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  • 5 Ottobre 2020-Giornata UNESCO dedicata agli Isegnanti

  • 3 Ottobre 2013-3 Ottobre 2020 Ricordare, accogliere, progettare il futuro

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    Il 3 ottobre è diventato giornata della memoria e dell'accoglienza, una data in cui si ricordano le vittime del naufragio di Lampedusa e tutti i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di arrivare in Italia, la porta dell'Europa.

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    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

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    dalla vita di una grande mamma...

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    Sentimenti contrastanti accompagnano questo momento. Il mio cuore è lì, Oltremanica. E sento come uno strappo, un'ulteriore barriera tra me e i miei affetti. Ho bisogno di tempo e di freddezza per rielaborare il significato di questo evento .

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A proposito di Scuola-MASCHERE DI MORTE. Il gioco della scrittura creativa in Quarta D Linguistico. Agatha Christie docet…

maschere di morte 4d-Scalcerle

Durante le giornate piovose d’estate, di solito mi prende il raptus della pulizia. Il tempo è fresco  e posso dunque fare un lavoro “fisico” senza sudare. Fuori le carte dalla libreria! 

Sfoglia di qua, sfoglia di là, riemergono pezzi di vita e di cuore, tanto che lo stomaco comincia a farmi male. Mi capita tra le mani un opuscoletto  giallo senape, rilegato  in modo molto semplice: Maschere di Morte, a Chiaretta Production-Istituto “Pietro Scalcerle”-Padova.

Scorro la lista delle autrici e immediatamente le visualizzo, si, sono mie studentesse di  qualche anno fa…E mi sembra di  essere ancora una volta in classe con loro.  Apro e leggo. 

Perchè scrivere un racconto giallo a scuola?

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Le ragioni sono tutte qui in questa breve introduzione  della professoressa d’Italiano e Storia, Giuliana De Cecchi. Interessante, molto interessante. Non ricordo di averlo letto prima. Spesso a scuola si lavora a compartimenti stagni e si perdono  opportunità preziose. Mi incuriosisce l’operazione che hanno deciso di  mettere in atto e comincio a leggere.

“«Che strada impervia! Ci mancava anche questo fango! Eppure… è scritto proprio Burgerstein sul biglietto» Sheila sbuffò lanciando un’occhiata dal finestrino della loro Rolls: cielo grigio del crepuscolo, profondo precipizio, neve appena caduta, alberi spogli…”

Comincia così una storia dal sapore classico, dalle atmosfere alla Agatha Christie che diventa “amichevole consigliere”. L’eco dei  Dieci piccoli indiani è infatti forte e originale nello stesso tempo.

Alla fine mi ritrovo a sorridere sotto i baffi, compiaciuta e soddisfatta. Le autrici  hanno davvero messo in campo  creatività, entusiasmo e un pizzico del loro mondo personale e culturale, ottenendo un risultato molto gradevole. Brave!

Il pomeriggio trascorso con il mio passato è stato proficuo. Sono contenta, ma lo stomaco continua a farmi male. A volte le emozioni provocano strani effetti.

A. Dumas Fils-LA SIGNORA DELLE CAMELIE. Margherita, Manon, Violetta, Camille e Giuseppina. Cinque donne un solo protagonista: l’Amore.

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Margherita Gautier è figlia del suo tempo, come lo è Alexandre Dumas Fils e di una cultura maschilista e sessista dura a morire.
Aggiungiamo Giuseppe Verdi? Si, anche se diverso appare il suo atteggiamento nei confronti di Violetta-Traviata. Alcuni  esperti avanzano l’ipotesi di una forte influenza del suo rapporto extraconiugale con Giuseppina Strepponi sulla storia e sul personaggio. Scriveva Verdi a suo suocero Antonio Barezzi:  

“Io non ho nulla da nascondere. In casa mia vive una signora libera, indipendente, amante come me della vita solitaria, con una fortuna che la mette al coperto da ogni bisogno…” ( Irene Bignardi- Introduzione al romanzo di Dumas).

Il denaro è protagonista scomodo e urticante di La signora delle camelie, quasi soffocante nella sua presenza ossessiva. Tutti ne sono schiavi. Inevitabilmente, anche la vita e le scelte di Margherita sono condizionate dal bisogno di danaro, da qualunque parte esso provenga: dal duca primo contributore, da Armand l’innamorato, dal conte G. innamorato senza speranza, da amanti occasionali, dalla s-vendita dei mobili. Una “mantenuta ”, parola orribilmente ipocrita e sessista, ha una ritualità socio-economica da rispettare, per stare “sul mercato”.

Garbo-Margherita Gautier

Margherita ha conosciuto molti uomini nella sua vita, ma si innamora solo di Armand Duval, giovane rampollo di una famiglia benestante e tradizionale. Laureato in legge, non esercita, insomma non lavora, ma dispone di una buona  rendita non sufficiente tuttavia a “gestire” una mantenuta dispendiosa come la Gautier.

A meno che i due giovani non decidano di stravolgere la loro vita, in nome di un amore assoluto.  Ma all’inizio della loro storia Margherita detta alcune  condizioni:

“Però vi avviso: voglio essere libera di fare tutto quello che mi parrà, senza darvi la minima spiegazione sul mio operato. Da molto tempo cerco un amante giovane, senza volontà, innamorato senza diffidenza, amato senza diritti. Non sono mai riuscita a trovarlo. Gli uomini invece di essere contenti che si conceda loro ciò che una volta non avrebbero neppure sperato, chiedono conto alla loro amante del presente, del passato e perfino dell’avvenire. Via, via che si abituano a lei, la vogliono dominare, E se si da   loro tutto quello che pretendono, diventano sempre più esigenti. Se mi deciderò a prendere un nuovo amante, voglio che abbia tre qualità, rarissime: che sia fiducioso, sottomesso  e discreto”. p.106

Le ragioni  di un buon padre di famiglia spiegate al figlio scapestrato

Ma questa “relazione non s’ha da fare”, pensa convinto Duval padre, e si mette in movimento per bloccarla immediatamente. Prima con la prepotenza poi, colta la sensibilità di Margherita, con la dolcezza di un padre che ha a cuore la felicità del figlio, e della figlia promessa sposa ad un giovane perbene, la cui famiglia minaccia di rompere il matrimonio se l’ oscena relazione con la mantenuta va avanti.

“Che abbiate un’amante, va bene, che la paghiate come un galantuomo deve pagare l’amore di una mantenuta, va ancora meglio; ma che per lei dimentichiate le cose più sacre, che permettiate che l’eco della vostra vita scandalosa attivi fino alla mia lontana provincia e getti l’ombra di una macchia sul nome onorato che vi ho dato, ecco quello che non può essere, ecco quello che non sarà.” p.188

Margherita cerca il “riconoscimento” sociale, forse l’espiazione e dunque si sacrifica. Rompe bruscamente con Armand e torna alla sua vita sciagurata che la porterà dritta dritta alla morte.

E il giovane Duval? Impazzisce dal dolore. Fugge da Parigi e dai ricordi. Quando torna il dramma è compiuto. Margherita è morta. Ora si rende necessario un ultimo gesto che lo aiuti a rielaborare il lutto. Qui entra in campo Alexandre Dumas fils.

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Dumas ha ventitré anni quando scrive il romanzo. Conosce indirettamente o direttamente il mondo di cui sta parlano e sfrutta questa sua conoscenza, trasformando in efficace stratagemma narrativo la vendita all’asta dei beni di una mantenuta morta in miseria. Anch’egli partecipa e acquista un libro ad un prezzo decisamente superiore al suo valore effettivo, trascinato da un impulso sconosciuto e incontrollabile. Si tratta di Manon Lescaut, una storia simile a quella di Margherita. Scopriremo in seguito il ruolo di questo libro nella storia.

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Dall’incontro con Armand prende forma la storia  della signora delle camelie, fiore tanto amato dalla nostra eroina. Comincia con un evento quasi gotico, nel cimitero dove è sepolta Margherita e va avanti con il diario dettagliato del loro amore disperato.

A tratti la narrazione diventa  romanzo epistolare e si impregna della  magia del gesto fisico della scrittura, della penna tra le mani, della calligrafia sempre più incerta,  man mano che la malattia si fa più grave. E la lettura si fa più coinvolgente.

Le ragioni di una lettura

Tutta colpa delle connessioni. Le adoro. Per caso ho letto e guardato  la Traviata di Giuseppe Verdi,  con la regia di  Sofia Coppola; per caso, riordinando la libreria, mi sono imbattuta nell’edizione Tascabili Economici Newton del romanzo; volutamente sono andata a cercare in rete Camille di George Cukor, con la magnifica Greta Garbo.

Inoltre, avevo di recente “incontrato” Dumas in Garibaldi. Volevo rincontrarlo, ventitreenne alle prese con una storia così peculiare. Così è scattato il bisogno di leggere La signora delle camelie.

La storia  mi ha spinto a chiedermi che tipo di lettrice io sia,  se sia giusto trasferire o ricercare in ogni libro che leggo il mio mondo di valori, i miei pregiudizi, le mie simpatie e antipatie politiche e sociali.

Questo  libro  mi ha a tratti annoiato e  infastidito, ha fatto scattare in me un click femminista fuori luogo. Ma tant’è. In ogni caso sono contenta di averlo letto e in fondo mi è piaciuto, forse proprio perché in un certo senso mi ha “disturbato”.

 


Connessioni musicali e cinematografiche

 

La Traviata di Giuseppe Verdi-Regia di Sofia Coppola-RAIPLAY

 

 

Camille 1936 George Cukor con Greta Garbo

 

 

Manon Lescaut di A.F. Prévost 1731- In versione “muto + didascalie”-Sorprendente

2 Giugno 2020-La Repubblica Italiana in Festa controllata-Da qualche anno si festeggia al ritmo costante della crisi…

2Giugno 2013

2 Giugno 2020 Ripercorrendo  i post sulla Festa della Repubblica degli  ultimi anni  noto una costante: il concetto di crisi. Superata, da superare, incombente. Mai come quest’anno la crisi ci ha colpito duramente, nel corpo e nello spirito, individualmente e come collettività.

Il Covid19 ci ha stroncato ed ora ci obbliga a riannodare le fila e, come  tanti burattini, a rimetterci in piedi al più presto. In un modo o nell’altro. E non sento il bisogno di aggiungere parole.

Sento comunque il bisogno di continuare a festeggiare questa ricorrenza, oggi più che mai. Stiamo rischiando di  vederla ferita profondamente e dunque abbiamo bisogno  di tutte le nostre risorse per proteggerla, nutrirla, celebrarla. 

la nuvola Italia


2 Giugno 2018– A distanza di cinque anni dalla prima stesura del post, il “verso” è cambiato? Eccome!

In meglio, in peggio, sono tra quelle Italiane molto confuse da ciò che sta accadendo in questi anni. Di una cosa sono certa però: non abbassare mai la guardia rispetto ai valori Costituenti, al senso di dignità che come persone dobbiamo continuare a coltivare e preservare. Ho comunque una speranza: l’energia dei giovani ci spingerà verso un futuro migliore; la saggezza dei meno giovani li sosterrà nel percorso accidentato. troppo ottimista? Voglio esserlo.

Un auspicio per la nuova legislatura? che l’opposizione  faccia il suo dovere. Che i governanti riflettano bene prima di assumere provvedimenti sbagliati se non pericolosi. Non aggiungo altro.

nasce la Repubblica Italiana

 

 


2 Giugno 2016A distanza di 3 anni dalla prima stesura del post, il “verso” è cambiato?

Comunque, per un verso o per l’altro…

Auguri Italia!

Ne hai tanto bisogno! ne abbiamo tanto bisogno noi Italiani, un po’ confusi, un po’ orgogliosi, un po’ distratti un po’, un pò, un pò…

Ma soprattutto tanti auguri a te Patty, che sei venuta al mondo in una giornata così speciale,  qualche anno fa, lottando sin dall’inizio, con ferocia,  per farti spazio in questa realtà così  complicata. Auguri  a te che hai  una forza speciale, che hai attraversato  il paese in lungo e largo  ed ora esplori e lotti  in questa Europa  complicata e fragile. Auguri!

  


2 Giugno 2014. A distanza di un anno  il “verso” è cambiato? Bah!


2 Giugno 2013, la “nostra” Festa della Repubblica cade, anche quest’anno in un momento molto difficile per gli Italiani. E tuttavia,  se vogliamo   uscire da questa palude mefitica, abbiamo bisogno di sapere che c’è uno Stato affidabile alle nostre spalle e oggi, in occasione della ricorrenza, dobbiamo ricordare e festeggiare, comunque e a prescindere da tutto e da tutti.

Le parate  o rassegne o riviste o sfilate… chiamatele come vi pare, non sono risolutive, è vero, ma riuniscono in una giornata altamente simbolica, tutte le istituzioni intorno  a un progetto condiviso, nato  da principi alti, da  sofferenze indicibili e da mediazioni tormentate.

È questo progetto  che deve continuare a guidarci, a farci scegliere persone e modalità adeguate a  mantenerne in vita i principi ispiratori di Libertà e Giustizia, per il pieno raggiungimento  del benessere, materiale, spirituale e culturale  dei cittadini Italiani

4-IL TENACE SOLDATINO DI STAGNO-faVolando con le fiabe di Andersen-Affascinailtuocuore te le racconta.

il soldatino

Covid19 ci obbliga ad una vita profondamente diversa da quella precedente il confinamento( stiamo per uscirne, in qualche modo!), ma alcune cose fortunatamente non cambiano, come ad esempio  il piacere  dell’evasione nel modo delle favole.

E allora tiro giù  dal “vecchio scaffale” FIABE di Hans Christian Andersen nell’edizione I Millenni (Giulio Einaudi Editore 1954). È un libro vissuto, solido  e leggero  nello stesso tempo. Vi sono racchiusi i  sogni e le fantasie di tanti bambini che nel mondo hanno letto le fantastiche favole dello scrittore Danese.

FaVoliamo” insieme ascoltando IL TENACE SOLDATINO DI STAGNO. Una storia d’amore e d’avventura del valoroso soldatino-senza-gamba, in balia di monelli birichini, onde perigliose, pesci enormi e topi malati di potere. Ma l’amore per l’ elegante ballerina, lo ripagherà di ogni disagio provato.

 

FIABE è un vero gioiello dell’editoria Italiana. Le favole più conosciute sono infatti arricchite dalle illustrazioni di bambini del mondo (Nota). Ne ho selezionate alcune, non sono bellissime?

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3-L’AGO DA RAMMENDO-faVolando con le fiabe di Andersen-Affascinailtuocuore te le racconta.

RAMMENDO FURBO

 

Covid19 ci obbliga ad una vita profondamente diversa da quella precedente il confinamento, ma alcune cose fortunatamente non cambiano, come ad esempio  il piacere  dell’evasione nel modo delle favole.

E allora tiro giù  dal “vecchio scaffale” FIABE di Hans Christian Andersen nell’edizione I Millenni (Giulio Einaudi Editore 1954). È un libro vissuto, solido  e leggero  nello stesso tempo. Vi sono racchiusi i  sogni e le fantasie di tanti bambini che nel mondo hanno letto le fantastiche favole dello scrittore Danese.

FaVoliamo” insieme ascoltando L’AGO DA RAMMENDO. Un piccolo oggetto metallico, sottile e appuntito diventa metafora di comportamenti umani che conosciamo bene e che ci fanno pensare…

 

 

 

FIABE è un vero gioiello dell’editoria Italiana. Le favole più conosciute sono infatti arricchite dalle illustrazioni di bambini del mondo (Nota). Ne ho selezionate alcune, non sono bellissime?

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2-L’ANGELO-faVolando con le fiabe di Andersen- Affascinailtuocuore te le racconta.

Covid19 ci obbliga ad una vita profondamente diversa da quella precedente il confinamento, ma alcune cose fortunatamente non cambiano, come ad esempio  il piacere  dell’evasione nel mondo delle favole.

E allora tiro giù  dal “vecchio scaffale” FIABE di Hans Christian Andersen nell’edizione  I Millenni (Giulio Einaudi Editore 1954). È un libro vissuto, solido  e leggero  nello stesso tempo. Vi sono racchiusi i  sogni e le fantasie di tanti bambini che nel mondo hanno letto le fantastiche favole dello scrittore Danese.

FaVoliamo” insieme ascoltando  L’ANGELO,  sulle ali della spiritualità  verso un contatto profondo con la natura infantile dell’essere umano.

 

 

 

FIABE è un vero gioiello dell’editoria Italiana. Le favole  più conosciute sono infatti arricchite dalle illustrazioni di bambini del mondo (Nota). Ne ho selezionate alcune, non sono bellissime?

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A. Dumas-GARIBALDI. Gesta epiche di un grande Italiano per la libertà dei popoli, nella cronaca di un grande scrittore.

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Passato e Presente, il programma di Rai Cultura, ha aperto una finestra dalla quale mi sono affacciata volentieri per cogliere l’eco Garibaldina, attraverso le parole di un grande scrittore.


Alexandre Dumas e il Risorgimento Italiano. Alexandre Dumas è il celebre e prolifico romanziere francese noto al grande pubblico per i suoi avventurosi romanzi storici, tra i più noti “Il conte di Montecristo” e la trilogia de “I tre moschettieri”.

Ha attraversato l’Ottocento, il secolo del romanticismo e dei moti rivoluzionari europei, non solo come scrittore, ma come patriota francese e come carbonaro italiano nel 1832, attività poco nota della sua vita. A “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda martedì 10 marzo alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli e Lucio Villari analizzano il rapporto tra il grande romanziere francese e il Risorgimento italiano.

Qualche decennio dopo Dumas incontrerà Giuseppe Garibaldi, e darà un grande contributo alla diffusione del mito dell’eroe dei due mondi. Lo scrittore parteciperà personalmente alla spedizione dei Mille e ne racconterà le mitiche gesta nel volume “I Garibaldini”. Ma quanto c’è di romanzato sul personaggio di Garibaldi nella versione di Dumas?”  RAI Ufficio Stampa 

In Garibaldi, Dumas fa raccontare dallo stesso protagonista il suo percorso di vita e di lotta per la libertà, fino  alla sanguinosa guerra in difesa della Repubblica Romana. Sembra la cronaca di un corrispondente di guerra al fronte. Il ritmo è serrato, realistico, incalzante e profondamente empatico, dal momento che il narratore è il protagonista degli eventi raccontati.

Echi virulenti…cosa fa l’eroe mentre il morbo infuria?

“Al mio ritorno ritrovai Marsiglia pressappoco nello stato in cui la vide Monsieur de Belzuce all’epoca della peste nera nel 1820. Il cholera-morbus faceva terribile strage degli abitanti. Molte persone avevano abbandonato la città, che sembrava un cimitero. I medici chiedevano dei benevoli. Tale è il nome che si dà negli ospedali a quelli che prestano volontariamente il loro aiuto. Mi offrii insieme a un triestino che era venuto da Tunisi con me. Entrammo come aiutanti nell’ospedale, e ci dividemmo le fatiche diurne e notturne. Quel servizio durò un paio di settimane. In capo a quindici giorni, poiché il colera era diminuito d’intensità.”

Garibaldi

In alcuni passaggi Garibaldi, impegnato negli affanni della guerra, “lascia” il posto ad altri suoi compagni di lotta. Il regista di questo racconto corale è lui, Alessandro Dumas, lo scrittore che ha infiammato milioni di lettori con i suoi racconti d’avventura, d’arme, d’amore e di passione. Il suo intento è quello di accompagnare l’ Eroe dei Due Mondi nelle sue gesta e di contribuire a costruire e consolidare la sua immagine mitica nell’immaginario collettivo dei paesi che ha contribuito a “liberare”. E non solo.

Una lettura gradevole, e utile a noi Italiani per “rinfrescare” le pareti della nostra comune casa della memoria.

 


Assaggi


I maestri di Garibaldi- “Fra i maestri, ricordo con particolare riconoscenza papà Giovanni e il signor Arena. Dal primo trassi poco profitto, perché ero più disposto a giocare e a vagabondare che a studiare. Tuttavia, mi rimane il rimorso di non avere studiato l’inglese come avrei potuto fare, rimorso ridestatosi in tutte le numerose circostanze nelle quali ho avuto a che fare con inglesi. Inoltre, le lezioni di papà Giovanni, che era amico di casa, furono poco proficue a causa della dimestichezza che avevo con lui. Al secondo, eccellente maestro, debbo quel poco che so; ma soprattutto gli serbo eterna riconoscenza per avermi iniziato alla mia lingua madre con l’assidua lettura della storia romana. Spesso in Italia, e specialmente a Nizza, la cui vicinanza con la Francia influisce sull’educazione, si commette la grave colpa di non istruire i bimbi nella lingua e nella storia; io ne sono dunque debitore a quelle prime letture nonché alla persistenza quotidiana di Angelo, mio fratello maggiore, nel raccomandarmene lo studio: quel poco di conoscenza storica che sono giunto a possedere e la facilità con cui mi esprimo sono merito loro. I primi viaggi Terminerò questo primo periodo della mia vita con il racconto di un fatto, che sebbene di lieve importanza, darà un’idea della mia disposizione alla vita avventurosa. Stanco della scuola e annoiato”

Fughe adolescenziali “«O primavera, gioventù dell’anno! o gioventù primavera della vita!», ha detto Metastasio. Io aggiungerò: come tutto diventa bello al sole della gioventù della primavera! La mia vocazione era di correre sui mari.”
Roma regina- “Lungi dal diminuire, il mio amore per Roma ingigantì nella lontananza e nell’esilio. Spesso, fin troppo spesso, dall’altro emisfero, alla distanza di tremila leghe, domandavo al cielo la grazia di rivederla. Roma era per me l’Italia, perché io non so concepire l’Italia che nella riunione delle sue sparse membra, e Roma è per me il vero simbolo dell’unità italiana.”

Sansimonisti“L’apostolo cominciò col dimostrarmi che l’uomo, quando difende la sua patria o quando attacca un altro paese, non è che un soldato, ammirevole nella prima ipotesi, ingiusto nella seconda; ma che l’uomo il quale, facendosi cosmopolita, offre la sua spada e il suo sangue a ogni popolo che lotta contro la tirannide, è più di un soldato, è un eroe. Improvvisamente una luce irradiò il mio spirito.”

Fuga verso la libertà– “avvicinai alla finestra come per guardare fuori – dalla finestra al suolo vi erano circa quindici piedi – feci un salto, e mentre i doganieri, meno lesti o più amanti delle loro gambe, scendevano la scala per raggiungermi, mi trovai sulla strada maestra, dalla quale uscii subito per internarmi nella montagna. Non conoscevo la via, ma ero marinaio: mancandomi la terra, mi restava il cielo, gran libro su cui ero solito leggere la mia strada. Con l’aiuto delle stelle cercai dunque di orizzontarmi, e mi diressi verso Marsiglia. Il giorno dopo, di sera, giunsi in un villaggio del quale non ricordo il nome.”

Garibaldi poeta– “a proposito, molti miei amici dicono che sono un poeta. Ebbene, se non si può essere poeti che a condizione di comporre l’Iliade, la Divina Commedia, le Meditazioni di Lamartine, o le Orientali di Victor Hugo, io non sono poeta; ma se per esserlo basta passare intere ore a cercare nell’acqua azzurra e profonda i misteri della vegetazione sottomarina o restare in estasi dinanzi alla baia di Rio Janeiro, di Napoli o di Costantinopoli; se basta sognare una tenerezza filiale, le rimembranze infantili o gli amori dell’adolescenza in mezzo alle fucilate o alle palle di cannone senza riflettere che il vostro sogno potrebbe finire con la testa fracassata o un braccio monco, allora io sono poeta.”

In cerca di cibo– “Lo spettacolo che si offriva al mio sguardo e sul quale il mio occhio si volgeva per la prima volta, per essere degnamente e completamente descritto avrebbe bisogno della penna di un poeta o del pennello di un artista. Io vedevo mareggiare davanti a me, come onde appena frementi, gli immensi spazi delle «pianure orientali», così chiamate perché si stendono sulla costa orientale del fiume Uruguay, che sbocca nel Rio de la Plata, di fronte a Buenos-Ayres. Là non si vedeva che l’opera di Dio, la terra come uscì dalle mani del Signore nel giorno della creazione. È una vasta, immensa, infinita prateria che, simile a un tappeto di verzura e di fiori, non muta che sulle rive del fiume Arroya, dove si alzano e si agitano al vento certi graziosi alberetti dalle splendide foglie.”

Poesia– “La padrona di casa mi invitò gentilmente a sedere per aspettare il ritorno di suo marito. Continuando a discorrere, la graziosa signora mi chiese se conoscessi le poesie di Quintana. Alla mia risposta negativa, mi regalò un volume di questo poeta perché in tal modo potessi, per amor suo, imparare lo spagnolo. Io allora le chiesi se avesse scritto anche lei dei versi. – Come si può, – rispose, – non diventare poeta davanti a tanta magnificenza della natura? E allora, senza farsi pregare, mi recitò alcuni versi che trovai pieni di sentimento e molto armoniosi. Avrei passato tutta la sera e tutta la notte ad ascoltare, senza darmi il minimo pensiero del povero Maurizio che mi aspettava accanto alla zattera; ma il marito, ritornando, ruppe quell’aura poetica per farmi ricordare lo scopo materiale della mia visita. Gli esposi le mie necessità, e fu convenuto che il giorno dopo avrebbe condotto un bue alla spiaggia e me lo avrebbe venduto. All’alba”

Squadrone cosmopolita– “il mio squadrone, vera banda cosmopolita, era composto di uomini di tutti i colori e di tutte le nazioni. Io li trattavo con bontà forse eccessiva per uomini del genere; ma una cosa posso affermare, ed è che non ebbi mai a pentirmi di quella bontà, perché ognuno obbediva prontamente di miei ordini, senza mai pormi nella dura necessità di punire qualcuno.”

Foresta amazzonica- “feriti come meglio si poteva, cominciammo la nostra marcia abbandonando il boschetto e cercando di seguire il margine della foresta. Quella foresta, forse la più grande che vi sia al mondo, va dai terreni alluvionali della Plata a quelli dell’Amazzonia, per una estensione di trentaquattro gradi di latitudine: non conosco la sua estensione in lunghezza, ma deve essere immensa.”

Contro gli oppressori- “Ho servito in America la causa dei popoli oppressi e l’ho sinceramente servita. Ero, dunque, nemico dell’assolutismo laggiù come in Europa, amante dei regimi in armonia con le mie opinioni, e di conseguenza avverso ai sistemi opposti… Qualche volta ho ammirato gli uomini, li ho spesso compianti, odiati mai. Quando ho dovuto riconoscerli egoisti e malvagi, ho sempre attribuito le loro cattiverie e il loro egoismo all’incostanza dei loro caratteri.”

Anita- “Certo, dovette essere uno spettacolo straordinario, vedere quell’intrepida donna, in una notte di tempesta, volare al galoppo attraverso le selve e le rocce, nella luce dei lampi e nel fragore del tuono. Anita narrava che quattro cavalieri, posti di guardia al guado del fiume Canoas, fuggirono terrorizzati da quella fosca visione. Intanto, l’audace donna attraversa il torrente che a causa delle piogge si era mutato in fiume precipitoso: lo attraversa a nuoto, attaccata alla criniera del cavallo, incoraggiando il generoso animale con la sua forte voce. Una tazza di caffè inghiottita in fretta e furia a Lages è tutto quanto prende l’intrepida viaggiatrice nello spazio dei quattro giorni da lei impiegati per raggiungere a Vaccaria il corpo del colonnello Aranha. Anita e io ci ritrovammo dopo una separazione di otto giorni e dopo esserci creduti morti ambedue. Chi può descrivere quanto grande sia stata la nostra gioia?”

Sotto l’egida del Vesuvio – “Nel mese di maggio fu benedetta la bandiera. Era di stoffa nera con sopra dipinto il Vesuvio, emblema dell’Italia e delle rivoluzioni che racchiudeva in seno. Venne affidata a Sacchi, giovanotto di venti anni, che si era battuto valorosamente nel combattimento di Cerro. Era quello stesso che avrebbe combattuto con me a Roma e che oggi è colonnello.”

La legione Italiana-“Ritornammo in trionfo a Montevideo. Il giorno dopo Pacheco convocò la legione, la encomiò, la ringraziò e consegnò un fucile d’onore al sergente Loreto. Il combattimento aveva avuto luogo il 28 marzo 1843. Ormai ero tranquillo: la legione aveva ricevuto il battesimo del fuoco. Nel mese di maggio fu benedetta la bandiera. La legione italiana con quei due combattimenti aveva destato tale spavento nelle file nemiche, che difficilmente in seguito si verificarono altri assalti alla baionetta.”

Donazioni e rifiuti: lettere d’onore– “da notarsi che questo generoso patriota per fare a noi un tale dono, sacrificava parte del suo patrimonio. Le terre che ci offriva erano di sua proprietà, non della Repubblica. Perciò, il 23 maggio seguente, epoca in cui mi fu consegnata la lettera, io gli risposi in questi termini: “Eccellentissimo signore, Il colonnello Parodi, alla presenza di tutti gli ufficiali della legione italiana, secondo il vostro desiderio mi consegnò la lettera che aveste la bontà di scrivermi in data 30 gennaio, e, unito alla lettera, un atto con il quale voi fate spontaneo dono alla legione italiana di terre tolte ai vostri possedimenti, poste tra l’Arroyo degli Avenas e l’Arroyo-Grande, al nord del Rio Negro, nonché di bestiame e fattorie esistenti in quei terreni. Voi dite di volerci fare tale dono in ricompensa dei servizi da noi prestati alla Repubblica. Gli ufficiali italiani, dopo aver udito il testo della lettera e preso nota dell’atto in essa contenuto a nome della legione italiana, hanno dichiarato all’unanimità che chiedendo armi e offrendo il loro braccio alla Repubblica non avevano inteso ricevere altra ricompensa oltre l’onore di dividere i pericoli con gli abitanti del paese che offerse loro l’ospitalità. Agendo in tal modo, essi ubbidivano alla voce della loro coscienza. Avendo soddisfatto quanto essi ritengono semplicemente l’adempimento di un dovere, continueranno, finché il bisogno lo esigerà, a dividere i travagli e i pericoli dei nobili montevideani, ma non desiderano altro premio e altra ricompensa alle loro fatiche.”

Cronaca di guerra– “Era tempo: la cavalleria nemica già ci avvolgeva ai fianchi e alle spalle. La mischia fu terribile. Parecchi uomini della fanteria nemica dovettero la loro salvezza a una rapida fuga. Questo mi diede tempo di far fronte alla cavalleria. Vedendo gli italiani combattere come dei giganti, una ventina di cavalieri, condotti da un bravo ufficiale chiamato Vega, vergognandosi della fuga di Baez, volsero le redini, preferendo dividere il nostro pericolo piuttosto che continuare quella ritirata. Con straordinario coraggio, passarono in mezzo alle file nemiche e vennero a prendere posto al nostro fianco.”

Il papa non risponde.Garibaldi parte per l’Italia– “Invano si attese la risposta. Nessuna notizia ci giunse né dal Nunzio, né da Sua Santità. Allora si decise di partire comunque per l’Italia con una parte della nostra legione. La mia intenzione era di infervorare la rivoluzione dove già era in armi e di suscitarla dov’era ancora sopita, come ad esempio negli Abruzzi. Però nessuno di noi aveva un soldo per affrontare le spese della traversata.”

Il Colonnello Medici prende il ruolo di narratore– “Con l’aiuto di un amico di Garibaldi, il bravo colonnello Medici, riprenderemo ora il racconto dal punto in cui Garibaldi lo ha lasciato. La sua partenza per la Sicilia ci obbligherebbe a chiudere qui le sue memorie, se Medici non si fosse assunto il compito di continuarle. Bisogna pure confessare che la testimonianza di un altro spesso è preferibile al racconto diretto: quando Garibaldi racconta, dimentica spesso la parte che lui stesso ha sostenuto per esaltare la bravura dei suoi compagni. Lasciamo, dunque, la parola al colonnello Medici.”

Tra Lazio e Umbria ,verso Roma– “Per distrarsi forse dai dolori strazianti che gli mordevano la carne, mi mostrò col dito l’aspetto grandioso di quella selvaggia natura: ci trovavamo in mezzo a strane montagne, le cui cime di granito sembravano castelli edificati dai Titani. Quel paesaggio alla Salvator Rosa, reso tetro dalla bufera, e più minaccioso ancora dal fischio del vento, esaltò l’anima di Garibaldi.”

Emilio Dandolo racconta Garibaldi- “Garibaldi, dotato di una semplicità patriarcale così grande che si direbbe quasi simulata, somiglia piuttosto al capo di una tribù indiana che a un generale. Ma quando il pericolo si avvicina ed è imminente, allora è veramente ammirevole per il coraggio e il colpo d’occhio. Quello che potrebbe mancargli come scienza strategica secondo le regole dell’arte militare è sostituito da una meravigliosa forza. Anche Emilio Dandolo – povero giovane ferito nell’assedio di Roma, dove fu ucciso suo fratello, e che morì di tubercolosi a Milano – ha lasciato un racconto degli avvenimenti ai quali prese parte.

Villa Adriana a Tivoli- “Alle cinque di sera i soldati ritornarono nelle loro file, e marciarono verso le rovine di villa Adriana, che giace ai piedi della montagna su cui si erge Tivoli. Sulle prime il generale aveva avuto l’idea di accamparsi là: ma cambiò parere, e prima fece eseguire una completa esplorazione nei dintorni. Non mandò truppe a Tivoli perché solo agli estremi si sarebbe deciso a entrare nella città. In mezzo alle rovine di villa Adriana, che formano una specie di fortezza, l’intera brigata piantò il campo per gli uomini e i cavalli; le camere sotterranee di quell’immenso edificio erano abbastanza conservate per potervi alloggiare. Quella villa venne edificata dallo stesso Adriano: è lunga due miglia e larga uno. Una piccola foresta di aranci e di fichi è cresciuta sull’area dell’antico palazzo.”

Ciceruacchio patriota, eroe, martire– “Era un coraggioso patriota, che più tardi pagò ben caro il suo patriottismo. Si chiamava di soprannome Ciceruacchio: il suo vero nome era Angelo Brunetti. Non volle mai ricevere un soldo, né per i suoi lavori, né per altro. Quando lo conobbi, nel 1849, aveva tutta la barba bionda che cominciava a farsi grigia, capelli lunghi e ricciuti, il collo grosso e corto, ampio il petto, la statura alta e l’andatura svelta. Nessun miserello, entrando in casa sua, usciva a mani vuote.”

Eroi Garibaldini:Ugo Bassi– “Apparteneva dunque alla razza latina ed ellenica, le due razze più belle e più intelligenti del mondo. Aveva capelli bruni e inanellati, gli occhi brillanti come il sole, la bocca sorridente, il collo bianco e lungo, le membra agili e robuste, il cuore infiammato per la gloria e il pericolo, gli istinti leali, lo spirito elevato, focoso, rapido, fatto allo stesso modo per la pietosa contemplazione dell’anacoreta e gli ardori irresistibili dell’apostolato. I suoi studi non furono il frutto di una lunga fatica, ma piuttosto di una conquista: velocissimamente compì il corso di letteratura, imparò la scienza e le arti. Come specchio di ogni scibile umano, sapeva a mente l’intero poema di Dante. Scriveva correntemente in inglese e in francese e quando gli avvenimenti lo conducevano in mezzo alle nostre mischie, portava costantemente con sé Shakespeare e Byron. Il grande tragico inglese e il poeta che morì a Missolungi udivano i patriottici battiti del suo cuore.”

Duello mortale a San Pietro– “L’artiglieria francese, per impedire che si riparassero le nostre brecce, tuonò per tutta la notte. La tempesta del cielo si unì a quella della terra. Il tuono rumoreggiava, il lampo si incrociava al fuoco delle bombe. Malgrado che fosse la festa di san Pietro, le due armate continuarono il loro duello mortale.”

Notte di luci e ombre a Roma- “Del resto, è costume di Roma illuminarla ogni anno nel giorno di San Pietro. Colui che in quella notte avesse rivolto gli occhi sulla città eterna, avrebbe ammirato uno di quegli spettacoli che lo sguardo dell’uomo contempla una sola volta nel giro dei secoli. Avrebbe veduto, ai suoi piedi, stendersi un’ampia valle disseminata di chiese e palazzi, divisa in due dal corso del Tevere, con a sinistra un colle, il Campidoglio, dove su una torre si agitava al vento il vessillo della repubblica; e a destra il tetro profilo di Monte Mario, dove, al contrario, sventolavano unite le bandiere dei francesi e del papa; sul fondo la cupola di Michelangelo, in mezzo alle nubi, tutta risplendente di luce; finalmente, quasi cornice al quadro, il Gianicolo e tutta la linea di San Pancrazio, pure illuminata, ma dalla luce dei cannoni e dei fucili. Sul fianco di tutto ciò, la lotta fra i due partiti, il giusto e l’ingiusto – la lotta della sovranità del popolo contro il diritto divino, della libertà contro il dispotismo, della religione di Cristo contro quella dei papi.”

Il Garibaldino Dumas chiude la prima parte delle memorie di Garibaldi– “In data 28 maggio 1860, il cinquantottenne Alexandre Dumas, da Genova – dove era giunto dodici giorni prima a bordo della sua goletta Emma –, annotava in una pagina di diario che poi avrebbe riportato nel volume Les garibaldiens: «Avevo appena messo la parola fine alle mie Memorie di Garibaldi; e quando dico “fine” è chiaro che alludo solo alla prima parte. Infatti, con l’andatura che ha preso, il mio eroe promette di fornirmi materia per una lunga serie di volumi! Appena sbarcato, appresi che Garibaldi era salpato alla volta della Sicilia nella notte tra il 5 e il 6 maggio: prima di partire aveva lasciato degli appunti per me all’illustre storico Vecchi 1, nostro comune amico, e aveva pregato Bertani, Sacchi e Medici 2 di darmi a voce altri particolari che non aveva avuto il tempo di dettare. Ecco perché mi trovo da dodici giorni all’Hotel de France, dove lavoro sedici ore su ventiquattro; il che, del resto, non si discosta molto dalle mie abitudini» “

1-IL GRANO SARACENO-faVolando con le fiabe di Andersen-Affascinailtuocuore te le racconta

Covid19 ci obbliga ad una vita profondamente diversa da quella precedente il confinamento, ma alcune cose fortunatamente non cambiano, come ad esempio  il piacere  dell’evasione nel mondo delle favole.

E allora tiro giù  dal “vecchio scaffale” FIABE di Hans Christian Andersen nell’edizione  I Millenni (Giulio Einaudi Editore 1954). È un libro vissuto, solido  e leggero  nello stesso tempo. Vi sono racchiusi i  sogni e le fantasie di tanti bambini che nel mondo hanno letto le fantastiche favole dello scrittore Danese.

FaVoliamo” insieme ascoltando IL GRANO SARACENO, e lasciamoci trasportare dentro il magico dialogo tra alcuni protagonisti del mondo naturale.

 

FIABE è un vero gioiello dell’editoria Italiana. Le favole più conosciute sono infatti arricchite dalle illustrazioni di bambini del mondo.(Nota). Ne ho selezionate alcune, non sono bellissime?

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27 Gennaio Scuola e Memoria-VIVERE OLTRE IL RICORDO. Al Liceo “Franchetti”di Mestre

A scuola le emozioni sono forti. Gli studenti della IV A del Liceo Statale Raimondo Franchetti di Mestre hanno fatto un lavoro molto emozionante. Il loro short Vivere oltre il ricordo  ha vinto il primo premio  dell’edizione 2012 del concorso nazionale I giovani ricordano la Shoah“.

Brava Roberta Rosada! con la tua classe hai fatto un gran bel lavoro. Mi piace l’essenzialità del messaggio, la narrazione dolce e intensa, i flashback/incubo notturno, le parole dette con gli occhi e il corpo  e i lunghi silenzi. Il binario poi, struggente nella sua in fuga geometrica verso un orizzonte, prima disperato e, alla fine,  aperto alla speranza.

Roberta, saluta il nostro Presidente Napolitano  che vi consegnerà il premio. Saluta anche per me questo grande “vecchio”!

Dal sito  dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto:

Il «Franchetti» vince la X Edizione del Concorso
“I giovani ricordano la Shoah”

la Commissione paritetica composta da rappresentanti del Miur e dell’Ucei che ha giudicato gli elaborati partecipanti alla X edizione del Concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah” (bandito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Dipartimento per l’Istruzione – Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione) ha dichiarato vincitore per Scuola secondaria di secondo grado il Liceo «Franchetti» per “Vivere oltre il ricordo”. Si tratta di un cortometraggio realizzato dagli studenti della classe IV A, con riflessioni e immagini che centrano il tema e che hanno per protagonisti gli studenti stessi. La classe vincitrice sarà premiata al Quirinale venerdì 27 gennaio dal Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano.

AGATHA E LE ALTRE-Piccola Antologia delle Signore in Giallo. Un “supplemento redazionale” ricco di suspense

 

 

Agatha e le Altre-Piccola Antologia delle Signore in Giallo scende dal mio vecchio scaffale. Il piccolo volume giallo, edito da Marie Claire-Voci di Donne deve essere uno dei libri delle zie di Stefano, un  “supplemento redazionale” al numero 8 dell’Agosto 1991, che è venuto ad allietare qualche ora di questa estate bizzarra con i suoi otto racconti di altrettante Signore in Giallo. Prima fra tutte, tanto da campeggiare nel  titolo, la magnifica Agatha Christie


Agatha Christie – Il caso della signora di mezza età

Moderno o universale? È la storia del bisogno di amore, di attenzione e riconoscimento dell’essere umano. Un marito in cerca di riscontri amorosi, una donna che fa lo stesso. Entrambi in una fase della loro vita in cui si lotta tra la sensazione di non aver più niente da dire e il desiderio di essere ancora vivi, di piacere, di amare ed essere amati. Christie rivela la sua maestria e il suo tocco d’artista nel delineare i protagonisti della storia: lui, lei, un ipotetico altro, un’ipotetica altra. Tra loro scatta il gioco delle parti,   a suon di sentimenti e inganni. Racconto perfetto.


Daphne du Maurier – Baciami ancora, sconosciuto

A guerra finita, la RAF continua a bombardare gli animi, e gli animi…reagiscono. Che storia! Ti tiene in sospeso fino alla fine, ti fa pensare a scenari gotici, a vampiri e zombie, e invece tutto accade sullo sfondo magico di una sala cinematografica, dove la bella ragazza dal caschetto rosso accompagna gli spettatori al loro posto, vende gelati nell’intervallo e affascina tutti con la sua abbagliante e misteriosa personalità. L’operaio per bene si reca al cinema a godersi un paio d’ore di relax dal lavoro ed è folgorato  dalla giovane donna. Co-protagonisti sono anche un autobus che va lentamente nella notte, fino al capolinea e un cimitero accogliente. Cupido sembra aver compiuto il suo dovere ancora una volta, ma…


Patricia Highsmith – Trappola di ghiaccio

Il freddo può giocare brutti scherzi. Proprio come  il matrimonio. Quando una donna sposata si innamora follemente di un giovane e bell’attore squattrinato non si sa dove si può arrivare. Un marito attento e premuroso non basta a “curare” un mal d’amore devastante. Tutto comincia a scricchiolare, e tuttavia si cerca tenacemente di tenere unita la coppia. Ma come recita a proposito un antico proverbio “L’uomo propone e Dio dispone” o il caso, o il destino, o una qualche manina malvagia, decidete voi, la conclusione è scritta. Patricia Highsmith è fantastica, io ricordo sempre con immenso piacere le sue storie con gatti protagonisti.


Phillis Dorothy James – Delitto 1986

Mi piacciono le distopie e  Delitto 1986 ne ha tutte le caratteristiche. P.D. James ci trasporta in una realtà lontana, che non vorremmo mai si realizzasse su questa terra,  sull’onda perfetta delle regole del racconto. Il racconto distopico, con il suo  bel finale a sorpresa, è attraversato da una sottile vena nostalgica per un mondo pre-1980, quando  la vita  era migliore e il grande Morbo non aveva ancora infettato il corpo e l’anima della terra. Nonostante tutto però, esistono ancora i fragili fiori di campo che conferiscono bellezza al cadavere di una giovane e bellissima donna IPDICI uccisa con una coltellata al ventre. Il suo corpo appare fragile e indifeso,  come un’orchidea regina dalla vita breve.

Il poliziotto Dolby, dimesso e sempre sottovalutato, tanto da vedersi affidato un maledetto caso IPDICI di nessuna utilità per fare carriera, inizia a indagare per restituire dignità a quel giovane fiore di campo. Si muove in un ambiente difficile e ostile, avvicinandosi pericolosamente a chi non dovrebbe neanche sfiorare. E scopre la verità. Racconto sorprendente, triste e bello.


Joyce Carol OATES- Convegno amoroso

La storia è quella antica di un marito ricco e potente che tradisce la moglie con una donna  più giovane e che non vuole  rinunciare al suo scintillante status sociale. Il tentativo di un’ introspezione psicologica accurata dei personaggi  rimane in superficie. Anche l’evidente denuncia dell’ipocrisia delle classi agiate WASP americane sembra scivolare, così come la violenza del crimine che appare accidentale e inaspettata, oops! Nel mondo che Oates descrive molte cose accadono quasi “all’insaputa” dei  protagonisti. Il racconto  esplora tanti aspetti importanti che frenano in parte  l’ efficacia narrativa. Ma forse è tutto voluto. 


Ruth Rendell – La prudenza non è mai troppa

Breve viaggio nelle fobie di una donna in carriera. Della è ossessionata dai ladri. Chiudere, chiudere, chiudere sempre tutto per impedire ai malintenzionati di entrare in “casa”. Nonostante la sua “prudenza”, qualcosa di imprevisto e sconvolgente accade proprio nella sua casa in affitto dove regna sovrano l’ordine e i divieti, soprattutto quello di ricevere uomini. Della condivide l’appartamento e le spese con la giovane e spensierata Rosamund, che sembra essere il suo opposto. La ragazza compie infatti azioni che Della non si sogna neanche di pensare. Uscire la sera, trasgredire alle regole della casa, infischiarsene di tutto. L’irruzione nella storia di un bel giovanotto travolge tutto e tutti. Il racconto ha degli spunti felici che lo rendono decisamente coinvolgente.


Dorothy L. Sayers – La gelosia è crudele come la tomba

Il detective gentiluomo, Lord Wimsey è un classico investigatore alla Sherlock Holmes. Procede per indizi, osservazione, intuito, associazione di idee. Vive a Londra, nell’elegante quartiere di Bloomsbury. Due appartamenti, uno sopra e uno sotto, diventano il setting di una storia misteriosa. Di mezzo ci sono una fascinosa donna Italiana e un losco uomo  Italiano, che permettono all’autrice di dare libero sfogo ad una caratterizzazione ricca di pregiudizi. L’autrice, prima donna laureata all’Università di Oxford, conosce bene i meccanismi di una crime story classica.


Virginia Woolf- Il lascito

L’ultimo racconto delle signore in giallo, Il Lascito di Virginia Woolf, brevissimo e bellissimo, rivela tutta la maestria di questa grande scrittrice. È bellissimo proprio perché è ricco di lei, del suo essere donna e intellettuale. Lo testimoniano nel racconto i diari di Angela, chiave di verità. Pagine e pagine sfogliate dal marito dopo la morte della moglie  che le aveva scrupolosamente scritte.  Ignorate fino a quel momento da un uomo tutto preso dalla sua carriera politica e molto distratto, considerate un vezzo puramente femminile, insinuano però in lui un dubbio che lo accompagnerà fino all’ultima pagina, fino all’epifania, alla comprensione di cosa possa essere realmente accaduto alla povera Angela. La presenza costante e crescente di B.M. crea e alimenta il dubbio. Pian piano la tensione aumenta, delicatamente e inesorabilmente, conducendo per mano il vedovo Gilbert verso la verità.

Scritto in maniera lieve e potente riesce a condensare in un racconto breve tutti gli elementi e i personaggi dei suoi romanzi maggiori: il marito politico, le donne dell’ Upper class coinvolte nel sociale, gli intellettuali e i loro difetti, i diari, la sterilità femminile. C’è proprio Virginia nel piccolo lascito di Angela, una spilla preziosa per la sua segretaria tuttofare Sissy Miller.


Le autrici

Chiude la raccolta una breve nota biografica di tutte le autrici. Una bella idea. Tutte, in modo più o meno efficace hanno trattato temi importanti, sviluppati tra luci ed ombre del mondo femminile, specialmente in relazione con quello maschile e con la società. Si capisce chi è la mia Signora in Giallo  preferita?

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