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Tempo fa, ho chiesto aiuto ai miei amici lettori per decidere da dove iniziare a scoprire il Nobel della Letteratura 2014, Patrick  Modiano. Qualche suggerimento è arrivato. Si parte senz’altro da  Dora Bruder, considerato da molti il suo primo grande libro.  

“Si cerca una ragazza di 15 anni, Dora Bruder, m 1,55, volto ovale, occhi castano-grigi, cappotto sportivo grigio, pullover bordeaux, gonna e cappello blu marina, scarpe sportive color marrone. Inviare eventuali informazioni ai coniugi Bruder, Boulevard Ornano 41, Parigi.”Posiz. 55-56

Bruder

 15 anni, figlia di immigrati ebrei, Austriaco il padre, Ungherese la madre, inghiottita nel 1942 dal mostro nazista, Dora rappresenta il paradigma dell’innocente travolto dalla cattiveria e dalla disumanizzazione della politica.   Modiano cerca ostinatamente, con la pignoleria di un burocrate Kafkiano, di rintracciare nella  sua vita di adolescente brandelli di esistenza umana, prima della tragedia finale.

Parigi, talora spettrale e surreale, diventa città mappa, città stradario, città fagocitata dal burocratese degli uffici pubblici.  La fredda scrittura  adottata sembra voler sottolineare il distacco di un  osservatore quasi “incolpevole” di quanto accaduto a Dora e a milioni di altri come lei. Attenersi ai fatti, registrare meticolosamente l’evento senza  troppi segni di interpretazione e di pietà. Riempire modulo. No, non ha diritto a ritirare il documento, ha la delega? È parente? Chieda la deroga, se vuole al:

“Palazzo di Giustizia, Boulevard du Palais 2, terza sezione di stato civile, quinto piano, scala5, stanza 501. Da lunedì a venerdì, dalle 14 alle 16.”Posiz.144.

Così comincia il percorso infernale, anch’esso un po’ Kafkiano, per ottenere il certificato di nascita di Dora Bruder!

Lungo la strada   Modiano incontra quelle che ama definire “Coincidenze letterarie”. Sono diverse.  Mi colpisce il riferimento a I Miserabili di V. Hugo: Dora come Cosette? Cosette e Jean Valjean in fuga attraverso i quartieri bui e malfamati della città, come Dora e i suoi genitori? Perchè Modiano sente il bisogno di ripercorrere i passi dei Bruder verso il baratro? Bisogno mai sopito di ricordare al mondo le brutture di un passato recente e indegno di un’umanità evoluta?

La vita di Dora, le strade che può aver percorso, le cose che può aver visto, i palazzi, i negozi, le scuole risvegliano nel giovane Modiano ricordi di adolescenza, ma che differenza tragica nelle loro esperienze!

“L’indirizzo è nel XVIII arrondissement di Parigi, non distante dal mercato delle pulci di Saint-Ouen: un quartiere che Modiano conosce bene per averlo frequentato durante gli anni sessanta, anche se il n. 41, accanto al Cinéma Ornano, non ha mai attirato la sua attenzione. È forse questo il movente che fa scattare la curiosità della ricerca.” Wikipedia

La fuga di Dora dal tetro collegio delle suore del Sacro Cuore di Maria è l’estremo tentativo di liberarsi di una maschera non desiderata, di esplorare un mondo aperto che per ora le è negato. Purtroppo non abbiamo notizia di come il cuore e il cervello di Dora abbiano reagito a queste nuove sensazioni.

“la fondazione del Sacro Cuore di Maria era chiamata a rendere eminenti servigi ai bambini e alle adolescenti di famiglie disagiate della capitale”Posiz.346

Dora-Bruder-evidenziazioni_thumb.jpgApparentemente  distaccato e poco coinvolgente nel  suo registro burocratese, volutamente neutrale,  quasi “frozen”, il romanzo mi attira, paradossalmente,  proprio grazie a queste sue caratteristiche. Trovo che in fondo lo stile di Modiano, così puntiglioso, pieno di dettagli inutili che impediscono alla narrazione di assumere un ritmo coinvolgente, riesca in un certo senso, a rendere più intenso il senso di disagio del narratore e del lettore per gli eventi di quel tragico periodo.

E ravviva anche  il senso di colpa verso persone come i Bruder  che possono all’ improvviso diventare quasi trasparenti e leggere come nuvole che trascinate da un vento malefico si dissolvono nel nulla, senza lasciare traccia.

 “Sono persone che si lasciano dietro poche tracce. Quasi anonime. Non si distinguono da certe strade di Parigi, da certi paesaggi di periferia dove ho scoperto, per caso, che avevano abitato. Ciò che sappiamo di loro si riassume spesso in un semplice indirizzo. E questa precisione topografica contrasta con quanto ignoreremo sempre della loro vita… con quel vuoto, con quel grumo di ignoto e di silenzio.”Posiz. 252

Alla fine, la storia ti lascia una profonda amarezza, accompagnata da un desiderio di fuga, forse solo temporaneo, dai libri di Modiano.

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