National Gallery

Passaggi

Mi dirigo verso l’uscita della National Gallery. Il divano è confortevole. Mi siedo, controllo la punta della matita e comincio a creare.

Dalla testa, dagli occhi, giù fino alle mani, trasferisco magicamente sulla carta i tratti unici di quel volto. I suoi occhi irradiano complicità; il capo è leggermente chinato, quasi a cercare appoggio sulla spalla rialzata; i suoi capelli assumono sfumature argentee, mentre un fievole raggio di sole che filtra dalla vetrata, li accarezza.

Ci eravamo fermati un attimo, insieme, davanti al ritratto di John Keats e forse ad entrambi, era affiorato sulle labbra e nel cuore il ritmo dolce e intenso delle sue “unheard melodies”.

Nero e grigio su sfondo bianco: srsrsrsrsrsr, la forma salta fuori. Il mio specchio interiore riflette l’immagine esatta che mi ero costruita dentro.

Ci troviamo ancora, insieme, all’uscita: Lo guardo, mi guarda e il gesto è automatico: il foglietto stracciato in fretta e furia dal taccuino, scivola, gorgeggiante, dalle mie alle sue mani.

Questo brano ci introduce direttamente nel gioco.

Vuoi  sapere come e perché?

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