fatale alla dama nera Gu Kailai (Chen parla di Femme Fatale nella narrativa cinese e occidentale…) dal  corrispondente GIAMPAOLO VISETTI (La Repubblica.it)

Cina, il grande processo e il nuovo potere rosso- PECHINO – Un pezzo di cuore. Si consuma oggi attorno a un frammento del motore che tiene accesa la vita, il futuro della potenza che tiene acceso il motore del mondo. È un finale spettacolare, da grande Opera, quello che Pechino ha scelto per lo scandalo politico a cui ha affidato la missione di salvare il partito e la stabilità della Cina. Comincia così con la prova di un’autopsia l’ultimo atto della tragedia orientale che…read more

 

La realtà va incontro alla fantasia 1

Eventi  eccezionali hanno  riguardato la Cina nel passato e nel presente. In questi giorni la catastrofe del Corona Virus la coinvolge ancora. Turro ciò che riguarda questo immenso paese assume connotati inimmaginabili. Sta accadendo di nuovo. Ma il dragone riuscirà ancora una volta a trovare la sua direzione, questa volta,si spera in collaborazione il resto del mondo. “Siamo un solo pianeta”!

27 Gennaio Scuola e Memoria-VIVERE OLTRE IL RICORDO. Al Liceo “Franchetti”di Mestre

A scuola le emozioni sono forti. Gli studenti della IV A del Liceo Statale Raimondo Franchetti di Mestre hanno fatto un lavoro molto emozionante. Il loro short Vivere oltre il ricordo  ha vinto il primo premio  dell’edizione 2012 del concorso nazionale I giovani ricordano la Shoah“.

Brava Roberta Rosada! con la tua classe hai fatto un gran bel lavoro. Mi piace l’essenzialità del messaggio, la narrazione dolce e intensa, i flashback/incubo notturno, le parole dette con gli occhi e il corpo  e i lunghi silenzi. Il binario poi, struggente nella sua in fuga geometrica verso un orizzonte, prima disperato e, alla fine,  aperto alla speranza.

Roberta, saluta il nostro Presidente Napolitano  che vi consegnerà il premio. Saluta anche per me questo grande “vecchio”!

Dal sito  dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto:

Il «Franchetti» vince la X Edizione del Concorso
“I giovani ricordano la Shoah”

la Commissione paritetica composta da rappresentanti del Miur e dell’Ucei che ha giudicato gli elaborati partecipanti alla X edizione del Concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah” (bandito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Dipartimento per l’Istruzione – Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione) ha dichiarato vincitore per Scuola secondaria di secondo grado il Liceo «Franchetti» per “Vivere oltre il ricordo”. Si tratta di un cortometraggio realizzato dagli studenti della classe IV A, con riflessioni e immagini che centrano il tema e che hanno per protagonisti gli studenti stessi. La classe vincitrice sarà premiata al Quirinale venerdì 27 gennaio dal Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano.

FARFALLE-Liliana Segre.Contro l’odio “sdoganato” basta il volo di una farfalla gialla. Per un presente consapevole e un futuro in armonia.

 

Segre

Ieri, nell’aula del Parlamento Europeo, si avvertiva il delicato e potente battito d’ali di una farfalla sacra speciale: la senatrice Liliana Segre, bellissima, elegantissima e straordinaria.

E ancora pulsa l’emozione provocata. Due eventi si sono accavallati nel calendario freddo delle sedute parlamentari:  l’uscita ufficiale del Regno Unito dall’EU e la celebrazione della Giornata della Memoria con l’intervento in aula di Liliana Segre, senatrice novantenne, sopravvissuta allo sterminio dei bambini ebrei da parte dei nazisti di Hitler.

Una profonda tristezza mi ha assalito guardando i volti dei parlamentari, ”umanizzati” (e non solo semplici figurine come spesso vengono percepiti) dalle parole chiare, delicate, incontrovertibili, pronunciate da “nonna” Liliana e dal Presidente del Parlamento UE Sassoli che, con decisione pronuncia nette parole di verità: “Nazismo [e aggiungo Fascismo] e razzismo non sono opinioni, ma reati.”

Jo Cox

Ho provato tristezza, delusione, rammarico e  rabbia nel dover constatare che l’unità di intenti, faticosamente costruita nel dopo guerra dalle nazioni Europee è andata ad infrangersi contro la testa di Farage. Si, è vero, i Britannici hanno votato, ma quante bugie li hanno sommersi durante l’odiosa campagna elettorale per il referendum Brexit!

Ho provato dolore nel sentire citare il nome di Jo Fox donna legata ai valori profondi che hanno da sempre guidato l’UE. Uccisa da un fanatico al grido di British First! Che idiozia, che spreco di risorse indispensabili per coltivare lo spirito di cittadinanza Europea ma, soprattutto umana.

L’intervento della Senatrice Segre risveglia gli animi, sollecita i nostri rappresentanti politici a darsi da fare, perché l’antisemitismo, il razzismo, il nazismo, il fascismo sono sempre lì, acquattati al buio ma pronti a venir fuori, se “sdoganati” da politici senza scrupoli, da avventurieri, da speculatori del dolore. Pronti a riemergere dal fango, fortificati da connivenze odiose, mediocri e senza futuro.

Il canto della fratellanza “Auld Lang Syne“, (Valzer delle candele) ” ha aggiunto emozione a emozione. Viene cantato nella notte di capodanno per dare addio al vecchio anno e in occasione dei congedi, delle separazioni e degli addii, per ricordare con affetto i vecchi amici e il tempo passato insieme. Commuove vedere questo  nutrito gruppo di  Parlamentari in uscita e non, darsi la mano  e cantare il  dolce canto di commiato.

bandiere europee

Ma per l’Europa come istituzione transnazionale è davvero arrivato il momento di agire, con intelligenza e umanità. l’Europa è forte, economicamente, culturalmente e tecnologicamente; è piena di bellezze mozzafiato e di intelligenze brillanti. E può far paura. Sicuramente molti potenti del mondo remano contro e noi sappiamo bene quanto efficace sia il divide et impera. Allora, restiamo uniti nei diritti e nella protezione del nostro mondo di valori e di sentimenti.

Grazie Senatrice Segre, con il suo discorso ci ha mostrato la strada. Sono sicura che  i nostri nipoti del futuro sapranno applicare i suoi suggerimenti. Noi continueremo a fare la nostra parte fino all’ultimo respiro, seguendo il suo esempio, al ritmo del suo battito d’ali, Sacra Farfalla Gialla!

 

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