la signora scompare

 

 

Dopo le prime pagine, realizzi che devi aver già “visto” questa storia. Al termine del libro, nella nota conclusiva ne hai  la conferma.

In effetti l’ho “vista” nel film  Il Mistero della signora scomparsa, di Anthony Page del 1979, con Angela Lansbury, (La signora in giallo, ricordate). Ce n’è uno precedente, che io non ho visto, ma che è considerato di gran lunga la migliore versione cinematografica del libro. Ed è infatti di Alfred Hitchcock che, con The Lady vanishes, si “lancia” anche in considerazioni politico-sociali sull’Inghilterra.

the lady vanishes_1938 HitchcockLa signorina Froy, frizzante zitella Inglese, scompare sul treno, durante il  viaggio di ritorno dai Balcani verso casa, in Inghilterra. Cosa le è successo? È davvero mai esistita o è solo una fantasia della viziata e un po’ isterica Iris Carr, ereditiera in cerca di identità ed emozioni in giro per l’Europa?

Iris, tenacemente e contro  tutti coloro che vorrebbero  farla passare per visionaria, si mette alla ricerca della signorina Froy, con la quale aveva iniziato un discorso amichevole durante il viaggio.  La sua compagnia era riuscita a farle tollerare quella dei personaggi molto ambigui e potenzialmente pericolosi che affollavano il scompartimento e quello attiguo.

Iris inizia dunque una sua indagine molto particolare, senza il supporto di detective famosi, anche se non manca l’incontro “sentimentale” e la possibilità di sviluppi romantici con qualcuno che cercherà di aiutarla, tra un intoppo e l’altro.

L’ambientazione è affascinante: Il Viaggio dalle misteriose montagne dei Balcani, attraverso Trieste/Italia, fino a  Londra/Inghilterra, su un treno che, con tutti gli aspetti misteriosi e accattivanti che il treno  evoca sempre nell’immaginario, gioca il suo ruolo da splendido protagonista.

Bello il titolo originale, The wheel spins 1936 (La ruota gira), quasi un tecnicismo voluto per sottolineare i “turning points” della storia. Il capitolo 24 porta proprio questo sottotitolo e rappresenta infatti uno snodo cruciale:

“la ruota aveva ripreso a girare…”

Ogni capitolo, d’altra parte,   si apre con un sottotitolo che introduce il lettore all’idea principale che verrà sviluppata.

La lettura di questo romanzo è stata certamente influenzata dalle immagini dal film depositate nel magazzino della mia memoria, eppure, la narrazione tesa e ricca di dettagli sapientemente intrecciati, mi ha sorpreso piacevolmente e catturato dolcemente, conducendomi verso la conclusione, al ritmo di un treno in corsa.

 Vladimiro  lo sta leggendo. Avremo modo di parlarne insieme.

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