Un attimo di pausa, ma solo un attimo, perché voglio fare qualche riflessione a caldo. Sono  in spiaggia, attraverso le onde che lambiscono il bagnasciuga, il mare fa sentire la sua voce fresca e rigenerante. Immediatamente associo a questo effetto benefico quello generato da Oscar e la dama in rosa. La storia con i suoi personaggi  è come un’ondata di freschezza, una pausa dagli affanni, nonostante il suo contenuto decisamente  “duro”. 

Detto questo, Oscar e la dama in rosa è un genere di  storia che non avrei mai letto, se non me l’ avesse suggerita un’amica entusiasta. Non mi piacciono  le  storie di bambini malati e sofferenti, mi sembra come se la situazione venisse strumentalizzata a fini editoriali.  Eppure, nel caso di Oscar  il tocco è lieve. E Schmitt racconta di un bambino  che viaggia verso  la meta inevitabile, sulle ali della fantasia e della leggerezza, con l’aiuto amorevole e intelligente  della dama in rosa.

Alcuni stratagemmi narrativi  non possono  non catturare il lettore. Intanto i 12 giorni sotto Natale in cui  ogni giorno vissuto vale 10 anni, come una sorta di calendario dell’Avvento personalizzato. Infatti Oscar riesce a diventare vecchio nello spazio di ore e a percorrere la sua esistenza a ritmo incredibile con grande intensità. Il pensiero corre  alla sua storia d’amore con Peggy Blu.

Oscar deve gestire anche il rapporto con i genitori. Che disastro sono “I cretini”, come li apostrofa spesso, ma grazie a nonna Rosa riuscirà anche a comprenderne debolezze e fragilità. Anche loro soffriranno per la sua morte.

Decisamente efficace narrativamente è la corrispondenza con Dio, fino all’ ultima lettera. Nel  biglietto lasciato sul comodino poco prima di  morire Oscar scrive:

“Solo Dio  ha il diritto di  svegliarmi…”  

Quanti spunti  si trovano in questo libro, così esile, così veloce da leggere, e tuttavia così denso! Mi è piaciuto soffermarmi a riflettere sulle annotazioni e sottolineature di Daniela. Ce ne sono molte che condivido e mi piace pensare che anche lei  le abbia fatte riflettendo sulla sua esperienza di vita, grazie a Oscar e a nonna Rosa.

È stata una lettura gradevole, a tratti commovente, a tratti ironica. Ho provato tristezza, ho sorriso, ho apprezzato i racconti fantastici di Rosa, le nonne spesso lo fanno per intrattenere i nipoti! E voglio allora accettare l’invito implicito di Schmitt a volgere lo sguardo verso la positività, verso la vita che comunque va vissuta pienamente, giorno dopo giorno.

 

Nel video La lettera di  Nonna Rosa riassume meravigliosamente questo invito…

 

Un pensiero riguardo “Eric-Emmanuel Schmitt OSCAR E LA DAMA IN ROSA. Corrispondenza, vita, amori e morte di un angelo

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