Mille splendidi soli

 Mille Splendidi Soli

“This book is dedicated to Haris and Farah, both the noor of my eyes, and to the women of Afghanistan.” K.H.

Dalla finestra aperta sul mondo delle donne afgane, e dunque sull’onda ancora forte delle emozioni  provate con Il Cacciatore di Aquiloni, decido di leggere anche A Thousand Splendid Suns. Una storia d’amore, di amori e di legami tenaci e sofferti.

Anche in questo caso le ultime righe sono state lette tra calde lacrime che rendevano le parole come delle stringhe ballerine. Non so se ho pianto per l’intensità della speranza che traspare dalla conclusione della storia o se invece ho pianto perchè il libro è finito. Non ci sarà  nessun altro appuntamento giornaliero con questo  forte,  unico, indomabile mondo femminile dominato dall’amore e dalla determinazione di non far morire la speranza.

Questa emozione ha “scalzato” quelle delle storie precedenti che pure mi avevano travolto. Ora sono un pò annebbiata, indebolita dalla prepotenza di questi ultimi personaggi, paesaggi, eventi… Fantastico libro e fantastiche reazioni!

La storia

A quindici anni, Mariam non è mai stata a Herat. Dalla sua “kolba” di legno in cima alla collina, osserva i minareti in lontananza e attende con ansia l’arrivo del giovedì, il giorno in cui il padre le fa visita e le parla di poeti e giardini meravigliosi, di razzi che atterrano sulla luna e dei film che proietta nel suo cinema. Mariam vorrebbe avere le ali per raggiungere la casa del padre, dove lui non la porterà mai perché Mariam è una “harami”, una bastarda, e sarebbe un’umiliazione per le sue tre mogli e i dieci figli legittimi ospitarla sotto lo stesso tetto. Vorrebbe anche andare a scuola, ma sarebbe inutile, le dice sua madre, come lucidare una sputacchiera. L’unica cosa che deve imparare è la sopportazione.

Laila è nata a Kabul la notte della rivoluzione, nell’aprile del 1978. Aveva solo due anni quando i suoi fratelli si sono arruolati nella jihad. Per questo, il giorno del loro funerale, le è difficile piangere. Per Laila, il vero fratello è Tariq, il bambino dei vicini, che ha perso una gamba su una mina antiuomo ma sa difenderla dai dispetti dei coetanei; il compagno di giochi che le insegna le parolacce in pashtu e ogni sera le dà la buonanotte con segnali luminosi dalla finestra.

Mariam e Laila non potrebbero essere più diverse, ma la guerra le farà incontrare in modo imprevedibile. Dall’intreccio di due destini, una storia che ripercorre la storia di un paese in cerca di pace, dove l’amicizia e l’amore sembrano ancora l’unica salvezza”. (Libreria Universitaria Unilibro)

 

Un pensiero riguardo “K. Hosseini-MILLE SPLENDIDI SOLI. Una finestra aperta sul mondo delle donne afgane.

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