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6 Gennaio 2017-Auguri al mio musicista preferito, Paolo Conte per i suoi magnifici 80 anni

Buon compleanno Grande Maestro!

Incontro d’arte in tempi diversi? Possibile, anzi vero. Questo video è delizioso: musica perfetta (Paolo Conte) per ballerini eccezionali (Fred Astaire e Ginger Rogers.

 

I 100 splendidi anni di Billie Holiday

Tra gli indimenticabili della musica di tutti i tempi  c’è Billie Holiday, che con la sua voce, la sua bellezza e le sue malinconie ci ha lasciato  delle gemme preziose. Tra queste The man I love.

 

Jovanotti-IL GRANDE BOH! e chipiùnehapiùnemetta…

Lettera al viaggiatore

 

il grande boh_2

Caro Lorenzo,

 

ti scrivo dopo aver letto Il Grande Boh!, che ho vissuto come un dono di energia e vitalità.

 

 L’unico modo possibile per recensire il tuo diario di viaggio, dopo le altezze di Fernanda Pivano, è mettere insieme, in un ritmo di parole sulla nuvola/albero, quelle che mi hanno colpito e che trovo ricche di significato.

La nuvola/albero del Grande Boh!

                  multicolorjova      

 Molto vicina allo spirito di Affascinailtuocuore è la tua riflessione sul viaggio, sui collegamenti e sulle relazioni che scattano tra ciò che si fa, si legge e si ascolta in viaggio (anche tra le righe di un buon libro!) e il mondo  di  conoscenze e di esperienze che ci portiamo  dentro:

 

 “Durante i viaggi la mente fa mille collegamenti, riceve tutti questi stimoli e allora crea le relazioni con ciò che uno  ha studiato a scuola e ha vissuto fino dai ricordi più remoti forse addirittura fino a eventuali esperienze in altre vite. Questo è l’aspetto più bello del viaggiare e anzi credo sia il senso stesso del viaggiare. Si viaggia sempre in avanti nella misura in cui si procede a ritroso dentro la propria esperienza umana. Può capitare di incontrare la tua innocenza intatta e di riconoscerla e giuro non è niente male.” p.143

 

 Del tuo libro, mi rimane l’energia che lo percorre, il profondo conflitto interiore di un giovane uomo di successo, la religiosità del suo andare e l’innocenza della sua corporeità.

 

L'Albero di JovanottiLorenzo, fai venire voglia di esplorare il nostro self e il nostro corpo, senza troppa paura di perdercisi dentro, proprio come hai fatto e continui a fare tu, attraverso mondi altri che ti aiutano a capire e ad amare sempre più e sempre meglio.

Buon viaggio dunque, dal Grande Boh! a un approdo più chiaro, dal quale ripartire,  verso nuove avventure.

 Grazie!

 Una vecchia signora “in viaggio”

p.s. Bellissima copertina. I tuoi disegni sono pura fantasia colorata! Vie di fuga verso l’avventura.

” Un libro bellissimo per giovani e anziani, per chiunque ami il mondo, la frontiera e la loro scoperta”.

leggi qui   la recensione di Fernanda Pivano 322 parole

Bollani, PARLIAMO DI MUSICA e…ascoltami

Bollani PdM

La scrittura di Bollani è il  ritmo stesso  del suo autore, la sua fisicità, le sue trasgressioni, il suo essere con convinzione reader/listener oriented.  Scrive, parla e suona per essere ascoltato e fa dell’ascolto una professione di fede. Non è un caso che si faccia accompagnare, anche fuori dal palcoscenico, dal “santino” del musicista Osvaldo Pugliese (cap 23), “protettore laico dei musicisti”. Sul retro dell’ immagine, appare una scritta significativa:

“San Pugliese, proteggici da tutti quelli che non ascoltano”.

E la voglia di ascoltare la musica che Stefano propone, con occhi e cuore aperti al mondo, è ciò che rimane di questo vibrante, jazzy book.

Bollani al pianoAmo il jazz e quando riesco a partecipare a qualche evento mi diverto molto ad osservare l’interazione tra i musicisti. Spesso mi sembra di cogliere vere e proprie conversazioni tra loro, a suon di strumenti, mossette ed espressioni facciali, movimenti a scatto di gambe e braccia.

Darlington Arts CentreQualche anno fa i miei amici Thea e Ben mi invitarono ad un concerto  di Andy Sheppard a  Darlington, nella contea di Durham (North England). Non mi sono mai divertita tanto! I due sassofonisti ingaggiarono un vero e proprio duello, brioso e combattuto fino all’ultima nota e all’ultimo ghigno!

Nel concerto di Steve Coleman a Zurigo (1988) Bollani ha contato sulle dita delle sue mani, divertendosi, le battute per capire “che tipo di ritmo stessero utilizzando”, allo stesso modo io mi sono divertita a contare e trasferire in una lista tutti i musicisti e gli scrittori che Stefano mi ha fatto incontrare nel suo “viaggio di formazione”. Around 180? Circa cinquanta a me sconosciuti.

Ma da ora li considero tesori preziosi da svelare e…ascoltare.

J.Coe -THE RAIN BEFORE IT FALLS tra musica, amori e melodramma…

coe-the-rain-before-it-falls

Rosamond, narratrice principale oltre, che personaggio  affascinante e ben costruito,  si congeda da questo mondo in modo molto personale. Prima di andarsene decide di lasciare un testamento insolito: un audio messaggio in cui ricostruisce, attraverso   venti fotografie, pietre miliari e turning points   catalizzatori dello  sviluppo della storia, la sua vita e quella di tutte le persone, soprattutto donne, che hanno abitato l’esistenza tragica di Imogen, la destinataria della “ricostruzione”.

Londra anni 70Una storia che abbraccia gli eventi bellici  della seconda guerra mondiale,  i bambini  di Londra e delle grandi città sfollati  nelle campagne e allontanati dai loro genitori. Il dopo guerra, gli anni della contestazione 68esca e i folli  anni 70 accompagnano il lettore, fino  alla contemporaneità.

town-much-wenlock-03~s200x200All’ interno  di questi grandi eventi  si dipanano le storie di Rosamond e Rebecca e del loro amore fuori dagli schemi;  di Beatrice/Annie con tutte le sue inquietudini, a cavallo tra Canada e Inghilterra; la storia tragica e criminale di Thea, dei suoi uomini malati  e di sua figlia Imogen. Accanto  a queste c’è la storia di Gill, con le sue figlie, che per prime ascoltano  il lungo e intenso messaggio di Rosamond, con curiosità, stupore e interesse. Dovrà essere proprio Gill a trovare Imogen e a consegnarle questa eredità.

the rain before it fallsL’ambientazione è suggestiva: tra Londra, le Midlands  e i magici  paesaggi  nello  Shropshire, dove incontriamo anche  Bonaparte, piccolo cane protagonista suo malgrado  di un evento cruciale;  dove i Natali diventano  un rito  irrinunciabile; dove la vecchia e arrugginita roulotte nascosta tra gli alberi diventa il rifugio segreto delle adolescenti  Beatrix e Rosamond, in  cerca di avventura e magia.

L’arte caratterizza molte  delle vite descritte  nel libro: la musica d’avanguardia della compositrice Catherine, figlia di Gill; il rock  dannato di Michael, grande amore di Thea  e Bailero, nei Chants d’Auvergne, di Joseph Canteloube, che illumina la vita di Ros.

“Those three weeks in France were undoubtedly the happiest of my life, and everything that was good about them is crystallized in this photograph, and in the song baileiro, which never fails to evoke for me images of that lake, and that meadow, where we lay alla afternoon amidst the long grass and the wild flowers while Thea played down by the water…[…] “then she announced:” Well, I like the rain before it falls”p. 160

E poi c’è il ritratto di Imogen, che non potrà mai vederlo, ma potrebbe viverlo sia tramite le escrescenze di colore ad olio usate dall’artista  Ruth, ultima compagna di Ros, che  tramite la descrizione che la stessa Ros ne fa nel suo messaggio/testamento.

duello_al_sole_jennifer_jones_king_vidor_015_jpg_jrbrE ancora, il  cinema: Rosamond e Beatrix fanno le comparse in  un film americano girato a  Much Wenlock.  Molto bello il flashback di Ros sulla sua “cotta” per Jennifer Jones in Duello al sole e le sue riflessioni  su questo amore impossibile, spia di qualcosa di diverso che  stava già  succedendo nel suo cuore. Tutte le sue coetanee e le donne in genere, in quei giorni, impazzivano per Gregory Peck, lei no, lei  era perdutamente presa da Mrs David O’Selznick, meglio conosciuta come Jennifer Jones!

 sastgroupdotcom_fotoLa bellissima invenzione della narrazione, arricchita  da elementi culturali anche sofisticati, attraverso  le fotografie e la conseguente costruzione del climax, tra  cronaca e flashback, si “smaglia” verso la fine, tra nuovi messaggi, notizie sorprendenti e melodramma.

 something more…

“The Rain Before It Falls is a lyrical novel written by British author Jonathan Coe. It describes the history of three generations of women directly or indirectly affected by events in post-war London and rural Shropshire. The novel contrasts with Coe’s previous works in that it is almost apolitical, examining both the welcome and the undesirable legacies parents leave their children. Most of the story is told through recordings of an old lady called Rosamond who describes on tape twenty photographs that represent a family’s history. The main part of the book consists of descriptions of the various photographs, framed by a background story. While each of these descriptions comprises a chapter there is also a central chapter interrupting this structure which gives a piece of the background story” Wikipedia

 In sintonia con The Guardian ‘s review? A voi  giudicare…

 “Perhaps a bit too much tragedy, finally. The last revelations are so grim that credibility starts to strain. There is also, for Coe, a surprising streak of sentimentality, unleavened by his usual coruscating wit. There is steeliness here and it is welcome, particularly in the facts of life for a lesbian in the 50s and 60s, but the final words of Rosamond on tape are a little too woolly for the tough, shrewd woman who’s gone before…”

Il titolo  The Rain Before it Falls  è ripreso da una composizione musicale  di Michael Gibbs:

…” Brit-jazz composer and arranger […]born in 1937 in Zimbabwe. Starting in 1959, he studied in Boston at the Berklee College of Music, the Boston Conservatory , Tanglewood and the Lenox School of Music, where he studied with a who’s who of contemporary jazz and modern composition: George Russell, Gunther Schuller, Iannis Xenakis, Aaron Copland, Lukas Foss and others. In 1964 he moved to the UK, where he engaged himself in the rapidly emerging contemporary UK jazz scene. Starting in the late 60s and continuing into the mid 70s, he recorded a number of highly acclaimed and influential albums featuring many of the most prominent British-based jazz players who, like Michael, were beginning to flirt with jazz/rock. Since the mid 70s he has worked as a educator as well as a free-lance arranger, doing arrangements and orchestrations for major names such as Joni Mitchell, Pat Metheny, The Mahavishnu Orchestra, and Peter Gabriel among many others, while too infrequently recording his own music. “Cuneiformrecords.com

  

La descrizione della musica di Catherine trae ispirazione dall”album Slow Life di Theo Travis

Theo Travis

Travis & Fripp – When The Rains Fall (from Follow) 2012

Si canta al Portello di Padova con Guido Rigatti: in 3 minuti ti racconto tutto…

IncontriCantoAprile2013

Vi segnalo la nuova iniziativa di narrativa canora corale, dell’eclettico artista padovano Guido Rigatti

it sounds interesting!

N. Ammaniti-TI PRENDO E TI PORTO VIA. Sei bellisssima!

 tiprendoetiportovia_Ammaniti

La scuola media statale “Michelangelo Buonarroti” di Ischiano Scalo, cittadina inventata della Maremma, tra Lazio e Toscana, è il setting principale della storia di cui Pietro è protagonista. Bambino introverso, piccolo e magrolino, il fisico ideale per raccogliere in sé problemi, chiusure e complessi, Pietro è coinvolto, suo malgrado, in un’azione teppistica che segna l’inizio di un percorso che lo metterà di fronte a scelte determinanti per la sua vita. In questo percorso incontra tutti gli altri personaggi e le loro storie. Pietro vive un’esperienza adolescenziale devastante. È il target ideale dei bulli di quartiere, ma in lui covano altri fantasmi, resi sempre più invadenti dalla quotidianità in una famiglia a dir poco “problematica”.

il signore delle moscheAltri personaggi gli girano intorno: Gloria, l’amica del cuore ricca bella e invidiata da tutti, che lo gratifica con la sua amicizia; I compagni di classe maledetti un po’ alla ”Signore delle Mosche” di Golding. Poi gli adulti, che campionario! Il viscido bidello Italo, Graziano il playboy “sfigato” e  la sua velina di sogno, Erica-la-bionda, la problematica professoressa Flora, il duo comico preside-vicepreside, la famiglia di Pietro, le fidanzate… Quanti siparietti gustosi (a volte grotteschi) nella descrizione dei personaggi e nella loro caratterizzazione e quante invenzioni, tipo la catapulta del signor Moroni, papà di Pietro, sperimentata con l’ amatissimo asino… volante!

Terribile e violenta, come violento è in definitiva tutto il racconto, la scena del turno di notte dei due poliziotti “fuori di testa”: sembra di essere proprio dentro un telefilm americano alla Tarantino. Anche i due ragazzi lo pensano (oggi sarebbe del tipo CSI&Co su Fox Crime): pioggia, frustrazione, violenza, dalla parte dei poliziotti; incoscienza, superficialità paura e ingenuità dalla parte dei due giovani “alternativi” in Mercedes super di papà. E che ruolo gioca questa macchina! Incredibile, ma neanche tanto, se pensiamo alle decine di pubblicità di macchine in TV, quasi esseri alieni dal fascino inspiegabile e irresistibile!

Anche la geografia è suggestiva: le paludi, gli angoli inquietanti, rifugio di Pietro, dove zanzare, insetti vari e viscidi animali occupano l’habitat. E poi le magiche Terme di Saturnia tra puzza e benessere, in un mix celestiale. C’è, inoltre, il mondo dei sogni che abita le menti dei personaggi: le Maldive per esempio, Los Angeles e Roma. Questi ultimi due non tanto immaginari, anzi vivi e pulsanti di Male e Infelicità.

 La televisione occupa un posto speciale nella storia. È un prolungamento del corpo della gente di Ischiano e lo stesso Pietro, nel costruirsi il proprio mondo ideale in cui trascorrere da solo il tempo, in solitudine, inserisce sempre il televisiore di Gloria, oggetto e simbolo di qualcosa di irrinunciabile. Anche le vicende più importanti sono contrassegnate da un programma televisivo: Carramba che sorpresa, per esempio…

Ammaniti non può fare a meno di parlare di musica e in musica e allora, con piacere, incontro il Tenco di Vedrai vedrai… vedrai che cambierà. Non so dirti come e quando, ma vedrai che cambierà. E poi il sei Bellissimaaa-aaa di Loredana Bertè e Paco de Lucia e il Flamenco…

Quasi un romanzo di formazione, si fa leggere con grande coinvolgimento e lo stile ti conquista. È come un lungo dialogo in cui i protagonisti sono sempre sdoppiati e il corsivo usato per il non-detto sottolinea e rende ancora più intrigante il detto, spesso suo contrario.

E il titolo? Chiaro omaggio a Vasco Rossi?

Ti prendo e ti porto via…

Il titolo è molto bello e ti accompagna lungo tutto l’arco della narrazione, A un certo punto il narratore “unreliable” ti getta un’esca e tu credi di aver scoperto il perché di quel titolo… E’ Flora che contribuisce a rendere l’esca gustosa…
Ma, invece, devi andare avanti e avanti e avanti… E quando arrivi ti senti un vuoto nello stomaco perché davvero non capisci se quello che verrà dopo sarà buono o cattivo… Ma non aggiungo altro.

E’ una bella storia  raccontata bene.

Leggi anche la  recensione di Io e Te, dello stesso autore.

POESIE D’AUTUNNO “Il miglior tempo della nostra vita”. La poesia entra prepotentemente nel mondo di Affascinailtuocuore

 

 Autunno. La stagione porta con sé momenti intensi di riflessione. La riflessione porta a malinconiche passeggiate verso il passato, i ricordi, le speranze, o solo le illusioni.

S.Scamardi-Il Pescatore nell’oro del Guadalquivir

Scamardistudio- Autunno a Siviglia- Il Pescatore nell’oro del Guadalquivir

 

E anche d’Autunno

E anche

d’Autunno

io vivo

e dei ricordi

che si porta

dietro…

J.Mc Graw 2011


 

Autunno  è una delle 24 bellissime poesie di Jurij, che chiudono Il Dottor Zivago di Boris Pasternak. Mi è piaciuto molto leggerla e registrala per voi. Spero comunichi piacevoli sensazioni “primaverili”, anche se parla di  un intenso Autunno d’amore  e sofferenza. 

 

 

 


 

libri d'autunno

Parabola 20

Siamo molto diversi noi due.

Eppure abbiamo percorso  insieme

un breve tratto delle nostre vite.

Intensamente,

uniti dallo stesso desiderio di felicità.

Abbiamo camminato vicini vicini

sul crinale scivoloso

di una parabola prevedibile.

L’abbiamo voluto quel viaggio,

dopo una partenza  decisa dal caso.

Abbiamo bevuto con avidità e piacere

l’inizio promettente e denso di emozioni.

Abbiamo vissuto timorosi e speranzosi

ogni piccolo passo,

tra la sorpresa della scoperta

e la paura dell’attimo successivo.

Abbiamo avvertito l’arrivo della discesa,

troppo vicina  e sempre temuta.

E sofferto la chiusura delle porte,

in un dolore atroce di mancanza.

Fine della parabola.

Dopo, molto dopo è arrivata

la pacificazione.

Mai oblio, ma dolcezza del ricordo

di attimi sublimi, di purezza impalpabile,

scolpiti nelle memorie del cuore.

J. Mc Graw 2016


 

ridotta-scamardistudio-piove-finalmemente-souvenir-siviglia.jpg

scamardistudio-Piove, finalmemente. Expo Souvenir- Siviglia 2017

Ci siamo incontrati

Ci siamo incontrati

Per un attimo

E da quel frullo d’ali

Il tempo è andato.

Irraggiungibile.

J. Mc Graw, 2016

 


Avrei voglia di toccare

Avrei voglia di toccare

Le tue cento rughe

ad una ad una

e, al tocco di ogni solco,

riprendere il viaggio.

 

Avrei voglia di toccare

I tuoi capelli

fini, fini e bianchi

per sentirli danzare

tra le mie dita amorose.

 

Avrei voglia di sfiorare

le tue guance morbide,

come veli trasparenti

di farfalla,

vibranti ad un mio bacio.

 

Avrei voglia di toccare

le tue spalle larghe

ed avvolgenti

per cedere alla forza

del tuo sostegno.

 

Avrei voglia di toccare

il tuo cuore parlante

per respirare

il palpito caldo

di questo nostro amore.

J. Mc Graw, 2014

 


John Donne

John Donne

Novembre 2014 Pioggia e pensieri autunnali di bellezza con John Donne:

 

“No spring nor summer beauty hath such grace as I have seen in one autumnal face.” The Autumnal

 

 


Pedro Salinas

Salinas_La voce a te dovuta

Mi capita tra le mani  un libro di poesie di Pedro Salinas (Madrid 1891 – Boston 1951)

La voce a te dovuta, Einaudi 1979. La voz a te debida (1933) è un canzoniere  semplice e complesso nello stesso tempo, fatto di corpi, anime, fantasmi e ombre, di luce smagliante e calda. Immagini  di mani e occhi e presenze/assenze.

Leggo e penso  che non ho mai amato molto leggere libri di poesie e tuttavia mi lascio catturare dalla fluidità di queste immagini. Scavano dentro.

III.

Al di là di te ti cerco.

Non nel tuo specchio

E nella tua scrittura,

nella tua anima nemmeno.

Di là, più oltre.

Por detrás de ti te busco.

No en tu espejo, no en tu letra

Ni en tu alma.

Detrás, más allá.

LIX

A te si giunge solo
attraverso di te. Ti aspetto.

Io certo so dove sono,
la mia città, la strada, il nome
con cui tutti mi chiamano.
Ma non so dove sono stato
con te.
Lì mi hai portato tu.

Come potevo imparare il cammino
se non guardavo altro
che te,
se il cammino erano i tuoi passi,
e il suo termine
l’istante che tu ti fermasti?
Cosa ancora poteva esserci
oltre a te offerta, che mi guardavi?

Ma ora,
quale esilio, che assenza
essere dove si è!
Aspetto, passano i treni,
il caso, gli sguardi.
Mi condurrebbero forse
dove mai sono stato.
Ma io non voglio i cieli nuovi.
Voglio stare dove sono già stato.
Con te, tornare.
Quale immensa novità
tornare ancora,
ripetere, mai uguale,
quello stupore infinito!

E finché tu non verrai
io rimarrò alle soglie
dei voli, dei sogni,
delle scie, immobile.
Perchè so che là dove sono stato
né ali, né ruote, né vele
conducono.
Hanno tutte smarrito il cammino.
Perchè so che là dove sono stato
si giunge solo
con te, attraverso di te.


 Emily Dickinson

 

E mi prende la poesia d’Autunno, e volo  tra suoni e immagini  con Emily Dickinson (versione italiana con accompagnamento musicale)

  If you were coming in the Fall…

If you were coming in the fall,
I’d brush the summer by
With half a smile and half a spurn,
As housewives do a fly.

If I could see you in a year,
I’d wind the months in balls,
And put them each in separate drawers,
Until their time befalls.

If only centuries delayed,
I’d count them on my hand,
Subtracting till my fingers dropped
Into Van Diemen’s land.

If certain, when this life was out,
That yours and mine should be,
I’d toss it yonder like a rind,
And taste eternity.

But now, all ignorant of the length
Of time’s uncertain wing,
It goads me, like the goblin bee,
That will not state its sting.


 

Vincenzo Cardarelli

Vincenzo Cardarelli

Entro poi, ammaliata, nell’Autunno di  Cardarelli con   Vivaldi  e   con l’Ensemble Brixia Musicalis

Autunno

Autunno. Già lo sentimmo venire
nel vento d’agosto,
nelle piogge di settembre
torrenziali e piangenti
e un brivido percorse la terra
che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora passa e declina,
in quest’autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio.


Anonimo

E ritrovo  versi d’ Autunno Andaluso,  lunari  e argentei. 

 

S.Scamardi- Rosa-di-Siviglia al Parco Maria luisa 2014.

S.Scamardi- Rosa-di-Siviglia al Parco Maria luisa 2014

Un ladro questa notte…

Un ladro, questa notte

è entrato nella mia casa.

Rendimi, ti prego la mia solitudine.

E’ un pugno di niente,

che resta.

Fermati, tempo, e rendi

al sogno la vita. E se

è sogno la vita, fammi

vivere.

La calle ingombra un canto

andaluso: suono

di mani e di chitarre.

 

Scamardistudio-lunallena a Siviglia

Scamardistudio-Luna llena Sevillana-Ottobre 2015

Iberica

Il tempo ha indugiato tra le nostre parole;

fredda la luna ha piovuto

nelle pozzanghere della calle.

Nuvole inquiete di Bretagna

Nei tuoi occhi, rapide.

Breve l’eternità

ha sostato immobile;

le nostre mani hanno riempito il silenzio

delle parole.

Afona pace nel

candore algido.

 


Alda Merini

Ma, alla fine del viaggio,  volo su Il mio passato , di  Alda Merini, con la bellissima Waterfall  di Enya, per  atterrare sul mio presente.

Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che è passato
è come se non ci fosse mai stato.
Il passato è un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato è solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho già visto
non conta più niente.
Il passato ed il futuro
non sono realtà ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacché non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.

  


John Keats

 

Oggi, 28 Settembre 2012, sull’onda  di  Sweet Tooth di McEwan, aggiungo alla lista “Autunnale” John Keats e la sua Ode to Autumn. La recita in modo coinvolgente Ben Whishaw, interprete tormentato del film  Enduring Love, tratto dal romanzo, indovinate di chi? Ian McEwan…

 
 
 
 


 C.E.Gadda

 

22 Settembre 2013. Riscopro  Gadda e la sua Autunno, inserita in Appendice a La Cognizione del Dolore.   Ascoltiamola recitata dall’autore. (leggi qui la mia recensione del romanzo). 

S.Scamardi-Il Pescatore nell’oro del Guadalquivir
S.Scamardi-Il Pescatore nell’oro del Guadalquivir

S.Dandini-DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE…La coltivazione della vita

 

dai diamanti non nasce niente

 

Quante volte ho letto di giardini e di giardinieri nei romanzi studiati e amati …Eppure Serena mi fa scoprire un punto di vista diverso, interno alla storia delle piante, e semplice. Una semplicità ricca che non è mai banalità, neanche quando introduce squarci di vita e osservazioni che fanno parte della quotidianità.

E fa risvegliare acuto il desiderio del viaggio… Di fatto, molti dei suoi sono viaggi veri, vissuti in prima persona, molti altri sono viaggi virtuali, sui libri, nei siti in cui ha scoperto le meraviglie di questa o quella pianta. Peccati veniali i suoi piccoli “furti” di rametti da portare con religione a casa, da qualunque luogo, e piantare in giardino o in terrazza, spiando continuamente l’esito del “trasloco”. Attecchisce? Cresce? Non cresce? Muore?

Molto interessante tutto il discorso del Terzo Paesaggio…

E mi piacciono i riferimenti letterari. Molti mi appartengono, da Vita Sackville West a Virginia Woolf nella “stanza tutta per sé” in fondo al giardino, con il bellissimo  incipit di Mrs Dalloway sui fiori da acquistare per la sua festa di  compleanno.

E ci sono tanti poeti, pittori e storie di colori.(Il volume stesso è felicemente colorato!) Torna l’IKB (International Klein Blue) di Klein già incontrato ne L’Apprendista Fiammingo di Kastner;

Affiora dalla mia memoria il Northumberland con tutto il suo mondo antico da scoprire, profumato e colorato di Daffodils ed  erica delle Moors. Eppure troviamo lì, l’inquietante  Alnwick Garden, popolato  di… piante velenose, setting   ideale delle storie di Harry Potter

Serena descrive il tripudio delle piante messicane e scopre, stupita, il festoso culto dei morti messicano e i “teschietti dolci”per colazione. L’episodio mi fa tornare con la mente in Sicilia, a Messina, per riviviere il mio stupore quando nei caldi-quasi-estivi giorni di Novembre dedicati ai morti sento per la prima volta  parlare di morticini per la bambina. Mi preoccupo e dico: “ma cosa è questa roba?” I morti sono con noi, vigilano su di noi e ci portano dei doni  nel giorno della loro festa. E appaiono biscotti a forma di ossa, del loro stesso pallido colore e duri come la pietra, da far trovare ai bambini la mattina del 2 Novembre sotto al letto, in un vassoietto arricchito dalla colorata frutta di martorana, come se fosse la Befana. Doni per ridere, gioire ed esorcizzare la paura della morte!

Le rotonde, che incubo! Come una specie d’infestante che galoppa e galoppa. Non è l’erbaccia che, tuttavia, Serena ama e che in fondo contribuisce a creare un senso di natura primitiva e selvaggia, è invece un’infestante di cemento, poster pubblicitario per vivai!

Tutto bello, tutto sempre fresco, ma quando una mamma con carrozzina e bebè deve attraversare si perde e non sa cosa fare. Si appiccica al bordo del fiore di cemento, spaurita finché qualche anima pia la lascia passare…Freno e penso a Serena! Una delle cose che mi ha sempre  colpito nelle rotonde  cittadine è proprio l’assenza di un punto di attraversamento sicuro.

Parlo con le piante (ma siamo in tante!) E mia madre, come quella di Serena, di mattina toglieva le foglioline secche ai suoi gerani, dava loro da bere (solo un po’) e la giornata iniziava bene.

Le lumache! Come liberarsene? Farle divertire, anche loro, con una bella ubriacatura di birra lasciata lì, con noncuranza. A loro piace, ma non sanno che è la sbornia della vita…o della morte (loro!)

Piante, piante, piante, tante da far invidia, da pensare “come è squallido il mio giardino!” Anche se cerco di curare al meglio  quelle piccole preziose creature che ho messo a dimora lì…

Storie di piante (Quanti indirizzi importanti ho scoperto!), di film, di romanzi, di canzoni, quadri e poesie, insomma storie di vita di personaggi più o meno famosi,  catturano il lettore e gli permettono di “ascoltar leggendo” le parole di Serena, che ci sembra di  vedere  saltellare, instabile sui suoi  trampoli fantasiosi, da una parte all’altra dello studio di Parla con me, prodiga di gioiosi doni culturali.

Bellissime ed evocative le immagini e i rimandi iconografici in genere.

Apertura (titolo) e chiusura (mappe) con Fabrizio De Andrè danno il tocco magico al libro.

Belle e utili le pagine dei commenti  specialmente per chi come me non può fare a meno di  scriverli sul libro stesso.

 Unico neo, la pesantezza del “tomo”! Perché questo tipo di carta?

 

N. Hornby-HIGH FIDELITY e la “venerazione dei vinili” di Cat Stevens, Beatles, Rolling Stones e compagnia bella!

 

High Fidelity_Hornby

Following Rob in his up-and-down waves made me feel, nervous, sometimes anxious, actually dizzy.

The  question I over-repeated to myself was:

“How can a woman keep on living , or desiring to live, with such “a disaster”?

And yet there’s some hope for everybody in this world! Around the corner a Laura may be waiting for you (hopefully).

And that’s “the what”.

“The how” is obviuosly Hornby’s style, which is, as always, extremely effective and involving, though sometimes bitterly funny.

Enjoyable reading, in any case!

“Rob keeps the company of his fellow workers in the record shop and is consumed by his top-five lists of songs, albums, and movies for every situation. His girlfriend has just left him, and he tries a fling with a recording artist. But after seeing his old girlfriend, he mulls over his memories of her and rethinks their breakup, wanting to win her back.” Jessica Marler

 

Aggiornamenti 2017

Oggi su Robinson (la Repubblica) trovate una gradevole intervista di Antonello Guerrera a Nick Hornby sui suoi gusti musicali e le famose liste di Alta Fedeltà, su come l’amore per la musica sia sempre presente nei suoi romanzi e sul film di Molaioli  Slam. Tutto per una ragazza tratto dal suo romanzo Slam e in uscita a Marzo.

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