• Mondo Fuori

  • I viaggi della speranza e della disperazione.

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • Io sto con Emercency

    Guerre, Epidemie, Vite umane falcidiate... Per nostra fortuna c'è Emercency.

  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • Amo l’Europa

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • 8 Marzo 2021-Donne e uomini insieme con determinazione e speranza

  • 25 Aprile 2020- Festa della Liberazione dal nazifascismo

  • 1° Maggio 2020-Coraggio!

    R.Guttuso-Portella delle Ginestre

  • 10 Maggio 2020-Festa della Mamma

    dalla vita di una grande mamma...

  • 5 Ottobre 2020-Giornata UNESCO dedicata agli Isegnanti

  • 23 Maggio-19 Luglio -Luci che non si spengono…

  • 2 Giugno 2020-Festa della Repubblica Italiana

    Ossimori festosi: ferita, disorientata, fragile, eppure resiliente, meravigliosa e forte. La nostra Repubblica.

  • 3 Ottobre 2013-3 Ottobre 2020 Ricordare, accogliere, progettare il futuro

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    Il 3 ottobre è diventato giornata della memoria e dell'accoglienza, una data in cui si ricordano le vittime del naufragio di Lampedusa e tutti i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di arrivare in Italia, la porta dell'Europa.

  • 20 Novembre2020- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

  • 25 Novembre 2020-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

  • Disclaimer

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S. Bollani, PARLIAMO DI MUSICA e…ascoltami. E da questa sera,15 marzo 2021, in VIA DEI MATTI con lui e Valentina Cenni, su RAI3.

Bollani PdM

La scrittura di Bollani è il  ritmo stesso  del suo autore, la sua fisicità, le sue trasgressioni, il suo essere con convinzione reader/listener oriented.  Scrive, parla e suona per essere ascoltato e fa dell’ascolto una professione di fede. Non è un caso che si faccia accompagnare, anche fuori dal palcoscenico, dal “santino” del musicista Osvaldo Pugliese (cap 23), “protettore laico dei musicisti”. Sul retro dell’ immagine, appare una scritta significativa:

“San Pugliese, proteggici da tutti quelli che non ascoltano”.

E la voglia di ascoltare la musica che Stefano propone, con occhi e cuore aperti al mondo, è ciò che rimane di questo vibrante, jazzy book.

Bollani al pianoAmo il jazz e quando riesco a partecipare a qualche evento mi diverto molto ad osservare l’interazione tra i musicisti. Spesso mi sembra di cogliere vere e proprie conversazioni tra loro, a suon di strumenti, mossette ed espressioni facciali, movimenti a scatto di gambe e braccia.

Darlington Arts CentreQualche anno fa i miei amici Thea e Ben mi invitarono ad un concerto  di Andy Sheppard a  Darlington, nella contea di Durham (North England). Non mi sono mai divertita tanto! I due sassofonisti ingaggiarono un vero e proprio duello, brioso e combattuto fino all’ultima nota e all’ultimo ghigno!

Nel concerto di Steve Coleman a Zurigo (1988) Bollani ha contato sulle dita delle sue mani, divertendosi, le battute per capire “che tipo di ritmo stessero utilizzando”, allo stesso modo io mi sono divertita a contare e trasferire in una lista tutti i musicisti e gli scrittori che Stefano mi ha fatto incontrare nel suo “viaggio di formazione”. Around 180? Circa cinquanta a me sconosciuti.

Ma da ora li considero tesori preziosi da svelare e…ascoltare.

Incroci Mediterranei-Mostra VERBO A FAVOR della fotografa-architetta Stefania Scamardi Fortuna. Merida, Siviglia, Palermo

 

 
 
 

L’Amore e la Terra, la Morte e la Giovinezza, la Vita e il Governo, la Donna e il Mare, la Casa e il Lavoro, Il Gioco e la Mafia. Un’esposizione foto-poetica sul Sentire Siciliano, attraverso le parole naturali del dialetto e le parole tradotte delle lingue incrociate. (Spagnolo, Italiano, Inglese)

M.L.Toffanin-A TINDARI.”rocce di antiche rughe”e “terre di acque naufraghe nei cieli”. Uno sguardo poetico sulla Sicilia.

La poetessa Maria Luisa Toffanin, premiata a Patti con il Sorrentinum 1999, dedica a Tindari, e al suggestivo territorio circostante, la sua silloge poetica: A Tindari e Visioni. Attraverso la voce dell’attore Federico Pinaffo, le poesie  ci trasportano in  atmosfere isolane, scolpite nel cuore.

I versi della poetessa illuminano il ricordo di una splendida Sicilia, rendendolo più vivo e vero. Belle e funzionali sono le foto che visualizzano l’ispirazione e le emozioni provate.

Immediato il pensiero va al devoto omaggio di  Salvatore Quasimodo,  (premio Nobel per la Poesia 1959) a questo luogo del cuore.

Vento a Tindari

Tindari, mite ti so
Fra larghi colli pensile sull’acque
Delle isole dolci del dio,
oggi m’assali
e ti chini in cuore.

Salgo vertici aerei precipizi,
assorto al vento dei pini,
e la brigata che lieve m’accompagna
s’allontana nell’aria,
onda di suoni e amore,
e tu mi prendi
da cui male mi trassi
e paure d’ombre e di silenzi,
rifugi di dolcezze un tempo assidue
e morte d’anima

A te ignota è la terra
Ove ogni giorno affondo
E segrete sillabe nutro:
altra luce ti sfoglia sopra i vetri
nella veste notturna,
e gioia non mia riposa
sul tuo grembo.

Aspro è l’esilio,
e la ricerca che chiudevo in te
d’armonia oggi si muta
in ansia precoce di morire;
e ogni amore è schermo alla tristezza,
tacito passo al buio
dove mi hai posto
amaro pane a rompere.

Tindari serena torna;
soave amico mi desta
che mi sporga nel cielo da una rupe
e io fingo timore a chi non sa
che vento profondo m’ha cercato.

A.Camilleri-IL METODO CATALANOTTI. Svolte pericolose tra Amore, Stanislawskij e Psicopatologia

 

ilmetodocatalanotti

Camilleri riesce  a sorprendermi con il suo ultimo romanzo. Il Metodo Catalanotti ripercorre il sentiero noto agli appassionati dello scrittore Siciliano e del suo Montalbano, ma questa volta il lettore viene invitato ad imboccare una strada poco battuta, dove si intersecano armoniosamente tanti viottoli affascinanti. Ed è subito teatro nel teatro-nel romanzo-nella poesia, in un tripudio letterario e popolare, maneggiato con una maestria narrativa che solo un grande come Camilleri  possiede.

Tutto diventa “similvero”, ma totalmente autentico e il lettore fa scattare la sua “willing suspension of disbelief”, dove tutto può accadere, tutto è reale e fittizio, tutto è teatro e vita, tutto fa parte dell’universo umano e del regno dell’immaginazione.

Samuel Taylor Coleridge: I try to convey a semblance of truth in my writing to produce for these shadows of the imagination a willing suspension of disbelief that, for a moment, constitutes poetic faith.

In questa storia, Salvo Montalbano prende una cotta fenomenale per la bell’Antonia della Scientifica, che gli fa mettere in discussione tutta la sua vita; Mimì Augello fa Mimì Augello: un Don Giovanni nel bel mezzo di una farsa tragicomica; Fazio resta Fazio con i suoi pizzini, Catarella è sempre più imbambolato e innamorato del suo commissario.

Il personaggio cardine della storia  è la vittima, Carmelo Catalanotti, l’ “incantatore di serpenti” appassionato di teatro e “provinatore” molto speciale. Il suo metodo? Tra Stanislawskij “corretto, rivisto e modernizzato” e Psicopatologia.

‘N conclusioni la figura di Catalanotti pariva essiri composta da pirsone diverse: un colto lettore, un usuraro di media stazza e ’n omo bastevolmenti dinaroso che, va’ a sapiri pirchì, assà si ’ntirissava del caratteri e della psicologia dell’autri. Chist’ultimo era l’aspetto cchiù misterioso.”

 Suggestive e commoventi le citazioni poetiche che si concede Camilleri per esplorare l’animo di Salvo innamorato.

 “versi qui citati sono rispettivamente di Patrizia Cavalli, Pablo Neruda, Wisława Szymborska.”;

Poetiche a modo loro le prelibatezze di Adelina, la cameriera di Salvo Montalbano.

Montalbano-mimiesalvo

L’investigazione procede come al solito, tra splendori di Sicilia, buon cibo, intuizioni, scoperte, osservazione, epifanie, fortuna. Il libro è bellissimo e certamente irrinunciabile in questa estate 2018.

 

Assaggi d’attualità

 

Il lavoro che manca, le proteste dei lavoratori e la reazione dello Stato mettono in crisi Montalbano.  “Che munno era chisto nel quali all’omo si livava il travaglio, la possibilità di guadagnarisi onestamenti il pani? E la risposta dello Stato quanno che ’sti poviri disgraziati s’azzardavano a protestare erano lignate, vastunate, lacrimogeni, arresti, fermi? Da quant’anni era che faciva il servitore di questo Stato? Aviva travagliato con onestà e con rispetto verso l’autri? Non c’era arrinisciuto sempri, ma spisso sì. Si vidi che la maggioranza dei sò colleghi avivano ’n’autra idea di quello che significava servire lo Stato. Non aviva via di scampo.”

Al telegiornale migranti, terrorismo, profughi e fabbriche chiuse.Accomenzò a sintirisi il telegiornali. A Parigi era successo un burdello pirchì ’na baligia scordata era stata criduta china di esplosivi. L’Ungheria e la Polonia s’arrefutavano d’arriciviri la loro quota di migranti, pejo: avivano accomenzato a costruiri mura per non farili trasiri. Nel frattempo scannali di pedofilia nei campi profughi. In Italia per fortuna quel jorno avivano chiuiuto sulo setti flabbiche. Il commissario pircipì chiaro il piricolo vero: stava per perdiri il pititto. Cangiò canali e s’attrovò facci a facci con quella ballarina miravigliosa che assimigliava ’na stampa e ’na figura ad Antonia.”

 Salvo si distrae dal mal d’amore affogando tra le firme…Firma, firma… Forza Montalbà, firma fino a quanno il gesto diventa quello di un atoma. Accussì non pensi a nenti, Montalbà. Salvo Montalbano. Salvo Montalbano. Firma, annegati in un mari di carti, Montalbà. E se il vrazzo accomenza a fariti male futtitinni, continua, continua…”

 La meraviglia di Piazza Armerina,le potenzialità del turismo e l’inefficienza politica.“Arrivato che fu a Fela, deviò per Piazza Armerina. Quanno fu ddrà non arriniscì a farisi capace che era lui, a sulo, a godirisi tanta miraviglia. Non vitti anima criata tra i mosaici e tra le stratuzze ’ncantevoli della villa. Ma come minchia era possibili che in un paìsi che consirvava la parti cchiù granni di biddrizze della terra, non erano stati capaci d’organizzari un turismo che dassi da mangiari a tutti e s’arritrovavano ’nveci poveri e pazzi?

Leone d’argento della Biennale Teatro 2021 a Kate/Kae Tempest-Performer. THE BRICKS THAT BUILT THE HOUSE…Profetico

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Kae Tempest è “la voce poetica più potente e innovativa emersa nella Spoken Word Poetry degli ultimi anni – recita la motivazione – capace di scalare le classifiche editoriali inglesi e raccogliere consensi al di fuori dei confini nazionali per il coraggio ardimentoso nel dissezionare e raccontare con sguardo lucido angosce, solitudine, paure e precarietà di vivere, i più invisibili eppure concreti compagni di vita della nostra epoca – tra identità, ipocrisie e marginalità vissute anche sulla sua pelle – scaraventandosi contro l’odierna morale imperante e opprimente.

Kae Tempest, con una candidatura ai Brit Awards 2018 e riconoscimenti intitolati a Ted Hughes e T. S. Eliot, è ora attribuito il Leone d’Argento per il Teatro 2021 – scrivono ricci/forte – “per l’audacia luminosa nel posizionare deflagranti inneschi riflessivi e per voler ancora sperimentare in un genere definito di nicchia, come la poesia, mescolando l’aulico con il basso, la rabbia con la dolcezza degli affetti – tra versi e rime taglienti di shakespeariana memoria e dal forte contenuto sociale, miti classici e ibridazioni hip hop – arrivando a parlare col cuore a un pubblico sempre più vasto, entrandoti fin dentro le ossa, costringendoti a specchiarti nella tua dolorosa intimità”.

The Book of Traps & Lessons è l’ultimo dei leggendari reading di Kae Tempest che verrà presentato in prima per l’Italia al 49. Festival Internazionale del Teatroread more

Dal suo sito leggo un’annuncio bizzarro, ma in linea con la sua personalità complessa e poliedrica…Kate è diventata  Kae… ” I’m changing my name!  And I’m changing my pronouns.  From Kate to Kae and from she/her to  they/themread more”


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I mattoni di una casa speciale

Ho letto di lei su Robinson (Repubblica). Kate Tempest (Kate Esther Calvert), ha colpito la mia fantasia. Esponente della spoken-word poetry, (vince tra le altre cose il Ted Hughes Award )narratrice e  rapper si presenta al lettore con una personalità complessa che vale la pena di cominciare a conoscere.

Ho voluto iniziare dal suo primo romanzo, The Bricks that Built the Houses, pubblicato nel 2016. Lo scrive da giovane donna  (nata nel 1985),  virtuosa delle parole, con il ritmo dominante sulla punta della sua penna (o sui  tasti del PC). Tempest è una musicista della narrazione,  una personalità contemporanea ricca di contraddizioni e creatività. Non a caso cita nel romanzo un maestro delle contraddizioni, Walt Whitmann.

Mi ha fatto pensare alle storie Londinesi di  Zadie Smith (White Teeth,  Swing Time  e North-West e di Monica Ali (Brick Lane, In the Kitchen). Tutte rappresentano  una generazione di scrittrici che dipingono una Londra fuori dal cliché  spesso vagheggiato dagli stranieri, specialmente giovani e studenti.

La storia, le storie

The Bricks That Built the Houses tells the story of Becky, a waitress-cum-dancer-cum-masseuse, her boyfriend, Pete, a gangly dreamer, and Pete’s sister, Harry, a drug dealer – a “boyish woman who swaggers when she walks”. We first meet Becky and Harry in a speeding car driven by Leon, Harry’s sidekick, on the getaway from a heist. The novel then steps backwards in time, Pulp Fiction-style, to show the trio moving through a London whose cocaine shimmer barely covers its grottiness and venality. The portraits of London are excellent – Tempest is a native and her carefully wrought metaphors work best when they are illuminating cityscapes, giving the reader fresh and vivid visions of a familiar world… continua a leggere su The Guardian

La storia in sé è in fondo già sentita. Contiene citazioni evidenti. La fuga Europea di Becky e Harry mi ha ricordato Thelma e Louise; la scena di violenza al pub-con-squalo- ha un sapore quasi Tarantiniano; la fila al Job Centre di Pete  riporta a Ken Loach. Ma tutto è funzionale a creare l’atmosfera di rifiuto e attrazione per il mondo complicato delle periferie Londinesi. Nostalgiche le digressioni sul cambiamento di queste zone da aree depresse a quartieri trendy.

La struttura della storia appare volutamente “destrutturata”, quasi una jam session pervasa dal ritmo dell’improvvisazione. È un insieme di ritratti dei protagonisti e delle loro famiglie. Sembra  quasi che il filo conduttore sia la ricostruzione dei loro “alberi genealogici”, in una Londra autentica e ricca di sfaccettature.

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Sostanzialmente sono due gli aspetti di questo romanzo che mi hanno colpito:

le atmosfere e i riferimenti alla Greater London che ho imparato a conoscere attraverso le esperienze di vita di mia figlia e della sua famiglia, e a riconoscere, quasi negli odori, tra le parole di Kate Tempest;

i molti passaggi in cui le parole diventano “lyrics” di un rap metropolitano che conferisce alla narrazione un sapore e un ritmo poetico suggestivi. È proprio questo ultimo aspetto della creatività di Kate Tempest che voglio scoprire nelle prossime letture. E sono sicura che avrò molti compagni di viaggio!

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Assaggi

Prove di creazione artistica-Paula  fotografa o madre?– “would pick up her camera occasionally, turn it over in her hands, change the shutter speed, raise it to her eye and look through it, but each time, before she could decide on a shot, the baby would be hungry, or need her attention, and the camera would feel like an indulgence. The notion of ‘making it’ seemed so trivial. What was important was Becky being occupied, happy, warm…”they belonged to John’s job”

Conosco bene la zona– “Paula and Becky moved in with Paula’s eldest brother Ron and his wife Linda, and their son Ted, who was only a year or so younger than Becky. Ron and Linda lived in a three-bed maisonette in a quiet cul-de-sac away from the bustle of Lewisham Way, up towards Charlton. The house looked out on to a sloping communal green and if you stood on your tiptoes at the top of the hill you could see the river churning its way to Greenwich.”

Becky e il sogno della danza– “She watched Michael Jackson’s Moonwalker on video every night. She learned the steps for every song. Michael and the community-centre dance classes remained her biggest influence well into adulthood. As she grew older and became interested in contemporary dance, she came at it from this perspective, and it grounded her movements, kept everything deep and strong and low; nothing too upright or rigid.”

Job Centre da incubo-“Pete stares at the ceiling. His stomach whines and squelches strangely. He tries to ignore the self-important man with the Jobcentre Plus name badge who’s making peace with the fact he never had any friends at school by asserting his authority over anyone he possibly can. Reeling off platitudes and identikit slogans as if they were actually his thoughts. Memorised coping devices for difficult customers.”

Pete e  Facebook “He stretches his legs out underneath the table and checks Facebook on

his phone. It tells him things he doesn’t need to know about people he hasn’t seen in years. He absorbs their aggressively worded opinions and quasi-political hate-speak. He sees a photograph of his ex-girlfriend with her new boyfriend smiling at a picnic and he realises, with a strange cascade of emptiness, that she is pregnant and wearing an engagement ring. The comments are jubilant. He reads every word before he forces himself to put his phone down.”

Dale on dole– “it’s a fucking trap is what it is. Get on the dole to keep you going, but then you can’t afford to get off it. You take a job, part-time or whatever – you’re worse off than you are getting your JSA.’… (analisi del sussidio) – “‘They just want to keep everybody down.’ Dale knocks his whisky back, maintaining eye contact. He doesn’t flinch as he swallows it. Slams the glass down. ‘That’s the thing. Better for the government, innit, if we’re all skint and miserable and feeling like we can’t even get a day’s work. If we can’t feel good about the work of our own fucking hands, how we gonna rise up, make trouble?’”

Poesia-Musica di parole– “Dance teachers pinched her arms, and she would squeeze handfuls of herself, standing shell-shocked in the shower, staring at the bits she hated. This body. It was all she had.”… “The sun rises and nothing is left of the night.”…”As autumn reared its golden mane”

The village rap– “the dirt and grit of squat brick buildings, broken window frames, road-blackened house fronts. Snarling children. Smiling dogs. He goes slowly past the chip shop, the newsagent’s, the off-licence, some girls on their bikes shouting at each other, the chicken shop, the barber’s, three men in prayer robes leaning against the bicycle racks outside the Co-op, the jerk shop, the Good News Bakery, the funeral parlour, the block of flats, a man moving a fridge on two skateboards, the garage with the arsehole woman who works at the counter, the carwash, the kebab shop, the houses with their whitewashed walls and gravel drives, the pub, the other pub. The nice Caribbean restaurant. Pete ducks through the iron gate and cuts across the cemetery, overgrown and rich with green. Trees everywhere. He stares up into them; they sway in sunlight, the crumbling stones, the angels and monuments, the crunch of the path under his quick feet. The smell in the air of spring.”

Diventare Giuseppe, storia di un’identità di sopravvivenza– “Joseph. His hair was black as onyx and his smile wrapped itself around anyone who saw it. His constant laugh sounded like he’d swallowed a siren, and he was never still, he moved like a bouncing ball, no matter what he was doing. Everyone called him Giuseppe because he was in love with an Italian girl and was prone to outbursts of song in struggling Italian late at night when he was drunk and out of his mind with missing her.”

Ragazze – “The city yawns and cracks the bones in her knuckles. Sends a few lost souls spiralling out of control; a girl is digging through a skip with cold hands, looking for copper piping, another girl is at home reading. Another girl is sleeping deeply. Another girl is laughing in her friend’s flat, getting her hair done, another girl is in love with her girlfriend and lying beside her and feeling her breathing. Another girl is walking her dog round the park, tipping her head back to listen to the wind as it shouts in the trees.”

I libri di Miriam – “‘Well, how about this one then, eh? I’ve heard of this one.’ Pete can hear her picking up books and putting them down. ‘Oh yes, I think I’ve heard of that one too.’ ‘Wuthering Heights,’ says the woman. ‘The Concise Book of Eastern European Fertility Myths,’ says Grandad.”

La cura di un amore“‘Let this be a lesson to you, OK, son? You got to work hard at it mate, OK? You got to treat them good when you got them. Coz when they leave, it’s too late.’”

L’avvocato, papà di Pete e Harris -“Graham Chapel had been a solicitor all his life. He believed in the innate goodness of people… He had no weekends, took no holidays, sat coffee-high in police interview rooms in the middle of the night. He took on legal aid cases for people being tyrannised by landlords, bosses or local councils. He couldn’t help but take the cases personally. Every failing was his failing and the thrumming”

Il libro John Drake, padre di Becky, -“How We Can Take Power Without Power Taking Us. And across the top, as if it’s no big deal: John Darke. She doesn’t”… “‘Where did you get it?’ ‘Online.’ ‘What, did you just search for it?’ Her voice is trembling slightly. ‘No, it’s . . . I subscribe to this website thing, it’s, like, banned books, censored authors, you know. Shit like that. I get, erm, updates when things are found in print and stuff.’ He watches her. She sits and thinks for a while, staring into the middle distance. He waits, drinks his gin. ‘Why do you ask?’”

John Drake: una leggenda in frantumi– “He went to the people, with no cameras, and no story to sell. He put himself in front of single mothers, office workers, immigrants and prisoners and talked and listened, and it gave them hope.”

‘He’s a legend. Quite the man.’ ‘Why? What did he do?’ ‘Ah, well, now you’re asking! He was a politician? I think, yep, and a writer. Teacher, too. He was, erm, a brilliant mind. Definitely. I mean, the book, it’s amazing so far, he had this idea, about how to make democracy accountable, how to reinstall democracy in the West, take power back from corporations and empower people again, but . . . what happened to him? Something awful. Stitch-up. Framed for something. Murder? Something horrible. Rape? Reputation in tatters, whole nine yards. Locked him up for a long time, but his legacy lives on. His ideas, I mean. Think he’s still inside somewhere.’”

Nelle mani di un chip – “These chips, the story went, would be justified in the name of public security and convenience. A cashless economy. One chip and no more banknotes. You couldn’t be robbed. It would be your ID, your credit card. It would be your new smartphone. Your travel card. What did you have to hide? It would be your passport. Without one you wouldn’t be able to move between borders, buy food or pay your water bill. You wouldn’t be able to survive. They’d do it slowly, so we thought it was our choice. We wouldn’t see that it was forced on us, we’d see it as convenient, it would be the new must-have accessory. The solution to our fabricated fears. Why wouldn’t you want one?”

Donne e ballerine-“‘To be a woman, you must struggle, like the ballerina struggles. You have to work hard. It is painful work. And when you do it right, it will look effortless. But where we’re different from the dancers, my sweet, is that we will never be applauded for getting it right.’”

Giochi sulla spiaggia-“Leon finds a triangular stone and uses the point to dig down through the pebbles into the sand, hacking at the space beside his feet. They listen to the puck and glint of stone on stone.”

Il conforto della solitudine– “The loneliness that’s always known her is curled around her ankles, getting comfy.”

Becky e Harry in fuga per l’Europa– “They crossed the Alps. Harry couldn’t help herself, she burst into tears the first time she saw those mountains rising up into the sky and plunging down at the same time, reflected for ever in the perfect mirror of those”…”They were in an internet café in Montepulciano

Londra è cambiata -“Her London has changed. Becky looks around for all the things that she has missed so much, but nothing is the same. The snooker hall has gone; its foundations are wrapped in construction hoardings and it stands four storeys taller than it used to, rapidly becoming another block of luxury apartments.”

Kate-Tempest

Ringraziamenti

Kate to London: “Want to acknowledge south-east London; even though you’re changing, you’re still my engine and my anchor.”

Cosa dicono  del libro

“lustrous pageant that dazzles and grips … An irresistible, immersive snapshot of a changing world, delivered in woozy, staccato sentences … There’s great pleasure to be taken from Tempest’s debut’ ” Sunday Telegraph

“‘A cutting novel based on her brilliant debut album … Turns ferocious rhymes into blistering prose … It stings with the same on-point cultural commentary Irvine Welsh carved into Trainspotting **

“‘Tempest was born to work with words … Unique and vivid, both playful and arresting … The prose sings … Tempest’s gift for language does frequently turn the ordinary into the extraordinary, her depth of feeling for city life, for her friends and neighbours, pouring into her prose and creating magic’ ‘A novel of discontentment, rage and good” New York Journal of Books

TE QUIERO-Poeticamente con Jaime Sabines. Per l’Autunno e per l’Amore

 


Jaime Sabines

Te quiero

Te quiero como para invitarte a pisar hojas secas una de estas tardes.

Te quiero como para salir a caminar, hablar del amor, mientras pateamos piedritas.

Te quiero como para volvernos chinos de risa, ebrios de nada y pasear sin prisa las calles.

Te quiero como para ir a los lugares que más frecuento, y contarte que es ahí donde me siento a pensar en ti.

Te quiero como para escuchar tu risa toda la noche.

Te quiero como para no dejarte ir jamás.

Te quiero como se quiere a ciertos amores, a la antigua, con el alma y sin mirar atrás.

Jaime Sabines

20 Giugno 2020- Giornata Mondiale del Rifugiato, in versi. REFUGEE BLUES di W.H. Auden

 

 

20 Giugno 2019- World Refugee Day

world refugee day 2020

 

Oggi il nostro pensiero va a tutti i rifugiati del mondo, uomini, donne, bambini in cerca di un posto  che li accolga e li faccia vivere come persone libere.

No other words than Auden’s ones, in English, because only the original language of the poem  makes you  “breathe and sense” the sad rhythm of “Blues”.

Refugee Blues

by W H Auden (1939)

Say this city has ten million souls,
Some are living in mansions, some are living in holes:
Yet there’s no place for us, my dear, yet there’s no place for us.

Once we had a country and we thought it fair,
Look in the atlas and you’ll find it there:
We cannot go there now, my dear, we cannot go there now.

In the village churchyard there grows an old yew,
Every spring it blossoms anew;
Old passports can’t do that, my dear, old passports can’t do that.

The consul banged the table and said:
‘If you’ve got no passport, you’re officially dead’;
But we are still alive, my dear, but we are still alive.

Went to a committee; they offered me a chair;
Asked me politely to return next year:
But where shall we go today, my dear, but where shall we go today?

Came to a public meeting; the speaker got up and said:
‘If we let them in, they will steal our daily bread’;
He was talking of you and me, my dear, he was talking of you and me.

Thought I heard the thunder rumbling in the sky;
It was Hitler over Europe, saying: ‘They must die’;
We were in his mind, my dear, we were in his mind.

Saw a poodle in a jacket fastened with a pin,
Saw a door opened and a cat let in:
But they weren’t German Jews, my dear, but they weren’t German Jews.

Went down the harbour and stood upon the quay,
Saw the fish swimming as if they were free:
Only ten feet away, my dear, only ten feet away.

Walked through a wood, saw the birds in the trees;
They had no politicians and sang at their ease:
They weren’t the human race, my dear, they weren’t the human race.

Dreamed I saw a building with a thousand floors,
A thousand windows and a thousand doors;
Not one of them was ours, my dear, not one of them was ours.

Stood on a great plain in the falling snow;
Ten thousand soldiers marched to and fro:
Looking for you and me, my dear, looking for you and me.

 da Affascinailtuocuore, qualche spunto in più su  Auden e su Another Time

 

G.Ungaretti-VITA DI UN UOMO 1-L’ALLEGRIA. Dal vecchio scaffale scende danzando la poesia.

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Quando senti  una certa inquietudine che non riesci a decifrare, ma che ti fa vagare senza meta per casa, non c’è niente di meglio che  tuffarsi nella poesia.

La frenesia dell’ordine che la quarantena Covid19 ha generato  in noi confinati, ha portato  a qualche risultato  rigenerante e così, l’immersione nei vecchi scaffali polverosi di libri,  ha visto  riaffiorare piccole perle preziose, come l’edizione  Poeti dello Specchio di Mondadori. Risale al 1943  Vita di un Uomo 1 -L’ALLEGRIA 1914-1919  di Giuseppe Ungaretti.

ungaretti

 

Mentre leggo e il libro  antico  sembra sfarinarsi tra le mie dita, prendo nota  di alcune poesie, ma nel farlo  mi rendo conto che é un lavoro inutile. Tutte sono legate indissolubilmente l’una all’altra, evocative, avvolgenti, potenti.

Parole che leggo ad alta voce, in solitudine, con nelle orecchie la voce del grande poeta che recita alcuni versi dell’Odissea prima di ogni puntata della serie televisiva (1968). Il suono rende in pieno il gioco studiato della composizione, come un martello che ti  colpisce dritto al cuore.

E così, nell’arco di un’ora o poco più, nutro l’anima e la mente con le parole- immagini del poeta, scolpite in quel suo  “linguaggio essenziale ad un punto estremo”…

Di questa essenzialità e della sua origine parla Ungaretti nel breve video:

 

IL PORTO SEPOLTO

Vi arriva il poeta

e poi torna alla luce con i suoi canti

e li disperde

Di questa poesia mi resta

quel nulla

d’inesauribile segreto

Mariano  19 giugno 1916

Di questa poesia a me resta la libertà di potere immaginare quello che voglio, ripescando nella profondità di esperienze vissute. E poi  rimane il fascino  di “quel nulla d’inesauribile segreto”.

 

M.L. Daniele Toffanin-A COLLOQUIO CON IL POETA NEL VENTO VIRALE. Un dono poetico che solleva lo spirito.

forsizia 2015-Primavera a casa mia

Forsizia del mio giardino

 

La poetessa Maria Luisa Daniele Toffanin  fa un dono speciale  a noi tutti, fuscelli fragili ma resilienti, trascinati nel “vento virale”  del temibile Covid19. Il suo dono ci richiama  altri  grandi messaggi poetici e ci  solleva lo spirito.

Alla fine, perché una fine ci sarà,  l’umanità saprà trovare il modo per placare il vento virale che tanta sofferenza  ci sta portando. E lo stesso vento, d’altra parte, ci avrà mostrato una strada per non ripetere errori tragici.

 

RILETTURE

SAN MARTINO DEL CARSO

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro
di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto
ma nel cuore
nessuna croce manca
è il mio cuore
il paese più straziato.

Ungaretti

 

ALLE FRONDE DEI SALICI

E come potevano noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

Quasimodo

 

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“Questo nostro presente ora così fragile più effimero di una bianca farfalla tra il tuo verde perenne!”

 

A COLLOQUIO CON IL POETA NEL VENTO VIRALE

I – NEL TERZO CONFLITTO GLOBALE

Poeta, anche il mio cuore è il paese più straziato
e vorrei appendere alle fronde dei salici la cetra
ora che l’ordine vitale da tempo scardinato
d’improvviso s’è squarciato azzerando ogni liturgia
e noi travolti tutti nel girone infernale
del terzo conflitto globale.

Eppure, poeta-respiro segreto dell’universo
se la Parola tace e il bello muore
si spengono tutte le stelle interiori
e noi naufraghi nelle tenebre.
II – L’URGENZA DI BELLEZZA

Allora nel mistero inquietante intorno
cerco raccolgo ovunque l’umile bellezza
madre meditante d’ogni emozione
la stringo tra le mani per scaldarmi il cuore.

È la tenerezza del tuo primo fiore
o rosmarino, l’azzurra tua innocenza
che muove memorie visioni:
gli occhi miti del padre internato
ormai sfumati dal tempo
lo sguardo ardente di Alex rugbista
presente lontano nel vento virale.

III – PENSIERI FRAGILI

Mi lascio alla brezza della preghiera
che sempre mi è compagna
colloquio patteggio con Dio l’invoco
ripensando alla vita nel suo dare-sottrarre
ché nulla invero ci appartiene
alla certezza di ieri all’ansia improvvisa dell’ora
gli affetti rateizzati i gesti assediati
senza fiori pietosi nei Commiati.

Questo nostro presente ora così fragile più effimero
di una bianca farfalla tra il tuo verde perenne!
Ma lei già palpita vibra più d’ogni attesa
le ali subito tese a nuovi impegni di volo
metafora dell’umano esserci conscio del suo limes
ma così tracimante d’amore nei luoghi del dolore
nelle opere dei giorni, dono di sé sempre.
IV – CONFORTO E SPERANZA
Conforto per noi all’enigma dell’oggi del dopo
speranza in terra risanata rigenerata
abiurato il folle volo di Ulisse
rimesso il morso ai cavalli impazziti
a lungo senza più redini etiche e solidali.

Oscillando tra l’alfa e l’omega
non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita
che ovunque a più voci mi chiama.

C’è fede nel dopo pure nel nido vissuto
due uova minute si schiudono
ancora ali future librate ignare
sicure nel vento a noi infido
miei diamantini tedofori di vita!

O poeta custode di memorie profeta sempre
in vivai gemmati di speranza
schiatterà anche il virus schiatterà
sorgerà alfine un nuovo mondo!
V – ANNUNCIO DI UN SOGNO

Lo annuncia, Rilke, la Voce-Luce che fedele avvampa la terra
l’accende d’iride vesperale, fiammella s’immilla nel notturno
mai si spegne mai, devota all’universa gente
immacolata si rinnova all’alba di ogni giorno
finché non sorgerà, Rilke, la purezza di un’alba celestiale
lenimento a tutti gli affanni
non esploderà una luce d’oro su l’universo intero
risposta al mistero.

Si daterà un tempo altro come dalla prima creazione
ne sortirà un uomo nuovo plasmato dalle attese disperanti:
muoverà umili passi in ascesa della montagna dei Beati
per una diversa umanità.

Allora ovunque soffusa diffusa esplosa
la sinfonia del nuovo mondo colmerà i cuori risorti
e usciremo a riveder le stelle.

Selvazzano, 20 marzo 2020

Maria Luisa Daniele Toffanin

 

J.McGraw-QUANDO SPALANCO LA FINESTRA SULLA NOTTE FREDDA, sento il profumo notturno dei ricordi.

Zunion-finestra sul buio stellato

 

Quando spalanco la finestra sulla notte fredda

 

Quando spalanco la finestra sulla notte fredda

respiro un tempo intenso di piacere.

Vibrano le mani calde nell’intreccio,

profuma il sospiro nelle bocche ardenti.

 

Quando spalanco la finestra sulla notte fredda

stendo la coperta del buio sopra i sogni.

Mentre brillano lassù gli occhi del cielo,

ascolto il respiro profondo della vita.

J.McGraw 2020

 

 

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