Dal vecchio scaffale, un Viandante…

vagabondaggio

“… Il viandante è, sotto molti aspetti, un uomo primitivo, così come il nomade è più primitivo del contadino. Tuttavia il superamento della sedentarietà ed il disprezzo per i confini fanno di gente del mio tipo degli alfieri del futuro. Se esistessero molti uomini nei quali fosse così radicato come lo è in me il disprezzo per i confini nazionali, allora non ci sarebbero più guerre né blocchi.

Niente è più odioso dei confini, niente è più stupido. Essi sono come cannoni, come generali: sino a quando ragione, senso di umanità e pace dominano, non se ne ha sentore e di loro si ride, – ma non appena guerra e follia divampano essi divengono importanti e sacri. Quanta angustia e tormento hanno procurato a noi viandanti negli anni di guerra! Che il diavolo se li porti! ” H.Hesse, Wanderung, 1920. (Casa Colonica. p.35)

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