THE PLACE di Paolo Genovese. Ovvero: “Cosa sei disposto a fare per ottenere ciò che vuoi?” Perché mi è piaciuto tanto.

the place
 
L’ho visto domenica. Mi è piaciuto moltissimo e dopo qualche attimo di riflessione ho capito perché.  Ottima regia, storia originale e molto attuale, e tanto parlato a ritmo sostenuto e coinvolgente. E poi, neanche un telefonino nei paraggi. Grande Mastrandrea, bravissimi alcuni, bravi tutti gli altri, anche grazie ad una regia sapiente.
Ogni azione comporta delle conseguenze su di noi e sugli altri. Viviamo in una rete umana oltre che tecnologica. Siamo  legati gli uni agli altri da fili invisibili e imprevedibili. Mi torna alla mente  The road not taken di Robert Frost, poeta americano moderno. La scelta determina effetti. Ci illudiamo di  saper discernere, di  cogliere tutti i risvolti delle nostre azioni, ma non è proprio così. Viva il Cinema!
The Road not taken
Two roads diverged in a yellow wood,
And sorry I could not travel both
And be one traveler, long I stood
And looked down one as far as I could
To where it bent in the undergrowth;
Then took the other, as just as fair
And having perhaps the better claim,
Because it was grassy and wanted wear;
Though as for that, the passing there
Had worn them really about the same,
And both that morning equally lay
In leaves no step had trodden black
Oh, I kept the first for another day!
Yet knowing how way leads on to way,
I doubted if I should ever come back.
I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
two roads diverged in a wood, and I —
I took the one less traveled by,
And that has made all the difference.