• Mondo Fuori

  • 23 Maggio-19 Luglio -Luci che non si spengono…

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • 10 Maggio 2020-Festa della Mamma

    dalla vita di una grande mamma...

  • 2 Giugno 2020-Festa della Repubblica Italiana

    Ossimori festosi: ferita, disorientata, fragile, eppure resiliente, meravigliosa e forte. La nostra Repubblica.

  • Amo l’Europa

  • 1° Maggio 2020-Coraggio!

    R.Guttuso-Portella delle Ginestre

  • 25 Aprile 2020- Festa della Liberazione dal nazifascismo

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • Io sto con Emercency

    Guerre, Epidemie, Vite umane falcidiate... Per nostra fortuna c'è Emercency.

  • Giornata Mondiale del Migrante 2020- Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra. Ancora morti, tanti. Troppi!

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • 8 Marzo 2020-Donne insieme con determinazione e speranza

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  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 25 Novembre-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    RISPETTO E PREVENZIONE

  • BREXIT- L’ora è scoccata

    Sentimenti contrastanti accompagnano questo momento. Il mio cuore è lì, Oltremanica. E sento come uno strappo, un'ulteriore barriera tra me e i miei affetti. Ho bisogno di tempo e di freddezza per rielaborare il significato di questo evento .

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 20 Novembre2020- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

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Don Winslow è BROKEN…Una presentazione coinvolgente spalancata su un’ America ammorbata…

 

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Don Wislow presenta su TUTTOLIBRI, il suo ultimo lavoro, Broken, una serie di “novelle” sulla realtà americana contemporanea. 

Accenna alle differenze di scrittura tra  le lunghe cavalcate dei romanzi precedenti e l’essenzialità delle novelle, ma non è tanto  l’ aspetto tecnico che mi colpisce nella presentazione, quanto l’umanità che lascia trasparire. Si avverte il cuore “spezzato”  di uno scrittore che  sta soffrendo il momento, per vari motivi.

Non ho mai letto  nulla di Winslow,  ma quello che oggi  leggo su  La Stampa, mi fa desiderare di conoscerlo  più da vicino, di cominciare ad esplorare i suoi romanzi, e di affrontare con lui  la maratona della lettura, a tempo di jazz.

“Viviamo tempi difficili.

Tra la situazione politica, quella razziale e il Covid19, sembra di volare in una nuvola dalla quale non riusciamo a uscire. Ma in qualche modo io ho la sensazione che sia un tutt’uno, che, almeno qui negli USA, il virus sia la manifestazione fisica di una malattia spirituale che ha infettato il paese dal 2016. È come una vescica dovuta alla febbre.”

A.Gimenez-Bartlett-SERPENTI NEL PARADISO. L’Ispettrice Delicado arriva su Sky, con Paola Cortellesi

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“Cari amici, la nostra Petra Delicato arriva in tv!
Paola Cortellesi sarà il volto della detective di Barcellona più famosa al mondo, personaggio creato dalla penna di Alicia Giménez-Bartlett. Ironica, dura e sarcastica Petra si ritrova catapultata in prima linea a risolvere dei casi di omicidio e di violenza, assieme al viceispettore, poliziotto vecchio stampo prossimo alla pensione, ricco di saggezza umana e di grandi intuizioni.
Ecco il trailer, buona visione! ” Sellerio Editrice

 

“Quella mattina scoprii che mentre noi comuni mortali passiamo la vita a rovistare fra le miserie umane, altri si trovano comodamente insediati nella più completa felicità. In quale altro modo si poteva interpretare il quadretto che mi si parò davanti al caffè dell’ Avenida Diagonal dove mi aveva dato appuntamento Mercedes Enárquez?

Fin dal mio ingresso nel locale mi sentii inebriata da un aroma gradevolissimo: croissant appena sfornati, lieve sentore di sigarette light e un raffinato bouquet di profumi costosi. Era come entrare in un morbido letto dalle lenzuola di seta. Anche le sensazioni uditive erano puro relax: mormorii, qualche risata a bassa voce e una discreta musica d’ambiente…”C.5/142

Già dalla copertina di Serpenti in Paradiso  veniamo catapultati nell’ atmosfera frenetica di una Barcellona in fervida attesa del papa. La storia, ambientata nel quartiere Paradis, suburb alto borghese della città con belle case, ciascuna con una targa e un nome di fiore (paradisiaco davvero!), si svolge accompagnata dai preparativi per la visita del Sommo Pontefice.

Petra  è direttamente coinvolta, per garantire la sicurezza dell’ “idolo delle folle”… Stimolantee divertente  il rapporto con il cardinale Delli Martiri. Che duetti tra l’alto prelato e la miscredente Petra!

Ma il libro è un noir, dal  titolo bello e ricco di implicazioni e suggestioni. E allora dove è il delitto? dove il colpevole? quale il movente? chi investiga e come? 

L’autunno arriva inesorabile anche a Barcellona. Al ritorno dalle sue vacanze di quiete e fresco, nei laghi svedesi e nel sogno/attesa di vedere le anatre trasmigrare, l’ispettrice Petra Delicado, ancora tra le nuvole  e con negli occhi e nel cuore le tranquille lande nordiche, è chiamata a risolvere  un omicidio eccellente.

viale del tramontoUn avvocato, giovane, ricco, alto, biondo e bello, con moglie ricca e famiglia super, viene trovato morto accanto alla piscina della sua casa (il giudice suggerisce: scena da Viale del Tramonto, tra Billy Wilder e Gloria Swanson!) dove, la notte stessa del delitto, si sta svolgendo un party tra amici: tre coppie bene della capitale catalana. L’indagine comincia tra un mare di lacrime e di sconcerto. Nelle case e nelle vite dei protagonisti tutto è in  perfetto ordine, come nella pubblicità di qualche merendina famosa, eppure, dietro l’ apparenza dorata, “serpeggia” il male.

Gimenz-Bartlett non ci risparmia nulla: malati di Alzheimer; crisi coniugali; crisi esistenziali di donne in cerca della propria dimensione privata e sociale; vedove e zitelle di mezz’età allegre e ricche; immigrati più meno regolari; faide gitane e poliziotti trasandati; giudici cinefili; lotta con la solitudine, siparietti godibili con intrusioni nel privato della “gente di legge” ed altro ancora.

A ben guardare, già dalle prime battute dell’indagine è possibile cogliere dei particolari che aiutano  a svelare il mistero.
Il romanzo è un’ulteriore prova della grande capacità descrittiva di Gimenez-Bartlett e del sapiente studio della psicologia del personaggio femminile. La descrizione del mondo delle collaboratrici domestiche fa tornare alla mente Una stanza tutta per gli altri.

È piacevole anche il tono ironico di Petra verso tutto ciò che riguarda la religione e, soprattuto il clero. A tratti la scrittrice  indugia sui processi psicologici dell’ispettrice, ma nonostante ciò il romanzo ha un bel ritmo e si fa leggere con piacere. La narrazione in prima persona contribuisce all’effetto

Ricordo di uno scrittore molto amato-C.R. Zafón-LE LUCI DI SETTEMBRE su angeli demoniaci, isole incantate, innocenza e colpa.

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La trama in pillole…(in-utile sintesi dalla quarta di copertina…)  

Durante l’estate del 1937 Simone Sauvelle, rimasta all’improvviso vedova, abbandona Parigi assieme ai figli, Irene e Dorian, e si trasferisce in un piccolo paese sulla costa per sfuggire agli ingenti debiti accumulati dal marito. Trova lavoro come governante per il facoltoso fabbricante di giocattoli Lazarus Jann in una gigantesca magione chiamata Cravenmoore, dove l’uomo vive con la moglie malata. Tutto sembra andare per il meglio… Lazarus si dimostra un uomo gradevole, tratta con riguardo Simone e i figli, a cui mostra gli strani esseri meccanici che ha creato – e che sembrano avere vita propria – mentre Irene si innamora di Ismael, il cugino di Hannah, la cuoca della casa. Ma eventi macabri e strane apparizioni sconvolgono l’armonia di Cravenmoore: spetterà a Irene e Ismael lottare contro un nemico invisibile  e svelare l’oscuro segreto che avvolge la fabbrica dei giocattoli, un enigma che li trascinerà nella più emozionante delle avventure in un mondo labirintico di luci e ombre.

Un tuffo  nella storia…

 

1 mont st Michel

Mont St Michel-Maree in Normandia

Ho sempre pensato, sin dal primo momento che l’ho visto, che Mont St Michel fosse un posto magico! Originale, vero? L’impressione che mi ha lasciato, in quel breve viaggio di scoperta di qualche anno fa, l’ho ritrovata, in qualche forma, nel libro di Zafón.

Quel suo apparire e scomparire regolare, in mezzo alle acque per effetto della marea, da un senso di  morte e rinascita continua. Luogo ideale  per ambientare una storia come questa.  Massimo Carloni (Thriller Magazine)  precisa alcuni aspetti relativi al setting:  

Ambientata nel 1937 in un paesino di una Normandia un po’ fiabesca (Baia Azzurra, Baia Nera, Grotta dei Pipistrelli: uniche località riconoscibili sono, appena citate, la lontana La Rochelle, peraltro non normanna, e la più vicina Mont-Saint-Michel”

Le Luci di Settembre, dominato da  tanta passione tormentata  e altrettanti sentimenti  innocenti, esercita un fascino  notevole  sui lettori  adolescenti, ma anche su quelli adulti  e più smaliziati,  con i suoi angeli demoniaci dagli occhi di gemma, con le  storie di amore e morte, con l’isola incantata e la gita al faro che non può non evocare Virgina Woolf e la sua To the Lighthouse. Con Ombre malefiche e inquietanti…

 Il mondo magico e immaginifico dei  giocattoli diventa  il luogo dei mostri, degli incubi interiori. il Doppelganger che alberga in ciascuno di noi, regna sovrano in questo romanzo. C’è un giovane Dorian, inconsapevole bambino guidato da sentimenti innocenti, che richiama nel nome  il Dorian Gray di Oscar  Wilde, ben più tormentato  e oscuro. Innocenza e colpa, amore adolescenziale e amore maturo, estremo.

Quanta “tradizione letteraria” in questo libro!

Il fuoco  che tutto avvolge, distrugge, purifica…

Il mare, eterno  fascinoso  tema, solcato dalla barca a vela con un fantastico nocchiero, Ismael, che tutto governa, nonostante la giovane età.

Le grotte, mito millenario e gli uccelli notturni, mostri naturali.

Tutti gli ingredienti creano una miscela dal gusto gradevole. Anche in questo romanzo, come in Il profumo delle foglie di limone di Sanchez,(qui la mia recensione)  

“Nulla è come sembra”

Lo pensa Julian, lo dice Lazarus con voce dolce e misteriosa.

Riappare anche Parigi, città natale del bambino  che ha sofferto nella sua infanzia, con  la rievocazione di atmosfere  alla Victor Hugo. Lazarus è  cresciuto nel quartiere oscuro di Les Gobelins!

 Libro per ragazzi affascinati da mostri di varia natura. Libro per adulti in lotta continua tra le varie anime del sé.

 Buona la tensione narrativa, specialmente nella rincorsa frenetica dei due innamorati, Irene e Dorian, da parte dell’angelo-demone  e l’attesa tragica, tra la vita e la morte, che la notte passi  e la marea si  ritiri.

Eduardo con loro direbbe

“adda passà a’ nuttata!”

F.Lorenzoni-I BAMBINI CI GUARDANO. Tutti parliamo di scuola, pochi la conoscono bene come il Maestro Franco.

 

i bambini ci guardano Lorenzoni

 

Non c’è niente di buffo in un bambino che spiega Aristotele. Così esordisce Raimo (La Stampa) nel suo articolo-recensione del “diario” I bambini ci guardano, del Maestro Franco Lorenzoni.

Maestri

Franco Lorenzoni è uno degli spiriti guida del Movimento di Cooperazione Educativa di Messina dove, negli anni 80, con Giovanna, Lillina, Santino e tanti altri insegnanti, ci ritrovavamo per discutere, esplorare, condividere  percorsi umani e pedagogici, con il comune  obiettivo di dare al nostro lavoro una forma tale che i nostri allievi potessero esprimere tutte le loro potenzialità di esseri umani e di cittadini consapevoli e assetati di conoscenza.

Ho un ricordo bellissimo di un’esperienza MCE, che mi portò a conoscere e interagire con Danilo Dolci, a leggere una sua poesia ad alta voce, di fronte a lui, quasi stupito di questa “esibizione”. Ci aveva portato la bozza di Palpiti 1985 (di nuovo in libreria: Palpitare di nessi, Ed. Mesogea, Messina, 2012), di cui chiedeva al gruppo una lettura partecipata.

Ho ancora la mia copia, che conservo con amore, ricca di sottolineature e appunti. Gli eventi della vita, inattesi, imprevisti e sempre troppo decisi a reclamare l’attenzione, non mi permisero di conoscere personalmente Franco, ma ne respiravo la presenza nei racconti-resoconti dei miei compagni di viaggio.

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L’articolo di Raimo, ha risvegliato quelle sensazioni. Mi ha stupito e confortato leggere una recensione sull’essenza della scuola, in un momento in cui sembra che non interessi più a nessuno coltivarne l’anima. In giorni in cui si assiste a “sperimentazioni” improvvisate, stupide e pericolose come quella del maestro di Foligno, forse figlio naturale di un tempo in cui tutto sembra accettabile, percorribile, imprescindibile. Tutt’altro tipo di maestro rispetto a Franco Lorenzoni.

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Raimo riassume il contenuto e la visione di Lorenzoni e si sofferma sull’aspetto introdotto dal titolo: con i bambini si può discutere di tutto, di filosofia, di matematica, ma ad una condizione: lasciare che i bambini stessi formulino il proprio punto di vista, lo espongano liberamente.

Lorenzoni e la scuola a cui si ispira lo ha sempre fatto. Tale missione educativa riesce solo ad un maestro che ascolta, che fa leva su una grandissima capacità maieutica e sull’interpretazione del suo ruolo come guida e facilitatore di processi e schemi di apprendimento, già esistenti nella struttura cognitiva ed esperienziale dei bambini.

Parliamo di più di scuola, ma non solo di esami, di tetti che crollano, di stipendi e frustrazioni dei docenti. Parliamo di come si insegna e di come ci si prepara a farlo. E agiamo di conseguenza. Oggi  più e meglio che mai.

A. Dumas Fils-LA SIGNORA DELLE CAMELIE. Margherita, Manon, Violetta, Camille e Giuseppina. Cinque donne un solo protagonista: l’Amore.

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Margherita Gautier è figlia del suo tempo, come lo è Alexandre Dumas Fils e di una cultura maschilista e sessista dura a morire.
Aggiungiamo Giuseppe Verdi? Si, anche se diverso appare il suo atteggiamento nei confronti di Violetta-Traviata. Alcuni  esperti avanzano l’ipotesi di una forte influenza del suo rapporto extraconiugale con Giuseppina Strepponi sulla storia e sul personaggio. Scriveva Verdi a suo suocero Antonio Barezzi:  

“Io non ho nulla da nascondere. In casa mia vive una signora libera, indipendente, amante come me della vita solitaria, con una fortuna che la mette al coperto da ogni bisogno…” ( Irene Bignardi- Introduzione al romanzo di Dumas).

Il denaro è protagonista scomodo e urticante di La signora delle camelie, quasi soffocante nella sua presenza ossessiva. Tutti ne sono schiavi. Inevitabilmente, anche la vita e le scelte di Margherita sono condizionate dal bisogno di danaro, da qualunque parte esso provenga: dal duca primo contributore, da Armand l’innamorato, dal conte G. innamorato senza speranza, da amanti occasionali, dalla s-vendita dei mobili. Una “mantenuta ”, parola orribilmente ipocrita e sessista, ha una ritualità socio-economica da rispettare, per stare “sul mercato”.

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Margherita ha conosciuto molti uomini nella sua vita, ma si innamora solo di Armand Duval, giovane rampollo di una famiglia benestante e tradizionale. Laureato in legge, non esercita, insomma non lavora, ma dispone di una buona  rendita non sufficiente tuttavia a “gestire” una mantenuta dispendiosa come la Gautier.

A meno che i due giovani non decidano di stravolgere la loro vita, in nome di un amore assoluto.  Ma all’inizio della loro storia Margherita detta alcune  condizioni:

“Però vi avviso: voglio essere libera di fare tutto quello che mi parrà, senza darvi la minima spiegazione sul mio operato. Da molto tempo cerco un amante giovane, senza volontà, innamorato senza diffidenza, amato senza diritti. Non sono mai riuscita a trovarlo. Gli uomini invece di essere contenti che si conceda loro ciò che una volta non avrebbero neppure sperato, chiedono conto alla loro amante del presente, del passato e perfino dell’avvenire. Via, via che si abituano a lei, la vogliono dominare, E se si da   loro tutto quello che pretendono, diventano sempre più esigenti. Se mi deciderò a prendere un nuovo amante, voglio che abbia tre qualità, rarissime: che sia fiducioso, sottomesso  e discreto”. p.106

Le ragioni  di un buon padre di famiglia spiegate al figlio scapestrato

Ma questa “relazione non s’ha da fare”, pensa convinto Duval padre, e si mette in movimento per bloccarla immediatamente. Prima con la prepotenza poi, colta la sensibilità di Margherita, con la dolcezza di un padre che ha a cuore la felicità del figlio, e della figlia promessa sposa ad un giovane perbene, la cui famiglia minaccia di rompere il matrimonio se l’ oscena relazione con la mantenuta va avanti.

“Che abbiate un’amante, va bene, che la paghiate come un galantuomo deve pagare l’amore di una mantenuta, va ancora meglio; ma che per lei dimentichiate le cose più sacre, che permettiate che l’eco della vostra vita scandalosa attivi fino alla mia lontana provincia e getti l’ombra di una macchia sul nome onorato che vi ho dato, ecco quello che non può essere, ecco quello che non sarà.” p.188

Margherita cerca il “riconoscimento” sociale, forse l’espiazione e dunque si sacrifica. Rompe bruscamente con Armand e torna alla sua vita sciagurata che la porterà dritta dritta alla morte.

E il giovane Duval? Impazzisce dal dolore. Fugge da Parigi e dai ricordi. Quando torna il dramma è compiuto. Margherita è morta. Ora si rende necessario un ultimo gesto che lo aiuti a rielaborare il lutto. Qui entra in campo Alexandre Dumas fils.

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Dumas ha ventitré anni quando scrive il romanzo. Conosce indirettamente o direttamente il mondo di cui sta parlano e sfrutta questa sua conoscenza, trasformando in efficace stratagemma narrativo la vendita all’asta dei beni di una mantenuta morta in miseria. Anch’egli partecipa e acquista un libro ad un prezzo decisamente superiore al suo valore effettivo, trascinato da un impulso sconosciuto e incontrollabile. Si tratta di Manon Lescaut, una storia simile a quella di Margherita. Scopriremo in seguito il ruolo di questo libro nella storia.

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Dall’incontro con Armand prende forma la storia  della signora delle camelie, fiore tanto amato dalla nostra eroina. Comincia con un evento quasi gotico, nel cimitero dove è sepolta Margherita e va avanti con il diario dettagliato del loro amore disperato.

A tratti la narrazione diventa  romanzo epistolare e si impregna della  magia del gesto fisico della scrittura, della penna tra le mani, della calligrafia sempre più incerta,  man mano che la malattia si fa più grave. E la lettura si fa più coinvolgente.

Le ragioni di una lettura

Tutta colpa delle connessioni. Le adoro. Per caso ho letto e guardato  la Traviata di Giuseppe Verdi,  con la regia di  Sofia Coppola; per caso, riordinando la libreria, mi sono imbattuta nell’edizione Tascabili Economici Newton del romanzo; volutamente sono andata a cercare in rete Camille di George Cukor, con la magnifica Greta Garbo.

Inoltre, avevo di recente “incontrato” Dumas in Garibaldi. Volevo rincontrarlo, ventitreenne alle prese con una storia così peculiare. Così è scattato il bisogno di leggere La signora delle camelie.

La storia  mi ha spinto a chiedermi che tipo di lettrice io sia,  se sia giusto trasferire o ricercare in ogni libro che leggo il mio mondo di valori, i miei pregiudizi, le mie simpatie e antipatie politiche e sociali.

Questo  libro  mi ha a tratti annoiato e  infastidito, ha fatto scattare in me un click femminista fuori luogo. Ma tant’è. In ogni caso sono contenta di averlo letto e in fondo mi è piaciuto, forse proprio perché in un certo senso mi ha “disturbato”.

 


Connessioni musicali e cinematografiche

 

La Traviata di Giuseppe Verdi-Regia di Sofia Coppola-RAIPLAY

 

 

Camille 1936 George Cukor con Greta Garbo

 

 

Manon Lescaut di A.F. Prévost 1731- In versione “muto + didascalie”-Sorprendente

G.Ungaretti-VITA DI UN UOMO 1-L’ALLEGRIA. Dal vecchio scaffale scende danzando la poesia.

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Quando senti  una certa inquietudine che non riesci a decifrare, ma che ti fa vagare senza meta per casa, non c’è niente di meglio che  tuffarsi nella poesia.

La frenesia dell’ordine che la quarantena Covid19 ha generato  in noi confinati, ha portato  a qualche risultato  rigenerante e così, l’immersione nei vecchi scaffali polverosi di libri,  ha visto  riaffiorare piccole perle preziose, come l’edizione  Poeti dello Specchio di Mondadori. Risale al 1943  Vita di un Uomo 1 -L’ALLEGRIA 1914-1919  di Giuseppe Ungaretti.

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Mentre leggo e il libro  antico  sembra sfarinarsi tra le mie dita, prendo nota  di alcune poesie, ma nel farlo  mi rendo conto che é un lavoro inutile. Tutte sono legate indissolubilmente l’una all’altra, evocative, avvolgenti, potenti.

Parole che leggo ad alta voce, in solitudine, con nelle orecchie la voce del grande poeta che recita alcuni versi dell’Odissea prima di ogni puntata della serie televisiva (1968). Il suono rende in pieno il gioco studiato della composizione, come un martello che ti  colpisce dritto al cuore.

E così, nell’arco di un’ora o poco più, nutro l’anima e la mente con le parole- immagini del poeta, scolpite in quel suo  “linguaggio essenziale ad un punto estremo”…

Di questa essenzialità e della sua origine parla Ungaretti nel breve video:

 

IL PORTO SEPOLTO

Vi arriva il poeta

e poi torna alla luce con i suoi canti

e li disperde

Di questa poesia mi resta

quel nulla

d’inesauribile segreto

Mariano  19 giugno 1916

Di questa poesia a me resta la libertà di potere immaginare quello che voglio, ripescando nella profondità di esperienze vissute. E poi  rimane il fascino  di “quel nulla d’inesauribile segreto”.

 

Harper Lee-IL BUIO OLTRE LA SIEPE (To kill a mockingbird). Mettersi nei panni dell’altro, nel buio del razzismo.

 

 

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Il buio oltre la siepe di Harper Lee è un libro bellissimo. La voce narrante è quella di una  stupenda ragazzina, Jean Louise Finch-Scout, 6 anni quando la storia inizia, che  mette a fuoco un intenso periodo di scoperta del mondo e di conferma dei suoi affetti familiari: Atticus suo padre-avvocato, Jem suo fratello e complice di 10 anni e Dill, 6 anni-primo-amore e amico estivo, la cui presenza è tanto agognata all’inizio di ogni estate.

La narrazione in prima persona ci permette di entrare nella testa e nelle emozioni di una bambina fantastica, che rappresenta anche l’ infanzia di un mondo dove regna la curiosità, la filosofia del bianco e nero, di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato, dei confini netti tra i comportamenti buoni e quelli cattivi.

Ed è sicuramente sbagliato, anzi è un peccato grave, uccidere un tordo canterino:

“Mockingbirds don’t do one thing but make music for us to enjoy. They don’t eat up people’s gardens, don’t nest in corncribs, they don’t do one thing but sing their hearts out for us. That’s why it’s a sin to kill a mockingbird.”

Atticus

Memorabili sono le conversazioni tra figlia e padre sulle relazioni e i comportamenti sociali, su cosa vuol dire empatia e mettersi nei panni altrui, per cercare di capirne il punto di vista.

La storia si basa su un caso legale affidato dal giudice Taylor all’avvocato  Atticus Finch. Deve difendere Tom Robinson, giovane nero con famiglia e bambini, accusato di stupro da una ragazza, figlia di una famiglia problematica di Maycomb Alabama, profondo Sud Americano.

Inevitabilmente il caso scuote profondamente la comunità, ma rappresenta anche un’occasione di crescita della stessa.  Mayella è una ragazza di 19 anni con sulle spalle la responsabilità di crescere da sola i suoi fratelli e gestire un padre-padrone violento e alcolizzato. È una ragazza affamata di attenzione, affetto e compagnia ed è proprio questo suo bisogno che coinvolgerà Tom Robinson e scatenerà l’inferno a Maycomb Alabama. Atticus Finch imposta la difesa di Tom con un coinvolgimento tale da mettere a rischio anche  anche la sua vita e quella della sua famiglia.

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Il romanzo suscita emozioni fortissime e ci fa piombare nella realtà razzista e violenta del profondo Sud americano, dove il “diverso” è a priori colpevole. E tuttavia, intorno al caso di Tom, si fa strada anche la possibilità di costruire una società più matura, che deve imparare ad affrontare suoi demoni. I bambini sono protagonisti di questo passetto, verso la giustizia:

“was no accident. I was sittin’ there on the porch last night, waiting. I waited and waited to see you all come down the sidewalk, and as I waited I thought, Atticus Finch won’t win, he can’t win, but he’s the only man in these parts who can keep a jury out so long in a case like that. And I thought to myself, well, we’re making a step—it’s just a baby-step, but it’s a step.”

Boo Radley

Arthur-Boo Radley è un personaggio spettacolare. I ragazzi Finch vivono le loro avventure infantili per strada e vanno alla ricerca del brivido, dell’ essere misterioso di cui avere paura e su cui fantasticare. Boo incarna questa entità, fino a quando vicende drammatiche che coinvolgono i Finch e lo stesso Arthur non faranno capire meglio che tipo di persona è Boo, al di là del ruolo giocato nelle fantasie di Scout, Jem e Dill e del pregiudizo che ha sempre accompagnato l’esistenza della famiglia Radley.

“Jem gave a reasonable description of Boo: Boo was about six-and-a-half feet tall, judging from his tracks; he dined on raw squirrels and any cats he could catch, that’s why his hands were bloodstained—if you ate an animal raw, you could never wash the blood off. There was a long jagged scar that ran across his face; what teeth he had were yellow and rotten; his eyes popped, and he drooled most of the time.”

Imparare a leggere

Romanzo bellissimo anche dal punto di vista linguistico. La versione Americana permette di apprezzare lo stile di Lee: spesso asciutto e incisivo, a tratti quasi una cronaca giornalistica, a tratti molto popolare e quotidiano, spesso gergo infantile e visionario nei dialoghi dei bambini.

Il buio oltre la siepe ha una chiara funzione pedagogica, ma mai pedante. Parla molto di educazione, di famiglie più o meno acculturate, del valore della lettura e dell’alfabetizzazione di tutte le classi sociali. È fantastica la lezione di una maestra fresca di teorie, che vuole sperimentare sui suoi alunni. Rimprovera Scout che sa già leggere, ha imparato  stando sulle ginocchia di suo padre mentre legge il giornale. Tra una coccola e l’altra di imparare. Ma la maestra dice “NO. Sbagliato! bisogna riparare il danno, bisogna ripartire da zero, bisogna fare tabula rasa di tutto ciò che si sa e fare solo quello che dice la maestra”!

“Now you tell your father not to teach you any more. It’s best to begin reading with a fresh mind. You tell him I’ll take over from here and try to undo the damage—” “Ma’am?” “Your father does not know how to teach. You can have a seat now.”

Il film

Ogni volta che Atticus parla io non posso fare a meno di trovarmi davanti agli occhi e nel cuore il Gregory Peck del film di Robert Mulligan (1962). Leggendo il romanzo ho capito che del film mi era rimasta solo una dolciastra, generica positività. Alcuni aspetti sono sembrati quasi antitetici rispetto ai miei ricordi. E molto più potenti!

Il titolo

C’è poi tutto il discorso sul titolo, eh sì, il titolo italiano è abbastanza significativo, e tuttavia non si capisce bene  la connessione con il titolo originale. Per carità Il buio oltre la siepe richiama il buio della società di Maycomb, e ovviamente il buio oltre la siepe di casa Radley. Forse anche il contrasto tra la bellezza delle siepi che circondano le case “perbene” e il buio delle anime che le abitano, il contrasto tra il dentro e il fuori. Tante belle suggestioni.

E tuttavia il titolo italiano risulta alla fine meno efficace di quello originale To kill a mockingbird che fa scattare subito la pietas, la compassione per un fragile esserino che sa solo cantare imitando le armonie di tutti gli altri uccellini, inglobando nel suo canto quello di tutti gli altri, racchiudendo in sé l’armonia e la musicalità del mondo. Chi è il mockingbird in questa storia?

Harper Lee

Consiglio caldamente la lettura del romanzo di Harper Lee anche per la sua attualità. Sebbene pubblicato nel 1960 il romanzo è di una contemporaneità urticante. Al di là degli indubbi passi in avanti che la società americana ha fatto in termini di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e alle avanzate regole di convivenza sociale, il conflitto tra Americani di diversa origine etnica è sempre più feroce e in questi giorni turbolenti sta di nuovo infiammando l’ America. Ancora una volta un cittadino nero, George  Floyd, viene torturato fino alla morte da un poliziotto bianco,  mentre i suoi colleghi in uniforme stanno fermi a guardare. 

Penso che leggere le pagine di questo romanzo in cui il bianco Atticus spiega ai  suoi bambini da dove viene la loro famiglia, e dunque le loro radici, ci aiuti a capire meglio il nostro essere umani e ad imparare a metterci nei panni degli altri. E questo i bambini lo sanno già fare.

“You never really understand a person until you consider things from his point of view—” “Sir?” “—until you climb into his skin and walk around in it.””

Ed ecco a voi protagonisti…

 

Assaggi

Atticus Finch, appartenenza-“He liked Maycomb, he was Maycomb County born and bred; he knew his people, they knew him, and because of Simon Finch’s industry, Atticus was related by blood or marriage to nearly every family in the town.”

Maycomb Alabama-“Maycomb was an old town, but it was a tired old town when I first knew it. In rainy weather the streets turned to red slop; grass grew on the sidewalks, the courthouse sagged in the square. Somehow, it was hotter then: a black dog suffered on a summer’s day; bony mules hitched to Hoover carts flicked flies in the sweltering shade of the live oaks on the square. Men’s stiff collars wilted by nine in the morning. Ladies bathed before noon, after their three-o’clock naps, and by nightfall were like soft teacakes with frostings of sweat and sweet talcum. People moved slowly then. They ambled across the square, shuffled in and out of the stores around it, took their time about everything. A day was twenty-four hours long but seemed longer. There was no hurry, for there was nowhere to go, nothing to buy and no money to buy it with, nothing to see outside the boundaries of Maycomb County. But it was a time of vague optimism for some of the people: Maycomb County had recently been told that it had nothing to fear but fear itself.”

Entra in scena Dill. Il bambino che sa leggere, ha unamadre fotografa e ha visto Dracula al cinema…-“Dill was a curiosity. He wore blue linen shorts that buttoned to his shirt, his hair was snow white and stuck to his head like duck-fluff; he was a year my senior but I towered over him. As he told us the old tale his blue eyes would lighten and darken; his laugh was sudden and happy; he habitually pulled at a cowlick in the center of his forehead. When Dill reduced Dracula to dust, and Jem said the show sounded better than the book, I asked Dill where his father was: “You ain’t said anything about him.””

Being Boo- pièce teatrale per passare l’estate-“Mrs. Radley had been beautiful until she married Mr. Radley and lost all her money. She also lost most of her teeth, her hair, and her right forefinger (Dill’s contribution. Boo bit it off one night when he couldn’t find any cats and squirrels to eat.); she sat in the livingroom and cried most of the time, while Boo slowly whittled away all the furniture in the house.”

La nicchia nel tronco un anfratto magico-“the knot-hole”-“The following week the knot-hole yielded a tarnished medal. Jem showed it to Atticus, who said it was a spelling medal, that before we were born the Maycomb County schools had spelling contests and awarded medals to the winners.”

Zia Alexandra da lezioni di “ladylikeness” a Scout-“Aunt Alexandra was fanatical on the subject of my attire. I could not possibly hope to be a lady if I wore breeches; when I said I could do nothing in a dress, she said I wasn’t supposed to be doing things that required pants. Aunt Alexandra’s vision of my deportment involved playing with small stoves, tea sets, and wearing the Add-A-Pearl necklace she gave me when I was born; furthermore, I should be a ray of sunshine in my father’s lonely life. I suggested that one could be a ray of sunshine in pants just as well, but Aunty said that one had to behave like a sunbeam, that I was born good but had grown”

Amare I negri. Atticus, a nigger-lover…-““Just what I said. Grandma says it’s bad enough he lets you all run wild, but now he’s turned out a nigger-lover we’ll never be able to walk the streets of Maycomb again. He’s ruinin’ the family, that’s what he’s doin’[…]”“Scout,” said Atticus, “nigger-lover is just one of those terms that don’t mean anything—like snot-nose. It’s hard to explain—ignorant, trashy people use it when they think somebody’s favoring Negroes over and above themselves. It’s slipped into usage with some people like ourselves, when they want a common, ugly term to label somebody.””

Atticus, un padre specialissimo-“Our father didn’t do anything. He worked in an office, not in a drugstore. Atticus did not drive a dump-truck for the county, he was not the sheriff, he did not farm, work in a garage, or do anything that could possibly arouse the admiration of anyone. Besides that, he wore glasses. He was nearly blind in his left eye, and said left eyes were the tribal curse of the Finches. Whenever he wanted to see something well, he turned his head and looked from his right eye. He did not do the things our schoolmates’ fathers did: he never went hunting, he did not play poker or fish or drink or smoke. He sat in the livingroom and read. With these attributes, however, he would not remain as inconspicuous as we wished him to: that year, the school buzzed with talk about him defending Tom Robinson, none of which was complimentary.”

Jem legge un libro alla signora Dubose– Punizione o piacere?- “Something had happened to her. She lay on her back, with the quilts up to her chin. Only her head and shoulders were visible. Her head moved slowly from side to side. From time to time she would open her mouth wide, and I could see her tongue undulate faintly. Cords of saliva would collect on her lips; she would draw them in, then open her mouth again. Her mouth seemed to have a private existence of its own. It worked separate and apart from the rest of her, out and in, like a clam hole at low tide.”

In chiesa con Calpurnia. La gente che non sa leggere ripete le parole del prete, cantando-““Colored folks don’t show their ages so fast,” she said. “Maybe because they can’t read. Cal, did you teach Zeebo?” “Yeah, Mister Jem. There wasn’t a school even when he was a boy. I made him learn, though.” Zeebo was Calpurnia’s eldest son. If I had ever thought about it, I would have known that Calpurnia was of mature years—Zeebo had half-grown children—but then I had never thought about it.”

La folla, un agglomerato di “brava gente”- ““He might have hurt me a little,” Atticus conceded, “but son, you’ll understand folks a little better when you’re older. A mob’s always made up of people, no matter what. Mr. Cunningham was part of a mob last night, but he was still a man. Every mob in every little Southern town is always made up of people you know—doesn’t say much for them, does it?[…]

Scout scopre il razzismo-Mixed children-““Jem,” I asked, “what’s a mixed child?” “Half white, half colored. You’ve seen ’em, Scout. You know that red-kinky-headed one that delivers for the drugstore. He’s half white. They’re real sad.” “Sad, how come?” “They don’t belong anywhere. Colored folks won’t have ’em because they’re half white; white folks won’t have ’em ’cause they’re colored, so they’re just in-betweens, don’t belong anywhere. But Mr. Dolphus, now, they say he’s shipped two of his up north. They don’t mind ’em up north. Yonder’s one of ’em.””

Tom, l’accusato-“Tom was a black-velvet Negro, not shiny, but soft black velvet. The whites of his eyes shone in his face, and when he spoke we saw flashes of his teeth. If he had been whole, he would have been a fine specimen of a man.”

La lunga attesa del verdetto-“It was not unlike one I had last winter, and I shivered, though the night was hot. The feeling grew until the atmosphere in the courtroom was exactly the same as a cold February morning, when the mockingbirds were still, and the carpenters had stopped hammering on Miss Maudie’s new house, and every wood door in the neighborhood was shut as tight as the doors of the Radley Place. A deserted, waiting, empty street, and the courtroom was packed with people. A steaming summer night was no different from a winter morning.

Verità senza tempo-“There’s something in our world that makes men lose their heads—they couldn’t be fair if they tried. In our courts, when it’s a white man’s word against a black man’s, the white man always wins.”

Uomini o spazzatura?- “As you grow older, you’ll see white men cheat black men every day of your life, but let me tell you something and don’t you forget it—whenever a white man does that to a black man, no matter who he is, how rich he is, or how fine a family he comes from, that white man is trash.””

Lezione su attualità-“Once a week, we had a Current Events period. Each child was supposed to clip an item from a newspaper, absorb its contents, and reveal them to the class. This practice allegedly overcame a variety of evils: standing in front of his fellows encouraged good posture and gave a child poise; delivering a short talk made him word-conscious; learning his current event strengthened his memory; being singled out made him more than ever anxious to return to the Group.”

Scout interpreta il linguaggio del corpo di Boo-“was beginning to learn his body English. His hand tightened on mine and he indicated that he wanted to leave.”

I doni dei vicini-“Neighbors bring food with death and flowers with sickness and little things in between. Boo was our neighbor. He gave us two soap dolls, a broken watch and chain, a pair of good-luck pennies, and our lives. But neighbors give in return. We never put back into the tree what we took out of it: we had given him nothing, and it made me sad.”

Empatia-“Atticus was right. One time he said you never really know a man until you stand in his shoes and walk around in them. Just standing on the Radley porch was enough.”

 

 

4-IL TENACE SOLDATINO DI STAGNO-faVolando con le fiabe di Andersen-Affascinailtuocuore te le racconta.

il soldatino

Covid19 ci obbliga ad una vita profondamente diversa da quella precedente il confinamento( stiamo per uscirne, in qualche modo!), ma alcune cose fortunatamente non cambiano, come ad esempio  il piacere  dell’evasione nel modo delle favole.

E allora tiro giù  dal “vecchio scaffale” FIABE di Hans Christian Andersen nell’edizione I Millenni (Giulio Einaudi Editore 1954). È un libro vissuto, solido  e leggero  nello stesso tempo. Vi sono racchiusi i  sogni e le fantasie di tanti bambini che nel mondo hanno letto le fantastiche favole dello scrittore Danese.

FaVoliamo” insieme ascoltando IL TENACE SOLDATINO DI STAGNO. Una storia d’amore e d’avventura del valoroso soldatino-senza-gamba, in balia di monelli birichini, onde perigliose, pesci enormi e topi malati di potere. Ma l’amore per l’ elegante ballerina, lo ripagherà di ogni disagio provato.

 

FIABE è un vero gioiello dell’editoria Italiana. Le favole più conosciute sono infatti arricchite dalle illustrazioni di bambini del mondo (Nota). Ne ho selezionate alcune, non sono bellissime?

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10 Maggio 2020 per Silvia Romano e la sua mamma. MAMME E FIGLIE. Emozioni in musica, immagini e versi.

 

bentornata Silvia

Bentornata a casa, Silvia. Riaverti qui ci apre il cuore alla speranza e alla bellezza. In bocca al lupo per la tua “ripartenza” e quella della tua mamma.

 

Ogni volta che ascolto  la canzone di Carmen Consoli In Bianco e Nero non riesco a trattenere un’ondata di emozione e di amore assoluto,  che si trasforma in calde lacrime di nostalgia per una “raggiante Sicilia”.   Il suo  rapporto con la madre, trasmessa in immagini  struggenti  ed intense, in un bianco e nero  pieno di colore, mi riporta a mia madre e alle mie figlie.

Avrei voluto  dire tante cose a mia madre, mentre mi era vicino, ma eravamo entrambe  troppo prese da forze vitali diverse che ci  trattenevano su due binari paralleli, mai convergenti. Ora mi rendo conto  di quanto ho perso in quella relazione troppo silenziosa.

E pensare a quante volte

L’ho sentita lontana

E pensare a quante volte…

Le avrei voluto parlare di me…

In Carmen  vedo anche le mie figlie  e forse i loro pensieri quando ripenseranno a me, alla relazione tra noi donne vissuta all’interno  della famiglia, ma anche al loro rapporto con nonne e zie e cugine.

Famiglia ricca di  donne la nostra! Tante esperienze e personalità diverse, tante  Farfalle Sacre, come le chiama Stefania.  Le mie figlie avranno  molto su cui  riflettere, fantasticare, rimpiangere, piangere calde lacrime di nostalgia e amore. E confrontare le proprie emozioni con quelle dei propri  figli e così via nella ruota della vita.

Dal flusso  di emozioni  che solo la musica sa spingere all’esplosione si sono materializzate le parole di questa piccola poesia.

Madri

 

Per cosa  vivo,  oggi che sono vecchia?

Per ascoltare un trillo di telefono, dai figli,

Per respirar le loro  ansie e gioie

e dar consigli, dalla parte sbagliata.

Vivo per far da  appiglio e confortarli,

perché colgano ancora  il profumo

di qualcosa di vivo, in cui continua a palpitare

lo spirito  del focolare.

Voglio vivere per questo,

perché i miei figli vivano me, ora.

Ché è tempo ancora  di fare da rifugio,

del cuore e della mente.

Verrà il tempo dei ricordi, per loro.

Questo è per me vivere, allora.

E mi alimento, nell’attesa, degli  sguardi d’amore

e del tocco caldo delle tue mani e delle tue labbra.

I loro abbracci, tutti  insieme, diverranno

energica edera, con la presenza.

Da qui, li desidero.

Questo è per me vivere, ora.

O.F.

 

 

Good Morning Europeans…che bel video!

https://www.facebook.com/groups/2421474438169712/permalink/2605549139762240/?sfnsn=scwspmo&extid=70CyZRxxGoKIFpUB&d=n&vh=e

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