• Mondo Fuori

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

  • I viaggi della speranza e della disperazione.

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • Io sto con Emercency

    Guerre, Epidemie, Vite umane falcidiate... Per nostra fortuna c'è Emercency.

  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • 8 Marzo 2020-Donne insieme con determinazione e speranza

    a mia madre-click&read
  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • 25 Aprile 2020- Festa della Liberazione dal nazifascismo

  • 1° Maggio 2020-Coraggio!

    R.Guttuso-Portella delle Ginestre

  • 23 Maggio-19 Luglio -Luci che non si spengono…

  • 10 Maggio 2020-Festa della Mamma

    dalla vita di una grande mamma...

  • 2 Giugno 2020-Festa della Repubblica Italiana

    Ossimori festosi: ferita, disorientata, fragile, eppure resiliente, meravigliosa e forte. La nostra Repubblica.

  • Amo l’Europa

  • 3 Ottobre 2013-3 Ottobre 2020 Ricordare, accogliere, progettare il futuro

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    Il 3 ottobre è diventato giornata della memoria e dell'accoglienza, una data in cui si ricordano le vittime del naufragio di Lampedusa e tutti i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di arrivare in Italia, la porta dell'Europa.

  • 5 Ottobre 2020-Giornata UNESCO dedicata agli Isegnanti

  • 20 Novembre2020- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

  • 25 Novembre 2020-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • Disclaimer

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M.L.Toffanin-A TINDARI.”rocce di antiche rughe”e “terre di acque naufraghe nei cieli”. Uno sguardo poetico sulla Sicilia.

La poetessa Maria Luisa Toffanin, premiata a Patti con il Sorrentinum 1999, dedica a Tindari, e al suggestivo territorio circostante, la sua silloge poetica: A Tindari e Visioni. Attraverso la voce dell’attore Federico Pinaffo, le poesie  ci trasportano in  atmosfere isolane, scolpite nel cuore.

I versi della poetessa illuminano il ricordo di una splendida Sicilia, rendendolo più vivo e vero. Belle e funzionali sono le foto che visualizzano l’ispirazione e le emozioni provate.

Immediato il pensiero va al devoto omaggio di  Salvatore Quasimodo,  (premio Nobel per la Poesia 1959) a questo luogo del cuore.

Vento a Tindari

Tindari, mite ti so
Fra larghi colli pensile sull’acque
Delle isole dolci del dio,
oggi m’assali
e ti chini in cuore.

Salgo vertici aerei precipizi,
assorto al vento dei pini,
e la brigata che lieve m’accompagna
s’allontana nell’aria,
onda di suoni e amore,
e tu mi prendi
da cui male mi trassi
e paure d’ombre e di silenzi,
rifugi di dolcezze un tempo assidue
e morte d’anima

A te ignota è la terra
Ove ogni giorno affondo
E segrete sillabe nutro:
altra luce ti sfoglia sopra i vetri
nella veste notturna,
e gioia non mia riposa
sul tuo grembo.

Aspro è l’esilio,
e la ricerca che chiudevo in te
d’armonia oggi si muta
in ansia precoce di morire;
e ogni amore è schermo alla tristezza,
tacito passo al buio
dove mi hai posto
amaro pane a rompere.

Tindari serena torna;
soave amico mi desta
che mi sporga nel cielo da una rupe
e io fingo timore a chi non sa
che vento profondo m’ha cercato.

5-Serie DdC-LA MAPPA DELLO SCI in Italia nel 1965.Cosa è cambiato?

Con la foto curiosa, AVVISO COMPLETO inizia la serie DdC dedicata al numero 3-anno 66-del 17 Gennaio 1965 della Domenica del Corriere, una copia emersa tra le vecchie carte familiari, inaspettata e ricca di spunti interessanti per l’attualità.


1965: gli anni del boom, anche dello sci!

La mappa  illustra, in un chiaro sguardo d’insieme,  le zone più belle e caratteristiche dello sci nel periodo in cui questo sport/attività comincia a diventare popolare in Italia. Colpisce  lo spazio riservato  alle aree montane dell’Appennino centrale che oggi, sono  molto più frequentate e meglio attrezzate. Forse meglio conosciute,  grazie anche a programmi di informazione e organizzazione turistica.

Amanti della neve e degli sport invernali,  riconoscete questi posti? Notate delle differenze rispetto ad oggi?

Domenica del Corriere 17 gennaio 1965

2-Serie DdC ’65-LA PUBBLICITÁ negli anni ’60. Cosa vi colpisce?

Con la foto curiosa, AVVISO COMPLETO inizia la serie DDC dedicata al numero 3-anno 66-del 17 Gennaio 1965 della Domenica del Corriere, una copia emersa tra le vecchie carte familiari, inaspettata e ricca di spunti interessanti per l’attualità.

Nella galleria sono inseriti  alcuni dei più famosi annunci pubblicitari degli  anni sessanta:  Differenze rispetto  ad oggi?

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MIO PADRE, MIA MADRE ED IO. Un omaggio speciale di Stefania (Scamardiphoto) ai genitori.

Carezze

Febbraio 2021- Fa sempre piacere accarezzarsi il cuore con la mano  dell’amore e dei ricordi.  Fa piacere specialmente in questo periodo di distanza forzata dagli affetti lontani. Allora ogni segno di vicinanza affettiva riscalda e apre alla speranza.

Siviglia 2009. Si torna in Italia. Il momento  dei saluti  è sempre straziante. Ci si lascia fisicamente, con la certezza di ritrovarsi  presto. Gli occhi sono lucidi, il viso tradisce qualche emozione malcelata, ma l’abbraccio trasmette fedeltà eterna ai sentimenti che legano  padri, madri e figlie.

Questo è il bellissimo  regalo di Stefania, che ritrae a modo suo un intenso periodo  vissuto insieme. 

 

Come colonna sonora di questo omaggio Stefano e Ornella hanno scelto MAX di Paolo Conte, una canzone che è anche parte di me, per averla ascoltata attraverso le loro vite e i lunghi, intensi viaggi in macchina tra il Sud, il Centro e il Nord dell’Italia.

 

2020-2021 Bilancio di un anno. Cosa tengo con piacere, cosa lascio volentieri, cosa DEVO ancora portare con me

 

annovecchioannonuovo

È iniziato il 2021. Poverino, viene dopo un  2020 inimmaginabile, che difficilmente sarà dimenticato. Mi concedo un momento di intima riflessione per ripercorrerlo, cercando di guardarlo dal di fuori.  Non è semplice procedere in modo  ordinato, come un bilancio richiederebbe: da una parte i  pro o le cose belle che si sono verificate e dall’altra  i contro o gli eventi  inaspettati e dolorosi che l’hanno costellato. Quando si parla di vicende umane i confini tra il positivo e il negativo  non sono mai  netti e sono sempre difficili da incrociare con il passar del tempo. Proviamoci.

Cosa porto con me nel 2021

ph-Andrea-Cherchi-Bauli a Milano Ottobre2020

 

 

  • Tutte le forme d’arte, ancora imprigionate  in schermi più o meno grandi, ma sempre vitali e piene di magia, pronte a lasciare il soggiorno obbligato per tornare felicemente alle loro case naturali: i teatri, i cinema, le sale concerto, le piazze, gli stadi…Un evento connesso? L’ Indimenticabile grido di dolore dei bauli d’artista a Milano.
  • La bellezza della tecnologia che mi ha permesso  di  stare in contatto con i miei cari lontano, giocando persino a tombola e divertendoci con quiz su piattaforme dedicate…Fantastico!

  • La riscossa della scienza e del suo ruolo fondamentale nella società,  segno  evidente  del progresso umano. A fronte di tante spinte verso un passato oscurantista, la scienza traccia velocemente ed efficacemente il sentiero della modernità e dell’umanità. E arriva il vaccino.

  • La nascita del nipotino della mia vicina di casa. Luce sul futuro, nell’ombra del presente.

Cosa lascio al  2020

  • Tutte le manifestazioni ipocrite di comprensione e compassione.

  • La paura, Il dolore, l’ansia montante, ora dopo ora, giorno dopo giorno, seguendo le onde dei numeri  e delle statistiche COVID.

  • Il  senso soffocante di oppressione da divieto  di vivere la propria normalità. Molte cose non le avrei fatte comunque, ma l’impossibilità di scegliere imposta dall’esterno fa diventare tutto meno sopportabile.

  • La nevrosi della disinfezione: alcol, amuchina, aria, aria, vestiti e scarpe fuori…

  • Tutte le mie illusioni sul Regno Unito. Continuo  a non capire fino in fondo  il perchè della Brexit e della chiusura verso esperienze come l’Erasmus, che hanno permesso una feconda circolazione di idee, persone, esperienze formative.

  • Lascio volentieri Trump  fuori dalla porta. Il vecchio trombone continua a spingere, non vuole rassegnarsi, ma anche per lui arriverà il momento  di smetterla.

Cosa DEVO, ancora e necessariamente, portare  con  me 

 

  • Mascherina, sempre a portata di mano

  • Cautela massima, sempre

  • Impossibilità di muovermi come mi pare e piace

  • Distanza da luoghi e persone che vorrei strapazzare di baci e abbracci

Tutto sommato, la lista dei pro è più lunga  e anche se mi aspettano tempi non facili e dovrò continuare a convivere con i regali del 2020, intravedo l’arcobaleno dopo la tempesta.

 

scamardistudio-arcobaleno a Palma

W.Smith-ALLE FONTI DEL NILO-L’eterna lotta tra Verità e Menzogna lungo il corso del grande fiume.

Alle fonti del Nilo: Il ciclo egizio di Wilbur Smith (La Gaja scienza Vol. 849), Longanesi & C 2007

 Alle fonti del Nilo di Wilbur Smith ci racconta l’eterna lotta tra Verità e Menzogna. Entrano in campo  magia, energia, lotta per sopravvivenza e potere, amore e morte, meraviglie della natura, il tutto mescolato nel grande calderone della pseudoscienza. La strega cattiva che aspira al ruolo di  nuova-divinità  farà la fine che meritano tutte le streghe. Il mago buono e virtuoso, seppure tormentato da qualche conflitto interiore,  farà la fine che meritano i buoni.

Ma chi ha veramente ragione? La bellezza della natura, forse. I meravigliosi cavalli Turbine e Brezza di fumo, l’incantesimo  egiziano che permea tutto il racconto e che  oggi  soffre i  rumori  nefasti di un regime che tutti  biasimano, ma tutti corteggiano.

Il mago Taita con un gruppo di valorosi  al seguito riceve mandato dal faraone di  scoprire l’origine delle calamità che stanno distruggendo l’Egitto e di  uccidere i responsabili. Il gruppo si avventura lungo il letto del grande fiume,  per terre e ambienti  super ostili. Nel corso del lungo viaggio i valorosi si scontrano con rospi voraci, mosche tse-tse, zanzare invincibili, cannibali orripilanti. Il climax dell’orrore si raggiunge  con la lotta furiosa e titanica tra la strega Eos e i suoi super poteri, e il  grande mago Taita,  supportato dalla lunare Fenn e dai  fedeli compagni di avventura.  

Evening Nile River Uganda

Al termine di un lunghissimo viaggio (centinaia di giorni e di pagine) Il Nilo ritrova la sua baldanza e torna a fecondare le terre e gli animi  degli Egiziani. E la lettrice  ringrazia per essere arrivata indenne all’ultima pagina.

Sono arrivata alla fine si,quasi per una sorta di dovere morale verso la storia e la curiosità di capire fino in fondo perché Vladimiro lo abbia trovato molto bello. Chiusa l’ultima pagina, devo ammettere che questo genere non mi  piace. Troppo fantastico, troppe lotte e battaglie, troppo di tutto. Colgo tuttavia un messaggio di fondo che potrebbe riscattare la sovrabbondanza del racconto, e cioè la consueta morale consolatoria: la Verità vince sempre sulla Menzogna.

 Ma causa cinismo galoppante, trovo questo messaggio poco realistico alla luce  di quanto ci accade intorno. E concludo con alcune domande: vale ancora la pena di continuare a cercare la verità nel mondo? Vale la pena cimentarsi in questa impresa  senza l’intervento di un  mago  che ci accompagni verso  una  fonte salvifica? Si, vale la pena farlo tra le pagine di un libro come questo, se si ama il genere.

Piccoli assaggi

Presentazione “Dopo un interminabile viaggio nelle terre più remote del mondo conosciuto, per il mago Taita e il fedele Meren è tempo di far ritorno in Egitto. La loro amata patria è afflitta da piaghe senza fine: sulle regioni del Nilo, già stremate da lunghi anni senza esondazioni, si è abbattuto il flagello della peste, che non ha risparmiato neppure i figli del faraone Nefer Seti. E mentre i nemici di sempre tramano per mettere le mani sul regno, su di esso piomba una nuova, penosa calamità: il fiume, da sempre fonte di vita e di prosperità, si è ridotto a una catena di pozze fangose del colore del sangue. Uno scenario drammatico in cui, impalpabile come la tela di un ragno velenoso, si diffonde il culto di una nuova, misteriosa dea dagli straordinari poteri. Un culto che sta affondando i suoi artigli nel seno stesso della famiglia reale. Disperato, il faraone chiede a Taita di rimettersi in cammino. Solo il grande stregone, forte dei nuovi poteri ottenuti grazie agli arcani riti custoditi nella lontana Asia, ha qualche speranza di scoprire e sconfiggere la minaccia che si annida alle fonti del Nilo. Ha così inizio un pericoloso viaggio lungo il maestoso letto del fiume, descritto con grande talento narrativo e ineguagliabile ricchezza di dettagli, nel quale alle insidie che minacciano la spedizione si aggiunge la sfida letale del mago con le forze oscure in agguato fuori e anche dentro di sé…” (da “Alle fonti del Nilo: Il ciclo egizio (La Gaja scienza Vol. 849)” di Wilbur Smith, G. Hirzer)

Che cos’è la Fonte?“«Quanti anni hai, Eos?» «Un tempo che né tu, né nessun vivente potrebbe calcolare.» «Com’è possibile?» «Hai mai sentito parlare della Fonte?» «È una leggenda che ci è giunta dai tempi antichi.» «Non è leggenda, Taita. La Fonte esiste.» «Di cosa si tratta? Dove si trova?» «È il Fiume Azzurro di tutte le vite, la forza naturale che governa il nostro universo.» «Ma è un fiume o una fonte? E perché ’azzurro’? Sei in grado di spiegarmelo?» «Non esistono parole, neppure in Tenmass, capaci di descrivere adeguatamente la sua potenza e la sua bellezza. Quando saremo diventati una cosa sola, ti ci porterò.”

Manipolazioni genetiche: dai trogloditi ai sapiens “«Sono trogloditi. Discendono da una specie di scimmie arboricole che abita le grandi foreste del Sud. Nel corso di secoli di cattività siamo riusciti, con interventi chirurgici e il ricorso a determinate erbe, ad aumentare la loro intelligenza e aggressività a un livello che le rende molto utili ai nostri scopi. Con tecniche analoghe siamo stati in grado di manipolarle fino a renderle completamente soggette alla volontà di chi le controlla. Naturalmente la loro mente è rozza e primordiale, per cui sono più facilmente malleabili degli uomini. Tuttavia stiamo sperimentando le medesime tecniche su alcuni nostri schiavi e prigionieri, e i risultati sono davvero incoraggianti. Appena diventerai membro della Confraternita avrò il piacere di mostrarteli. »
“Taita rimase sconvolto da quelle rivelazioni. Stanno parlando di realizzare creature che non sono più uomini, ma mostri aberranti, pensò cercando di non lasciar trapelare lo sgomento. Questa gente è funestata dalla malvagità di Eos, il suo veleno ha traviato e corrotto il loro acume.” 

NO WOMEN NO PANEL-Ascoltate le donne! Modi e tempi per combattere la violenza contro le donne.

Ci sono tante storie di donne in questo blog e dunque tante storie di violenza psicologica e fisica, di riscatto, di resilienza. Storie di professionalità, arte impegno sociale e umanitario. Storie d’amore e dedizione al lavoro e agli affetti. Storie di rispetto per la propria anima e per quella altrui. Insomma,  storie dell’universo femminile che esiste e reclama il suo spazio vitale in questo mondo. Fatevi un giro tra le recensioriflessioni di Affascinailtuocuore e ne troverete tante!

Oggi, 25 Novembre di un annus horribilis per tanti aspetti, prendiamo atto di un aumento drammatico del numero di donne uccise, violentate e molestate dagli uomini che dicono di amarle, e rilanciamo la campagna dell’Unione Europea NO WOMEN NO PANEL. La soluzione del problema  è complessa e articolata, riguarda il ruolo della donna nella società e coinvolge tutti, a tutti i livelli.

No Women No Panel is a campaign with a goal to raise awareness on having gender balance in panels and public events. Commissioner Mariya Gabriel committed to ensuring that for every panel or public event she is invited to there should be at least one other woman panelist. This campaign is inspired by the initiative of the BrusselsBinder which provides a database of female experts and  a platform for women experts to connect.”

Ricordate il rifiuto del ministro Provenzano di partecipare ad un panel in cui tra i relatori non c’era nemmeno una esperta?

“Non partecipo al convegno senza donne. È una rimozione di genere” La Repubblica

“Rai Radio 1 rilancia (era stata lanciata nel 2018!) e chiede adesioni per la campagna No Women No Panel – Senza donne non se ne parla, per una presenza equilibrata dei generi in tutte le discussioni pubbliche, in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione europea in Italia e con la Commissaria europea per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù Mariya Gabriel che ha ideato l’iniziativa.

La stessa commissaria Gabriel racconta: “Ho deciso di lanciare la campagna europea No Women No Panel e con questa campagna, mi impegno a partecipare solo a eventi pubblici in cui le donne sono equamente rappresentate. Quando spieghiamo agli organizzatori perché declino l’invito, solo poche ore dopo, riceviamo un nuovo programma con molte più donne esperte. Questa azione immediata significa che le donne esperte diventano visibili, i loro punti di vista vengono ascoltati e diventano riferimenti nel loro campo. Inoltre, diventano esempi dei possibili percorsi di carriera per le nuove generazioni”.

 

 

Una BASE SICURA per vivere meglio ai tempi del Covid19. Qual è la tua base sicura?

 

 

Ogni volta che chiedo alle mie figlie di chiudere  la nostra  videochiamata (quasi a prolungare fino all’ultimo secondo  l’incanto di un loro sguardo  o di un bacio inviato tramite lo schermo) e l’immagine si eclissa  inesorabilmente, mi fermo un attimo a pensare:

“Stanno bene, portano avanti  la loro vita, tra piccoli grandi affanni quotidiani, tra inevitabili stop&go. Insomma gestiscono l’ordinarietà. Mi sta bene, mi rassicura.”

Questa mattina  ascoltando NEGAZIONISMO IN RETE all’interno del programma   Tutta la città ne parla”,  (RAI-RADIO3)  mi  ha colpito il  concetto di “Base Sicura”, me lo sono sentito subito  cucito addosso.  Da nove  mesi vivo nella mia base sicura,  il mio punto d’appoggio per reggere gli urti dell’effetto Covid.

Logo di labasesicurapuntoit

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La BASE SICURA è la possibilità e la capacità di un individuo di avere intorno a sé persone fidate con cui instaurare legami di attaccamento reciproci e solidi.   John Bowlby.

 

Qual è la mia base sicura? la famiglia, la rete  di relazioni affettive e  amicali che ti fanno stare bene, che tu fai stare bene. In questi lunghi  mesi  vissuti come in una bolla d’aria, ne ho preso coscienza più chiaramente. Dunque, anche se a distanza (parola chiave di questo calvario), la base sicura è lì, pronta ad accogliermi, a consolarmi,  a tenere la paura lontano e a infondermi speranza. In sintesi,  a farmi  vivere dentro  uno scenario  che contempla anche  il momento  dell’abbraccio fisico e  dei baci.  È  solo questione di tempo.

 

A proposito di “vecchi improduttivi”. I VIAGGIATORI DELLA SERA (1979) di e con Ugo Tognazzi-Un film surreale ma profetico. Il presidente Toti &Co lo avranno visto?

Nel 1980, per fronteggiare il problema del sovrappopolamento, una recente legge ha stabilito che ogni cittadino, al raggiungimento del 50º anno di età deve, sotto la sorveglianza del cosiddetto Esercito della Salute Pubblica (ESP), trasferirsi in un villaggio-resort, per trascorrervi quella che è definita una vacanza.

Orso e Niky, coniugi e coetanei, pur controvoglia, devono raggiungere il villaggio a cui sono stati assegnati, accompagnati nel viaggio dai figli, che invece, perfettamente aderenti al nuovo sistema politico, ritengono assolutamente giusta la nuova legge.

Il villaggio si rivela essere una dorata prigione, la cui vita è dominata da periodiche riunioni in cui è obbligatorio partecipare a giochi di carte e una lotteria, con premio la partenza per una crociera: nessuno dei vincitori di queste crociere ha mai fatto ritorno al villaggio, dal che gli ospiti del villaggio deducono che i vincitori in realtà vengano soppressi. Il fatto è accettato con rassegnazione dagli ospiti, che preferiscono svagarsi dedicandosi ad attività sessuali, vissute da tutti in piena libertà. Anche Orso e Niki, per motivi diversi, hanno relazioni extraconiugali…read more

Era il 1979 quando  vidi il film I viaggiatori della sera di Ugo Tognazzi, tratto dall’ omonimo  romanzo di Umberto Simonetta. Ero una giovane donna, molto lontana dai 50 anni dei  due protagonisti (Ugo Tognazzi-Orso e Ornella Vanoni-Niki) eppure  la storia mi colpì profondamente.

Mi proiettò  nel futuro facendomi immaginare i “miei” 50. Mi chiedevo come potesse una società diventare così feroce e cieca nei confronti dei suoi “vecchi”,  organizzando per loro una morte apparentemente felice, ma  profondamente incivile.  Sarebbe stato quello il mio futuro?

Forse si. Anche la  nostra avanzatissima società 2020 sembra vedere i vecchi (non i cinquantenni, che oggi  vengono ancora chiamati ragazzi!)  come li vedeva l‘Esercito della  Salute Pubblica  del romanzo di Simonetta. Una realtà distopica quella, una realtà fattuale la nostra. Una realtà in cui la “quantificazione” delle anime e delle persone porta ad obbrobri come il tweet di Toti sull ‘”improduttività” dei vecchi e dunque sulla loro inutilità economica e sociale.

E tuttavia, temo che quelle parole così infelici  non abbiano   fatto altro che “sdoganare” e rendere virale un comune sentire. Tutto ciò che sa di vecchio, che vada a morire! Oggi i settantenni, ieri  i cinquantenni del film illusi dal viaggio di sogno  in una località rinomata. Vinci la crociera e ti togli dai piedi per sempre.

Cari  vecchi  2020 avete  fatto la vostra parte, chi più chi meno. Ora dovete ritirarvi in un cantuccio, ammalarvi e  morire senza fare troppo rumore.  Non tutti però, i vecchissimi  potenti no, quelli chi li schioda!  Intollerabile, ma vero. 

Vero? Fino ad un certo punto. Non avete fatto i conti con la resilienza di una generazione che ne ha viste tante e che ha combattuto per garantire il rispetto dei diritti e dei doveri  di tutti e di ciascuno di noi. E che continuerà a farlo avendo soprattutto   rispetto per  sé stessi e combattendo per smascherare la cialtroneria  di chi non si rende conto  che la ricchezza di  una società è generata e mantenuta anche  da una intelligente  relazione intergenerazionale. I giovani intelligenti  questo lo sanno e sicuramente ce li ritroveremo sempre  a fianco in questa battaglia!

 

 

E. Strout-OLIVE KITTERIDGE:“L’America è una grossa fetta di formaggio andata a male”, ma non vorrei vivere altrove

Scrivo la recensione di Olive Kitteridge di  Elizabeth Strout come fosse una lettera. Il destinatario? L’amica  che mi ha regalato  il libro per il mio compleanno 2020, anno “cruciale” di dominio COVID19.

Cara Lucia,

Hai fatto un’ottima scelta. Olive Kitteridge.  Dell’autrice ho  letto  anche Mi chiamo Lucy Barton e The Burgess Boys. Mi piace tanto!

Olive l’avevo già incontrata nella omonima serie HBO, mi  aveva colpito la magistrale interpretazione di  Frances Mc Dormand:

“Olive è una professoressa di matematica, molto spinosa e rigida. Intorno a lei vive una piccola comunità  di personaggi  tipici della provincia americana (siamo nel Maine): il marito farmacista, il figlio frustrato, il  collega poeta e alcolista innamorato di lei, l’ entusiasta e fragile assistente in farmacia e tante altre persone con problemi esistenziali e spinte suicide/omicide inquietanti. Olive sembra essere il capitano di questa nave  in navigazione in acque perennemente agitate…  More.

Grazie a te è arrivato il momento di leggere il romanzo.

Olive è la protagonista di una storia americana raccontata per “bozzetti”. Ogni capitolo, con un suo titolo riassuntivo, ci fa incontrare i vari abitanti di un piccolo centro del Maine, mettendone a nudo fragilità, punti di forza, anomalie. Il loro “ritratto” prende vita attraverso le parole e i comportamenti  di Olive. A Crosby si respira una familiare atmosfera di gossip da paese.

L’inquietudine che questi ritratti hanno generato in me mentre guardavo la serie TV,  si intensifica e  esplode tra le parole del romanzo. In molti di esse  ritrovo  stralci  della mia sensibilità, spunti di riflessione con tristezza velata, che investono anche la mia vita. Ogni capitolo è di fatto un racconto in cui incontriamo i protagonisti di tante piccole storie in cui Olive è il filo conduttore.  

Farmacia

La coppia  Olive-Henry resiste all’urto costante e spesso  subdolo  di una lunga vita matrimoniale. E scopriamo che entrambi si nutrono  in silenzio di un amore impossibile e bellissimo, forse proprio perché segreto. La farmacia di Henry è complice silenziosa di sentimenti ed eventi incrociati. Denise, Henry, Jerry, che personaggi!

«Un topo» disse sua moglie, quando assunse la ragazza nuova. « Sembra davvero un topo». Denise Thibodeau aveva guance rotonde e occhi piccoli che sbirciavano oltre gli occhiali dalla montatura marrone. « Ma è un bel topolino », rispose Henry, « Un topolino intelligente».

Marea montante

Kevin, medico in crisi  lascia New York alla ricerca di qualcosa. Aveva lasciato Crosby quando aveva tredici anni. Cosa vuol dire “sistemarsi”? Dove si trova il tuo posto nel mondo? Kevin l’aveva cercato molto, dal Maine a Chicago, a Tucson, Dallas, e ora? Di nuovo nel Maine.

“Often, often before

I’ve made this awful pilgrimage […]

I come back for more”

 Johnny Berryman (Dreamsongs)

Ho compiuto questo terribile pellegrinaggio… Sono tornato per averne ancora. Di fronte al mare Kevin ricorda: la bici del nonno, il giorno della laurea in cui il rettore chiude la cerimonia con un inno all’amore: “Amare ed essere amati è la cosa più importante della vita.” All’improvviso,  appare  la signora Kitteridge :

“Per la miseria. Era identica a come gli appariva in classe al settimo anno: lo sguardo diretto, gli zigomi alti; aveva i capelli ancora neri. All’epoca gli era simpatica;  ma non tuti la pensavano così. Provò l’impulso di allontanarla con un cenno della mano, o di mettere in moto la macchina, ma il ricordo del rispetto lo trattenne”

La marea sta montando  e qualcosa di terribile sta per accadere, il vento  soffia feroce, Kevin si ritrova in acqua a contrastare acqua e vento. Kevin si salva se salva…Attimi eterni di emozione.

La pianista

Angela O’Maera, o semplicemente Angie dai tacchi alti nella neve. si realizza nella musica. Quando suona  si sente “scivolare dentro la musica”, ne trae linfa vitale per affrontare tutte le  insidie della sua vita. Al Warehouse Angie suona canzoni che non sempre i presenti apprezzano ma  che a lei dicono molto. Olive e Henry vanno spesso  a cenare lì. Lì puoi  incontrare anche Malcom, patetico amante sposato, che  la illude da ventidue anni; Simon ex fidanzato, avvocato frustrato di mezza età alla rincorsa del tempo e forse di amori perduti. Mancato musicista, Simon  “stranamente” si trova a Crosby. Per lei?

Una piccola esplosione

Christopher, figlio unico di Olive e Henry si sposa! Con chi? Con Doctor Sue… A Olive non sta molto simpatica. Il giorno delle nozze Olive deve “indossare” la faccia da mamma dello sposo, ma le pesa molto e allora lascia furtivamente gli ospiti e comincia a girare per casa. O meglio se ne va nella stanza del figlio  a pensare, nel suo bell’abito  fiorato cucito con amore. Suzanne dai tacchi alti conosce Chris il podologo nel suo studio, dove si reca  per un’infiammazione acuta causata dalle scarpe nuove. E dopo sei mesi…patatrac. Il matrimonio. Tragicomico.

 ”Il parere personale di Olive è che la vita si basi su quelle che lei considera «grosse esplosioni» e «piccole esplosioni». Le grosse esplosioni sono il matrimonio. I figli, gli amici intimi che ci tengono a galla, ma queste cose nascondono correnti invisibili e pericolose. Ecco perché si ha bisogno anche delle piccole esplosioni: un commesso amichevole da Bradley’s, per esempio, oppure la cameriera del Dunkin’ Donuts, che sa come vuoi il caffè. Sono faccende complicate, davvero.”

Fame

Sono storie bellissime quella di amicizia, amore e complicità di Harmon e Daisy, quella di Nina  ragazza anoressica. Hanno fame d’amore, fame di qualcosa che non hanno ma che non smettono di cercare. Il cibo è solo un pretesto. Nina vuole scomparire e scompare; Olive vuole gonfiarsi come la donna cannone e sparire su su nel cielo, tra le nuvole.

«Mio Dio, adoro i ragazzi» disse Harmon «ci si lamenta già anche troppo di loro. Alla gente piace pensare che il compito delle generazioni più giovani sia quello di mandare il mondo all’inferno. Ma non succede mai, vero? Sono bravi, pieni di speranza, ed è così che dev’essere.»

Una strada diversa

Nonni che parlano di figli e nipoti. Lontani, vicini, come? Olive e Henry si vedono con una coppia di amici che in apparenza sembrano  avere una vita gratificante con figli perfetti. Ma non tutto è come appare. E allora si parla insieme e si scopre di aver tanto in comune, specialmente per quanto riguarda le aspettative sui figli e quello che i genitori possono fare o non fare nella loro vita di adulti. Christopher  aveva preso

“Una strada diversa, e bisognava abituarvisi. Ma la mente, o il cuore, non sapeva quale dei due era più lento in quei giorni, non riusciva a mettersi in pari, e lei si sentiva come un grosso, grasso topo di campagna che si agitava nel tentativo di salire sopra una palla che, Olive lo sapeva, si trovava proprio di fronte a lei  e girava sempre più in fretta, e lei non riusciva a spingere le sue goffe membra frenetiche a salirci sopra.”  

Una “grande esplosione” avviene  in ospedale dove Olive si trova quasi per caso, per costipazione da pranzo abbondante e insolito… Due adolescenti sbandati, tristi e insicuri  la tengono in ostaggio con il dottore che la visitava, l’infermiera e Henry. Una vicenda  allucinante che avrà ripercussioni sull’ esistenza dei Kitteridge  e li obbligherà a riorientare le loro scelte di vita.

Concerto d’inverno.

 “E in quel momento Jane Houlton era felice davvero. Mentre si muoveva appena dentro il suo bel cappotto nero pensava che dopotutto la vita fosse un dono, che uno dei pregi dell’invecchiare fosse la consapevolezza che molti momenti non erano soltanto momenti, ma doni”

Tenero, ironico, disarmante e disarmato, atmosfere Natalizie,  concerto d’inverno, tempo di ricordi e di confessioni tra vecchi coniugi. Il mondo sembra andare in frantumi, ma alla fine del capitolo arriva la carezza consolatoria.

Tulipani

La vita delle persone si sviluppa in un ciclo, e anche quella dei tulipani: si semina, si sboccia, si appassisce, si semina di nuovo.

È il caso  della vita di Olive e Henry. In modo diverso  stanno  vivendo il dolore profondo dell’abbandono del nido da parte di Christopher che alle atmosfere autunnali del Maine preferisce il sole abbagliante della California. Soffrono di solitudine, di  senso di  colpa, di insoddisfazione e provano invidia per quelli intorno a loro che sembravano  avere una vita più felice con i figli  più vicini.

Quando  Olive va a fare visita all’invidiata vicina Louise si rende conto che la vita degli altri può essere anche più dolorosa della sua. E allora  torna a godersi la sua casa, la sua vista sulla collina e pensa che è ora di pensare a piantare di nuovo i bulbi dei tulipani.

“I tulipani sbocciarono in uno splendore ridicolo. Il sole di metà pomeriggio inondava di una grande cascata di luce la collinetta su cui  crescevano, spingendo  fin quasi al bordo dell’acqua. Olive li vedeva dalla finestra della cucina: gialli, bianchi, rosa, rosso vivido. Li aveva piantati a profondità diversi e crescevano in maniera piacevolmente irregolare. Quando la brezza li piegava appena parevano un prato subacqueo di piante magiche, con tutto quei colori che fluttuavano la fuori.”

Cestino da viaggio

Ed, proprietario di un  drugstore  muore all’improvviso. Il giorno del funerale dell’amato marito  Marlene, ex alunna di Olive, viene a sapere che Ed l’aveva tradita con la bella cugina Kerry accolta in casa con amore e simpatia. Marlene è  distrutta. Anche in questa occasione Olive non può fare a meno di pensare al figlio e a come sarebbe stata la sua  vita se lui le fosse rimasto vicino.

Marlene e Ed stavano pianificando un viaggio dopo aver saputo  dal dottore  della malattia. Ed era determinato a farlo quel viaggio, esorcizzava così il pensiero della morte.  In un cestino da viaggio sono raccolti le varie brochure. Merda Olive! Non aveva capito niente…

 ”Puoi portarli con te quando vai via? Portateli dietro e buttali via. Insieme al cestino in cui si trovano”.  

Nave in bottiglia

Winnie ha una specie di cotta per la sorella maggiore Julia, nata  da una precedente relazione di Anita. Julie con la sua felpa rossa con cappuccio e il suo corpo indolente da adolescente è mitica! Da imitare. La madre  Anita è bellissima, diversa dalle altre madri. Una modella. Il padre Jim, bidello  e ex alcolizzato sembra un uomo mite con un suo sogno  da “costruire”: una barca in cantina. Una casa strana la loro, specie la stanza da bagno. Julie sta per sposarsi con Bruce. Arriva il giorno delle nozze e accade l’impensabile. L’evento stravolgerà la vita dei due promessi sposi. Ma la vita si può domare. Julie vuole soddisfare la sua fame e lo fa:

“Lo sai che cosa ha detto un giorno in classe la signora Kitteridge?[…]Non abbiate paura della vostra fame. Se ne avrete paura sarete soltanto degli sciocchi qualsiasi”  

Cosa succede al resto della famiglia? Tutto come sempre, tra frittelle, sogno di una barca costruita in cantina (ma come farà ad uscire?) e tanta frustrazione.

Sicurezza

Finalmente Christopher si è deciso ad invitare sua madre a casa sua. Ora vive a Brooklyn-New York con la nuova moglie, due figli  piccoli che lei ha avuto da due uomini diversi, e uno loro in arrivo. Olive è contenta nonostante si renda conto che l’invito è una richiesta di soccorso-nonna.  Primo volo per Olive, esperienza allucinante e affascinante nello stesso tempo.

L’incontro con il figlio è fantastico, tra silenzi, mezze parole, cacca  pestata e imprecazioni insolite. Si arriva a casa. La casa degli sposi  è un caos assoluto agli occhi della perfettina Mrs Kitteridge. Christopher si rivela man mano sempre più loquace. Sorprendente. La nuora è più simpatica di quanto avesse immaginato. La chiama mamma! Si parlano e si ascoltano. Incredibile.

Esilarante l’impatto con il “ giardino” di cemento.  Parte della casa è affittata a un inquilino bizzarro. Ha addestrato il suo pappagallo a dire frasi ben precise. Si chiama O’Casey. Scatta in Olive un flashback. Sarà parente del “suo” Jim O’Casey? Il collega che la accompagnava e con cui  c’era qualcosa di più di un semplice passaggio a e da scuola.

 “Sei figli. Cattolico. Era un uomo molto alto, Jim O’Casey, e durante le presentazioni c’era in lui una lieve traccia di timidezza[…] Quella sera, mentre usciva dalla scuola nell’aria invernale e si avviava verso il parcheggio lontano dove si trovava la loro auto, con Henry accanto che continuava a chiacchierare, Olive aveva la sensazione di essere stata vista. E prima di allora non si era mai nemmeno resa conto di sentirsi invisibile[…] Non si erano mai baciati.  Non si erano nemmeno toccati, si erano solo passati accanto, molto vicini, mentre andavano nell’ufficio di lui, un minuscolo cubicolo fuori dalla biblioteca: evitavano la sala professori.”  Christopher la riporta alla realtà. No, non è parente del suo Jim  schiantatosi contro un albero  in Crosby, Maine.”

Madre e figlio  finalmente si  parlano, rinfacciandosi tutte le loro frustrazioni, il non detto di anni. Olive lo fa con rabbia e aggressività, Christopher con distacco  e freddezza ,ancora più cocenti.

Fatto, ora Olive può tornare a casa sua più leggera, lasciando Annabella, Taddheus, Cristopher e gli altri  due al loro percorso  psicoanalitico. Ce l’ha messa tutta ad adattarsi alla loro vita, ma inutilmente. L’hanno sistemata nello scantinato bianco e pulito, con bagnetto. Le manca la sua casa. Avevano concordato una settimana, ma più di tre giorni Olive non resiste, l’ospite come il pesce  dopo tre giorni puzza. In aeroporto. accade una specie di farsa. Olive si rifiuta di  togliersi le scarpe, la sicurezza interviene e lei si lascia condurre verso il posto di polizia. Cosa le accadrà?

Criminale

Rebecca ruba una rivista nella sala d’attesa. Vecchio vizietto. Figlia di un reverendo, da bambina  viene abbandonata dalla madre che nel suo peregrinare in cerca della felicità cade nelle grinfie di Scientology. Rebecca non riesce a trovare un lavoro che la soddisfi. È una donna piena di problemi. Da sempre. Al liceo la professoressa Kitteridge aveva intuito qualcosa e spesso le ripeteva” Se hai qualcosa da dirmi, io sono qua”, ma lei passava oltre. Passerà oltre anche adesso? E per andare dove?

Fiume

Olive è ormai vedova da due anni. Incontra per caso  il recente vedovo Jack Kennison da Harvard (antipatico da morire!) che ha un piccolo incidente. Olive lo aiuta e  per un istante torna a dar senso alla propria vita. Aveva già fatto prove di ritorno  alla vita, ma non  ne era uscita contenta.  A chiusura del percorso arriva però una “grande esplosione”. Olive ha raggiunto il giusto livello di saggezza per  godersi ogni  attimo di vita e di  amore. Magari  con l’antipatico, repubblicano Jack Kennison da Harvard.

Conclusione

Cara Lucia, grazie. La serie tv l’avevo quasi dimenticata, il romanzo non lo dimenticherò mai.

“Olive aveva gli occhi chiusi, e la sua anima stanca era attraversata da ondate di gratitudine, e rimpianto. Immaginò la stanza piena di sole. Le pareti accarezzate dai raggi, i cespugli là fuori. Il mondo la confondeva. Non voleva ancora lasciarlo”

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