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  • 3 Ottobre 2013-3 Ottobre 2020 Ricordare, accogliere, progettare il futuro

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    Il 3 ottobre è diventato giornata della memoria e dell'accoglienza, una data in cui si ricordano le vittime del naufragio di Lampedusa e tutti i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di arrivare in Italia, la porta dell'Europa.

  • Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2020- Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra. Ancora morti, tanti. Troppi!

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • 23 Maggio-19 Luglio -Luci che non si spengono…

  • 10 Maggio 2020-Festa della Mamma

    dalla vita di una grande mamma...

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    Ossimori festosi: ferita, disorientata, fragile, eppure resiliente, meravigliosa e forte. La nostra Repubblica.

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    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

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    Guerre, Epidemie, Vite umane falcidiate... Per nostra fortuna c'è Emercency.

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  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 25 Novembre-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    RISPETTO E PREVENZIONE

  • BREXIT- L’ora è scoccata

    Sentimenti contrastanti accompagnano questo momento. Il mio cuore è lì, Oltremanica. E sento come uno strappo, un'ulteriore barriera tra me e i miei affetti. Ho bisogno di tempo e di freddezza per rielaborare il significato di questo evento .

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

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Ricordo di uno scrittore molto amato-C.R. Zafón-LE LUCI DI SETTEMBRE su angeli demoniaci, isole incantate, innocenza e colpa.

zafon luci di sett

 

La trama in pillole…(in-utile sintesi dalla quarta di copertina…)  

Durante l’estate del 1937 Simone Sauvelle, rimasta all’improvviso vedova, abbandona Parigi assieme ai figli, Irene e Dorian, e si trasferisce in un piccolo paese sulla costa per sfuggire agli ingenti debiti accumulati dal marito. Trova lavoro come governante per il facoltoso fabbricante di giocattoli Lazarus Jann in una gigantesca magione chiamata Cravenmoore, dove l’uomo vive con la moglie malata. Tutto sembra andare per il meglio… Lazarus si dimostra un uomo gradevole, tratta con riguardo Simone e i figli, a cui mostra gli strani esseri meccanici che ha creato – e che sembrano avere vita propria – mentre Irene si innamora di Ismael, il cugino di Hannah, la cuoca della casa. Ma eventi macabri e strane apparizioni sconvolgono l’armonia di Cravenmoore: spetterà a Irene e Ismael lottare contro un nemico invisibile  e svelare l’oscuro segreto che avvolge la fabbrica dei giocattoli, un enigma che li trascinerà nella più emozionante delle avventure in un mondo labirintico di luci e ombre.

Un tuffo  nella storia…

 

1 mont st Michel

Mont St Michel-Maree in Normandia

Ho sempre pensato, sin dal primo momento che l’ho visto, che Mont St Michel fosse un posto magico! Originale, vero? L’impressione che mi ha lasciato, in quel breve viaggio di scoperta di qualche anno fa, l’ho ritrovata, in qualche forma, nel libro di Zafón.

Quel suo apparire e scomparire regolare, in mezzo alle acque per effetto della marea, da un senso di  morte e rinascita continua. Luogo ideale  per ambientare una storia come questa.  Massimo Carloni (Thriller Magazine)  precisa alcuni aspetti relativi al setting:  

Ambientata nel 1937 in un paesino di una Normandia un po’ fiabesca (Baia Azzurra, Baia Nera, Grotta dei Pipistrelli: uniche località riconoscibili sono, appena citate, la lontana La Rochelle, peraltro non normanna, e la più vicina Mont-Saint-Michel”

Le Luci di Settembre, dominato da  tanta passione tormentata  e altrettanti sentimenti  innocenti, esercita un fascino  notevole  sui lettori  adolescenti, ma anche su quelli adulti  e più smaliziati,  con i suoi angeli demoniaci dagli occhi di gemma, con le  storie di amore e morte, con l’isola incantata e la gita al faro che non può non evocare Virgina Woolf e la sua To the Lighthouse. Con Ombre malefiche e inquietanti…

 Il mondo magico e immaginifico dei  giocattoli diventa  il luogo dei mostri, degli incubi interiori. il Doppelganger che alberga in ciascuno di noi, regna sovrano in questo romanzo. C’è un giovane Dorian, inconsapevole bambino guidato da sentimenti innocenti, che richiama nel nome  il Dorian Gray di Oscar  Wilde, ben più tormentato  e oscuro. Innocenza e colpa, amore adolescenziale e amore maturo, estremo.

Quanta “tradizione letteraria” in questo libro!

Il fuoco  che tutto avvolge, distrugge, purifica…

Il mare, eterno  fascinoso  tema, solcato dalla barca a vela con un fantastico nocchiero, Ismael, che tutto governa, nonostante la giovane età.

Le grotte, mito millenario e gli uccelli notturni, mostri naturali.

Tutti gli ingredienti creano una miscela dal gusto gradevole. Anche in questo romanzo, come in Il profumo delle foglie di limone di Sanchez,(qui la mia recensione)  

“Nulla è come sembra”

Lo pensa Julian, lo dice Lazarus con voce dolce e misteriosa.

Riappare anche Parigi, città natale del bambino  che ha sofferto nella sua infanzia, con  la rievocazione di atmosfere  alla Victor Hugo. Lazarus è  cresciuto nel quartiere oscuro di Les Gobelins!

 Libro per ragazzi affascinati da mostri di varia natura. Libro per adulti in lotta continua tra le varie anime del sé.

 Buona la tensione narrativa, specialmente nella rincorsa frenetica dei due innamorati, Irene e Dorian, da parte dell’angelo-demone  e l’attesa tragica, tra la vita e la morte, che la notte passi  e la marea si  ritiri.

Eduardo con loro direbbe

“adda passà a’ nuttata!”

2 Giugno 2020-La Repubblica Italiana in Festa controllata-Da qualche anno si festeggia al ritmo costante della crisi…

2Giugno 2013

2 Giugno 2020 Ripercorrendo  i post sulla Festa della Repubblica degli  ultimi anni  noto una costante: il concetto di crisi. Superata, da superare, incombente. Mai come quest’anno la crisi ci ha colpito duramente, nel corpo e nello spirito, individualmente e come collettività.

Il Covid19 ci ha stroncato ed ora ci obbliga a riannodare le fila e, come  tanti burattini, a rimetterci in piedi al più presto. In un modo o nell’altro. E non sento il bisogno di aggiungere parole.

Sento comunque il bisogno di continuare a festeggiare questa ricorrenza, oggi più che mai. Stiamo rischiando di  vederla ferita profondamente e dunque abbiamo bisogno  di tutte le nostre risorse per proteggerla, nutrirla, celebrarla. 

la nuvola Italia


2 Giugno 2018– A distanza di cinque anni dalla prima stesura del post, il “verso” è cambiato? Eccome!

In meglio, in peggio, sono tra quelle Italiane molto confuse da ciò che sta accadendo in questi anni. Di una cosa sono certa però: non abbassare mai la guardia rispetto ai valori Costituenti, al senso di dignità che come persone dobbiamo continuare a coltivare e preservare. Ho comunque una speranza: l’energia dei giovani ci spingerà verso un futuro migliore; la saggezza dei meno giovani li sosterrà nel percorso accidentato. troppo ottimista? Voglio esserlo.

Un auspicio per la nuova legislatura? che l’opposizione  faccia il suo dovere. Che i governanti riflettano bene prima di assumere provvedimenti sbagliati se non pericolosi. Non aggiungo altro.

nasce la Repubblica Italiana

 

 


2 Giugno 2016A distanza di 3 anni dalla prima stesura del post, il “verso” è cambiato?

Comunque, per un verso o per l’altro…

Auguri Italia!

Ne hai tanto bisogno! ne abbiamo tanto bisogno noi Italiani, un po’ confusi, un po’ orgogliosi, un po’ distratti un po’, un pò, un pò…

Ma soprattutto tanti auguri a te Patty, che sei venuta al mondo in una giornata così speciale,  qualche anno fa, lottando sin dall’inizio, con ferocia,  per farti spazio in questa realtà così  complicata. Auguri  a te che hai  una forza speciale, che hai attraversato  il paese in lungo e largo  ed ora esplori e lotti  in questa Europa  complicata e fragile. Auguri!

  


2 Giugno 2014. A distanza di un anno  il “verso” è cambiato? Bah!


2 Giugno 2013, la “nostra” Festa della Repubblica cade, anche quest’anno in un momento molto difficile per gli Italiani. E tuttavia,  se vogliamo   uscire da questa palude mefitica, abbiamo bisogno di sapere che c’è uno Stato affidabile alle nostre spalle e oggi, in occasione della ricorrenza, dobbiamo ricordare e festeggiare, comunque e a prescindere da tutto e da tutti.

Le parate  o rassegne o riviste o sfilate… chiamatele come vi pare, non sono risolutive, è vero, ma riuniscono in una giornata altamente simbolica, tutte le istituzioni intorno  a un progetto condiviso, nato  da principi alti, da  sofferenze indicibili e da mediazioni tormentate.

È questo progetto  che deve continuare a guidarci, a farci scegliere persone e modalità adeguate a  mantenerne in vita i principi ispiratori di Libertà e Giustizia, per il pieno raggiungimento  del benessere, materiale, spirituale e culturale  dei cittadini Italiani

D.Lessing-RACCONTI AFRICANI .”Si infranse il fido specchio, e la tela volò fuor dal verone…”

A Doris Lessing

 

Lessing Racconti africani

 

Il vecchio capo Mishlanga

“Erano anni belli quelli, in cui vagabondava nella tenuta di suo padre che, come tutte le tenute dei bianchi, era ancora in gran parte invasa dal bush, solo qua e là interrotto da piccoli appezzamenti coltivati. Fra l’uno e l’altro, soltanto alberi, l’erba alta e rada, cespugli spinosi e cactus e forre, e ancora erba e rocce e spine. A volte la bimba sostava su un masso espulso dal caldo suolo africano un numero incalcolabile di secoli prima e che il sole e il vento dopo aver attraversato lo spazio e superato infinite miglia di foreste, avevano bizzarramente inciso e corroso; ma i suoi occhi, ciechi al paesaggio che lo circondava, intravedevano in lontananza un fiume argenteo, fra rive coperte di salici, e un bianco, scintillante maniero-e la bimba cantava: “Si infranse il fido specchio, e la tela volò fuor dal verone, e fuggì via trascinata dal vento.”

the grassissinging_Lessing 001

Il  primo libro di Doris Lessing che ho letto è The Grass is Singing.  Accadeva un bel pò di tempo fa. Devo dire che poco mi è rimasto dello sviluppo della storia; molto invece, è rimasto delle emozioni provate di fronte alla vita conflittuale della protagonista, in un contesto “denso” e avvolgente, fino  a soffocare.

the waste land_Eliot

Riprenderò in mano il libro, il cui titolo poetico, preso in prestito da un verso di The Waste Land di T.S.Eliot, continua a vivere di un sublime fascino  evocativo.

“In this decayed hole among the mountains

In the faint moonlight,

Over the tumbled graves, about the chapel

There the empty chapel, only the wind’s home.”

Incipit di The Grass is Singing

MURDER MYSTERY

By Special Correspondent

Mary Turner, wife of Richard Turner, a farmer at Ngesi, was found murdered on the front verandah of their homestead yesterday morning. The houseboy, who has been arrested, has confessed to the crime. No motive has been discovered. It is thought he was in search of valuable…

 

“Doris Lessing brought the manuscript of The Grass is Singing, her classic first novel, with her when she left Southern Rhodesia and came to England in 1950. When it was first published it created an impact whose reverberations we are still feeling, and immediately established itself as a landmark in twentieth-century literature.” (Flamingo Modern Classic).

B.Russell-PERCHÉ NON SONO CRISTIANO. “Il mondo necessita di menti e di cuori aperti”

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Richiami dal Vecchio Scaffale…

Mentre leggo  Obbedienza e Libertà di Vito Mancuso, dal  vecchio scaffale  mi  arriva prepotente il richiamo del  grande saggio di  Bertrand Russell Perché non sono Cristiano. Devo assolutamente ascoltarlo…

Tanti tanti anni fa, sulla spinta di un bisogno di spiritualità ”razionale” del momento e di un profondo bisogno di giustificare a me stessa la scelta della non-cristianità (o meglio della mia non-cattolicità) e grazie al “ritrovamento” del libro ereditato da mio suocero, ho letto “Perché non sono Cristiano” di Bertrand Russell (collana La Buona Società, vol.117). Onestamente, non ricordo di aver provato emozioni forti o di aver avuto illuminazioni rivelatrici.

Allora mi parve di avere conferma di quanto io provavo e credevo. Una bella lettura, quasi un esercizio letterario, dettato anche da esigenze di lavoro. Mi sono sentita orgogliosa di averlo letto, come se avessi fatto una cosa grande!

Oggi mi viene da sorridere a quelle sensazioni così superficiali che comunque accetto e sento mie, a maggior ragione oggi, dopo aver letto con totale coinvolgimento, il libro di Vito Mancuso, Obbedienza e Libertà, che riprende i temi alti di Russell e che forse si potrebbe intitolare “Perché sono Cristiano”.

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Due testimonianze mi hanno aiutato a capire meglio il messaggio di Russell:

-l’intervista alla CBC, molto semplice nelle domande poste al grande vecchio dall’intervistatrice, eppure riassuntiva di tutta la serie di dubbi che una persona qualunque (an ordinary person) potrebbe porsi.

  

-la chiusura della Prefazione al libro

“Da parte mia, penso che è meglio fare un poco di bene piuttosto che molto male. Il mondo che io auspico dovrebbe essere libero da faziose incomprensioni, e consapevole che la felicità per tutti nasce dalla collaborazione e non dalla discordia. L’educazione dovrebbe mirare alla libertà della mente dei giovani e non al suo imprigionamento in una rigida armatura di dogmi destinati a proteggerla, nella vita, contro i pericoli dell’evidenza imparziale. Il mondo necessita di menti e di cuori aperti, non di rigidi sistemi, vecchi o nuovi che siano. B. Russell

Jovanotti-IL GRANDE BOH! e chipiùnehapiùnemetta…

Lettera al viaggiatore

 

il grande boh_2

Caro Lorenzo,

 

ti scrivo dopo aver letto Il Grande Boh!, che ho vissuto come un dono di energia e vitalità.

 

 L’unico modo possibile per recensire il tuo diario di viaggio, dopo le altezze di Fernanda Pivano, è mettere insieme, in un ritmo di parole sulla nuvola/albero, quelle che mi hanno colpito e che trovo ricche di significato.

La nuvola/albero del Grande Boh!

                  multicolorjova      

 Molto vicina allo spirito di Affascinailtuocuore è la tua riflessione sul viaggio, sui collegamenti e sulle relazioni che scattano tra ciò che si fa, si legge e si ascolta in viaggio (anche tra le righe di un buon libro!) e il mondo  di  conoscenze e di esperienze che ci portiamo  dentro:

 

 “Durante i viaggi la mente fa mille collegamenti, riceve tutti questi stimoli e allora crea le relazioni con ciò che uno  ha studiato a scuola e ha vissuto fino dai ricordi più remoti forse addirittura fino a eventuali esperienze in altre vite. Questo è l’aspetto più bello del viaggiare e anzi credo sia il senso stesso del viaggiare. Si viaggia sempre in avanti nella misura in cui si procede a ritroso dentro la propria esperienza umana. Può capitare di incontrare la tua innocenza intatta e di riconoscerla e giuro non è niente male.” p.143

 

 Del tuo libro, mi rimane l’energia che lo percorre, il profondo conflitto interiore di un giovane uomo di successo, la religiosità del suo andare e l’innocenza della sua corporeità.

 

L'Albero di JovanottiLorenzo, fai venire voglia di esplorare il nostro self e il nostro corpo, senza troppa paura di perdercisi dentro, proprio come hai fatto e continui a fare tu, attraverso mondi altri che ti aiutano a capire e ad amare sempre più e sempre meglio.

Buon viaggio dunque, dal Grande Boh! a un approdo più chiaro, dal quale ripartire,  verso nuove avventure.

 Grazie!

 Una vecchia signora “in viaggio”

p.s. Bellissima copertina. I tuoi disegni sono pura fantasia colorata! Vie di fuga verso l’avventura.

” Un libro bellissimo per giovani e anziani, per chiunque ami il mondo, la frontiera e la loro scoperta”.

leggi qui   la recensione di Fernanda Pivano 322 parole

2 Giugno 2018-La Repubblica Italiana in Festa?

2Giugno 2013

2 Giugno 2018– A distanza di cinque anni dalla prima stesura del post, il “verso” è cambiato? Eccome!

In meglio, in peggio, sono tra quelle Italiane molto confuse da ciò che sta accadendo in questi anni. Di una cosa sono certa però: non abbassare mai la guardia rispetto ai valori Costituenti, al senso di dignità che come persone dobbiamo continuare a coltivare e preservare. Ho comunque una speranza: l’energia dei giovani ci spingerà verso un futuro migliore; la saggezza dei meno giovani li sosterrà nel percorso accidentato. troppo ottimista? Voglio esserlo.

Un auspicio per la nuova legislatura? che l’opposizione  faccia il suo dovere. Che i governanti riflettano bene prima di assumere provvedimenti sbagliati se non pericolosi. Non aggiungo altro.

nasce la Repubblica Italiana

 

 


2 Giugno 2016A distanza di 3 anni dalla prima stesura del post, il “verso” è cambiato?

Comunque, per un verso o per l’altro…

 

Auguri Italia!

Ne hai tanto bisogno! ne abbiamo tanto bisogno noi Italiani, un po’ confusi, un po’ orgogliosi, un po’ distratti un po’, un pò, un pò…

Ma soprattutto tanti auguri a te Patty, che sei venuta al mondo in una giornata così speciale,  qualche anno fa, lottando sin dall’inizio, con ferocia,  per farti spazio in questa realtà così  complicata. Auguri  a te che hai  una forza speciale, che hai attraversato  il paese in lungo e largo  ed ora esplori e lotti  in questa Europa  complicata e fragile. Auguri!

 

 

la nuvola Italia


2 Giugno 2014. A distanza di un anno  il “verso” è cambiato? Bah!


2 Giugno 2013, la “nostra” Festa della Repubblica cade, anche quest’anno in un momento molto difficile per gli Italiani. E tuttavia,  se vogliamo   uscire da questa palude mefitica, abbiamo bisogno di sapere che c’è uno Stato affidabile alle nostre spalle e oggi, in occasione della ricorrenza, dobbiamo ricordare e festeggiare, comunque e a prescindere da tutto e da tutti.

Le parate  o rassegne o riviste o sfilate… chiamatele come vi pare, non sono risolutive, è vero, ma riuniscono in una giornata altamente simbolica, tutte le istituzioni intorno  a un progetto condiviso, nato  da principi alti, da  sofferenze indicibili e da mediazioni tormentate.

È questo progetto  che deve continuare a guidarci, a farci scegliere persone e modalità adeguate a  mantenerne in vita i principi ispiratori di Libertà e Giustizia, per il pieno raggiungimento  del benessere, materiale, spirituale e culturale  dei cittadini Italiani

25 Aprile 2013-Una storia contemporanea

25Aprile 2013Continua a vivere l’appello alla Libertà che la giornata di oggi si porta dietro. Dal buio dell’inconsistenza, della mancanza di visione, della superficialità e dei maneggi di bottega dei piccoli uomini di oggi, si staglia, nella sua grandezza ideale e reale, il 25 Aprile 1945.

Resistere e Resistenza sono state le  parole guida di questi ultimi anni, che hanno aiutato molti di noi ad affrontare con coraggio le meschinità e le brutture di una gestione politica tragica del nostro paese. Oggi, al di là della resistenza, occorrono coraggio e determinazione per vincere la paura che ci attanaglia e ricondurre,  finalmente, il nostro paese e i suoi cittadini sui binari di una vita civile, prospera e felice.

L’attualità della Resistenza

Ieri,  25 Aprile 1945. Oggi, 25 Aprile 2012.

Quella odierna è  per gli Italiani una data fondamentale nella loro storia recente. Ma, quali Italiani celebrano la Resistenza? Questo evento ha legami forti con il momento che stiamo vivendo? Quanti giovani e giovanissimi conoscono l’evolversi della storia “patria” dal 1922 al 1945?
Chi appartiene alla generazione di baby boomers, come me, continua a leggere nella Resistenza un messaggio universale e condiviso, al di là di schieramenti politici e di faziosità fuori luogo. Il messaggio che continuo a cogliere e che, oggi  soprattutto, assume un valore enorme è Resistere e persistere nella difesa della libertà e della dignità dell’uomo di fronte a tutte le forme di condizionamento e di degrado.

Resistere ai diktat dei Mercati, portando avanti con convinzione valori sociali e umani che possono e devono avere la meglio su bieche esigenze finanziarie.

Scelte editoriali  nell’annus horribilis

Meno male che esistono le Lettere al Direttore! Non trovo  nessuna accenno alla Resistenza ne La Stampa di oggi, sfoglio incredula  il giornale: prima, seconda, terza..!? Niente, finalmente arriva pagina 30 con le Lettere al Direttore  e il significativo Editoriale dei Lettori, dell’ infermiere in pensione di Bergamo, Cesare Sopra, che nella semplicità di un elenco, raccoglie tutti i must per chi  vuole fare del nostro paese una democazia compiuta…

Il viaggio è ancora lungo…

8 Marzo 2012 un augurio 2.0 a tutte le donne

Auguri Donne!

Quest’anno prendo  in  prestito lo spunto  offerto dalle amiche di donnedellarealtà  per fare gli auguri a tutte noi:

“Fra le iniziative per questo 8 Marzo 2012 anche il progetto inedito per una “rete delle reti femminili”. Di cosa si tratta? Di un nuovo strumento collettivo per fare rete fra donne grazie a un contenitore trasversale interattivo, orizzontale e aperto a tutte. Un progetto concepito per favorire il processo di formazione del cervello collettivo del pensiero femminile, tramite un grande portale che, su più livelli e funzioni, vuole dare nuovi strumenti di confronto, interazione e aiuto reciproco fra donne. Un portale che nasce per diventare una “rete delle reti” dunque; perché, una volta pronto, intende:continua

J. Franzen-FREEDOM. Storia e storie di una famiglia del Midwest, ancora sotto lo shock dell’11/9

Leggere FREEDOM, di Jonathan Franzen  è come guidare per lunghi giorni e notti, tra luci e ombre, sfumature, tagli di luce e battiti d’ali, attraverso l’America. Non un coast to coast, ma un soul to soul, alla ricerca della libertà.

Storia e storie di una famiglia del Midwest, Walter e Patty, Jessica e Joey Burglund. Storia di una società ancora sotto shock per l’11/9. Temi enormi nelle mani di queste piccole grandi persone: il sovrappopolamento l’ambiente, la crisi energetica, il ritorno al carbone, le guerre per il combustibile.

Il passerotto blù

E poi lui, il piccolo warbler-passerotto blu, simbolo indifeso di una specie in via di estinzione. Tra le pagine prende vita il suo battito d’ali ed il suo canto. Chi rappresenta? Walter? Patty? Lalitha? L’ingenuità dell’individuo e della società?

Il diario di Patty

Molto coerente con i bisogni dello scrittore e del lettore moderno è l’uso del diario come strumento di autoanalisi ed esplorazione di sé, ma anche come elemento rivelatore di verità, nascoste per tanti anni, tra le sue pagine. Chi lo divulga, perché? E’ Patty, inquietante ed enigmatica “desperate housewife” che lo scrive. Le altre donne, un mondo femminile complesso quello rappresentato da Franzen, sono tutte inquietanti: amiche, nuore, vicine di casa, mamme, figlie…

La Libertà

Il valore simbolico del titolo, così  minimalista, così ampio e indefinito è tuttavia  stracolmo di  significati e valori. Cosa è la libertà? Libertà di cosa? Pensare, agire? Combattere? Stare soli, abbandonarsi all’amore e ai sentimenti? Libertà di  viversi  fino in fondo la casa al lago, dove accadono eventi fondamentali nella vita dei protagonisti? Questa casa mi riporta verso  quella di Barney  (Richler), dove ha luogo l’evento tragico, catalizzatore della storia.

La parola libertà e libero tornano molte volte nel libro. O si è troppo liberi o non lo si è affatto o si è alla ricerca della libertà. Quello che emerge alla fine è che ognuno è alla ricerca di una sua libertà di… e del suo contrario, fino a vivere esperienze in cui i due opposti si incontrano e si sovrappongono. “use well your liberty”(p.195), così c’è scritto sulla pietra di fronte al college di Jessica, e Patty, in visita, ne è impressionata…

Gli anti-eroi

Un’epopea! E tuttavia i personaggi sono tutti anti-eroi, fragili, problematici, anche l’eroe buono Walter e la sua temibile “rabbia del buono compressa” e Richard, il bello e dannato che travolge ogni donna. Fragili perché ingabbiati, Tutti anelanti ad una libertà totale che ancora non riescono a definire. La libertà di decidere, massima aspirazione delle loro vite complesse.

Personaggi tragici in fondo, percorsi tutti da delusioni più o meno cocenti, ma comunque delusioni. Su tutto svetta “La maestà dei lunghi matrimoni…” inossidabili, perfetti, eppure così fragili alle fondamenta. Se ne rendono conto Patty e Walter. “The quiet majesty of long marriages…”(350)

La musica

È la musica di Richard e quella della natura attraverso  il canto degli uccellini e lo stormire delle fronde. La musica dello stile. Sentite la sonorità di questo periodo:

“She visited Georgetown for one afternoon, on a pretty blue fall Saturday, when a Minnesotan wind was tossing the turning trees, and said, yeah, OK, I can do this…”(198).

Ron Charles del Washington Post dice di Franzen:

“An extraordinary stylist. In dialogue that conveys each palpitation of the heart, every wince of the conscience… Franzen conveys his psychological acuity”

Il romanzo

Un romanzo doloroso: 597 pagine fitte fitte in Inglese, che sono strafelice di aver letto e assaporato  a ritmo lento, rispecchiandomi a tratti nelle vicende di alcuni protagonisti. I titoli delle varie sezioni attraversate in questo lungo e intenso viaggio, sintetizzano efficacemente, più che il contenuto oceanico, la filosofia di questa ricerca di Libertà:

  1. Good neighbors

  2. Mistakes were made…Autobiography of Patty Burglund…

  3. 2004

  4. Mountain top removal

  5. The nice man’s anger

  6. Enough already

  7. Bad news

  8. The fiend of Washington

  9. Mistakes were made…Conclusion..to the reader

Canterbridge

L’ultima sezione Canterbridge estates lake merita un discorso a parte. Qui l’ironia amara raggiunge quasi vette terrificanti, alla Poe. Bobby the cat con la sua precious freedom, mostro tra i mostri felini, azzanna e decapita i poveri uccellini indifesi, vittime della loro vita libera e ingenua. Bobby the cat va eliminato! Ma quello che Walter riesce a fare, terribile comunque, è lasciarlo in custodia ad un rifugio pubblico sapendo che fine potrebbe fare… Meglio delegare che macchiarsi del sangue innocente di un animale, sebbene della razza più odiata: i gatti opportunisti. Eppure lui e Bobby si assomigliano in un certo senso…

Un tappeto prezioso

Bello, intenso, ben narrato. Tra le pagine sfogliate prende vita il battito d’ali del warbler ceruleo. E canta la carta con le parole che danzano al ritmo del suo fischio. Franzen mi accompagna magistralmente verso la conclusione. Gli ultimi due capitoli sembrano le operazioni finali della tessitura di un tappeto prezioso. Gli ultimi nodi vengono fissati, le dita sono forse un po’ doloranti, il lavoro è stato molto impegnativo, ma alla fine il risultato è perfetto! Non mancano neanche questa volta calde lacrime di empatia.

Cosa ne pensano  “gli esperti”

“A masterpiece. Like all great novels Freedom does not tell just an engrossing story. It illuminates, through the steady radiance of its author profound moral intelligence, the world we thought we knew” Sam Tanenhaus, New York Times

 “A great novel about America. Rarely has the land of the free been scrutinesed with such a sharp but loving eye” Robert Douglas-Fairhurst Daily Telegraph, Books of the Year

“Without question Freedom is a book that grabs hold of you.[…]Franzen’s skills as a writer are on giddy and unapologetic display: his superb facility for writing dialogue; his willingness to be shockingly entertainingly dirty on matters of sex; and his terrific and terrifying sense of humour. I was completely absorbed” Curtis Sittenfeld, Observer

  Incontro con l’autore

“Scrittore socialista negli Stati Uniti d’America”

 Antonio Monda intervista Jonathan Franzen (La Repubblica-Settembre 2010). Ne riporto uno stralcio significativo con riferimenti letterari di pregio:

 

 

“Lo sguardo ironico e cupo, l’ambientazione del Midwest, e la scelta di raccontare una famiglia caratterizzata da personaggi fragili e depressi ripercorrono gli stessi itinerari del libro che gli ha dato la fama, ma abbondano riferimenti inediti e sorprendenti: le saghe squisitamente americane di Updike, il senso di virile spaesamento degli eroi di DeLillo, il legame inesorabile tra vicende insignificanti ed un senso dell’esistente che rimane sempre grandioso, come in Pynchon. E addirittura Guerra e Pace, citato esplicitamente, dal quale Franzen rimodella a modo suo un triangolo amoroso simile a quello tra Natasha, Pierre e il principe Andrej. Il tutto dominato da un senso doloroso dell’assurdo, che ricorda l’approccio esistenziale di David Foster Wallace, di cui Franzen è stato intimo amico e rivale…leggi qui  tutta l’intervista

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