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M. Atwood-ALIAS GRACE. Il fascino indiscutibile di un’assassina Doppelgänger

 

ALIAS GRACE

 

Una storia vera

L’ adolescente Grace Marks vive in un piccolo paese dell’ Irlanda del Nord protestante,  in una famiglia povera, con un padre Inglese del Nord  violento e alcolizzato che mi ha faato pensare alla “Modest Proposal” che  Daniel Defoe propone per risolvere il problema della fame. Troppi figli, l’ultimo-super indesiderato   sarebbe buono arrosto. L’Irlanda affamata mi  ricorda anche  le  atmosfere indimenticabili di Memoirs e Angela’s Ashes di Frank McCourt.

Arriva ineluttabile il momento  doloroso  per la famiglia Marks di emigrare in Canada, in  cerca di “fortuna”. Il viaggio in nave  verso l’Incognito  è straziante. L’angusto ambiente in cui  sono costretti a vivere i passeggeri più poveri e i loro stratagemmi per respirare un po’ di aria fresca e vedere uno sprazzo di luce, sono testimonianze dolorose e realistiche di cosa significhi emigrare quando si è disperati.

La madre di Grace non regge a tanto dolore e deprivazione. E muore.  Il suo funerale è sconvolgente, drammatico, e quasi grottesco. La piccola Grace deve scegliere il lenzuolo funebre in cui avvolgere il corpo dell’adorata madre tra le povere cose portate dall’ Irlanda: quello più bello che piaceva tanto alla mamma o uno più andante vista la fine che avrebbe fatto tra le onde dell’oceano?

Arrivo a Toronto Torre di Babele

“The people appeared to be very mixed as to the kinds of them, with many Scots and some Irish, and of course the English, and many Americans, and a few French; and Red Indians, although they had no feathers; and some Germans; with skins of all hues, which was very new to me; and you never could tell what sort of speech you were going to hear. There were many taverns, and much drunkenness around the harbour, because of the sailors, and altogether it was just like the Tower of Babel.”

In Canada la  vita di Grace e della sua problematica famiglia non cambia, anzi diventa se possibile ancora più complicata. Tanti  fratelli da seguire senza più la mamma, con accanto un padre sempre più violento e pericoloso. Ma Grace non si lascia sopraffare dalla disperazione,  decide anzi  di cogliere l’occasione che le viene offerta di  andare a servizio presso una rispettabile famiglia del posto, ribellandosi al padre-padrone.

Inizia per Grace una vita nuova,  piena di  avvenimenti e incontri che la porteranno a diventare complice “involontaria”(forse si-forse no) di James Mc Dermott, assassino feroce del nuovo padrone di casa  Thomas  Kinnear e della sua  governante-amante Nancy Montgomery.

Il caso fa scalpore e Grace diventa oggetto di  ogni tipo di  giudizio e attenzione. Anche il mondo scientifico si interessa a lei. Le sue dimenticanze o reticenze, il suo candore, la sua giovane età spingono  a voler esplorare la sua vita, in profondità. Il dottor Simon Jordan si assume l’incarico di questa ricerca, che può rappresentare il trampolino di lancio verso la realizzazione dei suoi progetti di medico.

 

Margaret Atwood prende dunque spunto da una storia vera. Dopo aver consultato archivi, giornali e libri, dopo aver ascoltato esperti  e studiosi  del mondo legale, rielabora la vicenda di Grace Marks, da grande narratrice qual è.

Ne viene fuori un libro moderno, ricco di suggestioni, ancora oggi valide e ampiamente discusse come lo studio della doppia personalità, gli intrighi e le ingiustizie sociali che,  nell’ 800 come oggi,  investono soprattutto le donne, ma anche il mondo della medicina e della ricerca, le ipocrisie della società  borghese, sia essa Canadese o Americana.

“Needles and pins, needles and pins,

When a man marries

his trouble begins.

It doesn’t say when a woman’s trouble begins. Perhaps mine began when I was born, for as they say, Sir, you cannot choose your own parents, and of my own free will I would not have chosen the ones God gave me.”

A tratti pecca di una certa “lungaggine”, ma alla fine si rivela una lettura molto interessante, soprattutto grazie alla capacità “affabulatoria” di Grace.

“…The story is the story of storytelling. As Scheherazade talks, the sultan disintegrates. Jordan’s slow collapse is a splendidly comic, touching and instructive achievement.” —Los Angeles Times “Alias Grace offers the opportunity to immerse yourself in a book, trading today for a yesterday expertly realized by one of our most talented authors.” —Daily News” 

Jenny_Lind_in_La_Sonnambula

Grace racconta la sua vita al dottor Jordan, la rivive, la rielabora, la colora di sogno  nei momenti più belli e di  toni cupi  nei momenti più tristi. La  ricerca scientifica di cui Grace è il fulcro,  ha per obiettivo riportare in superficie i ricordi rimossi  di azioni inconfessabili persino a se stessi.

“My object is to wake the part of her mind that lies dormant—to probe down below the threshold of her consciousness, and to discover the memories that must perforce lie buried there. I approach her mind as if it is a locked box, to which I must find the right key; but so far, I must admit, I have not got very far with it. It”

Il bello del romanzo sta anche nelle lettere che i vari protagonisti si scrivono, si inviano, si intercettano, si  rispediscono al mittente, si perdono per strada: lettere da Simon  alla madre e viceversa; lettere dall’amante a Simon; lettera dai vari dottori su Grace al dottor  Jordan; lettere conclusive e  dense di emozione di Grace al Dottor Jordan, e ancora altre, tante altre…

Grace risulterà alla fine una sorta di Doppelgänger (e il titolo ce lo anticipa), quasi una  Sonnambula alla Bellini,  o piuttosto una poliedrica entità in cui  ogni contraddizione trova il suo posto  e si armonizza, esaltando  l’essere,  proprio  come nell’Albero del Paradiso del quilt che descrivendo:

“The pattern of this quilt is called the Tree of Paradise, and whoever named that pattern said better than she knew, as the Bible does not say Trees. It says there were two different trees, the Tree of Life and the Tree of Knowledge; but I believe there was only the one, and that the Fruit of Life and the Fruit of Good and Evil were the same. And if you ate of it you would die, but if you didn’t eat of it you would die also; although if you did eat of it, you would be less bone-ignorant by the time you got around to your death. Such an arrangement would appear to be more the way life is.”

Il dottor Jordan diventa anch’ egli una parte costitutiva di Grace, uno specchio in cui riflettersi e ammirarsi.

“But now I feel as if everything I say is right. As long as I say something, anything at all, Dr. Jordan smiles and writes it down, and tells me I am doing well. While he writes, I feel as if he is drawing me; or not drawing me, drawing on me—drawing on my skin—not with the pencil he is using, but with an old-fashioned goose pen, and not with the quill end but with the feather end. As if hundreds of butterflies have settled all over my face, and are softly opening and closing their wings. But underneath that is another feeling, a feeling of being wide-eyed awake and watchful. It’s like being wakened suddenly in the middle of the night, by a hand over your face, and you sit up with your heart going fast, and no one is there. And underneath that is another feeling still, a feeling like being torn open; not like a body of flesh, it is not painful as such, but like a peach; and not even torn open, but too ripe and splitting open of its own accord. And inside the peach there’s a stone.”

lady of the lake quilt pattern

E al centro  c’è un  quilt

Mentre racconta, Grace cuce…è brava. Massima espressione della sua perizia sono i Quilt. Queste coperte assumono nella storia un valore quasi biblico. Ogni  immagine riprodotta dall’ unione di pezzi di stoffe ha un suo significato nella vita di una donna-sposa-madre in seno ad una familgia.

“Mrs. Alderman Parkinson had more pieced quilts than I’d ever seen before in my life, as it was not so much the fashion on the other side of the ocean, and printed cottons were not so cheap and plentiful. Mary said that a girl did not consider herself ready for marriage here until she had three such quilts, made by her own hands; and the fanciest ones were the marriage quilts, such as the Tree of Paradise and the Flower Basket. Others, such as the Wild Goose Chase and the Pandora’s Box, had a good many pieces, and took skill; and those such as the Log Cabin and the Nine Patch were for everyday, and were much faster to make. Mary had not begun on her own marriage quilt yet, as she did not have the time, being a servant; but she’d already finished a Nine Patch.”

Siamo tutte Grace mentre leggiamo le sue parole, con lei  soffriamo, con lei gioiamo, con lei sogniamo. Il suo discorso è semplice, diretto assolutamente coerente con la  sua età e al suo livello di  istruzione. Ma anche ricco  di pathos e umanità in conflitto. D’altra parte, in carcere e a servizio  nella casa del governatore Grace ha modo di  raffinare la sua educazione.

 

La stanza di Grace

“…the back stairs, and shared a bed with Mary Whitney, who helped in the laundry. Our room was not large, and hot in summer and cold in winter, as it was next the roof and without a fireplace or stove; and in it was the bedstead, which had a pallet mattress filled with straw, and a small chest, and a plain washstand with a chipped basin, and a chamber pot; and also a straight-backed chair, painted a light green, where we folded our clothes at night.” 

La conclusione del romanzo soddisfa apparentemente gli amanti del lieto fine, ma porta con sé anche tutto un mondo di non detto che riflette in pieno il focus centrale della storia: Quante Grace ci sono  in Grace Marks?  

“The imperfect is our paradise” Wallace Stevens 1938 

Ancora gustosi piccoli assaggi

Grace l’assassina-The reason they want to see me is that I am a celebrated murderess. Or that is what has been written down. When I first saw it I was surprised, because they say Celebrated Singer and Celebrated Poetess and Celebrated Spiritualist and Celebrated Actress, but what is there to celebrate about murder? All the same, Murderess is a strong word to have attached to you. It has a smell to it, that word—musky and oppressive, like dead flowers in a vase. Sometimes at night I whisper it over to myself: Murderess, Murderess. It rustles, like a taffeta skirt across the floor. Murderer is merely brutal. It’s like a hammer, or a lump of metal. I would rather be a murderess than a murderer, if those are the only choices.”

A cosa serve un letto- “why is it that women have chosen to sew such flags, and then to lay them on the tops of beds? For they make the bed the most noticeable thing in a room. And then I have thought, it’s for a warning. Because you may think a bed is a peaceful thing, Sir, and to you it may mean rest and comfort and a good night’s sleep. But it isn’t so for everyone; and there are many dangerous things that may take place in a bed. It is where we are born, and that is our first peril in life; and it is where the women give birth, which is often their last. And it is where the act takes place between men and women that I will not mention to you, Sir, but I suppose you know what it is; and some call it love, and others despair, or else merely an indignity which they must suffer through. And finally beds are what we sleep in, and where we dream, and often where we die.”

 Jeremiah il poliedrico“This Jeremiah was a deft and nimble man, with a long nose and legs and a skin all browned by the sun, and a curling black beard, and Mary said that although he looked like a Jew or a gypsy, as many peddlers were, he was a Yankee with an Italian father who’d come over to work in the mills, in Massachusetts; and his last name was Pontelli, but he was well liked. He spoke good English, yet with something foreign in his voice; and he had piercing black eyes and a wide and handsome smile, and flattered the women shamelessly.”

Giochi di bimbe: Mary e Grace“And Mary, who was very quick in such matters, soon found this out, and would hide behind the sheets, and press up against them so there was the outline of her face, and give out a moaning sound; or she would get behind the nightshirts and make their arms move. Her object was to frighten me, and she would succeed, and I would shriek; and then we would chase up and down between the rows of washing, laughing and screaming, but trying not to laugh and scream too loud, and if I would catch her I would dart in and tickle her, for she was very ticklish; and sometimes we would try on Mrs. Alderman Parkinson’s corsets, over top of our clothes, and walk around with our chests sticking out and looking down our noses; and we would be so overcome that we would fall backwards into the baskets of linens, and lie there gasping like fish until we had recovered our straight faces again. These were just the high spirits of youth, which do not always take a very dignified form, as I am sure you have had cause to observe.”

Bisogno di famiglia, anche  cattiva-“did not know where my family was, which was the same as having none; not that I ever wished to see my father again, but I would have been glad of some news of the children. There was Aunt Pauline, and I could have written her a letter, if I’d been able to afford the postage; for this was before the reforms, and to send a letter far across the sea was very expensive. If you looked at things in the cold light of day, I was indeed alone in the world, with no prospects before me except the drudgery I’d been doing; and although I could always find a different situation, still it would be the same sort of work, from dawn to dusk, with always a mistress to be ordering me about.”

Confini-“But when you cross over the border, it is like passing through air, you wouldn’t know you’d done it; as the trees on both sides of it are the same.”

Che invenzione la macchina da cucire-“Mrs. Henry Cartwright has purchased one of the new domestic Sewing Machines, for the use of her servants; and Miss Faith Cartwright was so intrigued by it, that she has tried it herself, and was able to hem a petticoat with it, in very little time; which she most thoughtfully brought over yesterday, so that I might see the stitching, as she knows I am interested in the modern inventions. The Machine works tolerably well, though there is room for improvement—snarls of thread occur more often than is desirable, and must be cut or untangled—but such devices are never perfected at first; and Mrs. Cartwright says that her husband is of the opinion, that the shares in the company which manufactures these machines, would prove a most sound investment over time.” 

Epifania in un quilt-Then something came clear to me which I used to wonder about. There is a quilt pattern called Lady of the Lake, which I thought was named for the poem; but I could never find any lady in the pattern, nor any lake. But now I saw that the boat was named for the poem, and the quilt was named for the boat; because it was a pinwheel design, which must have stood for the paddle going around. And I thought that things did make sense, and have a design to them, if you only pondered them long enough. And so perhaps it might be with recent events, which at the moment seemed to me entirely senseless; and finding out the reason for the quilt pattern was a lesson to me, to have faith.” 

 

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