• Mondo Fuori

  • 9 Maggio 2021-Amo l’Europa

  • 9 Maggio 2021-Festa della Mamma

    dalla vita di una grande mamma...

  • I viaggi della speranza e della disperazione.

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • Io sto con Emercency

    Guerre, Epidemie, Vite umane falcidiate... Per nostra fortuna c'è Emercency.

  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • 25 Aprile 2021- Festa della Liberazione dal nazifascismo

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • 8 Marzo 2021-Donne e uomini insieme con determinazione e speranza

  • 1° Maggio 2021-Ancora coraggio!

  • 5 Ottobre 2020-Giornata UNESCO dedicata agli Isegnanti

  • 23 Maggio-19 Luglio -Luci che non si spengono…

  • 2 Giugno 2020-Festa della Repubblica Italiana

    Ossimori festosi: ferita, disorientata, fragile, eppure resiliente, meravigliosa e forte. La nostra Repubblica.

  • 3 Ottobre 2013-3 Ottobre 2020 Ricordare, accogliere, progettare il futuro

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    Il 3 ottobre è diventato giornata della memoria e dell'accoglienza, una data in cui si ricordano le vittime del naufragio di Lampedusa e tutti i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di arrivare in Italia, la porta dell'Europa.

  • 20 Novembre2020- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

  • 25 Novembre 2020-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

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M.Yourcenar-ALEXIS o il trattato della lotta vana…

Alexis_Yourcenar_affascinailtuocuore_thumb.jpgMarguerite Yourcenar

Alexis, o il trattato della lotta vana

Feltrinelli 1995

Titolo dell’opera originale: Alexis ou le traité du vain combat, Editions Gallimard 1971

 

Nel tuffarmi dentro il mare tempestoso dei processi mentali e psicologici di Alexis, non ho avuto né tempo né voglia di pormi la domanda fatidica che sempre mi assilla di fronte all’opera di uno scrittore non Italiano: “Come sarebbe questo flusso esistenziale nella versione originale in Francese?”

MLSpaziani_Poesia.jpgPerché non ho sentito questo bisogno? Perché il linguaggio è così aderente al personaggio, così intimo ed efficace che sembra nato in Italiano.

Giro e rigiro il piccolo libro tra le mani

ah, le mani, che meravigliosa epifania colpisce Alexis tramite le sue mani, che bacia riconoscente, sui tasti del pianoforte risvegliato!

e mi salta agli occhi una notizia che spiega tutto: il testo è tradotto da Maria Luisa Spaziani, poetessa e  intellettuale di rilievo nel panorama culturale Italiano, scomparsa a Giugno. Non servono dunque altre parole per spiegare il perché della “domanda non fatta”.

 

E ora passiamo al Libro.

Scelta efficacissima per la copertina: il quadro di Edvard Munch, Separazione

munch_separazione_1896

“Come ogni racconto scritto in prima persona, Alexis è il ritratto di una voce.”

Marguerite-Yourcenar_thumb.jpgDice l’autrice nella prefazione. La voce, fatta anche di molti e profondi silenzi, di un giovane uomo che, in una sofferta ma liberatoria lettera a sua moglie Monique, descrive la sua “lotta vana”, mettendo in fila tutte le  inquietudini, le  incertezze, i  tormenti vissuti, fino ad arrivare all’unica certezza, maturata nel tempo: non mentire più a se stesso, al suo corpo, alla sua anima e alla donna a cui vuole un gran bene e che non vuole continuare ad ingannare.

La voce è quella di un giovane uomo che riesce dunque ad ammettere la sua omosessualità, dopo una lunga, impari  lotta con le sue pulsioni e l’immagine “sociale” entro cui esse devono essere ricondotte.

La lettura di questo piccolo grande libro ci riguarda tutti perché  ci mette  di fronte allo specchio del nostro io più profondo nei suoi rapporti sia con le regole morali del mondo fuori che con quelle spesso sconosciute, o volutamente ignorate,  del nostro corpo.

Lettura veloce e destabilizzante, ma bella. E poi colpisce che a scriverlo sia una Yourcenar solo ventiquattrenne, in anni non facili per trattare un argomento tanto delicato come quello della sessualità umana. Era il 1929.

RilkeDa leggere con gusto la  prefazione  dell’autrice, in cui ci presenta i suoi ispiratori: Virgilio e la seconda egloga Alexis; Gide e il Trattato del Desiderio Vano, ma sopra tutti Rainer Maria Rilke e la sua “opera grave e commossa” I Quaderni di Malte Laurids Brigge.

 Piccoli assaggi dal libro

Monique, amica mia…

“Le confidenze, amica mia, sono sempre perniciose, quando non hanno per scopo di semplificare la vita d’un altro…”

E Alexis vuole “aiutare” la giovane moglie a riprendere in mano la propria vita. Lo fa appunto attraverso queste confidenze, che intercala spesso con Amica mia, quasi a volere  ripetutamente sottolineare il valore profondo della loro unione, oltre l’amore.

 Non ho mai amato i libri

“I libri avrebbero potuto istruirmi. Ho sentito incriminare molto la loro influenza; sarebbe facile atteggiarmi a loro vittima; forse mi renderei interessante. Ma i libri non hanno avuto alcun effetto su di me. Non ho mai amato i libri. Ogni volta che li apriamo siamo in attesa di qualche rivelazione sorprendente, ma ogni volta che li richiudiamo ci sentiamo più scoraggiati. D’altra parte bisognerebbe leggere tutto, e la vita non basterebbe. Ma i libri non contengono la vita; non ne contengono che la cenere; è, immagino, ciò che si chiama l’esperienza umana.”(p.32)

 

Vivere il corpo

“A rendere la voluttà così terribile. È quel suo insegnarci che abbiamo un corpo. Prima, il corpo non ci serviva che a vivere. Ora sentiamo che ha la sua esistenza particolare, i suoi sogni, la sua volontà, e che fino alla morte dovremo tener conto di lui, cedere, transigere o lottare. Sentiamo (crediamo di sentire) che l’anima è soltanto il suo sogno migliore.”(p.44)

 

Momenti di musica

“Mi restavano le serate. Mi concedevo, ogni sera, un momento di musica che era per me. Certamente questo piacere solitario è un piacere sterile, ma nessun piacere è sterile quando rimette il nostro essere in armonia con la vita[…]Ho sempre pensato che la musica dovrebbe essere soltanto silenzio, il mistero del silenzio che cerca di esprimersi…Mi è sempre sembrato che la musica non dovrebbe essere che l’eccedenza di un grande silenzio.”(p.63-64)

 

I ricordi delle donne

“La memoria delle donne assomiglia a quelle vecchie tavole di cui esse si servono quando cuciono. Ci sono cassetti segreti; ce ne sono di quelli chiusi da lungo tempo e che non possono aprirsi; ci sono fiori secchi che non sono ormai più se non polvere di rose; e matassine mischiate insieme, e talora qualche spillo. La memoria di Maria era molto compiacente: doveva servirle a ricamare il suo passato.”(p.57)

G.Tornatore-LA MIGLIORE OFFERTA o della Bellezza…Un thriller sorprendente!

lamiglioreofferta1

Il thriller raffinato del premio Oscar Giuseppe Tornatore La migliore offerta sbanca ai David di Donatello 2012-2013…La Stampa.it.

E meritatamente. Non c’è altro da aggiungere alla recensione già proposta da affascinailtuocuore

 

…O della Bellezza

lamilgioreoffertaVirgil Oldman è un battitore d’asta, avanti negli anni, pieno di tic e di insoddisfazione, nonostante abbia un lavoro prestigioso  che gli permette di vivere tra lusso e bellezza. Un fatidico giorno  lo contatta Claire, giovane e misteriosa  ereditiera che gli commissiona la valutazione dei beni di famglia per la successiva vendita.Virgil  accetta l’incarico solo dopo una serie di telefonate assillanti della donna.

Comicia così una storia tormentata, dominata da contatti telefonici, strappi e ricuciture. Virgil  svolge il suo lavoro  con la consueta serietà, anche se la sua committente non si  presenta mai agli appuntamenti, ma si ostina a mantenere il mistero su di sè. Virgil inizia quella che sarà “la” relazione della sua vita, tra opere d’arte, stanze misteriose e ritrovamenti promettenti.

L’impressione di bellezza resta negli occhi, nel cuore e nella mente dello spettatore all’uscita dal cinema, dopo aver assistito alla proiezione di La migliore offerta di Giuseppe Tornatore. Personalmente tale impressione si associa immediatamente allo sguardo brillante del regista siciliano intervistato da Fazio, tornato all’entusiasmo e alla creatività di Nuovo Cinema Paradiso.

Beauty is Truth, Truth is Beauty

scriveva Keats nella sua Ode to a Grecian Urn.  Nel film ritrovo questa idea guida, arricchita di sfumature interessanti. Ma di quale sostanza è fatto il Vero? Dell’apparenza, come direbbero Oscar Wilde e i decadenti? Il film svelerà l’arcano.

220px-Thisbe_-_John_William_WaterhouseTra gli espedienti narrativi usati ritrovo la grazia e il dolore di Piramo e Tisbe e delle loro parole d’amore  filtrate attraverso lo spessore della separazione. Il film è ricco di citazioni “colte” che Tornatore riesce ad amalgamare in una storia credibilissima, in un personaggio “vero” e universale. Virgil, ricco e potente professionista, è tuttavia un uomo dalle enormi fragilità psicologiche. Chiuso a tutto e a tutti, si lascia, suo malgrado, “penetrare” da una freccia inesorabile che mette a nudo tutte le sue debolezze. L’arte è il  codice di vita che lo porterà a vivere quanto dice Picasso:

“El arte es la mentira que nos permite conocer la verdad”

L’arte è la menzogna che ci permette di conoscere la verità.

Rush_la miglioreoffertaGeoffrey Rush sfodera tutta la sua bravura, rendendo evidenti   i cambiamenti dell’anima attraverso il linguaggio del corpo.

La bellezza dell’ambientazione è indiscutibile: case stupefacenti  arredate con  oggetti di valore;  la città ideale ricostruita tra  Trieste, Vienna, Bolzano, Milano, Parma, Roma e Milano  e soprattutto Praga magica; botteghe intriganti, piccoli locali caratteristici, pieni di atmosfera e di personaggi inquietanti.

Il linguaggio filmico, mostra tutte le simmetrie del bello, e al tempo stesso, tutta la fragilità che “la simmetria” spesso contiene.

Il ritmo è molto ben tenuto. La tensione narrativa regge, dall’inizio alla  fine,  lo spettatore viene accompagnato con energia e rassicurazione, in attesa di qualcosa di imprevisto e ineluttabile.

Bello, bello, bello!

Qui il Trailer ufficiale

U.Eco-IL CIMITERO DI PRAGA. Il richiamo del mistero… e di Umberto Eco

 

 

Eco il cimitero di praga

 A metà  del tomo mi chiedo: qual è il senso di questo romanzo? Storia di un avventuriero? Noiosa; storia di una spia crudele, spietata o solo smemorata? Fuori fuoco, niente di coinvolgente; romanzo storico? Troppi dati, nomi, situazioni, manca anche la suspense che la storia e la realtà sanno produrre. Ma vado avanti, fino all’ultima parola…

 I titoli sono molto, molto importanti in un libro. Spesso ne determinano il successo. Il richiamo ai misteri di un cimitero di una città famosa e i complotti di tutte le specie esercitano sempre un gran fascino, specialmente sui lettori di oggi alla disperata ricerca di un elemento che li aiuti a capire la realtà in cui vivono. Aggiungi il nome di Umberto Eco  e il boom è servito!

 Nel  Cimitero di Praga, arrivano rabbini inquietanti da tutto il mondo, come una sorta di “cupola” in riunione a cielo aperto, nella notte fonda e tenebrosa, per stilare il programma della conquista del mondo. Ghiotta invenzione del  falsario Simonini.

La città si presta al mistero, alla magia, alla circolazione di figure grottesche e  inquietanti. Viene alla mente il ritratto  multi-faceted di Ripellino in Praga magica. Al mistero si aggiungono  i cadaveri nella cloaca, le fogne di Parigi,  i pallori vampireschi, le donne invasate eppure affascinanti, gli adolescenti tentatori, gli sdoppiamenti  freudiani di personalità.

  Un narratore intrusive e presupponente tenta disperatamente, con appelli più o meno diretti, di  accompagnare il lettore nel percorso di lettura. Non è un gradevole compagno di viaggio.

La nota finale molto “Lector in Fabula” è troppo! Sebbene sia una lettrice “di non fulmineo comprendonio”, avrei potuto fare tranquillamente a meno della tabella riassuntiva capitolo-intreccio-storia, quasi fossimo di fronte all’Ulisse di Joyce!

 Non manca il tormentone degli elenchi come quello semi delirante di pagina 377, dei titoli del Gran Maestro del Supremo Consiglio di Charleston… E allora vado anche io con un elenco minimo dei tormentoni nel libro: Le illustrazioni da feuilleton che dovrebbero avvincere e convincere. Il medaglione di Diana che si apre e voilà,  la mamma di origine ebraica appare e ci fa capire il perché della follia di sua figlia…

 Sete di denaro e di potere, paura del femminile, nutrono una misoginia imperante; paura del diverso e antisemitismo atavico e di maniera sono serviti in tutte le salse. E arrivano anche i “cattivi maestri” gli intellettuali “vil razza dannata” e la stampa martellante, le dimostrazioni degli studenti, gli infiltrati, i voltagabbana, i servizi segreti, i falsi protocolli, i preti malvagi e sporcaccioni…

 Il cibo per finire. Questo libro ha lo stesso gusto e la stessa pesantezza di quei cibi ricchi di tutto che Eco descrive, soprattutto nella prima parte, da Chez Magny, nelle bettole di Parigi o a casa del nonno, il pesce stocco a ghiotta siciliano. (fantastico peraltro!) Tanto,  tanto cibo, che verso la fine torna a fare capolino tra le vicende conclusive. Ci vuole stomaco per digerire tutto!

Mi manca il respiro, ma forse il romanzo è solo una grande provocazione!

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