Argea, brillante scrittrice torinese provoca un serio incidente d’auto in un momento molto delicato della sua vita. Da qui parte la storia. Due sono gli uomini che l’affiancano nel racconto fino quasi all’ultima pagina: Gualtiero e Zeligo. A questi si aggiunge Pietro che assume un ruolo importante e inaspettato. Chi sono questi uomini? Perchè sono così importanti nella vita della protagonista?

Un luogo a cui tornare di Fioly Bocca  viene dal nostro gruppo di lettura Girolibro. Carla lo ha presentato con entusiasmo. Ed io mi sono lasciata convincere a leggerlo.

Il romanzo racchiude in sé elementi che possono davvero toccare l’anima di molte lettrici, al punto da sembrare a tratti  “sdolcinato” e un pò “abbondante”. Bocca tocca infatti molti temi: maternità, amore, alcolismo, dolore, smarrimento, sostegno ai fragili, rapporto genitori-figli, responsabilità, rapporti di coppia, emigrazione. Ma, tutto sommato, lo fa con un tocco leggero che spinge a leggere la storia con piacere.

Consigliato a chi ha voglia di esplorare il proprio mondo interiore, a chi vuole avere fiducia nelle persone e speranza in un mondo migliore dove conviene sempre cercare e godere il buono di alcuni momenti. “Benedetto mondo!” direbbe Zeligo. In fondo l’essere umano è ancora degno di fiducia.

“Raccontando, ho capito che ciò che rende vera una storia non sono solo le parole che ci metti ma anche quelle che tieni fuori, che scegli di non dire. Le parole che non ho scritto qui e che rimangono tra Zeligo e me. E rimangono davvero, resistono. Perché il tempo–click- clack – non è una sequenza di istanti: è tutto qui, adesso, contemporaneamente.

Il resto, ciò che sta in queste righe, è quello che abbiamo fatto delle cose che ci sono successe, nel modo che abbiamo saputo e che abbiamo potuto. E non è poco, benedetto mondo. Non è poco.” EPILOGO-DUE ANNI DOPO

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.