• Mondo Fuori

  • Alla Fiera delle Parole One Book One City Padova legge il romanzo della Atwood. Diritti delle Donne. Una lotta continua…

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    Per il ritiro del DDL Pillon e la riaffermazione della libertà di scelta degli "Italiani", uomini e donne liberi. Margaret Atwood-Il Racconto dell'Ancella: " In un’America reduce da una catastrofe ecologica, che ha falciato gran parte della popolazione e messo in forse la stessa sopravvivenza della specie, un gruppo di fanatici religiosi ha fondato uno stato totalitario, Galaad, riducendo in completa schiavitù le donne. I rapporti umani, sociali, culturali sono stati aboliti: unico supremo fine è la procreazione. Attraverso il diario segreto della giovane “ancella” Difred, si delinea l’inquietante profilo di un mondo futuro ma non troppo, già presente in embrione nella società degli anni Ottanta...apri il link all'immagine per continuare

  • Giornata Mondiale del Migrante 2019- Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra. Ancora morti, tanti. Troppi!

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • 19 Luglio -Luci che non si spengono

  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • 2 Giugno 2019-Festa della Repubblica Italiana

  • Amo l’Europa e il 26 Maggio VOTO.

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • 25 Aprile 2019- Festa della Liberazione dal nazifascismo

    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

    “Despite everything, life is full of beauty and meaning.” ― Etti Hillesum, Lettres De Westerbork

  • 8 Marzo 2018-Donne insieme con determinazione e speranza

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 20 Novembre2017- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

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Gomorra 4-Finale di stagione. Un capolavoro di interpretazione e s ceneggiatura. To be continued?…

 

La quarta stagione  della serie  SKY GOMORRA  non poteva concludersi in modo migliore.

Patrizia

Resta impressa una superba Patrizia-Cristiana dell’Anna, lacerata tra i suoi doveri di boss di Secondigliano e quelli di moglie e futura mamma. Bella, altera, violenta  e indomabile. Ma capita tra le “grinfie” di uomini potenti: il giudice, il boss dei boss, il marito figlio di boss e solo apparentemente domato, altri boss piccoli e grandi. All’aeroporto surreale, tra luci e ombre suggestive, sogno di riscatto di Genny Savastano, accade l’inevitabile. La battaglia è finita. (ma non la guerra…)

 

savastano

Che dire di Genny Savastano, che figura, che bravo Salvatore Esposito ad interpretare il misto di furia, violenza, frustrazione e tenerezza di questo boss per nascita e dovere, padre premuroso di un figlio, forse predestinato anche dal suo nome, Pietro.

Anche per Genny, la serata in aeroporto  rappresenta il climax, il turning point della vicenda e della sua vita, che culmina nella nuova dimora, in una sorta di autosegregazione.

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Roberto Saviano, sceneggiatore  della serie e autore del romanzo  che l’ha ispirata,  chiede ai suoi amici su Facebook, tra questi  ci sono anche io, se  deve far danzare ancora le sue dita sul computer per scrivere la quinta stagione.  Ecco  io  qui  gli rispondo qui, e dopo  averlo coperto di  affetto e complimenti gli dico che:

In sintesi, la Polizia ha fatto i suo dovere, la magistratura anche, i boss, piccoli e grandi hanno incontrato il loro destino. Io-spettatrice  ho assistito  ad un piccolo grande capolavoro di fiction e ancora ne sento l’effetto. A me sembra che si possa finire qui… Ma posso  affermare con certezza che se ci sarà una quinta stagione di Gomorra, io  non me la perderò!

 

LA PARANZA DEI BAMBINI di Roberto Saviano-Recensione di Vladimiro Noir.Quanti riscontri con la realtà!

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Dopo la stimolante lettura in contemporanea di La paranza dei bambini di Roberto Saviano, con la promessa di scambiarci il commento di questa storia affascinante, dopo la mia recensione del romanzo, arriva quella di Vladimiro Noir, mio compagno di viaggio:

Questo libro mi è piaciuto moltissimo, lo trovo scritto con grande maestria e sicuramente perfetto come sceneggiatura di un film o di una serie televisiva. La bellezza del libro consiste nella fluidità del linguaggio di Saviano e del suo dialetto napoletano pop che, confrontato con il siciliano di Montalbano (sto leggendo proprio in queSti giorni La giostra degli scambi),  sembra molto meno “caricato” e dunque più realistico e incisivo.

Mi sento di attribuire una valutazione di 5 Stelle! Di più non potrei. Da come me lo sono “spizzicato”, parola dopo parola, fino all’ultima riga,   col rammarico che stava finendo,  deduco che mi è piaciuto proprio tanto!

L’aspetto che mi ha colpito di più riguarda la famiglia dei protagonisti. Sono figli di piccoli borghesi, non particolarmente disagiati o socialmente emarginati. Sono insegnanti, casalinghe, artigiani eppure i loro figli hanno questo desiderio feroce di fare soldi, di avere tutto subito per goderselo fino in fondo senza freni, senza tenere conto della morte, della legge. E sono poco più che bambini! E vivono senza paura del dopo, aggrediscono l’amore e il sesso come fossero molto più grandi ed esperti.

Mi è piaciuto inoltre l’uso dei soprannomi e la loro etimologia che  evidenzia tratti significativi del loro corpo e della loro personalità. Bambini che corrono sui loro motorini tra i vicoli di Napoli incuranti del pericolo che rappresentano per sé e per gli altri. Le loro folli corse sono il loro test di coraggio, di forza e di potere. Questa è una realtà di una crudezza incredibile (si pensi al bimbo nel passeggino travolto senza pietà davanti ai genitori) e Roberto non ha fatto altro che registrarla. Una realtà presente nelle cronache giornaliere, che sfortunatamente esiste.

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Mi è piaciuta la natura  cinematografica della scena finale. Della mamma di Dentino in rosso seta con la sua simbologia forte di sangue e passione e con un immediato richiamo   visivo al drammatico cappottino rosso della bimba nel film di  Spielberg La Lista di Schindler (1993)

L’atmosfera del romanzo è travolgente ed io mi sono lasciato travolgere, sentendo quasi di essere a fianco dei protagonisti, non visto, a provare le stesse emozioni intense.

R.Saviano-LA PARANZA DEI BAMBINI. Giovani destini d’arme e di morte

 

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L’inizio è stato incerto. Scene conosciute, riferimenti a Gomorra, contesto riconoscibile. Poi il racconto ha messo le ali in modo avvolgente, coinvolgente e simbolico, come le ali tatuate sulla schiena dei paranzini.

Finita la lettura, rimane l’immagine forte del Mar Rosso, spartiacque doloroso ma promettente per la paranza dei bambini, per il lettore e, perché no, per il sequel della storia, magari in una serie TV, magari in un altro libro, a seguire le orme del magnetico e inquietante Nicolas.

Di cosa parla il libro…

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Nicolas Fiorillo è un adolescente affamato, non alla Steve Jobs, ma affamato di soldi, di riscatto sociale, di avventura, di potere sulle persone, sulla società e, perché no, sulle sue paure inconfessate. Come ottenere tutto ciò ora, cioè prima di ora, nel tempo giusto dei bisogni? Creando una “paranza”.

Parte allora l’ ascesa di Nicolas nel mondo della criminalità Napoletana, da Forcella il suo quartiere, all’intero mondo fuori. Travolge tutti nella sua escalation tragica. Intorno a lui gravita un mondo di adolescenti più o meno “compromessi” con il mondo grigio/nero dei quartieri partenopei. Nicolas o’Marajà mette sul piatto anche l’amore totale e totalizzante. Ha una ragazza che adora, Letizia,  punto di riferimento irrinunciabile.

Professori e famiglia

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Nicolas proviene da una famiglia piccolo borghese, sua madre ha una lavanderia stireria e suo padre fa il professore di ginnastica. Non girano molti soldi in famiglia, ma quelli che entrano sono puliti e guadagnati onestamente. Nicolas ha anche un fratello, Christian che vede in lui il suo super eroe.

Molto pittoresca la coppia di professori che da ripetizioni speciali nel loro appartamento, zona di transito verso quello del boss agli arresti domiciliari. Fanno venire i brividi. Ci fanno sentire sul collo la vicinanza asfissiante di un mondo che non vorremmo proprio sentire così pericolosamente vicino. IL messaggio di Saviano è chiaro. Nessuno si può chiamare fuori da una trasformazione sociale e individuale che ha prodotto risultati tanto devastanti.

I professori si sa guadagnano poco e soprattutto non hanno un gran credito sociale. Molti giovani come Nicolas li considerano degli sfigati, morti di fame e non riescono ad apprezzarne le qualità morali e professionali perché a scuola non ci vanno proprio. E tuttavia Nicolas ha un professore, De Marino, che stima e al quale manda spesso segnali più o meno inconsapevoli, quasi a volergli dire:

“ehi, io sono qui, sono in grado di fare grandi cose, aiutami a incanalare la mia intelligenza in qualcosa che mi dia soddisfazione, che plachi la mia fame”.

Ma le spinte fuori sono troppo forti per competere con questi flebili segnali. Le piazze sono molto più sexy e offrono possibilità impensabili a chi se le sa prendere, trasferendo nella realtà tutti i suggerimenti dei videogiochi e dei film d’azione più amati dalla paranza dei bambini.

Destini d’arme e di morte

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La conclusione del romanzo è narrativamente perfetta nella sua ineluttabile coerenza con gli eventi raccontati. Il destino narrativo coincide con il destino umano. Le armi diventano strumento fondamentale del realizzarsi di tali destini.

 “L’arma è efficiente quando diventa un’estensione del corpo umano. Non uno strumento di difesa, ma un dito, un braccio, un cazzo, un orecchio. Le armi sono fatte per i giovani, per i bambini. È una verità che vale a qualsiasi latitudine del mondo[..] Maraja sapeva che ogni morte ha due volti. L’uccisione e la lezione. Ogni morte per metà è del morto, per metà è dei vivi…”

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Come tutta la produzione di Roberto Saviano, La paranza dei bambini è una testimonianza letteraria e sociale da  leggere per apprezzarne la raffinata scrittura e la pregnanza dei contenuti.

Dopo Gomorra e ZeroZeroZero è il momento di La paranza dei bambini. Si parte…

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Dopo Gomorra (libro e serie TV) e ZeroZeroZero, mi tuffo nel mare de La paranza dei bambini di Roberto Saviano. A presto per la recensione. Intanto date uno sguardo a quelle degli altri due.

Buona lettura a tutti noi! È l’unica boccata d’aria che possiamo prendere liberamente senza lasciarci ammorbare da questa insopportabile campagna referendaria.

 

Ecco la mia recensione del libro:

Recensioni di Dicembre – La paranza dei bambini di Roberto Saviano. Giovani destini d’arme e di morte.

Cristiana dell’Anna- Scuola di teatro a Londra, UN POSTO AL SOLE, GOMORRA: storia di un talentuoso percorso artistico

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Foto da La Stampa 2 Giugno 2016

Mi piace la serie Sky Gomorra. Ho letto il libro che l’ha ispirata (la potenza dei romanzi di Saviano è ineguagliabile) ho visto con coinvolgimento totale la prima serie ed ora mi sto godendo la seconda.

Seguo Un posto al sole dalla sua prima puntata (1996) e, nonostante i suoi alti e bassi, le ovvietà melense, l’inconsistenza stanca di alcune ministorie e personaggi al suo interno, continua ad essere uno dei miei must televisivi.

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Dopo la premessa, passo a Cristiana dell’Anna. Una sorpresa e una conferma nel suo ruolo di Patrizia in Gomorra. La sua capacità di sdoppiarsi nelle gemelle Micaela e Manuela di UPAS, un corpo e due personalità ha subito colpito gli appassionati di questa storica “soap opera” italiana. Un talento naturale in un volto bello e molto espressivo, come tutto il linguaggio che il suo corpo parla. Le sue qualità camaleontiche e di personaggio “a tutto tondo” riaffiorano in Patrizia. C’è il seme del teatro Shakespearinao in lei. Talento, intelligenza e bellezza napoletana. Ad majora Cristiana!

In un piccolo bar sul lungomare di Napoli, tra sole e penombra, Cristiana Dell’Anna, classe ’85, nuova protagonista della seconda serie di Gomorra, si racconta:

«La scuola che ho fatto a Londra non era improntata solo sul metodo; ti insegnava tutte le strade, e tu potevi scegliere». Seconda di tre figli, genitori napoletani e anima da vagabonda: «Anche se viaggio tantissimo, l’idea di un tour mi mette ansia. Per un po’, mi piacerebbe rimanere nello stesso posto». 

 Parla di Shakespeare, della squadra del Napoli e del Leicester di Claudio Ranieri. Spiega la differenza tra pronuncia inglese e americana:

«Sono innamorata di Londra. È una città che mi ha dato tanto». Patrizia, il personaggio che interpreta in Gomorra, è una ragazza forte e decisa. Sola, costretta a lavorare e a crescere i fratelli, alla fine arriva nella corte di Don Pietro Savastano, del quale diventa occhi, orecchie e voce. Per interpretarla, ha dovuto imparare di nuovo a camminare…” G.Tammaro  A Gomorra c’è anche Shakespeare. Male e bene all’ennesima potenza leggi tutto

Gomorra-la serie TV. Nessuna salvezza per nessuno

Non volevamo raccontare la camorra al mondo, ma al contrario raccontare il mondo attraverso la camorra.

 Gomorra la serie

Non è una storia “masticata” e poi risputata in faccia ai telespettatori. Non è la storia della lotta tra il bene e il male, con vincitori e vinti.

RobertoÈ la realtà del male  raccontata da chi la vive, in prima persona. Nel libro Gomorra,  Roberto Saviano-narratore descrive con tragico stupore gli eventi disgraziati e le vite di un gruppo di persone “fuori”. Vuole che il mondo sappia cosa succede in terra di camorra.

Nella serie TV la vita dei protagonisti è quella che appare: violenza pura, istintualità sfrenata, armi come protesi bollenti e soldi, tanti, dominatori insieme con la droga. Il punto di vista è nei loro occhi e nelle loro azioni,

“Quindi la visuale doveva essere unica. Nessuna salvezza per nessuno. Polizia, società civile, sono state messe in secondo piano perché così è nella testa dei personaggi che raccontiamo.”

 Un mondo a sè stante con una sua  potente struttura portante. Nessun personaggio più o meno rassicurante che assomigli a quelli di altre ben più edulcorate fiction televisive.

Eppure questa serie ti cattura e ti scuote il cervello. Non c’è l’empatia che il libro ti porta a provare per alcuni personaggi, non c’è il palpitare sconvolto del film, ma c’è un ritmo lento e inesorabile che coinvolge il telespettatore.

Personaggi magnifici, musica perfetta, luci che parlano. Sguardi protagonisti. E i bambini! I bambini che, nonostante tutto giocano, complici consapevoli dei loro padri.

Mi è piaciuto molto. Tutta la prima serie. L’ultima puntata ci ha strizzato l’occhiolino e ci ha avvisato: non vi preoccupate, torniamo presto!

I lavori di Saviano, recensiti in questo blog, mi hanno sempre lasciato qualcosa di importante, in maniera differente: dal libro Gomorra, alla sua  trasposizione in film,  a Zerozerozero, a questa indovinata serie TV che trovo affascinante nella declinazione nuova di una storia antica.

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Roberto dice la sua a proposito delle solite critiche:

 La sfida era raccontare il male dal suo interno, mantenendo credibilità, alleggerendo la narrazione senza suscitare mai empatia. Avevamo l’ambizione di tracciare una via italiana alternativa per le serie tv per non ricalcare le produzioni americane. Non volevamo raccontare la camorra al mondo, ma al contrario raccontare il mondo attraverso la camorra.[…]

Tutte le polemiche suscitate dal mio lavoro, dal nostro lavoro, me le spiego solo analizzando l’attitudine di gran parte della classe dirigente e intellettuale napoletana, che dopo il dominio della Dc e i Gava, aveva creduto di costruire un nuovo rinascimento. E invece tutto è sprofondato in un nuova degenerazione.

Questi amministratori e questi intellettuali hanno una cecità colpevole e complice, incapaci di raccontare ciò che hanno sotto gli occhi. Hanno visto male e poco, hanno scelto di sottovalutare e pensare ad altro. continua a leggere

R.Saviano-ZERO ZERO ZERO Un progetto di Geografia Antropica sulla criminalità mondiale. E arriva anche la serie TV-Sky. 2019-Al Festival del Cinema di Venezia i primi due episodi.

 

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Il lungo e intenso viaggio  che Saviano  racconta in ZeroZeroZero è la storia della condizione umana, dove il potere, il danaro, la violenza, il sesso e la politica  si mostrano in tutta la loro virulenza, stimolati e  portati in superficie dalla bianca coca. Tutte le mafie del mondo danzano all’interno del business dei businesses. E noi, che ci crediamo puliti e distanti anni luce da questo mondo, sprofondiamo, pagina dopo pagina, in un antro bianco popolato di mostri.

Il primo capitolo è bello, di quella bellezza inquietante che hanno le storie sconvolgenti  e reali,  che stenti  a credere tali:

“La coca la sta usando chi è seduto accanto a te ora in treno e l’ha presa per svegliarsi stamattina o l’autista al volante dell’autobus che ti porta a casa, perché vuole fare gli straordinari senza sentire i crampi della cervicale. Fa uso di coca chi ti è più vicino. Se non è tuo padre o tua madre, se non è tuo fratello, allora è tuo figlio. Se non è tuo figlio, è il tuo capufficio. O la sua segretaria che tira solo il sabato per divertirsi. Se non è il tuo capo, è sua moglie che lo fa per lasciarsi andare.  Se non è sua moglie è la sua amante, a cui la regala lui al posto degli orecchini e meglio dei diamanti. Se non sono loro, è il…”

mondo_000Dopo questa preoccupante presentazione di chi, intorno a noi potrebbe essere  coinvolto  nell’uso di droga, inizia il sorprendente giro del  mondo,  tra quelli che la coca la producono, la distribuiscono, ne agevolano la diffusione e ne godono i frutti in termini di  danaro, potere e controllo delle coscienze.

Tralascio la descrizione dettagliata delle singole organizzazioni criminali, perché l’impressione che rimane è quella di un amalgama indistinto putrido, fetido e repellente.

Perché l’ho fatto? E lo rifarei?

 “ Sono un mostro, com’è un mostro  chiunque si è sacrificato per qualcosa che ha creduto superiore. Ma conservo ancora rispetto. Rispetto per chi legge. Per chi strappa un tempo importante della sua vita per costruire nuova vita. Nulla è più potente della lettura…”(cap.19)

 

LIBRI E LETTORI

E continuiamo a bere queste intense  parole sul valore della lettura, sul potere di questo gesto rivoluzionario e pericoloso, che qualcuno osa definire “passivo”. Saviano, “corridore di storie, moltiplicatore di racconti”, è dentro l’abisso, inesorabilmente, con tutto se stesso e sempre più affamato di  conoscenza. Più ne sa è più ne vuole sapere e ne vuole scrivere.  Non riesce a mantenere quel sano distacco che gli impedirebbe di  diventare dipendente dalla conoscenza, dalla curiosità, da  quel pane dell’anima e del pensiero che poi  potrà spezzare con gli altri, perchè in molti si sfamino e guardino con lucidità cosa accade intorno a loro, quanta coca gira intorno a loro. E perché.

Il narratore è ormai  addicted… dipendente dalla conoscenza e dalla scrittura. Chi legge non può non riconoscere le sue dolorose considerazioni  sulle scelte fatte. Lo rifarebbe se potesse tornare indietro? No, ma questa è la risposta della ragione. La consapevolezza di essere come è lo porta invece a dire che non avrebbe potuto fare diversamente.

La puntata del 10 Maggio 2013, VITE IN POLVERE, di Le Storie Diario Italiano, di  Corrado Augias,  ospita Roberto Saviano che commenta il suo libro ZeroZeroZero  con il conduttore e con gli studenti dell’IIS “Carlo Levi”  di Marano presenti in studio,

Ma chi sono i lettori di  questo libro, ormai in vetta alle classifiche da più settimane? Giovani, vecchi? Intellettuali, Chi? La  trasmissione mi aiuta a mettere a fuoco meglio  il valore divulgativo di  questo “Non-fiction Novel” , come lo definisce Roberto. Un romanzo (certamente) che però include dati reali, nomi reali, realtà esistenti. Il modo di raccontarli è fictional, narrativo e si capisce il perché.

Mary, una delle studentesse presenti in studio,  gli chiede se non  ritenga possibile  che, leggendo il libro, si possa essere indotti a provare la cocaina.  Roberto risponde semplicemente. Ha in mentre un progetto: vuole catturare l’attenzione per dare al  lettore una chiave di lettura della complessità globale del fenomeno coca e, nello stesso tempo, offrirgli una via di fuga romanzesca.

La descrizione degli effetti immediati  e positivi (piacere, energia, senso di onnipotenza) accanto a quelli  devastanti, a medio e lungo termine che la cocaina  produce, dovrebbe anzi smorzare il desiderio di provarla.   Leggere per conoscere, parlarne  a scuola e fuori, con e tra  studenti, è dunque opportuno, anzi indispensabile.

Ma i risultati? Lentamente, molto lentamente, forse troppo lentamente, arrivano. Ma dove arrivano? E in cosa sono  evidenti, al di là di qualche roboante maxi sequestro di droga? La tragedia di questo libro  è che ci trasporta  in un mondo globalizzato dalla coca e dalle sue dinamiche, che ti avviluppano, catapultandoti in una realtà che non vorresti mai  vivere.

Stratagemmi narrativi

albumAggancio molto casuale tra il romanzo  di Coe, The Rain Before It Falls e ZeroZeroZero di Saviano. Hanno un elemento in comune: lo stratagemma tecnico dell’album fotografico  e della descrizione dei personaggi attraverso una loro  fotografia. Due mondi: uno  narrativo a pieno titolo e uno tragicamente reale. Il riferimento  nostalgico all’album fotografico  assume, nel libro di Saviano  l’anima (nera) del dossier dei ricercati negli uffici  della DEA di New York o di qualunque ufficio  delle polizie di tutto il mondo. Nello stesso tempo introduce un elemento puramente narrativo di costruzione della storia e dei suoi  climax.

Un  progetto  interdisciplinare 

ZeroZeroZero  mi fa pensare ad un complesso progetto interdisciplinare, con la cocaina come main theme che collega le discipline trattate  in un mosaico di tragica bellezza. Materia base? La  Geografia antropica,

 “Chiamata anche Geografia Umana o Antropogeografia, è la scienza dedicata all’analisi della distribuzione, della localizzazione e dell’organizzazione spaziale dei fatti umani. Tale scienza è composta da un aspetto sincronico, ovvero l’analisi degli assetti organizzativi umani presenti nel mondo in un determinato periodo, e da un aspetto diacronico, ovvero l’analisi dei processi che nel corso del tempo hanno condotto alla formazione di tali assetti. Questa branca include gli aspetti culturali, economici, sociali e politici della geografia. Privilegiando la ricerca degli elementi soggettivi nel rapporto uomo-territorio, sovente si avvale di discipline quali le scienze sociali (in particolare sociologia, economia e psicologia), o di forme comunicative come la letteratura e le espressioni artistiche, specie in ambito regionale…” ( Wikipedia)

A questa disciplina multiforme si associano perfettamente Economia e Finanza, Storia, Arte, Letteratura, Musica, Chimica,  Botanica ed altro ancora, sotto il segno della coca!

 

“mi calmo, mi devo calmare[…] Guardo il soffitto e immagino l’intero globo. Il mondo è una pasta tonda che lievita. Lievita attraverso il petrolio. Lievita attraverso il coltan. Lievita attraverso i gas. Lievita attraverso il web. Tolti questi ingredienti, rischia di afflosciarsi, decrescere. Ma c’è un ingrediente più veloce di tutti e che tutti vogliono. Ed è la coca. Un ingrediente senza il quale non potrebbe esistere nessuna pasta. Proprio come la farina. E non una farina qualsiasi. Una farina di qualità. La migliore qualità di farina: 000.”(cap.19)

Pura. ma quanto   è pura la cocaina? Quante forme di purezza  si nascondono dentro le molecole della polvere bianca?. Non è mai pura, neanche quando è la  “perlata”. È sempre sporca, sudicia, contaminata dal sangue e dalla violenza che genera e che la genera.

Ci avviamo verso la fine, dopo aver incontrato uomini, donne e vite violente e disperate che affollano le pagine di questo splendido lavoro. Ultima pagina. Chiudo il libro e mi ritrovo  occhi negli occhi con Roberto. I miei sono umidi di lacrime e smarriti, i suoi  pieni  di un universo che vogliono  continuare a guardare, con coraggio e umanità, per cambiarlo:

“Nell’Apocalisse di Giovanni si dice: «Presi quel piccolo libro dalla mano dell’angelo e lo mangiai: dolce come  miele in bocca nelle viscere mi divenne amaro». Credo che i lettori dovrebbero fare questo con le parole, per masticarle, triturarle  infine ingoiarle, perché la chimica di cui sono composte faccia effetto dentro di noi e illumini le turbolenze insopportabili della notte, tracciando la linea che distingue la felicità dal dolore”

ZeroZeroZero è il libro più bello tra le mie letture di questa prima metà del 2013. Go Roberto go, continua a scrivere e noi continueremo  a starti vicino e a dar voce a  quello che tu  scrivi   con tanta efficacia e passione, narrativa e sociale. Continua a darci parole, di miele o di fiele.

 

UK 2015–Benvenuto ZeroZeroZero, in Inglese.

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“an impassioned account of the damage done by global cocaine trade”,

secondo Misha Glenny del Financial Timequi tutto l’articolo    Spero venga tradotto in molte altre lingue, vista la pervasività della criminalità internazionale della droga e visto l’interesse anche “scientifico-pedagogico ” di questo libro.

 

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