Dalla quarta  di copertina:

“In Istanbul in the late 1590s, the Sultan secretely commissions a great book: a celebration of his life and his empire, to be illuminated by the best artists of the day-in the European manner. But when one of the miniaturists is murdered, their master has to seek outside help. Did the dead painter fall victim to professional rivalry, romantic jealously or religious terror?”

 

Discoveries

Febbraio 2008 Unforgettable!” Guardian. Sì, davvero indimenticabile. Mi rimarrà dentro con tutta la sua ricchezza narrativa. Un caleidoscopio scintillante di colori, luci, sfumature, tra cornici e porte blù, rosse, pulviscolo colorato che attraversa e fende le stanze. Mi lascia un senso di “sazietà”, di pienezza soddisfatta. Soddisfazione di avere fino in fondo e totalmente condiviso le storie dei protagonisti. Un romanzo di “Amore e Morte”. Quante forme di amore può provare un uomo, una donna!

Anche in questo libro una molteplicità di self. Ogni capitolo inizia con I am e ogni narratore racconta la sua versione. Mi sono ritrovata in una sorta di Rashomon.

 Non conosco il turco, ma credo che l’Inglese dell’edizione che ho letto (trad di Erdağ M. Gōknar) aggiunga alla struttura ricorsiva del discorso orientale un po’ dell’immediatezza e straightforwardness della struttura anglosassone.

Concordo con  Hywel Williams (Guardian) quando definisce il romanzo come:

“A philosophical thriller…great fiction speaks of its time; in the week of the American suicide bombings, this outstanding novel clamours to be heard…[it] is a profound work with deep roots. Far from being a mere “historical novel”, it has unforgettable narrative drive that unites past and present, as well as the high art with popular appeal that has made Pamuk into Turkey’s greatest living writer…”

 E con Dick Davies (Times Literary Supplement)

“ the novel’s true greatness… lies in its managing to do with apparent ease what novelists have always striven for but very few achieve. It conveys in a wholly convincing manner the emotional, cerebral and physical texture of daily life, and it does so with great compassion, generosity and humanity.”

 Ho scoperto uno scrittore, un paese, una città: un tesoro!

2 pensieri riguardo “O. Pamuk-MY NAME IS RED. Morte di un miniaturista a Istanbul. Fuori il colpevole!

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