L. Bettini – DI FOGLIE E DI PIOMBO. Tra conflitti e sentimenti

Di foglie e di piombo è un romanzo ambientato tra Padova e la Pedemontana alpina alla fine degli anni ’60 e inizio degli anni ’70 del secolo scorso. Eleonora, la protagonista, è una studentessa universitaria alle soglie della laurea e milita tra il movimento studentesco e le lotte operaie interrogandosi, insieme agli altri compagni, su come sia possibile smantellare il sistema capitalistico, se sia necessario organizzare un partito rivoluzionario. Si intravede nello sfondo il Veneto in transizione tra la realtà antica, basata sull’agricoltura, e quella imprenditoriale iniziata con la ricostruzione del dopoguerra…” ed. Bette 

Il  titolo riassume le vicende della protagonista, il contesto e il conflitto che si insinua tra le sue certezze di giovane donna impegnata in un movimento studentesco e le sue emozioni quasi adolescenziali. In un certo senso Eleonora rappresenta la generazione che ha vissuto i privilegi di uno stato in veloce ricostruzione dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, ma che mal sopporta le ingiustizie e le inefficienze di una società in cammino e ancora irrisolta in molti suoi aspetti.

Personaggi

Molti personaggi compaiono in questa storia: persone reali, comparse evanescenti, tipologie di individui che riconosciamo, oggetti indimenticabili. Tutti contribuiscono a creare un contesto verosimile ed efficace. Ma solo alcuni sono determinanti nella vita della protagonista:

Vanni, violinista, grande amore di Eleonora, dalla personalità sfuggente eppure affascinante.

Italo: figura tragica e commovente. Adolescente innamorato perso di Ele e stumentalizzato da figure inquietanti, al punto da diventare oggetto di rappresaglia. Le colpe dei nonni non ricadano sui figli e sui nipoti…Se la vita fosse solo amore! Il taglio dei capelli rappresenta la svolta verso la fine dell’innocenza.

Giusy amica intima di Ele, protofemminista ginecologa, vicina al movimento DiL (Donne in Lotta) La sua presenza è fondamentale nella vita di Eleonora. È parte attiva nel momento in cui l’amica incontra l’ aborto, l’uso dei contraccettivi, l’attegggiamento maschile di fronte al “problema”, il grande prof che pratica aborti a caro prezzo, ma in ambiente protetto… È la solita storia di noi donne che, fortunatamente, cominciano ad organizzarsi in movimenti e a lottare per una legge che garantisca la libertà di scegliere e la sicurezza dell’aborto. E, dopo un’aspra lotta, ci riescono con l’approvazione della legge 194. 

Angela rappresenta  il dramma delle molestie sessuali da parte di rappresentanti delle forze dell’ordine che approfittano del  loro ruolo per esercitare pratiche selvagge e denigratorie. La sua vicenda avrà un epilogo molto interessante.

Le famiglie dei ragazzi: fascisti nostalgici e pericolosi,  ricchi borghesi, piccoli imprenditori, cattolici e democristiani che nel profondo sono tutti accomunati da una gran voglia di rimettere insieme i cocci di una guerra, di dimostrare che ce la stanno facendo. E le figlie? Meglio che facciano le maestre, l’unica professione adatta alle donne…Ma le nostre protagoniste non la pensano così.

Riflessioni

Scritto in prima persona, in uno stile fluido che, solo a tratti assume un tono vagamente didascalico, Di Foglie e di piombo si legge velocemente e con piacere. Il “diario” di Eleonora ci mostra una giovane donna che ha il privilegio di vivere un periodo della nostra storia ricco di idee e di spinta verso il futuro. Solidarietà, progettualità, emozioni e sentimenti condivisi sono il sostrato di un’azione “rivoluzionaria” portata avanti da un gruppo di giovani che condividono la stessa visione del mondo. Fino al momento in cui le strade divergono e ciascuno prende una direzione nuova e diversa.

Questo racconto non può non toccare le corde di chi ha condiviso le atmosfere generazionali della scrittrice. Cambiano le città, ma non le vibrazioni che scuotono i corpi e i cuori dei giovani del periodo. Comuni sono le proteste, gli sguardi ammiccanti, le emozioni da tuffo al cuore, i baretti in cui incontrarsi sorseggiando cioccolata calda e fumando una sigaretta tra un cartellone e l’altro.

Di foglie e di piombo mette insieme una gran quantità di spunti legati alla vita della protagonista, del Veneto, di Padova, della Pedemontana  e del nostro paese., tra la fine degli anni 60 e quella degli anni 70. Un’epoca intensa e spesso drammatica che culmina con l’omicido di Aldo Moro. Tocca dunque argomenti spinosi che in quegli anni hanno caratterizzato le nostre vite, ma lo fa con gli occhi una giovane donna piena di entusiasmo e di progetti. Nel corso di quegli anni Eleonora scopre aspetti di sé e del mondo che la circonda,  che, tra dolore e piacere, la porteranno verso la consapevolezza e la maturità.

Affascinano le divagazioni sull’infanzia tra i boschi, le passeggiate con il nonno e le sue storie magiche, le immersioni nella natura che rasserenano l’anima dopo le turbolenze della vita.  A Torino, dove di fatto scappa dopo le vicende dolorose vissute, inizia la sua nuova vita con un lavoro che le piace, scrive per Repubblica, e le gioie di affetti duraturi. Anche il ritorno temporaneo nella città universitaria per lavoro segna un momento fondamentale nella storia: l’incontro con Talin/Italo, fotografo ormai famosissimo. 

Alla fine, tutto  sembra ricomporsi: la natura pedemontana,  con  “Il mormorare delle foglie”, il dolce fluire del fiume e le immagini dal passato accompagnate dalla melodia di un violino, placa l’anima e spinge verso il futuro con le sue piccole grandi certezze e le sue inevitabili incertezze. E il cerchio si chiude.

La Copertina

Per Giulia (particolare) di Laura Bettini

Al di là del suo significato,  apprezzo la mescolanza dei colori,  le sfumature, gli abbinamenti. Si, mi piace molto.