Grazie Rina! con il tuo articolo hai in qualche modo risposto al mio appello: ” da quale libro di Modiano comincio per conoscerlo un pò?” Una piccola lettrice curiosa come me rimane sempre colpita dal fatto che tizio o caio ha ricevuto il Nobel. Cosa vuoi, sento ancora forte il fascino dell’autorevolezza di questo premio, anche se forse, in tempi come i nostri in cui tutto è commercio e conoscenze, magari qualche dubbio ci viene. Il confronto che fai con Deledda è davvero come un pugno in faccia. La dolcezza , la convinzione e la partecipazione della tua analisi,fanno emergere tutte le contraddizioni oggettive dell’attribuzione di un Nobel di Letteratura. Un effetto notevole lo hai prodotto: ritornerò volentieri a Grazia Deledda, di cui non ho letto niente, entrata nei miei ricordi più intensi attraverso lo sceneggiato Canne al Vento (regia Mario Landi, 1958)

LA BARBA DI DIOGENE

imagesdi Rina Brundu. Un paio di anni fa, il giorno di Pasquetta, andai a Nuoro a visitare la tomba e la casa-museo di Grazia Deledda. La “tomba” in questione è un’intera chiesetta dove il suo corpo riposa. Ricordo l’aria “buona” che si respirava tra le pareti spoglie, biancastre, la pace e la tranquillità. Pensai che i suoi concittadini non avrebbero potuto regalarle un posto migliore dove riposare.

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