V. McDermid-A DARKER DOMAIN. In vacanza con un cold case scozzese e un pizzico d’Italia.

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A darker domain di Val  McDermid è una lettura estemporanea, tra un bagno  e l’altro  nel meraviglioso mare della Costa del Sole spagnola. Nella casa che abbiamo affittato per la nostra vacanza di reunion familiare c’è una piccola libreria multilingue per gli ospiti internazionali. Mi colpisce subito When We Were Orphans di Kazuo Ishiguro, Non l’ho letto e vorrei farlo. Comincio a sfogliare le pagine e noto con rammarico che i caratteri sono minuscoli  e proibitivi per i miei occhi ormai  troppo fragili per affrontare una lettura così faticosa. A malincuore lo rimetto a posto.

Prendo tra le mani altri volumi, in  Francese, Tedesco, Inglese,  nessuno in Italiano.  Scelgo allora un romanzo “giallo” in Inglese, anche in base alla grandezza dei caratteri. Il  clima vacanziero è ideale per una crime story.  Inoltre ho la possibilità di scoprire  una nuova autrice, Val Mc Dermid, molto famosa a giudicare dalle recensioni  in  quarta di copertina, ma a me totalmente sconosciuta.

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La storia si sviluppa intorno ad un “cold case”, un caso irrisolto che riporta alla luce eventi di  venti anni prima. Una figlia si rivolge alla polizia per cercare cerca il padre scomparso durante lo sciopero dei minatori  dell’84 e  creduto un crumiro in fuga verso l’Inghilterra. Lo cerca per curare suo figlio affetto da una malattia incurabile che forse si può risolvere solo con un trapianto da un familiare compatibile.

Mark Prentice scompare all’improvviso lasciando nella disperazione la moglie, la figlioletta e i compagni minatori che avevano sempre creduto in lui e nei suoi  saldi valori di solidarietà, onestà e  tutela dei diritti dei lavoratori.  Scompare nello stesso momento in cui  alcuni suoi compagni tradiscono la causa e partono per Nottingham in cerca di un nuovo lavoro per la famiglia affamata e prostrata dal lungo e feroce sciopero.

La vergogna è profonda, tutti pensano che anche  Mark si sia unito a loro. Tra questi la moglie incredula e alcuni amici. Altri si rifiutano di pensare che Mark, minatore fin nel profondo  e apprezzato pittore di paesaggi, abbia potuto fare una cosa del genere. Contemporaneamente la figlia e il nipote di un magnate del posto vengono rapiti. La consegna del riscatto diventa complessa, uno dei due rapiti scompare nel nulla e tutta l’indagine si aggroviglia.

A risolvere il cold case è una poliziotta speciale, di quelle che caratterizzano  tante serie televisive contemporanee. Si chiama Karen Pirie  ed è un tipo fisicamente e psicologicamente eccentrico, ma è molto  pervicace e brava nel suo lavoro. La sua caratterizzazione mi ha riportato ad altre detective del suo tipo, una tra tutte Vera Stanhope. Dagli anni 80 si  torna alla contemporaneità degli anni 2000. Entrano nella storia l’Italia di Berlusconi, il mondo degli Anglofiorentini e tanti investigatori tra i quali i detective italiani che siamo abituati ad ammirare o detestare nelle numerose serie televisive in onda in questi ultimi anni.

Val McDermid

Lo scheletro della  storia è questo, ma la trama diventa via via così ricca e  avvincente che alla fine chiudi il libro con un senso di pienezza e soddisfazione per lo slalom fatto tra passato e presente, tra Scozia, Inghilterra, Galles e  Italia(quanti stereotipi sul nostro paese!), tra artisti e gallerie d’arte, tra personaggi alternativi  e ricchi borghesi, tra detective e giornalisti arrembanti. Insomma una bella  avventura nel più puro stile “giallo”.

Non deve essere stato facile tenere insieme tutti questi elementi nel disegno e nello sviluppo della trama, eppure Mc Dermid c’è riuscita in modo brillante. L’Independent (Book of the year) recensisce  il romanzo in modo decisamente  efficace e condivisibile:

“A novel as intelligent as it is tightly plotted”. 

Conclusione

A Darker Domain è un giallo dalla struttura classico-moderna, che paga evidentemente il suo tributo alla “madre” Agatha Christie. È moderno per le incursioni nel nostro tempo, a partire da una vicenda oscura degli anni 80, periodo di lotte sociali feroci, come quelle dei minatori contro la politica neoliberista della dama di ferro Mrs Thatcher. La Scozia, l’Inghilterra del centro e del nord, il Galles  sono scossi  dalla chiusura forzata delle miniere di carbone  e dalla assoluta determinazione del governo a non cedere nulla ai minatori in sciopero, gettati nella miseria e nella disperazione.

È classico del genere  poliziesco  per le vicende  narrate, per gli investigatori che scendono in campo, per lo stile tipico di questa narrazione, fatto di  suspense, indizi sparsi più o meno affidabili, improvvise svolte, finale a sorpresa.

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I rari momenti  in cui l’autrice indulge in descrizioni  troppo dettagliate e passaggi superflui  tra passato e presente, non intaccano il piacere della lettura. Unico limite  è stato di tipo strettamente personale, direi  di tempo. Dovevo assolutamente finirlo   prima di partire. Ma ce l’ho fatta e sono contenta!

Al di là dei suoi effettivi meriti letterari questo libro resterà sempre presente nella mia memoria perché è strettamente legato  ad un luogo meraviglioso, un luogo del cuore dove ho vissuto  con le persone che amo.

Sviluppi

Udite udite,  ho da poco ho scoperto che nella serie televisiva britannica Karen è una giovane e bellissima Lauren Lyle! È proprio vero che  la parola scritta ti fa immaginare mondi diversi  dalle immagini sofisticate delle serie! Mondi che sono decisamente influenzati dalla propria esperienza di lettori e dalla propria esperienza personale,

3-Serie CdC- A. Hitchcock- WHISKY SPECIALE. Un racconto giallo nella migliore tradizione letteraria.

 

Il maestro Hitchcock offre un piccolo capolavoro alla Domenica del Corriere. WHISKY SPECIALE è un perfetto esempio di short story, con finale a sorpresa condito con l’usuale ironia amara di Hitchcock.

Entriamo in medias res con l’ingresso del protagonista Mannering nello studio del dottor Hilroy dove prende vita un’interessante discussione sui libri gialli e su quanto il dottore sia appassionato di questo genere.

A suo modo anche Mannering è appassionato e esperto del genere, da un punto di vista tutto  suo, il punto di vista di un contabile che si è cacciato in un guaio  terribile per il  quale si trova il fiato sul collo dell’implacabile Brewer-revisore-dei-conti.

 

Hitchcock presenta…in TV

 

La silhouette era inconfondibile, il profilo panciuto. La celebre caricatura della sigla dei telefilm Alfred Hitchcock presenta, l’aveva realizzata lo stesso regista. Un marchio di fabbrica, che divenne familiare per milioni di spettatori, e spiega bene come il maestro del brivido che esplorava angosce e le zone più buie dell’animo umano, non rinunciasse mai all’ironia.

“Signore e signori, buonasera” diceva sulle note della Marcia funebre delle marionette di Gounod, e immediatamente lo spettatore veniva catturato nel suo mondo, dove niente è come appare. Ventitré minuti per sviluppare trame perfette, misteri con risvolti sorprendenti versione bonsai. Parlando della serie, fu lo stesso autore a spiegare: “Riporta il crimine in casa, dove esso risiede”.La Repubblica

J. Cercas-TERRA ALTA. Melchor, il poliziotto che legge romanzi e indaga a fondo, nella rivoluzionaria Catalogna

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Primo capitolo

L’inizio è come da copione, tanto da sembrare una bella sceneggiatura, con il suo stile tagliente, netto, descrittivo ma incalzante e con i classici ingredienti  di una crime story di successo. Serie TV  in arrivo?  

E poi c’è lui,  Melchor (sua madre ha voluto chiamarlo come il re mago per una vaga rassomiglianza tra i due), detective tormentato, sensibile, testardo. Un suo gesto eclatante lo porta alla ribalta nazionale esponendolo a rischi notevoli. Per questa ragione viene trasferito in una piccola e tranquilla città della Terra Alta, lontano dai clamori di Barcellona, la sua città.

Inaspettatamente però il piccolo centro sonnolento e tranquillo è scosso   dal brutale assassinio degli Adell, quelli della Graficás Adell, incontrastati padroni del  territorio.

L’indagine inizia, e si affianca ad altre faccende importanti per  Melchor Marin, tra queste l’ossessiva caccia all’ assassino della madre-prostituta, l ’incontro con  Olga la bibliotecaria “con i suoi passettini da uccello o da bambina”, la gestione del  rapporto con i nuovi colleghi, e la scoperta della Terra Alta con la sua “Rivoluzione” di ottanta anni prima. Un territorio che gioca un ruolo rilevante nello sviluppo  della storia  e della vita dei protagonisti.

          

La scena del crimine-“È la prima scena di omicidio che Melchor vede da quando è arrivato nella Terra Alta, ma in precedenza ne ha viste molte e non ricorda niente di simile.[…] Nell’aria aleggiano un violento odore di sangue, di carne tormentata e di supplizio, e una sensazione strana, come se quelle quattro pareti avessero preservato le urla del calvario cui hanno assistito…” p.15

Secondo capitolo

Secondo capitolo: arriva la sorpresa, lo stile cambia e facciamo un salto nel passato, nella storia di Melchor, da una vita all’altra, da dentro a fuori, dalle sbarre alle manette. È  fatale Il suo incontro con I Miserabili di Victor Hugo, che il Francese gli ha caldamente raccomandato. Inizia  così una sorta di terapia “letteraria” che lo accompagnerà per tutta la vita.

Javert, poliziotto implacabile, ossessionato dalla caccia a Jean Valjan, lo ispira nel profondo, fino a decidere di fare lo stesso lavoro. Di Jean Valjan fa suo un certo desiderio di vendetta dal quale, tuttavia riesce a mantenere la giusta distanza.

los miserables cop

 Il capolavoro di Hugo “in quei giorni di lutto smise per lui di essere un romanzo e si trasformò in un’altra cosa, una cosa senza nome o con molti nomi, un vademecum vitale o filosofico, un libro oracolare o sapienziale, un oggetto di riflessione da rigirare come un caleidoscopio infinitamente intelligente, uno specchio e un’ascia” p.67

La storia prosegue tra capitoli al presente e capitoli al passato; tra descrizione-denotazione e narrazione-connotazione.

L’incontro con Olga – una storia nella storia.

Melchor è alla ricerca di un libro da leggere, rigorosamente dell’Ottocento. Il Francese gli ha detto infatti che non esistono romanzi degni di essere chiamati tali all’infuori di quelli  del diciannovesimo secolo. Olga è sorpresa, ma ama il rischio e dunque  gli suggerisce Lo straniero di Albert Camus. Il libro comincia così:

“Oggi è morta mia madre”

”È il secondo libro più bello che abbia letto nella mia vita dopo i Miserabili.”p. 242

E non è dell’800!- Olga prende coraggio, e  allora via così alla scoperta di altri grandi romanzi. Gli consiglia “un altro libro dell’Ottocento scritto nel Novecento” Il Gattopardo di Giuseppe  Tomasi di Lampedusa.

”Anche questo mi è piaciuto[…]Però adesso preferirei che mi raccomandassi un romanzo del Novecento che non sembri dell’Ottocento” p.304

A questo punto, ineluttabilmente  Cupido scocca la sua freccia amorosa. I Miserabili  ispira anche la vita di coppia. Melchor e Olga lo leggono  insieme ad alta voce, lo vivono insieme:

“Il destino unì bruscamente e fidanzò con la sua potenza irresistibile quelle due esistenze sradicate, diverse per età, simili per la sventura. E l’una infatti completava l’altra: incontrarsi significò trovarsi.[…]« Hai visto?» disse Melchor, quando Olga finì di rileggere il frammento. «Questo libro parla di me.»  Lei si tolse gli occhiali e scosse lentamente la testa. « Non più, sbirro» disse.«Adesso parla di noi».

Fine-A caldo

Bellissimo. Soprattutto la caratterizzazione. Melchior in primis, con tutti i suoi conflitti e segreti,  gli Adell, simbolo del potere e della prevaricazione, l’enigmatico Armengol, il fragile caporale Salom, l’avvocato Vivales-forse-padre punto di riferimento, Olga la bibliotecaria disillusa che trova nel mondo dei libri la sua realizzazione e…l’amore vero.

In effetti,  la strategia narrativa di Cercas contribuisce  a creare i climax e ad allentare le tensioni, per poi  costruire un nuovo climax, e così via con lo scopo  fondamentale di catturare il lettore e portarselo a spasso per tutto il  libro, fino a fargli rimpiangere la fine del viaggio.

C. Dexter-LAST SEEN WEARING (Al momento della scomparsa la ragazza indossava…) Un puzzle con troppi pezzi da incastrare. Difficile, anche per l’Ispettore Morse!

last seen wearing-Dexter

La caccia alla scomparsa della giovane Valerie Taylor è un bel puzzle da risolvere per l’Ispettore Morse. Morta? Scomparsa veramente? Viva sotto un’altra identità? E le lettere? Chi le ha scritte?

La storia

La storia segue un filo conduttore molto semplice: una giovane e bella ragazza, Valerie Taylor scompare. Dopo due anni il caso torna sul tavolo di Morse, anche per rispetto dell’ ispettore Ainley che aveva cercato di risolvere il caso, ma quando si era avvicinato troppo alla soluzione, un incidente stradale lo tolse di mezzo…

Il metodo investigativo

Il metodo di Morse è scientifico, parte dal dubbio e procede attenendosi strettamente ai fatti. Questa è la sua regola. 

“Just stick to the facts, Morse, stick to the facts! It would be difficult, but he would try.”

Questa volta però i fatti lo tradiscono, o per lo meno lo fanno inciampare in una serie di tranelli che Dexter/narratore inaffidabile gli pone davanti, anche per fuorviare il lettore e giocare un po’ con lui.

“For a while Morse sat on silently in his car and pondered many things. Life was down to its dregs, and he had seldom felt so desolate and defeated. He recalled his first interview with Strange at the very beginning of the case, and the distaste he had felt then at the prospect of trying to find a young girl in the midst of this corrupt and corrupting city.

And now, again, he had to presume that she was alive. For all his wayward unpredictability, there was at the centre of his being an inner furnace of passion for truth, for logical analysis; and inexorably now the facts, almost all the facts, were pointing to the same conclusion – that he had been wrong, wrong from the start.”

In English, please!

Il romanzo è un tuffo rigenerante nella lingua Inglese, quella colta e quella “everyday”, con tocchi di slang che rendono l’atmosfera molto realistica e suggestiva. I personaggi ne risultano arricchiti e molto caratterizzati. Questo è il vantaggio della versione originale.

“carryin’ it in ’er left hand, if me memory serves me correck.’”

Inspector Morse and Lewis

Dove siamo?

La storia si svolge a Oxford e dintorni, nel Galles e a Londra. Kidlington, sobborgo di Oxford, è una periferia come tante con annessi e connessi, quali la fuga inevitabile dei suoi giovani verso le lusinghe di Londra. Il mondo della scuola è il luogo reale e narrativo in cui si muovono i nostri personaggi.

Oxford High School

Personaggi

Professori e presidi (maschi) un po’ scontati. Grigi e arrivisti e, come da copione, attratti ineluttabilmente e pericolosamente dalle grazie adolescenziali delle loro allieve. Padri quasi trasparenti.

Le donne incarnano per lo più triti cliché: mogli tradite, per benino, tutte casa, corsi di arte, chiesa e cucina; mogli e madri consumate dal gioco e dall’alcol; adolescenti in fuga, brillanti e intelligenti e in cerca di eccitanti avventure a Londra, dove finiscono con il diventare oggetto delle attenzioni di luridi vermi.

Investigatori

E poi ci sono loro, gli investigatori. L’ ispettore Morse, 45enne (ma sembra molto più vecchio!) in crisi esistenziale, esibizionista nello sfoggio  di citazioni colte. Ma conosce il suo mestiere…

Il sergente Lewis è specchio riflesso dei vari sergenti della tradizione giallistica britannica, anche televisiva (Barnaby, George, Vera etc etc). Rincorre il suo capo, ma ha spesso delle intuizioni felici.

Mi è piaciuto?

Per rendere l’idea di cosa ho provato ad un certo punto della lettura, parto dalle considerazioni del narratore sullo stato psicologico di Morse, dopo un lungo peregrinare tra ipotesi, riscontri e fallimenti:

“He sat for half an hour and thought and thought, and thought himself nowhere. It was no good: his mind was stale and the wells of imagination and inspiration were dry as the Sahara sands.”

Superato il momento di perplessità, ho accompagnato Morse verso l’agognata  soluzione, rassegnata ma soddisfatta.

Ed ora a voi il compito e il piacere di mettere insieme i pezzi del puzzle.

“When you have eliminated the impossible, whatever remains, however improbable, must be the truth. A. Conan Doyle, The Sign of Four”

Eliminato l’impossibile, qualunque cosa rimanga, per quanto improbabile, deve essere la verità.

Assaggi

L’orario scolastico, un vero rompicapo per il prof incaricato, ma che elettrizzante senso di potere!– “There was a certain intellectual challenge in dovetailing the myriad options and combinations of the curriculum to match the inclinations and capacities of the staff available; and, at the same time (for Baines), a vicarious sense of power.”

Caratterizzazione-Mr Taylor- “Mr Taylor was an inarticulate man, utterly unable to rationalize into words his favourable attitude towards his present job. It would have been difficult for anyone. The foul detritus of the city was all around him, rotten food and potato peelings, old mattresses, piles of sheer filth, rats and always (from somewhere) the scavenger gulls. And yet he liked it.”

Ma cosa studiano i ragazzi Inglesi!– “He contemplated with supercilious disdain the academic disciplines (sub-disciplines, he would call them) which were now monopolizing the secondary school curricula. ‘Environmental Studies’, he doubted, was little more than a euphemism for occasional visits to the gasworks, the fire-station and the sewage installations; whilst for Sociology and Sociologists he had nothing but sour contempt, and could never discover either what was entailed in its subject matter or how its practitioners deployed their dubious talents. With such a plethora of non-subjects crowding the timetable there was no room for the traditional disciplines taught in his own day . . . But French now. At least that had a bit of backbone, although he had always felt that a language which sanctioned the pronunciation of donne, donnes and donnent without the slightest differentiation could hardly deserve to be taken seriously. Anyway, she was studying French and it was French which won the day.”

Spazzatura e specie umana– “Doubtless grass and shrubs would soon be burgeoning there, and the animals would return to their old territories and scurry once more in the hedgerows amid the bracken and the wild flowers. And people would come and scatter their picnic litter around and the whole process would begin again. Sometimes Homo sapiens was a thoroughly disgusting species.”

La famiglia, che invenzione!– “Three isolated personalities, under the same roof, somehow brought and kept together by that statistical unit beloved by the sociologists – the family.”

La giostra dell’insonnia“Morse slept fitfully that night. Broken images littered his mind, like the broken glass strewn about the rubbish tip. He tossed and turned; but the merry-go-round was out of control, and at 3.00 a.m. he got up to make himself a cup of tea. Back in bed, with the light left on, he tried to concentrate his closed, swift-darting eyes on to a point about three inches in front of his nose, and gradually the spinning mechanism began to slow down, slower and slower, and then it stopped.”

Al corso di aggiornamento i professori di lingue scoprono l’approccio ironico…– “And then that burly, cheerful fellow from Bradford had brought the academic argument down to earth with a magnificent thud: give him a lad or a lass with t’gumption to order t’pound of carrots at t’French greengrocer’s shop, any dair! The conference exploded in glorious uproar. Slyly, a dignified old greybeard suggested that no Englishman, even one who had the good fortune to learn his native tongue in Yorkshire, had ever been confronted with an insuperable language-barrier in finding his way to a pissoir in Paris.”

Il Latino è difficile? Ecco la soluzione del professore di Morse– “Problem! He remembered his old Latin master. Hm! Whenever he was confronted with an insoluble difficulty – a crux in the text, an absurdly complex chunk of syntax – he would turn to his class with a serious mien: ‘Gentlemen, having looked this problem boldly in the face, we must now, I think, pass on.’ Morse smiled at the recollection…”

L’assemblea quotidiana prima di iniziare le lezioni è un rito irrinunciabile– “And, always, reserved until the end, he read with doomsday gravity a list of names; the names of pupils who would report outside the staff room immediately after the assembly was finished: the recalcitrants, the anarchists, the obstructionists, the truants, the skivers, and the defectors in general from the rules that governed the corporate life of the establishment.”

Ragni e belle statuine– “With a startling suddenness, a large spider darted across the floor with a brief, electric scurry – and, as suddenly, stopped – frozen into a static, frightening immobility. A fat-bodied, long-legged spider, the angular joints of the hairy limbs rising high above the dark squat body. Another scurry – and again the frozen immobility – more frightening in its stillness than in its motion. It reminded Morse of a game he used to play at children’s parties called ‘statues’; the music suddenly stopped and – still! Freeze! Don’t move a muscle! Like the spider.”

Il pub poco prima della chiusura-che atmosfera!– “The cigarette smoke hung in blue wreaths, head-high like undispersing morning mist, and the chatter along the bar and at the tables was raucous and interminable, the subtleties of conversational silence quite unknown. Cribbage, dominoes and darts and every available surface cluttered with glasses: glasses with handles and glasses without, glasses empty, glasses being emptied and glasses about to be emptied, and then refilled with the glorious, amber fluid.”