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    Il 3 ottobre è diventato giornata della memoria e dell'accoglienza, una data in cui si ricordano le vittime del naufragio di Lampedusa e tutti i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di arrivare in Italia, la porta dell'Europa.

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M. Atwood-IL RACCONTO DELL’ANCELLA. Giochi di potere sul corpo delle donne.

cop-ancella

 

 

Potenza delle serie TV!

Ovvero quando l’annuncio dell’ Emmy Award 2017 a The Handmaid’s Tale,  come migliore serie drammatica, tratta dal romanzo di Margaret Atwood, Il Racconto dell’Ancella, ti incoraggia a rileggere un libro quasi dimenticato sul vecchio scaffale, che riprende subito vita  come uno scrigno traboccante di nuove emozioni e riflessioni.

“In un’America reduce da una catastrofe ecologica, che ha falciato gran parte della popolazione e messo in forse la stessa sopravvivenza della specie, un gruppo di fanatici religiosi ha fondato uno stato totalitario, Galaad, riducendo in completa schiavitù le donne. I rapporti umani, sociali, culturali sono stati aboliti: unico supremo fine è la procreazione. Attraverso il diario segreto della giovane “ancella” Difred, si delinea l’inquietante profilo di un mondo futuro ma non troppo, già presente in embrione nella società degli anni Ottanta.”Risvolto di copertina

 

Il racconto di Difred

ancella

Tenetevi pronte mie care amiche lettrici (ed anche voi miei cari amici lettori)! Che storia questa dell’Ancella! Bellissima. È la prova lampante che bisogna sempre rileggere un libro in epoche diverse, in età diverse. Quante scoperte si fanno dalle quali ci siamo lasciati solo sfiorare al primo viaggio!

Durante la narrazione vivacemente al presente ti posizioni subito: sei nella testa e nel corpo di Difred e con lei cerchi di trovare le parole e gli occhi giusti per vivere insieme il nuovo mondo da incubo di Galaad.

Nella vita di Difred (patronimico: Di Fred, proprietà del suo comandante che si chiama Fred…) e nelle sue parole non è difficile rintracciare le atmosfere distopiche alla Orwell e alla Huxley, ma qui sei nel bel mezzo del mondo femminile, della mistica della fertilità, della riproduzione, del dare figli “alla Patria e ai suoi più blasonati rappresentanti” troppo vecchi o malandati per procreare. La descrizione della cerimonia di accoppiamento è surreale, al limite della farsa tragicomica.

Difred ha conosciuto l’amore e la maternità “normali”, ha un marito e una figlia dai quali è stata bruscamente separata in seguito all’assurda rivoluzione di Galaad. Purtroppo la società  pre-rivoluzione degli anni ’80, la nostra società,  è andata a gambe all’aria, lentamente ma inesorabilmente. Le prime ad esserne coinvolte sono state ovviamente le donne. Dapprima licenziate dal lavoro senza alcuna ragione, immediatamente dopo vedono bloccati il loro conti in banca segno di un’indipendenza troppo pericolosa per il nuovo disegno di società. E poi arriva  la segregazione, l’obbligo di indossare “uniformi speciali”, l’obbligo del silenzio. Unico uso della parola concesso, quello per obbedire e per recitare formule convenzionali neutrali e vuote. Arriva la negazione totale della Libertà.

Le donne vengono raggruppate in categorie sociali ben precise: le Mogli dei Comandanti, in cima alla piramide rivestono un ruolo di prestigio e godono di una notevole libertà di movimento e pensiero; le Zie guardiane, spesso vecchie e povere, ma avide di un ruolo sociale di un certo peso; Le Marte  cameriere e governanti zelanti nelle case dei Comandanti e delle loro  Mogli; le Economogli, povere donne spose di uomini delle classi inferiori. Le Giovanissime in bianco già promesse spose in tenera età. I matrimoni sono sempre combinati. Anche per gli uomini esiste un rigoroso codice “sessuale”, almeno apparentemente: niente sesso prima del matrimonio.

Al di fuori  della gerarchia, in una posizione molto  particolare  ci sono loro: le Ancelle. Donne in qualche modo privilegiate in quanto ancora fertili e in grado di permettere a chi non può, di avere un bambino. Sono rispettate, coccolate, ammirate, curate, spesso invidiate perché portatrici potenziali di vita. Avere un bambino è una grazia per la famiglia in cui entrano le Ancelle e per la società tutta.

Peculiare la vita di queste donne, “Profughe dal passato”. Vestite di rosso con abiti ampi che nascondono il loro corpo alla vista degli uomini. Indossano un buffo copricapo bianco che le obbliga a guardare sempre avanti o in basso…Escono per fare la spesa o per cerimonie sociali molto speciali. A due a due camminano lungo il Muro scambiandosi monosillabi in lode del Dio della fertilità. Il Muro è un protagonista inerte ma non silenzioso: dice tante cose con la sua struttura e con i corpi che accoglie, moniti penzolanti per chi passa e chi osa pensare di ribellarsi.

Colori

Abiti come codici colorati. Le donne indossano abiti di colori diversificati e questo mi ricorda le divise delle diverse classi sociali di Brave New World di Huxley. Rosso per le Ancelle, azzurro, a volte ricamato per le Mogli, marrone per le Zie, a strisce per le Economogli, grigio per le non donne in colonia, bianco per le Giovanissime promesse in matrimonio. Sembrerebbe una società a colori e invece è una società in bianco e nero, dove conta solo il potere dei maschi, Il resto è buio, un buio senza speranza.

E tuttavia, anche nelle peggiori condizioni di schiavitù morale e materiale, l’ essere umano tende ad adattarsi e, se possibile, a risalire in superficie per “liberarsi”. Nasce così, clandestinamente  il movimento del Mayday (M’Aidez). Membri di questa associazione riescono ad infiltrarsi nelle file degli Occhi, i guardiani della rivoluzione e nelle file delle Ancelle e perfino delle Mogli che pur di avere un bambino da esibire sono disposte a trasgredire. La nostra Ancella attraversa tutte queste realtà cercando di non soccombere. Viene più volte tentata dalla trasgressione che anche  il suo stesso Comandante organizza. Si lascerà tentare dalla sua vera e vecchia natura, fatta d’ Amore?  Intanto racconta quanto le sta succedendo, perché

“raccontarti questa storia significa credere in te, credere che esisti. Se ti sto raccontando questa storia è perché voglio che esisti. Racconto, dunque esisti” cap 41

 

È stata una lettura avvincente e come sempre accade nei romanzi distopici, molto ricca di spunti applicabili alla nostra vita attuale. Ma, non basta,  tenetevi pronti perché vi aspetta anche un finale stupefacente!

 

Pagine da gustare

 

23   Macchine. Certe cose non cambiano

26   Fake news

26   Le alette bianche paraocchi

39   La passeggiata lungo il muro  e gli abortisti

44   Ricerche

76   Stupratori e stuprate: chi è il colpevole?

93   Le Cerimonie

121 Ancelle al cinema

122 L’ancella ricorda sua madre

142 Trasgressioni: Il Comandante vuole giocare a Scarabeo

143 Notte

147 L’amante del nazista

157 Vogue e le riviste trasgressive anni ’70

168 Il muro

169 La macchina stampa-preghiere

223  Le donne di prima-Quanta infelicità!

231 Ancella profuga dal passato

236 Piume viola nell”indumento trasgressivo

280 La rigenerazione

308 Il sipario storico

 

Curiosità estetiche: che bella la copertina di Fred Marcellino

 His surreal landscapes, exotic backdrops, impressionist palette, and precisionist typography defined a particular kind of literary genre. By “defined” I mean Marcellino gave authors including Anne Tyler, Tom Wolfe, Milan Kundera, Judith Rossner, Margaret Atwood and Primo Levi, to name but a few, a visual persona that underscored their words and ideas. Marcellino’s distinctive personal style never conflicted with the writers’ character, but like the best graphic interpreters he added dimension that was not always there. He also, and perhaps most importantly, challenged the strict marketing conventions imposed on packaging fiction and non-fiction blockbusters that required gigantic type for the author’s name and a small, literal illustration of the plot or theme. Although these kinds of covers grabbed attention there was little aesthetic resonance. Marcellino introduced subtly painted and smartly lettered mini-posters that established allure. He was a master of sky and many of his book jacket illustrations use rich, cloud-studded skyscapes as backdrops and dramatic light sources for effect. He typically rendered the light of early dawn and late afternoon in pastel hues and airbrush smoothness to create surreal auras. The way in which he manipulated light on such subjects as walls, chairs, and doors enabled him to transform the commonplace into charged graphic symbols. wikipedia

 

 

 

 

 

 

 

H.Kureishi-IL CORPO. Identità allegoriche

Il Corpo Kureishi

 

Spunta da non so dove Il Corpo  di Hanif Kureishi (Bompiani, 2005). Scorro velocemente le pagine di questa raccolta di racconti che prende il titolo  da quello più corposo e ritrovo alcune  mie note finali, scritte a matita. Sì, ora ricordo la sensazione provata quando ho chiuso il libro…

Il protagonista si chiama Adam, quasi primo uomo biblico, alla ricerca di un’identità profonda, a partire dal suo corpo.

 Adam, scrittore ricco e affermato ma non più giovane, si sottopone a un innovativo esperimento chirurgico che gli permette di trapiantare il suo cervello nel corpo di un ragazzo. Ritrovate avvenenza e grazia, Adam si dedica con entusiasmo alla sua nuova vita e parte per un lungo viaggio. Ma una serie di avventure picaresche, deliranti, comiche e fortemente erotiche lo convincono dello sbaglio che, novello Dorian Gray, ha commesso. Adam cercherà di ritornare sulla sua vita precedente e, non riuscendovi, sarà costretto per il resto della sua esistenza a vivere nell’ombra.

Le forti suggestioni provocate da questo racconto mi hanno accompagnato durante la lettbodyura di tutti gli altri che, tuttavia, mi sono sembrati meno coinvolgenti. Commovente “Il vero padre”. “Goodbye mother” triste e tragico; “Faccia a faccia con te stesso“, banale? “Questione di tatto” chiude in modo efficace, forse perchè si torna al “corpo”. Mi piace.

KureishiRicco di riferimenti culturali  Il Corpo  ci  porta dentro un’atmosfera  allegorica, quasi distopica, ma coinvolgente. In alcune “scene” si ha quasi l’impressione che sia lo stesso Kureishi  a vivere l’esperienza del protagonista.

Siamo alla Biofiction?  Kureishi parla di se stesso?  Al Guardian la pensano così:

“Having sharpened a style on his own mid-life crisis, Kureishi, in the novella “The Body” (which occupies more than half this book), has assumed old age. Adam is a playwright, screenwriter and novelist troubled by the realisation that his life seems “to have happened too quickly”. He is another version of the Kureishi persona, except that he is older, flabbier and more decrepit than the real thing. Like Jay in Intimacy, Adam is both Kureishi and not Kureishi; and the effect is similar – of apparent personal disclosure rendered with cold and elegant detachment.” Here  Linklater’s complete review

Mi è sembrato di cogliere una maggiore efficacia, anche linguistica, nel racconto Il Corpo. Questione anche di traduzione? Rileggerò questi racconti in Inglese per capire meglio.

E.A.Abbott- FLATLANDIA. Satira, Distopia e Paura del Diverso

flatlandia[1]

Da Tuttolibri di oggi,  Sabato 2 Luglio 2011, segnaliamo con grande piacere l’invito a leggere Flatland, a Romance of Many Dimensions, di E.A. Abbott.

Un romanzo che attraversa  con grande efficacia la satira, la distopia e la paura del diverso. Una lettura  importante per tutti e soprattutto  per i  giovani.

 Tanto importante da diventare protagonista di una bella esperienza didattica di cui  voglio raccontarvi la storia.  

 

FLATLAND: A PLACE IS A LANGUAGE

A CLIL module to refresh students’ interest in scientific subjects

Based on A.E. Abbott Flatland, A Romance of many dimensions, 1884 

 

The CLIL module here presented was carried out by the English and Mathematics teachers in the fifth form of a Language Course, at  ITAS “P.Scalcerle”, a secondary school in Padua.

The aim was to creatively refresh the students’ interest in Mathematics and Physics through the integration of the scientific area with the literary and linguistic “dimensions” of English.

The fantastic English novel, Flatland, A Romance of many dimensions, written by A.E. Abbott in 1884, offered the ground for the analysis. In fact the main characters of the story are geometrical figures and the setting consists in different dimensions and/or fantastic worlds and unusual situations. Style is basically realistic, denotative and scientific, but also rich in irony and satire.

The project is presented and discussed in this paper to assess the experience and highlight its most qualifying aspects, among which the theoretical reference supporting the didactic choices made and the role and level of participation of the discipline teacher. A basic proposal for assessing and optimizing his competence on the medium language is introduced as hint for further development in the field…read the paper

Il lavoro presenta  spunti interessanti di applicazione di approcci  metodologici innovativi come il CLIL  (Content and Language Integrated Learning) e il Cooperative Learning.

Con  gli studenti  di una classe Quinta del Liceo Linguistico “P. Scalcerle” di Padova e con il collega di Matematica e Fisica abbiamo impostato un percorso didattico articolato basato su:

-concetto di Competenza Parziale (Quadro Comune Europeo di Riferimento per l’Insegnamento/Apprendimento delle Lingue Moderne) per permettere al docente di Matematica di  partecipare alle attività sfruttando le sue competenze nella Lettura e Comprensione di testi  scientifici   in Inglese;

-sviluppo  delle abilità linguistiche superiori degli studenti . 

Fanno buona compagnia a questo romanzo integrandone il contenuto e il messaggio, due ben note Distopie trattate a scuola nel programma di  Lingua e Civiltà Inglese: 1984 di George Orwell e Brave New World di Aldous Huxley.

 

K. Ishiguro-NEVER LET ME GO -Il film. Dal passato al futuro: corpi e anime

never let me go

K. Ishiguro-Never let me go-Faber & Faber, London 2005

 Il film-Trailer

Never Let Me Go is a 2010 British dystopian drama film based on the 2005 novel of the same name written by Kazuo Ishiguro.

The movie was directed by Mark Romanek and Alex Garland wrote the screenplay for the film.

It stars Carey Mulligan, Keira Knightley and Andrew Garfield. Never Let Me Go centers on Kathy, Ruth and Tommy, played respectively by Mulligan, Knightley and Garfield, who become entangled in a love triangle and are scientific specimens, created in a laboratory and raised in order to provide their organs to severely ill patients.

Principal photography began in April 2009, lasting a few weeks, and filmed at various locations, including Andrew Melville Hall.

Made on a fifteen million dollar budget, Never Let Me Go is produced by DNA Films and Film4.

Informazioni tratte da Wikipedia

Nelle sale da Febbraio 2011 

Review, Trailer  and more:  The Guardian

K. Ishiguro-NEVER LET ME GO. Corpi e anime di ricambio.

never let me go

K. Ishiguro-Never let me go-Faber & Faber, London 2005

“simply pawns in a game […]But think of it. You were lucky pawns…” p.261,

È stato quasi doloroso arrivare alla “fine”: la fine della storia e la fine della lettura.

Mi ha turbato il mondo in cui la vicenda si svolge. La naturalezza e, alla fine, l’accettazione  del destino loro assegnato rende i protagonisti “speciali”.

Sembrano essere di un altro pianeta: corpi stupendi, ben nutriti e curati, ma destinati allo “smembramento scientifico”, Huxleyani.

 Consapevoli di ciò che li aspetta e tuttavia umani. Intaccati, lacerati, umanizzati dai sentimenti, dalla ricerca di un’identità, dal desiderio di scoperta, di avventura e di sorpresa di fronte all’amore.

Ho sofferto molto durante la lettura di questo libro. Il dolore fisico, le operazioni, il mondo dell’assistenza hanno toccato le mie corde più sensibili.

Ora, a freddo, mi rendo conto di quanto bella sia la storia e soprattutto la progressione degli eventi e la tensione narrativa: tutta interiore, tutta “scavata” nel profondo dell’animo. Il mondo immaginario, l’Utopia, i ricordi belli, sono tutti lì dentro nonostante il corpo viva in un mondo distopico.

 

Dalla quarta di copertina: “In one of the most acclaimed and original novels of recent years, Kazuo Ishiguro imagines the lives of a group of students growing up in a darkly skewed version of contemporary England. Narrated by Kathy, now thirty-one, Never Let Me Go hauntly dramatises her attempt to come to terms with her childhood at the seemingly idyllic Hailsham School, and with the fate: That has always awaited her and her closest friends in the wider world. A story of love, friendship and memory. Never Let Me Go is charged throughout with a sense of the fragility of life”

Sguardi dalla critica

“A gothic tour de force[and] an oblique and elegiac meditation on mortality and lost innocence” New York Times

“This is a fine novel, fiction as moving and horrific as Margaret Atwood’s The Handmaid’s Tale (Il Racconto dell’Ancella) or John Wyndham’s The Chrysalidis” The Times

“A page turner and a heartbreaker, a tour de force of knotted tension and buried anguish” Time

E Margaret Atwood  lo vede così:

“A brilliantly executed book by a master craftsman who has chosen a difficult subject: ourselves, seen through a glass, darkly.” Slate

Never let me go al cinema

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