• Mondo Fuori

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

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    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • 8 Marzo 2020-Donne insieme con determinazione e speranza

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  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • BREXIT- L’ora è scoccata

    Sentimenti contrastanti accompagnano questo momento. Il mio cuore è lì, Oltremanica. E sento come uno strappo, un'ulteriore barriera tra me e i miei affetti. Ho bisogno di tempo e di freddezza per rielaborare il significato di questo evento .

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

  • 25 Novembre-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    RISPETTO E PREVENZIONE

  • Giornata Mondiale del Migrante 2019- Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra. Ancora morti, tanti. Troppi!

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • 19 Luglio -Luci che non si spengono

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • 2 Giugno 2019-Festa della Repubblica Italiana

  • Amo l’Europa e il 26 Maggio VOTO.

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • 25 Aprile 2019- Festa della Liberazione dal nazifascismo

    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 20 Novembre2017- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

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Ayşe Kulin-LE QUATTRO DONNE DI ISTANBUL- Nascita e sviluppo dell’intolleranza e dell’odio. Dove sentirsi a casa?

4 donne di Istanbul-cop

Le Quattro Donne di Istanbul di Ayşe  Kulin, è il racconto di un graduale e irrefrenabile scivolamento della Turchia verso forme estreme di intolleranza, dalla nascita di una Repubblica illuminata alla creazione di una Repubblica dittatoriale. Le vicende narrate attraversano la vita di quattro donne di generazione diversa, ma della stessa famiglia: Elsa-Ebrea Tedesca, Suzi  sua figlia, innamorata della Turchia che l’accoglie bambina, Sude  figlia di Suzi,  turca che più turca non si può e Esra,  ultima del quartetto, che, più che sicura della sua identità turco-musulmana, scopre con incredulità che le cose non sono mai come appaiono o come si crede che siano.

Alle quattro donne vanno aggiunte Hanna, che Elsa porta con sé nella fuga da Francoforte, una che non si perde d’animo e ricorre a qualsiasi mezzo, anche il più esecrabile, per garantirsi la sicurezza, e “Madame” il cui ruolo è decisamente rilevante, specialmente nella vita di Suzi.

Tutto ha inizio con la fuga dal nazifascismo di Hitler di una famiglia ebraico-tedesca, gli Schliemann.  Gerhardt  il padre, stimato medico e professore universitario, Elsa la madre, Peter e Suzi i figli, cittadini di Francoforte fino ad allora a pieno titolo. La prima meta dei profughi è Zurigo, dove vivono i genitori di Elsa. Qui, dopo una rocambolesca fuga in treno, iniziano una vita nuova e non facile, ma al sicuro dalle persecuzioni naziste.

Gerhardt deve reinventarsi un lavoro, visto che non è facile continuare ad esercitare la sua professione in Svizzera. Suo suocero gli viene incontro proponendogli un progetto molto speciale: creare un elenco di scienziati e accademici ebrei, una speciale “agenzia di collocamento” di “Scienziati dell’Europa” che, espulsi dal loro paese, vengono ricollocati in Turchia per creare la moderna università di Ankara, su richiesta dello stesso governo turco.

“«Se sto bene, io?», la voce di Hirsch tremava per l’emozione. «Io… costretto ad abbandonare il proprio paese oltre che il lavoro. Umiliato per il fatto di essere ebreo, considerato inferiore…ora mi trovo qui, in uno splendido palazzo dell’Europa, invitato come un ospite di riguardo. Direi che sto bene. Di fatto, è come se fossi nato una seconda volta»”66-67

La storia prosegue sui binari di vicende personali e politiche che si intrecciano e si completano. Un libro interessante, piacevole e ricco di informazioni su una realtà di cui tanto si parla e poco si conosce. I capitoli iniziali sono  quelli più coinvolgenti, dal momento che ci portano all’interno di sentimenti forti come la tragedia dei fuorusciti ebrei tedeschi e l’entusiasmo della costruzione di una nuova realtà accademica in Turchia, dove la cultura e la ricerca vengono giustamente percepiti come pilastri di una società moderna. Allora, in Turchia la politica era lungimirante. 

 

Assaggi

Noi Scienziati dell’Europa, ieri come oggi possiamo fare la differenza- «Sono passati solo sei mesi da quando ho lasciato Francoforte. Eppure eccoci qui, in un nuovo paese, con l’incarico di compiere una missione sacra. Come mi ha detto il ministro dell’Istruzione durante il nostro primo incontro, noi, Scienziati dell’Europa, siamo chiamati a trasmettere la nostra conoscenza e le nostre pratiche ai giovani di questo Paese. Siamo chiamati a svolgere un ruolo fondamentale volto a formare le giovani menti di un’intera generazione di futuri leader. Un compito impegnativo ma anche affascinante»69

Suzi insegna lingua e letteratura Inglese tra colpi di stato e compiti da correggere-” «Forse dovremmo organizzare anche noi un colpo di Stato», disse Suzi. « Non ne posso più di correggere compiti »  248

Un’ affascinante tradizione turca- Hirsch, Sude e Gerhardt partono per partecipare al funerale del dottor Zuckmayer, Suzi versa dell’acqua mentre si allontanano in macchina «La mamma lo fa sempre» « È una bellissima usanza turca» , disse Hirsch. « Significa “Vai e torna come l’acqua. Che iltuo viaggio possa scorrere liscio come l’acqua».256
Figli, nipoti e genitori sparsi per il mondo, di chi è la colpa?– “Elsa sbirciò i nipoti da sotto la falda del suo cappello di paglia. «. Nostro figlio è americano mentre nostra figlia è turca. I nostri nipoti sonotutti cristiani o musulmani. Era questo il nostro destino?» «Non ho nulla di cui lamentarmi, Elsa. E comunque non ècolpa del destino. È colpa di Hitler!»”262

Un altro colpo di Stato! E io me lo ricordo, a Santorini l’aereo per il rientro in Italia viene fermato, nessuno sa dirci perchè…“ Era il 16 Luglio 2016… Un altro colpo di Stato!”

Riaffiora l’antisemitismo, scoppiano le bombe. Lasciare la città? «A che scopo andare da un’altra parte?» Sentii dire a Su.( Suzi)« Un uccello con l’ala spezzata non potrà mai stare tranquillo. Siamo fuggiti dalla Germania, no? Saremo sempre stranieri ovunque andiamo »304-305

Incitamento all’odio- “Stanno creando un nemico comune per cercare di unire le fazioni religiose. L’antisemitismo è uscito dall’ombra, Non si preoccupano più di restare nascosti”328

Dove sentirsi a casa?-“Io, la dottoressa Elsa Esra  Atalay  Selmaz,  discendente di ebrei tedeschi costretti a fuggire dal proprio Paese, e di turchi musulmani che avevano dedicato la vita ai propri cari, forse dovrò abbandonare la terra in cui sono nata. Sto raggiungendo il mio uomo e forse, un giorno, avrò la possibilità di vivere in un Paese dove potrò sentirmi a casa”345

IL LIBRO DELL’ANNO-2019 di Affascinailtuocuore. Una scelta tardiva, in un momento complicato.

 

2019- bannerlibro dell_anno

La frenesia di fine anno e le turbolenze di un inizio 2020, bisestile, infettato dal COVID19, hanno posticipato un appuntamento importante per il blog: la scelta del libro che nel  2019 ha lasciato un segno profondo nella mia esperienza di lettrice.

Un evento che ha in qualche modo caratterizzato l’anno è stata l’incontro con il gruppo di lettura Girolibro di Selvazzano al quale ho aderito  con curiosità e piacere.  Di seguito riporto alcuni dei libri letti e recensiti, inclusi quelli scambiati con le amiche del gruppo, e le  motivazioni della scelta (link alle recensioni). Alla fine ne resterà solo uno!

  • Ritrovare nelle storie e nei personaggi l’attualità esistenziale del momento, i percorsi sentimentali e civili di donne e uomini che si sono trovati di fronte a scelte impegnative, personali o politiche, simili a quelle che potrebbero determinare il destino di molte persone del nostro tempo. Cigni Selvatici di Jung Chang, Dottor Zivago e Autobiografia di  Boris Pasternak;

  • Il particolare bisogno di leggere una determinata storia o di scoprire un determinato autore:  Il mare non bagna Napoli e L’Iguana di Anna Maria Ortese, Vincoli di Kent Haruf, Portnoy’s Complaint di  Philip Roth;

  • Le conseguenze inevitabili di una lettura precedente: Bella mia di  Donatella Di Pietrantonio, Penelope alla guerra di Oriana Fallaci;

  • Libri che non avrei mai letto  se non me li avesse proposti il mio gruppo di lettura: Oscar e la Dama in Rosa, Monsieur Ibrahim e i Fiori del Corano di Eric-Emmanuel Schmitt.

Alla fine della fiera, la scelta è fatta! Il Libro dell’Anno 2019 è CIGNI SELVATICI di Jung Chang. Il respiro della storia, nell’alito di tre coraggiose donne cinesi, ha travolto Affascinailtuocuore nell’anno che ci siamo da poco lasciati alle spalle. E la Cina è tornata prepotentemente nella nostra vita all’inizio del 2020,  anno bisesto e “infetto”.

 

 

Tutto andrà bene! Dalla mia città ai piedi dei colli Euganei, un saluto affettuoso a tutti gli amici di Affascinailtuocuore.

Argine Selvazzano 20sett2013

Argine Bacchiglione-Selvazzano(Pd)

 

 

Amici ritrovati! L’amicizia al tempo di COVID19. Felicemente a distanza, dal Centro al Sud al Nord del nostro Bel Paese

amicizia a distanza-crown tagxedo

Amici ritrovati. Questo è il lato buono del COVID19.

Per chi come me e la mia famiglia ha avuto il privilegio di vivere l’Italia, dal Centro al Sud e al Nord, il virus ha fatto riaffiorare la bellezza dell’aver seminato amicizia.

È vero, la tecnologia digitale di comunicazione, da Whatsapp a Facebook a Twitter, al blog, è in questa fase di isolamento forzato, una benedizione, una testimonianza incoraggiante dell’azione umana. La tecnologia aiuta infatti a sopportare l’ansia scambiandosi messaggi in cui ci si ritrova, ci si racconta, ci si saluta, anche con un commovente

“arrivederci a presto, amica ritrovata! e buona vita!”

Ho spesso pensato a come sarebbe stata la mia vita se fossi rimasta nella mia piccola cittadina Abruzzese, confortata da un ambiente conosciuto, e non fossi invece partita verso nuove realtà a costruire la mia vita. Non sono mai riuscita a rispondere a questa domanda.

Fino ad oggi. Oggi so cosa risponderei: ho seminato amicizia, condivisione, empatia. E paradossalmente, il Corona virus sta riportando sulla soglia del mio smartphone-casa tutta la ricchezza di quelle mie scelte. La strada che “non ho preso” non esiste.

S.Yazbeck-PASSAGGI IN SIRIA (The Crossing). Storia di un viaggio nel cuore dilaniato della Siria. Una lettura necessaria.

NBC News profughi siriani

 

Oggi, 5 Marzo 2020

Sui profughi Siriani si continua a giocare una partita indecente per chi voglia chiamarsi “persona umana”. Chi  porrà fine a questo scempio? E quando?

Arriva la versione in Italiano…finalmente

Oggi, 23 Settembre 2017, leggo su Tuttolibri (Christian Raimo) che è stata pubblicata la versione Italiana del reportage  di Yazbeck, Passaggi in Siria. Finalmente. Ci ha pensato Sellerio.

passaggi in Siria yazbeck Samar

 

Oggi, 4 Aprile 2017

Esattamente un anno fa pubblicavo  questa recensione. Ricorrenza triste questa, arrivano notizie e immagini  di  ulteriori infamità dalla martoriata Siria. Un’arma antica, che sembra ormai fuori dalla storia della civiltà umana, il gas sarin, viene utilizzata per uccidere e annientare vite innocenti di bambini e adulti prigionieri di una follia incontrollata. Il  libro di Yazbeck torna  ancora una volta prepotentemente alla memoria


 

Ritmi di lettura, di guerra e di vita

the crossing_Yazbeck

Raramente mi sono soffermata così a lungo tra le pagine di un libro. Cosa rallenta il mio ritmo? L’attualità credo, che da anni ormai incombe sulle nostre vite, accompagnata da un  forte senso d’impotenza. I racconti di guerra provocano sempre una reazione viscerale, dalla quale riesci con difficoltà a prendere le distanze. Nel caso della sciagurata e oscura guerra Siriana questa operazione è ancora più difficile e dolorosa. Ad immagini letterarie si sovrappongono immagini reali di devastazione, dolore e umanità in fuga, alla ricerca di uno spiraglio di libertà e di vita.

“Can you believe that a government and a state could bomb its own people. I’ll never understand this for as long as I live! “ One thing you need to know” he added ”is that each region now has its own administration, and every village looks after itself. Everything has been turned upside down, as if every little community has become a state in itself. “This is the devastation that follows tyranny” I suggested. P.71

Ha un forte impatto sul lettore il punto di vista dell’ autrice,   una giornalista siriana in esilio a Parigi, che  decide di tornare nel suo paese per testimoniare  direttamente e  far conoscere al mondo  quello che accade nella sua terra. Insieme a lei entriamo nel mondo dilaniato delle famiglie Siriane coinvolte e travolte, nel tragico dopo-primavera di ribellione anti Assad.

 

Progetti di sviluppo  tra le donne in tempo di guerra

SaraqebLa sua determinazione a scoprire o inventare progetti di sviluppo con le sue connazionali è commovente e la dice lunga sulla linfa di vita che pervade l’anima e il corpo delle donne.  Insieme a loro respiri l’odore degli ulivi, che fanno da sfondo a ogni azione, dalla più piccola e quotidiana alla più efferata e violenta.

Mohammed told me we needed to check the shelter near Saraqeb market that we were planning to turn into a women’s centre. The shelter wasn’t in an ideal location, but the space was available and the townspeople had offered to let us use it for free, so it was a good start. Although shelling was normally concentrated on the market itself, as though the objective of the bombing was to kill the largest number of civilians…p.159

 

Uomini e combattenti

E gli uomini? Combattono, come animali impazziti e confusi, sparano e feriscono e uccidono in nome di non si capisce bene cosa. Ribelli, mercenari, soldati turchi e russi e curdi e soldati di Bashar al Assad si mescolano in un guazzabuglio di morte e  di dolore sotto le bombe a grappolo, le schegge mortali, i missili.

 Gli uomini che fanno da scorta a Samar sanno bene invece contro chi  combattono. Sono  i ribelli della prima ora, quelli che avevano salutato la primavera araba come l’occasione della vita, per riportare la democrazia nel  loro paese,  quelli che mai avrebbero pensato di prendere un’arma e sparare contro un proprio simile. Le loro mogli, figlie, fidanzate, nonne sono al loro fianco, orgogliosamente e amorevolmente. E accolgono  Samar come una di famiglia e dividono con lei tutto: lo scarso cibo, l’affetto, la paura, i  pochi sogni rimasti.

They went to their revolution full of dreams of freedom and justice, They paid the price of their miscarried dreams heavily in blood. 275

Arrivano le bombe!

Le notizie e gli inviti a proteggersi dai bombardamenti selvaggi, volano tramite   radio ricevitori artigianali. Il ritmo dei bombardamenti da il passo ai movimenti di donne, bambini e  combattenti.

Ospedali di guerra 

E vengono bombardati anche gli ospedali! La cosa più atroce, disumana e “illegale” che possa accadere in guerra. I feriti vengono lasciati morire in stanze distrutte, con un solo medico, anch’egli disperato, che non sa a che santo votarsi.

“The people here lived side by side with death. This was no metaphor but reality.They didn’t think about any big issue, they weren’t interested in understanding the military situation or the political context; they had no space to think. All they could do was to struggle to survive…”p.131

Samar Yazbeck
Samar Yazbeck

La nostra testimone racconta in modo accorato, ma lucido e realistico, i suoi tre “passaggi” clandestini in Siria, dal 2011 al 2013, prima ancora che la guerra infame divenisse  ancor più tragica e distruttiva. Le sue parole fanno materializzare davanti agli  occhi i fiumi di persone,

“Hordes of people departing as if it was the Day of Judgement” ,

che scappano dalle bombe, dalla miseria, dalla confusione fisica, mentale e politica. Tanta confusione. Troppa e non casuale, forse.

 

La scuola  al tempo della guerra

children from the world_UNICEFE non voglio parlare dei bambini e delle bambine che Yazbeck incontra in questo inferno. Fermatevi un attimo a riflettere sulle notizie che giornalmente affollano le nostre inutili televisioni e mettetele accanto alle immagini di infanzia violata, che si sono nel tempo stratificate nella vostra memoria. Vi apparirà un quadro orrido, di vero disarmante terrore.

Eppure qualcuno  trova il modo di inventarsi una scuola perché l’educazione è “irrinunciabile”. Sono le donne di Saraqeb e gli studenti universitari del Karama Bus Project (a sort of mobile school for displaced people) che proiettano film e fanno disegnare i bambini sotto le bombe e gli sguardi critici degli uomini del Fronte  Nusra.

…Diaa who managed the temporary school she had set up, explained to me the importance of establishing networks of women who were able to educate children in their homes: we couldn’t risk children gathering in old- fashioned school buildings where bombing might result in many more casualties than if they were taught elsewhere. Communities were already beginning to establish these privately run schools as local initiatives; where lessons took place depended on the intensity of the shelling.While this meant there were no set school days, at least the children were receiving a little education.p.162

La quotidianità  sotto le bombe

Se migliaia di persone  lasciano il  paese altrettanti restano e cercano  di  ricostruirsi una prospettiva di vita.  Vivere la quotidianità di una guerra assurda, dove spesso si perde di vista chi sia il vero nemico da combattere, dove le uniche vittime certe sono  i  più deboli, dove la razionalità è morta e la speranza è in fin di vita, porta Samar a porsi  continue domande sul suo  compito iniziale, sulle sue capacità di rappresentare in modo  chiaro e corretto  tutto ciò che le sta accadendo intorno.

Sentimenti e sensazioni  contrastanti la assalgono: dubbi, tristezza, rabbia,  rassegnazione, desiderio di fuga, che non le impediranno comunque  di  andare avanti, fino alla fine del suo doloroso ma illuminante   viaggio. Molto  intensi sono  i  racconti di Hossam (187); dell’inquietante Emir of war  Abu Ahmed(231); di Raed (191)che ripercorre gli inizi e i  momenti salienti  della ribellione a Kafranbel; e per finire, quello del rabbioso Hajji del campo profughi Palestinese a Latakia(254)

Sprazzi di poesia

Ma  non mancano brevi  intermezzi di struggente poesia:

The sky was clear and there was a full moon as we passed through the olive and figs groves.What was happening now in the country seemed closer to fiction than reality, and I took a moment to concentrate pn the surrounding silence and stillness, which was nothing short of pure magic-no fear of death for the moment. Yet…p.182

Al fronte

per incontrare Abu Hassan, l’emiro locale  di  Nusra Front. La sua versione dei fatti sugli inizi del conflitto coincide sostanzialmente con quella dei ribelli…

…an ancient Roman Mausoleum. The architecture was exquisite but it had been struck by a missile. Inside, many stores had been looted and there were only a few remaining. At the far end lay only rubble-the remnants of arial  bombardment. The burial ground was nearly two thousand years old, but the Nusra Front was now using it as a meeting place. 

the crossing_ raccontar storie

The Crossing è  un libro che “will give voice to the voiceless”, come Samar spiega all’emiro Abu Hassan. E allora, siete pronti a leggerlo? Spero di sì, ne vale davvero la pena. La foto  sopra riproduce un passaggio   molto piacevole in cui    Yazbeck fa riferimento ai racconti di Le mille e una notte e allo scambio  di ruoli  nella narrazione, che l’ha coinvolta in prima persona.(248)

 

Libro e dintorni

Cristina Lamb (Sunday Times) scrive nella premessa:

These are the accounts of the people on the ground collected on  three journeys between 2012 and 2013, people who are living through the war, feeling as if the world has abandoned them. This book will remind you of the initial hope of 2011 and the Arab Spring. The earnstness of the early revolutionaries who wanted democracy is heartbreaking. And their warnings of how  their fight might be hijacked by well-funded extremists if they continued to get no Western  help are horribly prescient. 

 

Echi Italiani

repubblica.it3 Aprile 2016, a 5 anni dall’inizio della Primavera Araba,   l’articolo di De Feo (Repubblica.it)   ci riporta in qualche modo a The Crossing: Siria, il documento degli alawiti: “Con Assad al potere non ci saranno riforme”

 

Rai3-EXPAT o Trasmigranti. Con Chiara Barison una chiave di lettura delle nuove identità.

 

Expat Storie di Italiani nel mondo

Il Sabato mattina, come spesso mi trovo a fare mentre organizzo la giornata, ascolto i programmi di Radio 3. Uno di questi è Expat Storie di Italiani nel mondo. La puntata di cui vi parlo, Vado a vivere in Africa è un’intervista con Chiara Barison, Ph.D. in Politiche transfrontaliere, presentatrice e giornalista tv, blogger. Da anni si occupa del complesso tema delle migrazioni. Gestisce la comunicazione per la Sede AICS di Dakar e il suo motto è

la metodologia più comunemente utilizzata non è necessariamente la migliore.

Chiara-Barison-225x300

“Una radio costruita con i gusci delle uova per dare voce a una rivoluzione che è di un intero Paese, e anche personale. Una televisione accesa in una casa di Dakar, da cui parla una donna dai capelli corti arrivata dal Veneto. La lentezza di Città del Capo che non fa rimpiangere la frenesia delle sfilate milanesi. Debora Del Pistoia, Chiara Barison e Alessandra Squarzon hanno scelto di vivere in Africa: in tre città distanti e diverse fra loro, porzione di un continente dal quale poter meglio osservare il nostro. Fra battaglie e gelsomini, e sandali col tacco 12, il racconto di chi si è trasferito nelle terre da cui, si pensa, tutti vogliono scappare.”

Durante l’intervista Chiara esprime un concetto che mi colpisce subito e mi aiuta a collocare gli Expat, tra cui le mie due figlie, in una dimensione finalmente chiara, sia dal punto di vista linguistico che da quello esperienziale. Chiara si definisce “una trasmigrante” in viaggio tra le reti e relazioni costruite nel tempo, tra un paese e l’altro.

La definizione assume una valenza quasi flosofico-religiosa e fa pensare ad una sorta di trasmigrazione di anima e corpo, non già in un aldilà misterioso, ma su questa terra, unico pianeta con tanti luoghi in cui ciascun essere umano può trovare casa, e può andare e venire dall’una all’altra casa portandosi dietro un bagaglio di conoscenze che contribuisce a formare una persona più ricca e completa.

È un’immagine bellissima che in questi giorni di isteria da Corona Virus rasserena l’anima di chi trasmigra e di chi, come i genitori e le persone amiche, rimangono in una delle “case”. I nostri trasmigranti stanno costruendo case, stanno costruendo reti e relazioni per essere autentiche “persone umane” in tutti i luoghi in cui abitano.

 

E mi piace concludere con Ritals (R. Itals, réfugiés italiens) di Gianmaria Testa, in poesia. Eppure lo sapevamo anche noi…

 

 

G. Greene-STAMBOUL TRAIN. Il piacere di viaggiare pericolosamente…Una storia ricca di colpi di scena, sul mitico Orient Express.

 

StamboulTrain-Greene

Cominciare dalla fine

Un finale aperto e bellissimo. Cominciare dalla fine, si può? Sì, se la conclusione chiude e apre allo stesso tempo. L’Orient Express è finalmente arrivato a Istanbul, dove il nostro amico Carleton Myatt, commerciante ebreo in trasferta per firmare un importante contratto, si ritrova felicemente nel suo ambiente. Lo riconoscono tutti all’Hotel, lo coccolano e lui si sente a casa. Il disagio che l’aveva assalito durante il lungo viaggio da Ostenda a Istanbul si è dissipato. Ora può finalmente organizzare la sua vita e i suoi commerci, come vuole lui.

Essere Ebrei: un codice condiviso che porta alla felicità

“And that’s that, Myatt thought, pulling at his black tie, everything is easy now that I know her mother was Jewish. It was easy to talk hard all through dinner and to put his arm round her as they walked from the Pera Palace to the Petits Champs near the British Embassy[…] “Myatt said, ‘Don’t go back to her. Stay with me.’ ‘Puff, puff, puff, puff, puff. The Istanbul train.’ She nodded and their hands moved together. He wondered whether Mr Stein had the contract in his pocket.”

Una storia drammatica tra il giallo e  l’avventura umana. I protagonisti  

Sul treno si incrociano i destini di alcuni uomini e donne in viaggio verso la città del Bosforo.

Il dottor Czinner è un medico in incognito, comunista da Belgrado, scappato da una sentenza politica.

“He assured her, ‘It’s a mistake. They are frightened. There has been rioting in Belgrade. They want me, that’s all.’ ‘But why? You’re English, aren’t you?’ ‘No, I’m one of them,’ he said with some bitterness. ‘What have you done?’ ‘I’ve tried to make things different.’ He explained with an air of distaste for labels: ‘I am a Communist.’”

Coral Musker è una ballerina di fila Inglese alla ricerca di fama e stabilità: un corpo sottile e consapevole  in lotta con una vita che la pone spesso di fronte a vicende inaspettate e dall’esito incerto. 

“Go to Constantinople for anyway? Getting married?’ ‘Not that I know of.’ She laughed a little through the melancholy of departure and the fear of strangeness. ‘One can’t tell, can one?’ ‘Work?’ ‘Dancing. Variety[…]Her mackintosh showed the thinness of her body, which even while stumbling between the rails and sleepers retained its self-consciousness”.

Janet Pardoe è una bella e giovane donna, dalla vita sentimentale complessa,  che alla fine si rivelerà essere una persona con un’identità diversa da quella mostrata durante il viaggio.

Mabel Warren è una giornalista omosessuale, moderna e determinata. Abbandonata da Janet,  Mabel non si rassegna e insegue l’amata sull’Orient Express, Lotta per conciliare i suoi slanci d’amore con la passione per il suo lavoro,  mettendo a rischio anche la sua incolumità. Il suo scoop sul caso del dottor Czinner, trasmesso frettolosamente  al telefono, le costa una borsa e molto altro. D’altra parte con lui ha fatto uno sporco gioco, ricattandolo.

“This is your bill page lead, and you’ve got to hold it for half an hour. If I don’t ring again shoot it off. The Communist outbreak at Belgrade, which was put down with some loss of life on Wednesday night, as reported in our later editions yesterday, was planned by the notorious agitator, Dr Richard Czinner, who disappeared during the Kamnetz trial (no Kamnetz, K for Kaiser, A for Arse, M for Mule, N for Navel, no not that kind. It doesn’t matter; it’s the same letter. E for Erotic, T for Tart, Z for Zebra. Got it?), Kamnetz trial. Note to sub-editor. See press cuttings, August 1927. He was believed to have been murdered by Government agents, but although a warrant was out for his arrest, he escaped, and in an exclusive interview with our special correspondent described his life as a schoolmaster at Great Birchington-on-Sea.”

Mr Savory è un noto  scrittore,  egocentrico e borioso. Il suo comportamento è sempre orientato alla affermazione di sé e al riconoscimento da parte della gente.  Janet Pardoe  si prende una bella cotta per lui. Insieme  formano una coppia molto affiatata.

Grünlich è un delinquente che si trova casualmente coinvolto nelle vicende dei passeggeri protagonisti della storia e da scaltro malfattore quale è riesce a sfruttare le occasioni che gli si offrono, riuscendo sempre a farla  franca in barba alla legge.

Orient Express

Stamboul Train (1931) è una sorta di giallo alla Agatha Christie (1934), dove il gioco delle parti assume una connotazione drammatica e ricca di tensione narrativa.  Il viaggio è un luogo  fantastico dove molti di noi sperimentano un piacevole senso di sospensione, dove, abitanti di una terra provvisoria e affascinante, ci piace vivere  una condizione che sappiamo bene non appartenerci, ma che ci cattura e ci illude, E tutti siamo consapevoli del fatto che, alla stazione di arrivo, il gioco  termina  e  torneremo irrimediabilmente alla realtà di sempre.

Noise is silence silence is noise- “In the train, however fast it travelled, the passengers were compulsorily at rest; useless between the walls of glass to feel emotion, useless to try to follow any activity except of the mind; and that activity could be followed without fear of interruption[…]But in the rushing reverberating express, noise was so regular that it was the equivalent of silence, movement was so continuous that after a while the mind accepted it as stillness.”

Il treno favorisce anche la nascita di nuovi amori. Coral e Carleton si avvicinano l’uno all’altra spinti da un bisogno di supporto, di confidenza e di complicità. Sono entrambi oggetto di  diffidenza e discriminazione, ma insieme stanno bene. Fanno l’amore in treno e pianificano il futuro. Come finirà?

Con grande maestria letteraria Greene  ci fa diventare passeggeri di quel treno, ci coinvolge in un crescendo narrativo i cui toni diventano sempre più acuti, città dopo città, paese dopo paese, fino al climax, fino a Istanbul.

Stamboul Train è il perfetto copione di un film che contiene tutti gli ingredienti necessari per destare curiosità e interesse: spie, commercianti ebrei dai tratti sospetti; ballerine di fila, delinquenti in fuga, agitatori politici delusi, processi sommari, vittime incolpevoli di omicidi efferati, stereotipi tanto  banali quanto efficaci. E meravigliose città Europee dense di storia e intrighi. Purtroppo il film  non ebbe molto successo, ma in compenso  il romanzo è diventato uno dei più apprezzati della  produzione letteraria di Graham Greene, a cui molti altri scrittori si sono ispirati.

Assaggi

Istanbul+Suleymaniye+Camii+and+Beyazit+from+Galata+bridge+Turkey

Istanbul e il Corno d’Oro- “Pera fell steeply away below them, the lights of fishing boats in the Golden Horn flashed like pocket torches, and the waiters went round serving coffee.”

Neve complice, soffice, coperta che protegge e frena la corsa verso la libertà di Coral e di Czinner- “For the last few hours the sun had been obscured, but its presence had been shown in the glitter of the falling snow, in the whiteness of the drifts; now it was sinking and the snow was absorbing the greyness of the sky; he would not get back to the train before dark.”

Nello scompartimento il Dottor Czinner parla dei “borghesi”-They are always the same, the bourgeois,’ he said. ‘The proletariat have their virtues, and the gentleman is often good, just, and brave. He is paid for something useful, for governing or teaching or healing, or his money is his father’s. He does not deserve it perhaps, but he has done no one harm to get it. But the bourgeois—he buys cheap and sells dear. He buys from the worker and sells back to the worker. He is useless.’”

Il medico Czinner non puo cambiare il mondo, il socialista sì? “His parents had starved themselves that he might be a doctor, he himself had gone hungry and endangered his health that he might be a doctor, and it was only when he had practised for several years that he realized the uselessness of his skill. He could do nothing for his own people; he could not recommend rest to the worn-out or prescribe insulin to the diabetic, because they had not the money to pay for either[…]And now there was only one dim candle to light the vast room. I am not a son, he thought, nor a doctor, nor a believer, I am a Socialist;”

La lettera di Mabel Warren alla cugina introduce alcuni dei passeggeri con cui entra direttamente in contatto. E ci aiuta a mettere a fuoco il suo personaggio- “”Dear Cousin Con [she wrote] I’m writing to you because I’ve nothing better to do. This is the Orient Express, but I’m not going on to Constantinople. I’m getting out at Vienna. But that’s another story. Could you get me five yards of ring velvet? Pink. I’m having my flat done up again, while Janet’s away. She’s on the same train, but I’m leaving her at Vienna. A job of work really, chasing a hateful old man half across Europe ‘The Great Gay Round’ is on board, but of course you don’t read books.

And a rather charming little dancer called Coral, whom I think I shall take as my companion. I can’t make up my mind whether to have my flat re-decorated. Janet says she’ll only be away a week. You mustn’t on any account pay more than eight-and-eleven a yard. Blue, I think, would suit me, but of course not navy. This man I was telling you about [wrote Miss Warren, following Janet Pardoe with her eyes, digging the pen into the paper] thinks himself too clever for me, but you know as well as I do, don’t you, Con, that I can play hell with anyone who thinks that. Janet is a bitch.

I’m thinking of getting a new companion. There’s a little actress on this train who would suit me. You should see her, the loveliest figure, Con. You’d admire her as much as I do. Not very pretty, but with lovely legs. I really think I must get my flat done up. Which reminds me. You can go up to ten-and-eleven with that ring velvet. I may be going on to Belgrade, so wait till you hear from me again. Janet seems to be getting a pash for this Savory man. But I can play hell with him too if I want to.

Good-bye. Look after yourself. Give my love to Elsie. I hope she looks after you better than Janet does me. You’ve always been luckier, but wait till you see Coral. For God’s sake don’t forget that ring velvet. Much love. Mabel. P.S.”

L’autore ce lo racconta così

“That year, 1931, for the first and last time in my life I deliberately set out to write a book to please, one which with luck might be made into a film.” “The devil looks after his own and in [Stamboul Train] I succeeded in both aims, though the film rights seemed at the time an unlikely dream, for before I had completed the book, Marlene Dietrich had appeared in Shanghai Express, the English had made Rome Express, and even the Russians had produced their railway film, Turksib. The film manufactured from my book by Twentieth Century-Fox came last and was far and away the worst, though not so bad as a later television production by the BBC.” Graham Greene

E Michele Fazioli (Il Circolo dei Libri) ce lo racconta così

 

 

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