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  • 3 Ottobre 2013-3 Ottobre 2020 Ricordare, accogliere, progettare il futuro

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    Il 3 ottobre è diventato giornata della memoria e dell'accoglienza, una data in cui si ricordano le vittime del naufragio di Lampedusa e tutti i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di arrivare in Italia, la porta dell'Europa.

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    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

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  • 23 Maggio-19 Luglio -Luci che non si spengono…

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    Sentimenti contrastanti accompagnano questo momento. Il mio cuore è lì, Oltremanica. E sento come uno strappo, un'ulteriore barriera tra me e i miei affetti. Ho bisogno di tempo e di freddezza per rielaborare il significato di questo evento .

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Powerful and Inspiring Oprah! Time’s up at Golden Globe 2018

No more words but Oprah’s powerful and inspiring speech

 

The SELLOUT di Paul Beatty-Lo schiavismo ai tempi di Trump

the-sellout-paul-beatty

 

The Sellout (Lo Schiavista) di Paul Beatty, è un romanzo “alla rovescia”, nel senso che stravolge con ironia  il punto di vista sulla storia dei neri d’America e sulle nostre convinzioni di “bianchi dominanti”.

The novel concerns a narrator, referred to only by his last name, “Me”, who attempts to reintroduce slavery and segregation in his Los Angeles neighborhood. This attempt leads to a Supreme Court case. Wikipedia

Tutto ruota intorno a Dickens, quartiere Afro di Los Angeles, spazzato via dalla mappa del territorio  forse nella speranza di spazzar via anche la comunità nera che ne rimpiange l’esistenza e cerca disperatamente di riportarlo in vita, tramite le azioni quasi surreali di Me.

 Rumor had it the county had revoked our charter because of the admittedly widespread local political corruption p.58

Me, coltivatore di ortaggi e frutta, figlio tormentato di un padre psicologo ossessionato dalla ricerca sui comportamenti della comunità nera di Dickens, al punto di usare suo figlio come cavia, si ritrova a “possedere” uno schiavo. O meglio è il presunto schiavo che lo implora di fargli da padrone e di frustarlo ogniqualvolta ne ravveda la necessità. Hominy è il suo nome ed ha un passato cinematografico illustre. È uno dei protagonisti della fortunata serie  Little Rascals (Piccole Canaglie nella versione italiana) che, lo sguardo di Beatty percepisce come assolutamente razzista.

It’s crazy how quickly an evening of Little Rascals shorts and Technicolor cartoons, some nearly a century old, can raise the ire of racial antipathy and shame p. 243

E tuttavia, nella vita di  Me si fa strada la teoria secondo la quale la segregazione può essere strumento di riscatto sociale. Spinge i neri a fare meglio, a comportarsi civilmente ed emergere da una condizione di degrado e di sofferenza indicibili.

Segregate the school. As soon as I said it, I realized that segregation would be the key to bringing Dickens back. The communal feeling of the bus would spread to the school and then permeate the rest of the city. Apartheid united black South Africa, why couldn’t it do the same for Dickens? p.67

2 Aprile, compleanno di Hominy, lo schiavo. Cosa regalargli?

Hominy anela ad essere schiavo di Massa Bonbon, suo amico d’infanzia, che si presta, anche se malvolentieri, a interpretare il ruolo del padrone schiavista. Nero che schiavizza nero, incredibile! E tuttavia il compleanno dello schiavo americano contemporaneo deve essere festeggiato. Come regalo Bonbon elabora un progetto che è destinato a produrre effetti deflagranti sulla comunità di Dickens. Ricordate Rosa Parks? Allora la donna avviò il processo di ribellione dei neri non cedendo il suo posto in autobus a un bianco e dunque trasgredendo una legge dello stato allora in vigore.

black_passengers

A Dickens accade che per festeggiare il compleanno dello schiavo Hominy Marpessa, la donna di cui Bonbon è da sempre innamorato, accetta di affiggere sull’autobus 125 che guida da anni, un cartello razzista che invita i neri a cedere il posto ai bianchi. Incredibile, un progetto di segregazione per regalo di compleanno!

I neri tornano indietro di 5 secoli eppure giovanotti scapestrati e adolescenti senza regola cominciano a comportarsi più civilmente  proprio grazie all’effetto di questo cartello! Allora la soluzione per migliorare la vita e l’educazione dei neri di Los Angeles può essere una nuova segregazione che stimoli il desiderio di comportarsi bene e di dimostrare di non essere come il bianco cattivo li immagina? Può essere il primo passo per riportare in vita l’amata Dickens?

It’s the signs. People grouse at first, but the racism takes them back. Makes them humble. Makes them realize how far we’ve come and, more important, how far we have to go. On that bus it’s like the specter of segregation has brought Dickens together.

E alla fine Donald Trump si è insediato alla Casa Bianca e firma forsennatamente i decreti  attuativi dei progetti presentati in campagna elettorale che  aboliscono peraltro alcuni provvedimenti presi dal suo predecessore, Barack Obama. Anche nel romanzo la storia scivola tristemente nello sconforto e nella  delusione  di Foy Fletcher. Dopo  aver combattuto per tanti anni il razzismo, impegnandosi a far eleggere il primo presidente nero deve constatare amaramente nulla è cambiato nella vita delle comunità Afro-Americane. Anzi…

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Geniale! Un libro geniale davvero, ma anche molto difficile. Ho voluto leggerlo per curiosità e per interesse convinto verso la cultura Americana e i rapporti tra le varie anime che popolano gli USA. Un libro scritto da un nero che parla di schiavismo tra neri (ed è per questo  messo sotto processo) colpisce e stimola. Poi cominci a leggere e ti rendi conto che la faccenda è molto più complessa e articolata. Ritrovi un classico americano trasversale a bianchi e neri, a quanto pare, fatto di  rapporti conflittuali tra padre e figlio, storie di famiglia, di giustizia negata, di integrazione dubbia, di conflitti interraziali e tanto altro ancora.

No, I don’t miss my father. I just regret that I never had the nerve to ask him if it was really true that I’d spent the sensorimotor and preoperational stages of my life with one hand tied behind my back. Talk about starting life off with a handicap. Fuck being black. Try learning to crawl, ride a tricycle, cover both eyes while playing peeka-boo. p.56

Una storia difficile soprattutto nel linguaggio. Se la trama è così scarna la ragione sta nel fatto che, “la narrazione non è fondamentale. La lingua vince” (come dice Michela Murgia-QuanteStorie)Una lingua  ricca di molteplici riferimenti gergali difficili da cogliere. Riconosco invece e capisco i riferimenti letterari e l’ironia che trasuda dai commenti sulle rivisitazioni in chiave nera che Foy Fletcher fa dei grandi classici Europei e Americani.

Leggere romanzi   in versione originale è una sfida che accetto sempre molto volentieri, ma la peculiarità del caleidoscopio linguistico di The Sellout  mi ha impietosamente messo di fronte alle mie enormi limitazioni. Eppure, al di là della difficoltà di comprendere questo o quel termine,  questo o quel modo di dire, mi sono fatta cullare e accompagnare, pagina dopo pagina, dal ritmo di una lingua viva, danzante e coinvolgente. E ho imparato molto.

Ovviamente tralascio ogni considerazione sugli esiti del processo Me vs United States of America, dal momento che  “the case” è   il filo conduttore verso il climax e dunque lascio al lettore il piacere della scoperta.

Alcune citazioni dal libro per riflettere

oxforddictionariesdotcomquotations

Monito di papà

You have to ask yourself two questions: Who am I? and How may I become myself?

La filosofia di Hominy

sometimes we just have to accept who we are and act accordingly. I’m a slave. That’s who I am. Between craft and purpose, and we won’t be discussing this again. I’m your nigger for life, and that’s it[…]Then beat me. Beat me to within and inch of my worthless black life. Beat me, but don’t kill me massa. 77-78

Le sfumature “di colore” delle donne nere

I’m so fucking tired of black women always being described by their skin tones! Honey-colored this! Darkchocolate that! My paternal grandmother was mocha-tinged, café-au-lait, graham-fucking-cracker brown! How come they never describe the white characters in relation to foodstuffs and hot liquids? Why aren’t there any yogurt-colored, egg-shell-toned, string-cheese-skinned, low-fat-milk white protagonists in these racist, no-thirdact-having books? That’s why black literature sucks! p. 143

Il valore dell’istruzione: Putting my homeschool Latin to good use

Veni, vidi, vici—Fried Chicken! Unum corpus, una mens, una cor, unum amor…p. 11

Inutili ricorrenze

That incessant Black History Month loop of barking dogs…p.18

La musica dell’allitterazione

Sometimes, while I’m sharpening the plowshare and shearing the sheep. p.55

A fascinating new word

geomatics – the science of applying computerized data tretment to ggeography and localization in space. p.90

Il  4° stadio della “negritudine”

The  unmitigated blackness / acceptance of contraddiction -Personaggi molto conosciuti che rappresentano i vari stadi. Impressionante analisi.

Like, why blame Mark Twain because you don’t have the patience and courage to explain to your children that the “n-word” exists and that during the course of their sheltered little lives they may one day be called a “nigger” or, even worse, deign to call somebody else a “nigger.” No one will ever refer to them as “little black euphemisms,” so welcome to the American lexicon—Nigger! p.97

Me, the Nigger Whisperer

Nigger-whispering= sort of psychological treatment for black people

The years after my father died, the neighborhood looked to me to be the next Nigger Whisperer. I wish I could say that I answered the call to duty out of a sense of familial pride and communal concern, but the truth was, I did it because I had no social life. Nigger-whispering got me out of the house and away from the crops and the animals. p.49

Diseguaglianze di pelle -uguaglianze sociali

Because white people are the new niggers. We’re just too full of ourselves to realize it.” “The ‘new niggers,’ you say?” “That’s right, both me and you—niggers to the last. Disenfranchised equals ready to fight back against the motherfucking system. p.244

 

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Piccole cronache di Ottobre a Londra 3-Black History Month

 

blackhistorymonthOttobre è il Black History Month  che  Londra  festeggia con numerose attività scolastiche e sociali. Ricordate?  Ne abbiamo già  abbiamo parlato sul blog nel post  Black History Month – se ricordare ci aiuta a capire e a vivere meglio

Quest’anno, nella  scuola di Annabella,  a Woolwich, hanno celebrato la ricorrenza  parlando di Rosa Parks, di Martin Luther King e di tutto il Movimento per i diritti civili in USA. E questa storia affascinante raccontata da una bambina di 6 anni vi giuro che è la più entusiasmante testimonianza del potere della conoscenza e della condivisone scolastica. L’avrei mangiata di baci!

Rimane un dubbio sull’autenticità dell’ispirazione. Forse in un mondo civile non si dovrebbe festeggiare una  simile ricorrenza, perché infatti non celebrare il mese della storia Gialla o Bianca o Rossa?

Le discriminazioni vivono sempre  su argini pericolanti, su confini confusi. La maestra di Annabella, con molta naturalezza definisce mixed race,  i bambini provenienti da famiglie miste. Sembra  accettabile. E invece no.

Anche in un paese aperto, rispettoso dei diritti e  tollerante come il Regno Unito, c’è ancora qualcosa da  mettere a punto nella formazione interculturale dei docenti  e nella costruzione di una mentalità autenticamente libera da pregiudizi di appartenenza. Siamo tutti membri di un’unica razza: quella umana. Il problema sono invece le appartenenze sociali ed economiche, quelle sì  che discriminano!

radiomagica1Per un rinfrescante tuffo nella storia raccontata ai bambini, rileggetevi il post Radio Magica, breve storia di un incontro con la vita vera

Radio Magica, breve storia di un incontro con la vita vera

radiomagica1L’ultima pagina de La Stampa racconta ogni giorno una Storia “normale”, di una normalità eccezionale che alimenta l’ottimismo  e la fiducia nell’umanità.

Oggi, l’ Ultima Storia-La radio magica che vince le disabilità dei bambini di  Letizia Tortello,  racconta della professoressa Elena Rocco, ricercatrice di Ca’Foscari ed economista raffinata.  Nel pieno della sua rincorsa verso il successo ”accademico”, diventa madre di un bambino speciale e incontra, grazie a lui  la disabilità.

La scintilla è scoccata in Sicilia, a Macari, durante le vacanze. Suo figlio, incatenato al suo I-Pod, sorride rapito, mentre ascolta…

Cambio di rotta nella sua vita. Ricorre alle sue competenze, si arma di tanto coraggio, tanto amore e tanta determinazione e creatività. Ed ecco che nasce Radio Magica.

 

radiomagicaIncuriosita, vado ad esplorare il sito e qui mi lascio  trascinare dalla pulizia delle linee e  dei disegni e dalla semplicità accattivante delle storie. La  piattaforma di Radio Magica (un nome fantastico!) è un  Villaggio Biblioteca in cui troviamo diverse casette: la  Casetta dell’Acqua per i più piccini, la Casetta   della  Terra, la Casetta dell’ Aria e infine la Casetta del Fuoco. In queste magiche case vengono raccontate  tante storie, dalle più semplici per bambini piccolissimi a quelle più articolate dper bambini  più grandi, fino  ai 13 anni,  in base ai  diversi  bisogni e livelli cognitivi.

Rosa Parks BusOra sto ascoltando L’Autobus di Rosa, raccontata nella Casetta di Fuoco, dove campeggia un leone.

La storia è di quelle dure, impegnate sulla discriminazione razziale negli USA degli anni 50-60 e racconta  la lotta coraggiosa di Rosa Parks. Un nonno accompagna il nipote al Ford Museum di Detroit, dove, di fronte all’autobus di Rosa,  fa rivivere la storia  della grande donna, con toni amari, ma  commossi e  ammirati.

Il sito, un work-in-progress aperto a tutti, e l’articolo di Letizia Tortello hanno aperto una finestra illuminata sulla tecnologia nella vita delle persone. In giornate in cui  si  deve prendere atto con tristezza  di alcuni  episodi funesti legati all’uso e abuso delle nuove tecnologie, incontriamo un’ idea bellissima divenuta  realtà .

“La più grande eredità che posso lasciare ai miei figli è questa radio”, dice sorridente Elena Rocco, docente del Dipartimento Di Management della Ca’ Foscari di Venezia, ideatrice di Radio Magica. La Fondazione Radio Magica Onlus nasce nel Maggio 2012 da un progetto avviato dalla Rocco nel 2010 e raccoglie il patrocinio dell’Associazione Culturale Pediatri, del Centro Per La Salute Del Bambino Onlus, dell’Associazione Italiana Biblioteche, dell’Associazione Italiana Per L’Educazione Musicale, di Nati Per Leggere e di Nati Per La Musica. La Radio è dedicata ai bambini 0-13 con lo scopo di formare un “oceano blu”, una piattaforma online che sia un bene collettivo. Un oceano che conterrà fiabe, rubriche, narrativa, attualità, materiale divulgativo per i genitori e per i ragazzi (scaricabili nella sezione podcast) e molto altro. afferma Elena citando un’intervista a Mario Ceruti. È importante unire i puntini della propria vita, mettere insieme le proprie esperienze, dare un senso, trovare il link che ci conduca ad un traguardo vero. E i bambini vanno cresciuti sin da piccoli in questa prospettiva lungimirante e di ampio respiro, per questo Radio Magica è dedicata a loro.(Messaggero del Veneto by Giulia Mastrantoni)

 

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