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Settembre 2010-Penso ai prossimi post per il sito e mi dico: Â
âIl Diario di Etty, si, il prossimo sarĂ questoâŠâ
Ed Ăš pomeriggio sonnolento di fine estate, Ú Settembre con la sua porticina dischiusa allâAutunno. Sul divano, sonnecchio mentre La 7 trasmette Amsterdam-Operazione Diamanti, di Michael McCarthy, UK 1959.
Bianco e nero. Sono distratta, penso: âla solita vecchia pellicola tappabuchiâŠâ Poi vedo Peter Finch che mi piace da morire. Non dimenticherĂČ mai il suo grande Howard Beale in Quinto Potere (1976) di Sidney Lumet.
Arriva Amsterdam 1940, in silenziosa attesa dellâimminente invasione tedesca. Compare Anna, intensa Eva Bartok, quasi-partigiana.

Balenio mentale: stavo pensando a Etty ed ora mi ritrovo in questo spaccato dâOlanda che mi lega al suo tempo, al dolore profondo dellâ “intrusione” e della deportazione.
I diamanti industriali sono la ricchezza del paese, cosa fare? Consegnarli al gruppetto di giovani coraggiosi in missione che li porterĂ a Londra per sottrarli agli avidi invasori? Tenerli in casa confidando nella âbuonaâ sorte? Londra prevale, anche se l’Inghilterra al momento non da certezze sulla sua capacitĂ , in seguito comprovata alla grande, di resistere alla devastante offensiva Hitleriana.
I diamanti sono salvi, lâOlanda momentaneamente persa. Nelle scene finali il rimorchiatore porta riluttante il gruppetto allâappuntamento con il caccia Inglese in attesa al largo. Anna rimane eroicamente a lottare per la sua patria e per il suo Joseph. Lâultima sua azione di âsalutoâ ai compagni di avventura Ăš la fiammata infernale degli stabilimenti Shell, al porto. âNo diamonds, no fuel for Hitler!â Diamanti, oro nero, eterne guerre per eterne causeâŠ
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SĂŹ, Il Diario di Etty, sarĂ il prossimo frammento, eccolo…
Giugno 2010. Un tuffo dentro le canzoni di De Gregori, in successione magica, che fanno da colonna sonora a questo momento di scrittura che affiora dal mio passato. Un tuffo dentro la mia modalità di lettura. Fasi, momenti in cui tra lettrice e scrittrice si instaura un processo simbiotico, osmotico, empatico. Qui vengono riportati degli stacchi di lettura, successivi, marcati da pensieri e percorsi comuni alle due donne in un rapporto di complicità al femminile, sebbene il mezzo di contatto tra le due sia stato un uomo, che forse ha nel suo intimo un forte femminino.
Pensieri e percorsi che oggi riaffiorano come tasselli di un mosaico interiore in cui rispecchiarsi. Eâ un incastro tra Etty, la lettrice di qualche anno fa, e il lettore critico che mette a fuoco la trama e le forti implicazioni storiche di questa vicenda, con i suoi effetti sulla persona-litĂ della scrittrice e di tutti i suoi lettori.
E partiamo allora da queste semplici impressioni di una donna, in una fase critica della sua vita che forse vuole cogliere nei diari una parte di sÚ, della sua anima e delle sue scelte. Proseguiamo poi  con Gaarlandt.[1]
Dunque buon viaggio dalle piccole storie alla grande Storia, e ritorno.

27 Maggio 1997  h.14.30– Sono assalita da stupore e da forti emozioni. Ho cominciato a leggere il Diario di Etty Hillesum.[2]  Ho cominciato a viaggiare con lei nel mio âcuore pensanteâ e ho cominciato a stupirmi del mio identificarmi con le sue sensazioni che mi coinvolgono, a cominciare da quel bellissimo  âgomitolo aggrovigliatoâ che sento appartenermi totalmente:
âcon tutta la mia chiarezza di pensiero a volte non sono altro che un povero diavolo impaurito [âŠ] per tutta la vita ho desiderato che qualcuno mi prendesse per mano e si occupasse di me-magari sembro una persona coraggiosa che fa tutto da sĂš, e invece, mi abbandonerei cosĂŹ volentieri alle cure di un altro [âŠ] Corpo e anima sono una cosa sola [âŠ] Quel che câĂš qui ( e indicava la testa) deve finire qui (e indicava il cuore)[âŠ] mi sorprendo ad aver voglia di musica⊠mi tocca sempre molto se mi capita di ascoltarlaâŠâ
Continuo a stupirmi. A pagina 38 leggo:
âLa vita Ăš difficile davvero, Ăš [âŠ] una lotta di minuto in minuto (non esagerare tesoro), ma Ăš una lotta invitante [âŠ] Una volta vivevo sempre come in una fase preparatoria⊔Â
 31 Maggio 1997 h.19.00–La lettura continua e sono sempre piĂč presa da cosa scrive questa donna meravigliosa, dalla semplicitĂ e complessitĂ allo stesso tempo del suo argomentare. Lâunica cosa in cui non riesco a trovarmi ancora con lei Ăš quel suo concetto di Dio o di un Dio da ringraziare, di fronte a cui inginocchiarsi. Il resto sono io, con i miei percorsi mentali, in epoca meno travagliata, ma nello stesso mondo interiore âaggrovigliatoâ, in cerca dellâarmonia. Â
 LunedĂŹ 2 Giugno 1997 h.15.15– Ho ripreso a leggere. La vena Ăš ora malinconica, ma non rassegnata. La voglia di lottare câĂš ancora, non Ăš fiaccata dagli eventi disastrosi.
âSi diventa piĂč forti se si impara a conoscere e ad accettare le proprie forze e le proprie insufficienze [âŠ] mi sembra che in me si compiano dei grandi cambiamenti e credo che siano qualcosa di piĂč che semplici stati dâanimoâŠâ
4 Giugno 1997 h 22.00-Non Ăš niente vero! Eâ sempre tutto cosĂŹ banalmente prevedibile! Questa volta Etty, non sono dâaccordo con te, non ora, non oggi.
âLa vita Ăš cosĂŹ curiosa e sorprendente e infinitamente piena di sfumature, a ogni curva del suo cammino si apre una vista del tutto diversaâŠâ
âEcco, ora si mette un coperchio nel chiasso di questa giornata, e questa sera, con tutta la pace e la concentrazione che sono in me, Eâ MIAâ[âŠ]âin questo mondo sconvolto, le comunicazioni dirette tra due persone passano ormai solo per lâanima. Esteriormente si Ăš scaraventati lontano [âŠ] oppure dialogo in modo pazzo, infantile e serissimo con la parte piĂč profonda di me CHE PER COMODITA CHIAMO DIO.â
Voglio copiare ancora qualcosa di Etty che ieri mi aveva colpito e che riguarda anche me, come tante sue cose:
âBisogna essere sempre disposti a rivedere la propria vita, a ricominciare tutto da capo in un luogo diverso [âŠ] ora devo dormire e lasciare andare tutto. Ho una vita interna troppo intensa [che] vivo troppo poco sulla terra⊠Ora devo dormire e lasciare andare tutto [âŠ] quanto hai dovuto lottare per rimanere fedele, ma la tua fedeltĂ ha vinto su tutto il resto[âŠ] in fondo la mia vita Ăš un ininterrotto ascoltar dentro me stessa, gli altri, DioâŠâ
 10 Giugno 1997- Il viaggio con Etty Ăš terminato; ho ancora alcune sue suggestioni da tradurre in parole. Quella che, comunque Ăš ben impressa nella mia mente Ăš âlâintelligenza dellâanimaâ. Eâ proprio cosĂŹ, ci sono alcune persone che senti piĂč vicine di altre perchĂ© in loro percepisci lâintelligenza dellâanima,
 âunâanima fatta di fuoco e di cristalli di rocca, una cosa molto severa e duraâŠma anche dolceâŠâ
CâĂš un passaggio a pagina 232 che mi piace molto, Ăš lungo, ma molto âin meâ. Eâ il 4 Ottobre, domenica e Etty parla del suo atteggiamento verso gli amici e dellâeffetto che in lei provoca parlare con loro. Leggilo di nuovo, se ti va:
âin me scorrono i larghi fiumi e si innalzano le grandi montagne. Dietro gli arbusti della mia irrequietezza e dei miei smarrimenti si stendono le vaste pianure della mia calma e del mio abbandonoâŠâ
Sai, credo che mi mancherĂ lâappuntamento con le lettere della nostra amica. Mi ha incuriosito la sua passione per Rilke, Â che non conosco ma che forse vorrei leggere, piĂč in lĂ , quando avrĂČ ben maturato gli effetti delle letture che tu mi hai offerto.
Pochi libri nella mia vita di lettrice hanno lasciato in me un tale solco. Forse Ăš il momento particolare, lâetĂ , la nuova consapevolezza di alcune emozioni vissute sempre in forma superficiale. Non so, di certo, ora Ăš il momento della rielaborazione per cercare in me e far affiorare, tutto ciĂČ che mi puĂČ dare calma, serenitĂ , coraggio e dunque, voglia di star bene con me stessa e con tutto ciĂČ che mi circonda.
Ă sorprendente come da normale  lettrice io possa ritrovare una parte profonda  di me stessa in quello che scrive Etty… Sorprendente perchĂ© Etty non Ăš una qualunque, Etty Ăš vittima di una delle catastrofi piĂč tragiche che l’umanitĂ abbia conosciuto nei tempi moderni: il nazifascismo e lo sterminio di milioni di persone, la maggior parte delle quali di religione ebraica. Eppure, questa meravigliosa donna,  ha conservato la sua integritĂ fisica e spirituale anche nel bel mezzo della tempesta che l’ha travolta, diventando una luce di riferimento anche per noi.
Dall’ Â Introduzione di Gaarlandt
âOtto quaderni fittamente ricoperti da una scrittura minuta e quasi indecifrabile- e da allora non ho mai distolto la mente da ciĂČ che vi ho trovato: la vita di Etty Hillesum. Questi quaderni narrano la storia di una donna di Amsterdam di ventisette anni. Abbracciano tutto il 1941 e il 1942- per lâOlanda due anni di guerra e di oppressione, ma per Etty un periodo di crescita e, paradossalmente, di liberazione individuali. Erano gli anni in cui in tutta lâEuropa si rappresentava il dramma dello sterminio. Etty Hillesum era ebrea, e scrisse un contro-dramma.
 La vita di Etty sta tutta tra le parole che annotĂČ giovedĂŹ 10 Novembre 1941:
â Paura di vivere su tutta la linea. Cedimento completo. Mancanza di fiducia in me stessa. Repulsione. Paura.â, e le parole di venerdĂŹ 3 luglio 1942: â Bene, io accetto questa nuova certezza: vogliono il nostro totale annientamento. Ora lo so. Non darĂČ piĂč fastidio con le mie paure, non sarĂČ amareggiata se altri non capiranno cosâĂš in gioco per noi ebrei. Una sicurezza non sarĂ corrosa o indebolita dallâaltra. Continuo a lavorare e a vivere con la stessa convinzione e trovo la vita ugualmente ricca di significato.â
Etty esaminĂČ a fondo tutto ciĂČ che accadde tra queste due date e le annotĂČ con grande trasparenza, franchezza e intensitĂ -i suoi rapporti dâ amicizia e dâ amore, quelli con la famiglia e i colleghi, e gli stati dâanimo e le sensazioni, le riflessioni sullâebraismo, le donne, la passione, lo sfacelo sempre piĂč evidente del mondo che la circondava. Per non perdere ogni appiglio con quel mondo sconvolto Etty si mise alla ricerca delle origini della propria esistenza e alla sorgente trovĂČ un atteggiamento verso la vita la cui definizione migliore Ăš âaltruismo radicaleâ. Le ultime parole del suo diario sono:
â Si vorrebbe essere un balsamo per molte ferite.â
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[1] Gaarlandt J.G. , Introduzione in HILLESUM E., Diario 1941-1943, Gli Adelphi 93, Milano, 1996 Harlem, Maggio 1983
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[2] HILLESUM E. Diario 1941-1943, Gli Adelphi 93, Milano 1996. âNata nel 1914 a Middleburg da una famiglia della borghesia intellettuale ebraica, Etty Hillesum morĂŹ ad Auschwitz nel Novembre 1943. Il suo diario, fortunosamente scampato allo sterminio della famiglia (ad Auschwitz persero la vita anche i genitori ed il fratello Mischa) e poi passato di mano in mano, apparve finalmente nel 1981 presso lâeditore De Haan, riscuotendo un immenso successo, paragonabile a quello che accolse il Diario di Anna Frank. Della Hillesum Adelphi ha pubblicato anche Lettere 1942-1943 (1990)â[N.d.E.]
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