• Mondo Fuori

  • 9 Maggio 2021-Amo l’Europa

  • 9 Maggio 2021-Festa della Mamma

    dalla vita di una grande mamma...

  • I viaggi della speranza e della disperazione.

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • Io sto con Emercency

    Guerre, Epidemie, Vite umane falcidiate... Per nostra fortuna c'è Emercency.

  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • 25 Aprile 2021- Festa della Liberazione dal nazifascismo

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • 8 Marzo 2021-Donne e uomini insieme con determinazione e speranza

  • 1° Maggio 2021-Ancora coraggio!

  • 5 Ottobre 2020-Giornata UNESCO dedicata agli Isegnanti

  • 23 Maggio-19 Luglio -Luci che non si spengono…

  • 2 Giugno 2020-Festa della Repubblica Italiana

    Ossimori festosi: ferita, disorientata, fragile, eppure resiliente, meravigliosa e forte. La nostra Repubblica.

  • 3 Ottobre 2013-3 Ottobre 2020 Ricordare, accogliere, progettare il futuro

    more

    Il 3 ottobre è diventato giornata della memoria e dell'accoglienza, una data in cui si ricordano le vittime del naufragio di Lampedusa e tutti i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di arrivare in Italia, la porta dell'Europa.

  • 20 Novembre2020- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

  • 25 Novembre 2020-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

  • Disclaimer

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9 Maggio 2021-Festa della Mamma e Festa dell’Europa. UNA BELLA COINCIDENZA.

In quest’anno così particolare abbiamo  imparato a vivere  la nostra quotidianità  in una sorta di mondo parallelo, sperando di poter rientrare a “casa” al più presto. In quella vecchia casa a cui eravamo abituati e dove anche la più noiosa routine ora ci sembra desiderabile.

La pandemia e le sue conseguenze  ci hanno obbligato dunque trasferirci in una nuova casa, dove la vita è  piena di incertezze.  L’unica realtà, da non dare comunque  per scontata, è  svegliarci la mattina e andare avanti  fino a sera, nel miglior modo possibile.

La Festa della Mamma e la Festa dell’Europa fanno parte delle mie certezze.

festa mamma e Europa

 

Al di là delle polemiche di questi gironi su quale sia il tipo di famiglia accettabile e auspicabile, tutti abbiamo o abbiamo avuto una mamma, buona, cattiva, amorevole, fredda. É  una realtà. E ci piace festeggiarla in tanti modi: da quello religioso, con  la Madonna  madre di tutti noi, a  quello laico del giorno dedicato. Molti di noi la festeggiano tutto l’anno, se la portano nel cuore. 

L’Europa è per molti  di noi una di quelle certezze a cui non sai rinunciare, anche nei periodi più neri della sua storia. Il periodo pandemico me la fa sentire ancora più vicino,  ridimensionata   a nucleo geo-politico fatto di  esseri umani problematici e sofferenti.

Apprezzo  la presenza della Presidentessa della Commissione Ursula Von der Leyen perchè ritengo che la presenza femminile nelle istituzioni integri e arricchisca l’azione umana in modo  efficace, sensibile  ed emotivamente  intelligente. Mi piace riportare qui il suo discorso  successivo  all’insopporta,bile sgarbo del presidente Erdogan nei suoi confronti.

 

 

Coincidenze felici

Due feste importanti, due sentimenti forti sebbene diversi, una sola data: 9 Maggio  di un anno…Non trovo le parole per definirlo. 

 

Pasqua 2021 a Siviglia-Il Giovedì Santo di un anno ancora complicato Scamardistudio fa volare le FARFALLE SACRE IN MANTIGLIA E MASCHERINA.

Ancora un anno di Covid, ancora una Pasqua condizionata dalle misure di contrasto alla pandemia. Ma in Spagna la tradizione vince e per le strade di Siviglia volano preziose le Mariposas Sagradas di Scamardistudio.

Meravigliose donne, meravigliosa fotografa!

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Il LIBRO DELL’ANNO 2020 di Affascinailtuocuore è…

Libro dell’Anno 2020

 

La pandemia da covid ha stravolto  il mio orizzonte spazio-temporale. Ne risente anche la pubblicazione del Libro dell’Anno 2020. A marzo, come già lo scorso anno, mi ritrovo per caso  a scoprire il ritardo. 

Tuttavia, il malessere che la situazione sanitaria e sociale ha creato non mi ha tolto la voglia di leggere, anzi! Molti  libri 2020 mi hanno catturato  e hanno  concesso al mio cervello di vagare in un  altrove “immune”.

Come scegliere il preferito? 

Fatta una prima selezione  tengo:

  • Per l’arguzia, la simpatia, l’ironia: I tacchini non ringraziano di Andrea Camilleri;

  • Per la profondità dell’ispirazione, la leggerezza della narrazione, la sapienza della scrittura: Il buio oltre la siepe di Harper Lee;

  • Per la continuità con Il racconto dell’Ancella, per la forza delle idee proposte, per la caratterizzazione e il tipo di narrazione: Alias Grace di Margaret  Atwood;

  • Per la scoperta dell’autrice, l’originalità e lo spessore della caratterizzazione, per il titolo assolutamente fantasioso e stimolante,  Io, Jean Gabin di Goliarda Sapienza;

  • Per la peculiarità e la ricchezza del contenuto, per l’efficacia narrativa dello stile epistolare, per l’effetto prodotto sulla mia psiche, per il tocco di ironia che alleggerisce lo spessore del contenuto: Il libro dell’ES di Georg Groddeck;

  • Per il titolo fortemente evocativo, il percorso umano del protagonista, e degli altri personaggi, la loro caratterizzazione, l’ambientazione significativa dal punto di vista sociale, lo stile empatico: Hotel Silence di  A. Ava Ólafsdóttir;

  • Per tutto il mondo che ci fa sentire, amare ed evocare, illudendoci  di farne parte: I leoni di Sicilia di Stefania Auci

Tra i tre che hanno superato la seconda selezione scelgo come libro dell’anno:

-Perché scopro una scrittrice molto particolare;

-per la bellezza dell’ ambientazione (Catania, Roma…);

-per l’originalità e lo spessore della caratterizzazione;

-per il titolo assolutamente fantasioso e stimolante che già preannuncia l’idea di fondo di un “doppio” vincente;

-per lo stile coinvolgente della “autobiografia”;  

-per la sfida che l’autrice lancia al mondo intorno a sé;

-per lo sfondo politico-sociale.

 

«La vita è lotta, ribellione e sperimentazione, di questo ti devi entusiasmare giorno per giorno e ora per ora. Vedi me, sono morto tante volte combattendo, eppure sono qui con te tranquillo a ricordare e gioire delle mie lotte, pronto a rinascere e a ricominciare. Ricominciare, – sussurra sorridendo Jean dal grande schermo, – questo è il segreto, niente muore, tutto finisce e tutto ricomincia, solo lo spirito della lotta è immortale, da lui solo sgorga quella che comunemente chiamiamo Vita».”

 

 La ninna nanna speciale che il papà canta a Goliarda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

S. Bollani, PARLIAMO DI MUSICA e…ascoltami. E da questa sera,15 marzo 2021, in VIA DEI MATTI con lui e Valentina Cenni, su RAI3.

Bollani PdM

La scrittura di Bollani è il  ritmo stesso  del suo autore, la sua fisicità, le sue trasgressioni, il suo essere con convinzione reader/listener oriented.  Scrive, parla e suona per essere ascoltato e fa dell’ascolto una professione di fede. Non è un caso che si faccia accompagnare, anche fuori dal palcoscenico, dal “santino” del musicista Osvaldo Pugliese (cap 23), “protettore laico dei musicisti”. Sul retro dell’ immagine, appare una scritta significativa:

“San Pugliese, proteggici da tutti quelli che non ascoltano”.

E la voglia di ascoltare la musica che Stefano propone, con occhi e cuore aperti al mondo, è ciò che rimane di questo vibrante, jazzy book.

Bollani al pianoAmo il jazz e quando riesco a partecipare a qualche evento mi diverto molto ad osservare l’interazione tra i musicisti. Spesso mi sembra di cogliere vere e proprie conversazioni tra loro, a suon di strumenti, mossette ed espressioni facciali, movimenti a scatto di gambe e braccia.

Darlington Arts CentreQualche anno fa i miei amici Thea e Ben mi invitarono ad un concerto  di Andy Sheppard a  Darlington, nella contea di Durham (North England). Non mi sono mai divertita tanto! I due sassofonisti ingaggiarono un vero e proprio duello, brioso e combattuto fino all’ultima nota e all’ultimo ghigno!

Nel concerto di Steve Coleman a Zurigo (1988) Bollani ha contato sulle dita delle sue mani, divertendosi, le battute per capire “che tipo di ritmo stessero utilizzando”, allo stesso modo io mi sono divertita a contare e trasferire in una lista tutti i musicisti e gli scrittori che Stefano mi ha fatto incontrare nel suo “viaggio di formazione”. Around 180? Circa cinquanta a me sconosciuti.

Ma da ora li considero tesori preziosi da svelare e…ascoltare.

Incroci Mediterranei-Mostra VERBO A FAVOR della fotografa-architetta Stefania Scamardi Fortuna. Merida, Siviglia, Palermo

 

 
 
 

L’Amore e la Terra, la Morte e la Giovinezza, la Vita e il Governo, la Donna e il Mare, la Casa e il Lavoro, Il Gioco e la Mafia. Un’esposizione foto-poetica sul Sentire Siciliano, attraverso le parole naturali del dialetto e le parole tradotte delle lingue incrociate. (Spagnolo, Italiano, Inglese)

8 Marzo 2021-S.Vreeland-UNA RAGAZZA DA TIFFANY-Arte, politica, lavoro e sentimenti nella vita e nelle lampade di Clara Driscoll e compagne.

 

 

Una ragazza da Tiffany

 

Michela, giovane professionista Padovana, è un’ appassionata lettrice di romanzi storici, specialmente quelli con donne protagoniste. La conosco da tanti anni, ma solo recentemente ho scoperto questa sua passione. In uno dei nostri ultimi incontri mi ha parlato di Una ragazza da Tiffany di Susan Vreeland e di quanto sia stata coinvolta dalla vicenda di Clara Driscoll e del suo gruppo di lavoratrici/artiste del vetro.  Ho sempre avuto un debole per le lampade Tiffany, trovo che siano tra gli oggetti più belli della modernità. Voglio esplorare questo universo e decido dunque di leggere il romanzo.

Vreeland racconta il processo creativo condiviso di un  gruppo di donne, guidato da Clara Driscoll, figura di spicco della cultura e della creatività Americana tra Ottocento e Novecento, anni di grande fervore e sviluppo. Esperta “Glass designer” Clara avvia la produzione delle meravigliose lampade Tiffany fatte di pezzi di vetro iridescente che  assemblati con arte e precisione restituiscono il volto artistico di fiori, animali, frutta e  paesaggi.

Non si tratta di “copiare la natura”, le ricorda spesso l’ispirato datore di lavoro Louis Comfort Tiffany (esponente di  spicco dell’ Art Nouveau), ma di una sua rappresentazione arricchita dal guizzo artistico.

Le lavoratrici Tiffany sono totalmente assorbite dal processo. Devono esserlo, fino al punto di rinunciare alla loro vita privata. Se si sposano vengono cacciate. Clara Driscoll si sposa e lascia, con sommo dispiacere di Louis. Ma quando il marito muore torna, e viene accolta a braccia aperte. Clara e Louis sono uniti da un’affinità artistica speciale che li porta a cogliere al volo le reciproche  intuizioni ed intenzioni  per creare oggetti magnifici.

Clara and the girls

Caparbietà, immaginazione, rispetto della persona e dei suoi valori fondanti traspaiono dalla storia di queste donne.

Tra  realtà e  finzione, l’autrice è riuscita a creare un racconto brillante di New York e della sua crescita come città faro del mondo occidentale moderno. Il caleidoscopio di Clara Driscoll, regalo di suo marito Frank, che l’accompagna in tutte le sue avventure, è di fatto la forma di questo romanzo, dove la famiglia Tiffany e New York incarnano la luce.

 Tante sono le sfaccettature illuminate dalle parole di Vreeland:  la nascita del sindacalismo, le prime manifestazioni delle donne lavoratrici, la storia delle migrazioni verso l’America e  dei migranti con le loro vite complicate, la presenza di grandi artisti come Whitman- spirito- guida, i ricchi riferimenti culturali, l’amore tra esseri umani, il conflitto femminile  tra lavoro e amore, l’ineluttabilità delle scelte e delle loro conseguenze, l’importanza dell’Arte nella vita delle persone.

Nei quindici anni che Clara trascorre da Tiffany accadono tante cose che portano tutti i protagonisti a fare scelte importanti, uniti da un sottile filo fatto di arte, scoperte, innovazioni, amore e conflitti, amicizia e solidarietà. Il periodo narrato e gli eventi vissuti sono come una parabola che deve arrivare necessariamente  a conclusione. Ma l’essenza vitale, la scintilla che ha illuminato la vita di Clara e di tutti quelli che l’hanno circondata continua a splendere verso nuove direzioni, verso nuove parabole.

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Partecipare attraverso la lettura al processo creativo di questo fantastico gruppo di donne e a tutte le difficoltà che hanno dovuto superare, condividerne l’esultanza a fine percorso di fronte ai loro gioielli dell’illuminazione, mi ha lasciato un senso di soddisfazione e di tristezza, allo stesso tempo. Immagino cosa debbono aver provato per affermare il loro diritto al lavoro e ad un salario equo.

Non avevano di fronte un datore di lavoro da combattere, Tiffany fino ad un certo punto le assecondò senza porre limiti alla loro creatività, avevano una società intera da fronteggiare, una società maschile e maschilista dove le donne erano viste solo come l’Angelo della Casa. Era intollerabile trovarsele nella stessa azienda a svolgere mansioni percepite come “maschili”.

Grazie Michela, il tuo consiglio è stato prezioso. Ho assaporato il gusto di ammirare una lampada Tiffany dalla sua ideazione fino all’accensione. Ho ripercorso le strade di New York in bicicletta con Clara e Company, ho incontrato alcuni tra i miei autori  preferiti: Emily Dickinson, William Wordsworth, Henry James insieme a  tanti nuovi spunti di  lettura e riflessione.  E mi è venuta voglia infatti di leggere Sister Carrie di Theodore Dreiser. Leggere è una catena infinita, anello dopo anello ti aggancia. Per sempre.

Assaggi

Art Nouveau- “Qualche tempo dopo andammo insieme al cinematografo a vedere una pellicola in cui si vedeva Loïe Fuller che ballava la “danza del serpente” facendo roteare le sue smisurate tuniche di seta. La adoravo perché, oltre a essere una meravigliosa ballerina, era diventata il simbolo vivente dell’Art Nouveau.”

 

Pavoni- “Le figure stanche e decrepite ammassate nei dipinti delle chiese medievali di tutta Europa non sono l’unico modo per esprimere la verità spirituale. Ne esistono innumerevoli altri e meravigliosi!» «Ecco spiegati i pavoni». «Le splendide ali del pavone, dice la Bibbia. E poi alberi, fiori, ruscelli. Le Scritture traboccano di uccelli, colline e montagne. Così ho deciso: tutti, non solo i ricchi che possono permettersi le mie vetrate, dovranno avere l’opportunità di ammirare i prodigi della natura evocati dall’arte di Louis Comfort Tiffany.”

EuropAmerica “«La grande esposizione americana dimostrerà che il Nuovo Mondo ha diritto di stare accanto alle nazioni più antiche e noi faremo vedere alla Vecchia Europa ciò di cui siamo capaci nel campo delle arti, della cultura e dell’industria». Serrai la mascella. Cornelia veniva dalla Prussia, Mary era irlandese e Wilhelmina svedese. Le altre erano comunque figlie di emigrati dalla Vecchia Europa. La Guerra di Secessione non rivestiva un’eccessiva”

Ispirazione letteraria-” Le edizioni rilegate in pelle di Keats e Wordsworth, perché avevo imparato da mia madre a rischiarare ogni giornata con uno scampolo di poesia. Quindi il teatro di Ibsen, le Vite del Vasari, Daisy Miller e Ritratto di signora di Henry James. E soprattutto Foglie d’erba di Walt Whitman Credo che una foglia d’erba non sia da meno del lavoro quotidiano compiuto dagli astri, egualmente perfetta è una formica e un granello di sabbia, e l’uovo del reattino, e la raganella è un capolavoro paragonabile ai più eccelsi…” Emily Dickinson- È la speranza una creatura alata che si annida nell’anima, e canta melodie senza parole, senza smettere mai. «Ah! Più dolce del buon vino».” DaffodilsI wandered lonely as a cloud…Era una domenica di primavera e Gramercy Park era ammantato di narcisi, calici gialli dagli orli increspati

Donne, Arte e Moralità-“La signora si accigliò. «A mio parere, ed è un parere condiviso da molti, se una donna lavora in mezzo agli operai la sua moralità è destinata prima o poi a soccombere. Per cui badate bene a ciò che fate». «La signora Driscoll produce arte, non birrocci e l’arte è un baluardo della moralità».”

Funzione dell’arte «Volete dire che guardare un’opera d’arte ci rende migliori?» fece la signora Hackley brandendo la forchetta. «Sì, se siamo aperti, disponibili… Perché l’arte è un nutrimento per l’anima. Può renderci più sensibili e compassionevoli» disse Dudley.”

In bicicletta sul Literary Walk alla ricerca del glicine– “Imboccammo il viale che si dirigeva a est e, oltrepassata la statua di Shakespeare, percorremmo Literary Walk fino al pergolato di glicine.”

La borsa di Beatrix, nipote di Nathaniel Hawthorn– «Romanzi, poesia, libri d’arte» rispose. «Non ho una grande esperienza pratica, ma ho studiato storia dell’arte» aggiunse aprendo la borsa. «Sto leggendo Le vite del Vasari. Sono al capitolo su Masaccio. Solo un uomo di grande bontà poteva dipingere La cacciata dal Paradiso con tanta partecipazione…»

People from New York– “A Theresa piacque soprattutto la parata sulla Quinta Strada, la signorina Judd si emozionò guardando i pompieri in azione e a Beatrix vennero le lacrime agli occhi quando vide la folla degli immigrati sulle banchine di Ellis Island. «Povera gente» mormorò. «Bisognerebbe che qualcuno raccontasse le loro storie…» Immigrants arriving, fifteen or twenty thousand in a week, Whitmann-Mannhatta

Ingiustizie sindacali– «Che l’abbia fatto per scelta o per costrizione, il risultato non cambia: il talento viene mortificato e noi scontiamo la colpa di essere donne. Le mie ragazze non possono rimanere ferme, Agnes, verrebbero licenziate!»”

Inizia la rivolta-Clara Agitprop– Animo! E ricordate: la Libertà, là fuori nella baia, è una donna come noi!»” «Il nostro motto sarà lo stesso della gloriosa Susan B. Anthony: La vera repubblica: gli uomini, i loro diritti e niente di più; le donne, i loro diritti e niente di meno!»

Il palazzo che vedete alle mie spalle è nato come una pura idea, prima di diventare un colosso di pietra e acciaio» esordii a voce alta perché mi sentissero tutte. «Un’idea di bellezza e solidità. Alcuni dicevano che era una follia, che un vento forte l’avrebbe fatto crollare. In realtà è fragile solo in apparenza. Il nostro reparto si è sviluppato allo stesso modo, rafforzandosi sempre più. Ognuna di voi è cresciuta in questi anni, diventando più forte nel carattere, più abile nel lavoro. Ora un forte vento minaccia di far crollare ciò che abbiamo costruito insieme, ma io vi dico che non ci riuscirà, perché la bellezza è dalla nostra parte! Dobbiamo solo dimostrare di essere solide, proprio come questo palazzo.”

«È questo che vogliono: spaventarvi, farvi tornare indietro, tenervi lontane dal lavoro. Per sempre. Pensano di poterci rubare il posto con la prepotenza, come è tipico degli uomini! Ma ricordate: solo la paura, la paura di agire, può privarci di quello che è, e rimane, un nostro sacrosanto diritto!»”

Rialzarsi- E. DickinsonNon conosciamo mai la nostra altezza finché non siamo chiamati ad alzarci. E se siamo fedeli al nostro compito, arriva al cielo la nostra statura.”

Grazie Clara!

 Susan Vreeland

“Solo grazie alla passione vittoriana per gli epistolari che Clara Driscoll è uscita dall’oblio, ispirandomi questo romanzo. Ma è grazie all’attenzione e all’amore con cui le lettere di Clara sono state custodite che ho potuto scriverlo.”Susan  Vreeland:

G. Simenon-EUROPA 33. Da un reportage d’autore: “Se vogliamo o se dobbiamo capirci, non è meglio conoscerci?”

 

 

Europa 33 è la storia di  un’esperienza di fotogiornalismo in “quattro” tappe: Europa 33I grandi alberghi europeiUna visita a Trockij e Popoli che hanno fame. 

Abbiamo imparato a conoscere George  Simenon per lo più tramite il suo commissario Maigret. Con Europa 33 lo  scopriamo  fotogiornalista di  grande presa. Con la macchina fotografica, lo sguardo da intellettuale curioso e la moglie al seguito, inizia la sua esplorazione nell’Europa dei tormentati anni 30.

In questa Europa mi interessava vedere i nostri amici. Qualunque scolaretto saprebbe recitare a memoria: «Gli alleati della Francia nel 1933 sono: il Belgio, la Polonia, la Romania, la Cecoslovacchia e la Jugoslavia». Ma che ne sa quel bambino, che ne sa suo padre, che ne sa il suo maestro di un polacco o di uno iugoslavo? E il belga immaginato da un contadino francese ha qualche elemento in comune con un vero belga del ’33? Sono andato a far visita a tutti loro. Sono ancora in viaggio, e non busso alle porte dei ministeri e dei parlamenti, ma a quelle delle fattorie, delle case operaie e delle botteghe.

Simenon è interessato alle persone e al loro ambiente. E il viaggio che intraprende gli offre molteplici  occasioni di  investigare sui comportamenti di molti e diversi cittadini “Europei”.

“non busso alle porte dei ministeri e dei parlamenti, ma a quelle delle fattorie, delle case operaie e delle botteghe.”

Il suo sguardo descrittivo immortala l’attimo in una foto.  Un limite  insormontabile di una lettura su Kindle è la leggibilità e l’efficacia delle fotografie. Puoi solo intuire la loro  bellezza da quei  quadratini incastonati in un piccolo schermo. Peccato. Forse mi procurerò il libro  solo per vedere meglio  e godermi meglio le foto.

“«Sì, va bene. Ma come sono le strade laggiù? Che cosa mangiano? Come si vestono? Come passano il tempo quando non lavorano?». Ebbene, è soprattutto per rispondere a tali domande che ho fatto questo viaggio. Ho giurato a me stesso che non mi sarei interessato alle idee, che sarei stato un semplice operatore, un fabbricante di istantanee. Ed è per questo che ho raccontato i miei primi andirivieni con tanta minuzia. Sono riuscito, nonostante la deformazione professionale, a non fare letteratura? Lo spero e vorrei continuare così.”

Lo sguardo  e le intenzioni appaiono semplici e diretti, a tal punto che hai quasi l’impressione di essere tu, e non George, a raccontare e fotografare. Ma non cadiamo nell’inganno! È la semplicità narrativa che fa di un grande scrittore un grande fotoreporter.

E tuttavia, in alcuni casi il coinvolgimento travolge il fotografo. Ho trovato il viaggio  e le conseguenti peripezie a Odessa e in Russia eccessivamente politicizzati. La recente rivoluzione bolscevica viene stigmatizzata attraverso  le foto, le parole, i commenti, le reazioni. Non so,  è come se Simenon mettesse da parte l’ ”oggettività” dello sguardo per lasciare spazio al bisogno irrefrenabile di portare allo scoperto quello che non funziona nella nuova società. Impressioni.

Alcune immagini  restano impresse  nella memoria visiva: i giovani  vestiti di bianco, leggeri, felici e proiettati verso il futuro,  nonostante gli evidenti  condizionamenti politici e culturali.

“I giovani Russi sono allegri ma- “«Crederò nella Russia solo quando li vedrò giocare a belote». A belote o a qualsiasi altro gioco! Non giocano! Non fanno niente di inutile! Non leggono romanzi! Se si fanno il bagno è per allenare i muscoli e tonificare la pelle al sole. Se camminano per strada, lo fanno a passo di marcia. E poi frequentano i circoli.” 

 

Grandi Alberghi

Lo sguardo sui grandi alberghi europei  è spesso disincantato, talora critico, ma sempre umanamente ironico. Ciò che colpisce Simenon è l’evidente abisso tra la realtà e l’apparenza. Tra le vite dei ricchi e quelle dei poveri.

“Naturalmente ogni albergo di lusso ha la sua specificità, la sua clientela, il suo stile e il suo genere. In ogni capitale, per esempio, c’è un hotel sontuoso e vecchiotto, dove vi viene mostrato l’appartamento reale e dove ancora oggi soggiorna l’aristocrazia. Poi c’è l’albergo dalle dorature sgargianti e dal personale turbolento, che è specializzato in sudamericani e in generale nel lusso chiassoso. Cinema. Grandi banchieri. Re del cotone o della trafileria. Quindi viene l’albergo per inglesi, più sobrio, più discreto, dove nella hall e negli ascensori si incontrano sempre cani.” 

La fame nera

Tutta la sezione dedicata alla “fame vera” è molto cupa. Realistica? Forse si, ne è testimone  l’ansia montante di Simenon di non poter tornare a casa a causa dei continui  blocchi burocratici.

“Sono sei mesi che, come reporter, attraverso l’Europa in lungo e in largo, da nord a sud e da est a ovest. All’inizio non sapevo che cosa cercavo. Volevo vedere. Ho ammirato la Norvegia e i suoi fiordi, la Danimarca e i suoi sindacati, l’Olanda ricca e solo leggermente inquieta; ho incontrato Hitler e assistito alle sfilate dei nazisti; ho visto Mussolini e visitato le nuove fabbriche italiane. Poi, un bel giorno, mentre mi dirigevo verso est, ho incontrato la Fame.”

Risultano amaramente comici i  discorsi tra i quattro passeggeri al rientro  sulla nave Italiana: c’era un italiano, un turco, un francese e un tedesco…Quasi da barzelletta. La moglie è sempre dietro le quinte.

«Quella gente fa man bassa di tutte le merci e va a lavorare anche nel Mare del Nord e nel Baltico! Hanno delle vecchie bagnarole che le assicurazioni si rifiutano di garantire. Non pagano i marinai, che si accontentano di mangiare un po’ di ratatouille. E fanno pagare la tonnellata metà della tariffa praticata dagli altri». «La Grecia non è un paese!» afferma il turco. Esattamente quello che l’italiano diceva della Turchia. E più o meno quello che il tedesco pensa dell’Italia. «Quanto alla Russia…». Eccoci!”

Perché leggere Europa 33

Credo  che valga comunque la pena leggere Europa33 perché, al di là del maggiore o minore coinvolgimento di Simenon nel reportage, emergono indubbiamente  aspetti culturali  e sociali che non possono non far riflettere i cittadini Europei  del terzo millennio.

“Io sono partito con uno scopo più modesto, quello di vedere il volto dell’Europa di oggi. C’è stata un’Europa di prima del 1914, poi un’Europa squarciata dalle trincee e infine un’Europa del dopoguerra. Ma forse è ancora un’altra Europa questa Europa del 1933 che sonnecchia sotto la neve e che, come chi dorme male, è scossa da bruschi e terrificanti sussulti.”

 

Assaggi in viaggio

Patriottismo-sentono parlare in francese? Benissimo. Vi concedono che la vostra è una bella lingua, che ha avuto i suoi poeti. Ma nell’Europa centrale e orientale ci sono una mezza dozzina di lingue che derivano direttamente dal sanscrito. Sicché… Tutto questo significa che ogni piccolo paese coltiva nel suo intimo un patriottismo esacerbato, di cui i grandi paesi non hanno la minima idea. E tale patriottismo si traduce in orgoglio e al tempo stesso in suscettibilità.” 

Conoscersi -“Se vogliamo o se dobbiamo capirci, non è meglio conoscerci? Conoscere i nostri difetti e i nostri pregi, così da perdonare gli uni in ragione degli altri.”

Origine delle dittature-“La crescita delle contraddizioni sociali e nazionali spiega, a mio avviso, l’origine e la relativa stabilità delle dittature. Il fascismo non è frutto di una psicosi o di una sorta di “isteria collettiva” (ipotesi consolatoria di tanti teorici da salotto sul tipo del conte Sforza), ma di una profonda crisi economica e sociale che sta consumando senza pietà il corpo dell’Europa.

La crisi ciclica che stiamo attraversando ha solo aggravato certi processi patologici già in atto. Alla fase di crisi seguirà inevitabilmente una fase di ripresa, che tuttavia sarà più lenta di quanto ci si aspetti. Ma la situazione generale dell’Europa non migliorerà molto. Dopo ogni crisi le piccole imprese, già di per sé deboli, diventano ancora più deboli, o muoiono completamente; le imprese forti ne escono rafforzate” 

Belgio fratellino della Francia“Il tizio che ha inventato la storia del fratellino non li aveva guardati in faccia.”

Paesi Fiamminghi-“Boerenbond». Che significa: associazione di contadini. Troverò la stessa casa in tutti i paesi fiamminghi. E quasi ovunque anche lo stesso parroco giovanissimo, energico, aitante, con un’aria da studente o da venditore di automobili e in più il piglio grave della sua gente.  

In Polonia- “«Quando lascerà la Polonia dove andrà?». «In Romania». «Farebbe meglio a restare qui!». Dopo un po’ è tornato con un altro piatto: «Tipico di voi francesi! Ha solo quindici giorni per visitare la Polonia e va a perdere tempo in Romania!».

Il dormitorio di Varsavia “Non si fuma. Non si mangia. Non si beve. Ci si cura. Perché qui c’è un campionario di tutte le miserie, di tutte le deformazioni che possono martoriare un corpo umano. Vorrei che fossero tutti vecchi. Mi direi che sono dei rifiuti. E invece no! I giovani sono numerosi quanto i vecchi.”

Vilnius- “Ci sono soprattutto grandi case tristi con, alle finestre, pezzi di cartone che rimpiazzano i vetri via via che si rompono, strade innevate su cui scivolano fetide slitte, e poi poveri, poveri ogni dieci metri, poveri più poveri che in qualsiasi altro paese del mondo.”

Germania,Giornalisti e coraggio- “Una sera c’è stato un gran consiglio ed è stato deciso che serviva una scusa per mettere a tacere i comunisti prima delle elezioni. Hitler proponeva di organizzare un falso attentato contro di lui per galvanizzare i suoi sostenitori. Goebbels, più calmo, lo ha dissuaso dicendo che un falso attentato avrebbe potuto dare a qualcuno l’idea di commetterne uno vero. Allora hanno ripiegato sul Reichstag. Mancava una settimana alle elezioni, era sabato. Ho telegrafato la notizia a Parigi, al giornale della sera. Non hanno avuto il coraggio di pubblicarla. Il mercoledì sera il Reichstag bruciava e nessun tedesco dava il minimo segno di stupore! Sfido” 

Ordine, finalmente!- “Ma di che cosa stavo parlando? Ah sì! Le «ammucchiate», il nudismo, la speculazione, il freudismo, i ragazzini e le ragazzine, lo squilibrio e l’irrequietezza, lo sport, l’eroina, la cocaina e compagnia bella. Ebbene, ora decine di milioni di tedeschi hanno l’impressione che sia finita, che sia stato ristabilito l’equilibrio, che finalmente sia stato dato loro uno scopo nella vita. E l’artefice di tutto questo è Hitler! Le persone si agitavano disordinatamente, si divertivano come potevano, senza convinzione, ognuno a modo suo, e il risultato alla fine era la noia generale. Hitler li ha rimessi in riga.”

Arrangiarsi in un’ Europa all’incontrario- “«E allora? Ognuno commercia come può…!». Naturale! Come diceva quello, la merce è merce, va e viene! L’Italia fornisce armi agli ungheresi. A Herstal, fino a tre mesi fa, ne fabbricavano per le truppe di Hitler. Il Giappone ne fabbrica per il Giappone…”

I turchi “«Non sa di che nazionalità è?». «Mio padre era italiano, ma io sono nata qui a Istanbul e non ho mai lasciato la Turchia. Ora mi rispediscono nel mio paese». «Probabilmente ritroverà parte della sua famiglia». «E dove? Non so nemmeno in che regione dell’Italia era nato mio padre. Quanto a mia madre, era greca». E poi non parla l’italiano e non sa neanche se l’Italia sarà disposta ad accoglierla.”

A Istanbul per incontrare TrockijPer andare a intervistare Trockij mi ritrovo sul ponte – più affollato del Pont-Neuf di Parigi – che collega le due parti di Costantinopoli, la città vecchia e Galata. Mi sembra di essere sulla Senna in una domenica di sole, dalle parti di Saint-Cloud, di Bougival o di Poissy. Chissà come mai. Le imbarcazioni, assiepate attorno all’intrico degli imbarcaderi, mi fanno pensare ai bateaux-mouches. Sono più grandi? Non c’è dubbio.

Hanno anche una certa aria marina e l’elica smuove acqua salata. Ma è una questione di proporzioni. È l’intero scenario a essere più vasto, perfino il cielo è più lontano. Qui una riva si chiama Europa e l’altra Asia. Continua a sembrarmi una domenica di sole, di sobborghi, di balere. Sul ponte del traghetto ci sono coppie di innamorati, contadini che trasportano gabbie con dentro galli e galline, marinai in licenza che sorridono pregustando il piacere della gita.”

La Casa di Trockij- “All’interno le pareti sono spoglie, bianche, e l’unica macchia di colore sono gli scaffali con i libri. Ci sono libri in tutte le lingue, fra i quali noto una copia di Viaggio al termine della notte con la copertina malconcia.”

Lui “Lo hanno descritto migliaia di volte e non intendo farlo anche io. Vorrei soltanto riuscire a rendere l’impressione di calma e di serenità che mi ha trasmesso, la stessa calma, la stessa serenità che si respiravano in giardino, in casa e in tutto l’ambiente circostante.”

Passaporti e nuove professioni- E così chi non ha famiglia, voglio dire chi non ha più una patria, vaga di consolato in consolato, di dogana in dogana, alla ricerca di un posto dove gli sia permesso lavorare. E per quanto tragica sia la situazione, c’è sempre qualcuno che ne approfitta. Ci sono in giro dei veri e propri specialisti nell’aprire le serrature più complicate e nello scassinare le casseforti più sicure. Si mettono serrature alle porte dei paesi? Nello stesso momento, se così possiamo dire, nasce una nuova professione: quella delicata e lucrosa del fabbricante di passaporti! Ne ho incontrati alcuni ad Atene, a Istanbul, a Budapest, perfino a Marsiglia.” 

Kafedj- “Stavo per fargli avere un passaporto rumeno ma, all’ultimo momento, mi hanno chiesto un prezzo troppo alto. Insomma: è persiano…». E mi mostrò un passaporto nuovo con le armi di Persia. «È falso?». «Niente affatto. È assolutamente autentico. Non mi arrischio mai con i falsi. È troppo pericoloso…». «Ma lui parla persiano?». «Che importa?». «Se non sono indiscreto, quanto costa un passaporto come questo?». «L’ho avuto per poco: cinquecento franchi. Va detto però che non vale un granché. Per un passaporto italiano, per esempio, ci vogliono dai duemila franchi in su…». «Sempre veri?». «Quasi sempre. Bisogna sapere a chi rivolgersi, conoscere il personale dei consolati…». «È un’attività che rende bene?». Alzò le spalle di fronte a un tale candore.” 

Ucraina, dal Pireo passando per Smirne a Odessa- “Odessa, autentica capitale del Sud, è attrezzata per ricevere e sorvegliare gli stranieri. Ma io ho voluto fare anche il giro del Mar Nero su un’imbarcazione russa e fermarmi nei vari porti. A Sebastopoli, Jalta, Novorossijsk, Batum, che non vedono mai un turista, l’organizzazione è meno perfetta. E sulla nave, che in genere gli stranieri non prendono, non c’è ombra di organizzazione.”

Migranti-Lasciare la Russia-“Non ho mai visto uno spettacolo simile. Molto probabilmente non lo vedrò mai più. Gente in fila con tutto quello che possiede, materassi, un canarino, vecchie brocche, stracci, un fonografo guasto, bambini e chissà che altro…” 

Assaggi dal web: il respiro malato dell’Europa

“Un viaggio complesso quello di Simenon e di questo Europa 33. Un viaggio che, proprio dal titolo, ricorda l’invito del medico al paziente mentre ne saggia il respiro: dica 33. Che qui diventa, oltre che un anno cronologico, esattamente lo stetoscopio di uno scrittore che ne vuole sentire non solo il respiro ma, ancor più, il cuore e i nervi. E allora eccoci condotti, senza paternalismi, attraverso un continente che non sapeva di esserlo, che talvolta non lo accettava (come oggi) e che viveva di miseria e nobiltà (decaduta) tra case misere e alberghi di lusso. Tutto, sempre, raccontato mescolandosi alle persone di cui racconta, vivendone le parole ma, soprattutto, i gesti, le contraddizioni, le bugie, le idiosincrasie. Quelle frontiere che, allora come ora, erano prima mentali e culturali e poi fisiche.” L’ottavo

 

 

 

 

M.L.Toffanin-A TINDARI.”rocce di antiche rughe”e “terre di acque naufraghe nei cieli”. Uno sguardo poetico sulla Sicilia.

La poetessa Maria Luisa Toffanin, premiata a Patti con il Sorrentinum 1999, dedica a Tindari, e al suggestivo territorio circostante, la sua silloge poetica: A Tindari e Visioni. Attraverso la voce dell’attore Federico Pinaffo, le poesie  ci trasportano in  atmosfere isolane, scolpite nel cuore.

I versi della poetessa illuminano il ricordo di una splendida Sicilia, rendendolo più vivo e vero. Belle e funzionali sono le foto che visualizzano l’ispirazione e le emozioni provate.

Immediato il pensiero va al devoto omaggio di  Salvatore Quasimodo,  (premio Nobel per la Poesia 1959) a questo luogo del cuore.

Vento a Tindari

Tindari, mite ti so
Fra larghi colli pensile sull’acque
Delle isole dolci del dio,
oggi m’assali
e ti chini in cuore.

Salgo vertici aerei precipizi,
assorto al vento dei pini,
e la brigata che lieve m’accompagna
s’allontana nell’aria,
onda di suoni e amore,
e tu mi prendi
da cui male mi trassi
e paure d’ombre e di silenzi,
rifugi di dolcezze un tempo assidue
e morte d’anima

A te ignota è la terra
Ove ogni giorno affondo
E segrete sillabe nutro:
altra luce ti sfoglia sopra i vetri
nella veste notturna,
e gioia non mia riposa
sul tuo grembo.

Aspro è l’esilio,
e la ricerca che chiudevo in te
d’armonia oggi si muta
in ansia precoce di morire;
e ogni amore è schermo alla tristezza,
tacito passo al buio
dove mi hai posto
amaro pane a rompere.

Tindari serena torna;
soave amico mi desta
che mi sporga nel cielo da una rupe
e io fingo timore a chi non sa
che vento profondo m’ha cercato.

5-Serie DdC-LA MAPPA DELLO SCI in Italia nel 1965.Cosa è cambiato?

Con la foto curiosa, AVVISO COMPLETO inizia la serie DdC dedicata al numero 3-anno 66-del 17 Gennaio 1965 della Domenica del Corriere, una copia emersa tra le vecchie carte familiari, inaspettata e ricca di spunti interessanti per l’attualità.


1965: gli anni del boom, anche dello sci!

La mappa  illustra, in un chiaro sguardo d’insieme,  le zone più belle e caratteristiche dello sci nel periodo in cui questo sport/attività comincia a diventare popolare in Italia. Colpisce  lo spazio riservato  alle aree montane dell’Appennino centrale che oggi, sono  molto più frequentate e meglio attrezzate. Forse meglio conosciute,  grazie anche a programmi di informazione e organizzazione turistica.

Amanti della neve e degli sport invernali,  riconoscete questi posti? Notate delle differenze rispetto ad oggi?

Domenica del Corriere 17 gennaio 1965

2-Serie DdC ’65-LA PUBBLICITÁ negli anni ’60. Cosa vi colpisce?

Con la foto curiosa, AVVISO COMPLETO inizia la serie DDC dedicata al numero 3-anno 66-del 17 Gennaio 1965 della Domenica del Corriere, una copia emersa tra le vecchie carte familiari, inaspettata e ricca di spunti interessanti per l’attualità.

Nella galleria sono inseriti  alcuni dei più famosi annunci pubblicitari degli  anni sessanta:  Differenze rispetto  ad oggi?

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