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Per vincere la malinconia. Camilleri racconta “IL GIORNO DEI MORTI” in Sicilia. Ricordate? Ci portano regali e “morticini” da divorare. slurp!

 

martorana terrenormanneit

Tra una zucca e l’altra…Da oggi, Giorno di Ognissanti a domani, Giorno dei Morti.

Ragazze, ricordate? Questo frammento  siciliano di pura bellezza è per voi!

E aggiungo un pizzico di Abruzzo, con cibo e acqua da far trovare ai defunti  nella loro visita notturna! E calze appese al camino per regalini e dolcetti. Qualcosa del genere accade anche in alcuni paesi dell’Africa: cibo  portato  sulle tombe dei propri cari, allegramente.  

 Raccontatelo  ai vostri bambini.

da Racconti quotidiani di Andrea Camilleri

Fino al 1943, nella nottata che passava tra il primo e il due di novembre, ogni casa siciliana dove c’era un picciliddro si popolava di morti a lui familiari. Non fantasmi col linzòlo bianco e con lo scrùscio di catene, si badi bene, non quelli che fanno spavento, ma tali e quali si vedevano nelle fotografie esposte in salotto, consunti, il mezzo sorriso d’occasione stampato sulla faccia, il vestito buono stirato a regola d’arte, non facevano nessuna differenza coi vivi. Noi nicareddri, prima di andarci a coricare, mettevamo sotto il letto un cesto di vimini (la grandezza variava a seconda dei soldi che c’erano in famiglia) che nottetempo i cari morti avrebbero riempito di dolci e di regali che avremmo trovato il 2 mattina, al risveglio.

Eccitati, sudatizzi, faticavamo a pigliare sonno: volevamo vederli, i nostri morti, mentre con passo leggero venivano al letto, ci facevano una carezza, si calavano a pigliare il cesto. Dopo un sonno agitato ci svegliavamo all’alba per andare alla cerca. Perché i morti avevano voglia di giocare con noi, di darci spasso, e perciò il cesto non lo rimettevano dove l’avevano trovato, ma andavano a nasconderlo accuratamente, bisognava cercarlo casa casa.

Mai più riproverò il batticuore della trovatura quando sopra un armadio o darrè una porta scoprivo il cesto stracolmo. I giocattoli erano trenini di latta, automobiline di legno, bambole di pezza, cubi di legno che formavano paesaggi. Avevo 8 anni quando nonno Giuseppe, lungamente supplicato nelle mie preghiere, mi portò dall’aldilà il mitico Meccano e per la felicità mi scoppiò qualche linea di febbre.

I dolci erano quelli rituali, detti “dei morti”: marzapane modellato e dipinto da sembrare frutta, “rami di meli” fatti di farina e miele, “mustazzola” di vino cotto e altre delizie come viscotti regina, tetù, carcagnette. Non mancava mai il “pupo di zucchero” che in genere raffigurava un bersagliere e con la tromba in bocca o una coloratissima ballerina in un passo di danza. A un certo momento della matinata, pettinati e col vestito in ordine, andavamo con la famiglia al camposanto a salutare e a ringraziare i morti.

Per noi picciliddri era una festa, sciamavamo lungo i viottoli per incontrarci con gli amici, i compagni di scuola: «Che ti portarono quest’anno i morti?». Domanda che non facemmo a Tatuzzo Prestìa, che aveva la nostra età precisa, quel 2 novembre quando lo vedemmo ritto e composto davanti alla tomba di suo padre, scomparso l’anno prima, mentre reggeva il manubrio di uno sparluccicante triciclo.

Insomma il 2 di novembre ricambiavamo la visita che i morti ci avevano fatto il giorno avanti: non era un rito, ma un’affettuosa consuetudine. Poi, nel 1943, con i soldati americani arrivò macari l’albero di Natale e lentamente, anno appresso anno, i morti persero la strada che li portava nelle case dove li aspettavano, felici e svegli fino allo spàsimo, i figli o i figli dei figli. Peccato. Avevamo perduto la possibilità di toccare con mano, materialmente, quel filo che lega la nostra storia personale a quella di chi ci aveva preceduto e “stampato”, come in questi ultimi anni ci hanno spiegato gli scienziati. Mentre oggi quel filo lo si può indovinare solo attraverso un microscopio fantascientifico. E così diventiamo più poveri: Montaigne ha scritto che la meditazione sulla morte è meditazione sulla libertà, perché chi ha appreso a morire ha disimparato a servire.

A.Camilleri-RICCARDINO. Il conflitto del “Doppio” impera, ma non nella lettura di coppia, su Kindle

riccardino-cop

Che genio sei Andrea! Un genio della gestione di Autori e  Personaggi. Tu e Elvira Sellerio, tua complice nell’ offrire agli affezionati lettori pillole di  piacere, ben dosate negli anni e ormai irrinunciabili. Avete prodotto  sui lettori una dipendenza difficilmente curabile.

Cosa succederà ora che il principio attivo  non è più disponibile? Cosa succederà a noi vecchi drogati, dopo aver letto e riletto  le gesta di Salvuccio Montalbano e averlo visto  nel suo alias Zingaretti-Riondino per l’ennesima volta? Non lo so.

So con certezza che il principio attivo si rigenererà per i  futuri Lettori, rendendo anche loro convintamente Montalbaniani.

A proposito di Lettori, chiedo scusa a chi non ama leggere su Kindle, ma su questo dispositivo si può davvero fare un’ interessante esperienza di “lettura di coppia”. L’ abbiamo fatta Stefano ed io con Riccardino. È bello scambiarsi opinioni e notare che spesso quello che colpisce uno  non viene notato dall’altra, e allora si aggiunge sapore a sapore e tutto diventa più gustoso. credetemi. A qualcuno di voi è successo?

Ma torniamo a Riccardino, ultimo figlio di un padre prolifico. Chi se l’aspettava un romanzo così? Senza anticipare nulla sugli esiti dell’indagine, non posso non parlare della struttura di questo ultimo lavoro del Maestro. Un’invenzione degna dei grandi romanzieri  classici.

montalbano zingaretti

All’ improvviso, nel bel mezzo della storia che ruota intorno all’ assassinio di  Riccardino sciupafemmine, spunta l’Autore, intrusivo come non mai, che dialoga con Montalbano e interferisce prepotentemente nell’ indagine. Il nostro commissario sembra stordito da questa presenza inaspettata.

Il dottor Riccardo Lopresti, direttore di banca ha tre amici del cuore e per lo meno tre donne, mogli degli amici, che a turno  soddisfano i suoi insaziabili appetiti sessuali. Qualcuno decide di farlo fuori.

Delitto passionale? Forse, è la soluzione più semplice. Pratica chiusa. Delitto di mala legato al suo lavoro di direttore di banca e alla sua natura di amante degli intrighi? Forse. Più difficile da dimostrare, pratica aperta e complicata assai.

Assaggi

 Anche Camilleri affronta il  Doppio-Montalbano Tv vs Montalbano romanzo-
“E cioè che mentri che per doviri d’ufficio reciti un certo pirsonaggio, per confunniri la testa di chi stai ’ntirroganno, tu, nello stisso tempo, ti osservi, ti consideri, ti giudichi, t’apprezzi o no. Sei contemporaneamenti attori e spettatori di quello che stai facenno. E quindi, se hai recitato bene la parti, l’autro Montalbano, quello che assistiva al tiatro, ti fa i complimenti. E tu ti nni compiaci, propio come un attori si compiace dei complimenti che il pubblico gli fa. Prima ’sta camurria di sdoppiamento non ti era mai capitata, la facenna è accomenzata quanno le storie che hai contato all’Autore sono state trasmesse in tv.”

Una gara persa“Sei stato contagiato, Montalbà. Senza volirlo, hai principiato ’na gara tra te e l’attori, ecco tutto. Ma vedi, è ’na gara inutili e impari, pirchì mentri che la tilevisioni avi milioni di spettatori, tu hai sulo a tia stisso. E l’attori sarà sempri cchiù bravo di tia per almeno dù raggiuni: la prima è che l’attori sapi quello che sta per succidiri mentri che tu sei sempre costretto a ’mprovisari, la secunna è che lui ha studiato da attori e tu da commissario. La vuoi sapiri qual è l’unica, Montalbà? L’unica è che quanno trasmettono il programma che porta il nome tò, tu astuti la tilevisioni, nesci di casa e ti nni vai al ginematò a vidiri Paperino.” 

Il Vescovo Partanna e Pirandello «Volevo conoscerla di pirsona pirsonalmenti come direbbe Catarella» attaccò il pispico con un surriseddro. «Sa, ho letto i libri che sono stati scritti su di lei e ho visto anche qualche puntata in televisione. Non male. Ma una cosa è un personaggio e una cosa è una persona».”

Il ricordo della mamma, come fruscio di spighe al vento“Ma di subito gli vinni un pinsero: se arrinisciva a ristari vigliante, sicuramenti avrebbi viduto a sò matre. Di lei non s’arricordava nenti, tranne ’na speci di luci biunna ’n movimento, come le spiche di frumento quanno supra ci batte il soli, e delle spiche di frumento cataminate dal vento faciva lo stisso fruscio liggero liggero.”

Il triciclo con il morto, che corsa! si misi a curriri col triciclo nei vialetti del camposanto chini di genti e ’ncontrò a ’na quantità di picciliddri come a lui che jocavano coi regali che gli avivano portato i morti: monopattini, atomobili a pidali, trenini, fucili, aeroplanini, bambole. E si chiamavano, arridivano, si passavano di mano i regali, cangianno il jorno dei morti in un jorno di festa.”

Riccardino bravo figliolo«Vede, Riccardino era un cittadino esemplare, un cattolico osservante, voleva apparire inappuntabile in tutto, temeva sempre di essere criticato o di dare motivo a maldicenze. Così invece tutto restava, come dire, in famiglia».”-

Montalbano invecchia male-“Le tue indagini non sono più quelle di una volta. Sei troppo spesso incerto, vago, contraddittorio e perfino divagante. Tiri di continuo in ballo il problema della vecchiaia imminente, mentre io so benissimo che si tratta di un alibi per coprire le tue troppe indecisioni.”

A. Camilleri- I TACCHINI NON RINGRAZIANO.Piccola antologia di fiabe dal sapore antico.

i tacchini di camilleri

Andrea Camilleri: “Ho finito di scrivere questi racconti più di dieci anni fa. Se li pubblico ora è perché ho avuto la fortuna di poter abbracciare Matilda e Andrea, i miei due pronipoti, ai quali dedico il libro”.

Il lepro che ci beffò-Storia di un vecchio lepre  che beffa il cacciatore con una piroetta. Quante ne aveva viste di ammazzatine di lepri! Alla fine si è vendicato! 

Pimpigallo e il cardellino-Tenero dialogo tra animali… quando la gabbia è una prigione da cui non si vuole scappare. Fino alla morte!

Aghi, cane diffamato-Un povero cagnolino affettuoso, mezzo storto e sordo passa per un terribile cane da buca che caccia i porcospini… nomen omen. Cosa fare con lui? Tenerlo in casa? Tenerlo lontano dalle bimbe per non rischiare azzannamenti? Alla fine il problema verrà risolto nel migliore dei modi. E Aghi scodinzola e ringrazia.

I tacchini non ringraziano– Satira politica… Bellissimo

“Sia lode dunque alla dignità dei tacchini che muoiono ma non ringraziano. Mentre ci sono tanti capi di Stato che, invitati al tavolo del potente alleato americano come ospiti d’onore, fanno la stessa fine dei tacchini. E loro, oltretutto, ringraziano.”

L’incantesimo della volpe-Non voglio più venire a caccia anche se mi piace il tirassegno su bottiglie e barattoli. Il primo sparo a ripetizione… gli appostamenti con papà  e i cacciatori, l’incantesimo della volpe d’oro cieca e velocissima…

Due incontri allo zoo…privato. Breve storia di due innamoramenti. Uno ricambiato e uno no. Le regine oggetto di desiderio e amore? Una tigre e una capra. E dei problemi di estinzione delle specie.

Il principe arrabbiato-Storia di un’intervista con Turi Ferro sul terrazzo magnifico di una villa nobiliare di Palermo. Il principe cugino della proprietaria ,principessa di B. dorme, non bisogna disturbarlo. Non appena Turi inizia a recitare il monologo e le riprese iniziano, qualcuno urla disperato per farlo tacere. La troupe decide di cambiare location. Interviene la principessa mediatrice e si scopre che…

Amicizia-Il cane e il gatto; la rana e la lucertola. Storia di amicizie tra animali che hanno dell’incredibile!

Non toccare le mie ciliegie, capito?– Ti eri illuso di poterti fare una scorpacciata di ciliegie mature nella villa in Toscana? Non avevi fatto i conti con un esserino all’apparenza innocuo e leggiadro…

L’anno della grande caccia-come la sola idea delle vipere scatena un putiferio nell’assolata campagna toscana, nell’idilliaca atmosfera di vacanza…per non parlare dei rimedi del contadino!

Il giorno che i maiali si sbronzarono– Esilarante. Maiali ubriachi! Cose mai viste! Però che buona l’uva di Andrea…una sbronza così non si dimentica facilmente. Ma in fin dei conti non si sono comportati da…porci!

Elegia per il barone– Le perversioni del calcio. Quando i bambini sanno essere più feroci del più feroce essere sulla terra e un gatto diventa pallone. Quando i bambini sanno lenire le pene e i golfini diventano profumate copertine.

BEFANA 2020- Andrea Camilleri- I TACCHINI NON RINGRAZIANO.Piccola antologia di fiabe dal sapore antico.

 

i tacchini di camilleri

Andrea Camilleri: “Ho finito di scrivere questi racconti più di dieci anni fa. Se li pubblico ora è perché ho avuto la fortuna di poter abbracciare matilda e Andrea, i miei due pronipoti, ai quali dedico il libro”.

Il lepro che ci beffò-Storia di un vecchio lepre  che beffa il cacciatore con una piroetta. Quante ne aveva viste di ammazzatine di lepri! Alla fine si è vendicato! 

Pimpigallo e il cardellino– Tenero dialogo tra animali… quando la gabbia è una prigione da cui non si vuole scappare. Fino alla morte!

Aghi, cane diffamato– Un povero cagnolino affettuoso, mezzo storto e sordo passa per un terribile cane da buca che caccia i porcospini… nomen omen. Cosa fare con lui? Tenerlo in casa? Tenerlo lontano dalle bimbe per non rischiare azzannamenti? Alla fine il problema verrà risolto nel migliore dei modi. E Aghi scodinzola e ringrazia.

I tacchini non ringraziano– Satira politica… Bellissimo

“Sia lode dunque alla dignità dei tacchini che muoiono ma non ringraziano. Mentre ci sono tanti capi di Stato che, invitati al tavolo del potente alleato americano come ospiti d’onore, fanno la stessa fine dei tacchini. E loro, oltretutto, ringraziano.”

L’incantesimo della volpe – Non voglio più venire a caccia anche se mi piace il tirassegno su bottiglie e barattoli. Il primo sparo a ripetiione… gli appostamenti con papà  e i cacciatori, l’incantesimo della volpe d’oro cieca e velocissima…

Due incontri allo zoo…privato. Breve storia di due innamoramenti. Uno ricambiato e uno no. Le regine oggetto di desiderio e amore? Una tigre e una capra. E dei problemi di estinzione delle specie.

Il principe arrabbiato– Storia di un’intervista con Turi Ferro sul terrazzo magnifico di una villa nobiliare di Palermo. Il principe cugino della proprietaria ,principessa di B. dorme, non bisogna disturbarlo. Non appena Turi inizia a recitare il monologo e le riprese iniziano, qualcuno urla disperato per farlo tacere. La troupe decide di cambiare location. Interviene la principessa mediatrice e si scopre che…

Amicizia-Il cane e il gatto; la rana e la lucertola. Storia di amicizie tra animali che hanno dell’incredibile!

Non toccare le mie ciliegie, capito?– Ti eri illuso di poterti fare una scorpacciata di ciliegie mature nella villa in Toscana? Non avevi fatto i conti con un esserino all’apparenza innocuo e leggiadro…

L’anno della grande caccia-come la sola idea delle vipere scatena un putiferio nell’assolata campagna toscana, nell’idilliaca atmosfera di vacanza…per non parlare dei rimedi del contadino!

Il giorno che i maiali si sbronzarono– Esilarante. Maiali ubriachi! Cose mai viste! Però che buona l’uva di Andrea…una sbronza così non si dimentica facilmente. Ma in fin dei conti non si sono comportati da…porci!

Elegia per il barone– Le perversioni del calcio. Quando i bambini sanno essere più feroci del più feroce essere sulla terra e un gatto diventa pallone. Quando i bambini sanno lenire le pene e i golfini diventano profumate copertine.

Agosto: UN MESE CON MONTALBANO, che goduria!

un mese con Montalbano

Nei 30 racconti che compongono la raccolta Un mese con Montalbano, viene magistralmente condensato tutto il mondo del famoso commissario. Il dono di questi racconti è infatti la sintesi. Lo spazio narrativo è limitato e dunque trama ed effetto devono necessariamente essere super contenuti.

Si potrebbe avere l’impressione iniziale che la narrazione sia solo “accelerata”, ma è solo una falsa impressione. Tutto è studiato, controllato magistralmente da Camilleri e l’effetto finale arriva “sorprendente ed immediato”. Viva Poe! Anche la vena ironica tipica del l’autore e del personaggio qui viene esaltata dalla brevità del racconto.

Riconosco in alcune storie la sceneggiatura della fiction televisiva. Gli innumerevoli spunti letterari gettati qua e la tra le righe, mettono in evidenza la cultura enorme di questo scrittore Siciliano così amato da tutti noi lettori. Montalbano legge le opere che Andrea ha già divorato. Opere sofisticate , opere popolari, opere che hanno segnato il percorso di formazione di milioni di persone nel mondo.

Non chiedetemi di scegliere, non posso. Me li sono goduti tutti e in ciascuno ho trovato un piccolo elemento di novità e interesse. Riporto la nota finale dell’autore. Mentre la leggevo sentivo nelle orecchie la voce roca e affabulante di Camilleri. Grande!

un mese con montalbano1

LA GIOSTRA DEGLI SCAMBI-Un altro giro di giostra per Camilleri e Montalbano, record in TV

 

 la giostra degli scambi AC

 

Lunedì 12 febbraio 2018 va in onda su RAI1 La giostra degli scambi di Andrea Camilleri, regia di Alberto Sironi, con un sempre splendido  Zingaretti-Montalbano. Non puoi fare a meno di  guardarla. Sai già cosa ti aspetta, anche perché hai letto il romanzo e conosci molto bene le dinamiche Montalbaniane. Eppure riesci ad arrivare alla fine soddisfatta. Anzi, noti qualcosa di diverso, un nuovo tocco intimo  e sfumato anche nei personaggi. Alberto Sironi  ha alleggerito le intemperanze di Catarella e il taglio  accecante in bianco e nero  della storia e dei personaggi.  Senza snaturare la narrazione  di Camilleri e ri-catturando l’attenzione e l’amore degli appassionati  un po’ stanchi. E allora il record ci sta.

giostra degli scambi

“Ogni romanzo di Camilleri ti da quello che ti aspetti. Nessuna sorpresa, nessun brivido di novità, solo rassicuranti storie noir…con Montalbano che invecchia, ma non perde la sua capacità di intuire la verità, anche tra scambi e giri di giostra di ogni tipo.”

Ritorno a Camilleri Inseguendo un’ombra

 

Camilleri_inseguendo un'ombraAlla fine ho ceduto. Sto cominciando a leggere l’ultimo romanzo di Andrea Camilleri, Inseguendo un’ombra.

Per tanto tempo ho conservato nel mio privatissimo serbatoio i ricordi e le emozioni legate a tutte le storie di Camilleri che ho letto.

Fanno parte di un felice tratto di vita in Sicilia. È lì che, nell’estate del 1995, sprofondata scomodamente su una sdraio, di fronte al mare dei Ciclopi, sono partita con Il Birraio di Preston,  poi mi sono lasciata affascinare dalla Concessione del Telefono e via via da tutti gli altri fino ad oggi, incluse le serie televisive con il vecchio e il giovane Montalbano.

Non ho mai voluto parlare dei romanzi di Camilleri, perché ho sempre avuto la sensazione di non poter aggiungere nulla a quanto milioni di persone hanno già scoperto, amato e raccontato sui suoi libri. Un forma di pudore critico o forse di egoismo totale mi hanno frenato.

Ora faccio finta di partire da zero e inizio il mio viaggio attraverso la “potente azione narrativa” di Inseguendo un’ombra. Alla fine tornerò da voi per fare quattro chiacchiere.

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