• Mondo Fuori

  • Alla Fiera delle Parole One Book One City Padova legge il romanzo della Atwood. Diritti delle Donne. Una lotta continua…

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    Per il ritiro del DDL Pillon e la riaffermazione della libertà di scelta degli "Italiani", uomini e donne liberi. Margaret Atwood-Il Racconto dell'Ancella: " In un’America reduce da una catastrofe ecologica, che ha falciato gran parte della popolazione e messo in forse la stessa sopravvivenza della specie, un gruppo di fanatici religiosi ha fondato uno stato totalitario, Galaad, riducendo in completa schiavitù le donne. I rapporti umani, sociali, culturali sono stati aboliti: unico supremo fine è la procreazione. Attraverso il diario segreto della giovane “ancella” Difred, si delinea l’inquietante profilo di un mondo futuro ma non troppo, già presente in embrione nella società degli anni Ottanta...apri il link all'immagine per continuare

  • Giornata Mondiale del Migrante 2019- Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra. Ancora morti, tanti. Troppi!

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • 19 Luglio -Luci che non si spengono

  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • 2 Giugno 2019-Festa della Repubblica Italiana

  • Amo l’Europa e il 26 Maggio VOTO.

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • 25 Aprile 2019- Festa della Liberazione dal nazifascismo

    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

    “Despite everything, life is full of beauty and meaning.” ― Etti Hillesum, Lettres De Westerbork

  • 8 Marzo 2018-Donne insieme con determinazione e speranza

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 20 Novembre2017- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

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H.Hemingway-FIESTA (The Sun also rises). E allora fu davvero Spagna…

 

 

 

Fiesta Einaudi

 

C’è un angolo nella piccola biblioteca di casa mia, dove conservo i libri di mio suocero, quelli che hanno segnato il lettore del post-seconda guerra mondiale. Erano gli anni in cui Enrico, detto Toto, viveva intensamente la sua età di giovane rampollo di una famiglia ricca, pieno di interessi che lo trasportavano da una parte all’altra dell’espressione creativa.

 

Amori in città-Enrico Scamardi

Anni 50, è il momento della sperimentazione e della creatività cinematografica e lui, si ritrova a Roma con un gruppo di registi e amici che faranno grande il cinema Italiano, anche se sono al momento squattrinati e ricchi solo di genio, speranze e promesse. Tra questi Marco Ferreri.

Per lui Enrico scolpirà legni di ulivo, costruirà plastici che verranno bombardati nei suoi film, proverà una profonda e ricambiata amicizia. Il genio Ferreri vola alto nel mondo del cinema. Enrico, dopo alcuni tentativi più o meno riusciti nella produzione (Faro Film) e nella recitazione (Amori in città), con famiglia al seguito, torna in una Sicilia tutta da reinventare, come la sua vita.

Tra i  libri ingialliti e talora corrosi dalla salsedine e dal buio umido di una libreria nascosta, spunta Fiesta di Ernest Hemingway. Copertina rossa in “cartone editoriale”, con particolare di Donna allo specchio di Picasso. (Einaudi lancia i Coralli con disegno grafico di Max Huber che sceglie con cura l’abbinamento tra quadri famosi e scrittori). Ed io decido  di leggerlo in questa vecchia edizione. Molti anni fa l’avevo letto in Inglese con i miei  studenti, in una versione abridged.

 

La storia

 

Paris Crew…

È il folle intermezzo tra le due guerre mondiali, quando l’umanità sembra aver riscoperto la vita e vuole azzannarla fino a farla sanguinare, di dolore, di piacere, di morte. Un gruppo di amici molto speciali si ritrova a Parigi. Sono di fatto Ernest Hemingway e la sua combriccola di bevitori incalliti e di personalità all’avanguardia. Nel romanzo diventano

il giornalista Jake Barnes, veterano della Grande Guerra, narratore, uomo colto che legge Turgheniev;

la sconvolgente Lady Brett Ashley di cui tutti si innamorano perdutamente, che è l’incarnazione fisica e comportamentale della donna moderna desiderosa di vita e d’amore in tutte le sue sfaccettature;

l’americano Bill, il finanziere spregiudicato Mike, il cupo e problematico Robert Cohn, in crisi matrimoniale ed esistenziale, destinatario di tutti i pregiudizi del mondo.

 The Paris crew programma il viaggio in Spagna per la Fiesta di San Firmino a Pamplona. A questi si aggiungono una serie di personaggi, più o meno caratterizzati, che i protagonisti incontrano nel loro vagabondare in Francia e in Spagna. Tra fiumi di alcol e serate di ballo,

Uno degli aspetti più belli di questo romanzo è proprio l’attraversamento della Francia, giù verso i paesi Baschi, fino a Pamplona. L’incontro con le città, le montagne, i fiumi, il tempo Spagnolo è una cronaca umana di grande intensità e bellezza.

Plaza del Castillo a Pamplona

Rimane impresso il dolore fisico e psicologico di chi ama troppo la persona sbagliata. Bello leggere le diverse reazioni. Robert Cohn è disperato, Brett gli si è concessa una volta, forse per curiosità, in una gita indimenticabile a San Sebastian, ma non lo vuole più. Cohn è sopraffatto dal suo inferno d’amore non corrisposto:

“Piangeva. La sua voce era buffa. Nel suo maglione bianco da polo, stava disteso sul letto al buio. Il suo maglione da polo. -Vado via domattina- Piangeva senza rumore…Ho passato un inferno, Jake. Un vero inferno.”262

Jake ama la stessa donna, ma controlla le sue reazioni, le sublima in un ruolo di confidente privilegiato che lo macera profondamente e lo porta ad assecondare tutte le richieste di Brett, anche quella di organizzarle l’incontro fatale con il torero Pedro Romero di cui lei si innamora pazzamente, salvo poi lasciarlo perché lui vuole fare di lei una donna femmina, con i capelli lunghi, relegata in casa ad aspettarlo. E lei lo lascia perché è un ragazzino, solo 19 anni e lei una donna matura che non vuole fargli del male…

“le donne in fatto di amicizia sono fantastiche, Che fantastiche amiche. In primo luogo, per avere una base di amicizia voi dovete essere innamorato di una donna. Io consideravo Brett mia amica.”201

Ava Gardner – Brett nel film The Sun also rises di Henry King 1957

Mike è lo sposo predestinato dopo il divorzio di Brett da Lord Ashley, accetta tutto di lei: i suoi amori, la sua volubilità, la sua prepotente personalità di donna emancipata. E si ubriaca e si arrabbia, impotente di fronte al suo destino.

“Damned good-looking” is how Ernest Hemingway—or, rather, his antihero Jake Barnes in The Sun Also Rises—describes Lady Brett Ashley when she appears at a Parisian club with a mob of pretty boys. “Damned good-looking” is better than pretty. It’s better than the colloquial “hot,” better than beautiful, even. Damned good-looking, it is. Stephanie La Cava

Altre  donne si aggregano alla compagnia, ma così come compaiono, scompaiono, e non influiscono né sui personaggi né sulla storia. Anche se una brillante e disincantata Georgette affianca Jake nei primi passi della vicenda.

Tanti piccoli episodi di grande spessore narrativo arricchiscono la storia: i tori, quelli buoni e quelli eccezionali, Montoya il padrone dell’albergo autentico e selettivo aficionado della corrida, la pesca con l’Inglese Harry, la storia buffa e patetica delle medaglie da portare alla cena di gala di Mike con il principe-che poi-non arriva. Sullo sfondo gli echi tragici della prima guerra mondiale.

Lo stile è graffiante brusco, secco, essenziale, giornalistico, spesso colloquiale, molto peculiare nella versione in Italiano di Giuseppe Trevisani, giornalista, designer e collaboratore di importanti giornali e della casa editrice Einaudi.

Storia di una traduzione

Cara Lettrice Rampante,  ho letto il tuo articolo sulle vicissitudini editoriali di The sun also rises o Fiesta che dir si voglia… Ho sorriso di fronte al tuo stupore sul doppio titolo. “Mi fa impazzire” (come dici tu) la versione in Italiano di questo meraviglioso romanzo: strana? fedele? antica? Non so mi piacerebbe un confronto. Le parti descrittive e narrative sono efficaci, le parti dialogate mi lasciano perplessa per l’effetto che producono o non producono.

Avete mai sentito in Italiano una frase così: –Ci teniamo visti- o -Non c’è stato male- come risposta a -Avete pescato bene-? E -arrivederci poi-? e Brett che rimprovera a se stessa di essere caduta molto in basso dicendo: “sono decaduta”?

Chiacchiere inutili forse, di fronte al piacere intenso provocato da questo romanzo così ricco di atmosfera e stile, in una versione anch’essa specchio dei tempi in cui fu pubblicata-Italia 1950.

 

Pillole di romanzo

Hemingwaysun1

copertina della prima edizione di The Sun Also Rises , pubblicata nel 1926 da Scribner’s, e illustrata da by Cleonike Damianakes

La guerra

-Ferito in guerra -dissi io.

-Oh quella sporca guerra!(Georgette)

Probabilmente avremmo attaccato a discutere l’argomento guerra, convenendo che le guerre erano un disastro per la civiltà e che forse sarebbe stato meglio evitarle” Ero abbastanza annoiato. Proprio allora dall’altra sala qualcuno chiamò:-Barnes! Dico,Barnes! Jacob Barnes! 23

 La fiesta sta per cominciare…

Era come certi pranzi di guerra che ricordo. C’era molto vino, una sconosciuta tensione e la sensazione di cose che dovranno accadere e che non è possibile prevenire. Col vino mi passò la sensazione di disgusto, e mi sentii felice. Parevano tutti gente tanto per bene. 199

La fiesta esplose

A mezzogiorno di domenica 6 Luglio la fiesta esplose. Non c’è altro modo di descrivere la cosa. Gente era arrivata dalla campagna tutti i giorni ma una volta nella città veniva assimilata e non ci si accorgeva di essa. La piazza era tranquilla nel sole caldo come tutti gli altri giorni. Davanti alle osterie stavano i contadini, bevevano e si preparavano per la fiesta….206

 

E fu davvero Spagna

Salimmo tutti in macchina, e la macchina partì per la strada bianca di polvere, verso la Spagna. Per un poco il paesaggio non mutò. Poi, su per le svolte continue della strada, raggiungemmo il punto più alto di una gola. E allora fu davvero Spagna. 126

 

Perché non si leva dai piedi come gli altri?

Non è questo, ascolta, Jake. Tante volte Brett è andata con uomini. Ma non erano ebrei e non sono mai venuti dopo a ronzare intorno.195

“Hemingway never lets the reader forget that Cohn is a Jew, not an unattractive character who happens to be a Jew but a character who is unattractive because he is a Jew.” Susan Beegel

 

L’Inglese della classi alte

L’ Inglese parlato-quello delle classi alte per lo meno-ha pochissime parole, deve averne meno dell’Eschimese. Magari l’Eschimese è una bella lingua. Diciamo il Cherokee. Nemmeno di Cherokee sapevo niente. Gli Inglesi parlano per frasi fatte. Una frase significa già tutto. Mi piacevano, però. Mi piaceva come parlavano. Harris per esempio. Per quanto harris non fosse delle classi alte. 202

Il torero Pedro Romero

Oh, è tanto carino-Brett disse-e quei pantalone verdi…”

Montoya bussò alla porta ed aprì. Era una stanza grigia. Poca luce entrava dalla finestra che dava sul vicolo. C’erano due letti separati da una divisione di tipo monastico. La luce elettrica era accesa. Il ragazzo era molto elegante e dignitoso nel suo costume da torero. Sulla spalliera di una seggiola stava la giacca. Gli stavano finendo di allacciare la fascia. La capigliatura nera brillava sotto la luce elettrica. Egli portava una camicia bianca di lino. Il portatore di spada, sistemata la fascia, si alzò e fece un passo indietro. Pedro Romero fece un cenno col capo e ci strinse la mano con aria molto distante e degnazione. Montoya spiegò quali grandi aficionados noi fossimo e disse che volevamo augurargli buona fortuna. Romero ascoltava con molta serietà. Poi si rivolse a me. Era il più bel ragazzo che io avessi mai visto… 220

 

 Fine della Fiesta. Ma il sole sorgerà di nuovo…

Al mattino era finito tutto. La Fiesta era finita. Mi svegliai verso le nove, feci un bagno, mi vestii e scesi giù. La piazza era deserta e non c’era gente per le strade. Ragazzi raccolgievano le capsule dei bengala. I caffè stavano aprendo e i camerieri portavano fuori le comode poltrone di vimini e le sistemavano nell’ombra dei portici attorno ai tavoli di marmo. Stavano spazzando le strade e le innaffiavano con una pompa. Mi sedetti in una poltrona di vimini e mi appoggiai comodamente indietro…307

 

 

I.Némirovsky-SUITE FRANCESE. Che magnifica scoperta!

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“Suite francese di Irène Némirovsky  è il titolo dei primi due “movimenti” di quello che avrebbe dovuto somigliare a un “Poema sinfonico”, composto da cinque parti, di cui solo le prime due sono state completate e pubblicate[…]

La prima parte “Temporale di giugno” racconta l’esodo di massa dei francesi che, all’arrivo delle truppe naziste, si sono spostati con figli, vecchi, malati e intere case caricate su veicoli di fortuna, rimasti poi senza benzina e abbandonati lungo il cammino. In questo grande affresco corale si distinguono quattro gruppi familiari: la Famiglia Péricand, molto ricca, imparentata con altre famiglie altoborghesi di provincia. La casa è gestita dalla madre, Charlotte “La signora Péricand apparteneva a quel tipo di borghesi che hanno fiducia nel popolo. «Non sono cattivi, basta saperli prendere» diceva con il tono indulgente e un po’ sconsolato che avrebbe usato per parlare di una bestia in gabbia”. Gabriel Corte scrittore, è un Accademico di Francia, quindi fa parte dei quaranta “immortali”, come sono chiamati i membri a vita di quel sublime consesso. Deve prepararsi a lasciare Parigi per rifugiarsi a Vichy, con la sua amante, Florence. La Famiglia Michaud formata da una coppia piccolo-borghese: Maurice e Jeanne Michaud che lavorano presso la Banca del signor Corbin. Charlie Langelet, sessantenne, benestante, vecchio scapolo la cui grande passione è una collezione di porcellane. Si annovera tra gli “happy few“. È molto snob, evita l’eccessiva vicinanza del prossimo, per cui prova un generico disprezzo.”

Il secondo pezzo, “Dolce”, è ambientato in una piccola città della campagna francese, Bussy (nella periferia ad est di Parigi), nei primi mesi, stranamente tranquilli, dell’occupazione tedesca. Qui vivono due donne: la vedova Angellier e Lucile sua nuora. Un ufficiale tedesco, Bruno von Frank, viene acquartierato in casa Angellier. Tra il giovane ufficiale ventiquattrenne e la sconsolata Lucile, scocca una scintilla di comprensione che presto diventa amore. I due non osano però incontrarsi e parlarsi. La suocera tiranneggia Lucile e la costringe a nascondersi, fino a che, un giorno che rientra inaspettata, coglie i due in atteggiamento affettuoso, coinvolti dalla dolcezza della musica suonata dall’ufficiale sul pianoforte di famiglia. È troppo: la vecchia si ritira nelle proprie stanze e dichiara di non volerne uscire più. Bruno mormora “Finalmente, sarà il paradiso”.  Wikipedia

 

Suite, una sinfonia di note e luoghi.

Il titolo è esemplificativo della bellezza del romanzo. E altrettanto complesso e ricco di valore metaforico.

Ha un  significato strettamente legato al mondo della musica, anche se i “pezzi” della Suite di Irene si fermano purtroppo ai primi due tempi: Tempesta di Giugno e Dolce:

“In musica, la suite (in francese successione) è un insieme di brani, per uno strumento solista, un complesso da camera o un’orchestra, correlati e pensati per essere suonati in sequenza. I pezzi che compongono una suite vengono chiamati tempi (o movimenti) e nella musica barocca sono tutti nella stessa tonalità.”

2000px-France_map_Lambert-93_with_regions_and_departments-occupation-it_svgHa un  significato logistico. La Suite rappresenta  in verità tutte le case di Francia “abitate” da questa storia e, in particolare, la casa di Lucile Angellier. O meglio la stanza in cui alloggia Bruno Von Falk, l’invasore dal comportamento gentile e malinconico. Riparata,  temporanea e accogliente, é la testimone compiacente di un amore molto speciale.

La visita di Lucile alla casa dei Perrin,  con la lista degli oggetti da recuperare per la vedova, è un capolavoro di  narrazione ironica e poetica. La ragazzina che “guarda” la scena e che diventa di fatto una narratrice ingenua e sapiente, allo stesso tempo. cattura, diverte e commuove.

“la ragazzina  con il grembiule nero coglieva delle primule, le riuniva in grossi mazzi rotondi di un giallo tenero e vi affondava il nasetto, ma aisuoi occhi neri , innocenti e astuti nello stesso tempo, non si staccavano per un momento dai grandi. Guardava Lucile con curiosità e anche con un certo spirito criticop:uno sguardo da donna a donna. “Ha l’aria di avere paura”,pensava”Mi chiedo per quale motivo ha paura. L’ufficiale non è cattivo. Lo conosco, mi regala dei soldini, e una volta ha raccolto il mio pallone…La bambina vide che la signora era molto pallida e aveva la bocca tremanta…Il tedesco e la signora parlavano a voce bassa. Anche lui adesso era bianco come un lenzuolo…”p.309

 

Il ritmo delle stagioni

benvenuto-giugno_sscamardi2014L’esodo dei parigini verso la salvezza, nelle regioni periferiche della Francia, è costellato di poesia e dramma, insieme e inseparabili. La descrizione dell’aria dolce e profumata dei tramonti di Giugno fa sognare, ma il sogno diventa bruscamente incubo, tra bende insanguinate, ricerca spasmodica di cibo e di accoglienza. Sintomatico è il furto del cesto di vimini pieno di leccornie, che il capriccioso intellettuale Corte è riuscito a procurarsi, grazie alla sua fama.

 “Era una sera lieve e dorata, senza un alito di vento, tiepida, la fine di una giornata incantata, un’ombra dolce si stendeva come un’ala sui campi e sui sentieri…Un leggero odore di fragola giungeva dal bosco vicino. Lo si avvertiva a tratti, nell’aria satura di vapori di benzina e di fumo. I veicoli procedevano a passo d’uomo e ora si trovavano sotto un ponte. Delle donne lavavano tranquillamente la biancheria nel fiume: L’orrore e l’anomalia di quanto stava accadendo erano accentuati da quelle immagini di serenità.. In lontananza si vedeva girare la ruota di un mulino.”p.86

 

Stile, Personaggi e Cambiamenti: piccoli assaggi

Non è facile scegliere qualche frammento dall’immenso serbatoio di perle splendenti che illuminano il romanzo. Si rischia di trovarsi tra le mani una collana spezzata. Ma vale comunque la pena di provarci.

C’è  Irene  tra le parole di Gabriel Corte sui “personaggi minori di un romanzo”:

“Te l’ho sempre detto, tu non dai abbastanza importanza ai personaggi di contorno. Un romanzo deve somigliare a una strada affollata di ignoti, nella quale passano due o tre individui, non di più , di cui sappiamo tutto. Guarda altri scrittori, Proust ad esempio, come hanno saputo fare uso delle figure minori. Se ne servono per ridimensionare, rimpicciolire i personaggi principali. Niente di più proficuo in un romanzo di quella che chiamerei una lezione di umiltà impartita ai protagonisti: pensa a Guerra e Pace:le giovani contadine traversano la strada ridendo davanti alla carrozza del principe Andrej e la prima impressione che ne hanno è di lui che si rivolge a loro, la sua voce, e immediatamente la visione del lettore si dilata, non c’è più un singolo volto, una sola personalità. Scopre la molteplicità dei modelli…”p.39

Anche Gabriel riceverà la sua “lezione di umiltà” dall’esperienza dell’esodo forzato… che lo obbliga ad uscire dal suo mondo dorato e a scontrarsi con una miriade di “personaggi minori”.

Dorian GrayTra i libri preferiti di Irene c’é Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde. La scena in casa Angellier in cui  Lucile si guarda allo specchio e toccandosi il viso riflette sulla contradditorietà tra ciò che vede e ciò che sente, tra l’immagine che gli altri devono preservare di lei e quella più vera e intima che invece lei  vede riflessa nello specchio, ci riporta davvero a Dorian Gray…

“Insomma, rifletti!, continuò,  la fronte appoggiata allo specchio,e le sembrava veramente di parlare a una parte di sè sino a quel momento sconosciuta, invisibile, e che vedeva per la prima volta, una donna con gli occhi scuri, dalle sottili labbra frementi, le gote accese, che era lei e non del tutto lei.” Insomma, rifletti…”p.338

 Hubert Péricard si trasforma. Parte per la guerra, ragazzino pieno di entusiasmo, spericolato e incosciente:

“Nel suo animo, sino a quel momento tenero e scherzoso, più fanciullesco della sua età, si destavano all’improvviso i tormenti e le passioni di un uomo adulto:strazio patriottico, bruciante ansia di sacrificio, vergogna, pena e collera. Per la prima volta nella sua vita, pensava, un’avventura di tal sorta coinvolgeva la sua personale responsabilità. Non era il caso di piangere o gridare al tradimento, era un uomo…”93

Torna poco dopo, avvilito e sconfitto, ma con una nuova, importante consapevolezza:

“Poco per volta, da quel caos da quelle contraddittorie sensazioni, nacque una strana , amara maturità. Aveva accumulato una ricca esperienza;adesso sapeva, ma non più in maniera astratta, libresca, ma con il suo cuore che aveva battuto all’impazzata, con le mani che si erano escoriate collaborando alla difesa del ponte di Moulins, con le sue labbra che avevano accarezzato il corpo di una donnamentre i tedeschoi festeggiavano la vittoria. Sapeva cosa significassero le parole “pericolo”, “coraggio”, “paura”,”amore”. Sì, anche l’amore…”p.175

 

Rumori e Silenzi

Colpiscono i suoni e i tonfi. L’immagine degli stivali lucidi di Bruno che scandiscono il tempo con il rumore dei tacchi che sbattono sul pavimento di legno. Passi che arrecano ansia, paura, desiderio…

Colpisce il suono trattenuto del pianoforte, il potere d’attrazione della musica che la “vecchia” teme profondamente. Il suono del silenzio , tra un sibilo e l’altro crea persino più ansia.

“per quanto io viva, ricorderò questo rumore sordo e regolare degli stivali che martellano l’impiantito….”p.244

E sprofondato nel silenzio scorre il flusso di pensieri ed emozioni di Lucille:

“La radio muta…che riposo…Impossibile cedere alla tentazione: Non si potevano cercare le stazioni-Parigi, Londra, Berlino, Boston-sul quadrante oscuro. Non più voci nefaste, invisibili, lugubri a parlare di navi affondate, di aerei in fiamme, di città rase al suolo, enumerare i morti, annunciare futuri massacri…Benedetto oblio…Sino alla sera, niente, ore lente, una presenza umana, un vino leggero e profumato, della musica, lunghi silenzi, la felicità”. p.304

Bruno e Lucille, un comune, triste sentire nel dialogo tra vincitori e vinti:

“…Adesso sono prigioniero qui, in questo posto simile a una tomba…O meglio: Una tomba in un cimitero di campagna, pieno di fiori, di uccelli, di ombre seducenti, ma pur sempre una tomba[…]Lei non viaggia mai, scommetto. Non conosce l’Italia, l’Europa centrale, a malapena Parigi…pensi a tutte le cose di cui siamo privati…I musei, i teatri. I grandi concerti…Rimpiango soprattutto i concerti”p. 99

Ironicamente amara la morte di Langelet. Sopravvissuto con le sue preziose porcellane all’attacco tedesco, alla fuga e  alla fame muore in un modo tra il tragico e il comico…come le sue adorate statuine…

Bonnet, l’ ospite padrone di casa Labarie, ha lontane origini francesi. È giovanissimo e crudelissimo…

“Era crudele, ma era la crudeltà dell’adolescenza, quella generata da un’immaginazione troppo viva e fervida, interamente rivolta a sestesso, al proprio io;non ci si impietosisce alle sofferenze degli altri:non se ne ha la percezione, non si vede che se stessi. In questa crudeltà c’era un che di ostentato prodotto dall’età come da una qualche inclinazione al sadismo…”p.249

  

Che magnifica scoperta!

dado-peintre-ireneNon che non ami il cinema, anzi, ma davvero, dopo aver letto Suite Francese di Irène Némirovsky, non mi interessa proprio vedere il film di Saul Dibb (Canada 2005) che ne ripercorre le tracce. La minuzia delle descrizioni, le mille sfaccettuature dei personaggi,la poesia che salta fuori ad ogni palpito esistenziale, risulterebbero fatalmente sfocate al confronto. È troppo intensa l’emozione che il libro mi ha lasciato per contaminarla. Non ora almeno.

Eppure il cinema occupa una parte importante nel suo processo creativo. Quando Irene parla del suo libro, proprio mentre la sua vita e la sua fase di scrittura stanno per concludersi (12 Giugno 1942 ad Auschwitz, tutto accade in Giugno…), sembra concentrata proprio sul ritmo da dare al suo lavoro, un ritmo cinematografico che colleghi le parti tra di loro… ma ci penserà la storia e la realtà a collegare tutto!

« Il libro in sé deve dare l’impressione di essere semplicemente un episodio… com’è in realtà la nostra epoca, e indubbiamente tutte le epoche. La forma, dunque… ma dovrei dire piuttosto il ritmo: il ritmo in senso cinematografico… collegamenti delle parti fra loro. Tempête, Dolce, dolcezza e tragedia. Captivité? Qualcosa di smorzato, di soffocato, il più possibile cattivo. Dopo non so. L’importante – i rapporti fra le diverse parti dell’opera. Se conoscessi meglio la musica, credo che questo potrebbe aiutarmi. In mancanza della musica, quello che al cinema si chiama ritmo. Insomma, preoccuparsi da una parte della varietà e dall’altra dell’armonia. Nel cinema un film deve avere una unità, un tono, uno stile.”

 

Vita Shakespeariana

Shakes_globe- jpgÈ bello averlo letto in questi giorni d’Aprile, così densi di eventi che hanno travolto il cuore, con le testimonianze dall’attualità e i ricordi e i ritorni alla grande Storia con i suoi conflitti. Tempo di celebrazioni (25 Aprile) Tempo di esodi biblici e spesso infausti di donne, bambini, uomini per terra e per mare. Tempi in cui l’essere umano fa sfoggio di tutto il suo repertorio: meschinità, slanci, paure, riflessioni, coraggio e generosità.

E tra passato e presente si conferma un unico grande colpevole: la Guerra. Unica possibilità di redenzione laica: il ricorso all’umanità, all’empatia, alla capacità di riflettere e ragionare, a cuore e mente aperti.

“…la vita era Shakespeariana”p.95

commenta la narratrice, semplicemente. E basta questa semplice affermazione per comunicare e condividere tutto un mondo. Lo stile ricco e asciutto nello stesso tempo di Némirosky mi piace molto. Il bello della lettura è il suo orizzonte infinito, il suo terreno sconfinato. Ti offre un progetto senza fine, territori da esplorare di cui non vedrai (e non vorrai mai conoscere) i confini. Irene entra nel mio mondo e diventa parte del mio progetto di lettura. Ho solo iniziato il viaggio e tutto nel suo mondo mi spinge a continuarlo.

G.Simenon-Pazienza commissario Maigret, pazienza…

 

la pazienza di Maigret1G.Simenon

La pazienza di Maigret

Il Sole 24 Ore

Il giudice cicciottello, pieno di figli e amante del cibo Alverniate è il personaggio che più mi colpisce per la sua corporeità “normale”.

La normalità è la qualità più evidente nei romanzi di Simenon, la normalità del male, del cibo, della quotidianità, delle persone che affollano  la vita del commissario.

La normalità brutale della Storia, che coinvolge il tagliatore di
diamanti Jef Claes/Viktor Krulak,  nell’ avventuroso incontro con la bambina, “in un giorno da Apocalisse” del 1940, sotto il bombardamento feroce della stazione di Douai, dove tantissimi  profughi  francesi e belgi sono in transito verso Sud.

Ebreo di origine lettone, ma nato ad Anversa,  Jef avrà un ruolo fondamentale nella storia in cui anche  Nina, la bambina  dell’incontro fatale, si troverà coinvolta.

Manuel, vecchio malavitoso invalido, ormai a riposo (forse), vive a Montmartre, in un bell’appartamento con la bella e giovane Aline, che si rivolge a lui chiamandolo “papi”, con dolcezza. Alina rappresenta il suo corpo, il movimento e la possibilità di  uscire ad incontrare il mondo.

Un bel giorno, Manuel  viene trovato morto, ucciso nella sua carrozzella.

Maigret conosceva Manuel già prima che fosse ucciso e, in un certo senso, lo rispettava. Lo considerava infatti un malavitoso vecchio stampo con un codice preciso di comportamento.

Maigret vuole indagare per arrivare alla verità. Sente di doverlo a Manuel e, come al solito, passo dopo passo, con pazienza e con i suoi metodi, il commissario  con la pipa  arriva a svelare il mistero.

diamantiDietro l’omicidio di Manuel c’è di tutto: diamanti, investimenti in mattone, prostituzione, buon cibo, fiumi di birra e vini raffinati. Ci sono i soliti poliziotti, fidati collaboratori del commissario e donne protagoniste controverse.

Lettura piacevole come sempre, nonostante la solita struttura, la solita magistrale caratterizzazione, la solita sfolgorante Parigi e la solita normalità di Maigret.  

E tuttavia, c’è bisogno di questa normalità, ogni tanto.

Estate Carrarese 26 Agosto- Bistrot, que reste-t-il…

Bistrot

Palazzo Zuckermann, Teatro Giardino, scenografia suggestiva…

Si esibisce il Trio ErenoRigattiParisi e non solo…

Atmosfere parigine sì, ma spaccati  della guerra civile Spagnola e personaggi  internazionali… Interessante. Canzoni  senza età si insinuano tra le righe forti, d’impatto sociale  “lette” da Guido Rigatti. Suona diversi strumenti, compresa la voce, legge, recita, intrattiene. Bellissima interpretazione in Inglese, che esalta la sua voce profonda, e qui, molto chiara di un Cohen immortale.

Luisa superba vestale. Bellissima nel suo  abito verde, flou, che cerca disperatamente un refolo di vento  che l’agiti  sinuosamente. Caldo, tanto caldo, ma la sua voce è limpida e quando canta distende l’anima.

Impassibile Gigi Parise tra violoncello e contrabbasso, immobile. Riusciamo a strappargli un sorriso solo alla fine, quando rilassato, risponde all’applauso del pubblico e diventa più bello…

Stupefacente l’interpretazione di Veronica Canale alla fisarmonica. tutto il corpo  si esibisce: l’abito semplice in bianco e nero, le gambe che nervosamente seguono il ritmo o lo danno,  il volto da sfinge, bellissimo. Impassibile, anche lei, tesa e concentrata. accompagna con discrezione docile l’esecuzione dei brani e la lettura dei testi. Canta con voce possente, ma da il meglio di se quando  addenta Piazzolla… Che meraviglia! tra tango e jazz esplode la sua forza.

Ottima l’idea di  sovrapporre le voci nelle due versioni linguistiche, anche se, a tratti, ci si perdeva alla rincorsa dei significati. Bravissima Luisa a tenere il passo  dell’ “incontenibile” Guido!

Bello   spettacolo. Un modo  piacevolissimo di festeggiare il mio compleanno, con gli amici… Grazie

McEwan-SATURDAY. Eredità esistenziali del dopo 11-Settembre

 

 

Saturday-McEwan

  Professionista di successo, Henry Perowne, il protagonista, vive un momento di dubbio e riflessione sul mondo che lo circonda. È un’era nuova (così si diceva allora) è l’era del post 11 Settembre. Tutti sembrano più inclini a capire il proprio ruolo nel mondo. La storia procede su questi binari speculativi quando il caso, nel corpo e nel cervello di Baxter, si intrufola nella vita dei protagonisti ed allora tutti gli ingredienti delle grandi storie vengono messi in gioco: mistero, dramma, violenza, pentimento, guerra, riunioni familiari, ricordi, un po’ di Francia e il sostegno affidabile di una famiglia solida alle spalle.

 Momenti di riflessione

McEwan  gripped me, as  all his  books always do… Moving. odinary and extraordinary events become “moments of being”, reflections, glimpses of past. Hints for re-thinking your life. Henry’s father-in-law and Daisy and Poetry; mum slipping into forgetfulness, oblivion and death.   Theo playing jazz; the chateau in France: great atmosphere! So many things, so deep emotions!  War, Iraq and “the right thing to do. 

Mi piace tanto. E’ pieno d’amore, anche coniugale… Suggestivo il riferimento all’effetto quasi magico ed ipnotico della poesia di Matthew Arnold, che qui acquista uno spessore profondo grazie proprio ai suoi legami con le emozioni dei protagonisti della storia.

Riporto solo qualche verso iniziale dalla poesia Dover Beach (1867) pubblicata in appendice a testimonianza del suo ruolo e quello della poesia in generale nel romanzo e nella vita di alcuni dei protagonisti, tra Francia e Inghilterra:

The sea is calm tonight.

The ride is full, the moon lies fair

Upon the straits; on the French coast the light

Gleams and is gone; the cliffs of England stand,

Glimmering and vast, out in the tranquil bay.

Come to the window, sweet in the night–air!

E la chiusura è coinvolgente e liberatoria: il sonno, tanto desiderato, arriva nel caldo abbraccio con l’unica donna di sempre. E il giorno finisce, portandosi con sé tutte le pene.

Finisce qui e mi lascia il cuore pieno di emozione…

Praises

“Dazzling…profound and urgent” Observer

“By recoding with such loving care the elements of one Englishman’s life, Saturday explores the question of to what extent it is possible to insulate yourself against the world’s concerns” Guardian

 

 

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