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  • 23 Maggio-19 Luglio -Luci che non si spengono…

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G.Bocca-IN CHE COSA CREDONO GLI ITALIANI? Dagli anni 80 ad oggi siamo molto diversi?

In che cosa credono gli italiani?(Longanesi&C-Milano 1982)

Capitolo dopo capitolo Giorgio Bocca analizza tutti gli elementi che ispirano  la vita degli Italiani degli anni 80. Tuttavia, il lettore del terzo millennio non stenterà a riconoscersi in molti tratti del  ritratto preciso e ironico  che lo scrittore fa dei cittadini  del Bel Paese.

O no? Vale la pena di soffermarsi  a leggere questo libro, e davvero “il Mistero Italia” ci sorprenderà.

Procediamo per assaggi, partendo dal titolo dei singoli capitoli.

PUBBLICA MENZOGNA E VERITÀ PRIVATA

“In cosa credono gli Italiani? Di certo nella menzogna pubblica e nella verità privata. Ci credono perché davvero convinti che il prossimo ci creda? ma no, piuttosto pensano che il modo opportuno e concesso di vivere in pubblico sia mentire o tacere e si rifanno con le verità private[…]Gli umili mentono per necessità, i potenti per scaltrezza e per arroganza, i menestrelli e i propagandisti per mestiere e per abitudine:”

LA NAZIONE SCHIZOFRENICA

Per avere il voto delle masse bisogna regalare loro un sogno.

“Gli Italiani credono nella loro schizofrenia, cioè che sia doveroso, anzi necessario, rivolgersi prima al dogma, al verbo, alla verità rivelata, alla sacra scrittura, alla politica come scienza, alla Città del Sole, al Sol dell’avvenire e a tutte le astrazioni che non servono a vivere nell’ attuale, salvo poi tentare di correggerle, di tradurle in pratica ricorrendo  a un pragmatismo anarcoide, individuale, familista.” E segue un esempio illuminante: L’intellettuale vero per gli Italiani…

LE CORNA E IL DIAVOLO

 Sant’Antonio fa ritrovare gli oggetti perduti!

“Gli Italiani credono nelle corna, nel diavolo, nel gatto nero, nei morti che tornano, nei fenomeni e segni e significati che, per essere incerti e relativi, esercitano la loro ambiguità e flessibilità: debolezze ma anche qualità della nazione[…] L’esempio più incredibile e universale?  Il culto di Sant’ Antonio da Padova è superstizione? Certamente sì ma la Chiesa finge di non accorgersene, lascia che milioni di  fedeli credano nei poteri del santo. C’ero e forse ci sono anch’io fra essi: era un pomeriggio d’Agosto…”

TENGO FAMIGLIA

«SCRIVE Luigi Barzini: La famiglia italiana è una cittadella in territorio ostile: entro le sue mura e tra i suoi componenti, l’individuo trova consolazione, soccorso, consiglio, nutrimento, prestiti, mezzi, alleati e complici che lo aiutano nelle sue imprese. Nessun italiano che abbia famiglia è solo» E sì, la famiglia è l’unica istituzione che accomuna tutti: anarchici, democratici, belli, brutti, onesti disonesti e così via.”

ITALIANI BRAVA GENTE

“Gli italiani credono di essere buoni[…]Buoni nell’accezione di civili, convinti da esperienze secolari che la ferinità non paga. Mussolini manda i nostri soldati «a spezzar le reni alla Grecia» e l’armata « si agapò», si diede all’amore. La IV armata che occupava la Francia provenzale era nota come «l’armata profumo», si interessava più al commercio delle essenze uscite dagli alambicchi di Grasse o di Vence che di rastrellar partigiani ed ebrei[…]Comunque, buoni o cattivi che siano, gli italiani non sono sanguinari: chi praticava la tortura nella guerra civile era disprezzato da entrambe le parti…”

URLO DUNQUE SONO

“Gli italiani credono nella fortuna e nella felicità da fragore, celebrano le loro feste con botti, castagnole, petardi[…]Il fragore ci viene insegnato fin dalla più tenera età: la domenica i bravi genitori milanesi portano i loro bambini a Linate, sul terrazzo, perché si spacchino gli orecchi  ai fragori  orrendi dei jet in partenza. Il costruttore Berlusconi, dal canto suo, ha scelto proprio la fascia di territorio che sta sotto l’urlo dei jet per fabbricarvi i suoi  villaggi residenziali”

Seguono esempi quasi fantozziani. Oggi gli orecchi nostri e dei nostri bambini sono spaccati  da dispositivi elettronici demoniaci!

FRA L’EUROPA E IL CAMPANILE

“Gli europei che credono più fortemente nell’ Europa sono gli italiani, almeno a giudicare dalla loro partecipazione alle prime elezioni europee: Ravenna ha dato il massimo di voti come città, Ferrara come provincia. Le nostre strade sono piene di cartelli che, sotto il nome di un paese, aggiungono: comune d’Europa.”

Ma il campanile chiama sempre imperioso, forte e chiaro, anche con le sue mille campane…

“Nei momenti di crisi, di transizione gli italiani ripiegano sul localismo[…]Quando il localismo vigoreggia e riduce la cosa pubblica a trattative bilaterali. Come si usa dire, fra i gruppi familiari e il notabile locale. Sindaco o parroco che sia., i sociologhi, che arrivano sempre a buoi usciti dalle stalle, vi spiegano il perché. In questi mesi abbiamo letto il Duverger francese e l’Alberoni nostrano e appreso che nel declino dei grandi valori nazionali, patriottismo, bandiera, esercito, re, medaglie al valore; nella crisi sempre più chiara dei miti progressisti come la buona scienza o l’esplorazione dell’universo; nell’ implacabile, soffocante tempesta dei mass-media che cercano di ridurre tutto ai comuni denominatori dei prodotti di largo consumo, milioni di persone in Francia come in Italia vanno in cerca di una loro identità nel localismo, ritrovano se stesse negli odori, nei sapori, nelle memorie, nelle forme del luogo natio”

Oggi siamo diventati molto meno Europeisti e il localismo sta assumendo la forma di un nazionalismo retrivo, cieco e pericoloso.

CREDENZE VARIE

“Dalle contraddizioni fondamentali fra menzogne pubbliche e verità private, fra ideologie astratte e pratica anarcoide, dalla continua escursione fra l’immaginato  sublime e il reale deludente[…],da queste e da altre contraddizioni nasce il il bisogno irrefrenabile dell’ autodenigrazione che fa da pendant al bisogno di esterofilia esagerate[…]Il verbo sistemare fa da contrappeso al sistemarsi: o qualcuno sistema te o tu minacci di sistemare chi non ti sistema o insidia la tua sistemazione…”

VIVERE NELLA STORIA

“Non so se sia corretto dire che gli italiani credono nella storia, sia pure alla loro maniera, fra grandi nostalgie e senso di fastidio, fra gli impossibili ritorni e il tira a campare delle guide turistiche. Ma penso si possa dire che gli italiani vivono dentro una storia che non ha paragoni in altre nazioni dell’occidente, tremila anni di grande e grandissima storia, la quale bene o male conta nella vita quotidiana, nel modo di pensare, di comportarsi.”

VIVERE NEL MITO

Gli italiani vivono nella storia e ci credono, ma in una storia così lunga da arrivare sino ai paesaggi incantati, ai giardini magici  del mito. E mi pare sia la Grecia italica a mostrare nel modo più evidente questa mescolanza di mito, storia, attualità, di ciclopi che continuano a scagliare rupi incandescenti nel mare, vicino al porto naturale di Siracusa dove il genio tecnico di Archimede varò la più grande nave del mondo antico.”

IL MISTERO ITALIA

“Allora gli italiani sono comunisti, socialisti, fascisti? No, sono soltanto insicuri, passati per secoli di miseria e delusioni;  non credono ancora nella stabilità di questo benessere; sono perennemente in cerca di assicurazioni, di ammortizzatori, di tranquillanti.”

 

Non è facile vivere nella storia, nel mito, e, nello stesso tempo affrontare le sfide del presente per costruire una prospettiva futura efficace, ma una certezza viene in soccorso del nostro popolo meraviglioso:

 

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