• Mondo Fuori

  • I viaggi della speranza e della disperazione.

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • Io sto con Emercency

    Guerre, Epidemie, Vite umane falcidiate... Per nostra fortuna c'è Emercency.

  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • Amo l’Europa

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • 8 Marzo 2021-Donne e uomini insieme con determinazione e speranza

  • 25 Aprile 2020- Festa della Liberazione dal nazifascismo

  • 1° Maggio 2020-Coraggio!

    R.Guttuso-Portella delle Ginestre

  • 10 Maggio 2020-Festa della Mamma

    dalla vita di una grande mamma...

  • 5 Ottobre 2020-Giornata UNESCO dedicata agli Isegnanti

  • 23 Maggio-19 Luglio -Luci che non si spengono…

  • 2 Giugno 2020-Festa della Repubblica Italiana

    Ossimori festosi: ferita, disorientata, fragile, eppure resiliente, meravigliosa e forte. La nostra Repubblica.

  • 3 Ottobre 2013-3 Ottobre 2020 Ricordare, accogliere, progettare il futuro

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    Il 3 ottobre è diventato giornata della memoria e dell'accoglienza, una data in cui si ricordano le vittime del naufragio di Lampedusa e tutti i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di arrivare in Italia, la porta dell'Europa.

  • 20 Novembre2020- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

  • 25 Novembre 2020-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

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S. Bollani, PARLIAMO DI MUSICA e…ascoltami. E da questa sera,15 marzo 2021, in VIA DEI MATTI con lui e Valentina Cenni, su RAI3.

Bollani PdM

La scrittura di Bollani è il  ritmo stesso  del suo autore, la sua fisicità, le sue trasgressioni, il suo essere con convinzione reader/listener oriented.  Scrive, parla e suona per essere ascoltato e fa dell’ascolto una professione di fede. Non è un caso che si faccia accompagnare, anche fuori dal palcoscenico, dal “santino” del musicista Osvaldo Pugliese (cap 23), “protettore laico dei musicisti”. Sul retro dell’ immagine, appare una scritta significativa:

“San Pugliese, proteggici da tutti quelli che non ascoltano”.

E la voglia di ascoltare la musica che Stefano propone, con occhi e cuore aperti al mondo, è ciò che rimane di questo vibrante, jazzy book.

Bollani al pianoAmo il jazz e quando riesco a partecipare a qualche evento mi diverto molto ad osservare l’interazione tra i musicisti. Spesso mi sembra di cogliere vere e proprie conversazioni tra loro, a suon di strumenti, mossette ed espressioni facciali, movimenti a scatto di gambe e braccia.

Darlington Arts CentreQualche anno fa i miei amici Thea e Ben mi invitarono ad un concerto  di Andy Sheppard a  Darlington, nella contea di Durham (North England). Non mi sono mai divertita tanto! I due sassofonisti ingaggiarono un vero e proprio duello, brioso e combattuto fino all’ultima nota e all’ultimo ghigno!

Nel concerto di Steve Coleman a Zurigo (1988) Bollani ha contato sulle dita delle sue mani, divertendosi, le battute per capire “che tipo di ritmo stessero utilizzando”, allo stesso modo io mi sono divertita a contare e trasferire in una lista tutti i musicisti e gli scrittori che Stefano mi ha fatto incontrare nel suo “viaggio di formazione”. Around 180? Circa cinquanta a me sconosciuti.

Ma da ora li considero tesori preziosi da svelare e…ascoltare.

In tanti lo guardavamo così! Sanremo in MIA MADRE E UN FIUME di Di Pietrantonio. Viva i Manneskin

 

Evergreen San Valentino-R. Vecchioni-MI MANCHI. Sul mio tram chi entra resta…

 

La domenica spalanca la porta  ai sentimenti. Oggi, San Valentino, più che mai. Cercando le canzoni di  Charles Trenet per la recensione di  Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin, ho incontrato Roberto Vecchioni e il suo  meraviglioso “film in tre minuti” Mi Manchi E il tram scivola sulle rotaie…

 

 

Perrin-CAMBIARE L’ACQUA AI FIORI “Il buio non è mai totale, alla fine del cammino c’è sempre una finestra aperta”. Ovvero, come si cambia!

 

 

 

 

Non conoscevo nulla di questo romanzo e della sua autrice, se non il clamore suscitato dal  vigoroso tam tam dei lettori che ne hanno decretato il successo. E di solito io mi fido dei lettori. Parto dunque per un nuovo viaggio  in Francia, alla scoperta di Perrin e dei suoi fiori.  Ma perché Valérie ha scelto un titolo che ha tanto intrigato milioni di lettori? La risposta,  cuore del romanzo, è ovviamente  nascosta tra le pagine del suo libro.

La storia in breve

Violette è una vivace diciassettenne “sbandata” che  fa la cameriera in un bar, dove viene fulminata dall’amore per il bellissimo Philippe Toussaint. Nel giro di poco i due decidono di mettere su casa per iniziare una vita insieme.  La loro unione è fatta  di silenzi, sesso e corna. Ma la vita va.

Violette e Philippe trovano lavoro come casellanti: alzano e abbassano  la sbarra di un passaggio a livello secondario. Lavoro ripetitivo e insoddisfacente che, tuttavia garantisce loro un tetto e una certa stabilità. Ma i lavori cambiano, la vita prende strade inaspettate e, voilà, Violette e Philippe si ritrovano  a fare i custodi del cimitero di una piccola cittadina  della provincia Francese.

Un bel giorno  bussa alla porta di Violette un poliziotto di Marsiglia  con la richiesta di  seppellire  le ceneri di sua madre, secondo le sue ultime volontà, nella tomba di un “ospite “ del cimitero, che non è suo padre.

Da questo momento la storia diventa una sorta di giostra sulla quale si alternano, incrociano e scontrano  vite, esperienze, desideri e ricordi  di molti personaggi  che, forse mai avrebbero immaginato di salire su questo tagadà impazzito.

Stratagemmi  narrativi

Che incipit ragazzi! Sarà che la scrittrice è donna, e Francese, ma già dalle prime pagine mi sembra di respirare l’atmosfera dell’ Eleganza del riccio di Muriel Barbery, lo spessore dei personaggi, le sorprese… Mi  piace.

I capitoli brevi e concisi  mi rassicurano  e mi coinvolgono. Orientano il focus su spaccati della vita di ciascun personaggio che, a capitoli alterni, entrano in gioco raccontando gli eventi dal loro punto di vista. Tale strategia è utile per la costruzione di un personaggio  decisamente efficace e “rotondo”. Tuttavia rischia anche di creare qualche inciampo al  lettore nel seguire il filo logico della storia.

Il registro dei  defunti  di Violette è commovente. È come un taccuino rosso “estate” pieno di  realtà, magia e intimità. Ogni  cerimonia di sepoltura a cui  Violette partecipa viene registrata con un pensiero empatico sul  defunto.

Cosa dire dei nostri cari?

Chi conosce veramente i propri familiari? Voi sapreste descrivere i desideri, le paure, l’anima dei vostri cari,  se vi chiedessero di farlo? Ci ho pensato. Non è facile. Lo crede anche  Julien quando Violette gli chiede di  parlare della sua mamma, per poter scrivere un’orazione  adeguata. Eppure Julien ha la risorsa giusta: il diario segreto di sua madre. Quante cose non ha mai  neanche sospettato di lei mentre era ancora viva! L’unica cosa che sicuramente ricorda è che “le piacevano la neve e le rose.” 

Gli uomini

Gli uomini di Perrin sono un universo variegato: Sasha, Gabriel, Julien, Philippe, i tre  del cimitero, gli uomini del castello infernale, il prete confidente. Tante personalità per il profilo dell’uomo dei desideri?

I libri

Colpisce  già dall’inizio l’interesse di Violette per i libri. Una bambina cresciuta senza stimoli culturali, vuole imparare a leggere bene e lo fa ad alta voce, per sentirsi oltre che per capire,  con coinvolgimento totale e gran coraggio. Il coraggio di  comprare un dizionario per capire un libro decisamente impegnativo (800 pagine): Le regole della casa del sidro di  John Irving.

L’aveva colpita la mela rossa in copertina che la invitava ad entrare nella libreria e prenderla. Lo legge e lo rilegge. Forse sente la storia di Homer vicina alla sua per molti versi, e gli si affeziona. Peraltro  durante la lettura Léonine comincia a farsi sentire nella pancia, forse la sua voce che balbettava Irving l’aveva svegliata.

Violette ci prende gusto e la sera, legge alla sua bimba L’abete  di Andersen. Affascinailtuocuore ne ha lette alcune, anche per voi.

“Ero costretta a leggere ad alta voce: per capire il senso delle parole dovevo sentirle come se mi raccontassi una storia. Ero il mio doppio: quella che voleva imparare e quella che avrebbe imparato, il mio presente e il mio futuro chini sullo stesso libro. Perché si va verso certi libri come si va verso certe persone? Perché siamo attratte da determinate copertine come lo siamo da uno sguardo, da una voce che ci sembra conosciuta, già sentita, una voce che ci distoglie dal nostro percorso, ci fa alzare gli occhi, attira la nostra attenzione e cambierà forse il corso della nostra esistenza?” 78-79

Stefan Zweig e i suoi racconti (Ventiquattro ore nella vita di una donna)  sembrano ispirare alcuni momenti della storia di Irène e Gabriel. Prevert e le sue poesie fanno capolino tra le pagine.

La Musica

Quanta musica in questo romanzo!  Mi è sempre piaciuto leggere storie che inseriscono la  musica tra i pensieri  e gli eventi. Incontriamo Elvis Presley ed il suo  fedele ammiratore Elvis becchino; Charles Trenet e tutti gli chansonniers più famosi   di Francia, che Violette adora. 

Aggiungo Fiorella Mannoia con il suo Come si cambia (1984), che richiama il titolo del romanzo in modo  fantastico.

La musica accompagna anche alcune  cerimonie di sepoltura.  Per Gambini-nonno-bambino e la sua  passione per Django Rheinardt: un’orazione funebre festosa!

Il cinema

Come sono bravi i Francesi, a proteggere, promuovere e sostenere il loro cinema!  Certo Valérie è di casa in questo ambiente: sceneggiatrice, fotografa, moglie di  Claude Lelouch, e non può non ricorrere ad immagini che evocano il mondo  cinematografico, ma è proprio questa sua familiarità con l’ambiente che arricchisce la storia e la rende un perfetto copione  per un grande film di successo.

Violette

L’ultima parola spetta a lei. La donna-fiore che attraversa un lungo  sentiero accidentato alla ricerca della propria identità. La donna che  organizza il suo guardaroba nelle due categorie Estate e Inverno, in base ai colori  della vita e quelli  della tristezza. Violette predilige l’Estate ovviamente, ma spesso la “mortifica” sotto  lunghi cappotti Inverno, quasi a voler nascondere la sua  vera natura.

La vita le regala le esperienze più travolgenti, da quelle più esaltanti  a quelle più dolorose. Con le sue fragilità, con la sua forza e la sua determinazione, passo dopo passo, arriva alla consapevolezza. Passo dopo passo arriva… al titolo: Cambiare l’acqua ai fiori. Come si cambia, per ricominciare…

 

MIO PADRE, MIA MADRE ED IO. Un omaggio speciale di Stefania (Scamardiphoto) ai genitori.

Carezze

Febbraio 2021- Fa sempre piacere accarezzarsi il cuore con la mano  dell’amore e dei ricordi.  Fa piacere specialmente in questo periodo di distanza forzata dagli affetti lontani. Allora ogni segno di vicinanza affettiva riscalda e apre alla speranza.

Siviglia 2009. Si torna in Italia. Il momento  dei saluti  è sempre straziante. Ci si lascia fisicamente, con la certezza di ritrovarsi  presto. Gli occhi sono lucidi, il viso tradisce qualche emozione malcelata, ma l’abbraccio trasmette fedeltà eterna ai sentimenti che legano  padri, madri e figlie.

Questo è il bellissimo  regalo di Stefania, che ritrae a modo suo un intenso periodo  vissuto insieme. 

 

Come colonna sonora di questo omaggio Stefano e Ornella hanno scelto MAX di Paolo Conte, una canzone che è anche parte di me, per averla ascoltata attraverso le loro vite e i lunghi, intensi viaggi in macchina tra il Sud, il Centro e il Nord dell’Italia.

 

G.Gaber-C’ È UN’ARIA. Il “gusto morboso nel mestiere d’informare”

Ho visto due spettacoli di Gaber ed entrambi mi  hanno lasciato  un segno  indelebile.

Della mia vita in Abruzzo, da adolescente e poi da giovane donna, ricordo le canzoni  del repertorio  classico dei cantautori milanesi, mi viene in mente subito Porta RomanaE quelle “leggere” come Torpedo blu.

Poi, con la maturità arriva anche il tempo di un più convinto impegno  civile e il teatro canzone di Gaber mi accoglie nel suo humus con  il  primo incontro dal vivo a Messina. Emozioni al massimo al teatro Vittorio Emanuele. Un tuffo “artistico e urticante” nella politica e nell’attualità  Era  il 1985

Il secondo incontro è a Padova anni 90. Una fase nuova della mia vita e un ritorno a vecchie emozioni. Gaber è malato ma la sua performance risente solo  fisicamente  del peso della malattia. Gli occhi brillano come sempre mentre seduto, con la solita chitarra in mano, si staglia sullo sfondo buio  del palcoscenico.

Emozioni  moltiplicate. La vita mi ha spinto ad accumulare esperienze, a selezionare episodi, ad abbandonare persone, ma quella voce, quelle parole  sembrano sintetizzare tutto un mondo di contrasti e conflitti.

Oggi, ascolto alla radio una trasmissione  “impegnata” dove, a parole sagge su infodemia, razzismo, pericoli del rinascente fascismo, diritti calpestati, la brutta aria che tira nel mondo dell’informazione,  si alternano canzoni  dense di significato, tra queste C’è un’aria di Giorgio Gaber.

E subito  si riaccendono le emozioni intense vissute durante i suoi concerti.

Giorgio Gaber

C’è un’aria

Dagli schermi di casa un signore un po’ agitato

O una rossa decisa con il gomito appoggiato

Ti rallegran la cena sorridendo e commentando

Con interviste e filmati ti raccontano a turno a che punto sta il mondo

E su tutti i canali arriva la notizia

Un attentato, uno stupro o se va bene una disgrazia

Che diventa un mistero di dimensioni colossali

Quando passa dal video a quei bordelli di pensiero che chiamano giornali

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria

E ogni avvenimento di fatto si traduce

In tanti “sembrerebbe”, “si vocifera”, “si dice”

Con titoli d’effetto che coinvolgono la gente

In un gioco al rialzo che riesce a dire tutto senza dire niente

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria

Lasciateci aprire le finestre

Lasciateci alle cose veramente nostre

E fateci pregustare l’insolita letizia

Di stare per almeno diec’ anni senza una notizia

E in quel grosso mercato di opinioni concorrenti

Puoi pescare un’idea tra le tante stravaganti

E poi ci son gli interventi e i tanti pareri alternativi

Che ti saltano addosso come le marche dei preservativi

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria

E c’è un gusto morboso nel mestiere d’informare

Uno sfoggio di pensieri senza mai l’ombra di un dolore

E le miserie umane raccontate come film gialli

Sono tragedie oscene che soddisfano la fame di certi avidi sciacalli

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria

Sara Robin-Cantare chi sei…Ora la troviamo anche sul suo blog!

Benvenuta Sara nel mondo dei blogger!  Il nome è tutto un programma:

Sara Robin-Cantare chi sei

Ho appena letto il tuo post Fiducia.  Riconosco la tua grinta, la tua delicatezza, la tua intelligenza…

Settembre ha un profumo tutto suo. Profuma di terra umida e foglie ancora verdi, di aria fresca e sole che scotta. Ha il profumo dell’energia ripulita e delle idee rinnovate, sa di carta bianca e di volontà, sa di fiducia, almeno per me. Esattamente due anni fa entravo nella mia nuova casa con le gambe e il cuore ammaccati, ma bramosi di costruire, conquistare uno spazio in cui concedermi la libertà di essere…

Buon vento compagna di viaggio!

 


Settembre 2019- Sara Robin Quintet accompagna brillando la conclusione dell’Estate sotto le Stelle di Selvazzano.

L’attesa è più lunga del previsto. Per fortuna ci fa compagnia l’immensa Norah Jones! Poi finalmente arriva lei.

Voce calda e forte, quella di Sara Robin che ieri sera Sabato 8 settembre  ha illuminato con il suo gruppo “Sara Robin Quintet” l’Auditorium San Michele di Selvazzano, nell’ambito delle attività di Estate sotto le Stelle.

Il filo conduttore del  concerto è il racconto del viaggio di una donna. Le tappe sono quelle che ogni essere umano attraversa nella sua storia interiore: l’amore in tutte le sue declinazioni, dalla  fase dell’ innamoramento, alla maturazione di un amore solido  e gratificante, alla fine, con i tormenti indicibili  vissuti come la fine di tutto. Poi la lenta rinascita che passa dalla riscoperta del proprio corpo e del sé, e finalmente, di un “altro amore ” che  farà battere di nuovo il cuore, verso la vita e la speranza.

Le canzoni scelte, molte cantate in Inglese, riflettono questo percorso in un’alternanza bellissima tra antico e moderno, tra grandi  autori Italiani e Anglo-Americani. Incontriamo Amy Whinehouse-What is it about man, Domani è un altro giorno di Ornella Vanoni, Amore che vieni amore cha vai di De Andrè, Se stasera sono qui di Luigi Tenco, La borsa di una donna di Noemi, Oggi sono io di Alex Britti, fino  al  suggestivo bis finale con You’ve got a friend di Carole King.

Il brano di Sara Colpi di tosse ci accompagna  verso la meravigliosa conclusione di una serata nata all’insegna di un omaggio  ad “un’amica speciale”. Dovunque si trovi ora, la sua amica  potrà certamente ascoltare e sentire la forza e la dolcezza di  queste note modulate dalla coinvolgente voce di Sara e dalla musica prepotente  del suo gruppo (Simone Bortolami, Alberto Lincetto, Federico Lincetto, Giacomo Albertelli).

Mi sarebbe piaciuto conservare il ricordo di questa intensa serata con un programma scritto  da portarmi a casa, con l’elenco delle canzoni e le motivazioni della scelta, insomma la scaletta magica che Sara ha tenuto sul leggio, saltandone forse dei punti  per improvvisare e lasciarsi andare all’onda dell’improvvisazione. Sarà per la prossima volta!

F. De Gregori- VIVA L’ITALIA. L’Italia tutta intera.L’Italia che resiste.

 

Viva l’Italia, l’Italia liberata,
L’Italia del valzer, l’Italia del caffè.
L’Italia derubata e colpita al cuore,
Viva l’Italia, l’Italia che non muore.

Viva l’Italia, presa a tradimento,
L’Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
L’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
Viva l’Italia, l’Italia che non ha paura.
Viva l’Italia, l’Italia che è in mezzo al mare,
L’Italia dimenticata e l’Italia da dimenticare,
L’Italia metà giardino e metà galera,
Viva l’Italia, l’Italia tutta intera.

Viva l’Italia, l’Italia che lavora,
L’Italia che si dispera, l’Italia che si innamora,
L’Italia metà dovere e metà fortuna,
Viva l’Italia, l’Italia sulla luna.

Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre,
L’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre,
L’Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
Viva l’Italia, l’Italia che resiste.

 

 

 

P.Conte-DIAVOLO ROSSO, la passione, la gioia,la bravura, la potenza, il sogno…la vita…

Che dire? Non rimane che sedersi, chiudere gli occhi e ascoltare, lasciare che il corpo, il cuore e il cervello galoppino liberi verso le spiagge, i deserti, le praterie, le larghe distese di erica.

E se si vuole, alzarsi e ballare soli o in compagnia, ad occhi chiusi, a braccia aperte, spiegate come ali. E’ la bellezza pura.

Paolo, ti adoro, adoro la tua arte, la grandezza della tua anima musicale, i tuoi orchestrali, mamma mia!

Perfetto

A. Dumas Fils-LA SIGNORA DELLE CAMELIE. Margherita, Manon, Violetta, Camille e Giuseppina. Cinque donne un solo protagonista: l’Amore.

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Margherita Gautier è figlia del suo tempo, come lo è Alexandre Dumas Fils e di una cultura maschilista e sessista dura a morire.
Aggiungiamo Giuseppe Verdi? Si, anche se diverso appare il suo atteggiamento nei confronti di Violetta-Traviata. Alcuni  esperti avanzano l’ipotesi di una forte influenza del suo rapporto extraconiugale con Giuseppina Strepponi sulla storia e sul personaggio. Scriveva Verdi a suo suocero Antonio Barezzi:  

“Io non ho nulla da nascondere. In casa mia vive una signora libera, indipendente, amante come me della vita solitaria, con una fortuna che la mette al coperto da ogni bisogno…” ( Irene Bignardi- Introduzione al romanzo di Dumas).

Il denaro è protagonista scomodo e urticante di La signora delle camelie, quasi soffocante nella sua presenza ossessiva. Tutti ne sono schiavi. Inevitabilmente, anche la vita e le scelte di Margherita sono condizionate dal bisogno di danaro, da qualunque parte esso provenga: dal duca primo contributore, da Armand l’innamorato, dal conte G. innamorato senza speranza, da amanti occasionali, dalla s-vendita dei mobili. Una “mantenuta ”, parola orribilmente ipocrita e sessista, ha una ritualità socio-economica da rispettare, per stare “sul mercato”.

Garbo-Margherita Gautier

Margherita ha conosciuto molti uomini nella sua vita, ma si innamora solo di Armand Duval, giovane rampollo di una famiglia benestante e tradizionale. Laureato in legge, non esercita, insomma non lavora, ma dispone di una buona  rendita non sufficiente tuttavia a “gestire” una mantenuta dispendiosa come la Gautier.

A meno che i due giovani non decidano di stravolgere la loro vita, in nome di un amore assoluto.  Ma all’inizio della loro storia Margherita detta alcune  condizioni:

“Però vi avviso: voglio essere libera di fare tutto quello che mi parrà, senza darvi la minima spiegazione sul mio operato. Da molto tempo cerco un amante giovane, senza volontà, innamorato senza diffidenza, amato senza diritti. Non sono mai riuscita a trovarlo. Gli uomini invece di essere contenti che si conceda loro ciò che una volta non avrebbero neppure sperato, chiedono conto alla loro amante del presente, del passato e perfino dell’avvenire. Via, via che si abituano a lei, la vogliono dominare, E se si da   loro tutto quello che pretendono, diventano sempre più esigenti. Se mi deciderò a prendere un nuovo amante, voglio che abbia tre qualità, rarissime: che sia fiducioso, sottomesso  e discreto”. p.106

Le ragioni  di un buon padre di famiglia spiegate al figlio scapestrato

Ma questa “relazione non s’ha da fare”, pensa convinto Duval padre, e si mette in movimento per bloccarla immediatamente. Prima con la prepotenza poi, colta la sensibilità di Margherita, con la dolcezza di un padre che ha a cuore la felicità del figlio, e della figlia promessa sposa ad un giovane perbene, la cui famiglia minaccia di rompere il matrimonio se l’ oscena relazione con la mantenuta va avanti.

“Che abbiate un’amante, va bene, che la paghiate come un galantuomo deve pagare l’amore di una mantenuta, va ancora meglio; ma che per lei dimentichiate le cose più sacre, che permettiate che l’eco della vostra vita scandalosa attivi fino alla mia lontana provincia e getti l’ombra di una macchia sul nome onorato che vi ho dato, ecco quello che non può essere, ecco quello che non sarà.” p.188

Margherita cerca il “riconoscimento” sociale, forse l’espiazione e dunque si sacrifica. Rompe bruscamente con Armand e torna alla sua vita sciagurata che la porterà dritta dritta alla morte.

E il giovane Duval? Impazzisce dal dolore. Fugge da Parigi e dai ricordi. Quando torna il dramma è compiuto. Margherita è morta. Ora si rende necessario un ultimo gesto che lo aiuti a rielaborare il lutto. Qui entra in campo Alexandre Dumas fils.

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Dumas ha ventitré anni quando scrive il romanzo. Conosce indirettamente o direttamente il mondo di cui sta parlano e sfrutta questa sua conoscenza, trasformando in efficace stratagemma narrativo la vendita all’asta dei beni di una mantenuta morta in miseria. Anch’egli partecipa e acquista un libro ad un prezzo decisamente superiore al suo valore effettivo, trascinato da un impulso sconosciuto e incontrollabile. Si tratta di Manon Lescaut, una storia simile a quella di Margherita. Scopriremo in seguito il ruolo di questo libro nella storia.

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Dall’incontro con Armand prende forma la storia  della signora delle camelie, fiore tanto amato dalla nostra eroina. Comincia con un evento quasi gotico, nel cimitero dove è sepolta Margherita e va avanti con il diario dettagliato del loro amore disperato.

A tratti la narrazione diventa  romanzo epistolare e si impregna della  magia del gesto fisico della scrittura, della penna tra le mani, della calligrafia sempre più incerta,  man mano che la malattia si fa più grave. E la lettura si fa più coinvolgente.

Le ragioni di una lettura

Tutta colpa delle connessioni. Le adoro. Per caso ho letto e guardato  la Traviata di Giuseppe Verdi,  con la regia di  Sofia Coppola; per caso, riordinando la libreria, mi sono imbattuta nell’edizione Tascabili Economici Newton del romanzo; volutamente sono andata a cercare in rete Camille di George Cukor, con la magnifica Greta Garbo.

Inoltre, avevo di recente “incontrato” Dumas in Garibaldi. Volevo rincontrarlo, ventitreenne alle prese con una storia così peculiare. Così è scattato il bisogno di leggere La signora delle camelie.

La storia  mi ha spinto a chiedermi che tipo di lettrice io sia,  se sia giusto trasferire o ricercare in ogni libro che leggo il mio mondo di valori, i miei pregiudizi, le mie simpatie e antipatie politiche e sociali.

Questo  libro  mi ha a tratti annoiato e  infastidito, ha fatto scattare in me un click femminista fuori luogo. Ma tant’è. In ogni caso sono contenta di averlo letto e in fondo mi è piaciuto, forse proprio perché in un certo senso mi ha “disturbato”.

 


Connessioni musicali e cinematografiche

 

La Traviata di Giuseppe Verdi-Regia di Sofia Coppola-RAIPLAY

 

 

Camille 1936 George Cukor con Greta Garbo

 

 

Manon Lescaut di A.F. Prévost 1731- In versione “muto + didascalie”-Sorprendente

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