ilracconto dei racconti -loc

Venerdì 15 Maggio. Pomeriggio piovoso di metà Maggio, a Padova.

Desiderio profondo di sollevarsi dagli affanni quotidiani e terreni:

“Andiamo al cinema?”

Il Racconto dei Racconti di Matteo Garrone ci spinge ad andare, dopo qualche mese di “latitanza” dalle sale cinematografiche. Porto Astra ci accoglie in un Pomeriggio Anziani. Ma quanti siamo? Tanti…

Comincia il film e per due ore veniamo catturati dall’ ambientazione, dai costumi, dalla recitazione, insomma, dal fascino fantastico dello story telling.

 La Regina, La Pulce, Le Due Vecchie, sono tre racconti adattati da Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de peccerille, di Giovambattista Basile (Napoli, 1634-1636)

trasformazioniLe Due Vecchie sorelle affamate d’ amore, con le loro trasformazioni cenerentolesche, risultano molto attuali, specialmente nell’ossessione di Dora  di “farsi scorticare” per ringiovanire. Ma la realtà è un nemico duro da plasmare!

La Pulce racconta di una sorta di “La bella e la bestia”, con un orco vinto dall’amore, con un re-padre pazzo che accudisce la sua pulce con dedizione maniacale, e una figlia che diventerà, dopo tante peripezie, il vero sovrano del castello.

La Regina  sigla  una specie di patto con il diavolo, per amore del  figlio, mettendosi totalmente in gioco insieme all’amato marito, fino ad arrivare al sacrificio finale.

Sil dragotupenda l’epica lotta con il drago nelle profondità acquose, del tenero re che ama  la sua regina di un amore assoluto e  per lei muore cavallerescamente. Uccide il drago, gli strappa il cuore che, toccato da una vergine, servirà alla regina per procreare. Ma il cuore  riserverà delle sorprese…

Il gioco a rincorrersi nel labirinto, riproduce in chiave fiabesca la natura speciale dei gemelli, figli dell’acqua e della terra. I gemelli: un classico delle più grandi storie di tutti i tempi (Plauto, Shakespeare, Goldoni e tanti ancora).

La scena del labirinto riflette simbolicamente la confusione della mente umana, la ricerca dell’altro, ma anche il bisogno di trovare se stessi e allo stesso tempo, una via d’uscita…

L’amore, vero motore di questo film, viene declinato in tutte le sue sfaccettature e calato all’interno di un’umanità, che sebbene incarnata in personaggi fiabeschi e spesso grotteschi, risulta così vera che più vera non si può.

 clip_image004 I luoghi sono i grandi protagonisti. Mentre guardavamo la  lotta estrema  del re buono alla conquista del cuore fecondatore del drago marino, ci siamo chiesti:” “Ma sono le gole dell’Alcantara, in Sicilia? Forse sì”.

Non abbiamo letto molto del film prima di vederlo, non lo facciamo mai. Tecnica di visione inconsapevole…

Poi i titoli di coda confermano la nostra ipotesi.

E insieme a questo luogo paurosamente sublime, ci lasciamo travolgere anche da tutti gli altri. Bellissimi. C’è un po’ della magia del mio Abruzzo, terra natale e molto del fascino della Sicilia, mia terra d’adozione.

Fatevi un giro tra i  link  se non avete avuto la fortuna di  visitare questi posti di persona: 

“Le riprese del film sono iniziate il 15 maggio 2014 e sono durate quattro mesi[2][3]; si sono svolte interamente in Italia tra Napoli[4](tra cui il Palazzo Reale[5]), Toscana[6] (a Sovana e Sorano[7], nel Castello di Sammezzano di Reggello[8] e nel Palazzo Vecchio di Firenze[8][5]), Puglia (a Castel del Monte, Gioia del Colle, Mottola e Statte[9]), Sicilia (nel Castello di Donnafugata e nelle Gole dell’Alcantara[10]) ed Abruzzo (nel castello di Roccascalegna[11])Wikipedia

Tanto Romaticismo dunque, nei luoghi e nello spirito dei racconti, per suscitare nello spettatore il Delightful Horror di Samuel Burke:

“The passion caused by the great and sublime in nature is astonishment, and astonishment is that state of the soul in which all its motions are suspended, with some degree of horror. The mind is so entirely filled with its object that it cannot entertain any other, nor reason on that object which fills it. Astonishment is the effect of the sublime in its highest degree; its inferior effects are admiration, reverence, and respect. No passion so effectually robs the mind of all its powers of acting and reasoning as terror; and whatever is terrible with regard to sight, is sublime” read more

E a proposito di terrore e stupore e sublime, mi ha davvero colpito la scena dei teatranti uccisi dall’orco. Ho avuto la sensazione di trovarmi davanti a un quadro di Caravaggio.

 i sovrani  del mondo delle fiabeCostumi fantastici aggiungono magia e bellezza al tutto. Nella loro leggerezza e preziosità riescono a far intuire la fatica e l’impaccio, specialmente delle donne, nell’indossarli (la Sartoria Tirelli è sempre lì…grandissima),

 

clip_image007Attori credibili e bravissimi. Tra tutti mi è  piaciuto moltissimo  lo stralunato re, interpretato da Toby Jones. Kafkiana la vicenda del re e della pulce. Intenso il loro rapporto grottesco, che mi ha fatto pensare alle trasformazioni del giovane Gregor Samsa, nelle Metamorfosi, altra grande storia classico/moderna.

I numerosi spunti culturali, vengono rivissuti  in chiave moderna e adulta, con occhi nuovi e fantasia antica. Come accade nella  scena finale, in cui   l’equilibrista sul filo sospeso ad altezza vertiginosa tra  le fiamme,  cattura lo sguardo di Viola, ora autorevole regina, attraversato solo per un istante dal ricordo del suo salvatore, ed ora serenamente rivolto al cielo, alla fantasia, alla vita.

 GarroneBel film. Un vero grande spettacolo dell’umanità, raccontato in modo coinvolgente.  Mai un cedimento di tensione, mai un momento di noia o stanchezza nello spettatore.

 Il finale di queste tre  fiabe non lascia in bocca né il sapore dolciastro del buonismo melenso né il sapore amaro della tragedia, ma solo un senso di “rassicurante” realtà.

 

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