• Mondo Fuori

  • I numeri di Affascinailtuocuore

    • 100.424 visite
  • 25 Novembre-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    RISPETTO E PREVENZIONE

  • Giornata Mondiale del Migrante 2019- Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra. Ancora morti, tanti. Troppi!

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • 19 Luglio -Luci che non si spengono

  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • 2 Giugno 2019-Festa della Repubblica Italiana

  • Amo l’Europa e il 26 Maggio VOTO.

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • 25 Aprile 2019- Festa della Liberazione dal nazifascismo

    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

    “Despite everything, life is full of beauty and meaning.” ― Etti Hillesum, Lettres De Westerbork

  • 8 Marzo 2018-Donne insieme con determinazione e speranza

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 20 Novembre2017- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

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L. De Crescenzo-OI DIALOGOI. I dialoghi di Bellavista. Incontri speciali con il cuore universale della Napoletanità.

 

oi dialogoi-decrescenzo-cop

Ci sono dei libri che alleggeriscono l’anima, tanto che, quando arrivi all’ultima frase, li saluti con un sorriso e un grazie di cuore.
È il caso di OI DIALOGOI. I dialoghi di Bellavista di Luciano De Crescenzo. Ho sempre ammirato De Crescenzo, mi piacevano i suoi limpidi occhi azzurri pieni di ironia, il bianco candido dei suoi capelli, quella cadenza napoletana da gran signore che incantava l’ascoltatore. Sì, perché oltre a leggere questo libro, nel lontano 1985, già me lo godevo in TV o al cinema.

I Napoletani sono l’ingrediente magico della narrazione di De Crescenzo che  tira fuori da ciascuno dei suoi personaggi un aspetto caratteristico della caleidoscopica anima Partenopea. E lo fa anche con uno stratagemma narrativo e drammatico fantastico, il contrasto: con il milanese dott. Cazzaniga, con lo svizzero Herr Frankfutter, con Giorgio genero di Bellavista che viene a Napoli a sondare il terreno per vendere rifugi atomici! Esilarante. Il filosofo Bellavista coglie l’assurdità di tale progetto, ma lo sostiene per poter riavere la figlia a Napoli… Ci riuscirà?

Luciano e Socrate
Le lezioni di Bellavista sono perle di ironia e denuncia sociale. I suoi studenti (coinquilini, portiere…) lo amano e lo ascoltano quasi con devozione. Le sue riflessioni sui mali della società e sulle soluzioni proposte dai governanti spaziano nel tempo e mostrano somiglianze impensabili con la società contemporanea.

La lezione del professor Bellavista: Uomini d’Amore e Uomini di Liberta: Presepe vs Albero di Natale

Inno al dialogo

I dialoghi di Bellavista si ispirano a quelli di Platone in cui “la speculazione filosofica si mescola al racconto e al mito”. Il libro si apre e si chiude con un inno al dialogo:

Inizio-“Il valore di un dialogo dipende in gran parte dalla diversità delle opinioni concorrenti. Se non ci fosse stata la torre di Babele avremmo dovuto inventarla” Karl. R. Popper

Fine– “Dammi ascolto, o Critone, è la parola il vero dono del Dio, è il dialogo l’unica alternativa che hanno i nemici per evitare la contesa. Beati coloro che parlano, anche quando parlano troppo”

Assaggi

Prefazione: Signore e Signori vi presento Luciano e famiglia…

 “Quando nacqui io papà aveva cinquant’anni e mamma quarantacinque. Questa grande differenza di età tra me e loro, ha fatto sì che nessuno dei due abbia potuto seguire l’evolversi della mia vita. Papà mi lasciò che ero appena enytrato all’Università e mamma quando ancora non avevo dato le dimissioni dalla IBM. Io non so se esista il Paradiso e se loro se lo siano guadagnato, ma lo spero moltissimo. Per mia madre non ho dubbi: se ci fosse un Paradiso da qualche parte, lei sarebbe lì. Diciamo che le spetterebbe di diritto. Casa negozio e chiesa, chiesa, negozio e casa, mammà non ha fatto altro che lavorare e pregare tutta la vita. Quanto a mio padre invece ho qualche perplessità…”p.11

Il Mancini di papà, l’arte contemporanea e il suo significato

L’arte moderna insegnata agli alunni di Bellavista è esilarante. Burri e  Fontana visti attraverso gli occhi dei lavoratori Enel in gita aziendale alla mostra romana.
“ «E dopo Burri ecco a voi Fontana ! »esclama Salemi e si ferma come folgorato . Evidentemente Fontana deve essere uno dei suoi autori preferiti. Il gruppo si distribuisce come può intorno all’opera e per qualche secondo nessuno osa fiatare. Il quadro in questione si presenta come una tela di colore begiolino, al centro della quale l’artista ha praticato, probabilmente con una lametta, un taglio in diagonale. Saverio, Salvatore e Luigino guardano in silenzio il taglio e si scambiano un’occhiata d’intesa. « Quando si parla di Fontana » inizia a dire Salemi «è improprio parlare di pittura. Anzi, diciamo le cose come stanno: sarebbe preferibile ammettere una volta per tutte, che per questo maestro non esiste una vera e propria distinzione tra pittura scultura e grafica,, secondo i significati tradizionali che si è soliti dare a questi generi. Lo stesso Fontana, nel suo Manifesto Blanco, preferisce collocarsi al di là di ogni definizione. Salvatore non ce la fa più: vorrebbe dire qualcosa, ma proprio in quel momento il prof. Salemi gli rivolge la parola «A questo punto lei potrebbe chiedermi: ‹Ma, allora se non è un quadro, che cos’è?› ‹Ecco professo’›: mi avete tolto le parole di bocca› esclama Salvatore felice di essere stato autorizzato a parlare .«che cos’è ?» «è un concetto spaziale» «questo è il titolo?» «No, il titolo è L’ Attesa...»p.29

A mezzanotte va: la “fame americana”, se non spari i botti a Capodanno sei un fallito e i tuoi figli sono tristi.

“Ad Alfonso il non avere i soldi per comprare i fuochi spiaceva solo per i bambini che ci avevano «messo il pensiero». « Cento volte meglio se fossi  rimasto a lavorare in America” pensò Alfonso. In questo momento non mi troverei in una simile situazione. Dice: «ma anche lì tu facevi la fame?» «Sì, ma facevo la fame americana, non la fame italiana! A New York il sussidio di disoccupazione e di 300.000 lire alla settimana, in pratica quanto guadagna oggi in Italia un impiegato del Ministero con dieci anni di anzianità. Uno dice: “la fame” come chissà che avesse detto!  E no, non basta, bisogna anche precisare: “la fame dove? “ perché una cosa è avere fame in America, un’altra cosa averla in Italia e un altro ancora in Etiopia. L’importante è scegliere un paese che abbia una fame accettabile.” P.61

Socrate, Napoli, l’automobile e le soluzioni filosofiche

Socrate. Io credo che tutto quello che ha inventato questo nuovo Dio che tu chiami Progresso sia solo una serie di- prolunghe- . L’automobile è una prolunga delle gambe, il telefono una prolunga dell’ orecchio, il televisore dell’ occhio e il computer del cervello; ma nessuno di questi nuovi marchingegni, che io sappia, è mai riuscito a cambiare l’Uomo nel suo profondo. Passano gli anni infatti e, malgrado le nuove prolunghe immesse sul mercato, gli uomini continuano a comportarsi come sempre. Non   ci sono forse, ancora oggi, uomini ambiziosi come i Alcibiade, gelosi come Menelao e invidiosi come Tieste? Quando, come spero, il Progresso sarà capace di produrre a un prezzo conveniente anche l’Amore e la Libertà, allora io, caro Aristogamo, diventerò un suo fervido seguace. “p77

The day before: Scatena la paura, e dunque il bisogno di un bel rifugio antiatomico.

«Io invece penso un’altra cosa: qua è tutta una questione di strategia, di marketing, come dicono gli americani. Adesso ce ne occupiamo o e Salvatore e vi facciamo vedere come si vendono i rifugi antiatomici.» «quando si tratta di vendere, io sto sempre a disposizione» dice Salvatore «allora sentite a me, noi facciamo così,» dice Saverio «io e Salvatore ci avviamo in avanscoperta a seminare il panico… «il panico?» chiede Giorgio. «Sì» prosegue Saverio infervorandosi « noi propaghiamo la psicosi della guerra atomica. Andiamo in giro a dire che abbiamo saputo dal nostro parente russo che stanno per bombardare la Nato. Poi arriva l’architetto con un’offerta lancio per 10 rifugi in economia…”

 

Socrate e gli Ufo: bisogno di speranza…in chi?

“Socrate. L’animo dell’uomo ha bisogno di nutrirsi di speranza, così come lo stomaco ha bisogno di cibo. La vita invece è spesso amara e non concede scappatoie ai desideri dei mortali. Alcune verità sono senza alternativa: tutti dobbiamo morire, chi è brutto non potrà mai diventare bello, chi è vecchio non potrà mai ritornare giovane e chi vive una vita opaca e senza entusiasmi sa che molto difficilmente riuscirà a cambiarla. E allora che fare? Non resta che rifugiarsi del mistero, evadere nel trascendente. Ed ecco fiorire da ogni parte le favole, i miti, di extraterrestri, gli oroscopi, le droghe e gli estremismi politici. Appena nasce la domanda sul mercato, subito appare l’offerta spuntano come funghi sfruttatori delle angosce altrui, gli indovini, i capipopolo, gli spacciatori di droga e i venditori dei biglietti della lotteria” p. 153

Il sosia, la monnezza, il fisco e l’arte di arrangiarsi- Maradona è onnipresente nella vita dei napoletani, quasi un incubo…e non mancano i “sosia ufficiali”

“ Vedete, io modestamente, per quanto riguarda l’immondizia, sono un tecnico. Faccio il netturbino da cinque anni e vi assicuro che con un colpo d’occhio, senza nemmeno aprire il sacchetto a perdere, v’indovino il tenore di vita di una famiglia dall’immondizia che porta giù al palazzo. Se fossi il ministro delle Finanze, per gli accertamenti fiscali, come prima cosa controllerei la monnezza di tutti i contribuenti. Ora invece l’Istat, per stabilire il reddito medio di una città, si rifà alle statistiche delle dichiarazioni dei redditi, e allora per forza che Napoli finisce agli ultimi posti.” p.159

«In Grecia l’arte di arrangiarsi aveva addirittura un Dio protettore: si chiamava Poro, ovvero “l’Espediente” o se preferite “l’arte di arrangiarsi”» precisa il professore « un dio che veniva invocato dai poveri quando si trovavano in difficoltà. Ce ne parla Platone in uno dei suoi dialoghi più belli: Il Simposio.» Alla parola Platone tutti si dispongono intorno al professore per ascoltare meglio. Nella portineria di via Petrarca 58, Platone ha un largo seguito, merito di Bellavista che nei suoi racconti ha saputo renderlo familiare.”p. 163

Il lamento del padrone di casa- Nei momenti di crisi che caratterizzano ogni epoca, a quanto pare, si evocano fantasmi come o’ munaciello.

“Insomma, per farla breve, il mio inquilino paga solo la metà del canone perché sostiene che l’altra metà me la debbo far pagare dal munaciello”. “E voi non potete fare niente?” chiede Salvatore. “E che posso fare? Più che di vincere la causa!” risponde il barone allargando le braccia. “L’anno scorso per impaurirlo gli comunicai con una raccomandata che volevo vendere l’appartamento e gli mandai un finto compratore, un amico mio. Lui, prima lo fece accomodare, poi per spaventarlo gli disse di non entrare nel salotto perché quella era la stanza preferita d’ ’o munaciello. Il salotto stava al buio, ma il mio amico ci volle entrare lo stesso: ebbene, sapete che successe?…che non fece nemmeno un passo e si prese due schiaffoni in faccia e un calcio nel didietro.”p. 197

Socrate e la TV-Il totem miete vittime, sia esso a colori sia esso in bianco e nero, e resta vittima di se stesso. Viva il dialogo! Popper forever.

Socrate e la TV

A proposito di Media, per incontrare San  Gennaro Faccia Gialla, il suo  mondo e un preciso riferimento a Luigino, poeta del gruppo di Bellavista, vai a  RAIPLAY:

San Gennaro faccia gialla

UOMINI E PROFETI

“Le vie dei Santi”
Con Marino Niola
II puntata

Per tutto il mese di dicembre l’antropologo Marino Niola racconterà la storia di una santa o di un santo al fine di tracciare una piccola mappa della devozione popolare lontana dai dogmi della teologia. Un percorso che mostrerà quella parte dell’Italia che vive il rapporto con il sacro fatto di “cuore e di pancia”.
Questa mattina e’ la volta di San Gennaro

Scamardistudio ci sorprende con il CALLEndario Sivigliano 2020. Poliedricamente ARTE

Poliedricamente ARTE: Fotografia, Poesia, Musica, Cittadinanza. 14 tra gli scatti Sivigliani più significativi di Stefania Scamardi, accompagnate da una poesia di David Eloy Rodriguez, diventano  il CALLEndario 2020, perfetto souvenir della meravigliosa città Andalusa.

Goditi il ritmo dolce del videopromo di Scamardistudio

 

 

 info se vuoi acquistarlo 

25Novembre-RESILIENZA-Artiste contro la violenza. In mostra a Palazzo Maestri- Selvazzano Dentro

 

Volantino25 Nov Selvazzano

Lunedì 25 Novembre  celebro la Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne  con la partecipazione a due delle attività organizzate nel mio  comune, Selvazzano Dentro:

-Visita alla mostra:  RESILIENZA-Artiste contro la violenza curata dall’ associazione Artemisia  e dal Circolo Allende, di Padova;

-Spettacolo musicale DONNE…OLTRE con Les Fleurs Ensemble e un vivace gruppo di giovanissimi musicisti.  

ISTALLAZIONE MOSTRA RESILIENZA-PALAZZO MAESTRI SELVAZZANO DENTRO 2019

La mostra è un gioiello incastonato  nella sala dedicata della Biblioteca Comunale. Raccolta, intima, ma con un respiro ampio, sembra raccogliere nelle evocative. opere esposte, la sofferenza e la speranza di tutte le donne maltrattate.  

È sera, la giornata volge al termine e le celebrazioni si concludono (almeno per oggi) con Les Fleurs Ensemble che diffonde nello spazio suggestivo dell’Auditorium San Michele note armoniose, classiche e moderne, rivisitate e “condite” con giovane entusiasmo sorridente  e una sottile  vena di ironia che coinvolgono il pubblico.

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Il programma culturale, voluto e sostenuto dalla sindaca Giovanna Rossi, coadiuvata da un gruppo di cittadine meravigliose, ha fatto vivere a Selvazzano Dentro  un momento  felice di  consapevolezza, allegria e  condivisione. Ha inoltre  aperto una strada che, sebbene ancora incompleta e  con qualche “ciottolo” da risistemare,  sicuramente permetterà alle donne e agli uomini che la devono percorrere, un viaggio  più semplice e meno doloroso.

 

Il piccolo gioco della Galleria…

 

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Andate a visitare la mostra e scoprirete “l’abbinamento” Artista-Opera:

IDENTITÁ RICOSTRUITE di Laura Sarra, SFIDE di Nicoletta Furlan, WILLFULNESS di Vanilla Ragana, ARCANA RESILIENZA-Tutto ricorda il mare di Olga Gutu, CICATRICI di Sandra Bertocco; VISIONE DI UN EQUILIBRIO POSSIBILE di Laura Spedicato.

 

“Tu, ragazzo dell’Europa…” di Gianna Nannini.Dedicato alle mie figlie Europee

Brividi Europei

Dedicato alle mie figlie Europee: ricordi, emozioni, speranze, realtà.

 

 

A. Cuarón-ROMA. Una storia, cento storie, grandi donne, piccoli uomini in un film emozionante e bellissimo.

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L’ho amato dalla prima scena. Lo trovo  di una bellezza “stellare” che illumina la storia, le attrici, i colori, l’ambientazione, la forte carica sociale a fatica tenuta sullo sfondo, il ritratto struggente  di  relazioni  amorose profonde e dolorose, la comunicazione  nelle lingue del cuore: Spagnolo e Mixteco. 

La cacca magica

La cacca dei cani…Che magia  il cinema! riesce a veicolare significati  inaspettati attraverso piccoli dettagli, non proprio piacevoli.  Dettagli  dall’infanzia del regista, dettagli  da un mondo in ebollizione, dove si agitano i tradimenti  dei coniugi, le mediazioni delle  nonne, le liti  isteriche tra fratelli, il mondo di fiaba in cui rifugiarsi per non ascoltare, per non vedere, come fa il piccolo di casa cullato dalle storie di Cleo, fidata vice-madre.

 

Una storia intima

La storia è molto intima: racconta la vita di una bella famiglia borghese del quartiere Roma di Città del Messico  agli inizi degli anni 70:  quattro  figli, mamma e papà, nonna.  Con loro vivono due cameriere, Cleo  e Adela.  Il papà Antonio, come  spesso fanno gli uomini, ad un certo punto “sente il peso eccessivo della famiglia” e se la da a gambe con l’ altra donna più  “fresca”. La madre sembra una trottola pronta per impazzire, e lo farà al momento dell’abbandono definitivo. La nonna si da un gran da fare per seguire i nipotini e placare le ansie della figlia.

Cleo

Ah, Cleo, sprovveduta  sognatrice! Efficiente come una macchina, fa i lavori di casa alla perfezione e si prende cura dei bambini proprio come una madre, specialmente con il piccolino che stravede per lei. Purtroppo anche a lei capita di incontrare un “piccolo” uomo con manie di grande atleta,  che la “usa e getta”, senza ritegno e pietà per la sua gravidanza inaspettata e non voluta. Tragica la sua figura nel momento  del parto. La comunicazione del momento è puro dolore espressivo.

Cleo è indubbiamente la figura centrale del film, e forse dell’ infanzia di Alfonso. L’infanzia plasma l’ anima e la mente. Ha portato infatti Cuarón a cesellare questo gioiello. I momenti più belli del film ruotano intorno a Cleo. Uno su tutti, quello che ti lascia senza fiato per la sua tragica bellezza,  è la gita a Veracruz, pretesto per permettere al  padre di famiglia di  “saccheggiare” la casa.  È  un momento catartico per tutti, un’avventura in comunione  tra donne e bambini,  che accompagnerà i protagonisti verso  una nuova consapevolezza: si può uscire dal buio  e tornare a vivere pienamente  una vita degna di essere chiamata tale.

Il ritorno

Il ritorno a casa, una  casa svuotata dal padre che è  fuggito verso un nuovo amore, mostra la bellezza della speranza, mancano  è vero molte cose amate, parti integranti e silenziose di un tratto di vita,  manca il papà, ma la novità delle nuove camere, dei nuovi spazi vuoti, di un futuro ricco di sorprese sembra compensare le perdite.

Ma ora basta chiacchiere, questo film è da vivere in prima persona!

 

 

 

 

 

 

Eccellenze

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Dopo il Leone d’Oro a Venezia, arriva il Golden Globe, e la strada per l’Oscar al Miglior Film Straniero è aperta…

 

 

 

Chi è veramente Gibran? Nelle LETTERE D’AMORE DEL PROFETA Coelho trova la risposta.

 

1 LETTERE PROFETA COELHO

Mi piace la mia casa. È piena di piccoli tesori nei quali inciampo inconsapevolmente. E mi stupiscono sempre, perché spuntano da angoli nascosti, per parlarmi di momenti della mia vita dimenticati, o rimossi. Tra i piccoli tesori ritrovati ci sono i libri.

Quello che ha appena finito di affascinarmi è Lettere d’amore del Profeta, a cura di Paolo Coelho. Piccolo, agile, blu e bianco di nuvole in movimento come anime, allieta il mio Natale.

Anche l’edizione mi cattura, asSaggi Bompiani. Mi piace molto l’idea degli assaggi, vi ricorro spesso quando voglio citare qualcosa dai libri che leggo. Assaggi da assaporare, con il gusto dell’occhio e dell’anima.

Sulla prima pagina bianca, nell’angolino in basso a destra c’è un appunto “mille auguri d’amore” e poi un nome. Non ricordo questo regalo, ma riconosco la persona e riconosco la calligrafia: la mia! Strano. Cerco di ricostruire l’occasione. Forse ho capito. Il giorno successivo al ritrovamento, dopo anni e anni di distanza, incontro in città chi me lo ha donato. Coincidenze?

“Chi è Gibran?” mi domandavo. E archiviando brani delle sue lettere nel mio computer, penso di averlo scoperto. Gibran non era né un rivoluzionario né un saggio. Era un uomo, come tutti noi, e racchiudeva nella propria anima gli stessi dolori e le stesse gioie che proviamo noi. Eppure, attraverso i suoi libri è riuscito a rendere manifesta la grandezza di Dio.”Paolo Coelho

È un amore speciale quello che traspare dalle lettere di Khalil a Mary Haskell. Mary è il demiurgo che lo aiuta a conoscersi, ad amarsi, a valorizzare il suo lavoro, i suoi quadri, a capire l’universo che lo circonda. Mary è il tutto.

Lettere d'amore-Dedica Khalil-a cura di Coelho

Il linguaggio di queste lettere è così semplice, così diretto, e umano nel profondo, che spiazza il lettore. Lettera dopo lettera ti ritrovi a dire: “queste idee mi appartengono e mi piacerebbe saperle comunicare al mio amore in questo modo.”

Coelho lo ha fatto, racconta infatti che:

“Un giorno, durante una conversazione con mia moglie (in realtà fu più una discussione, e ringrazio Dio se, pur essendo sposati da diciotto anni, riusciamo ancora a discutere), non riuscivo a spiegarle un certo pensiero. La pregai allora di avvicinarsi al computer e di leggere una lettera di Gibran, che forse sarebbe riuscita a trasmetterle meglio ciò che intendevo dirle in quel momento.

Mia moglie lesse la lettera: non solo quella, ma anche il resto dell’archivio. Nacque in quel momento il mio desiderio di dare alle stampe un altro libro sulla relazione di Khalil Gibran con Mary Haskell”

Per nutrire e sollevare lo spirito, questo è il libro adatto.

 

Assaggi

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LIGABUE, L’UOMO, IL PITTORE – Un bellissimo Novembre alla mostra, con Stefania.

 

“Ligabue non può non sorprendere, non sgomentare, e non convincere con lo spettacolo sbalorditivo di questa sua tenebrosa violenza e magica perizia di pittore” G.Vigorelli

Dopo gli Impressionisti della collezione Ordrupgaard, Padova mi  stupisce ancora una volta con Ligabue. Mia figlia Stefania è in Italia per una sua mostra fotografica in Sicilia e ovviamente, da Palermo, decide di fare un salto  su, su al Nord per stare qualche giorno con noi.

Decidiamo insieme di incontrare il mitico Ligabue, in mostra ai Musei Civici agli Eremitani.  Sono davvero curiosa di immergermi nel colore, nell’energia e nella follia creativa di questo artista.

 

Un Goya Naif  lo definisce Miguel,  amico  Andaluso di Stefania, quando vede la fotografia della Corrida. Rosso, sangue, violenza popolare.

 

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Non sapevo che fosse anche scultore, pertanto la sorpresa più grande me la riserva il “bestiario” della sua realtà e immaginazione.

“Ligabue non è stato solo un grande pittore, disegnatore e incisore, ma anche un importante scultore. Impastava con la propria saliva la terra della golena del Po per realizzare stupende sculture di animali dei quali imitava i versi e i movimenti nel modellarli…” Giuseppe Amadei

 Mi è rimasto  impresso negli occhi e nella fantasia l’effetto prodotto dai colori di Ligabue, un effetto pastoso, avvolgente, fantasioso e immaginifico. Me lo porto dentro e ogni volta che penso ai suoi quadri scatta il clic cromatico.

 

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Mi hanno colpito i paesaggi Svizzeri, quasi una rappresentazione da fiaba noir, di tenebra profonda, mimetizzati in  colori densi dello sfondo e dalle forme dinamiche dei cavalli al galoppo. Lo stesso effetto producono i guizzanti  galli in combattimento!

Novembre mi ha  regalato splendide emozioni! Grazie Stefania, Grazie Ligabue!

 

 

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