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C. Dexter-LAST SEEN WEARING (Al momento della scomparsa la ragazza indossava…) Un puzzle con troppi pezzi da incastrare. Difficile, anche per l’Ispettore Morse!

 

last seen wearing-Dexter

La caccia alla scomparsa della giovane Valerie Taylor è un bel puzzle da risolvere per l’Ispettore Morse. Morta? Scomparsa veramente? Viva sotto un’altra identità? E le lettere? Chi le ha scritte?

La storia

La storia segue un filo conduttore molto semplice: una giovane e bella ragazza, Valerie Taylor scompare. Dopo due anni il caso torna sul tavolo di Morse, anche per rispetto dell’ ispettore Ainley che aveva cercato di risolvere il caso. Ma quando si è avvicinato troppo alla soluzione, un incidente stradale lo ha tolto di mezzo…

Il metodo investigativo

Il metodo di Morse è scientifico, parte dal dubbio e procede attenendosi strettamente ai fatti. Questa è la sua regola. 

“Just stick to the facts, Morse, stick to the facts! It would be difficult, but he would try.”

Questa volta però i fatti lo tradiscono, o per lo meno lo fanno inciampare in una serie di tranelli che Dexter/narratore inaffidabile gli pone davanti, anche per fuorviare il lettore e giocare un po’ con lui.

“For a while Morse sat on silently in his car and pondered many things. Life was down to its dregs, and he had seldom felt so desolate and defeated. He recalled his first interview with Strange at the very beginning of the case, and the distaste he had felt then at the prospect of trying to find a young girl in the midst of this corrupt and corrupting city.

And now, again, he had to presume that she was alive. For all his wayward unpredictability, there was at the centre of his being an inner furnace of passion for truth, for logical analysis; and inexorably now the facts, almost all the facts, were pointing to the same conclusion – that he had been wrong, wrong from the start.”

In English, please!

Il romanzo è un tuffo rigenerante nella lingua Inglese, quella colta e quella “everyday”, con tocchi di slang che rendono l’atmosfera molto realistica e suggestiva. I personaggi ne risultano arricchiti e molto caratterizzati. Questo è il vantaggio della versione originale.

“carryin’ it in ’er left hand, if me memory serves me correck.’”

Inspector Morse and Lewis

Dove siamo?

La storia si svolge a Oxford e dintorni, nel Galles e a Londra. Kidlington, sobborgo di Oxford, è una periferia come tante con annessi e connessi, quali la fuga inevitabile dei suoi giovani verso le lusinghe di Londra. Il mondo della scuola è il luogo reale e narrativo in cui si muovono i nostri personaggi.

Oxford High School

Personaggi

Professori e presidi (maschi) un po’ scontati. Grigi e arrivisti e, come da copione, attratti ineluttabilmente e pericolosamente dalle grazie adolescenziali delle loro allieve. Padri quasi trasparenti.

Le donne incarnano per lo più triti cliché: mogli tradite, per benino, tutte casa, corsi di arte, chiesa e cucina; mogli e madri consumate dal gioco e dall’alcol; adolescenti in fuga, brillanti e intelligenti e in cerca di eccitanti avventure a Londra, dove finiscono con il diventare oggetto delle attenzioni di luridi vermi.

Investigatori

E poi ci sono loro, gli investigatori. L’ ispettore Morse, 45enne (ma sembra molto più vecchio!) in crisi esistenziale, esibizionista nello sfoggio  di citazioni colte. Ma conosce il suo mestiere…

Il sergente Lewis è specchio riflesso dei vari sergenti della tradizione giallistica britannica, anche televisiva (Barnaby, George, Vera etc etc). Rincorre il suo capo, ma ha spesso delle intuizioni felici.

Mi è piaciuto?

Per rendere l’idea di cosa ho provato ad un certo punto della lettura, parto dalle considerazioni del narratore sullo stato psicologico di Morse, dopo un lungo peregrinare tra ipotesi, riscontri e fallimenti:

“He sat for half an hour and thought and thought, and thought himself nowhere. It was no good: his mind was stale and the wells of imagination and inspiration were dry as the Sahara sands.”

Superato il momento di perplessità, ho accompagnato Morse verso l’agognata  soluzione, rassegnata ma soddisfatta.

Ed ora a voi il compito e il piacere di mettere insieme i pezzi del puzzle.

“When you have eliminated the impossible, whatever remains, however improbable, must be the truth. A. Conan Doyle, The Sign of Four”

Eliminato l’impossibile, qualunque cosa rimanga, per quanto improbabile, deve essere la verità.

Assaggi

L’orario scolastico, un vero rompicapo per il prof incaricato, ma che elettrizzante senso di potere!– “There was a certain intellectual challenge in dovetailing the myriad options and combinations of the curriculum to match the inclinations and capacities of the staff available; and, at the same time (for Baines), a vicarious sense of power.”

Caratterizzazione-Mr Taylor- “Mr Taylor was an inarticulate man, utterly unable to rationalize into words his favourable attitude towards his present job. It would have been difficult for anyone. The foul detritus of the city was all around him, rotten food and potato peelings, old mattresses, piles of sheer filth, rats and always (from somewhere) the scavenger gulls. And yet he liked it.”

Ma cosa studiano i ragazzi Inglesi!– “He contemplated with supercilious disdain the academic disciplines (sub-disciplines, he would call them) which were now monopolizing the secondary school curricula. ‘Environmental Studies’, he doubted, was little more than a euphemism for occasional visits to the gasworks, the fire-station and the sewage installations; whilst for Sociology and Sociologists he had nothing but sour contempt, and could never discover either what was entailed in its subject matter or how its practitioners deployed their dubious talents. With such a plethora of non-subjects crowding the timetable there was no room for the traditional disciplines taught in his own day . . . But French now. At least that had a bit of backbone, although he had always felt that a language which sanctioned the pronunciation of donne, donnes and donnent without the slightest differentiation could hardly deserve to be taken seriously. Anyway, she was studying French and it was French which won the day.”

Spazzatura e specie umana– “Doubtless grass and shrubs would soon be burgeoning there, and the animals would return to their old territories and scurry once more in the hedgerows amid the bracken and the wild flowers. And people would come and scatter their picnic litter around and the whole process would begin again. Sometimes Homo sapiens was a thoroughly disgusting species.”

La famiglia, che invenzione!– “Three isolated personalities, under the same roof, somehow brought and kept together by that statistical unit beloved by the sociologists – the family.”

La giostra dell’insonnia“Morse slept fitfully that night. Broken images littered his mind, like the broken glass strewn about the rubbish tip. He tossed and turned; but the merry-go-round was out of control, and at 3.00 a.m. he got up to make himself a cup of tea. Back in bed, with the light left on, he tried to concentrate his closed, swift-darting eyes on to a point about three inches in front of his nose, and gradually the spinning mechanism began to slow down, slower and slower, and then it stopped.”

Al corso di aggiornamento i professori di lingue scoprono l’approccio ironico…– “And then that burly, cheerful fellow from Bradford had brought the academic argument down to earth with a magnificent thud: give him a lad or a lass with t’gumption to order t’pound of carrots at t’French greengrocer’s shop, any dair! The conference exploded in glorious uproar. Slyly, a dignified old greybeard suggested that no Englishman, even one who had the good fortune to learn his native tongue in Yorkshire, had ever been confronted with an insuperable language-barrier in finding his way to a pissoir in Paris.”

Il Latino è difficile? Ecco la soluzione del professore di Morse– “Problem! He remembered his old Latin master. Hm! Whenever he was confronted with an insoluble difficulty – a crux in the text, an absurdly complex chunk of syntax – he would turn to his class with a serious mien: ‘Gentlemen, having looked this problem boldly in the face, we must now, I think, pass on.’ Morse smiled at the recollection…”

L’assemblea quotidiana prima di iniziare le lezioni è un rito irrinunciabile– “And, always, reserved until the end, he read with doomsday gravity a list of names; the names of pupils who would report outside the staff room immediately after the assembly was finished: the recalcitrants, the anarchists, the obstructionists, the truants, the skivers, and the defectors in general from the rules that governed the corporate life of the establishment.”

Ragni e belle statuine– “With a startling suddenness, a large spider darted across the floor with a brief, electric scurry – and, as suddenly, stopped – frozen into a static, frightening immobility. A fat-bodied, long-legged spider, the angular joints of the hairy limbs rising high above the dark squat body. Another scurry – and again the frozen immobility – more frightening in its stillness than in its motion. It reminded Morse of a game he used to play at children’s parties called ‘statues’; the music suddenly stopped and – still! Freeze! Don’t move a muscle! Like the spider.”

Il pub poco prima della chiusura-che atmosfera!– “The cigarette smoke hung in blue wreaths, head-high like undispersing morning mist, and the chatter along the bar and at the tables was raucous and interminable, the subtleties of conversational silence quite unknown. Cribbage, dominoes and darts and every available surface cluttered with glasses: glasses with handles and glasses without, glasses empty, glasses being emptied and glasses about to be emptied, and then refilled with the glorious, amber fluid.”

Tempo di Giallo…Tempo di Dexter-IL TERZO MIGLIO. Potere, Sesso e Mistero all’Università di Oxford.

il-terzo-miglio_Dexter_thumb.jpg

 

“Un cadavere orrendamente mutilato emerge dalle acque di un bucolico canale che costeggia la periferia di Oxford. Si tratta di un corpo privo della testa, delle mani, delle gambe. Scoprire l’identità della vittima, prima ancora di quella dell’assassino: sarà questa la sfida fondamentale per l’ispettore Morse e il sergente Lewis. E le tracce, un biglietto nella tasca del morto, portano inequivocabilmente all’Università.”(Sellerio edizioni)

 

Che storia è questa?

Sei entrata  da Feltrinelli, ti ha colpito  un accattivante Nero Sellerio, Il Terzo Miglio di Colin Dexter.

“ne hai afferrato una copia e l’hai portata alla cassa perché venisse stabilito il tuo diritto di proprietà su di essa.[…]Hai gettato ancora un’occhiata smarrita ai libri intorno (o meglio erano i libri che ti guardavano con l’aria smarrita dei cani che dalle gabbie del canile municipale vedono un loro ex compagno allontanarsi al guinzaglio del padrone venuto a riscattarlo ), e sei uscito.” I. Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore, cap.1 

 

Colin DexterE’ il primo libro di Dexter che leggo su suggerimento di  amici lettori. Alcuni elementi mi hanno colpito più di altri:

organizzazione testuale. Ogni capitolo è introdotto da un riassuntino essenziale che ne fissa  il momento narrativo in cui la storia è arrivata (mi tornano in mente i padri: Fielding e Dickens);

attenzione all’uso corretto e appropriato della lingua. D’ altra parte siamo in un ambito erudito e questo elemento è inevitabilmente caratterizzante. Penso alle lettere  con errori grossolani e improbabili per un docente universitario ai bigliettini misteriosi etc etc.

 Paddington Station_Londonambientazione.   Le storiche stazioni di Londra (Paddington) e i suoi  quartieri caratteristici, ma soprattutto Oxford e il suo Campus Universitario. Un mondo grandissimo e piccino nello stesso tempo, dove si scatenano passioni, vizi e virtù. Interessante è la complicata e autorevole procedura di valutazione degli studenti, che non riesce tuttavia a sottrarsi a qualche imbarazzante fuga di notizie;

 270px-Lancia_Logoautomobili vintage giocano un ruolo intrigante: la Lancia di Morse (che poi passerà alla Daimler) e la Metro dal grande bagagliaio che può contenere di tutto!

riferimenti culturali e letterari, in cui mi sono ritrovata con piacere: i nomi dei protagonisti che ne richiamano di più famosi che  Morse riconosce immediatamente, vedi William Schwenk Gilbert e Sullivan, Christopher Marlowe, Ulisse e Molly Bloom di Joyce, il Vangelo di Matteo, Ovidio e i cavalli della notte e la raffinata musica di Mozart.

Mi convince meno la coppia Lewis-Morse, mi sembra abbastanza scontata e replica coppie famose a cominciare da Sherlock Holmes e Watson, Poirot e Hastings etc.

Il personaggio Morse ha un grande pregio, una malinconia di fondo che compensa l’apparente rudezza. La malinconia che affiora dal passato e dalla ferita causata da quel grande amore giovanile che gli ha travolto l’esistenza. Il suo metodo di investigazione deduttiva  è comune a molti  altri investigatori e non particolarmente coinvolgente.

Oxford-EnceniaIl terzo miglio percorso insieme a Morse, vuoi perché la coda è sempre la parte più difficile, vuoi perché obiettivamente Dexter ha allungato un po’ il brodo, mi è sembrato più pesante. Di fatto  sono arrivata alla fine un po’ “affaticata”.

Ma sicuramente ci sarà un prossimo Dexter che leggerò in Inglese per godermi pienamente lo spirito di Morse e i riferimenti letterari e per rivedere il mio giudizio su di lui.

 

Investigatori  in TV

Endeavour_il giovane MorseI romanzi di Dexter sono diventati una seguitissima serie televisiva in UK al punto che, quando Dexter decide di “ammazzare” il suo ispettore, spunta il prequel, Endeavour, proprio come nel caso del Giovane Montalbano in Italia.

Questi investigatori creano dipendenza Il giovane Montalbanonel pubblico televisivo e non possono morire in pace!

Maigret, Poirot, Miss Marple, Montalbano, Dexter e Barnaby sono gli esempi più classici di un filone inestinguibile. Hanno dalla loro parte quel certo-non-so-che che i rispettivi autorevoli “padri e madri” sono riusciti a infondere nella loro personalità letteraria e  che  li rende necessari e insostituibili.

Quarantena COVID19 a scuola. Didattica a Distanza in campo all’IIS “P. Scalcerle” di Padova. La professoressa di Inglese condivide la sua esperienza complicata, ma necessaria.

student a distanza

Ai tempi del COVID19 le scuole di ogni ordine e grado e le università Italiane sono chiuse. Rimane tuttavia aperto il “canale” formativo a distanza per mantenere vivo il contatto  con gli studenti, e dunque portare avanti  le attività didattiche. Oggi, su Facebook leggo con interesse  il resoconto di una lezione a distanza  di un’amica-collega, la professoressa Grasso del Liceo Linguistico “P.Scalcerle” di Padova. Eccolo: 

 

Sono le otto di mattina, tra un po’ mi collego in videoconferenza con una classe, trucchiamoci dai che, cavoli, come si vedono le rughe nello schermo. A saperlo mi facevo qualche punturina!!

Apriamo il collegamento: buongiorno, buongiorno prof, buongiorno prof, come sta prof? Io bene e voi ragazzi? Tutto bene prof. Chi manca ancora? Dovremmo essere 31 siamo solo 25, dai aspettiamo ancora un attimo finché si collegano tutti ed ecco: possiamo cominciare.

Allora avete preso le key notes di cui abbiamo parlato la volta scorsa? Chi vuole cominciare? Brusio di sottofondo, gente che sfoglia libri, quaderni, sposta le sedie. Ragazzi mi sa che vi silenzio tutti altrimenti c’è troppo rumore. E nel frattempo si sente:

‹Ma a che ora si mangia? No, io ho fame, facciamo all’una!!›

Ragazzi, vi prego dite ai vostri genitori di non venire a parlarvi mentre siamo online! Cominciamo allora, chi posso far cominciare? Maledetto schermo, mica li vedi tutti assieme come in classe, solo 4,5 alla volta. Aspetta dov’è finito Guglielmo (nome di fantasia) che di solito dorme? Scorro con il mouse tutte le facce, eccolo, sbadiglia! Dai Guglielmo comincia tu.

Prof, mi ha scritto la Ele che si è scollegata! Dille di rientrare col cellulare, magari prende meglio. Eccomi prof sono tornata! Ok allora, continuiamo. E andiamo avanti così per 40 minuti, un po’ parlo io e la maggior parte del tempo loro, cercando di non farli sovrapporre.

Perché, specialmente per un’insegnante di lingua come me, questo è fare scuola; non è parlare per 40 minuti di un argomento di grammatica o letteratura, è far parlare loro, farli ragionare, discutere, porre quesiti, ipotesi, tutto ovviamente in inglese. E nel frattempo condividi testi, appunti che ti sei preparato prima della lezione, scrivi sulla whiteboard eventuali frasi o parole necessarie.

E quando manca 1 minuto alla chiusura i saluti di rito: state a casa ragazzi, take care, vi voglio bene! Anche noi, prof! Baci e abbracci virtuali e alla prossima lezione!

icon_distanza

Vai al sito MIUR per saperne di più su: Didattica a Distanza

 

 

S.Yazbeck-PASSAGGI IN SIRIA (The Crossing). Storia di un viaggio nel cuore dilaniato della Siria. Una lettura necessaria.

NBC News profughi siriani

 

Oggi, 5 Marzo 2020

Sui profughi Siriani si continua a giocare una partita indecente per chi voglia chiamarsi “persona umana”. Chi  porrà fine a questo scempio? E quando?

Arriva la versione in Italiano…finalmente

Oggi, 23 Settembre 2017, leggo su Tuttolibri (Christian Raimo) che è stata pubblicata la versione Italiana del reportage  di Yazbeck, Passaggi in Siria. Finalmente. Ci ha pensato Sellerio.

passaggi in Siria yazbeck Samar

 

Oggi, 4 Aprile 2017

Esattamente un anno fa pubblicavo  questa recensione. Ricorrenza triste questa, arrivano notizie e immagini  di  ulteriori infamità dalla martoriata Siria. Un’arma antica, che sembra ormai fuori dalla storia della civiltà umana, il gas sarin, viene utilizzata per uccidere e annientare vite innocenti di bambini e adulti prigionieri di una follia incontrollata. Il  libro di Yazbeck torna  ancora una volta prepotentemente alla memoria


 

Ritmi di lettura, di guerra e di vita

the crossing_Yazbeck

Raramente mi sono soffermata così a lungo tra le pagine di un libro. Cosa rallenta il mio ritmo? L’attualità credo, che da anni ormai incombe sulle nostre vite, accompagnata da un  forte senso d’impotenza. I racconti di guerra provocano sempre una reazione viscerale, dalla quale riesci con difficoltà a prendere le distanze. Nel caso della sciagurata e oscura guerra Siriana questa operazione è ancora più difficile e dolorosa. Ad immagini letterarie si sovrappongono immagini reali di devastazione, dolore e umanità in fuga, alla ricerca di uno spiraglio di libertà e di vita.

“Can you believe that a government and a state could bomb its own people. I’ll never understand this for as long as I live! “ One thing you need to know” he added ”is that each region now has its own administration, and every village looks after itself. Everything has been turned upside down, as if every little community has become a state in itself. “This is the devastation that follows tyranny” I suggested. P.71

Ha un forte impatto sul lettore il punto di vista dell’ autrice,   una giornalista siriana in esilio a Parigi, che  decide di tornare nel suo paese per testimoniare  direttamente e  far conoscere al mondo  quello che accade nella sua terra. Insieme a lei entriamo nel mondo dilaniato delle famiglie Siriane coinvolte e travolte, nel tragico dopo-primavera di ribellione anti Assad.

 

Progetti di sviluppo  tra le donne in tempo di guerra

SaraqebLa sua determinazione a scoprire o inventare progetti di sviluppo con le sue connazionali è commovente e la dice lunga sulla linfa di vita che pervade l’anima e il corpo delle donne.  Insieme a loro respiri l’odore degli ulivi, che fanno da sfondo a ogni azione, dalla più piccola e quotidiana alla più efferata e violenta.

Mohammed told me we needed to check the shelter near Saraqeb market that we were planning to turn into a women’s centre. The shelter wasn’t in an ideal location, but the space was available and the townspeople had offered to let us use it for free, so it was a good start. Although shelling was normally concentrated on the market itself, as though the objective of the bombing was to kill the largest number of civilians…p.159

 

Uomini e combattenti

E gli uomini? Combattono, come animali impazziti e confusi, sparano e feriscono e uccidono in nome di non si capisce bene cosa. Ribelli, mercenari, soldati turchi e russi e curdi e soldati di Bashar al Assad si mescolano in un guazzabuglio di morte e  di dolore sotto le bombe a grappolo, le schegge mortali, i missili.

 Gli uomini che fanno da scorta a Samar sanno bene invece contro chi  combattono. Sono  i ribelli della prima ora, quelli che avevano salutato la primavera araba come l’occasione della vita, per riportare la democrazia nel  loro paese,  quelli che mai avrebbero pensato di prendere un’arma e sparare contro un proprio simile. Le loro mogli, figlie, fidanzate, nonne sono al loro fianco, orgogliosamente e amorevolmente. E accolgono  Samar come una di famiglia e dividono con lei tutto: lo scarso cibo, l’affetto, la paura, i  pochi sogni rimasti.

They went to their revolution full of dreams of freedom and justice, They paid the price of their miscarried dreams heavily in blood. 275

Arrivano le bombe!

Le notizie e gli inviti a proteggersi dai bombardamenti selvaggi, volano tramite   radio ricevitori artigianali. Il ritmo dei bombardamenti da il passo ai movimenti di donne, bambini e  combattenti.

Ospedali di guerra 

E vengono bombardati anche gli ospedali! La cosa più atroce, disumana e “illegale” che possa accadere in guerra. I feriti vengono lasciati morire in stanze distrutte, con un solo medico, anch’egli disperato, che non sa a che santo votarsi.

“The people here lived side by side with death. This was no metaphor but reality.They didn’t think about any big issue, they weren’t interested in understanding the military situation or the political context; they had no space to think. All they could do was to struggle to survive…”p.131

Samar Yazbeck
Samar Yazbeck

La nostra testimone racconta in modo accorato, ma lucido e realistico, i suoi tre “passaggi” clandestini in Siria, dal 2011 al 2013, prima ancora che la guerra infame divenisse  ancor più tragica e distruttiva. Le sue parole fanno materializzare davanti agli  occhi i fiumi di persone,

“Hordes of people departing as if it was the Day of Judgement” ,

che scappano dalle bombe, dalla miseria, dalla confusione fisica, mentale e politica. Tanta confusione. Troppa e non casuale, forse.

 

La scuola  al tempo della guerra

children from the world_UNICEFE non voglio parlare dei bambini e delle bambine che Yazbeck incontra in questo inferno. Fermatevi un attimo a riflettere sulle notizie che giornalmente affollano le nostre inutili televisioni e mettetele accanto alle immagini di infanzia violata, che si sono nel tempo stratificate nella vostra memoria. Vi apparirà un quadro orrido, di vero disarmante terrore.

Eppure qualcuno  trova il modo di inventarsi una scuola perché l’educazione è “irrinunciabile”. Sono le donne di Saraqeb e gli studenti universitari del Karama Bus Project (a sort of mobile school for displaced people) che proiettano film e fanno disegnare i bambini sotto le bombe e gli sguardi critici degli uomini del Fronte  Nusra.

…Diaa who managed the temporary school she had set up, explained to me the importance of establishing networks of women who were able to educate children in their homes: we couldn’t risk children gathering in old- fashioned school buildings where bombing might result in many more casualties than if they were taught elsewhere. Communities were already beginning to establish these privately run schools as local initiatives; where lessons took place depended on the intensity of the shelling.While this meant there were no set school days, at least the children were receiving a little education.p.162

La quotidianità  sotto le bombe

Se migliaia di persone  lasciano il  paese altrettanti restano e cercano  di  ricostruirsi una prospettiva di vita.  Vivere la quotidianità di una guerra assurda, dove spesso si perde di vista chi sia il vero nemico da combattere, dove le uniche vittime certe sono  i  più deboli, dove la razionalità è morta e la speranza è in fin di vita, porta Samar a porsi  continue domande sul suo  compito iniziale, sulle sue capacità di rappresentare in modo  chiaro e corretto  tutto ciò che le sta accadendo intorno.

Sentimenti e sensazioni  contrastanti la assalgono: dubbi, tristezza, rabbia,  rassegnazione, desiderio di fuga, che non le impediranno comunque  di  andare avanti, fino alla fine del suo doloroso ma illuminante   viaggio. Molto  intensi sono  i  racconti di Hossam (187); dell’inquietante Emir of war  Abu Ahmed(231); di Raed (191)che ripercorre gli inizi e i  momenti salienti  della ribellione a Kafranbel; e per finire, quello del rabbioso Hajji del campo profughi Palestinese a Latakia(254)

Sprazzi di poesia

Ma  non mancano brevi  intermezzi di struggente poesia:

The sky was clear and there was a full moon as we passed through the olive and figs groves.What was happening now in the country seemed closer to fiction than reality, and I took a moment to concentrate pn the surrounding silence and stillness, which was nothing short of pure magic-no fear of death for the moment. Yet…p.182

Al fronte

per incontrare Abu Hassan, l’emiro locale  di  Nusra Front. La sua versione dei fatti sugli inizi del conflitto coincide sostanzialmente con quella dei ribelli…

…an ancient Roman Mausoleum. The architecture was exquisite but it had been struck by a missile. Inside, many stores had been looted and there were only a few remaining. At the far end lay only rubble-the remnants of arial  bombardment. The burial ground was nearly two thousand years old, but the Nusra Front was now using it as a meeting place. 

the crossing_ raccontar storie

The Crossing è  un libro che “will give voice to the voiceless”, come Samar spiega all’emiro Abu Hassan. E allora, siete pronti a leggerlo? Spero di sì, ne vale davvero la pena. La foto  sopra riproduce un passaggio   molto piacevole in cui    Yazbeck fa riferimento ai racconti di Le mille e una notte e allo scambio  di ruoli  nella narrazione, che l’ha coinvolta in prima persona.(248)

 

Libro e dintorni

Cristina Lamb (Sunday Times) scrive nella premessa:

These are the accounts of the people on the ground collected on  three journeys between 2012 and 2013, people who are living through the war, feeling as if the world has abandoned them. This book will remind you of the initial hope of 2011 and the Arab Spring. The earnstness of the early revolutionaries who wanted democracy is heartbreaking. And their warnings of how  their fight might be hijacked by well-funded extremists if they continued to get no Western  help are horribly prescient. 

 

Echi Italiani

repubblica.it3 Aprile 2016, a 5 anni dall’inizio della Primavera Araba,   l’articolo di De Feo (Repubblica.it)   ci riporta in qualche modo a The Crossing: Siria, il documento degli alawiti: “Con Assad al potere non ci saranno riforme”

 

C.Alfieri-LET IT SNOW. WINTER’S TALE. Tempo di neve, tempo di Natale nel racconto di una liceale amante della lingua Inglese.

 

Let It Snow.The Winter’s Tale

by Clare Alfieri

(3D Liceo Linguistico “P. Scalcerle” Padova- 2008)

 

let it snow

 

Oh the weather outside is frightful
But the fire is so delightful
And since we’ve no place to go
Let it snow, let it snow, let it snow

Music and words were dancing together, fluttering and swinging in the air to come to my ears in a unique, symphonic wave.  I’ve always loved listening to Christmas carols during winter, while snow’s falling on the ground, freezing and purifying everything it meets: the world turns white and the whole nature seems a joyful bride, waiting for her man to come to the altar and pronounce the fateful “yes”.

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On a cold, windy day of December I’m sitting all curled-up in my dark red sofa as always: a rosary in one hand and a book of poems laying open on my knees. I need nothing but those few things to be happy and feel safe from the Great Cold of the usual Canadian winter. Since few years I have the fortune to feel neither cold nor hot: it seems as if my nerves have stopped feeling temperature and I couldn’t be happier for that. I’ve always been sensitive to cold in my previous life, and now I can fully enjoy winter, even if snowstorms still frighten me.

 It doesn’t show signs of stopping
And I’ve brought some corn for popping
The lights are turned way down low
Let is snow, let it snow, let it snow

I don’t feel hunger nor thirst, my skin is paler than I remembered and I can’t see myself in mirrors, except when I make a memory effort and strongly believe I can see my figure in them. It scared me a little bit at first, but, eventually, I got used to it.

My entire person isn’t what people define “physical”. It is something more like a presence, a sensation, a cold wind blowing on people’s cheeks and necks, causing shivers down their spines. When I asked God to return to earth in this form I couldn’t really imagine what it would have been like: being invisible to the world, being unable to help people whenever they need it, being unable to say your own opinion in a discussion. In a word, being nothing. Phantoms’ life isn’t a simple life. You need to get used to it or hope the person you’re linked to dies and comes with you to the “upper world”.

That is the reason why I didn’t remain among clouds, angels and neverending happiness: I am still in love with my poor, old, skinny husband, and I couldn’t really leave him that way.

 

When we finally kiss goodnight,

How I’ll hate going out in the storm!

But if you really hold me tight,


All the way home I’ll be warm.

 

Oh, my dear James how long time we’ve spent together… Do you remember those days when we were young, reckless and crazy? We were really much more different than now, but always stuck together like butter to bread and always in love one with the other.

If only I could tell you what I feel… Well, actually I’ve already tried to. It took me tons of energy to make you write those few words on a piece of paper to inform you I’m still here with you. But you thought your house was haunted and then persuaded yourself of being possessed by demons. You fool! How could you not recognise me?

Ghosts don’t feel cold nor hot, nor hunger nor thirst; but I can assure you they can feel their heart breaking and their feelings being hurt.

Anyway, you eventually understood that it was me and tried to get in contact with your poor dead wife. It wasn’t simple to convince you not to commit suicide to join me, but in the end I managed to do it. If you had done it, we would have been divided for the eternity, and I really couldn’t have stood it.

 

The fire is slowly dying,

And, my dear, we’re still good-bying 

But as long as you love me so,

Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!

Let it Snow by Michael Buble

 

Now you are dragging your slippers on the dirty floor: without me you can’t even keep this hovel clean.

Like every evening, you come to poke the fire to help you’re wife’s spirit not to feel cold;

like every evening, you make sure windows are well closed, because, even if I’ve already told you I don’t feel anything, you’re still convinced I could get a cold;

like every evening, you put some books on the table in case I feel like reading;

like every evening, you put some blankets on the sofa to keep my spirit warm;

and, like every evening, you blow a kiss in the air, hoping for it to reach my cheeks.

Like every evening, I silently follow you into your bedroom, unnoticed .

Like every evening I listen to you whispering softly

“Soon, I’ll join you.”

while you are looking at my photograph and closing your eyes.

 

 

 

In Northumberland-UK, terra di memorie e fascino retrò, incontro Vera Stanhope e George Gently, due ispettori di polizia in armonia con una ambientazione vintage.

 

 

La nostalgia del Northumberland con il suo aspetto  rude, aspro, romantico e drammatico, mi ha portato a vivere la mia “siesta” di questi ultimi tempi con due ispettori molto particolari, Vera Stanhope  e L’ispettore George Gently.

Non tanto per le loro storie gialle, che hanno  le stesse caratteristiche di tante altre, ma per i personaggi che popolano un  territorio che mi porto nell’anima: Hexham Abbey, Durham, Newcastle upon Tyne, Consett, Ebchester, Lindisfarne-Holy Island, doni di un tempo  passato e affascinante.

 Northumberland-Durham County1998

Lo stesso senso del passato  della serie L’Ispettore Gently (Nomen Omen per un ufficiale di polizia che ha combattuto in Italia, dove ha incontrato Isabella, l’amore della sua vita). Ispirato al personaggio creato dallo scrittore Inglese  Alan Hunter, che in realtà ambienta le sue storie nel Norfolk, nella serie BBC  l’azione si sposta nel drammatico Northumberland degli anni sessanta,  zona quasi ferma nel tempo e per questo più rispondente alle atmosfere retrò e suggestive del testo originale.

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Hexham Abbey

L’ispettrice Vera Stanhope è il personaggio creato dalla scrittrice Ann Cleeves, apparentemente sciatta e poco affascinante, compensa i suoi modi  e il suo fisico da complicata donna di mezza età con una personalità intelligente, intuitiva e umana. Ricorrente è il suo “caro”  con cui si rivolge a  chiunque interpelli, persino i possibili  colpevoli.

Le scene  dell’ Ispettore George Gently prendono anima dalla maestosità della Cattedrale di Durham. Che gioiello! Che emozione rivederla e ripensare ai gruppi di studenti Leonardo-Erasmus+, inizialmente riluttanti alla mia idea del  tour delle chiese in stile Gotico-Inglese della zona (inclusa quella di  York, più a sud) e poi affascinati  da questi monumenti alla spiritualità e al potere di un’Inghilterra antica.

Mi emoziono  quando i personaggi  di queste storie vagano per la brughiera (the moors) o vivono nei suoi cottage ventosi sparsi qua e là, in solitudine. Il vento dell’Est sferza tutto e pulisce i cieli ingombri di nuvole e pioggia. E sveglia l’anima.

E il pomeriggio passa morbido e lento, lasciandomi sul cuore e nella testa una rilassata malinconia.

 

P. Roth-PORTNOY’S COMPLAINTS o della lotta perenne tra forti impulsi etico-altruistici e desideri sessuali estremi, spesso perversi…

 

 

 

     portnoyscomplaint blu

 

Bisognerebbe leggere, credo,

solo libri

che mordono e pungono.

Se il libro che leggiamo

non ci sveglia

con un pugno in testa,

a che serve leggerlo?

F. Kafka

 

Piero Dorfles (Per un pugno di Libri-Rai3) mi ha invogliato a leggere Portnoy’s Complaints di Philip Roth. Lo studente in gara in  “Fuori gli autori” non lo conosce.  Dorfles sgrana gli occhi stupefatto, ma si riprende subito e aggiunge  estasiato:

“Beato te! questo vuol dire che hai ancora da leggere uno dei veri capolavori del 900!”

Sentire queste parole ha fatto scoccare il clic dei desideri; un altro clic lo aveva fatto scattare tempo prima la lunga e appassionata discussione sulla mancata attribuzione del Nobel a Roth. Tra le decine di super premi che gli sono stati conferiti, manca il top. Ma lui ci lascia prima che possa accadere l’agognato evento. Chiuso.

Per me invece sembra finalmente arrivato il  momento di conoscerlo più da vicino. Inizio a leggere il romanzo  in Inglese, con sprazzi di Ebraico.

Epigrafe

“Portnoy’s Complaint (pôrt′-noiz kәm-plānt′) n. [after Alexander Portnoy (1933- )] A disorder in which strongly-felt ethical and altruistic impulses are perpetually warring with extreme sexual longings, often of a perverse nature. Spielvogel says: ‘Acts of exhibitionism, voyeurism, fetishism, auto-eroticism and oral coitus are plentiful; as a consequence of the patient’s “morality,” however, neither fantasy nor act issues in genuine sexual gratification, but rather in overriding feelings of shame and the dread of retribution, particularly in the form of castration.’ (Spielvogel, O. “The Puzzled Penis,” Internationale Zeitschrift für Psychoanalyse, Vol. XXIV p. 909.) It is believed by Spielvogel that many of the symptoms can be traced to the bonds obtaining in the mother-child relationship.”

Questa introduzione trasporta il lettore in un ambito scientifico che, a detta dello stesso autore, “sterilizza” in un certo senso il contenuto e il linguaggio usati nella narrazione. Espressioni sconce, argomenti imbarazzanti, situazioni al limite del censurabile, diventano in tal modo narrativamente ed eticamente accettabili.

E allora, che abbia inizio il lungo e talora estenuante flusso di coscienza di un giovane maschio che inonda di domande il suo psicoanalista Doctor Spielvogel sulla sua condizione di maniaco ossessivo compulsivo:

“How much longer do I go on conducting these experiments with women? How much longer do I go on sticking this thing into the holes that come available to it—first this hole, then when I tire of this hole, that hole over there . . . and so on. When will it end? Only why should it end! To please a father and mother? To conform to the norm? Why on earth should I be so defensive about being what was honorably called some years ago, a bachelor?”

Alla fine del primo capitolo, ripenso al lettore Dorfles. È un  maschio e dunque il suo punto di vista sul romanzo di Roth riflette quello di gran parte del mondo maschile sul sesso, sulle  donne e sul linguaggio esplicito al limite dell’imbarazzo. Capisco perché gli sia piaciuto tanto questo romanzo di formazione… Per me  la storia è un po’ diversa. L’impatto è destabilizzante, e forte è la tentazione di interrompere la lettura, ma non ci riesco e vado avanti.

La famiglia Portnoy-Il mio naso ebreo

“How has this happened to me who was so gorgeous in that carriage, Mother! At the top it has begun to aim toward the heavens, while simultaneously, where the cartilage ends halfway down the slope, it is beginning to bend back toward my mouth. A couple of years and I won’t even be able to eat, this thing will be directly in the path of the food! No! No! It can’t be!”

Alexander Portnoy, nasce a Newark-New Jersey da una famiglia di religione ebraica della middle class Americana. Suo padre Jack è di origine Galiziana, sua madre Sophie é di origine Ucraina. Jack è un assicuratore molto bravo che riesce a vendere polizze anche alle famiglie  di quartieri spesso degradati. Il  capo se lo tiene ben stretto per questa sua grande abilità. La sua vita familiare è meno brillante, anche lui ha un’ossessione che incupisce tutta la famiglia: è in perenne lotta con il suo intestino pigro… per così dire (e mi viene in mente il  romanzo Le Correzioni di J. Franzen, dove il padre del protagonista ha lo stesso tragicomico problema-Che si siano parlati?)

La madre Sophie è la classica mamma ebrea da barzelletta: petulante, soffocante, onnipresente e sempre giudicante, un vero incubo.

“You know the joke, of course—Milty, the G.I., telephones from Japan. “Momma,” he says, “it’s Milton, I have good news! I found a wonderful Japanese girl and we were married today. As soon as I get my discharge I want to bring her home, Momma, for you to meet each other.” “So,” says the mother, “bring her, of course.” “Oh, wonderful, Momma,” says Milty, “wonderful—only I was wondering, in your little apartment, where will me and Ming Toy sleep?” “Where?” says the mother. “Why, in the bed? Where else should you sleep with your bride?” “But then where will you sleep, if we sleep in the bed? Momma, are you sure there’s room?” “Milty darling, please,” says the mother, “everything is fine, don’t you worry, there’ll be all the room you want: as soon as I hang up, I’m killing myself.””

O mangi o ti accoltello: “From my bed I hear her babbling about her problems to the women around the mah-jongg game: My Alex is suddenly such a bad eater I have to stand over him with a knife. And none of them apparently finds this tactic of hers at all excessive. I have to stand over him with a knife! And not one of those women gets up from the mah-jongg table and walks out of her house! Because in their world, that is the way it is with bad eaters—you have to stand over them with a knife!”

Le calze della mamma, che ossessione:”Who is going to stay with Mommy forever and ever? Me. Who is it who goes with Mommy wherever in the whole wide world Mommy goes? Why me, of course. What a silly question—but don’t get me wrong, I’ll play the game! Who had a nice lunch with Mommy, who goes downtown like a good boy on the bus with Mommy, who goes into the big store with Mommy . . . and on and on and on . . . so that only a week or so ago, upon my safe return from Europe, Mommy had this to say—”

Ruoli  invertiti nella famiglia Portnoy: “Christ, in the face of my defiance–if my father had only been my mother! and my mother my father! But what a mix-up of the sexes in our house! Who should by rights be advancing on me, retreating—and who should be retreating, advancing! Who should be scolding, collapsing”

Alexander ha anche una sorella, Hanna di cui confessa di non conoscere molto se non la taglia e l’odore della sua biancheria intima. Hanna cerca di aiutare il fratello a comprendere meglio la sua condizione di ebreo in famglia, nella comunità ebraica e nella società in generale. Alex non sopporta che gli ebrei abbiano sempre pronta la scusa, “ma siamo stati perseguitati dai Nazi…”

“This summer she is going to be crafts counselor in the Jewish Community Center day camp. I have seen her reading a paperback book with a greenish cover called A Portrait of the Artist as a Young Man. All I seem to know about her are these few facts, and of course the size and smell of her brassiere and panties. What years of confusion! And when will they be over?”

“Do you know, she asks me, where you would be now if you had been born in Europe instead of America? That isn’t the issue, Hannah. Dead, she says. That isn’t the issue! Dead. Gassed, or shot, or incinerated, or butchered, or buried alive. Do you know that?”

1910-era_ethnic_map_of_Newark,_New_Jersey

Alex Portnoy non si sente Americano, tanto che, man mano che diventa adulto, assume un atteggiamento sempre più critico nei confronti  del suo paese. Dissacra  il baseball e il mito identitario del centerfield, dissacra l’idealismo e il patriottismo del paese  in  guerra, crede nel comunismo-nemico-numero-uno  dell’America, rifiuta il mito della famiglia americana culla di ogni virtù, detesta la “sua famiglia”. Dell’America ama una sola cosa: una biondina che si accoccola tra le sue braccia e implora amore..

“so don’t tell me we’re just as good as anybody else, don’t tell me we’re Americans just like they are. No, no, these blond-haired Christians are the legitimate residents and owners of this place, and they can pump any song they want into the streets and no one is going to stop them either. O America! America! it may have been gold in the streets to my grandparents, it may have been a chicken in every pot to my father and mother, but to me, a child whose earliest movie memories are of Ann Rutherford and Alice Faye, America is a shikse nestling under your arm whispering love love love love love!”

Ma no, decisamente  l’America non è solo love, love, love, L’America è razzista, non ama gli ebrei e il loro stile di vita, al punto da costringerli  ad auto esiliarsi in  piccole comunità dove parenti, e amici ebrei si proteggono tra loro. Ghetti, ancora ghetti nella democratica, civile, idealista America.

“and Hiroshima and Nagasaki went up in a puff, one week when I was twelve, and that was the heart of my boyhood, four years of hating Tojo, Hitler, and Mussolini, and loving this brave determined republic! Rooting my little Jewish heart out for our American democracy!”

“My home, SWEET HOOOOOHHHH-M!”

Sì, Viaggiare

Superata la terrificante fase adolescenziale e quella universitaria di scoperta dell’autonomia, Alex si trasferisce a New York dove lavora in un ufficio governativo contro le discriminazioni (ironia della sorte), e qui ne vede di tutti i colori. Continua a combattere contro le sue ossessioni, ma se non altro  vive la sua vita sessuale in modo  abbastanza normale. Sposarsi? Mai!  Ama viaggiare, conoscere donne e fare sesso. Ma il viaggio in Grecia e a Roma con Monkey, oggetto di ogni desiderio e sua attuale “pseudo fidanzata”, gli crea problemi di vario tipo.

Il viaggio della vita lo farà da solo in Israele. Ormai trentenne, in balia delle sue ossessioni decide di affrontare il totem dell’ Ebreo che torna nella terra promessa, la vera Madre Patria, dove spera di rimettere in ordine i suoi valori, la sua identità, le sue ossessioni. E proprio qui fa delle scoperte che lo turbano, o per lo meno lo fanno riflettere. In Israele il WASP è lui; in Israele non è discriminato per la sua religione, per il suo naso, per la sua “ebraicità”; qui Alexander Portnoy rappresenta l’Establishment. Gli oppressi, i discriminati sono altri.

 

Noemi-forse

E tuttavia, in terra d’Israele, l’impagabile Portnoy perde la sua onnipotenza e per la prima volta nella sua “carriera” di amante instancabile si scopre impotente. Incontra Naomi, incarnazione della donna forte,  indipendente e risolta, che non ha bisogno di lui per realizzarsi e che lo mette di fronte alla sua fragile condizione di bambino irrisolto, alla sua “stupid self-deprecation”

“You are like a baby.” “No! Not so,” but she waved aside any explanation I may have had to offer, and began to lecture me on my shortcomings as she had observed them that day. “The way you disapprove of your life! Why do you do that? It is of no value for a man to disapprove of his life the way that you do. You seem to take some special pleasure, some pride, in making yourself the butt of your own peculiar sense of humor. I don’t believe you actually want to improve your life. Everything you say is somehow always twisted, some way or another, to come out ‘funny.’ All day long the same thing. In some little way or other, everything is ironical, or self-depreciating. Self-depreciating?” “Self-deprecating. Self-mocking.” “Exactly! And you are a highly intelligent man—that is what makes it even more disagreeable. The contribution you could make! Such stupid self-deprecation! How disagreeable!””

La paura di aver contratto un’infezione fatale durante il rapporto sessuale a tre vissuto a Roma con the Monkey e la prostituta Italiana fa scattare l’impotenza e un bruciante senso di fallimento.

Sogni

Di contro, Alex comincia ad avere quasi bisogno di normalità e sogna una sua famiglia ideale con la cara soffice Pumpkin, compagna di università, che ha lasciato andare insieme al suo mondo WASP in Iowa,  la famiglia giusta, il nome giusto-Campbell, la casa giusta, gli odori  giusti, i diritti e i doveri giusti, per non parlare del nasino all’insù e dei capelli biondi…

“sleepy son, and in the arms of Mrs. A. Portnoy, that kind and gentle (and in my sugary but modest fantasy, faceless) woman, I bank the fires of my abounding pleasure. In the morning I am off to downtown Newark, to the Essex County Court House, where I spend my workdays seeking justice for the poor and the oppressed.”

“the education she was giving me in literature, a whole new perspective, an understanding of art and the artistic way . . . oh, why did I ever let her go! I can’t believe it—because she wouldn’t be Jewish? “The eternal note of sadness—” “The turbid ebb and flow of human misery—”

“let me miss her substantiality a little. That buttery skin! That unattended streaming hair! And this is back in the early fifties, before streaming hair became the style! This was just naturalness, Doctor. Round and ample, sun-colored Kay! I’ll bet that half a dozen kiddies are clinging to that girl’s”

Lo spaccato Israeliano, l’atteggiamento satirico di Alex-Roth verso l’universo Americano, un certo bisogno di normalità,  mi hanno riconciliato con il romanzo. L’interminabile flusso di coscienza che accoglie e sputa ogni tipo di frustrazione, ogni espressione volgare e violenta del linguaggio, si veste di umanità e apre volentieri  le porte anche a una lettrice turbata dalle ossessioni di un giovane maschio Ebreo-Americano.

Eppure, finalmente arriva condiviso, l’urlo liberatorio:

Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

aaaaaaaaaaaaaaaah!

“Because that’s maybe what I need most of all, to howl. A pure howl, without any more words between me and it! “This is the”

È quasi un richiamo all’Howl di Ginsberg, che aiuta a  distruggere la diga, le corde, i legami, l’autocensura, il mondo-camicia-di-forza in cui è stato imprigionato Alex Portnoy fino a quel momento.

Ma non illudiamoci, forse siamo in un loop..

“PUNCH LINE So [said the doctor]. Now vee may perhaps to begin. Yes?”

 

portnoy

Continuando ad assaggiare…

I sacrifici dei genitori ““Alex, why are you getting like this, give me some clue? Tell me please what horrible things we have done to you all our lives that this should be our reward?” I believe the question strikes her as original. I believe she considers the question unanswerable. And worst of all, so do I. What have they done for me all their lives, but sacrifice? Yet that this is precisely the horrible thing is beyond my understanding—and still, Doctor! To this day!”

Suona uno strumento e sarai popolare“For a man whose house was without a phonograph or a record, he was passionate on the subject of a musical instrument. “I don’t understand why you won’t take a musical instrument, this is beyond comprehension. Your little cousin Toby can sit down at the piano and play whatever song you can name. All she has to do is sit at the piano and play ‘Tea for Two’ and everybody in the room is her friend. She’ll never lack for companionship, Alex, she’ll never lack for popularity. Only tell me you’ll take up the piano, and I’ll have one in here tomorrow morning. Alex, are you listening to me? I am offering you something that could change the rest of your life!””

Ironia sui genitori poeti ““Look outside, baby,” and I look; she says, “See? how purple? a real fall sky.” The first line of poetry I ever hear! And I remember it! A real fall sky . .”

“Good winter piney air—another poet for a parent! I couldn’t be more thrilled if I were Wordsworth’s kid! . .”

Scherzo del corpo, Capitano“I am the Captain of my fate, I am the Master of my soul, and meanwhile, within my own body, an anarchic insurrection had been launched by one of my privates—which I was helpless to put down!”

Ti imploro Dio, fa che sia benigno“let it be benign! Blessed art thou O Lord Our God, let it be benign! Hear O Israel, and shine down thy countenance, and the Lord is One, and honor thy father, and honor thy mother, and I will I will I promise I will—only let it be benign!”

Mamma è viva…felice con ironia“let it be benign! Blessed art thou O Lord Our God, let it be benign! Hear O Israel, and shine down thy countenance, and the Lord is One, and honor thy father, and honor thy mother, and I will I will I promise I will—only let it be benign!”

Donne del mondo What are they, after all, these Jewish women who raised us up as children? In Calabria you see their suffering counterparts sitting like stones in the churches, swallowing all that hideous Catholic bullshit; in Calcutta they beg in the streets, or if they are lucky, are off somewhere in a dusty field hitched up to a plow . . . Only in America, Rabbi Golden, do these peasants, our mothers, get their hair dyed platinum at the age of sixty, and walk up and down Collins Avenue in Florida in pedalpushers and mink stoles—and with opinions on every subject under the sun. It isn’t their fault they were given a gift like speech—look, if cows could talk, they would say things just as idiotic.”

Freud e i desideri di uno scapolo impenitente “After all, that’s all this is, you know—bachelorhood. So what’s the crime? Sexual freedom? In this day and age? Why should I bend to the bourgeoisie? Do I ask them to bend to me? Maybe I’ve been touched by the tarbrush of Bohemia a little—is that so awful? Whom am I harming with my lusts? I don’t blackjack the ladies, I don’t twist arms to get them into bed with me. I am, if I may say so, an honest and compassionate man; let me tell you, as men go I am . . . But why must I explain myself! Excuse myself! Why must I justify with my Honesty and Compassion my desires! So I have desires—only they’re endless. Endless! And that, that may not be such a blessing, taking for the moment a psychoanalytic point of view . . . But then all the unconscious can do anyway, so Freud tells us, is want. And want! And WANT! Oh, Freud, do I know! This one has a nice ass, but she talks too much. On the other hand, this one here doesn’t talk at all, at least not so that she makes any sense—but, boy, can she suck!”

Un solo amore per tutta lavita? Cazzate “Imagine it: suppose I were to go ahead and marry A, with her sweet tits and so on, what will happen when B appears, whose are even sweeter—or, at any rate, newer? Or C, who knows how to move her ass in some special way I have never experienced; or D, or E, or F. I’m trying to be honest with you, Doctor—because with sex the human imagination runs to Z, and then beyond! Tits and cunts and legs and lips and mouths and tongues and assholes! How can I give up what I have never even had, for a girl, who delicious and provocative as once she may have been, will inevitably grow as familiar to me as a loaf of bread? For love? What love? Is that what binds all these couples we know together—the ones who even bother to let themselves be bound? Isn’t it something more like weakness? Isn’t it rather convenience and apathy and guilt? Isn’t it rather fear and exhaustion and inertia, gutlessness plain and simple, far far more than that “love” that the marriage counselors and the songwriters and the psychotherapists are forever dreaming about?”

I must della buona educazione letteraria di una shikse  “I  going to improve her mind! After Agee, Adamic’s Dynamite!, my own yellowing copy from college; I imagined her benefiting from my undergraduate underlinings, coming to understand the distinction between the relevant and the trivial, a generalization and an illustration, and so on. Furthermore, it was a book so simply written, that hopefully, without my pushing her, she might be encouraged to read not just the chapters I had suggested, those touching directly upon her own past (as I imagined it)—violence in the coal fields, beginning with the Molly Maguires; the chapter on the Wobblies—but the entire history of brutality and terror practiced by and upon the American laboring class, from which she was descended. Had she never read a book called U.S.A.? Mortimer Snerd: “Duh, I never read nothing, Mr. Bergen.” So I bought her the Modern Library Dos Passos, a book with a hard cover. Simple, I thought, keep it simple, but educational, elevating. Ah, you get the dreamy point, I’m sure. The texts? W. E. B. Du Bois’ The Souls of Black Folk. The Grapes of Wrath. An American Tragedy. A book of Sherwood Anderson’s I like, called Poor White (the title, I thought, might stir her interest). Baldwin’s Notes of a Native Son. The name of the course? Oh, I don’t know—Professor Portnoy’s “Humiliated Minorities, an Introduction.” “The History and Function of Hatred in America.” The purpose? To save the stupid shikse; to rid her of her race’s ignorance; to make this daughter of the heartless oppressor a student of suffering and oppression; to teach her to be compassionate, to bleed a little for the world’s sorrows. Get it now? The perfect couple: she puts the id back in Yid, I put the oy back in goy. Where am I?”

Lingua Inglese, doni e formule, quanti modi per dire Good morning “Then there’s an expression in English, “Good morning,” or so I have been told; the phrase has never been of any particular use to me. Why should it have been? At breakfast at home I am in fact known to the other boarders as “Mr. Sourball,” and “The Crab.” But suddenly, here in Iowa, in imitation of the local inhabitants, I am transformed into a veritable geyser of good mornings. That’s all anybody around that place knows how to say—they feel the sunshine on their faces, and it just sets off some sort of chemical reaction: Good morning! Good morning! Good morning! sung to half a dozen different tunes! Next they all start asking each other if they had “a good night’s sleep.” And asking me! Did I have a good night’s sleep? I don’t really know, I have to think—the question comes as something of a surprise. Did I Have A Good Night’s Sleep? Why, yes! I think I did! Hey—did you? “Like a log,” replies Mr. Campbell.”

“The English language is a form of communication! Conversation isn’t just crossfire where you shoot and get shot at! Where you’ve got to duck for your life and aim to kill! Words aren’t only bombs and bullets—no, they’re little gifts, containing meanings!”

Ipocrisia religiosa The Pumpkin, fidanzata dell’Iowa,  non capisce perchè dovrebbe convertirsi per sposare Alex- “Our favorite philosopher was Bertrand Russell. Our religion was Dylan Thomas’ religion, Truth and Joy! Our children would be atheists. I had only been making a joke!”

Soldi “And then of course that extra bonus, Charlatan Van Doren. Such character, such brains and breeding, that candor and schoolboyish charm—the ur-WASP, wouldn’t you say? And turns out he’s a fake. Well, what do you know about that, Gentile America? Supergoy, a gonif! Steals money. Covets money. Wants money, will do anything for it. Goodness gracious me, almost as bad as Jews—you sanctimonious WASPs!”

La vita di Alex ruota solo intorno al suo pene-Peter“LET MY PETER GO! There, that’s Portnoy’s slogan. That’s the story of my life, all summed up in four heroic dirty words.”

Dove mi trovo? In Israele, dove tutti sono ebrei “My dream begins as soon as I disembark. I am in an airport where I have never been before and all the people I see—passengers, stewardesses, ticket sellers, porters, pilots, taxi drivers—are Jews.”

Impotente nella Madre Patria “couldn’t get it up in the State of Israel! How’s that for symbolism, bubi? Let’s see somebody beat that, for acting-out! Could not maintain an erection in The Promised Land! At least not when I needed it, not when I wanted it, not when there was something more desirable than my own hand to stick it into.”

 

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