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  • 8 Marzo 2020-Donne insieme con determinazione e speranza

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  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • BREXIT- L’ora è scoccata

    Sentimenti contrastanti accompagnano questo momento. Il mio cuore è lì, Oltremanica. E sento come uno strappo, un'ulteriore barriera tra me e i miei affetti. Ho bisogno di tempo e di freddezza per rielaborare il significato di questo evento .

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

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    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    RISPETTO E PREVENZIONE

  • Giornata Mondiale del Migrante 2019- Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra. Ancora morti, tanti. Troppi!

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

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    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

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J. Franzen-FREEDOM. Storia e storie di una famiglia del Midwest, ancora sotto lo shock dell’11/9

Leggere FREEDOM, di Jonathan Franzen  è come guidare per lunghi giorni e notti, tra luci e ombre, sfumature, tagli di luce e battiti d’ali, attraverso l’America. Non un coast to coast, ma un soul to soul, alla ricerca della libertà.

Storia e storie di una famiglia del Midwest, Walter e Patty, Jessica e Joey Burglund. Storia di una società ancora sotto shock per l’11/9. Temi enormi nelle mani di queste piccole grandi persone: il sovrappopolamento l’ambiente, la crisi energetica, il ritorno al carbone, le guerre per il combustibile.

Il passerotto blù

E poi lui, il piccolo warbler-passerotto blu, simbolo indifeso di una specie in via di estinzione. Tra le pagine prende vita il suo battito d’ali ed il suo canto. Chi rappresenta? Walter? Patty? Lalitha? L’ingenuità dell’individuo e della società?

Il diario di Patty

Molto coerente con i bisogni dello scrittore e del lettore moderno è l’uso del diario come strumento di autoanalisi ed esplorazione di sé, ma anche come elemento rivelatore di verità, nascoste per tanti anni, tra le sue pagine. Chi lo divulga, perché? E’ Patty, inquietante ed enigmatica “desperate housewife” che lo scrive. Le altre donne, un mondo femminile complesso quello rappresentato da Franzen, sono tutte inquietanti: amiche, nuore, vicine di casa, mamme, figlie…

La Libertà

Il valore simbolico del titolo, così  minimalista, così ampio e indefinito è tuttavia  stracolmo di  significati e valori. Cosa è la libertà? Libertà di cosa? Pensare, agire? Combattere? Stare soli, abbandonarsi all’amore e ai sentimenti? Libertà di  viversi  fino in fondo la casa al lago, dove accadono eventi fondamentali nella vita dei protagonisti? Questa casa mi riporta verso  quella di Barney  (Richler), dove ha luogo l’evento tragico, catalizzatore della storia.

La parola libertà e libero tornano molte volte nel libro. O si è troppo liberi o non lo si è affatto o si è alla ricerca della libertà. Quello che emerge alla fine è che ognuno è alla ricerca di una sua libertà di… e del suo contrario, fino a vivere esperienze in cui i due opposti si incontrano e si sovrappongono. “use well your liberty”(p.195), così c’è scritto sulla pietra di fronte al college di Jessica, e Patty, in visita, ne è impressionata…

Gli anti-eroi

Un’epopea! E tuttavia i personaggi sono tutti anti-eroi, fragili, problematici, anche l’eroe buono Walter e la sua temibile “rabbia del buono compressa” e Richard, il bello e dannato che travolge ogni donna. Fragili perché ingabbiati, Tutti anelanti ad una libertà totale che ancora non riescono a definire. La libertà di decidere, massima aspirazione delle loro vite complesse.

Personaggi tragici in fondo, percorsi tutti da delusioni più o meno cocenti, ma comunque delusioni. Su tutto svetta “La maestà dei lunghi matrimoni…” inossidabili, perfetti, eppure così fragili alle fondamenta. Se ne rendono conto Patty e Walter. “The quiet majesty of long marriages…”(350)

La musica

È la musica di Richard e quella della natura attraverso  il canto degli uccellini e lo stormire delle fronde. La musica dello stile. Sentite la sonorità di questo periodo:

“She visited Georgetown for one afternoon, on a pretty blue fall Saturday, when a Minnesotan wind was tossing the turning trees, and said, yeah, OK, I can do this…”(198).

Ron Charles del Washington Post dice di Franzen:

“An extraordinary stylist. In dialogue that conveys each palpitation of the heart, every wince of the conscience… Franzen conveys his psychological acuity”

Il romanzo

Un romanzo doloroso: 597 pagine fitte fitte in Inglese, che sono strafelice di aver letto e assaporato  a ritmo lento, rispecchiandomi a tratti nelle vicende di alcuni protagonisti. I titoli delle varie sezioni attraversate in questo lungo e intenso viaggio, sintetizzano efficacemente, più che il contenuto oceanico, la filosofia di questa ricerca di Libertà:

  1. Good neighbors

  2. Mistakes were made…Autobiography of Patty Burglund…

  3. 2004

  4. Mountain top removal

  5. The nice man’s anger

  6. Enough already

  7. Bad news

  8. The fiend of Washington

  9. Mistakes were made…Conclusion..to the reader

Canterbridge

L’ultima sezione Canterbridge estates lake merita un discorso a parte. Qui l’ironia amara raggiunge quasi vette terrificanti, alla Poe. Bobby the cat con la sua precious freedom, mostro tra i mostri felini, azzanna e decapita i poveri uccellini indifesi, vittime della loro vita libera e ingenua. Bobby the cat va eliminato! Ma quello che Walter riesce a fare, terribile comunque, è lasciarlo in custodia ad un rifugio pubblico sapendo che fine potrebbe fare… Meglio delegare che macchiarsi del sangue innocente di un animale, sebbene della razza più odiata: i gatti opportunisti. Eppure lui e Bobby si assomigliano in un certo senso…

Un tappeto prezioso

Bello, intenso, ben narrato. Tra le pagine sfogliate prende vita il battito d’ali del warbler ceruleo. E canta la carta con le parole che danzano al ritmo del suo fischio. Franzen mi accompagna magistralmente verso la conclusione. Gli ultimi due capitoli sembrano le operazioni finali della tessitura di un tappeto prezioso. Gli ultimi nodi vengono fissati, le dita sono forse un po’ doloranti, il lavoro è stato molto impegnativo, ma alla fine il risultato è perfetto! Non mancano neanche questa volta calde lacrime di empatia.

Cosa ne pensano  “gli esperti”

“A masterpiece. Like all great novels Freedom does not tell just an engrossing story. It illuminates, through the steady radiance of its author profound moral intelligence, the world we thought we knew” Sam Tanenhaus, New York Times

 “A great novel about America. Rarely has the land of the free been scrutinesed with such a sharp but loving eye” Robert Douglas-Fairhurst Daily Telegraph, Books of the Year

“Without question Freedom is a book that grabs hold of you.[…]Franzen’s skills as a writer are on giddy and unapologetic display: his superb facility for writing dialogue; his willingness to be shockingly entertainingly dirty on matters of sex; and his terrific and terrifying sense of humour. I was completely absorbed” Curtis Sittenfeld, Observer

  Incontro con l’autore

“Scrittore socialista negli Stati Uniti d’America”

 Antonio Monda intervista Jonathan Franzen (La Repubblica-Settembre 2010). Ne riporto uno stralcio significativo con riferimenti letterari di pregio:

 

 

“Lo sguardo ironico e cupo, l’ambientazione del Midwest, e la scelta di raccontare una famiglia caratterizzata da personaggi fragili e depressi ripercorrono gli stessi itinerari del libro che gli ha dato la fama, ma abbondano riferimenti inediti e sorprendenti: le saghe squisitamente americane di Updike, il senso di virile spaesamento degli eroi di DeLillo, il legame inesorabile tra vicende insignificanti ed un senso dell’esistente che rimane sempre grandioso, come in Pynchon. E addirittura Guerra e Pace, citato esplicitamente, dal quale Franzen rimodella a modo suo un triangolo amoroso simile a quello tra Natasha, Pierre e il principe Andrej. Il tutto dominato da un senso doloroso dell’assurdo, che ricorda l’approccio esistenziale di David Foster Wallace, di cui Franzen è stato intimo amico e rivale…leggi qui  tutta l’intervista

In the name of millions of hopeful people…Go!

E non posso che unirmi al coro. Lasciamo stare Dio, troppo spesso invocato a sproposito. Lasciamo stare l’Europa con i suoi direttori super interessati e lasciamo stare sicuramente la Gran Bretagna che è avvezza ed esperta nel curare i propri interessi.

Pensiamo invece a liberare il nostro paese, pensiamo ai milioni di donne e giovani e anziani che non ne possono più di questo balletto indegno, di questo piccolo dittatorello che non accetta la sconfitta e continua a nutrirsi della sua prepotente arroganza. Quello che mi dispiace e mi lascia con un amaro senso di sconfitta in bocca è l’essere arrivati a questo punto, il non aver voluto o saputo  prendere coscienza che questo uomo ha sempre e solo fatto i propri interessi, ha sempre e solo nutrito il suo enorme ego e la sua impresa tentacolare. Ora il Dio mercato entra a fare le veci di una sana politica, di un intervento sociale molto più limpido. Il “ce lo impongono i mercati” mi fa venire la pelle d’oca, ma tant’è… I vecchi ce lo hanno sempre ricordato:” tocca le tasche delle persone, l’argent e qualcosa  si muoverà…”
Ci avviamo verso il risveglio? Ma che lungo questo processo!

Giovedì 3 Novembre,  sulla DRL che da Woolwich porta al City Airport di Londra sfoglio Metro, il quotidiano popolare che moltissimi londinesi leggono, vedo lui… e si ride ancora. Una storia infinita di sberleffi. Qui si compatisce ironicamente il nostro amato  leader che  è triste, non certo per aver portato  l’Italia sull’orlo del baratro, ma perchè le condizioni attuali di crisi internazionale, che pure lui smentisce almeno per la florida Italia, gli impediscono  di lanciare sul mercato il suo nuovo CD autobiografico, pieno di amore, cuore, femmine e strapotere della sua virilità….

“Pity poor Silvio, The real hammer blow to the Italian prime minister is that the release of his latest album has been put on ice…”

In nome di … milioni di persone speranzose…Vattene!

R.Saviano-GOMORRA. “E’ giunto il tempo che smettiamo di essere una Gomorra…”(Don Peppino Diana)”

Questo libro è un trionfo dei sensi! È il colore dei container al porto di Napoli, è il suono delle parole spudorate nelle intercettazioni, è la puzza abbagliante  dei rifiuti/oro, è la sensazione visivo/tattile, eccitante e rischiosa dei coltelli in copertina. Parole come lame, lame come arte, con Warhol e i suoi Coltelli, (Knives) , lame taglienti, parole pesanti. È la vista di Angelina Jolie nel meraviglioso abito bianco “disegnato e costruito” da Pasquale…

Che personaggio Pasquale! Abile, raffinato, esperto  nell’arte sartoriale, che insegna ai cinesi  in lezioni memorabili, con traduzione simultanea dal secondiglianese al cinese;  fa abiti per le Grandi Firme, ma è come un topo, sempre al buio, di nascosto, mai palesemente apprezzato per le sue qualità. Rischia la vita per la sua arte. Ma arriva il momento del gran rifiuto che lo porta a lasciare il magico mondo dei bei vestiti  per mettere le sue  mani fatate sui volanti sporchi dei camion di monnezza.

“Il miglior sarto sulla terra guidava i camion della camorra tra Secondigliano e il Lago di Garda”,

accompagnato dal ritaglio di giornale nel portafoglio,  con la foto di Angelina Jolie che, splendida e sensuale, sfoggia l’abito di Pasquale, alla Notte degli Oscar!

Sensi… Come  il suono “melodiosamente mortale” dei Kalashnikov; il blabberante scorrere del cemento sui corpi delle persone.   E  il sentirti addosso lo schifo tangibile  dei rifiuti bruciati, la sensazione di essere sfogliato, e ridotto all’essenza solitaria: eliminato dalla vita. E conosci  e vieni a sapere cose che mai avresti immaginato, viaggiando per il mondo, “in compagnia” dei camorristi  vai in Africa, in Sud America, in Nord America, Australia, Scozia, Svizzera, Francia, Spagna etc etc.

Se sei nato in terra di camorra cerchi di  nasconderlo.

“Quando mi si chiede di dove sono, non rispondo mai. Vorrei rispondere del Sud, ma mi sembra troppo retorico. Quando poi me lo si chiede su un treno[ magari andando verso  Nord], mi fisso i piedi e fingo di  non aver sentito, poichè mi viene in mente Conversazione in Sicilia di  Vittorini e rischio, se solo apro bocca, di cantilenare la voce di Silvestro Ferrato. E non è il caso. I tempi mutano, le voci sono le stesse […] è giunto il tempo che smettiamo di essere una Gomorra…”

E’ tutto bello il libro! Pieno di pagine intense, scritte con rabbia violenta, che arriva al cuore. Emozionante il “pellegrinaggio” a Casarsa, sulla tomba di Pasolini.  E’ qui che Roberto comincia ad articolare il suo “Io so  e ho le prove…”. Da leggere e inghiottire in un sol boccone, amaro.

Perchè Gomorra? Don Peppino Diana, pulito, forte e libero  nella sua lotta convinta e leale contro la camorra   e il suo amico Cipriano ci aiutano a capire. Avrebbero voluto  firmarlo insieme quel discorso, ma   è arrivata la condanna a morte di Don Peppino, eseguita immediatamente e senza pietà. Cipriano  comincia a leggerlo con passione 

“Non permettiamo uomini che le nostre terre diventino terre di camorra, diventino un’unica grande Gomorra da distruggere! Non permettiamo uomini di camorra, e non bestie, uomini come tutti, che quello che altrove diventa lecito trovi qui la sua energia illecita, non permettiamo che altrove si edifichi ciò che qui viene distrutto[…] E’ giunto il tempo che smettiamo di essere una Gomorra…”

 

La conclusione è come un sacco di iuta, come il sacco che Papillon  porta con sé verso la salvezza. Il sacco di Saviano  recupera tutte le emozioni, i fremiti, i sudori di rabbia e di disgusto provati nel corso della lettura e te li getta sulle spalle.

Pesano, pesano molto, ma  ti  aiutano a salvarti.

“In terra di camorra combattere i clan non è lotta di classe, affermazione del diritto, riappropriazione della cittadinanza. Non è la presa  di coscienza del proprio onore, la tutela del proprio orgoglio. È qualcosa di più essenziale, di ferocemente carnale[…] Porsi contro i clan diviene una guerra per la sopravvivenza, come se l’esistenza stessa, il cibo che mangi, le labbra che baci,  le pagine che leggi non riuscissero a concederti il senso della vita, ma solo quello dellla sopravvivenza. E così “conoscere non è più una traccia di impegno morale. Sapere, capire diviene una necessità. L’unica possibile per considerarsi ancora uomini degni di respirare”.

 

 

andy-warhol-knives

Trasuda cultura, trasuda voglia di capire, coraggio, appartenenza. Senza retorica… Bello, non imparziale. Vero.

Anche l’Indice di questo libro  ha una dignità letteraria unica. E’ un elenco di mondi,  pieni di  paura e di speranza e tuttavia da esplorare, nel libro di Roberto Saviano:

PRIMA PARTE

Il porto

Angelina Jolie

Il Sistema

La guerra di Secondigliano

Donne

SECONDA PARTE

Kalashnikov

Cemento armato

Don Peppino Diana

Hollywood

Aberdeen, Mondragone

Terra dei fuochi

C.R. Zafón- LE LUCI DI SETTEMBRE su angeli demoniaci, isole incantate, innocenza e colpa.

zafon luci di sett

 

La trama in pillole…(in-utile sintesi dalla quarta di copertina…)  

Durante l’estate del 1937 Simone Sauvelle, rimasta all’improvviso vedova, abbandona Parigi assieme ai figli, Irene e Dorian, e si trasferisce in un piccolo paese sulla costa per sfuggire agli ingenti debiti accumulati dal marito. Trova lavoro come governante per il facoltoso fabbricante di giocattoli Lazarus Jann in una gigantesca magione chiamata Cravenmoore, dove l’uomo vive con la moglie malata. Tutto sembra andare per il meglio… Lazarus si dimostra un uomo gradevole, tratta con riguardo Simone e i figli, a cui mostra gli strani esseri meccanici che ha creato – e che sembrano avere vita propria – mentre Irene si innamora di Ismael, il cugino di Hannah, la cuoca della casa. Ma eventi macabri e strane apparizioni sconvolgono l’armonia di Cravenmoore: spetterà a Irene e Ismael lottare contro un nemico invisibile  e svelare l’oscuro segreto che avvolge la fabbrica dei giocattoli, un enigma che li trascinerà nella più emozionante delle avventure in un mondo labirintico di luci e ombre.

Un tuffo  nella storia…

 

1 mont st Michel

Mont St Michel-Maree in Normandia

Ho sempre pensato, sin dal primo momento che l’ho visto, che Mont St Michel fosse un posto magico! Originale, vero? L’impressione che mi ha lasciato, in quel breve viaggio di scoperta di qualche anno fa, l’ho ritrovata, in qualche forma, nel libro di Zafón.

Quel suo apparire e scomparire regolare, in mezzo alle acque per effetto della marea, da un senso di  morte e rinascita continua. Luogo ideale  per ambientare una storia come questa.  Massimo Carloni (Thriller Magazine)  precisa alcuni aspetti relativi al setting:  

Ambientata nel 1937 in un paesino di una Normandia un po’ fiabesca (Baia Azzurra, Baia Nera, Grotta dei Pipistrelli: uniche località riconoscibili sono, appena citate, la lontana La Rochelle, peraltro non normanna, e la più vicina Mont-Saint-Michel”

Le Luci di Settembre, dominato da  tanta passione tormentata  e altrettanti sentimenti  innocenti, esercita un fascino  notevole  sui lettori  adolescenti, ma anche su quelli adulti  e più smaliziati,  con i suoi angeli demoniaci dagli occhi di gemma, con le  storie di amore e morte, con l’isola incantata e la gita al faro che non può non evocare Virgina Woolf e la sua To the Lighthouse. Con Ombre malefiche e inquietanti…

 Il mondo magico e immaginifico dei  giocattoli diventa  il luogo dei mostri, degli incubi interiori. il Doppelganger che alberga in ciascuno di noi, regna sovrano in questo romanzo. C’è un giovane Dorian, inconsapevole bambino guidato da sentimenti innocenti, che richiama nel nome  il Dorian Gray di Oscar  Wilde, ben più tormentato  e oscuro. Innocenza e colpa, amore adolescenziale e amore maturo, estremo.

Quanta “tradizione letteraria” in questo libro!

Il fuoco  che tutto avvolge, distrugge, purifica…

Il mare, eterno  fascinoso  tema, solcato dalla barca a vela con un fantastico nocchiero, Ismael, che tutto governa, nonostante la giovane età.

Le grotte, mito millenario e gli uccelli notturni, mostri naturali.

Tutti gli ingredienti creano una miscela dal gusto gradevole. Anche in questo romanzo, come in Il profumo delle foglie di limone di Sanchez,(qui la mia recensione)  

“Nulla è come sembra”

Lo pensa Julian, lo dice Lazarus con voce dolce e misteriosa.

Riappare anche Parigi, città natale del bambino  che ha sofferto nella sua infanzia, con  la rievocazione di atmosfere  alla Victor Hugo. Lazarus è  cresciuto nel quartiere oscuro di Les Gobelins!

 Libro per ragazzi affascinati da mostri di varia natura. Libro per adulti in lotta continua tra le varie anime del sé.

 Buona la tensione narrativa, specialmente nella rincorsa frenetica dei due innamorati, Irene e Dorian, da parte dell’angelo-demone  e l’attesa tragica, tra la vita e la morte, che la notte passi  e la marea si  ritiri.

Eduardo con loro direbbe

“adda passà a’ nuttata!”

E.Bettiza-Vacilla la vecchia Inghilterra

Vacilla la vecchia Inghilterra

Studenti e Professori dell’Università di Essex, protestano e rompono i canoni ingessati della cerimonia di laurea a Brighton.

Oggi, 31 Luglio 2011,  su La Stampa, interessante reportage di Enzo Bettiza  sull’eclissi di Murdoch e le  catastrofiche conseguenze sul “Sistema Inghilterra”:

 “Il luglio di fuoco, che ha tramortito Londra colpendola nei massimi vertici politici e mediatici, si è fatto sentire con qualche sintomatico riflesso anche in diversi centri minori ma culturalmente significativi della Gran Bretagna…” Qui tutto l’articolo

Grazie Prof e Buone Vacanze!

Anno scolastico  complesso questo 2010/2011. Finite le lezioni, completati gli esami di maturità,  iniziano le vacanze. Breve pausa e poi di nuovo in pista tra nuove norme, circolari applicative, classi pollaio, classi nuove e vecchie, esami di riparazione… Tornano le vecchie etichette, si torna all’antico dopo il flop dei corsi di recupero. Il taglio dei fondi fa sparire anche quelli  organizzati da scuole eccellenti nei mesi di  Luglio e Agosto.

Meritato riposo per i docenti. Insegnare è bellissimo  e  sfibrante allo stesso tempo. Ne parla male solo chi non conosce dal di dentro  il sistema e chi è in mala fede. E’ un lavoro  che investe sul presente e sul futuro e ti obbliga a mettere in campo continuamente, al di là dell’effettivo orario di servizio, tutte le energie e risorse a cui un professionista serio  è in grado di  fare ricorso. La ricompensa è  bellissima, spesso lontana e non verificabile personalmente e direttamente. La ricompensa è la crescita individuale e sociale  dello studente-cittadino-persona umana. Inappropriato  e inutile fare qui  considerazioni di riconoscimento  sociale ed economico… 

Cari Maestri e  Professori, grazie!

Ora  “accendiamo l’estate” e rigeneriamoci  per la prossima tappa di quel faticoso ed esaltante tour che è Insegnare!

C. Sanchez-IL PROFUMO DELLE FOGLIE DI LIMONE. Una caccia spasmodica ai nazisti-male-assoluto nascosti in Spagna

 

E’ la storia di un’ossessione, di una caccia spasmodica ai  nazisti-male-assoluto  nascosti in Spagna e nutriti dall’illusione di esistere, nonostante il loro lugubre passato. I cacciatori sono Julian e Salva, due sopravvissuti al campo di concentramento di Mauthausen.Denia Coastal path A loro si aggiunge una, inizialmente inconsapevole, giovane donna…

Julian arriva sulla Costa Blanca, rifugio dorato dei mostri,  su invito dell’amico Salva. Qui inizia l’avventura del vecchietto ossessionato e della giovane Sandra, sua  complice volontaria,   in cerca di identità, incinta e assolutamente insicura di accettare Santi, il padre del bambino, come suo compagno di vita…

Due i punti di vista e i narratori: Sandra e Julian, unico il filo conduttore: una storia di anime e di corpi  che si incontrano per fare insieme il viaggio della vita.

 Alicante di notteUnico il setting reale:  la magica Spagna di Alicante e della Costa Blanca, tanti i setting della  memoria: Berlino, Mauthausen, l’Argentina, la Norvegia…

In questa storia  due generazioni, tanto distanti l’una dall’altra, si incontrano per caso  e si confrontano con i  loro problemi, le loro insicurezze, le loro fragilità e i loro desideri. L’esperienza e l’innocenza si sostengono e si stimolano a vicenda, “cosi vicino, così lontano!” e torna alla mente il  bel film di Wim Wenders…

Sandra trova in Julian il sostegno amorevole e consapevole che avrebbe voluto dai suoi genitori, per incanalare le energie disperse, invece, in chissà cosa! Julian, il vecchio, da parte sua, un pò  come i “vampiri” nazisti che non vuole mollare, assorbe linfa vitale dall’energia selvaggia di Sandra. 

La stessa energia e la stessa determinazione che gli arrivano da Salva. Intenso  il loro rapporto, che va ben oltre il distacco fisico.

I corpi dei vecchi sono così  diversi, sono deboli ”brutti” e opachi, ma  Pilar trova Julian interessante,” uno che ha tante storie da raccontare…” e se ne innamora.

La storia è molto bella. Quasi inesistenti i momenti in cui senti un filo di stanchezza nell’attesa  di qualcosa… (eccetto forse le uscite ripetute di Sandra con Karin) Gli eventi/svolta sono molti e tutti credibili, come lo sono i personaggi tra creature notturne: spettrali, paurosi, infidi, ridicoli e pericolosi  e  figli del giorno e della luce,  generosi, tormentati, passionali  e determinati.  Il  ritmo della storia deve essere sicuramente ancora più coinvolgente  in Spagnolo e tuttavia la versione italiana è superba!

Le trovate sono strategiche, vespa 50come la mitica Vespa 50 con il suo mondo di libertà, emozioni e un pizzico di irrinunciabile Italia. Regina dei trasporti, anch’essa assolutamente necessaria al dipanarsi della storia, nonostante la ruggine, gli acciacchi e gli anni sulle ruote…

 

“Per andare in spiaggia dovevo prendere un motorino, una Vespa 50 che mia sorella, mio cognato e i miei nipoti mi avevano raccomandato di non parcheggiare mai senza catene…” (p.13)

Troppo preziosa per tutti  per rischiare di vedersela rubare!

E poi la bustina portafortuna con la sabbia fine e delicata e la scatolina sotto la pietra  e altro da scoprire…

Il titolo originale  Lo que esconde tu nombre  entra nel vivo  del senso. Nomi come maschere, uno per tutti l’Anguilla, come lo  chiama Sandra. Un nome così dice tante cose di sè  e di tutta la storia. E’ tutto come appare?

Il Profumo delle Foglie  di Limone si fa  leggere tutto  d’un fiato, eppure permette di assaporare appieno tutti i gusti e retrogusti, senza perdere una sola emozione!

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