K. Ishiguro-NEVER LET ME GO. Corpi e anime di ricambio.

never let me go“simply pawns in a game […]But think of it. You were lucky pawns…” p.261,

È stato quasi doloroso arrivare alla “fine”: la fine della storia e la fine della lettura.Mi ha turbato il mondo in cui la vicenda si svolge. La naturalezza e, alla fine, l’accettazione  del destino loro assegnato rende i protagonisti “speciali”. Sembrano essere di un altro pianeta: corpi stupendi, ben nutriti e curati, ma destinati allo “smembramento scientifico”, Huxleyani. Consapevoli di ciò che li aspetta e tuttavia umani. Intaccati, lacerati, umanizzati dai sentimenti, dalla ricerca di un’identità, dal desiderio di scoperta, di avventura e di sorpresa di fronte all’amore. Ho sofferto molto durante la lettura di questo libro. Il dolore fisico, le operazioni, il mondo dell’assistenza hanno toccato le mie corde più sensibili. Ora, a freddo, mi rendo conto di quanto bella sia la storia e soprattutto la progressione degli eventi e la tensione narrativa: tutta interiore, tutta “scavata” nel profondo dell’animo. Il mondo immaginario, l’Utopia, i ricordi belli, sono tutti lì dentro nonostante il corpo viva in un mondo distopico. 

Dalla quarta di copertina:In one of the most acclaimed and original novels of recent years, Kazuo Ishiguro imagines the lives of a group of students growing up in a darkly skewed version of contemporary England. Narrated by Kathy, now thirty-one, Never Let Me Go hauntly dramatises her attempt to come to terms with her childhood at the seemingly idyllic Hailsham School, and with the fate: That has always awaited her and her closest friends in the wider world. A story of love, friendship and memory. Never Let Me Go is charged throughout with a sense of the fragility of life”

“In uno dei romanzi più acclamati e originali degli ultimi anni, Kazuo Ishiguro immagina le vite di un gruppo di studenti che crescono in una versione oscuramente distorta dell’Inghilterra contemporanea. Narrato da Kathy, che ora ha trentun anni, Non lasciarmi drammatizza in modo struggente il suo tentativo di fare i conti con l’infanzia trascorsa nell’apparentemente idilliaca scuola di Hailsham e con il destino che ha sempre atteso lei e i suoi amici più cari nel mondo esterno. Una storia d’amore, amicizia e memoria, Non lasciarmi è pervaso da un senso di profonda fragilità della vita.”

Sguardi dalla critica

“A gothic tour de force[and] an oblique and elegiac meditation on mortality and lost innocence” New York Times

“This is a fine novel, fiction as moving and horrific as Margaret Atwood’s The Handmaid’s Tale (Il Racconto dell’Ancella) or John Wyndham’s The Chrysalidis” The Times

“A page turner and a heartbreaker, a tour de force of knotted tension and buried anguish” Time

Margaret Atwood  lo vede così:

“A brilliantly executed book by a master craftsman who has chosen a difficult subject: ourselves, seen through a glass, darkly.” Slate

Never let me go al cinema