• Mondo Fuori

  • Alla Fiera delle Parole One Book One City Padova legge il romanzo della Atwood. Diritti delle Donne. Una lotta continua…

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    Per il ritiro del DDL Pillon e la riaffermazione della libertà di scelta degli "Italiani", uomini e donne liberi. Margaret Atwood-Il Racconto dell'Ancella: " In un’America reduce da una catastrofe ecologica, che ha falciato gran parte della popolazione e messo in forse la stessa sopravvivenza della specie, un gruppo di fanatici religiosi ha fondato uno stato totalitario, Galaad, riducendo in completa schiavitù le donne. I rapporti umani, sociali, culturali sono stati aboliti: unico supremo fine è la procreazione. Attraverso il diario segreto della giovane “ancella” Difred, si delinea l’inquietante profilo di un mondo futuro ma non troppo, già presente in embrione nella società degli anni Ottanta...apri il link all'immagine per continuare

  • Giornata Mondiale del Migrante 2019- Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra. Ancora morti, tanti. Troppi!

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • 19 Luglio -Luci che non si spengono

  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • 2 Giugno 2019-Festa della Repubblica Italiana

  • Amo l’Europa e il 26 Maggio VOTO.

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • 25 Aprile 2019- Festa della Liberazione dal nazifascismo

    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

    “Despite everything, life is full of beauty and meaning.” ― Etti Hillesum, Lettres De Westerbork

  • 8 Marzo 2018-Donne insieme con determinazione e speranza

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 20 Novembre2017- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

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O. Fallaci – PENELOPE ALLA GUERRA-“Ogni cosa è fatta di tre punti di vista: il mio, il tuo e la verità.” I pericoli di un triangolo amoroso.

“Grazie Oriana, grazie per avermi riportato a New York, attraverso il tuo magnifico discorso, sulle ali del ricordo di un momento speciale della mia vita, ”

 

Fallaci-Penelope

Dal gruppo di lettura prendo in prestito Penelope alla guerra, primo romanzo di  Oriana Fallaci. Lo leggo avidamente e ogni pagina mi riserva una stilla di piacere, di ricordi, di nostalgia, forse. Faccio una fatica enorme a non sottolineare, piegare, impadronirmi anche fisicamente di queste pagine. Purtroppo il libro non è mio, e dunque devo trattenermi, ma il fido taccuino, accanto a me, si lascia scribacchiare sopra tutte le note che voglio.

Bando alle divagazioni e torniamo alla storia di Giò, protagonista della storia, apprezzata sceneggiatrice e destinata ad un sicuro  successo, anche oltre i confini nazionali. Il suo capo la manda a New York in cerca di un soggetto “cinematografico” che, sotto la sua penna, possa diventare  un gran film.

La trasferta newyorkese, segnerà un momento cruciale nelle sue scelte professionali e di vita. New York è la sua città ideale, dove ha sempre sognato di vivere. È la città di Richard, il suo primo amore di pre-adolescente. Il    giovanissimo  soldato americano   dalla   testa    rossa,   accolto in famiglia durante la guerra per sfuggire ai Tedeschi, le  era rimasto nel cuore.

“È morto”, le disse suo padre. Dei due Americani era morto il più giovane e lei penso “è Richard”. Al dolore atroce per la perdita si era sostituito nel tempo il suo ricordo, diventato   parte del suo cuore.

In  America Giovanna, diventa Giò, perché nel mondo del cinema funziona meglio e poi si confonde quasi con un nome maschile, un qualunque John americano che, peraltro, crea  quella giusta ambiguità letteraria e sociale, utile allo sviluppo della storia.

“Ogni volta che passava davanti allo specchio non riusciva a vincere la tentazione di guardare ciò che al mondo le interessasse di più: sé stessa. E ogni volta restava un poco delusa: quasi che la ragazza di fronte fosse un’altra persona. Si sentiva un corpo robusto, ad esempio: e invece il corpo dentro lo specchio era fragile, efebico. Si sentiva un volto eccezionale, bocca dura, naso forte, occhi fermi: e invece il volto dentro lo specchio era un volto qualsiasi, la bocca tenera, il naso piccolo, gli occhi a volte così spaventati. E non si piaceva.” p.7

Giò va incontro al  suo destino

Prima di partire Giò  saluta Francesco l’innamorato Italiano, cercando di placare le sue ansie:

“Sembra che tu abbia un appuntamento laggiù. Peggio mi sembri un Ulisse che va a espugnare le mura di Troia. Ma non sei Ulisse, sei Penelope. Lo vuoi capire, sì o no? Dovresti tesser la tela, non andare alla guerra. Lo vuoi capire, sì o no, che la donna non è un uomo?” P.13

A Gomez, il contatto americano, Giò piace molto.    Immediatamente legge in lei una donna di carattere, brava, seducente,  insomma    la  persona giusta per la cittadinanza Americana, e Newyorkese in particolare. Le offre un ottimo stipendio per mollare l’Italia, il suo amico produttore e tutto il resto. Giò si prende un po’ di tempo per decidere, lusingata e confusa allo stesso tempo. Ma non intimidita, anzi, detta subito le sue condizioni in caso accetti.

 America e  Dio denaro

“Le piace il denaro?”

“sì”

“Molto bene. A questa domanda, lei risponda sempre di sì. Qui conta solo il denaro, mia cara. Il denaro è il nostro dio, la nostra fede, la nostra suprema religione. Osservi le banche, in America: alte, solenni. Non sembrano cattedrali? Sono le nostre cattedrali. Osservi gli impiegati di Wall Street: neri, composti. Non sembrano preti? Sono i nostri preti. Osservi come tutti pronunciano la parola dollaro: con rispetto devoto…” p.31

Tempo di amici

E tempo di contattare Martine: la bellissima, la mangiauomini, quella che tutti preferivano tra le due amiche. Giò accetta a malincuore il suo invito a cena con Bill, il suo compagno, e un amico di lui. È ancora turbata dall’episodio al party che Gomez ha organizzato per introdurla nella “società che conta”. Le era sembrato di vedere Richard, o era un uomo che gli somigliava? Nel suo abitino tutto d’oro Giò ne era rimasta profondamente turbata. È possibile che sia Richard? È morto tanto tempo fa.

Inizia la cena e, l’inaspettato, l’imponderabile accade. Il “suo “Richard è lì, davanti a lei,   l’amore della sua vita! Il suo sogno divenuto realtà! Le sembra di toccare il cielo con un dito. Lui non ricorda, ma con l’aiuto di Giò, recupera quel passato ormai  rimosso. Scatta di nuovo la magia tra i due.

Richard è una guida perfetta, porta Giò nei posti più caratteristici di New York e le svela l’anima segreta della sua città:

“La New York che tu conosci ”diceva” non è quella vera. È quella di Bill: fatta di cemento, fiocchi d’avena ed orgoglio. Io ti mostrerò la vera New York che è spiritosa, elegante, internazionale come nessuna metropoli. Dimmi: dove trovi in Europa la vecchia Ungheria, la vecchia Russia, la vecchia Francia, la vecchia Italia? In Europa tentate di copiare l’America, siete quasi Americani. Ma qui trovi gli europei che emigrarono cento anni fa: e non li abbiamo sciupati. Ah Giò devi capire perché amo New York. Perché c’è il mondo intero, a New York: Londra, Parigi, Pietroburgo, Tokio, Beirut, Shangai. C’è tutto: perfino il senso di Humour….”p.105

È divertente Richard. Scherza, la fa ridere. ma c’è qualcosa in lui che la inquieta, quel suo fuggire-sfuggire, quella sua frenesia di fare sempre qualcosa per evitare di stare a contatto intimo con lei.

“I giorni, ora che Richard era nuovamente fuggito, stagnavano immobili: pesanti come l’aria di Agosto quando tutto s’acquatta in un raschiar di cicale…” p.200

Eppure Richard è l’America, è la guerra personale di Giò-Penelope, il suo viaggio di formazione verso l’età adulta, attraverso i suoi sogni di bambina. Richard è il fantasma ideale su cui Giò ha costruito il suo immaginario. Il soldato bello e forte che la porterà verso la felicità e la bellezza.

All’inizio tutto ciò accade veramente. A quell’uomo/sogno Giò concede la sua verginità, la sua prima volta, le sue speranze, le sue aspettative. Ci crede e investe tutto  nel suo sogno, ostinatamente. Resiste alle fughe e alle bizze di Richard. È il suo sogno fatto realtà e non ci rinuncerà mai, checchè ne dicano Martine, Bill e Florence, mamma super assillante di Richard.

Ma è pur vero  che l’idea che ci facciamo di una persona deve inevitabilmente fare i conti con la realtà. La verità può essere feroce e straziante e, prima o poi, tutti ci inciampiamo. Anche a Giò. infatti  l’uragano arriva impietoso, devastante e illuminante.

Il racconto dell’uragano è tra le pagine più belle del libro. Scritto in uno stile incalzante e commovente permette a Richard di ricomporre l’immagine di una vita tormentata,  dove  l’ uragano diventa metafora dello stravolgimento psicologico vissuto. ppgg  147-152

Martine

La bellissima non è solo una bambola vanesia, il cui unico interesse è spendere i soldi dell’assegno divorzile,  anche lei  ha le  sue  belle cicatrici, ben nascoste, ma incise profondamente sul suo cuore:

ritaglio Martine-Fallaci

Bill, l’altro vertice di un triangolo impossibile, turba Giò  con i suoi modi  provocatori, ma alla fine  si riscatta con una lettera molto intensa e narrativamente molto bella, che invia a Giò dopo il suo rientro in Italia (p.130) Quasi un monito da seguire. Priva di ogni moralismo, ma dominata dalle lacerazioni profonde di una persona che ha tanto vissuto e tanto sbagliato.

Anche il “sogno differito” di Giò assume, di conseguenza, una nuova forma che spinge verso una nuova decisione.

“Io sono più brava di un uomo e le Penelopi non esistono più. Io faccio la guerra e seguo una legge da uomini 😮 me o te. O me o te. O me…” p.241

Assaggi

Un itinerario Newyorkese, come lo sento mio!-Al MOMA “Il museo era una faccenda noiosa, come tutti i musei. L’unica cosa che la colpì fu un cubo compresso di ferro, detto The Yellow Buick. Aveva le dimensioni di una grossa scatolae, spiegò Richard,un tempo era stato davvero una Buick gialla, poi qualcuno lo aveva compresso a quel modo perché in America si comprime tutto: i sentimenti, il coraggio, e la paura.” P.130

Le cascate del Niagara! – lato USA e lato Canada, qual è il più bello?-Era un grattacielo d’acqua che da uno spigolo tondo, lassù, precipitava abbandonandosi tutto nel vuoto. Liscio, prima,più di una vetrata, mosso dopo più di un mare in tempesta, si sfaceva sullo sfondo in un gorgo di schiuma: inesorabile come il pensiero stesso di Dio o dell’America in cui essa credeva. ..”p.142

Maledetta aria condizionata! Come la spengo? Aiuto!- “Dio che freddo! Strano: non era ancora settembre, come poteva far freddo?,pensò. Poi , cautamente, tolse il braccio da sotto il lenzuolo, accese la luce,tentò di capire se si trattasse di freddo o di febbre. Un ronzio cattivo le disse che si trattava di aria condizionata: la camerirera le aveva alzato il volume. Ancor più cautamente si levò, ercò l’interruttore per chiuderla.Non le riuscì di trovarlo…”p.47

Paura e pregiudizio-Anche il linguaggio di Oriana può essere sgradevole– “l’ultimo errore si chiamava Palladium, una pista da ballo pei negri. I negri sedevano sul pavimento e segnavano il tempo con le palme rosa. Il tempo era quello che dava un tamburo e il tamburo era enorme, anche il negro che lo suonava era enorme. Aveva enormi piedi ed enormi polpacci, enorme stomaco ed enormi dita con le quali rubava al tamburo un ritmo ossessivo e crudele che i negri chiamavano twist. Più che rubarlo, però, lo inventava, con la pesante superbia di un popolo sano, e presto non gli bastarono più le dita per inventarlo: così cominciò a battere i gomiti, presto non gli bastarono più i gomiti per inventarlo, così cominciò a batter la testa, più forte, sempre più forte, finché molti negri si alzarono e agitando i fianchi, le spalle, le braccia, si gettarono a ballar sulla pista ormai sussultante di inguini, volti contratti, sudore, ed uno gridò: “Come , young lady! Come!”, , cento, duecento, trecento, tutti neri ed enormi intorno a lei così piccola e bianca e segnavano il tempo ridevano con enormi occhi ed enormi denti, si spostavano a crearle un passaggio: l’eccitazione aumentò…”57

 

 

 

 

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