• Mondo Fuori

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

  • I viaggi della speranza e della disperazione.

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • Io sto con Emercency

    Guerre, Epidemie, Vite umane falcidiate... Per nostra fortuna c'è Emercency.

  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • 8 Marzo 2020-Donne insieme con determinazione e speranza

    a mia madre-click&read
  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • 25 Aprile 2020- Festa della Liberazione dal nazifascismo

  • 1° Maggio 2020-Coraggio!

    R.Guttuso-Portella delle Ginestre

  • 23 Maggio-19 Luglio -Luci che non si spengono…

  • 10 Maggio 2020-Festa della Mamma

    dalla vita di una grande mamma...

  • 2 Giugno 2020-Festa della Repubblica Italiana

    Ossimori festosi: ferita, disorientata, fragile, eppure resiliente, meravigliosa e forte. La nostra Repubblica.

  • Amo l’Europa

  • 3 Ottobre 2013-3 Ottobre 2020 Ricordare, accogliere, progettare il futuro

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    Il 3 ottobre è diventato giornata della memoria e dell'accoglienza, una data in cui si ricordano le vittime del naufragio di Lampedusa e tutti i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di arrivare in Italia, la porta dell'Europa.

  • 5 Ottobre 2020-Giornata UNESCO dedicata agli Isegnanti

  • 20 Novembre2020- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

  • 25 Novembre 2020-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

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CALLEndario-Febbraio 2021 sull’ AZOTEA di Calle Peral “primera mirador de la ciudad”

 

Le terrazze di Siviglia

Attraverso lo sguardo e l’analisi dell’ architetta fotografa Stefania Scamardi assaporiamo questi luoghi magici di socialità e bellezza, a Siviglia.

 

 
 

Hace 6 años escribí sobre el valor social de las azoteas de la https://player.vimeo.com/video/93681873“>”Sevilla celeste”
Hoy en día vuelven a ser partes de titulares de periódicos, como zonas peligrosas de contagio…

Prefiero volver a pensar en ellas como lugares de educación e intercambio, espacios de disfrute y juego,
desde donde es posible ver un horizonte.

 

¿SABÍAS QUE…?

Aljarafe proviene del árábe “aššaráf” y éste, del árabe clásico “šaraf”- altura dominante – dada la altura de las colinas a la orilla del Guadalquivir que observan desde oeste la ciudad de Sevilla.

A partir del Siglo XVIII la Rae recogerá este término como “terreno alto y extenso, AZOTEA o terrado.

Así el Aljarafe se nos revela etimológicamente como la primera azotea mirador de la ciudad
recordándonos la influencia de la cultura musulmana que siempre ha dado a los espacios en altura un papel de gran importancia dentro de la vivienda en cuanto espacios privados de
cara a la calle (que pertenece a los hombres) así como espacios de actividades domésticas
(entre ellas el rezo y el estudio) y de relación y encuentro de las mujeres.

 

 

1-Serie DdC-La foto curiosa AVVISO COMPLETO. Dopo 65 anni fa sorridere ancora. E vince 25.000 lire!

Domenica del Corriere(DDC) Gennaio 1965.La foto curiosa.

 

Con la foto curiosa, AVVISO COMPLETO inizia la serie DdC dedicata al numero 3-anno 66-del 17 Gennaio 1965 della Domenica del Corriere, una copia emersa tra le vecchie carte familiari, inaspettata e ricca di spunti interessanti per l’attualità.

 

MIO PADRE, MIA MADRE ED IO. Un omaggio speciale di Stefania (Scamardiphoto) ai genitori.

Carezze

Febbraio 2021- Fa sempre piacere accarezzarsi il cuore con la mano  dell’amore e dei ricordi.  Fa piacere specialmente in questo periodo di distanza forzata dagli affetti lontani. Allora ogni segno di vicinanza affettiva riscalda e apre alla speranza.

Siviglia 2009. Si torna in Italia. Il momento  dei saluti  è sempre straziante. Ci si lascia fisicamente, con la certezza di ritrovarsi  presto. Gli occhi sono lucidi, il viso tradisce qualche emozione malcelata, ma l’abbraccio trasmette fedeltà eterna ai sentimenti che legano  padri, madri e figlie.

Questo è il bellissimo  regalo di Stefania, che ritrae a modo suo un intenso periodo  vissuto insieme. 

 

Come colonna sonora di questo omaggio Stefano e Ornella hanno scelto MAX di Paolo Conte, una canzone che è anche parte di me, per averla ascoltata attraverso le loro vite e i lunghi, intensi viaggi in macchina tra il Sud, il Centro e il Nord dell’Italia.

 

H. Janeczek-LA RAGAZZA CON LA LEICA. Gerda Taro, “una chimera di gran classe” al servizio della fotografia e della libertà.

Tutto ruota intorno a Gerta Pohorylle/Gerda, giovane donna di Stoccarda, esuberante, intelligente, coraggiosa e  anticonformista,  affamata di vita. Spiriti guida della sua vita, e di  quella dei suoi amici e amanti, sono la fotografia e  la passione civile che, insieme a una buona dose di incoscienza e di spirito di avventura portano Gerda in Spagna durante la guerra civile, per testimoniare con i suoi scatti la rivoluzione e i rivoluzionari. Ed è qui  che un carro armato pesante e senz’ anima pone fine alla sua giovane vita, cogliendola nell’attimo fatale in cui  sta per scattare l’ennesima foto dell’attimo fuggente.

“con quel passo aereo, libera di svoltare l’angolo e sparire come un sogno, una chimera di gran classe…”

R.Capa- Gerda compra mughetti a Parigi-1maggio 1937

È Parigi, città magica e agognata da tutti gli intellettuali e i rifugiati del tempo, a favorire la nascita e la maturazione di quella coscienza rivoluzionaria che spingerà Gerda, André Friedman (Robert Capa) sua anima gemella, Ruth, Fred e Lilo Stein, Csiki,Willy, Seiichi e tanti altri  verso la Spagna, in soccorso della resistenza alla dittatura. Ma è l’amore o l’attrazione per Gerda a creare l’alchimia profonda tra questi  giovani straordinari.

La grande storia si affaccia tra gli scatti di quelli che diverranno i maestri della fotografia moderna: la montante follia delle persecuzioni naziste, la folla di profughi alla ricerca di un passaggio verso la salvezza, in Spagna, in Francia e poi, mentre i nazisti avanzano inesorabilmente,  in America o in qualche paese sudamericano.

Colpiscono alcuni personaggi, come Csziki  in fuga dagli invasori nazisti , con lo zaino in spalla pieno di  negativi dei suoi amici fotografi da portare in salvo. Nella missione coinvolge consoli, primi ministri  e persone sconosciute, affidando loro il prezioso carico.

“… al posto delle praline artigianali, ripone nel reticolato le prove più schiaccianti di ciò che è accaduto in Spagna – una selezione dei negativi di Capa, Chim e Taro – contrassegnando i riquadri sul coperchio in una chiarissima grafia a matita. Terminato il lavoro, infila le scatole in uno zaino e, caricatoselo in spalla, inforca la bicicletta. Sulle ruote appesantite dai minimi averi personali, si fa largo sulle routes nationales intasate dai parigini in fuga, pedalando fino a Bordeaux o a Marsiglia. Forse pedala fino a Bordeaux e poi prosegue senza bici per Marsiglia, ma sta di fatto che pedala pure per la sua vita, la vita di un ebreo di Budapest gravato di un bagaglio che lo tradirebbe come complice di chi si è opposto con la fotografia alla prima guerra nazifascista sul continente.”

La narrazione per punti di vista mantiene sempre al centro Gerda, sempre uguale e fedele a se stessa. Willy Chardack “il bassotto” cerca di mettere in fila eventi, ricordi e sensazioni, riaccendendoli nella mente e nel corpo, ogni volta che ne parla.  Georg Kuritzkes va avanti e dietro nel racconto mostrando tutto il suo coinvolgimento con le vicende storiche e personali, e con  le persone raccontate. Anche Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, racconta Gerda dal suo punto di vista, femminile e professionale, ma sempre con rispetto e affetto.

“Ciascuno ricorda ciò che gli serve, quel che lo aiuta a mantenersi in sella. E il dottor Kuritzkes vuole solo tenersi la «sua Gerda», anche se sa che non esiste. Gerda la temeraria, l’imprevedibile, la volpe rubia, che non rinuncerebbe a qualsiasi morso di felicità si possa rubare al presente.”

Gerta Pohorylle e André Friedmann, o meglio  Gerda Taro e Robert Capa, invadono il  romanzo  con il loro amore e il loro sodalizio professionale.  Due facce della stessa medaglia, anche se quella di Gerda sembra essere la più luminosa, mentre quella di Robert è senz’altro quella di maggior successo, successo  che  Gerda ha ben capito come raggiungere:

“«Ho capito come va il mercato.» «Ah sì?» rispondeva Ruth distratta, perché la pausa teatrale lo richiedeva. «Non basta essere tempestivi eccetera. Bisogna avere i nomi giusti, sennò crearli. Credi che un caporedattore sappia distinguere la semplice bontà di un’immagine? Raramente. La fotografia è fatta di nulla, inflazionata, merce che scade in un giorno. Si tratta di saperla vendere» concludeva Gerda, e alzava gli occhi trionfanti e birichini verso la strada.”

I ricordi, i flashback, le epifanie intercalate con descrizioni e dialoghi rendono la narrazione pulsante, incalzante, ma a tratti troppo sincopata, abbondante e  non sempre  facile da seguire. Nell’epilogo l’autrice riporta un monito che le è stato rivolto dagli amici: “Non abbandonarti all’eccesso di documentazione”.

In effetti il romanzo provoca a tratti una sindrome da sovraccarico di informazioni, ma rimane comunque un “docunovel”(biografia…) ricco di spunti di vita, d’amore, di bellezza e anelito verso la libertà in tempi bui che si spera non tornino più. Attraverso l’arte della fotografia i lettori sono spinti a riflettere su un’epoca complessa e su una realtà femminile forte e decisa, sebbene  fragile e appassionata.

Tempi tormentati e complessi quelli in cui hanno vissuto i grandi fotografi descritti nel romanzo, ricchi di  contraddizioni, tra  bellezza e  orrore. Tornano  tutti nella storia di Janeczek: il nazismo, la guerra civile in Spagna, la crisi economica in Europa, lo scoppio della seconda guerra mondiale, le persecuzioni, i campi di internamento, le lotte partigiane, il dopo-guerra in Italia, il neorealismo, il trionfo della fotografia.  La fotografia esplode come forma d’arte e testimonianza. E la Leica?

Giovane miliziana si allena sulla spiaggia di Barcellona 1936 foto di Gerda Taro

La Leica è una macchina fotografica piccola e perfetta. Ricordo quella di papà, che anche noi figlie abbiamo usato da bambine e da ragazze. Ora non so dove sia andata a finire, ma porto con me il ricordo di tutti i bei momenti  legati ai suoi scatti, cravvivati da questo romanzo.

Anonimo 1937 -Gerda Taro

“Fred Stein ha imparato da solo, grazie al dono di nozze di una Leica e a Lilo che lo assiste. È la Leica, dice, che gli ha insegnato a fotografare, la porta sempre al collo, la tratta come un’estensione del suo corpo. Non può farci nulla se quella simbiosi si scontra con la diffidenza dei clienti che, abituati a un imponente abracadabra, dubitano che da un congegno poco più grande di un portafoglio possa uscire un ritratto accettabile.”

Il mondo di Gerda Taro

Vuoi  entrare nel mondo di Gerda Taro  per conoscerla meglio? Vuoi vedere alcune tra le sue foto più belle? Vuoi incontare Capa, suo grande amore? Pieter suo primo fidanzato? E Lipsia? E tanto ancora ? Vai a  IL MONDO DI GERDA TARO di Helena Janeczek

Soldato repubblicano-Gerda Taro- Brunete- luglio 1937

Ho trovato  molto interessante anche  il saggio  di   Anna Trevisan  Gerda Taro. La cacciatrice di luce (Finnegans.it) Leggetelo e gustatevi le foto  di Taro e Capa . 

Assaggi

Arrivano i lupi e divorano tutto“Così erano arrivati i lupi. Si erano moltiplicati grazie all’errore di sottovalutarli, crederli bestie feroci ma primitive, confonderli con i pastori tedeschi, animali domabili, sfruttabili a propria convenienza. Non si sarebbero avvicinati alle case se il paese non fosse stato così affamato. Adesso non erano più soltanto i piccoli borghesi, gli invalidi, i lumpen e il sottobosco criminale a farsi irretire dalle camicie brune. A ogni fabbrica, magazzino, cantiere, altoforno che chiudeva o riduceva produzione e organico, la massa del proletariato si sfaldava. La fame era una cattiva consigliera, e la disperazione anche peggiore.

Epifania.  L’ odore di lavanda- “Il dottor Chardack è incerto se meravigliarsi di quel ricordo così intatto. Non gli pare di averlo mai richiamato, tantomeno condiviso con qualcuno. Sono trascorsi venticinque anni da allora, ma non è quel numero che conta. Conta che il passato andrebbe lasciato stare, con i morti al loro posto, ma ormai s’è presentato quel ricordo così intatto da richiamare persino l’odore di lavanda. Le cose che non usi, che non sciupi, che metti via per bene, saltano fuori quando capita, inalterate.”

Che cosa è un nome…la scelta giusta- “«Come diceva il poeta maledetto: Je est un autre. Dovete chiamarmi Robert Capa.» Tutto qui? Seiichi aveva accennato un applauso. Friedmann era raggiante. Gerda ripeteva «Robert Capa» con l’accento francese, inglese e tedesco, tenendo a rimarcare che non si storpiava in nessuna lingua ed era molto orecchiabile.”

“«Come ti viene in mente!» aveva replicato André. «Noi abbiamo pensato a Robert Taylor, e per lei a Greta Garbo. Niente più Pohorylle. Voilà, da oggi sarà Gerda Taro.» «Anche lei americana, immagino.» «Non importa, internazionale» aveva ribattuto Gerda. «Solo Robert Capa deve essere americano.»

I soldi per il cinema si trovano sempre- “Forse sarebbero venute giù lacrime sentimentali davanti a un altro schermo, se non fossero state costrette a contare gli spiccioli in borsa. In quel periodo avevano dovuto rinunciare alla Garbo nel melodrammatico Velo dipinto e alla torbida Dietrich nell’Imperatrice Caterina, ma una domenica piovosa si erano concesse la seconda visione dei Ragazzi della via Pál, facendosi accompagnare dal Bassotto che non aspettava altro.

Le poche volte in cui non si lesinavano una sera al cinema, preferivano però film comici: come ai vecchi tempi, quando l’elegantissima ragazza di Stoccarda rideva come una matta di Stanlio e Ollio lasciando incredula la nuova compagnia di Lipsia. Fuori dalle sale cinematografiche, tra le palpebre di Gerda affioravano soltanto incontinenze minime di rabbia, velature di dispiacere e soprattutto travasi di orgoglio ferito. Lacrime di preoccupazione, dolore o impotenza erano cedimenti al catastrofismo di cui, in quei tempi, conveniva liberarsi.”

Cosa affascina i parigini- “«Ah, i parigini che si credono tanto smaliziati! I direttori dei giornali, e pure quelli della nostra parte, che morire se ti alzano il cachet di due centesimi, a te povero rifugiato antifascista. Ma quando racconti di un americano che gira il beau monde di tutta Europa, non vedono l’ora di incontrarlo. Très désolés, ha portato la sua ultima conquista a Venezia, non abbiamo idea di quando torni. E chi sarebbe la ragazza, una famosa? Questo non possiamo certo dirlo.»”

Capa e Rossellini- “Conoscevo di sfuggita il suo amico David ‘Chim’ Seymour, lo incontravo a Trastevere da Checco er Carrettiere, scendeva sempre all’Hotel d’Inghilterra. Aveva grandi esigenze da buongustaio, bizzarre per uno straniero che di solito non distingue neanche una pasta scotta, e coltivava un’eleganza incongrua con quell’aspetto pasciuto da maestro: l’antitesi di un paparazzo, così discreto che si capiva come mai fosse il ritrattista preferito delle dive – la Loren, la Lollo, la Bergman che ai tempi dello scandalo gli diede l’esclusiva – ma così orbo che sembrava improbabile come fotografo di guerra. Capa invece attraeva per la sua fama romanzesca, le voci su una tormentata liaison di cui la Bergman si era consolata con Rossellini. L’hai conosciuto in Spagna? Magari in quelle foto dell’addio alle Brigate Internazionali, straordinarie, compare pure la tua faccia?»”

Sensi di colpa- “No, lui non ha nulla da rimproverarsi, visto che avrebbe potuto rimanere a Napoli anziché partire per la Spagna, e poi è stato il filo tiratissimo della fortuna a farlo arrivare intero al momento della resa del nazifascismo. Però gli pesa, a volte, la semplice ingiustizia di essere vivo.

Gerda parla la lingua di tanti- “«Ah, et ce chien maintenant c’est le chien personnel du commandant» aveva detto il compagno belga. «Mais si le commandant lui parle en sa langue maternelle, le polonais, je ne sais pas…» Gerda invece lo sapeva, lei sapeva parlare al pastore tedesco in polacco, e il cane era felice di trottarle dietro o di fermarsi ai suoi comandi. Gerda sapeva rivolgersi a quasi tutti gli interbrigatisti nella loro lingua, con qualche frase conquistava battaglioni e generali, incantava commissari politici e censori.”

Gerda non lascia andare nessuno. Niente finisce- “No, a Gerda non piacevano le cose che finivano. Non aveva mai lasciato che nessuno dei suoi uomini uscisse dal suo raggio. Neanche nel caso della loro acciaccata amicizia aveva mostrato il tatto di ricalibrare le distanze, cosa che mandava così in fumo Ruth da farle cambiare marciapiede, l’unico a degnarla di un’occhiata mesta era il Bassotto. No, Gerda non concepiva che qualcosa potesse rompersi per sempre: solo transizioni, fasi, capitoli, dove il punto finale, messo da lei stessa, anticipava l’urgenza di voltare pagina. Perché a Gerda piacevano le cose che cambiavano.”

Il paradosso delle donne-  “«Sai qual è il paradosso?» si illumina Ruth. «Il paradosso è che per una donna è più facile. Senz’altro per una signorina come Gerda che eccelleva nel conservare i bei modi, la facciata. Sorridi e scherzi, conosci la tua parte, sei allenata a farlo da una vita. Quale uomo si insospettirebbe davanti a una ragazza spensierata? Basta apparire e fare finta di niente. Resistere è fare finta di niente, resistere è recitare. Gli uomini pensano che solo loro sono capaci di disciplina, noi donne non siamo nemmeno state ammesse come ausiliarie dopo lo scioglimento delle milizie repubblicane. Invece Gerda si era addestrata ben prima di avventurarsi come un soldato su un campo di battaglia. E in ogni caso, sotto la tuta operaia, la gonna affusolata o la divisa militare non resta sempre la persona umana, ein Mensch?»

Canone del ritratto secondo Stein“In un articolo del ’34, scrive che un ritrattista deve catturare «la storia e il carattere che ogni modello possiede», compito ideale per la Leica, così «disarmante» nella sua piccolezza. Notevole la coerenza con cui traduce quel pensiero in metodo: non solo sceglie i soggetti per stima e affinità, ma prima di incontrarli si prende il tempo per studiare le loro opere e poi per dialogare in modo da far dimenticare la seduta.”

Il ritratto di Einstein- “L’episodio più esemplare risale al ’46, quando Einstein gli concede dieci minuti e finisce per parlare con lui per due ore. Il ricavato sono appena venticinque fotogrammi. Nel ritratto, che diventa uno dei più celebri, ha uno sguardo dolce addolorato e non sorride, Albert Einstein. Un’immagine che mira a cogliere la storia e il carattere di un uomo deve essere in grado di non ridurlo a uno specchio o a un oggetto, fosse anche la più attraente delle icone.”

La Germania post bellica…lavata con il Persil- “Il paese è stato lavato con il Persil in una di quelle lavatrici che adesso tutti sognano: ne è uscito candido e decisamente apprettato.» Gli descrivono cauti il loro stato di malessere. Lo interpellano in qualità di specialista «perché il mio dottore dice che non ho niente, ma dietro mia insistenza mi ha prescritto queste pillole». Quali consigli può dare lui, per lettera, quando nell’intera Bundesrepublik non conosce il nome di un collega da raccomandare?”

Un salto al cinema neorealisata con il dottor Georg“Intanto qui hanno girato il più grande capolavoro del cinema recente, Roma città aperta: proprio la sequenza dove ammazzano la Magnani e portano via il tipografo. Rossellini non s’è inventato niente. Questo era davvero un covo sovversivo, o una roccaforte, se preferisci. Uno lo hanno fucilato alle Fosse Ardeatine, tre deportati a Mauthausen e non sono più tornati. Ma erano in tanti, era il quartiere intero, erano tutti i quartieri popolari, e questo più degli altri. Non come a piazza Barberini, con le tue contesse nere felici di aver trovato il medico tedesco per curarsi i nervi…»”

Gerda, l’amica comune- “«Avevamo un’amica in comune che è morta in Spagna. Oggi nessuno sa più chi era Gerda Taro. Si è persa traccia persino del suo lavoro fotografico, perché Gerda era una compagna, una donna, una donna coraggiosa e libera, molto bella e molto libera, diciamo libera sotto ogni aspetto.» Mario deve avere capito, evita di porgli altre domande.”

Scamardistudio-CALLEndario di Novembre. Sapevate che a Siviglia c’è il Festival Europeo del Cinema(SEFF)?

¿SABÍAS QUÉ…?

El Festival de Cine Europeo de Sevilla (en inglés: Seville European Film Festival o SEFF) a día de hoy a su 17ª edición, se celebra anualmente, cada noviembre, desde el 2004. La edición del 2008 fué inaugurada con la película de #gomorra de Roberto Saviano autor de la novela omónima, sobre la que se basa la película.

El director del festival, #JavierMartínDomínguez (director hasta el 2011) señaló que la inclusión del film “Gomorra” y su elección para la jornada de apertura ponía de relieve el interés de la organización del evento por “el cine político y social”.La novela de Roberto Saviano, que literalmente le cambió la vida, condenándolo a un exilio permanente debido a las amenazas de muerte de parte de la mafia napolitana,

 

“es un libro absorbente y escrupulosamente documentado que reconstruye tanto la aterradora lógica económico-financiera y expansionista de los clanes napolitanos y casertanos como las febriles fantasías que suman el fatalismo mortuorio de los samuráis medievales japoneses. El resultado es un libro extraordinario y potente, apasionado y brutal, al tiempo objetivo y visionario, de investigación y literario, lleno de horrores e inquietantes fascinaciones; un libro narrado siempre en primera persona por este joven autor, nacido y criado en la tierra de la Camorra más dura.”( www.tiposinfames.com)

 

A pesar de la situación actual, la 17º edición del Festival de Cine Europeo de Sevilla se llevará a cabo en las salas de cine del 6 al 14 de noviembre 2020, de manera presencial y con protocolos de seguridad.

 

Más info en http://festivalcinesevilla.eu/#CALLEndario2020#cinema#festivaldelcineeuropeos#Seville#SEFF#libro#novela#mafia#patrimonio#calle

F. De Gregori- VIVA L’ITALIA. L’Italia tutta intera.L’Italia che resiste.

 

Viva l’Italia, l’Italia liberata,
L’Italia del valzer, l’Italia del caffè.
L’Italia derubata e colpita al cuore,
Viva l’Italia, l’Italia che non muore.

Viva l’Italia, presa a tradimento,
L’Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
L’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
Viva l’Italia, l’Italia che non ha paura.
Viva l’Italia, l’Italia che è in mezzo al mare,
L’Italia dimenticata e l’Italia da dimenticare,
L’Italia metà giardino e metà galera,
Viva l’Italia, l’Italia tutta intera.

Viva l’Italia, l’Italia che lavora,
L’Italia che si dispera, l’Italia che si innamora,
L’Italia metà dovere e metà fortuna,
Viva l’Italia, l’Italia sulla luna.

Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre,
L’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre,
L’Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
Viva l’Italia, l’Italia che resiste.

 

 

 

Benvenuto Agosto! Con il CALLEndario di Scamardiphoto. Sapevate che a Siviglia è in atto un feroce “Arboricidio”?

 

 

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Sapevate che a Siviglia è in atto un feroce “Arboricidio”?

¿ SABÍAS QUÉ… en los últimos años, en Sevilla se ha perpetuado un Arboricidio desconsiderado? lo más reciente, en marzo 2020, borró del mapa todos los 12 plátanos de sombra centenarios, que daban cobijo a cientos de pájaros (mirlos, cernícalos, gorriones, estorninos, cotorras y palomas…) en la plaza San Lorenzo, la plaza del Jesús del Gran Poder.

En total, el paso del alcalde Juan Espadas por el Ayuntamiento en su primer mandato (2015-2019) finalizó con 4.000 árboles talados, de los cuales “muchos estaban vivos, como indica Valle López-Tello, de la Plataforma Salva tus Árboles Sevilla…read more

Distanziamenti sociali- #Scamardistudio- DE DOS EN DOS. Dal corpo al simbolo: una fotografia su due livelli.

 

atardeces de dos in dos

Scamardistudio-Atardeces de dos in dos. Plaza Alameda de Hercules Seville

Due i piani di interpretazione di questa suggestiva foto:

Denotativo, ovvero la luce del tardo pomeriggio che accende la pavimentazione ocra dell’Alameda di Siviglia che colpisce le protagoniste di questa storia illustrata: (foreground) la coppia di donne che seduta comodamente su un selciato bollente scambia quattro chiacchiere; (background) le due bambine (figlie delle due conversanti adulte?) che parlano e giocano all’ombra di un Ercole possente sulle colonne da Fine del Mondo. La città e i suoi ritmi sordi, su uno sfondo lontano, intuito;

Connotativo:  foto ricca di simboli che non possono sfuggire, come  la piazza, le donne, i vestiti segno di un’appartenenza, la postura raccolta e tesa all’ascolto; e poi le colonne d’Ercole che sembrano tenere il resto del mondo  fuori da questo squarcio comunicativo, per proteggere tra le sue “braccia possenti” le due coppie, aperte all’umanità della comunicazione. Chi sono queste donne? Da dove vengono? Cosa aspettano in questo bollente pomeriggio Andaluso?

La piazza, tradizionalmente accogliente, abbraccia queste sei creature del tempo, in coppia: La vetustà nobile delle colonne di Ercole; il gioioso futuro dell’infanzia; l’incalzante presente della maturità: De Dos en Dos. E le racchiude tutte tra le ombre allungate degli alti fusti, quasi grata di una prigione luminosa.

Oggi  1 Maggio 2020, si può aggiungere un’ulteriore interpretazione che lasciamo alle parole della fotografa:

Hoy 1 de Mayo de 2020 el sentido de esta fotografía podría invitar a pensar en esta abrumadora distancia social que tendremos que respetar para un tiempo.

Pero no! Reveindico su sentido primario: a la sombra de las dos columnas de los leones,
el juego de dos mujeres de origen árabe charlando sin prisa en la calma de una tarde sevillana en plena feria, que es cuando la Alameda está vacía pero preciosa.

Al fondo, dos niñas también sentadas, como una proyección o una síntesis de la historia de este lugar. StefaniaScamardiFacebook

 

Lo sguardo di Scamardi coglie questo magico microcosmo esaltandolo con il suo scatto illuminato.

Bella. Non una parola di più non una di meno.

Scamardistudio ci sorprende con il CALLEndario Sivigliano 2020. Poliedricamente ARTE

Poliedricamente ARTE: Fotografia, Poesia, Musica, Cittadinanza. 14 tra gli scatti Sivigliani più significativi di Stefania Scamardi, accompagnate da una poesia di David Eloy Rodriguez, diventano  il CALLEndario 2020, perfetto souvenir della meravigliosa città Andalusa.

Goditi il ritmo dolce del videopromo di Scamardistudio

 

 

 info se vuoi acquistarlo 

25 Novembre 2018-LE FARFALLE SACRE di Scamardistudio-“La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci” I.Asimov

 

Scamardistudio-Flying-Eres hermosa-Holy butterflies 2018

scamardistudio 2018-Flying

 

Sei bella.
E non per quel filo di trucco.
Sei bella per quanta vita ti è passata addosso,
per i sogni che hai dentro
e che non conosco.
Bella per tutte le volte che toccava a te,
ma avanti il prossimo.
Per le parole spese invano
e per quelle cercate lontano.
Per ogni lacrima scesa
e per quelle nascoste di notte
al chiaro di luna complice.
Per il sorriso che provi,
le attenzioni che non trovi,
per le emozioni che senti
e la speranza che inventi.
Sei bella semplicemente,
come un fiore raccolto in fretta,
come un dono inaspettato,
come uno sguardo rubato
o un abbraccio sentito.
Sei bella
e non importa che il mondo sappia,
sei bella davvero,
ma solo per chi ti sa guardare. Alda Merini

 

 

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