• Mondo Fuori

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • 8 Marzo 2020-Donne insieme con determinazione e speranza

    a mia madre-click&read
  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • BREXIT- L’ora è scoccata

    Sentimenti contrastanti accompagnano questo momento. Il mio cuore è lì, Oltremanica. E sento come uno strappo, un'ulteriore barriera tra me e i miei affetti. Ho bisogno di tempo e di freddezza per rielaborare il significato di questo evento .

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

  • 25 Novembre-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    RISPETTO E PREVENZIONE

  • Giornata Mondiale del Migrante 2019- Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra. Ancora morti, tanti. Troppi!

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • 19 Luglio -Luci che non si spengono

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • 2 Giugno 2019-Festa della Repubblica Italiana

  • Amo l’Europa e il 26 Maggio VOTO.

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • 25 Aprile 2019- Festa della Liberazione dal nazifascismo

    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 20 Novembre2017- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

  • Follow Affascinailtuocuore on WordPress.com
  • copyright foto

    La maggior parte delle foto inserite negli articoli provengono dalla Rete e sono pertanto da considerarsi di dominio pubblico. Tuttavia, gli autori o i soggetti coinvolti, possono in ogni momento chiederne la rimozione, scrivendo al seguente indirizzo di posta elettronica: affascinailtuocuore@gmail.com
  • Disclaimer

    I contenuti del blog sono un’esclusiva di Affascinailtuocuore.  È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma, senza  autorizzazione dell’autrice.

A. Camilleri-AUTODIFESA DI CAINO che crea “la Civiltà dell’Uomo”, a dispetto di tutti pregiudizi.

Camilleri-Autodifesa di Caino

Anonimo-Caino e Abele-Olio su tela

Quante volte abbiamo nominato il nome di Caino volendo sottolineare l’azione riprovevole di una persona. Il fratricida, il primo uomo veramente malvagio comparso sulla terra. Reminiscenze del catechismo scolpite nella memoria.

In Autodifesa di Caino, Andrea Camilleri ce lo racconta da un altro punto di vista. E lo fa parlare in prima persona, per offrirgli la possibilità di farci capire il perché di quel suo gesto così determinante nell’evoluzione umana.  E alla fine le ragioni di Caino il fratricida risultano davvero convincenti.

Camilleri ce lo fa incontrare prima del grande evento, mostrandoci tutta la conflittualità del suo rapporto con il dolce e buon Abele, tanto amato da tutti. Ma come è bello Abele, ma come è gentile e buono il piccolo Abele. Grrr, ma perché tutto quello che fa lui diventa oro e tutto quello che faccio io diventa merda” sembra borbottare Caino.Succede tra fratelli. Un po’ di gelosia ci sta, ma da qui all’omicidio ce ne passa! 

Molti sono i riferimenti letterari e culturali alla storia di Caino che Camilleri ci offre. Si, perché in fondo la sua è una storia drammatica, di grande teatro, tragica come è tragica la vita degli uomini, sempre in lotta tra il bene e il male. Anche Dario Fo dice la sua sull’uccisione di Caino in Poer nano

 

Ironicamente Bibbia

Nell’Autodifesa di Caino non manca l’ironia che caratterizza la narrativa del Siciliano Camilleri che definisce “Il lato borghese di Dio ” quell’aspetto che spinge il Creatore a riflettere sul suo meraviglioso giardino dell’Eden, nel quale sembra mancare qualcosa. Forse i nanetti?

“In quel giardino mancavano le statuine dei nanetti che sono sempre presenti in un giardino borghese. Provvide subito…” p. 17

La bufala della costola di Adamo. Quando Dio corre ai ripari:

“Vedete, a quei tempi ogni umano aveva in sé l’esatto opposto del suo essere. Mi spiego meglio. Adamo incarnava l’essenza maschile e quella femminile. Era anche donna. In lui aveva prevalenza la qualità maschile, ma era sempre in lui insita anche la parte femminile. Quindi Dio non fece altro che separare il lato femminile di Adamo da quello maschile.”p.24

Lilith, prima vera donna di Adamo e protofemminista che se la spassa coi nanetti.

“Tra te e me non c’è nessun rapporto di subordinazione. Noi due siamo nati dalla stessa creta, siamo uguali. “Ti ordino di rimetterti sotto!” intimò Adamo. Per tutta risposta Lilith gli fece uno sberleffo, aprì la porta dell’Eden e se ne andò sulla terra” p. 22

Dopo l’omicidio i lavaggi ripetuti, inutilmente

“Rimasi a lungo a contemplare il cadavere. Poi, siccome nelle vicinanze scorreva un ruscello, andai a lavarmi. Mi sentivo sporco, mi lavai di nuovo. Ebbi per un attimo la tentazione di restare così, in mezzo all’acqua e continuare a lavarmi per giorni interi. Poi mi scossi e tornai presso il morto.” P.45

Il corvo insegna

Un corvo che sotterra la carcassa di un altro corvo offre a Caino lo spunto per liberarsi del corpo di Abele. Ma la terra si ribella e rifiuta la salma. Ma la terra accetta anche, pietosamente. E nascono le tombe con tutta la ritualità che le circonda.

“Finalmente un lembo di terra, evidentemente mia amica, accettò di ricevere il cadavere. Me lo segnai quel posto mettendovi grosse pietre in cerchio.” p.48

Per un Caino lunare una filastrocca medievale

Secondo alcuni, Dio avrebbe cacciato Caino dalla terra e alcuni studiosi medievali sostennero persino che le macchie lunari rispecchiassero Caino coperto di spine. I bambini cantavano una curiosa filastrocca su di lui:

“Vedo la luna, vedo le stelle

Vedo Caino che fa le frittelle,

vedo la tavola apparecchiata,

vedo Caino che fa la frittata“ p.61

Le leggi di Caino e l’invenzione della Civiltà dell’Uomo

“Assieme al vecchio che per primo m’aveva parlato e il cui nome era Malachia stabilimmo la prima legge a cui tutti si sarebbero dovuti attenere: il rispetto reciproco[…]Capitò dopo un po’ di tempo un fatto strano e, nello stesso tempo, per me entusiasmante: alcune persone che si erano imbattute nella nostra città chiesero di restarci. Accogliemmo la loro richiesta e stabilimmo che la città sarebbe stata aperta a tutti. Donne, uomini, vecchi, bambini. L’accoglienza era un imperativo categorico, assoluto. E questa fu la seconda legge” p. 69-70

Quanto Caino nella cultura!

Lo citano Trilussa, Giordano Bruno, Hesse, Ungaretti, Unamuno, Saramago, Mariangela Gualtieri, Coleridge e tanti altri ancora. Un motivo ci sarà per cui tanti grandi Umani  si  sono lasciati ispirare da questo Essere.

Caino inventa anche la musica espiando, forse definitivamente,  la sua colpa e determinando la Sublimazione dell’Uomo.

“Insomma, sono stato io a inventare la musica. La sublimazione dell’uomo.[…]Ecco, io so, ne sono sicuro, che davanti a Dio l’aver inventato la musica sia valso più di ogni sincero pentimento. La musica, ha scritto infatti Hermann Hesse, è basata sull’armonia tra Cielo e Terra, è la coincidenza tra il disordine e la chiarezza”   p.76-77

Il vero Caino

Nonostante venga rappresentato come il cattivo per eccellenza, Caino crea la musica,  da materiale naturale che fa vibrare con passione e perizia. Ed è bellissimo pensare che dalle mani di un uomo così nasca proprio la musica, ovvero l’ arte che più di tutte vive d’armonia.

E allora, c’è speranza per tutti, uomini e donne, buoni e cattivi. C’è speranza per l’essere umano che, sostanzialmente, è fatto di tutte le meraviglie immaginabili: intelligenza, fantasia, sangue, carne, energia, anima pura e caverna oscura, sentimenti in armonia e in lotta. Sembra che nel Caino di Camilleri tutto il caos umano trovi alla fine riconciliazione nell’armonia e nell’accoglienza di sé e degli altri.

Ancora una volta, Camilleri, non da risposte sui grandi temi dell’umanità, ma riesce, ripercorrendo la via del ricordo, a farci porre domande profonde e a farci recuperare conoscenze, spesso molto limitate e piene di pregiudizi, spacciate per verità incontrovertibili.

Transizione-Letture parallele tra il vecchio e il nuovo anno

 

Di solito non leggo mai  due libri in contemporanea, almeno per quanto mi ricordi. Tra Dicembre 2019 e Gennaio 2020 è successo. 

Sono  due  storie legate alla Sicilia e a grandi Siciliani: I Florio- Leoni di Sicilia e Andrea Camilleri, gigante della narrazione, con il suo  gradevolissimo I Tacchini non ringraziano, libro di fiabe su animali e non. 

Non è stata una scelta voluta, ma il caso a volte aiuta. E stranezze della lettura, le due storie sembrano integrarsi e completarsi. E riempiono l’anima. Ne parleremo   presto nelle mie recensioriflessioni.

 

Tradizioni di Novembre-Camilleri racconta “Il Giorno dei Morti” in Sicilia. Ricordate? Ci portano regali e morticini, slurp!

martorana terrenormanneit

Tra una zucca e l’altra…Da oggi, Giorno di Ognissanti a domani, Giorno dei Morti.

Ragazze, ricordate? Questo frammento  siciliano di pura bellezza è per voi!

E aggiungo un pizzico di Abruzzo, con cibo e acqua da far trovare ai defunti  nella loro visita notturna! E calze appese al camino per regalini e dolcetti. Qualcosa del genere accade anche in alcuni paesi dell’Africa: cibo  portato  sulle tombe dei propri cari, allegramente.  

 Raccontatelo  ai vostri bambini.

 

da Racconti quotidiani di Andrea Camilleri

Fino al 1943, nella nottata che passava tra il primo e il due di novembre, ogni casa siciliana dove c’era un picciliddro si popolava di morti a lui familiari. Non fantasmi col linzòlo bianco e con lo scrùscio di catene, si badi bene, non quelli che fanno spavento, ma tali e quali si vedevano nelle fotografie esposte in salotto, consunti, il mezzo sorriso d’occasione stampato sulla faccia, il vestito buono stirato a regola d’arte, non facevano nessuna differenza coi vivi. Noi nicareddri, prima di andarci a coricare, mettevamo sotto il letto un cesto di vimini (la grandezza variava a seconda dei soldi che c’erano in famiglia) che nottetempo i cari morti avrebbero riempito di dolci e di regali che avremmo trovato il 2 mattina, al risveglio.


Eccitati, sudatizzi, faticavamo a pigliare sonno: volevamo vederli, i nostri morti, mentre con passo leggero venivano al letto, ci facevano una carezza, si calavano a pigliare il cesto. Dopo un sonno agitato ci svegliavamo all’alba per andare alla cerca. Perché i morti avevano voglia di giocare con noi, di darci spasso, e perciò il cesto non lo rimettevano dove l’avevano trovato, ma andavano a nasconderlo accuratamente, bisognava cercarlo casa casa. Mai più riproverò il batticuore della trovatura quando sopra un armadio o darrè una porta scoprivo il cesto stracolmo. I giocattoli erano trenini di latta, automobiline di legno, bambole di pezza, cubi di legno che formavano paesaggi. Avevo 8 anni quando nonno Giuseppe, lungamente supplicato nelle mie preghiere, mi portò dall’aldilà il mitico Meccano e per la felicità mi scoppiò qualche linea di febbre.


I dolci erano quelli rituali, detti “dei morti”: marzapane modellato e dipinto da sembrare frutta, “rami di meli” fatti di farina e miele, “mustazzola” di vino cotto e altre delizie come viscotti regina, tetù, carcagnette. Non mancava mai il “pupo di zucchero” che in genere raffigurava un bersagliere e con la tromba in bocca o una coloratissima ballerina in un passo di danza. A un certo momento della matinata, pettinati e col vestito in ordine, andavamo con la famiglia al camposanto a salutare e a ringraziare i morti. Per noi picciliddri era una festa, sciamavamo lungo i viottoli per incontrarci con gli amici, i compagni di scuola: «Che ti portarono quest’anno i morti?». Domanda che non facemmo a Tatuzzo Prestìa, che aveva la nostra età precisa, quel 2 novembre quando lo vedemmo ritto e composto davanti alla tomba di suo padre, scomparso l’anno prima, mentre reggeva il manubrio di uno sparluccicante triciclo.


Insomma il 2 di novembre ricambiavamo la visita che i morti ci avevano fatto il giorno avanti: non era un rito, ma un’affettuosa consuetudine. Poi, nel 1943, con i soldati americani arrivò macari l’albero di Natale e lentamente, anno appresso anno, i morti persero la strada che li portava nelle case dove li aspettavano, felici e svegli fino allo spàsimo, i figli o i figli dei figli. Peccato. Avevamo perduto la possibilità di toccare con mano, materialmente, quel filo che lega la nostra storia personale a quella di chi ci aveva preceduto e “stampato”, come in questi ultimi anni ci hanno spiegato gli scienziati. Mentre oggi quel filo lo si può indovinare solo attraverso un microscopio fantascientifico. E così diventiamo più poveri: Montaigne ha scritto che la meditazione sulla morte è meditazione sulla libertà, perché chi ha appreso a morire ha disimparato a servire.

LA PARANZA DEI BAMBINI di Roberto Saviano-Recensione di Vladimiro Noir.Quanti riscontri con la realtà!

rs_paranza_mat_promo

Dopo la stimolante lettura in contemporanea di La paranza dei bambini di Roberto Saviano, con la promessa di scambiarci il commento di questa storia affascinante, dopo la mia recensione del romanzo, arriva quella di Vladimiro Noir, mio compagno di viaggio:

Questo libro mi è piaciuto moltissimo, lo trovo scritto con grande maestria e sicuramente perfetto come sceneggiatura di un film o di una serie televisiva. La bellezza del libro consiste nella fluidità del linguaggio di Saviano e del suo dialetto napoletano pop che, confrontato con il siciliano di Montalbano (sto leggendo proprio in queSti giorni La giostra degli scambi),  sembra molto meno “caricato” e dunque più realistico e incisivo.

Mi sento di attribuire una valutazione di 5 Stelle! Di più non potrei. Da come me lo sono “spizzicato”, parola dopo parola, fino all’ultima riga,   col rammarico che stava finendo,  deduco che mi è piaciuto proprio tanto!

L’aspetto che mi ha colpito di più riguarda la famiglia dei protagonisti. Sono figli di piccoli borghesi, non particolarmente disagiati o socialmente emarginati. Sono insegnanti, casalinghe, artigiani eppure i loro figli hanno questo desiderio feroce di fare soldi, di avere tutto subito per goderselo fino in fondo senza freni, senza tenere conto della morte, della legge. E sono poco più che bambini! E vivono senza paura del dopo, aggrediscono l’amore e il sesso come fossero molto più grandi ed esperti.

Mi è piaciuto inoltre l’uso dei soprannomi e la loro etimologia che  evidenzia tratti significativi del loro corpo e della loro personalità. Bambini che corrono sui loro motorini tra i vicoli di Napoli incuranti del pericolo che rappresentano per sé e per gli altri. Le loro folli corse sono il loro test di coraggio, di forza e di potere. Questa è una realtà di una crudezza incredibile (si pensi al bimbo nel passeggino travolto senza pietà davanti ai genitori) e Roberto non ha fatto altro che registrarla. Una realtà presente nelle cronache giornaliere, che sfortunatamente esiste.

la%20bambina%20con%20il%20cappottino%20rosso

Mi è piaciuta la natura  cinematografica della scena finale. Della mamma di Dentino in rosso seta con la sua simbologia forte di sangue e passione e con un immediato richiamo   visivo al drammatico cappottino rosso della bimba nel film di  Spielberg La Lista di Schindler (1993)

L’atmosfera del romanzo è travolgente ed io mi sono lasciato travolgere, sentendo quasi di essere a fianco dei protagonisti, non visto, a provare le stesse emozioni intense.

A.Camilleri – LA PIRAMIDE DI FANGO ci sommerge, tra fiction e realtà

“Questo è un romanzo di pura invenzione che però trae spunto da troppi fatti di cronaca quasi quotidiani. Ma mi preme dichiarare che non c’è nessun riferimento voluto a persone realmente viventi o a situazioni già veramente accadute o a istituzioni politiche esistenti.”A.C.

 

piramide di fangoL’autore ci tiene a chiarire la natura “di finzione” della storia dal momento che alcuni passaggi del romanzo sembrano davvero presi da una pagina di cronaca Italiana.

Ad esempio, in questi giorni ferragostani di tempo “estremo” e di fiumi di fango, a quale evento vi fa pensare la citazione che segue?

 

Dal notiziario di Retelibera:

“C’è ben poco da spiegare. Tutto il complesso sorge su una zona, non scelta da noi, si badi bene, ma dai Comuni di Vigata e Montelusa, che è soggetta a smottamenti. Naturalmente, prima di iniziare i lavori, la nostra Società si rivolse all’esimio professor Augusto Maraventano il quale, nella sua perizia, dichiarò la zona perfettamente edificabile. Dopo la dichiarazione di non agibilità di una palazzina, il Tribunale ordinò una successiva perizia geologica che, purtroppo, dimostrò l’inspiegabile erroneità delle valutazioni fatte dal professor Maraventano. Di conseguenza, l’Albachiara è stata scagionata da ogni responsabilità. Il crollo di oggi è quindi da attribuirsi solo ed esclusivamente al violento temporale che, evidentemente, a causa delle infiltrazioni, ha provocato un ulteriore smottamento.” p.140

La storia

Fazio e Augello1Il ragioniere Nicotra viene trovato cadavere, dentro un tunnel di un cantiere momentaneamente chiuso dalla Regione per “accertamenti”. La situazione si presenta subito poco chiara agli occhi dell’ esperto commissario Montalbano, ma la vox populi (o meglio la vox di coloro che contano in un certo ambiente) vuole che sia una storia di corna con conseguente ammazzatina causa gelosia. Ipotesi suffragata dalla presenza di una bella e disinibita donna tedesca, moglie della vittima. Scava, scava, tra fanghi di varia natura Salvo Montalbano, assistito dal fedele e precisino Fazio e dall’aereo “femminaro” Mimì Augello, scopre verità pericolose che coinvolgono gente molto potente e pericolosa…

Livia e SalvoTenero è il pensiero ricorrente di Salvo per la fidanzata Livia, ancora molto sofferente per la morte dell’amato Francois. Altrettanto tenera è la gioia di Salvo per il suo graduale ritorno alla vita, grazie alla cagnolina “Selene”, di cui da ora in poi Livia si prenderà amorevole cura. Camilleri ci mostra un Montalbano con qualche fragilità in più e forse preoccupato per gli anni che passano inesorabilmente. Anche per lui.

 

camilleri-montalbano-225x300All’inizio delle storie di Montalbano hai sempre un attimo di incertezza e dunque la necessità di ri-familiarizzarti con la lingua di Camilleri,  ma una volta sintonizzata su questo colorito ed efficacissimo codice di comunicazione vai che è una meraviglia e non riesci a fermarti, se non alla fine dei giochi. Arrivi all’ultima parola con un piacevole senso di sazietà nel cervello e nel cuore. Un sorrisetto affiora sulle tue labbra e mentre chiudi il libro e sfiori soddisfatta la copertina, pensi:

“Bello!”.

T.Williams-Big Italy. I Diritti Imprescrittibili di una Lettrice incerta

Poirot-indaga-001_thumb.jpgÈ la seconda volta che ricorro al “decalogo” di Pennac in questi ultimi anni.

Timothy Williams è in ottima compagnia, anche se solo l’idea di un paragone con Agatha Christie e il Poirot che ho interrotto, è decisamente fuor di luogo.

 

 

Nel caso di Big Italy i due diritti a cui mi appello come lettrice sono:

N. 3 Diritto di non finire un libro

N. 5 Diritto di leggere qualsiasi cosa

Leggo molte cose di natura diversa, Big Italy colpisce il mio immaginario in una splendida giornata di primavera, tra gli scaffali di Feltrinelli International. Un piccolo spazio della libreria è dedicato alle traduzioni in Inglese di famosi romanzi Italiani contemporanei, da Camilleri a Saviano.

Big ItalyInciampo  in uno scaffale girevole e l’occhio mi cade su un autore Inglese, a me sconosciuto, che scrive  una storia tutta Italiana, o meglio tutta Padana.

È la storia dell’ennesimo commissario di polizia, Piero Trotti, in procinto di andare in pensione e trasferirsi  nell’avita casetta sulle colline, alla ricerca dell’infanzia perduta! Faccio mio il diritto di leggere qualsiasi cosa, e lo prendo.

Mi incuriosisce incrociare lo sguardo di uno straniero sull’Italia e sulla ricca provincia Lombarda, sui suoi abitanti, la sua campagna, i suoi riti borghesi tra villa al lago e casa in collina.

Dopo circa 80 pagine sofferte,  la storia è ferma, paludosa e inospitale. Per giunta scritta in un font piccolissimo che ora mi sembra insopportabile.

i diritti del lettoreE qui scatta l’appello al diritto  N.3:  Diritto di non finire un libro.

Pagine inutili, zeppe di dialoghi e descrizioni noiosi, scialbi e  ripetitivi, per “presentarci” Piero Trotti e il suo ambiente. Troppe! E ancora non è finita, Chissà quando e se si entrerà nel vivo di una bella storia gialla!

Neanche la pragmatica lingua Inglese riesce a dare ritmo alla storia. O forse è proprio l’incongruenza linguistico-culturale che avverto tra personaggi, ambientazione e lingua  a non funzionare? 

Devo andare avanti? E perché? Provo sempre un certo senso di colpa ad abbandonare un libro iniziato al suo destino. Sorry…

Fortunatamente però, arriva Pennac in mio soccorso.

A. Camilleri-UNA VOCE DI NOTTE e il suono magico della “parlata siciliana”

Camilleri_una voce di notte

Leggere un romanzo di Camilleri con Montalbano come protagonista è sempre un piacere, anche se conosci già la storia e se hai già visto un paio di volte lo sceneggiato in TV.

E non fa eccezione  Una voce di notte, pubblicato nella collana di La Repubblica  Il Giro del Mondo in 18 Noir .

 Tra ammazzatine più o meno cruente, mafiosi spudorati, politici corrotti, giovani donne preda di maschi deboli e violenti, Montalbano in crisi da invecchiamento, abbuffate di pesce, battute macchiettistiche di Catarella, perfezionismi irritanti di Fazio, inconsistenza angelica di Augello e corpo sudaticcio e pavido del signori e guestori, ovvero, nel bel mezzo di  tutta la ben nota mercanzia dei romanzi di Camilleri,    questa volta mi sono fatta cullare  soprattutto dal   ritmo ammaliante del suo siciliano romanzato.

Ogni parola, ogni frase è passata immediatamente dagli occhi all’orecchio e lì ha preso forma e suono, riportandomi felicemente, come in una danza, agli anni appassionati della mia vita siciliana.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: