2020

Dicembre 2019: ancora tempo delle feste a distanza, ma con un pizzico di  allegria e speranza in più. I nostri Expat verranno quando possono (molto presto,in verità) e noi saremo  qui ad aspettarli. Nel frattempo  viviamo la nostra vita, i nostri  spazi, i ricordi e le  speranze. Paradossalmente, questo salto nel futuro (2020 ci sembra una data quasi da Guerre Stellari, non so,  fa uno strano effetto) sembra godere di una spinta più positiva. Viva l’anno che verrà! 

 

natale 2013sguardi familiari dalla yellow car del nonno

Dicembre 2018: tempo delle feste a distanza. Chi arriva, chi parte, chi non arriva, ma comunica tramite videochiamata, cercando di mascherare la malinconia, il dispiacere di non essere lì, il piacere di vedersi comunque. Entità virtuali eppure vive!

È successo a noi, e ci siamo accontentati, memori della bellissima estate trascorsa con figlie e nipoti. E tuttavia,  vedendoli su quel piccolo schermo in movimento(mai così spesso come in queste feste!),  a  Natale, a Santo Stefano e il giorno dopo e a Capodanno, una dalla Spagna e l’altra con la sua banda dal Regno Unito,  il cuore è stato ad un passo dal cedere, sotto il peso dell’amore.

Belle, bellissime, felici nel loro  mondo, eppure nei loro begli occhi e nel linguaggio di tutto il corpo  abbiamo percepito un velo di tristezza. O forse era il video un po’ opaco del cellulare?

Ridiventiamo tutti adolescenti innamorati quando al telefono, finito di scambiarci gli auguri, di parlare delle cose che sentiamo di dirci, del più e del meno, e sentendo arrivare ineluttabile il momento di separarci, ci diciamo: chiudi tu? chiudo io? no, chiudi tu, e baci e saluti con le mani svolazzanti e il sorriso un po’ tirato. Poi, clic.

Restiamo lì, con il telefono  caldo in mano e un senso di svuotamento. I nostri sguardi si incrociano e si sfuggono, per non lasciare intravedere un luccichio sospetto. “Ora prenoto un volo, così corriamo ad abbracciarli tutti, veramente, senza filtri”  borbotto. Ma è l’impulso del momento. Tra qualche secondo tornerà tutto a posto. E andiamo avanti fiduciosi nel futuro.

Esco per un attimo dall’atmosfera un po’ dolciastra del racconto natalizio e penso con una certa irritazione al genio spicciolo del marketing che ha trovato il suo nuovo succulento target: i nostri figli all’estero. Ah la CONAD! Ma, no, non mi va di analizzare una pubblicità che mi fa semplicemente “imbestialire”. Manipolazioni

Un pensiero riguardo “Expat e feste natalizie. Videochiamate, sorrisi, tenerezza e malinconia delle feste a distanza. Ma quest’anno va meglio.

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