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Stiamo andando a Londra e mentre Stefano guida, ascoltiamo Paolo Conte ed il suo Happy Feet. Come sempre nei nostri lunghi viaggi verso lâamore di figlie e nipoti, ascoltiamo tanta, tanta musica. I generi sono quelli che amiamo da sempre, quelli che ci hanno accompagnato prima in cassetta, poi in Cd, ora di nuovo in cassetta, lungo lâarco del nostro lungo cammino insieme, vagabondando con meta, da un punto allâaltro dellâ Italia e dellâEuropa.
Happy Feet, o Camillaâs ragged shoes (che avvolgono piedi magici, danzanti mentre da un tavolo allâaltro, va a servire i clienti) contiene una  frase magica: â⊠con che libro affascini il tuo cuore?â . La trovo sublime per piĂč motivi: il cuore al centro della lettura, il libro al centro della lettura e della fascinazione sul muscolo piĂč emozionale del nostro organismo.
Ask the Dust  ha affascinato il mio cuore in questo ultimo mese.
Leggo il libro, un po’ alla volta, a piccole dosi, perchĂ© non finisca subito e lâemozione che mi procura continui nel tempo, con quel mio tornare indietro e andare avanti per pagine, per capitoli, per episodi, per descrizioni.
Polvere e polvere e polvere, dal deserto, sul deserto, su Los Angeles, nelle stanze dâalbergo, sugli abiti, sugli occhi, sul cuoreâŠCome liberarsi della polvere, se si vuole? Camilla non ha voluto e il deserto lâha fagocitata. LĂŹ la polvere Ăš casa sua e il suo puppy Willie, ovvero il mondo della dimensione affettiva, scompare con lei. Non le serve altro.
Mi ha affascinato lâaspetto inter-multiculturale in una Los Angeles soffocante. Chi Ăš di origine Italiana Ăš un gradino piĂč su dei Mexicans nella considerazione, ma entrambi sono delle nullitĂ nel grande scintillante mondo W.A.S.P. della California. E allora, anche se per piccoli episodi, questo anello in cui le âinferioritĂ â etniche si rincorrono, troviamo Arturo e Camilla e Sammy e gli altri.
Poi Vera, la prima donna. Che figura sconvolgente! Tanto da avere le caratteristiche giuste per diventare il personaggio centrale del primo romanzo di Bandini.
E lo spaccato reale e simbolico del terremoto che tutto travolge, mette sottosopra, irrispettoso dei sentimenti, della cura con cui uno si Ăš costruito e arredato e vissuto la propria casa, letti penzolanti dai muri, urla, sangue: umanitĂ sofferente. E Arturo lo interpreta come segno della punizione divina del suo peccato.
Tutta da sviscerare la religiositĂ di Bandini e lâeducazione sessuofobica ricevuta nella sua cattolicissima famiglia, i sensi di colpa insinuati nel suo cuore e nel suo cervello sin dalla piĂč tenera etĂ .
Quante cose ritrovo in questo romanzo. anche il terremoto dâAbruzzo e poi  lui e la sua abruzzesitĂ :
âGli abruzzesi che leggono Fante ci trovano tutto l’ Abruzzo del padre (e di John), il lavoro duro da muratore di Nick, il freddo delle montagne, le umiliazioni degli emigranti di inizio secolo, la voglia di emergere, la forza della disperazione e lâ orgoglio. Fante Ăš uno scrittore le cui radici abruzzesi pervadono tutta la sua opera. Il padre, Nicola (Nick), lasciĂČ Torricella Peligna, il piccolo centro in provincia di Chieti, nel 1901. John nacque in Colorado (tra i monti innevati, tanto simili a quelli abruzzesi) nel 1909âŠâ[1]
Arturo vuole in un certo senso riscattarsi e diventare uno scrittore famoso, vuole capire come incanalare le sue esperienze ed emozioni in un centinaio di pagine del suo libro o, in piĂč raccolte, succose ed efficaci Short Stories.
Siamo proprio in viaggio: con Camilla, assolutamente round nel suo percorso di trasformazione totale (anche attraverso la marijuana) e di fuga verso la sua libertĂ ; con Arturo, lo scrittore e il suo viaggio verso lâempatia, lâuscire da sĂ© e capire le sofferenze del mondo, di Camilla, di Sammy nel suo viaggio a ritroso, dentro se stesso, in attesa della morte.
E viaggia con  Vera e il suo stratosferico complesso di inferioritĂ , grande tanto quanto il suo bisogno di essere amata; e  con Hellfrick e la sua ossessione di cibo che lo porta ad assassinare il tenero vitello di fronte agli occhi e alla disperazione della sua mamma-mucca, in una nottata da imboscata che segna la fine di uno strano rapporto basato sulla fame, sul bisogno di cibo, anche rubato con violenza. A cominciare dal latte in bottiglia, sottratto furtivamente dal furgoncino del fornitore dellâalberghetto in cui Arturo vive.
E quella strana forma di amore? Non ci sono parole per descrivere la sua nascita, la sua evoluzione, il suo gonfiarsi a dismisura, diventando amore e pietĂ per chi soffre.
E il gioco di luci, ombre, tramonti, albe⊠a Los Angeles e dintorni. In fondo traspare un amore âdettagliatoâ per questa cittĂ .
CâĂš tanto ancora in questo libro che ha affascinato il mio cuore, anche la fine, cosĂŹ melodrammatica e simbolica; quel lancio del romanzo con dedica verso la direzione da cui Ăš scomparsa o fuggita CamillaâŠQuasi a voler fare questo estremo regalo al suo amore per lei, ma anche a voler mettere un segno di fine a questa storia cosĂŹ intensa.
Il mio cuore gode ancora del fascino che Arturo-John ha esercitato su di lui.
To John with love
Pubblicato per la prima volta nel 1939 Ăš uno dei primi romanzi dello scrittore italo-americano, riscoperto in Italia e in Francia alla fine degli anni Ottanta dopo un lungo periodo di dimenticanza. La saga dello scrittore Arturo Bandini, alter ego dell’autore, giunge in questo romanzo al suo snodo decisivo. L’ironia sarcastica e irriverente, la comicitĂ di Arturo Bandini si uniscono alla sua natura di sognatore sbandato, che ne fa il prototipo di tutti i sognatori sbandati che hanno popolato la letteratura dopo di lui. Al centro della vicenda Ăš il percorso di Bandini verso la realizzazione delle sue ambizioni artistiche e la sua educazione sentimentale dopo l’incontro con la bella e strana Camilla Lopez…Descrizione IBS

