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    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

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  • Io sto con Emercency

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  • 8 Marzo 2020-Donne insieme con determinazione e speranza

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  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

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    Sentimenti contrastanti accompagnano questo momento. Il mio cuore è lì, Oltremanica. E sento come uno strappo, un'ulteriore barriera tra me e i miei affetti. Ho bisogno di tempo e di freddezza per rielaborare il significato di questo evento .

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

  • 25 Novembre-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    RISPETTO E PREVENZIONE

  • Giornata Mondiale del Migrante 2019- Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra. Ancora morti, tanti. Troppi!

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • 19 Luglio -Luci che non si spengono

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • 2 Giugno 2019-Festa della Repubblica Italiana

  • Amo l’Europa e il 26 Maggio VOTO.

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

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  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 20 Novembre2017- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

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Quarantena COVID19 a scuola. Didattica a Distanza in campo all’IIS “P. Scalcerle” di Padova. La professoressa di Inglese condivide la sua esperienza complicata, ma necessaria.

student a distanza

Ai tempi del COVID19 le scuole di ogni ordine e grado e le università Italiane sono chiuse. Rimane tuttavia aperto il “canale” formativo a distanza per mantenere vivo il contatto  con gli studenti, e dunque portare avanti  le attività didattiche. Oggi, su Facebook leggo con interesse  il resoconto di una lezione a distanza  di un’amica-collega, la professoressa Grasso del Liceo Linguistico “P.Scalcerle” di Padova. Eccolo: 

 

Sono le otto di mattina, tra un po’ mi collego in videoconferenza con una classe, trucchiamoci dai che, cavoli, come si vedono le rughe nello schermo. A saperlo mi facevo qualche punturina!!

Apriamo il collegamento: buongiorno, buongiorno prof, buongiorno prof, come sta prof? Io bene e voi ragazzi? Tutto bene prof. Chi manca ancora? Dovremmo essere 31 siamo solo 25, dai aspettiamo ancora un attimo finché si collegano tutti ed ecco: possiamo cominciare.

Allora avete preso le key notes di cui abbiamo parlato la volta scorsa? Chi vuole cominciare? Brusio di sottofondo, gente che sfoglia libri, quaderni, sposta le sedie. Ragazzi mi sa che vi silenzio tutti altrimenti c’è troppo rumore. E nel frattempo si sente:

‹Ma a che ora si mangia? No, io ho fame, facciamo all’una!!›

Ragazzi, vi prego dite ai vostri genitori di non venire a parlarvi mentre siamo online! Cominciamo allora, chi posso far cominciare? Maledetto schermo, mica li vedi tutti assieme come in classe, solo 4,5 alla volta. Aspetta dov’è finito Guglielmo (nome di fantasia) che di solito dorme? Scorro con il mouse tutte le facce, eccolo, sbadiglia! Dai Guglielmo comincia tu.

Prof, mi ha scritto la Ele che si è scollegata! Dille di rientrare col cellulare, magari prende meglio. Eccomi prof sono tornata! Ok allora, continuiamo. E andiamo avanti così per 40 minuti, un po’ parlo io e la maggior parte del tempo loro, cercando di non farli sovrapporre.

Perché, specialmente per un’insegnante di lingua come me, questo è fare scuola; non è parlare per 40 minuti di un argomento di grammatica o letteratura, è far parlare loro, farli ragionare, discutere, porre quesiti, ipotesi, tutto ovviamente in inglese. E nel frattempo condividi testi, appunti che ti sei preparato prima della lezione, scrivi sulla whiteboard eventuali frasi o parole necessarie.

E quando manca 1 minuto alla chiusura i saluti di rito: state a casa ragazzi, take care, vi voglio bene! Anche noi, prof! Baci e abbracci virtuali e alla prossima lezione!

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Vai al sito MIUR per saperne di più su: Didattica a Distanza

 

 

Dallo scrittore Fruttero al professore artista Quaraglia: regali poetici della Rete

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Ricordate il mio post sul libro di Carlo Fruttero Mutandine di Chiffon?
In uno dei  ricordi, evocati dal  libro, ho parlato del mio professore di Arte, Mario Quaraglia e della sua influenza sulla mia formazione.

Flashback dalla mia adolescenza: scatta l’emozione. 1963, seconda media unificata di recente, in una piccola scuola del centro di Avezzano, (vicino a casa, ci andavo a piedi a scuola, sola, senza problemi di alcun tipo), un professore indimenticabile di disegno e applicazioni tecniche, Mario Quaraglia, il mito che rincontrerò alle superiori e che mi guiderà con sapienza a creare le mie reti concettuali dove Arte, Letteratura, Storia, Scienze e Filosofia si intrecceranno in un caleidoscopio di rimandi, collegamenti, scoperte. Lezione di disegno geometrico, quasi alla Escher, o Picasso o Braque, non so…rigoroso, spigoloso e flessibile allo stesso tempo.

Ci invita a lasciar libera la nostra creatività nella scelta dei colori. E lì mi saltano dagli occhi e dal cuore il giallo e il viola! Magicamente. Ed è lì che lui mi sorride compiaciuto e mi fa i complimenti per il miglior abbinamento possibile che si possa fare con il viola. Ora, Fruttero e la sua copertina di Lorenzo Mattotti aggiungono all’armonia del gialloviola il calore terreno del rosso e dell’ ocra. Nuova armonia che mi invoglia.”

geometrie in giallo e viola

Le sorprese  della rete

Indovinate cosa mi è arrivato dalla ragnatela delicata e forte della rete?
Il flusso di emozioni dei figli del Professore, Gianluigi e Gianfranca, che hanno vissuto tramite le mie parole momenti di sorpresa, emozione, orgoglio, tenerezza e affetto per loro padre e per quello che egli ha rappresentato nella loro vita e perché no, anche nella mia.

Gianluigi mi manda questi  versi di Mario, che mi fa piacere pubblicare e offrire alla vostra lettura.
La poesia, ancora una volta condensa emozioni e memorie senza tempo.

 

“Il tuo sorriso 

accendeva 

un viso infantile,

quando sfioravi memorie.

Oggi ti specchi 

e cerchi ancora memorie.”

M. Quaraglia

E questo è lui con la sua arte

 

Mario Quaraglia

Mario Quaraglia con uno dei suoi dipinti

 

27 Gennaio Scuola e Memoria-VIVERE OLTRE IL RICORDO. Al Liceo “Franchetti”di Mestre

A scuola le emozioni sono forti. Gli studenti della IV A del Liceo Statale Raimondo Franchetti di Mestre hanno fatto un lavoro molto emozionante. Il loro short Vivere oltre il ricordo  ha vinto il primo premio  dell’edizione 2012 del concorso nazionale I giovani ricordano la Shoah“.

Brava Roberta Rosada! con la tua classe hai fatto un gran bel lavoro. Mi piace l’essenzialità del messaggio, la narrazione dolce e intensa, i flashback/incubo notturno, le parole dette con gli occhi e il corpo  e i lunghi silenzi. Il binario poi, struggente nella sua in fuga geometrica verso un orizzonte, prima disperato e, alla fine,  aperto alla speranza.

Roberta, saluta il nostro Presidente Napolitano  che vi consegnerà il premio. Saluta anche per me questo grande “vecchio”!

Dal sito  dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto:

Il «Franchetti» vince la X Edizione del Concorso
“I giovani ricordano la Shoah”

la Commissione paritetica composta da rappresentanti del Miur e dell’Ucei che ha giudicato gli elaborati partecipanti alla X edizione del Concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah” (bandito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Dipartimento per l’Istruzione – Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione) ha dichiarato vincitore per Scuola secondaria di secondo grado il Liceo «Franchetti» per “Vivere oltre il ricordo”. Si tratta di un cortometraggio realizzato dagli studenti della classe IV A, con riflessioni e immagini che centrano il tema e che hanno per protagonisti gli studenti stessi. La classe vincitrice sarà premiata al Quirinale venerdì 27 gennaio dal Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano.

FARFALLE-Liliana Segre.Contro l’odio “sdoganato” basta il volo di una farfalla gialla. Per un presente consapevole e un futuro in armonia.

 

Segre

Ieri, nell’aula del Parlamento Europeo, si avvertiva il delicato e potente battito d’ali di una farfalla sacra speciale: la senatrice Liliana Segre, bellissima, elegantissima e straordinaria.

E ancora pulsa l’emozione provocata. Due eventi si sono accavallati nel calendario freddo delle sedute parlamentari:  l’uscita ufficiale del Regno Unito dall’EU e la celebrazione della Giornata della Memoria con l’intervento in aula di Liliana Segre, senatrice novantenne, sopravvissuta allo sterminio dei bambini ebrei da parte dei nazisti di Hitler.

Una profonda tristezza mi ha assalito guardando i volti dei parlamentari, ”umanizzati” (e non solo semplici figurine come spesso vengono percepiti) dalle parole chiare, delicate, incontrovertibili, pronunciate da “nonna” Liliana e dal Presidente del Parlamento UE Sassoli che, con decisione pronuncia nette parole di verità: “Nazismo [e aggiungo Fascismo] e razzismo non sono opinioni, ma reati.”

Jo Cox

Ho provato tristezza, delusione, rammarico e  rabbia nel dover constatare che l’unità di intenti, faticosamente costruita nel dopo guerra dalle nazioni Europee è andata ad infrangersi contro la testa di Farage. Si, è vero, i Britannici hanno votato, ma quante bugie li hanno sommersi durante l’odiosa campagna elettorale per il referendum Brexit!

Ho provato dolore nel sentire citare il nome di Jo Fox donna legata ai valori profondi che hanno da sempre guidato l’UE. Uccisa da un fanatico al grido di British First! Che idiozia, che spreco di risorse indispensabili per coltivare lo spirito di cittadinanza Europea ma, soprattutto umana.

L’intervento della Senatrice Segre risveglia gli animi, sollecita i nostri rappresentanti politici a darsi da fare, perché l’antisemitismo, il razzismo, il nazismo, il fascismo sono sempre lì, acquattati al buio ma pronti a venir fuori, se “sdoganati” da politici senza scrupoli, da avventurieri, da speculatori del dolore. Pronti a riemergere dal fango, fortificati da connivenze odiose, mediocri e senza futuro.

Il canto della fratellanza “Auld Lang Syne“, (Valzer delle candele) ” ha aggiunto emozione a emozione. Viene cantato nella notte di capodanno per dare addio al vecchio anno e in occasione dei congedi, delle separazioni e degli addii, per ricordare con affetto i vecchi amici e il tempo passato insieme. Commuove vedere questo  nutrito gruppo di  Parlamentari in uscita e non, darsi la mano  e cantare il  dolce canto di commiato.

bandiere europee

Ma per l’Europa come istituzione transnazionale è davvero arrivato il momento di agire, con intelligenza e umanità. l’Europa è forte, economicamente, culturalmente e tecnologicamente; è piena di bellezze mozzafiato e di intelligenze brillanti. E può far paura. Sicuramente molti potenti del mondo remano contro e noi sappiamo bene quanto efficace sia il divide et impera. Allora, restiamo uniti nei diritti e nella protezione del nostro mondo di valori e di sentimenti.

Grazie Senatrice Segre, con il suo discorso ci ha mostrato la strada. Sono sicura che  i nostri nipoti del futuro sapranno applicare i suoi suggerimenti. Noi continueremo a fare la nostra parte fino all’ultimo respiro, seguendo il suo esempio, al ritmo del suo battito d’ali, Sacra Farfalla Gialla!

 

C.Alfieri-LET IT SNOW. WINTER’S TALE. Tempo di neve, tempo di Natale nel racconto di una liceale amante della lingua Inglese.

 

Let It Snow.The Winter’s Tale

by Clare Alfieri

(3D Liceo Linguistico “P. Scalcerle” Padova- 2008)

 

let it snow

 

Oh the weather outside is frightful
But the fire is so delightful
And since we’ve no place to go
Let it snow, let it snow, let it snow

Music and words were dancing together, fluttering and swinging in the air to come to my ears in a unique, symphonic wave.  I’ve always loved listening to Christmas carols during winter, while snow’s falling on the ground, freezing and purifying everything it meets: the world turns white and the whole nature seems a joyful bride, waiting for her man to come to the altar and pronounce the fateful “yes”.

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On a cold, windy day of December I’m sitting all curled-up in my dark red sofa as always: a rosary in one hand and a book of poems laying open on my knees. I need nothing but those few things to be happy and feel safe from the Great Cold of the usual Canadian winter. Since few years I have the fortune to feel neither cold nor hot: it seems as if my nerves have stopped feeling temperature and I couldn’t be happier for that. I’ve always been sensitive to cold in my previous life, and now I can fully enjoy winter, even if snowstorms still frighten me.

 It doesn’t show signs of stopping
And I’ve brought some corn for popping
The lights are turned way down low
Let is snow, let it snow, let it snow

I don’t feel hunger nor thirst, my skin is paler than I remembered and I can’t see myself in mirrors, except when I make a memory effort and strongly believe I can see my figure in them. It scared me a little bit at first, but, eventually, I got used to it.

My entire person isn’t what people define “physical”. It is something more like a presence, a sensation, a cold wind blowing on people’s cheeks and necks, causing shivers down their spines. When I asked God to return to earth in this form I couldn’t really imagine what it would have been like: being invisible to the world, being unable to help people whenever they need it, being unable to say your own opinion in a discussion. In a word, being nothing. Phantoms’ life isn’t a simple life. You need to get used to it or hope the person you’re linked to dies and comes with you to the “upper world”.

That is the reason why I didn’t remain among clouds, angels and neverending happiness: I am still in love with my poor, old, skinny husband, and I couldn’t really leave him that way.

 

When we finally kiss goodnight,

How I’ll hate going out in the storm!

But if you really hold me tight,


All the way home I’ll be warm.

 

Oh, my dear James how long time we’ve spent together… Do you remember those days when we were young, reckless and crazy? We were really much more different than now, but always stuck together like butter to bread and always in love one with the other.

If only I could tell you what I feel… Well, actually I’ve already tried to. It took me tons of energy to make you write those few words on a piece of paper to inform you I’m still here with you. But you thought your house was haunted and then persuaded yourself of being possessed by demons. You fool! How could you not recognise me?

Ghosts don’t feel cold nor hot, nor hunger nor thirst; but I can assure you they can feel their heart breaking and their feelings being hurt.

Anyway, you eventually understood that it was me and tried to get in contact with your poor dead wife. It wasn’t simple to convince you not to commit suicide to join me, but in the end I managed to do it. If you had done it, we would have been divided for the eternity, and I really couldn’t have stood it.

 

The fire is slowly dying,

And, my dear, we’re still good-bying 

But as long as you love me so,

Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!

Let it Snow by Michael Buble

 

Now you are dragging your slippers on the dirty floor: without me you can’t even keep this hovel clean.

Like every evening, you come to poke the fire to help you’re wife’s spirit not to feel cold;

like every evening, you make sure windows are well closed, because, even if I’ve already told you I don’t feel anything, you’re still convinced I could get a cold;

like every evening, you put some books on the table in case I feel like reading;

like every evening, you put some blankets on the sofa to keep my spirit warm;

and, like every evening, you blow a kiss in the air, hoping for it to reach my cheeks.

Like every evening, I silently follow you into your bedroom, unnoticed .

Like every evening I listen to you whispering softly

“Soon, I’ll join you.”

while you are looking at my photograph and closing your eyes.

 

 

 

DONNE A SCUOLA-150 anni dell’Istituto “Pietro Scalcerle” di Padova. Una scuola in festa per celebrare la lungimiranza di un giovane Garibaldino.

logo 150

Il 29 Novembre 2019 parte il programma di celebrazione dei 150 anni dell’Istituto “Pietro Scalcerle” di Padova. È un evento importante per la comunità scolastica Padovana e per il mondo civile della nostra Italia.

Già nell’atrio si percepisce l’anima di questa scuola. Tanti docenti, che hanno vissuto in prima persona il fermento innovativo di questa realtà, si ritrovano e si rispecchiano in questo spirito. L’emozione è forte ed è alimentata da sorrisi e abbracci, che contengono la fatica e il piacere delle lunghe ore di lavoro, studio e progettualità condivisi.

L’ Auditorium, che negli anni è stato testimone accogliente della vita scolastica, si anima di una marea di gente: studenti, docenti giovani e vecchi, ex alunni, genitori, segretari, collaboratori, autorità…

festa scalcerle 2019

E si inizia con il botto: L’inno di Mameli. Ci alziamo tutti in piedi, per cogliere insieme questo attimo di sacralità indiscutibile. È bello cantare l’inno nazionale dentro una scuola, all’interno della celebrazione di un gesto che rappresenta il miglior patriottismo, e non solo perché il protagonista muore per difendere la Repubblica Romana a soli diciannove anni, ma perché è proprio questo giovane che sa cogliere il significato fondamentale dell’istruzione, e in particolare di quella delle donne.

studentesse Scalcerle

Il “marziano” Pietro Scalcerle è il protagonista di un’ intelligente pièce organizzata dal gruppo di teatro della scuola. Al centro della scena c’è lui, il coraggioso Garibaldino, il giovane dallo sguardo lungo e dal cuore forte. Ai lati alcuni tra i più importanti protagonisti della vita culturale e religiosa del nostro paese, (Dante Alighieri tra gli altri). Tutti uomini, tutti uniti nella visione unica della donna angelo del focolare.

Nonostante gli ostacoli che incontra sulla sua strada le idee di Pietro procedono, lentamente ma con determinazione, fino alla piena realizzazione. Scalcerle lascia in eredità alla città di Padova, dove compie i suoi studi, una somma ingente di denaro per fondare una scuola aperta al futuro che spalanchi finalmente le porte alle donne.

I recalcitranti finiscono con il comprendere il progetto di Scalcerle, contaminandosi con le sue idee e diventando “tutti Pietro”, con in testa lo stesso cappello, simbolo del percorso fatto. Uno spettacolo compatto, ricco di ironia, che arriva con efficacia alla testa e al cuore.

Nasce così l’Istituto Femminile Scalcerle, che nel tempo verrà definito in modi diversi, si trasformerà adattandosi ai tempi preservando sempre la mission di Pietro: sguardo al futuro e opportunità formative per le donne.

Interessante l’excursus storico fatto dai presidi che si sono avvicendati nel tempo. A turno, hanno preso idealmente per mano i presenti conducendoli, attraverso vari passaggi, verso la meravigliosa realtà odierna dell’istituto, nel segno dell’innovazione, della lungimiranza, del complicato lavoro di squadra in un mondo professionale dove l’individualismo è sempre stato un elemento caratterizzante e non facile da gestire.

Sono una testimonianza moderna ed efficace del progetto formativo targato Scalcerle i video-messaggi di due ex-studentesse, oggi affermate professioniste in settori importanti della società, in cui illustrano con entusiasmo, leggerezza e convinzione come il percorso di studi allo Scalcerle abbia fornito loro il necessario bagaglio per affrontare con successo le sfide del mondo del lavoro e della vita in generale.

Tenera e significativa è l’intervista alla signora Failla, novantenne lucida, orgogliosa e piena di meravigliosi ricordi della sua esperienza scolastica allo Scalcerle, diploma originale incluso!

Ho vissuto in questa scuola uno dei periodi più importanti della mia vita e per questo sono profondamente grata ai miei compagni di viaggio: studenti, colleghi, preside, personale non insegnante, che mi hanno permesso di arricchire il mio mondo per continuare a condividerlo, in uno scambio continuo di esperienze e conoscenze.

La serata volge al termine. Che partano i festeggiamenti. Cin cin! Viva Pietro Scalcerle e Viva la scuola che porta degnamente il suo nome!

logo scalcerle.png


Scalcerle- scuola

Per saperne di più:
Studiare una scuola per fare scuola. L’istituto Scalcerle in Padova dal 1869
P. Zamperlin, F. R. Lago, A. L. Pizzati (a cura di)

Affascinailtuocuore legge IL VOCABOLARIO, novella scritta a macchina da Gianni Rodari

Gianni Rodari

 

 

 

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